ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

domenica 18 settembre 2016

Come se dare la morte fosse una terapia

A tappe forzate verso la Riforma delle Pensioni. Definitiva. Per eutanasia.



Il lettore avvertito riconoscerà  qui oltrepassata d’un balzo anche la fase 3 della finestra di Overton:  superata in Belgio da  anni la fase 1 (impensabile) e la fase 2 (oltranzista –  ma ammesso in casi-limite), si è già allo stadio 3 (accettabile: ciò che in precedenza era legale nella capitale  della UE  solo per adulti consenzienti, adesso viene applicato a minori senza il loro  consenso).
Ciò apre, anzi spalanca, per l’oligarchia transnazionale  che  da  tanti anni  si prende cura dell’umanità occidentale, un’abissale  “finestra” (di opportunità) la cui desiderabilità non sfuggirà a chi conosce quanto  alla UE dispiaccia lo stato dei  conti pubblici  italiani. Voglio  dire:  a bruciare le tappe a questo ritmo, entro quattro mesi la senatrice Monica Cirinnà del PD  proporrà  il disegno di legge    per l’eutanasia dei pensionati; ed entro sei,  il Parlamento l’approverà a  larga maggioranza, con il titolo di Riforma delle  Pensioni.   Sui principali media ufficiosi, economisti di grido ne spiegheranno ed elogeranno il carattere di “risanamento dei bilanci INPS”, in annoso e deplorevole passivo  (“Via dal profondo rosso”, titolerà 24 Ore) da quando ai lavoratori privati sono stati accollate le pensioni dei dipendenti pubblici, fondendo  nell’Inps il loro INPDAP.
Finalmente l’Istituto della Previdenza Sociale rivedrà il segno più nell’ultima riga di bilancio, annuncerà  lieto Tito Boeri; e i giovani (peraltro disoccupati) cesseranno di dover pagare gli assegni dei vecchi di biasimevole longevità. Anche il Sistema Sanitario Nazionale ne avrà immenso alleviamento,  è ovvio.
Magari qualche vecchietto cercherà di opporsi al Risanamento dell’Inps,  farà   ricorso alla magistratura;  sarà perseguito dalla riprovazione dei media  progressisti e dei partiti politici avanzati;  le  tv lo   bolleranno come  “tanatofobo”; e  riveleranno che  ha anche espresso intenzioni”omofobe” e “xenofobe” (lamentando l’eccesso di vicini di casa musulmani del Niger); il priore Enzo Bianchi, ormai cardinale, ne biasimerà aspramente l’egoismo calloso, indifferente al Bene assoluto – quello della finanza pubblica da “riassestare”, per entrare nei parametri di Maastricht.
E’ prevedibile che il riprovevole  contestatore della “Cirinnà II”  cercherà di far valere il vieto argomento della  volontà privata.  Possiamo persino immaginare che il vile non esiterà a scendere tanto in basso, dal cercar di far valere il detto “Il  corpo è mio e lo gestisco Io”, con cui la benemerita, perseguitata e sofferente categoria delle Femministe si è acquistata, fra lacrime e sangue, il diritto all’Aborto (anzi IVG): decrepito parassita di slogan oltre che parassita sociale, meritevole della pubblica gogna sui social media.  Nessuno ignora infatti che  il Diritto dei Diritti ha fatto da allora immensi passi avanti;   la Magistratura, sempre all’avanguardia quanto alla concessione di “diritti”  di ogni minoranza,  avrà gioco facile a respingere la pretesa del Parassita di vivere ancora, gravando sui bilanci pubblici.   I nostri giudici respingeranno  il ricorso dell’egoista, ed è facile intuire con quali argomenti: è proprio il precedente che ha avuto luogo in Belgio. Il diciassettenne eliminato mica ha dato il consenso; l’hanno dato per lui i genitori. Il vecchietto a carico Inps può convocare in udienza mamma e papà? No? Allora la Corte nominerà per lui un Tutore Legale,  un ‘padre in affitto’  – che darà per lui il consenso all’eutanasia .
Applausi di tutti i media e i partiti avanzati: “Ce lo chiede l’Europa”.  E comincerà, a tappe forzate,   il Risanamento dell’Inps – in igienico ambiente  ospedaliero.

Il silenzio significativo di  “Francesco”

Post Scriptum.
Chi avesse letto quanto sopra come una satira paradossale, è pregato di ricredersi: ho raccontato un fatto di cronaca.  In anticipo,  d’accordo; ma è  un fatto che sicuramente avverrà.
Ve lo dice un fatto   importantissimo  che forse avete sottovalutato: il silenzio di “Francesco” sull’assassinio del  ragazzo malato che ha avuto luogo in Belgio.  Il mediatico “Francesco”, appena in favore di telecamera,  spara giudizi di condanna: contro  “preti e vescovi alla moda” di cui “il mondo è stanco”, contro chi esita ad accogliere  milioni di clandestini;  spara sui “preti pedofili”, sui “farisei” che non danno la Comunione ai divorziati, sui cristiani che non  ritengono Lutero un mistico e un santo:  ma sull’orrendo omicidio del diciassettenne  avvenuto in Belgio, non ha nulla da dire. Nulla da eccepire. Nulla da condannare.
Parimenti la Chiesa più progressista che  lo adula e si fa’ forza del suo favore. Poniamo: il cardinale tedesco Reinhard Marx, l’obeso compare di Kasper,  ha  ritenuto di dover spezzare una lancia a favore del TTIP, i trattati commerciali Usa-Ue che sono stati interrotti: “Un giusto ordine mondiale necessita di regole comuni!”,  ha dettato  alle agenzie di stampa. Così’ sappiamo che la Chiesa tedesca è a favore dei commerci globali;  ma come la pensa sull’uccisione di un malato minorenne senza il suo consenso, avvenuta nella civilissima Europa, nulla da dire.

Vuole il TTIP

Vi chiedete come mai? Che sia per istinto o per istruzioni ricevute,  “Francesco”  e i compari della nuova chiesa umanitaria e globale sanno che sull’eutanasia, i Superiori Incogniti hanno aperto la Finestra di Overton:  il che significa che le critiche non sono ammesse. Chi ci proverà, avrà contro la bufera mediatica, propagandistica, tutti i mezzi della  seduzione con cui si crea  il nuovo Conformismo Trasgressivo.  Al fondo del quale c’è la demonizzazione e l’esclusione sociale  di chi osa resistere.
Perché, come nota genialmente Enzo Pennetta (L’Ultimo Uomo – Malthus, Darwin, Huxley e l’invenzione dell’antropologia capitalista –   Circolo Proudhon, 2016)  , la strategia della finestra di Overton (in forza della quale, ha mostrato il regista Michalkov, si può legalizzare anche il cannibalismo) agisce anche nel senso inverso – per chi si oppone ai Superiori. E ne fa’ dei paria.
Come sapete, il succedersi normale delle fasi di Overton è:
1 – impensabili
2 –  oltranziste
3 accettabili
4 – sensate
5 – diffuse
6 – legalizzate
, e sono le  fasi grazie a cui divorzio, aborto, nozze di finocchi e uteri in affitto  sono divenuti da divieti, dei “diritti”. Ma Pennetta nota che chi apre la Finestra di Overton la fa’ funzionare, contro i suoi nemici, all’inverso.
Il meccanismo è questo.
Fase 1, Legale:il divieto in questione (non uccidere un malato) è ritenuto giusto dalla totalità della popolazione e perciò garantito e tutelato dalla legge.
Fase 2: “diffusa” – Le idee prima riconosciute come giuste dalla totalità sono ancora dominanti, ma ora la totalità è diventata una maggioranza che deve accettare la  presenza di nicchie di popolazione che la pensano diversamente, e le cui ragioni vengono spiegate da esperti del settore.  Fase 3: “sensata”:  il divieto legale viene ritenuto giusto da una quota sempre minore di opinione pubblica. Aumenta il numero di esperti e personaggi pubblici che si dichiarano contrarie a quella proibizione.
Fase 4, ‘accettabile”:  le  nuove idee vengono sostenute da personaggi dello spettacolo e si diffondono sotto le sembianze di una modernizzazione dei costumi e di un progresso civile. Le aree di permanenza delle vecchie convinzioni sono sempre più ristrette cominciano a  caratterizzare una parte “retrograda”  della popolazione.
Fase 5, “oltranzista”: i sostenitori del vecchio divieto (di uccidere) sono bollati come oscurantisti” “integralisti”, “bigotti”.
Fase 6, “impensabile”:  in questa fase il vecchio divieto è divenuto il retaggio di un passato incivile e  chi continua a sostenerlo  viene emarginato e biasimato dal resto della società. In questa fase,m si possono contemplare  delle sanzioni legali contro chi si oppone all’omicidio eutanasico, sanzioni ritenute giuste dalla maggioranza della popolazione.
No, El Papa non si farà mai trovare tra i  bigotti e retrogradi.
E ce lo chiede l’Europa.
“I l 3 maggio scorso, a Bruxelles, una società americata, la MHB, acronimo che sta per Men Having Baby Inc., ha riunito 200 persone provenienti da Francia, Belgio e Germania. Scopo: Una dimostrazione e l’esibizione di un campionario di servizi legati a venti e più agenzie e cliniche specializzate in questo “servizio” e dislocate in Canada, negli Stati Uniti e India.
Rivolta specificamente a un pubblico di sodomiti che voglioni diventare genitori., la fiera di Bruxelles  mette in contatto ‘uteri’ e ‘acquirenti’

Le “fabbriche di bambini” [baby factory] sono nei Paesi poveri, gli acquirenti in quelli ricchi. Gli ovuli possono venire da ogni dove. Capita allora che ovuli provenienti dall’Ucraina, possano unirsi a sperma svedese e dar vita a un bambino in una clinica tibetana o bengalese. Chi può permetterselo va negli USA, in uno degli 8 Stati che consentono questa pratica. I costi lievitano, ma il bambino avrà cittadinanza statunitense per via dello jus soli e non ci saranno troppi problemi legali per “importarlo” in Europa come figlio proprio. Chi ha i soldi ha i mezzi per aggirare ogni ostacolo. Chi non li ha, si rivolge ai discount ucraini.




La pubblicità della Fiera dell’Utero. Ribattezzata “Giornata della Uguaglianza Familiare” , impagabile.




“Un omicidio camuffato da terapia consensuale”. Il cardinale Elio Sgreccia: così si va verso il baratro etico


(Giacomo Galeazzi) «È un abuso su un minore, un salto nell’abisso. In Belgio lo Stato decide la morte di un ragazzo mascherandola da terapia consensuale», afferma il cardinale bioeticista Elio Sgreccia, fondatore del Centro di Bioetica dell’Università Cattolica e presidente emerito della Pontificia Accademica per la vita. Cosa è davvero successo in Belgio dal punto di vista bioetico? «Ci aspettavamo questo abominio.
Un anno fa in Olanda fu stipulato un patto tra un gruppo di pediatri e le autorità sanitarie: in pratica il “via libera” all’eutanasia sui minori pur in assenza di una legge. In caso di gravi malattie da cui non si può guarire, il Belgio ha inserito questo delitto nella propria legislazione. E a quel punto era chiaro che prima o poi la norma sarebbe stata applicata. L’ipocrisia ulteriore è la formula del consenso alle cure. Un crimine!». Qual è il criterio che la Chiesa contesta al governo belga? «Si equipara l’atto deliberato di dare la morte ad un minorenne a una terapia per portare sollievo al malato. Ad aggravare il quadro è la bugia della consapevolezza. Si attende una liberatoria del paziente, come quando gli viene richiesto di acconsentire alla somministrazione di un purgante. Il parere aggiuntivo chiesto a un minore camuffa di falso rispetto quello che è un autentico abuso. Si applica la stessa formula che autorizza il ricorso alle cure. Come se dare la morte fosse una terapia. Un mostro giuridico senza eguali». In cosa è un aggravamento? «Il passo verso il baratro etico e legislativo è stato quello di far passare un anno fa per consenso alla cura quello che in realtà è un consenso alla morte. A quel punto era già palese che non ci sarebbero più stati argini a questa atroce barbarie». Secondo la dottrina cattolica va considerato «delitto di Stato»? «Lo Stato non può calpestare la dignità dell’essere umano. E’ una deriva che non dovrà estendersi al resto d’Europa e che interroga le coscienze. E’ la negazione della vita, i medici non possono dare la morte. Neppure il paziente può disporre della vita, figuriamoci lo Stato». Il consenso come si configura? «Oltre al delitto dell’omicidio, in Belgio si è verificata la mistificazione di far credere al minore che si sia agito per recargli sollievo. La condotta delle autorità costituisce un abuso su un minore e un vergognoso raggiro. Ciò rende ancora più inammissibile la situazione. L’Europa non può assistere in silenzio».


La Stampa

DON DIVO BARSOTTI. «QUELLA CHE NEL MONDO PAGANO ERA LA COSA PIÙ TERRIBILE, È DIVENTATA LA PIÙ BELLA: LA MORTE»

Don Divo Barsotti (dal minuto 2:24 a 4:55)

«La verità deve essere detta tutta, non si può negare l'inferno, c'è un dogma… il non dire certe cose, il non affermarle, il metterle da parte, è già mentire…» 
«Se si toglie la dimensione escatologica al cristianesimo, il cristianesimo diventa una menzogna: noi illudiamo il mondo, inganniamo gli uomini, non possiamo dare agli uomini né la pace, né la giustizia, né la vita…»
«Ci si limita a parlare soltanto di sociale, di venire incontro agli uomini, di promozione umana, degli infermi, dei malati, di quello che volete: non è questo soltanto il cristianesimo, è anche questo, ma non è tutto il cristianesimo. Dov'è il primato di Dio?...» 
«Questa vita ha un valore e un senso solo se è una preparazione, solo se è un cammino che ci porta al di là…» 
«Che cosa può succedere che mi tolga questa gioia di sentirmi amato da un Dio, da un Dio che è eterno? Perché l'amore degli altri, sì, è una cosa bella, però finisco io e finiscono loro… l'amore di Dio, invece, che è eterno, fa eterno anche me…» 
«Lo Spirito Santo deve portarvi come il vento le foglie di autunno: siete una foglia che non è più attaccata al ramo, ma si lascia portare dal vento. Questo deve essere il cristiano: sei legato ancor? Se sei legato non puoi correre, non puoi volare…» 
«Quella che nel mondo pagano era la cosa più terribile, è divenuta la cosa più bella: la morte è la cosa più bella che possa esistere, perché è attraverso la morte che si giunge alla vera vita. Io non posso accettare di vivere così: pensi tu di poterlo accettare, di vivere 700 anni… e chi ti porta poi nella carrozzina? Ci sembra che sia realtà questa e ci fidiamo di questa, ci leghiamo a questa tanto che abbiamo paura della morte. La morte non aggiunge nulla a noi, fa cadere il velo. Questa vita non è la nostra vita e dobbiamo capirlo che tutta la nostra vita tende alla morte non come a una fine, ma come al compimento. È bellissima la vecchiaia non vengano a dirmi che non è bella, è la cosa più bella di tutte perché siamo più vicini al traguardo…»
Eutanasia sui minori: Belgio e Usa forza tutta
di Benedetta Frigerio18-09-2016

In fondo era solo questione di tempo. In Belgio ieri si è assistito al primo caso di eutanasia su un minore e di fatto questo è un record che il Paese europeo potrà vantare nel mondo. A questo ha portato la legge approvata nel 2014 alla quale è stata dato un punto di non ritorno. La notizia è stata riportata dal quotidiano fiammingo Het Nieuwsblad che nell’articolo ha iniziao così l'articlo: “In silenzio e nella discrezione più assoluta per la prima volta nel nostro Paese un minorenne è morto per eutanasia”.
Nel testo non vengono riferiti né il nome né i dettagli sul bambino, neppure l’età, ma solo che è avvenuto nelle Fiandre. La dolce morte in Belgio consente di sopprimere la vita dei figli minorenni considerati malati terminali dopo averne fatto richiesta al medico curante, il quale deve sottoporre il caso e ricevere l'autorizzazione del 'Dipartimento di controllo federale e valutazione dell'eutanasia'. La legge specifica che anche il minore deve esprimere una forma di consenso. Ma in fondo si tratta di una morte annunciata perché l’approvazione della legge aveva bisogno solo di un evento scatenante, che è avvenuto. Ma ci sono Paesi dove il dibattitto sull’eutanasia per i minori è in corso e si serve di storie che facciano presa secondo la ben nota tecnica radicale del caso limite per sensibilizzare l’opinione pubblica. Uno di questi Paesi sono gli Stati Uniti.
A soli 14 anni ha deciso di aver superato la soglia di sopportazione della malattia e, con l’appoggio materno, ha annunciato la volontà di lasciarsi morire. È così che la teenager americana Jerika Bolen, cresciuta con una madre single, è diventata in poco tempo il nuovo volto del movimento pro eutanasia degli Stati Uniti. Nata con l’atrofia muscolare spinale, una patologia neurodegenerativa che colpisce le cellule nervose del midollo spinale che governano i muscoli, è ora costretta a dover respirare dodici ore al giorno con il ventilatore. La ragazzina si è quindi convinta che il livello di fatica aveva raggiunto un grado troppo elevato. E, certa che «sarò di nuovo libera», che «camminerò» stando «vicino a Dio», ha messo da parte le lacrime e la tristezza che l’hanno assalita quando per la prima volta ha pensato di lasciarsi morire rifiutando il respiratore. 
«Sapevo che prima o poi sarebbe arrivato questo momento», ha dichiarato la madre. Così a luglio, per festeggiare la dipartita di Jerika, lei e il team medico hanno deciso di mettere in scena la replica del ballo scolastico di fine anno, attirando migliaia di persone che hanno partecipato al “party” d’addio. Non solo, perché da tutti gli Stati Uniti sono giunti altrettanti biglietti di auguri, persino da numerosi personaggi pubblici che non hanno mancato l’occasione per prestare la propria firma e perorare la causa. Invece che offrirle supporto nel vivere tutta la vita che gli è data, o almeno piangere per la tragedia di una figlia che si ribella alla fatica dell’esistenza, tutti i presenti compresa sua madre hanno edulcorato così, esattamente come può fare una teenager, la realtà della morte. Nonostante la decisione di sottrarsi dalle cure Jerika è ancora viva anche se non sono noti i dettagli delle sue condizioni. 
Decisa a far capire alla ragazzina che la fuga nella morte non può essere una liberazione dalla sofferenza (la quale è innanzitutto richiamo al bisogno di senso e di amore incondizionato) è Carrie Ann Lucas, direttore esecutivo dell’Associazione americana per i diritti dei genitori di disabili. Lucas ha ora chiesto l’intervento delle autorità per indagare sui particolari del caso, anche perché “un bambino, infatti, non è in grado di prendere decisioni di questo genere e per la legge lei è un bambino”. Insieme a Lucas altre quattro associazioni hanno domandato al dipartimento dell’Infanzia e della Famiglia del Wisconsin di prendere in esame la vicenda, dato che “la malattia di Jerika è progressiva ma non è terminale”. Le associazioni in difesa dei disabili hanno anche fatto notare le ripercussioni dannose che una scelta simile, soprattutto se pubblicizzata, ha sulla mentalità generale. Diane Coleman, direttore esecutivo dell’organizzazione Not Dead Yet, ha spiegato che invocare la morte per malattia incrementa il pensiero per cui «le persone disabili vanno rottamate», facendole sentire di troppo. 
Eppure, a chiedere alla ragazzina di ripensarci, sono stati anche alcuni adulti nelle sue condizioni o genitori di bambini disabili, convinti a dare loro tutto l’amore necessario per sostenerli ad affrontare la malattia. E, perciò, convinti che la vita valga la pena di essere vissuta sempre e in ogni caso, fino alla fine. Uno sguardo che a un mondo che rifiuta il dolore può persino apparire crudele rispetto a quello “compassionevole” della madre di Jerika che ai microfoni della Wluk-Tv ha dichiarato: «Jerika ti amo così tanto che non ti farò soffrire». A meno che non si cominci a presupporre che la vita ha un destino buono e che percorrendola tutta si cresca fino al compimento della propria persona. Solo in questo caso non risparmiare il dolore e la fatica a un figlio non solo acquista senso, ma diventa necessario. E solo in questa prospettiva si può smettere di manipolare la vita dei propri cari. Al contrario si uccide l’altro, anche senza arrivare all’eutanasia fisica. Prima che di cure, è di questo sguardo verso l’aldilà, ma radicato nell’aldiquà, che Jerika, come ciascuno uomo, ha bisogno per vivere con dignità.