ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

lunedì 5 settembre 2016

Non c'è nulla di nascosto che non sarà svelato..

Se è eretico non è papa

Ammesso e non concesso che…

di Salvatore Canto (30-08-2016)
In questo periodo sta facendo scalpore l’iniziativa di 45 intellettuali, studiosi e teologi cattolici, che hanno inviato a Bergoglio una lettera in cui gli si chiede di chiarire se non di correggere alcuni punti secondo il loro parere poco chiari, o addirittura al limite dell’eresia, presenti nella sua esortazione post-sinodale Amoris Laetitia.
Da ciò ne è nato un dibattito sul dilemma se un Papa possa o meno cadere in eresia e in quest’ultimo caso se è lecito deporlo.
Ho letto il parere del teologo Nunzio Nitoglia e devo dire che nonostante il linguaggio un po’ tecnico da quello che ho capito egli sostiene che anche se i teologi del passato e Dottori della Chiesa hanno considerato la possibilità solo teorica, ma non attuabile, che un Papa possa cadere in eresia (cioè ammesso e non concesso) allora il presunto Papa eretico sarebbe deposto ipso facto o dovrebbe essere deposto dall’Episcopato e dai Cardinali.
Il problema sta nel fatto che i Dottori della Chiesa che hanno discusso la questione l’hanno fatto in maniera del tutto teorica facendo seguire all’ammesso il non concesso, ritenendo in pratica che il fatto non potrebbe mai nella realtà accadere per il semplice fatto che il Papa ha l’assistenza dello Spirito Santo e Nostro Signore mai permetterebbe che possa cadere in eresia. Fra l’altro per il Concilio Vaticano I “il Papa può giudicare tutti i fedeli (capito Bergoglio del chi sono io per giudicare?e invece non può essere giudicato da nessuno”, e quindi non c’è autorità in terra che possa deporlo! Può farlo solo Nostro Signore!
Allora come si dirime la questione? I papisti a tempo pieno difendono Bergoglio dicendo (e in questo a mio avviso non hanno torto) che essendo verità di fede che il Papa ha il Primato e l’Autorità, che gli derivano direttamente da Gesù Cristo, non potendo cadere quindi in eresia deve essere seguito comunque, magari interpretando meglio ciò che dice, mentre i contrari a Bergoglio dicono che le cose che ha detto ormai sono ben chiare e rasentano l’eresia e quindi onde non permettergli di fare ulteriori danni andrebbe addirittura deposto.
Come la penso io? Forse i due gruppi hanno entrambi torto e ragione nello stesso tempo. Mi spiego. Il gruppo contrario a Bergoglio sembra sostenere che:
  1. un papa può essere eretico;
  2. il collegio cardinalizio può giudicare il papa.
Ambedue le tesi non stanno in piedi per quello che abbiamo detto. Inoltre tale gruppo cade in contraddizione perché è composto da persone che riconoscono il Primato Petrino ma col sostenere le due tesi lo declassano di fatto al di sotto di quello del il collegio dei vescovi, mentre il gruppo dei senza se e senza ma favorevole a Bergoglio, a mio parere, fa un pessimo servizio alla ragione e alla retta dottrina (le “sparate” di Bergoglio sono evidenti) e poi anche alla Carità perché si rifiuta di identificare le “sbavature” di Francesco, facendo così correre il rischio a chi lo segue di sbagliare perché magari indotto in errore da una cattiva interpretazione.
Ma allora come si risolve il problema? A mio modesto avviso non si è considerato un fatto cruciale: quando si dice “ammesso e non concesso che il papa possa essere eretico” si presuppone che la persona di cui si sta parlando sia papa dall’inizio. Ma chi ci dice che Bergoglio sia veramente papa? Ci sono tutta una serie di circostanze e di fatti che farebbero ritenere per lo meno dubbia la validità della sua elezione.
Non voglio ripetermi né tediare il lettore con argomenti che sono stati sviluppati altrove (si vedano infatti i miei post precedenti Qui e poi Qui e poi Qui) per cui riassumo il tutto con due interrogativi molto seri:
  1. le dimissioni di Ratzinger sono state veramente libere e valide?
  2. le procedure seguite durante il Conclave che ha portato all’elezione di Bergoglio sono state regolari?
A queste domande si è risposto in vari modi, ma resta il fatto che i “si” alle due questioni restano, secondo il mio parere personale e di altri, come non assolutamente certi: permangono situazioni oscure che non sono state ancora chiarite e che quindi non permettono la certezza al 100% limpida e cristallina. Sarebbe necessaria una commissione di inchiesta molto seria che dissipasse i dubbi, ma per poter correttamente operare dovrebbe essere composta da cardinali scelti con un sorteggio e Bergoglio dovrebbe togliere il vincolo del segreto sui fatti del Conclave…
Ma penso che faccia capolino anche un terzo interrogativo. Alcuni sostengono che dei cardinali elettori abbiano avuto delle frequentazioni molto strette con la massoneria, se non addirittura che possano esserne affiliati. Qualcuno addirittura ha sostenuto che lo stesso Bergoglio possa esserlo stato. Io non credo a queste voci, anche perché non ci sono prove e quindi le considero solo illazioni gratuite. Ma come si è fatta l’ipotesi“dell’ammesso e non concesso che un papa possa cadere in eresia”, penso che sia lecito porsi anche la domanda “se un cardinale dovesse essere affiliato alla massoneria”“ammesso e non concesso che venga eletto” sarebbe un vero papa? La risposta credo sia negativa, perché gli affiliati alla massoneria sono scomunicati, ma di questo non sono sicuro, avrei bisogno del parere di qualche teologo o di un esperto di diritto canonico.
Ma torniamo alla questione che ritengo cruciale e cioè: “ammesso” che qualcuno ritenuto papa venga riconosciuto con certezza reo di eresia, siccome per volere soprannaturale (quello di Nostro Signore) il papa non può essere né in potenza né in atto eretico allora questo qualcuno non sarebbe stato papa sin dall’inizio, cioè non decadrebbe dal papato per il semplice fatto che non sarebbe mai stato papa. Avremmo allora una persona con gli atteggiamenti esteriori e le vesti del papa ma che non lo sarebbe affatto perché non avrebbe riconoscimento soprannaturale. Un non-papa, un falso papa. Quindi se un papa dovesse cadere in eresia dimostrerebbe anche di non essere stato mai papa.
A questo punto qualcuno potrebbe obiettare che proprio Nostro Signore Gesù Cristo non permetterebbe mai l’elezione di un falso papa perché le porte degli inferi mai prevarranno sulla Chiesa, secondo la Sua promessa. Il dilemma è serio, ma invito chi sostiene ciò a rileggersi l’Apocalisse, soprattutto i passi in cui si parla del falso profeta e dell’Anticristo, e lo stesso Catechismo della Chiesa cattolica in cui si fa cenno ad una prova finale dovuta ad una impostura religiosa, quella dell’Anticristo, a cui dovrà essere sottoposta la Chiesa.
E poi, scusate, ma non prevalebunt non significa che la Chiesa non possa essere sottoposta a delle prove anche serie o non debba vivere la sua passione come ha fatto Cristo o che i fedeli non possano assaporare le tribolazioni, le tentazioni o il martirio… soprattutto poco prima dell’Avvento di Nostro Signore. Dopotutto siamo stati avvertiti, no?
Insomma il fatto che prima o poi possano spuntare all’orizzonte il falso profeta e l’Anticristo è non una possibilità ma una certezza biblica che se avvenisse nei nostri giorni ci dovrebbe responsabilizzare e fare sollevare lo sguardo gioioso e pieno di speranza verso il Cielo in quanto segno tangibile dell’imminente Ritorno nella Gloria di Nostro Signore.
Che poi però le profezie bibliche si stiano verificando proprio nel nostro tempo e che il falso profeta possa essere identificato proprio in Bergoglio, questo è un’altro paio di maniche, nonostante alcuni segni che taluni considerano indizi, la certezza per ora non ce l’abbiamo.

PUBLISHED ON 30 agosto 2016

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