ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

sabato 10 settembre 2016

"l'errore che voi non contrastate, voi l'approvate"

Rivoluzione o Contro-Rivoluzione:
da che parte stiamo? / 1
L'importanza dello studio della storia e della scelta di campo che chiama in causa ogni uomo, nel tempo della "post-modernità".
Leone XIII: "l'errore che voi non contrastate, voi l'approvate"

di Pasquale Leone e Sergio Basile / Sete di Giustizia
Rivoluzione o Contro-Rivoluzione











 Rivoluzione nell'era Moderna e post-Moderna   
Lamezia, Catanzaro - di Pasquale Leone e Sergio Basile / Sete di Giustizia – La situazione in cui versa il mondo oggi è caratterizzata da una straordinaria complessità, ma – paradossalmente – dalla presenza angustiante di una mentalità "unica", solo apparentemente "pluralista", sia in campo socio-culturale che politico-economico. Tale mentalità è venuta affermandosi a seguito dello “spappolamento” della società preindustriale denominata (in senso piuttosto dispreggiativo) "Medioevo", tempo invece caratterizzato dall’unità della fede, della cultura e del sistema socio-politico. Nel contempo va dilagando il disagio sociale, accompagnato da non pochi problemi, tutti aventi, comunque, la medesima radice. Malgrado ciò in ogni singolo uomo è latente il bisogno di punti fermi di riferimento, di Verità (con la “V” maiuscola) di religiosità. Emerge pertanto come la crisi del mondo contemporaneo, anche se può sembrar strano a molti, sia riconducibile prettamente motivi religiosi e non sociali, politici, culturali ed economico-finanziari. La prerogativa religiosa, nel bene e nel male, riempie di senso e "non senso" l'evolvere della storia. La verità storica non è di facile lettura: troppi sono i filtri ideologici e le maschere mediatiche che i cultori del credo modernista frappongono tra la verità e l'occhio ingenuo dell'osservatore, che spesso subisce la storia scritta e dettata da una minoranza organizzata e rivoluzionaria. Fondamentale è, pertanto, lo studio della storia, attraverso una ricostruzione logica dei fatti e l'assemblamento di un gigantesco puzzle che passa inevitabilmente dall'indagine e dall'intuito personale, prim'ancora che dalla penna di molti cosiddetti "storici".

 L'importanza dello studio della storia                    
Lo studio dei fatti, senza un appropriato esame delle ideologie, delle tendenze,  e della “radice metafisica”, cioè soprannaturale e metastorica degli stessi – che ad essi fanno da substrato - non esaurisce la conoscenza degli avvenimenti, che vengono quasi sempre travisati, ossia interpretati non adeguatamente. Questo è un serio problema perché, una lettura erronea di un evento provoca spesso il suo ripetersi, anche se con modalità diverse. Quindi, se noi siamo intenzionati a cambiare in meglio la società nella quale viviamo, dobbiamo cogliere il senso profondo degli accadimenti, andare alla loro radice, perché proprio là è situata quella “chiave” che non solo ci permette una corretta lettura di essi ma, ci da la possibilità di poterli controllare: la conoscenza di quanto sta a monte dell’accaduto, ci deve mettere in una posizione privilegiata, ossia ci deve dare la possibilità di leggere i segni dei tempi, e comprendere la reale portata delle Sacre Scritture… per prevedere, più o meno, quanto sta accadendo e di comportarci di conseguenza. Ecco perché è importante lo studio della  Storia o di un fatto che sta accadendo: per coglierne le dinamiche (intrinseche, esaurite, o ancora in via), per poi assecondarle se portatrici di eventi positivi, o ostacolarle se portatrici di eventi nefasti. Ad esempio, parlare di crisi economica e di "lenta crescita dell'economia" (senza sapere che tale pseudo-crisi è in realtà un grande bluff, dietro al quale si cela una truffa monetaria iniziata in sordina secoli orsono, con l'introduzione della moneta emessa dal nulla e a debito dal sistema bancario internazionalista(1) non serve a nulla, fuorché ad ingenerare altra confusione ed un senso di smarrimento funzionale agli interessi degli artefici (rivoluzionari) delle stesse crisi economiche. Da una indagine più approfondita dei fatti, lo storico saprà rintracciare i collegamenti evidenti tra le sette giudeo-massoniche/eretiche/anti-cristiane e il sistema bancario; segno della natura profondamente religiosa delle crisi economiche. Ecco di seguito un altro esempio molto eloquente di questa verità sottaciuta dai libri di storia, tratto dall'analisi storica dell'esperienza della Rivoluzione d'Ottobe e dei suoi postumi.
 Rivoluzione d'Ottobre: un copione già visto            
Al tempo della rivoluzione ebraico-massonica-bolscevico-comunista che insanguinò ed infiammò la Russia Cristiana, oltre alla violenza dei rivoluzionari nelle strade e nelle piazze (con tanto di teste mozzate e chiese distrutte), al controllo dei mezzi d'informazione e all'appoggio indiscriminato, fedele e trasversale della politica rivoluzionaria, ben foraggiata dall'impero ebraico-bancario dei Rothschild (non a caso Ezra Pound definì i politici i "camerieri dei banchieri") i movimenti occulti ed anti-cristiani per riuscire ed essere davvero credibibi dovevano presentarsi come un qualcosa di prossimo alle istanze popolari. La via dell'economia e della finanza si dimostrò in tal senso l'altra grande arma dell'ebraismo sionista e giudeo-massonico (marxismo) per avanzare in maniera spedita ed indisturbata. E ciò (come notò anche lo stesso indimenticato professor Giacinto Auriti -  vedi foto grande a sinistra in copertina(2) sollevando il fittizio dualismo per il controllo del surplus tra classe imprenditoriale e proletari; cioè mettendo in competizione i due gruppi sociali, anziché unirli, denunciando il vero cancro capitalista che succhiava la ricchezza dei popoli a monte: la moneta-debito (3)La privatizzazione della Banca Centrale russa e l'emissione a debito della moneta furono gli strumenti più potenti della rivoluzione per sottrarre ai russi (cristiani) le proprie ricchezze ed annientare la cristianità, per imporre, contestualmente, il sulfureo surrogato religioso del nuovo credo comunista. I nemici di Cristo portarono così a termine una fase critica della loro storica e bimillenaria vendetta: passo decisivo verso la dittatura totale della Post-Modernità, che respiriamo oggi.
Gaza
 Le incredibili Confessioni del rabbino Waton     
                       "Prendendo da loro le proprietà, il loro oro 
               abbiamo ridotto questo popolo a schiavi impotenti.
                                     Siate prudenti e silenziosi!
               Non dovremo avere alcuna pietà per il nemico.
  Dobbiamo preparare la fine degli elementi migliori del popolo russo,
       in modo che la Russia vinta non potrà trovare alcun capo! 
 In tal modo ogni loro possibilità di resistere al nostro potere svanirà". 
                                              Rabbi Hanry Waton – Mosca 1939 (4)
Un altro micidiale strumento di dominio di cui parlò il rabbino Harry Waton (vedi foto grande a destra in copertina) nel suo celebre discorso del 1939, che ci dona un'ulteriore contro-prova del connubio indissolubile e maledetto tra crisi-economiche e "strategia religiosa", fu il deliberato ed auspicato ricorso all'indebitamento mediante lo strumento dei titoli di stato (o titoli del debito pubblico):
"Ma dobbiamo essere cauti, figli d'Israele! La nostra vittoria è vicina, 
perché il nostro potere e l'influenza politica ed economica sulle masse 
           sono in rapido progresso. Compriamo titoli di stato e oro, 
        e quindi abbiamo il controllo del potere sui scambi mondiali.
                                      Il potere è nelle nostre mani!
 Ma attenzione, a non confidare nei loschi poteri dei traditori!"
                                                 Rabbi Hanry Waton – Mosca 1939 (4)
(4) Cfr.: Rabbi Harry Waton – Mosca, 1939 – A Program for the Jews and an Answer to all Anti‑Semites: "But be cautious, sons of Israel! Our victory is near, because our political and economic power and influence upon the masses are in rapid progress. We buy up Government loans and gold, and thereby we have controlling power over the world's exchanges. The power is in our hands, but be careful, place no faith in traitorous shady powers! (Rabbi Harry Waton – Mosca, 1939 – A Program for the Jews and an Answer to all Anti‑Semites)"
 Lotta tra bene e male: base delle azioni umane   
Alla base di tutto ciò che accade vi è, dunque, da oltre duemila anni a questa parte, se non dalla Creazione in poi, una perpetua lotta fra il Bene ed il Male giocata sul sacro filo del libero arbitrio; una guerra costante che condiziona tutta la Storia umana e che, più volte ed in vari modi, è stata dalla Santa Chiesa ribadita, denunciata, e poi dai fatti confermata. La Teologia della Storia cristiana descrive questa contrapposizione fra la Luce e le Tenebre, fra “la Città di Dio” e “la Città di Satana” (S. Agostino), tra “il Corpo Mistico di  Cristo” ed “il Corpo mistico del Diavolo” o “Anticristo” (S. Tommaso), sullo sfondo di un “tempo sacro” ritmato da avvenimenti nodali quali la Creazione, il Peccato Originale e la promessa della Redenzione, l’Incarnazione, la Passione, la Morte, la  Risurrezione, l’Ascensione in cielo di Gesù e la Pentecoste. Questa battaglia ebbe inizio in cielo quando Lucifero (il dio della giudeo-massoneria e dei comunisti e liberal-capitalisti "atei") pronunciò il suo “non serviam” e venne da Dio  precipitato nell’inferno. Questa lotta da allora infiammò la Terra, senza soluzione di discontinuità, e la stessa – come riportano le scritture – durerà fino alla fine  del mondo. Vivere questa vita non è altro che un cammino che ci deve portare, consciamente o inconsciamente, a scegliere da che parte stare. Fare "politica" è quindi un'espressione riduttiva: essa non muore nel campo del sociale ma investe inevitabilmente e soprattutto il campo dello spirito.
 La "politica" del vero Cristiano                               
La "politica vero del cristiano" e dell'uomo che cerca la Verità non può ignorare questa lotta e deve portare ogni suo simile a decidere per una scelta di campo totalizzante. Una cosa è certa: non si uò essere tiepidi ed attendisti. A ricordarcelo Leone XIII nell'enciclicaInimica Vis (5) del 892:
            L’errore che voi non contrastate, voi l’approvate;
               la verità che voi non difendete, voi l’uccidete…
                        non è senza occulta complicità colui
             che omette di affrontare un crimine evidente.
Rivoluzione o Contro-Rivoluzione











 Rivoluzione e Controrivoluzione                           
Rivoluzione e Contro-Rivoluzione, alla luce di quanto detto – come nota anchePlinio Correa de Oliveira, nell'omonima opera (6) -  diventano categorie interpretative della crisi del mondo contemporaneo, e non solo. "Le categorie" interpretative di cui qui ci serviamo per affrontare lo studio di un problema così contorto, difficile ed ingarbugliato, quale è quello della modernità, ovvero dell'ultima fase della ribellione religiosa contro Dio e il Cristianesimo, da parte delle sette eretiche anti-cristiane, nel loro tentativo di esirpare il seme del Vangelo e della Rivelazione dal cuore degli uomini. La Rivoluzione, in particolare, è: 1) “la continuazione nella storia del “non serviam” di Lucifero, primo empio (Domoso Cortés), e … la continua professione di quest(a) original(e) proposizion(e) blasfem(a), di quest(a) bestemmi(a), “da parte di uomini assimilabili a quella che S. Luigi Maria Grignon de Montfort chiama «la maledetta razza del serpente»”(7).2) “è un processo a tappe (spaziale, temporale e storico) che mira dissolvere e a coagulare, cioé ad istaurare uno stato di cose in cui sono annullate tutte le differenze, perfino quella gerarchica, tra Dio, l’uomo e il mondo, per giungere ad un panteismo finale (Dio uguale all’uomo uguale al mondo) attraverso un ateismo di passaggio che favorisca la perdita della nozione della trascendenza di Dio”; 3) “un movimento che mira alla distruzione di un potere o di un ordine legittimo ed all’instaurazione – al suo posto – di uno potere illegittimo. In altre parole possiamo dire che la Rivoluzione è il disordine organizzato e orientato alla conquista di ogni ambito della vita dell’uomo: l'instaurazione del Regno del Male. LaContro Rivoluzione invece è, come insegnava San Luigi Maria de Montfort1) una re-azione, cioè, un’azione diretta contro un’altra azione, ovvero, una reazione ad una rivoluzione; è la restaurazione dell’OrdineE per Ordine intendiamo la pace di Cristo nel Regno di Cristo (e di Maria). Ossia la Civiltà Cristiana, austera e gerarchica, sacrale nei suoi fondamenti, antiugualitaria e antiliberale. Il cercatore di verità e giustizia che non scelga la via della contro-rivoluzione diventa anch'esso rivoluzionario, senza neppure rendersene conto.
 La Civiltà Cristiana                                               
Nella pienezza dei tempi, la seconda persona della Santissima Trinità si è incarnata per annunciare al mondo la Salvezza, per annunciare una lieta notizia (Vangelo) e per liberare l'uomo dal potere del Maligno (e della morte) a causa del peccato originale e della caduta. Dopo un lento e difficile cammino durato tre secoli tale annuncio è diventato patrimonio esperienziale di quei popoli che lo hanno accolto, cioè cultura (comune sentire), grazie al lavoro paziente della Chiesa fondata da Gesù Cristo. Successivamente tale patrimonio si è cristallizzato, ovvero si è materializzato nei manufatti e nelle istituzioni ed è cosi diventato civiltà. La notte di Natale dell’anno 800 nella Basilica di san Pietro a Roma, Carlo Magno re dei franchi fu incoronato da papa Leone III imperatore del Sacro Romano Impero. È la prima Civiltà Cristiana, conosciuta col nome di Medioevo, ma che sarebbe meglio chiamare Preindustriale. Ecco comepapa Leone XIII, un millennio dopo, descrisse nell’Enciclica Immortale Dei la Cristianità medievale: fu già tempo che la filosofia del Vangelo governava gli stati, quando la forza e la sovrana influenza dello spirito cristiano era entrata bene dentro alle leggi, nelle istituzioni, nei costumi dei popoli, in tutti gli ordini e ragioni dello stato; quando la Religione di Gesù Cristo posta solidamente in quell’onorevole grado, che le conveniva, traeva su fiorente all’ombra del favore dei Principi e della dovuta protezione dei magistrati; quando procedevano concordi il Sacerdozio e l’Impero, stretti avventurosamente fra loro per amichevole reciprocanza di servigi. Ordinata in tal guisa la società, recò frutti che più preziosi non si potrebbe pensare, dei quali dura e durerà la memoria, affidata ad innumerevoli monumenti storici, che niuno artifizio di nemici potrà falsare o oscurare”.
Leone XIII, Immortale Dei (8) 
25 Aprile - Nuovo Ordine Mondiale
  Papa Benedetto XV denuncia il pericolo             
il superamento violento e "Rivoluzionario" del modello idilliaco descritto da Leone XIIIin Immortale Dei, qualche anno dopo portò Benedetto XVPapa dal 1914 al 1922, a pronunziare in merito parole molto forti (9) e preoccupate per la deriva mondialista incombente sull'Italia e sul mondo intero: "L'avvento di una Repubblica universale che i peggiori fomentatori di disordine desiderano e aspettano con fiducia, è già un'idea matura per la sua realizzazioneDa questa Repubblica sarebbero bandite le distinzioni nazionali. L'autorità del padre sui suoi figli non sarebbe più riconosciuta, nè quella di Dio sulla società umana. Se queste idee vengono applicate, ne seguirà inevitabilmente un regno di terrore inaudito. Una vasta porzione dell'Europa passa già per questa triste esperienza (gli effetti del social-comunismo giudaico-massonico e luciferino avevano già creato miserie e distruzione in molte regioni – N.d.r.), e noi vediamo che si cerca di estendere questo stato di cose ad altre regioniIl nemico si è preso i nostri soldi, la nostra patria, il nostro lavoro, le nostre capacità, la nostra cultura, la nostra libertà, e ora si vuole prendere i nostri figli per darli in bocca agli orchi e lo fa con l’appoggio dei nostri pseudo governanti e anche, ormai, dimolti dei nostri pseudo pastori, complici silenziosi dell’obbrobrioE noi ci preoccupiamo di pastori che sono passati con i lupi? Questa è l’ora delle tenebre (Lc, 19,22). E sotto la Croce v’era solo chi amava Gesù più di se stesso: sua Madre, Giovanni, la peccatrice redenta dall’amore senza confini. Tutti gli altri, compreso Pietro, erano spariti, nell’ora delle tenebre. E, sotto la croce, un laico, romano, bagnato dall’acqua del costato di Cristo, cadde in ginocchio convertendosi alla Verità e al Bene supremo. Stiamo uniti sotto la croce insieme a Maria Santissima e lottiamo ogni giorno contro il mondo intero appoggiandoci alla Sua forza senza confini, perché Lei è la Regina del Mondo e tutto possiamo in Lei e in Colui che ha vinto il mondo". (Motu Proprio Bonum Sane, Benedetto XV). Contnua…
Pasquale Leone, Sergio Basile  (Copyright © 2016 Qui Europa)
partecipa al dibattito – infounicz.europa@gmail.com
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