ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

domenica 24 luglio 2016

Subliminal gospa (Evvài...) e vera Maria*

Medjugorje, da una foto spunta “apparizione” sulla collina
immagine da Mediugorie
Quella che vi proponiamo è una foto scattata da una persona di cui conosciamo bene la serietà mentre affrontava la salita del Podbrdo, la collina di Medjugorje sulla quale il 24 giugno 1981 è apparsa la Madonna a sei bambini, diventati i sei veggenti conosciuti in gran parte del mondo che ricevono apparizione, alcuni quotidiane, della madre di Gesù.
Su quella montagna sono tante le cose apparentemente inspiegabili segnalate da chi si reca in quella cittadina, sono tanti quelli che hanno scattate foto al paesaggio trovando impressionata sulla pellicola qualcosa che non avevano visto.
E’ questo il caso della foto che vi mostriamo. Non intendiamo suggerire quello che vediamo, lasciamo a voi l’interpretazione della foto chiedendovi soltanto di guardare senza preconcetti.
http://www.pupia.tv/2016/07/home/medjugorje-da-una-foto-spunta-apparizione-sulla-collina/360169

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L’Assunta di Montallegro che appare e scompare
di Rino Cammilleri 22-07-2016
Di certo Guareschi l’avrebbe inserita nel suo Mondo Piccolo, questa storia che sembra una novella e che è accaduta al santuario della Madonna di Montallegro, in quel di Rapallo. Il Mistero dell’Icona Rubata comincia (e finisce) il 14 luglio, quando il sacrestano scopre il furto con scasso. Cassette per le offerte sventrate, arredi sottratti, la miracolosa immagine dell’Assunta sparita. 
Il santuario di Montallegro a RapalloSconcerto nella cittadinanza, nel clero, nelle autorità civili. I carabinieri indagano, i fedeli pensano di tassarsi per pagare il riscatto. Dopo qualche ora i militi trovano nei paraggi un grimaldello e due pissidi abbandonate dai ladri. Balordi? Furto su commissione? Boh. Comunicati stampa, interviste, dichiarazioni, sindaco, vescovo, comandante dei Carabinieri. Poi, il colpo di scena. Il giorno stesso qualcuno alza gli occhi e l’icona è di nuovo al suo posto. Ma come, anche quelli che hanno effettuato i rilievi sulla cornice forzata giurano che prima non c’era! Ad aggravare la circostanza, il fatto che quell’icona è venerata proprio perché specializzata in sparizioni-riapparizioni. 
Il giornalista genovese Diego Pistacchi ricorda che tutto cominciò il 2 luglio 1557, quando il popolano Giovanni Chichizola, di ritorno dal mercato di Genova, stanco e accaldato si appisolò all’ombra di una roccia sul monte Leto. Fu svegliato dalla Madre di Dio, che gli apparve e gli disse di voler essere onorata in quel luogo. Come prova, fece sgorgare una polla da cui il veggente poté dissetarsi e lasciò impressa sulla roccia la scritta «Nessuno osi trasferirmi da qui». Quando sparì, l’uomo vide una cosa che prima non c’era: un’icona bizantina raffigurante la Dormizione della Vergine tra Angeli e Apostoli. 
Il popolo di Rapallo, arciprete in testa, portò devotamente l’icona in chiesa, in attesa di metterla nella cappella che la Madonna aveva chiesto e che sarebbe sorta con calma. L’indomani, quando il prevosto aprì l’armadio in cui l’aveva riposta, sorpresa. Non c’era più. Chi era stato? Tutti però avevano un alibi. Fu ritrovata sotto la famosa roccia sul Leto e di nuovo ricondotta in processione a Rapallo, dove questa volta fu custodita meglio (con certi fedeli, zelanti a modo loro circa la volontà della Vergine, non si sapeva mai). Ma sparì di nuovo. Non si perse tempo in ricerche e si andò a colpo sicuro: era tornata nella cavità sul monte. 
Capìta l’antifona mariana, i lavori per la cappella in loco partirono subito e in breve tempo la Madonna ebbe ciò che aveva chiesto. E, siccome Ella non è usa domandar qualcosa senza elargire nulla in cambio, ecco che i miracoli cominciarono a fioccare, tanto che la fama si sparse e la cappella divenne chiesa e poi santuario. Nel 1572 a lei si rivolsero i marinai di una nave dalmata proveniente da Ragusa (oggi Dubrovnik) e a rischio naufragio nel golfo. Scampati, salirono al monte per ringraziare. Altra sorpresa: quella era l’icona scomparsa da Ragusa nel 1557. 
La cosa finì davanti alla magistratura genovese, che, dopo accurate indagini, dovette arrendersi: i ragusei avevano ragione. Così, si dovette restituirla. Quelli la portarono sulla loro nave e salparono verso casa. Ma, una volta in mare, a bordo non la si trovò più. Indovinate dov’era andata. Esatto. Da allora, per cinque secoli, è rimasta lì; nemmeno Napoleone, roi des voleurs, osò toccarla. Fino al 14 luglio 2016. Anche qui, scomparsa e ricomparsa. Miracolo pure questa volta? No. Un semplice (ma complesso) antifurto: al primo tentativo di effrazione, un sensibile meccanismo “ingoia” l’icona e la fa risalire dopo qualche ora. Il mistero, semmai, è dato dal fatto che nessuno ne era a conoscenza, né parroco, né vescovo, né sindaco, né carabinieri. Eh, siamo in Italia…