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lunedì 25 luglio 2016

Si piange in compagnia..

La Madonna piange: nuovo prodigio nella terra del Papa          Da 15 giorni a Rio Cuarto la cattedrale è presa d'assalto per la lacrimazione di una statua della Madonna. E tra i testimoni c'è anche il parroco. La diocesi lo chiama già "un evento tenero nel piano di salvezza di Maria". Che negli ultimi anni sembra aver eletto la terra del Papa a sua patria speciale.           
La fila dei fedeli è interminabile e inizia sulla strada, vicino alle auto che sfrecciano su Avenida Consitution. Si mettono in fila alla mattina presto e nell’attesa recitano un rosario. Una volta entrati nella cattedrale vengono accolti da canti religiosi e dopo pochi istanti si trovano di fronte alla statua: giusto il tempo di toccarle le guance umide con un fazzoletto, affidarsi per un voto che è già il momento di lasciare spazio ad altri.

A Rio Cuarto accade così da almeno 2 settimane. Da quando nella cattedrale della cittadina argentina della provincia di Cordoba, la statuetta della Madonna del Cerro di Salta ha iniziato a lacrimare misteriosamente. Da quel giorno, e per l’Argentina non era un giorno a caso dato che era il 9 di luglio, festa nazionale dell’indipendenza argentina, nel Duomo di questa cittadina di 140mila abitanti c’è ressa continua.
Accorrono dalla provincia, dalle campagne, facendo anche ore e ore di autobus attraverso le estremità della pampa, per vedere e pregare. Un rito millenario, che popoli e fedeli hanno accompagnato con fede e devozione. Un rito che si sta ripetendo in questo angolo del mondo da quando il 9 luglio scorso una signora anziana che si era recata davanti alla statua per un’orazione ha notato le guance umide.
In cattedrale era in corso il Te Deum di ringraziamento che solitamente si recita nel giorno della festa nazionale, durante il canto la donna è andata ad avvertire il parroco, Padre José Luis Benfatto, che si è precipitato subito davanti al manufatto notando non solo le guance umide ma anche vere e proprie lacrime che sgorgavano dagli occhi, anch’essi inumiditi. Da quel giorno, in molti, si parla di circa un centinaio di persone hanno potuto vedere quello che sembra essere a tutti gli effetti una manifestazione soprannaturale.
E mentre i fedeli si rincorrevano con il passa parola, il sacerdote ha preso carta e penna e ha informato il vescovo diocesano. Questi, dopo aver conosciuto i dettagli dell’episodio misterioso, ha deciso di acconsentire alla devozione e di portare la statua della Madonna di Salta sotto al presbiterio, alla fine della navata centrale dove da quel giorno la processione è ininterrotta.
Non prima di aver scritto un documento prudente sulla “presunta lacrimazione”, che però non mostra affatto scetticismo. “Il piano di salvezza di Maria ci conduce a suo figlio Gesù – ha scritto il vescovo mons. Adolfo Uriona -. Questo evento ci invita a cambiare il nostro atteggiamento e ad essere più misericordiosi”. Il pianto della Madonna viene definito “presunto”, però ciò non impedisce il vescovo a chiamarlo un evento “tenero” del piano di salvezza della Madonna.
I giornali argentini si sono fiondati a Rio Cuarto con inviati e troupe televisive e hanno intervistato i fedeli in fila, che hanno sottolineato come questo prodigio li abbia avvicinati alla fede. Ma il più gettonato nelle interviste è il parroco, padre José Luis testimone del miracolo.
“Una signora che stava pregando davanti alla statua per chiedere la guarigione di suo marito, mi ha avvisato delle lacrime. Con altri sacerdoti presenti al Te Deum abbiamo notato distintamente che il volto della statua era umido e lo abbiamo asciugato con un fazzoletto. Ma alla fine della messa siamo tornati e l’abbiamo vista ancora inumidita. Abbiamo iniziato così a pregare e in quello stesso giorno mentre stavamo in preghiera con altri fedeli abbiamo visto le lacrime”.
Il sacerdote, nella lunga relazione che successivamente ha mandato al suo vescovo, ha spiegato che le lacrime della Vergine non sono ininterrotte, ma appaiono in determinati momenti. “Però è significativo che la prima manifestazione delle lacrime sia avvenuta nel giorno della festa nazionale come segno di unità e di riconciliazione”.
Singolare poi la storia della statua, che è arrivata a Rio Cuarto due anni fa. “Con un gruppo di parrocchiani – ha spiegato il sacerdote – abbiamo deciso di pregare la Madonna di Salta”. Qui, alcuni anni fa una veggente di nome Maria Livia, ha sostenuto di aver avuto nel 2006 una visione della Madonna e di aver ricevuto alcuni messaggi. Ma mentre la diocesi locale di Salta dopo un’indagine ha sostenuto che “non ci sono prove di un’attività soprannaturale a Salta”, la devozione per l’immagine dell’”Immacolata madre del cuore eucaristico di Gesù di Salta” è continuata senza sosta.
Attratti da quella devozione anche i membri dell’associazione poliziotti in congedo della provincia di Cordoba, hanno portato a Rio Cuarto la statua della Madonna di Salta con l’idea di costruire una cappella e nel frattempo l’hanno lasciata in custodia alla Cattedrale. Ora, dopo questo prodigio l’associazione ha deciso di donare la statua alla Diocesi.
Come ha detto il vescovo “sarà il tempo” a chiarire la vicenda e a definire i contorni di questa devozione, ma una prima riflessione è d’obbligo. Con l’evento prodigioso di Rio Cuarto l’Argentina sembra essere diventata una terra prediletta dalla manifestazione del divino. A Buenos Aires negli anni ’90 si sono verificati ben tre miracoli eucaristici, che non sono stati approvati dalla Diocesi, ma il cui culto prosegue ancor oggi indisturbato. Recentemente il mensile di apologetica il Timone ha scoperto che la data dell’ultimo miracolo eucaristico ha coinciso con una data singolare: il 15 agosto 1996, giorno in cui per la prima volta in Argentina veniva concessa la distribuzione della comunione sulla mano. Lo stesso giorno un’ostia cadde dalle mani del sacerdote della chiesa di Santa Maria e venne messa a sciogliere nell’acqua dentro al tabernacolo. Ma una settimana dopo, una suora mentre accedeva al tabernacolo ha visto che l’ostia si era trasformata in un tessuto miocardico.
Il vescovo emerito di San Luis in Argentina mons. Juan Rodolfo Laise sostiene da tempo che la distribuzione della comunione in mano sia una concessione pericolosa da parte della Chiesa, non voluta nelle forme e nei modi così estesi come oggi, da papa Paolo VI, l’unico papa che scrisse un documento a proposito che temeva abusi, sacrilegi e il rischio di perdita di fede eucaristica.
Il Miracolo eucaristico di Buenos Aires rimanda comunque all’importanza e alla perdita di fede eucaristica del popolo, ma l’Argentina è stata teatro anche di un altro importante evento: l’approvazione da parte della Chiesa locale delle apparizioni della Madonna del Rosario di San Nicolas, che nel 1983 si presentò alla veggente così: “«Sono la patrona di questa regione, fate valere i miei diritti»”.  I messaggi, incentrati sulla crisi della famiglia e sulla perdita di sacralità della vita, sono continuati fino ad oggi, con alcune pausa, ma in questo caso, la Chiesa, nella primavera scorsa, ha preso una posizione favorevole.
Tutti questi eventi sono singolari e sembrano ricondursi in un unico filo rosso, in una terra che dal 13 marzo 2013 vanta anche di aver dato i natali al 266esimo pontefice della Chiesa cattolica.

di Andrea Zambrano
25-07-2016