ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

martedì 13 settembre 2016

La radice degli errori bergogliani

Francesco, la misura è colma!



Francesco ha infine trovato la tiara pontificia che gli si addice (1)

«Ed a rompere senza più gl’indugi Ci spinge anzitutto il fatto, che i fautori dell’errore
già non sono ormai da ricercarsi fra i nemici dichiarati;
ma, ciò che dà somma pena e timore, si celano nel seno stesso della Chiesa,
tanto più perniciosi quanto meno sono in vista.
Alludiamo, o Venerabili Fratelli, a molti del laicato cattolico e, ciò ch’è più deplorevole, a non pochi dello stesso ceto sacerdotale,
i quali, sotto finta di amore per la Chiesa, scevri d’ogni solido presidio di filosofico e teologico sapere,
tutti anzi penetrati delle velenose dottrine dei nemici della Chiesa,
si dànno, senza ritegno di sorta, per riformatori della Chiesa medesima;
[…]
Per verità non si allontana dal vero chi li ritenga fra i nemici della Chiesa i più dannosi.
Imperocché, come già abbiam detto, i lor consigli di distruzione non li agitano costoro al di fuori della Chiesa, ma dentro di essa;
ond’è che il pericolo si appiatta quasi nelle vene stesse e nelle viscere di lei,
con rovina tanto più certa, quanto essi la conoscono più addentro.
Di più, non pongono già la scure ai rami od ai germogli;
ma alla radice medesima, cioè alla fede ed alle fibre di lei più profonde.» (2)

(San Pio X, Enciclica Pascendi, 1907, 2-3)



Tavola delle materie

Introduzione.
1. L’omosessualismo non più condannato, ma «integrato».
2. Il laicismo va nel senso della «Storia».
3. Chiesa e Sinagoga, una pari dignità.
4. Eresie caratterizzate.
5. Amoris laetitia: la distruzione del matrimonio e l’abolizione del peccato tramite la falsa misericordia.
6. Il mondialismo e la «conversione ecologica».
7. L’«eco-enciclica» Laudato Si’.
8. Spaventose bestemmie.
9. Sostegno all’islam e all’immigrazione musulmana in Europa.
10. Francesco, Teilhard de Chardin e il panteismo.
11. Francesco, parossismo dell’ecumenismo conciliare.
12. La questione della pena di morte.
13. Verso un governo mondiale.
Conclusione.

Introduzione

Parlare di Francesco potrebbe rivelarsi, non solo un esercizio particolarmente sgradevole, ma soprattutto pericoloso, per una duplice ragione che attiene sia al passato sia al futuro. Circa il passato, vi è il rischio di focalizzare eccessivamente l’attenzione sulla persona di Bergoglio, trascurando così di ricordare da dove viene la crisi attuale, la quale, per l’essenziale, non riguarda Francesco: lui non fa che esacerbarla e condurla alle sue estreme conseguenze. Circa il futuro, c’è il rischio di perdere di vista il senso di questa crisi spaventosa, rimanendo in qualche modo «prigionieri» dell’incubo attuale e dimenticando che, Dio permettendo, se ne parla per meglio far risplendere la gloria di Nostro Signore quand’Egli si degnerà di intervenire per punire i malvagi, ricompensare i giusti e restaurare ogni cosa.

Il primo rischio consiste dunque nel perdere di vista il quadro d’insieme e nel sopravvalutare una persona a detrimento dell’intero sistema di cui egli è solo una componente interscambiabile. Il secondo rischio, ancora più grave, sta nell’indebolimento della virtù teologale della speranza, dimenticando che Nostro Signore ha già vinto il male e che noi, se Gli restiamo fedeli, per grazia di Dio, partecipiamo alla Sua vittoria.

Ecco perché mi sforzerò primariamente di dimostrare, circa il passato, che la radice degli errori bergogliani affonda nel Vaticano II. Secondariamente, circa il futuro e per non cadere nello scoraggiamento, tenterò di mettere in risalto l’aspetto escatologico della crisi attuale, ricordando, come dice San Paolo che «tutto concorre al bene di coloro che amano Dio» (Rm. 8, 28); e che lo spiegamento del mistero d’iniquità, anche nel luogo santo, è permesso da Dio per meglio far risaltare il Suo trionfo al momento del Giudizio delle Nazioni: il Dies Irae nel quale sarà annientato l’impero del male.

Corruptio optimi pessima, la corruzione del migliore è quanto c’è di peggio. La più grande autorità morale sulla terra messa al servizio del male e della menzogna, diviene necessariamente il principale fattore rivoluzionario al mondo.

Come ho detto prima, quest’opera di iniquità non è dovuta solo a Francesco, in quanto si è abbeverato alla fonte avvelenata del Vaticano II e ne è divenuto l’ultimo dei propagatori, ma certo è che con lui la rivoluzione nella Chiesa ha incontestabilmente raggiunto un nuovo traguardo, ha effettuato un salto qualitativo: l’errore e la menzogna, la blasfemia e il sacrilegio, sono divenute onnipresenti e si manifestano con una sfrontatezza spudorata, tali da rendere irrespirabile l’atmosfera spirituale.

A quasi tre anni e mezzo di pontificato, l’opera di devastazione perpetrata da Francesco supera ogni immaginazione:
bisogno di una conversione ecologica;
richiesta di perdono ai «gay» per essere stati «discriminati» dalla Chiesa;
costruire una «nuova umanità» con la «cultura dell’incontro»;
la Chiesa e la Sinagoga hanno una «pari dignità»;
Maria e la Chiesa hanno dei «difetti»;
Lutero non si è sbagliato sulla dottrina della giustificazione;
gli Stati cattolici sono incompatibili con il senso della «Storia»;
i musulmani sono dei «figli di Dio»;
la pena di morte per i criminali è «inammissibile»;
un giorno la specie umana si estinguerà;
non esiste il Dio cattolico;
la moltiplicazione dei pani non c’è stata;
Dio si serve dell’evoluzione e non è un «mago»;
il matrimonio cristiano è solo un «ideale»;
il linguaggio dei luterani e quello dei cattolici riguardo all’Eucarestia è «la stessa cosa»;
la Chiesa ha avuto in passato dei «comportamenti inumani», ma dopo il Vaticano II ha imparato «il rispetto» delle altre religioni… 

L’elenco è interminabile (3).

Questo studio non si propone di essere esaustivo (e come potrebbe esserlo senza assumere proporzioni enciclopediche?), esso ha solo il modesto obiettivo di passare sommariamente in rivista le principali aberrazioni e devastazioni messe in atto da quest’uomo idolatrato dai media del sistema e adulato da tutti i nemici della Chiesa. Le iniquità di questo pontificato sono di una vastità e di una indecenza tali che non ci si può impedire di dire col salmista:
«Àlzati, giudice della terra, rendi ai superbi quello che si meritano! Fino a quando i malvagi, Signore, fino a quando i malvagi trionferanno? Sparleranno, diranno insolenze, si vanteranno tutti i malfattori?» 
(Salmo 94, 2-4).

Bada, Francesco: la misura è colma…


1. L’omosessualismo non più condannato, ma «integrato»



In un’epoca in cui la tirannide omosessuale si esercita quasi senza restrizioni su tutto il pianeta, Francesco ha reso delle dichiarazioni e ha compiuto dei gesti che rafforzano chiaramente l’ideologia omosessualista. Ecco alcuni fatti precisi.
Tutti si ricordano della frase choc che pronunciò nella sua conferenza stampa sul volo di ritorno dalla GMG di Rio de Janeiro nel luglio 2013: «Chi sono io per giudicare?», parlando degli omosessuali. Questa breve frase fece immediatamente il giro del pianeta e guadagnò a Francesco l’elezione a Uomo dell’Anno 2013 da parte della rivista LGBT americana The Advocate. In seguito ci fu la chiamata telefonica dell’8 dicembre 2013 ad un transessuale spagnolo, una femmina diventata «maschio», Diego Neria, con la quale Francesco l’invitò a venirlo a trovare in udienza privata a Roma con la sua «fidanzata», a spese del Vaticano, incontro che ebbe luogo il 24 gennaio 2014. Nell’occasione, Francesco si fece fotografare in Vaticano con il duo lesbico e la foto fece il giro del mondo. Secondo «Diego», al momento della chiamata Francesco gli avrebbe detto:
«Dio ama tutti i suoi figli, quale che sia la loro situazione, e tu sei figlio di Dio ed è per questo che la Chiesa ti ama e ti accetta così come sei.»



Macarena (la novia!?), Bergoglio, Diego Neria

Il 21 marzo 2014, Francesco è stato ripreso dalle videocamere della televisione italiana mentre passeggiava mano nella mano col prete omosessualista italiano Luigi Ciotti. Il 6 maggio 2014, ha concelebrato in Vaticano con un altro prete omosessualista, Michele de Paolis, a cui stringe le mani dopo la Messa davanti ai giornalisti incaricati di immortalare la scena. Il Giovedì Santo del 2015, lavò i piedi ad un transessuale in una prigione, il quale dopo ricevette la santa Comunione. Tutte queste immagini fecero il giro del mondo.

Nell’intervista dell’agosto 2013 con Padre Antonio Spadaro, direttore della rivista gesuita La Civiltà Cattolica, dichiarò:

«Una volta una persona, in maniera provocatoria, mi chiese se approvavo l’omosessualità. Io allora le risposi con un’altra domanda: “Dimmi: Dio, quando guarda a una persona omosessuale, ne approva l’esistenza con affetto o la respinge condannandola?”».

Francesco si rifiuta dunque di dire che condanna l’omosessualità e, colmo della mala fede, pretende di far credere che l’amore che Dio nutre per gli omosessuali comporterebbe l’approvazione del loro peccato.

Nel corso del suo viaggio in USA, nel settembre 2015, Francesco concesse una sola udienza privata (4), ad una coppia omosessuale, di cui uno era una sua vecchia conoscenza in Argentina. La scena - ricordo che si trattava di un’udienza cosiddetta «privata» - fu filmata e diffusa immediatamente dalla stampa e mostrava Francesco che abbracciava e baciava il duo sodomita.


Quando Francesco parlò al Congresso degli USA, non disse una parola sul preteso «matrimonio» gay che era stato appena imposto per via giudiziaria in tutto il paese. Né disse una parola a proposito del crimine dell’aborto che in quel paese fa innumerevoli vittime ogni anno, e questo mentre poco tempo prima era esploso lo scandalo del traffico d’organi di neonati abortiti, ad opera del Planning Familial americano in vista della cosiddetta «ricerca medica». Piuttosto, Francesco trova opportuno perorare la causa dell’abolizione della pena di morte, condannandola come intrinsecamente ingiusta e contraria alla «inalienabile dignità della persona umana», cosa che è falsa perché contraria alla rivelazione divina e al magistero della Chiesa. Francesco si erge quindi a favore della preservazione della vita degli assassini, ma non spende una parola su quella degli innocenti massacrati nel ventre materno.

Ecco delle cifre che illustrano perfettamente la mala fede di Francesco: l’anno scorso vi sono stati negli USA 1.200.000 aborti e solo 28 esecuzioni della pena capitale. Ma egli al Congresso parla contro la pena di morte e non del genocidio dei bambini non nati, né dei crimini perpetrati dal Planning Familial.  Ed ecco un dato molto significativo: nel suo discorso al Congresso americano, su 3.500 parole pronunciate non una sola riguardava Nostro Signore Gesù Cristo, mentre invece occupavano un posto d’onore i nomi di noti sovversivi, come Abramo Lincoln o Martin Luther King.

Per concludere questa parte, ecco ciò che ha detto Francesco il 16 giugno scorso, nel corso della conferenza stampa sul volo di ritorno dall’Armenia. Ad un giornalista che gli ha chiesto cosa ne pensasse della dichiarazione del cardinale Marx, secondo cui la Chiesa cattolica dovrebbe chiedere perdono ai «gay» per averli «discriminati»,  egli ha risposto:

«Io credo che la Chiesa non solo debba chiedere scusa a questa persona che è gay, che ha offeso, ma deve chiedere scusa anche ai poveri, alle donne e ai bambini sfruttati nel lavoro; deve chiedere scusa di aver benedetto tante armi… i cristiani devono chiedere scusa di non aver accompagnato tante scelte, tante famiglie... Io ricordo da bambino la cultura di Buenos Aires, la cultura cattolica chiusa … da una famiglia divorziata non si poteva entrare in casa! Sto parlando di 80 anni fa. La cultura è cambiata, grazie a Dio.» (5). 

In questo modo, Francesco si fa apertamente portavoce dei nemici della Chiesa che passano il tempo ad attaccarla e a diffamarla e questa complicità è presentata apertamente senza alcun ritegno.


2. Il laicismo va nel senso della «Storia»

Il 27 luglio 2013, in un discorso rivolto alla classe dirigente del Brasile, Francesco fece l’elogio della laicità dello Stato e del pluralismo religioso e si espresse in questi termini:

«Considero anche fondamentale in questo dialogo il contributo delle grandi tradizioni religiose, che svolgono un fecondo ruolo di lievito della vita sociale e di animazione della democrazia. Favorevole alla pacifica convivenza tra religioni diverse è la laicità dello Stato, che, senza assumere come propria nessuna posizione confessionale, rispetta e valorizza la presenza della dimensione religiosa nella società, favorendone le sue espressioni più concrete.» (6).

Qui si tratta di indifferentismo religioso allo stato puro. Francesco valorizza il preteso apporto sociale di tutte le «grandi tradizioni religiose» ed anche la fallace «neutralità» dello Stato nei confronti della rivelazione divina e dell’insegnamento della Chiesa. Per confutare simili empietà basta leggere appena un po’ un qualsiasi documento magisteriale emesso tra la Rivoluzione e il Vaticano II, in particolare Immortale Dei di Leone XIII e Quas Primas di Pio XI. Riporto qui un breve passo dell’enciclica leonina del 1885:

«È chiaro che una società costituita su queste basi deve assolutamente soddisfare ai molti e solenni doveri che la stringono a Dio con pubbliche manifestazioni di culto. La natura e la ragione, che comandano ad ogni singolo individuo di tributare a Dio pii e devoti atti d’ossequio, poiché tutti siamo in Suo potere e tutti, da Lui originati, a Lui dobbiamo ritornare, impongono la stessa legge alla società civile. […] Santo deve dunque essere il nome di Dio per i Principi, i quali tra i loro più sacri doveri devono porre quello di favorire la religione, difenderla con la loro benevolenza, proteggerla con l’autorità e il consenso delle leggi, né adottare qualsiasi decisione o norma che sia contraria alla sua integrità.» (7).

Ed ecco un’altra citazione, tratta dall’enciclica con la quale Pio XI istituì la solennità di Cristo Re, nel 1925:

«La celebrazione di questa festa, che si rinnova ogni anno, sarà anche d’ammonimento per le nazioni che il dovere di venerare pubblicamente Cristo e di prestargli obbedienza riguarda non solo i privati, ma anche i magistrati e i governanti: li richiamerà al pensiero del giudizio finale, nel quale Cristo, scacciato dalla società o anche solo ignorato e disprezzato, vendicherà acerbamente le tante ingiurie ricevute, richiedendo la sua regale dignità che la società intera si uniformi ai divini comandamenti e ai principî cristiani, sia nello stabilire le leggi, sia nell'amministrare la giustizia, sia finalmente nell'informare l'animo dei giovani alla santa dottrina e alla santità dei costumi.» (8).

Queste due brevi citazioni bastano ampiamente a provare, a tutti i lettori intellettualmente onesti, non solo l’impostura bergogliana contenuta nelle sue dichiarazioni sulla laicità, ma soprattutto quella della dichiarazione conciliare Dignitatis humanae, che contraddice nero su bianco la dottrina cattolica in materia. E quando si consideri che allo scopo di applicare la dottrina novatrice di Dignitatis humanae, il Vaticano ha chiesto di stipulare dei nuovi concordati agli Stati che erano ancora cattolici, come l’Italia e la Spagna, cosa che equivale né più né meno ad una richiesta formale di apostasia dalla religione cattolica, allora si coglie la misura della gravità della crisi attuale, di cui Francesco è solo l’erede e l’ultimo degli artefici.

Martedì 1 marzo 2016, Francesco ha ricevuto i Poissons Roses, socialisti francesi sedicenti di «ispirazione cristiana». Ecco cosa ha detto loro:

«La vostra laicità è incompleta... La Francia deve diventare un Paese più laico. Occorre una laicità sana […] Una laicità sana include un’apertura a tutte le forme di trascendenza, secondo le differenti tradizioni religiose e filosofiche. D’altro canto anche un laico può avere un’interiorità» (9).

Anche qui Francesco rivendica ogni forma di «spiritualità», comunque sia, arrivando perfino a rivendicare quella degli atei, con lo Stato che dovrebbe limitarsi a svolgere il ruolo di garante di tale pretesa «libertà religiosa», che sarebbe una fonte di ricchezza per la società.
E ha rincarato la dose lo scorso maggio, in un’intervista concessa al giornale francese La Croix:

«Gli stati devono essere secolari, quelli confessionali finiscono male. Sono contro la storia.» (10

Bisogna arrendersi all’evidenza: quest’uomo mente come respira. Tre brevi frasi, tre grossolane menzogne. Con lui si direbbe che più grande è la menzogna, meglio è.
Innanzi tutto, la società politicamente organizzata, e cioè lo Stato, deve professare la vera religione e ad essa conformare le sue leggi: è la rivelazione divina e il magistero della Chiesa che ce l’insegnano, come abbiamo visto prima. Poi, se gli Stati cattolici sono “finiti male”, nel senso che sono spariti, questo non è accaduto in forza del loro essere cattolici, ma a causa degli attacchi incessanti dei loro nemici esterni ed interni. Infine, dicendo che «sono contro la storia», Francesco dimostra di professare un determinismo storico filosoficamente e teologicamente aberrante, perché nega la libertà dell’uomo e, soprattutto, la divina Provvidenza, tale da cadere in una gnosi panteista ed evoluzionista simile a quella di Georg Hegel e Pierre Teilhard de Chardin.

Ed ecco un’ultima citazione, tratta dal discorso del 28 gennaio scorso all’italiano Comitato Nazionale per la Bioetica:

«E’ noto a tutti quanto la Chiesa sia sensibile alle tematiche etiche, ma forse non a tutti è altrettanto chiaro che la Chiesa non rivendica alcuno spazio privilegiato in questo campo, anzi, è soddisfatta quando la coscienza civile, ai vari livelli, è in grado di riflettere, di discernere e di operare sulla base della libera e aperta razionalità e dei valori costitutivi della persona e della società.» (11

Per quanto riguarda la questione della laicità, le quattro dichiarazioni citate provano che la posizione bergogliana, che non è altro che quella insegnata dal Vaticano II e da tutti i suoi predecessori conciliari, è radicalmente incompatibile col cattolicesimo.

(segue)

 
NOTE

1 - http://traditioninaction.org/RevolutionPhotos/A665-Tiara.htm 
2 - http://w2.vatican.va/content/pius-x/it/encyclicals/documents/hf_p-x_enc_19070908_pascendi-dominici-gregis.html
3 -   Per maggiori informazioni sulle innumerevoli eresie e blasfemie di Francesco, si può consultare il libro: Trois ans avec François. L’imposture bergoglienne, pubblicato lo scorso marzo dalle Editions Saint-Remi e la cui versione italiana sarà pubblicata a breve:
http://saint-remi.fr/fr/anti-liberalisme/1432-trois-ans-avec-francois-limposture-bergoglienne.html
 http://saint-remi.fr/de/livres/1436-tres-anos-con-francisco-la-impostura-bergogliana.html
4 - https://www.theguardian.com/world/2015/oct/02/pope-francis-kim-davis-audience-gay-student
 http://edition.cnn.com/2015/10/02/us/pope-gay-washington/ https://www.lifesitenews.com/news/pope-francis-only-real-audience-at-u.s.-embassy-was-with-former-gay-student
5 -  https://w2.vatican.va/content/francesco/it/speeches/2016/june/documents/papa-francesco_20160626_armenia-conferenza-stampa.html6 - http://w2.vatican.va/content/francesco/it/speeches/2013/july/documents/papa-francesco_20130727_gmg-classe-dirigente-rio.html7 - https://w2.vatican.va/content/leo-xiii/it/encyclicals/documents/hf_l-xiii_enc_01111885_immortale-dei.html8 - http://w2.vatican.va/content/pius-xi/it/encyclicals/documents/hf_p-xi_enc_11121925_quas-primas.html9 - http://www.news.va/it/news/incontro-con-un-gruppo-del-cristianesimo-sociale-f10 - https://it.zenit.org/articles/papa-francesco-a-tutto-campo-sul-quotidiano-francese-la-croix/11 -  https://w2.vatican.va/content/francesco/it/speeches/2016/january/documents/papa-francesco_20160128_comitato-nazionale-bioetica.html




di Alejandro Sosa Laprida
Parte prima



http://www.unavox.it/ArtDiversi/DIV1645_Sosa-Laprida_Francesco_la_misura_e_colma_prima.html