ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

mercoledì 21 settembre 2016

Non come la dà il mondo (Gv.14,27)

                          IL RE DELLA PACE  
                          Incontri interreligiosi 




Si è concluso domenica 18 settembre il Congresso Eucaristico a Genova presieduto dal card. Bagnasco, Presidente della Cei, con l’arrivo dal mare del Santissimo Sacramento posto in un prezioso Ostensorio, al centro di una motovedetta, sulla quale erano stati soccorsi anche molti migranti quasi a significare che l’amore che ci spinge a soccorrere il prossimo ci deriva dalla forza che ci da Gesù.  Alla presenza di molti Sacerdoti, Vescovi, religiosi e fedeli laici, l’Ostensorio con l’Ostia Santa prima è stato posto su un altare all’interno del porto per la pubblica adorazione, poi è stato trasferito in una preziosa urna d’argento e portato a spalle in processione da alcuni operai del porto lungo le vie di Genova tra canti, invocazioni e momenti di silenzio orante fino alla Basilica di San Lorenzo, dove il card. Bagnasco ha concluso il Congresso con S. Messa e omelia, invocando alla fine la benedizione di Dio su tutta la città di Genova e sull’Italia intera, e ribadendo che non c’è lavoro per quanto duro e faticoso come quello in un porto navale, che non possa essere sostenuto dalla presenza viva e vera di Gesù che sempre soccorre chi si affida a Lui.

Quale media ha parlato di questo evento straordinario e commovente della nostra fede cristiana che ha visto un’altissima partecipazione di fedeli molto raccolti e commossi? Tranne due pagine su Avvenire, tutto è passato sotto il più rigoroso silenzio anche per la decisione sconcertante di Bergoglio di non partecipare a tale Congresso Eucaristico, a differenza degli altri Papi che erano soliti concluderlo con la loro presenza, omelia e benedizione, sottovalutando con questa sua assenza tutto l’evento che dovrebbe essere invece il primo e più grande impegno per i Pastori della Chiesa cattolica, a maggior ragione per un Papa che deve segnare “il tono” della vita spirituale di tutta la Chiesa. Invece solo un brevissimo cenno alla fine dell’Angelus di mezzogiorno a S. Pietro, come fosse un argomento di secondaria o decima importanza.

Ma che cos’è alla fine il Congresso Eucaristico? Dicono! Che cosa ha di tanto importante il Santissimo Sacramento da venire esposto all’adorazione pubblica e portato perfino in processione, (come al giorno del Corpus Domini a Roma, pure disertato da Bergoglio) col rischio di oscurare l’importanza di altri incontri interreligiosi con autorità a livello mondiale che possono decidere le sorti dell’umanità? Come possiamo pensare di risolvere i problemi grossi che attanagliano l’Italia e il mondo a forza di adorazioni eucaristiche? Roba di altri tempi, dicono. Adesso abbiamo altre soluzioni, più consone con la nostra epoca storica che è uscita dall’oscurantismo religioso per entrare nella modernità sotto la guida di un papa eccezionale: Francesco!!!

Infatti adesso ciò che sta a cuore ai cattolici adulti e vaccinati sotto l’egida di Bergoglio è solo trovare la soluzione per vivere nella “PACE” senza l’incubo delle bombe o del coltello sotto la gola. Di tutto il resto (preghiera, Messa, Sacramenti, Gesù Cristo, vita eterna, peccato, grazia, Inferno, Paradiso, ecc.) ai cattolici della Chiesa della modernità non gliene può importar di meno. Trovato l’accordo per la pace internazionale e le giuste soluzioni per lavoro, casa e passatempi, del resto non sappiamo che farcene, affermano, almeno così traspare molto chiaramente dall’eloquenza di certi comportamenti, spesso più efficaci delle stesse parole. E comunque accade sempre che, dopo ogni incontro interreligioso promosso dal Vaticano, succede qualche grosso disastro.

Stolti! Quale pace, quale benessere, quale giustizia potremmo mai sperare se non la invochiamo da Gesù, vero Dio e vero uomo, Autore della pace? C’è il Salmo n. 2 che riferendosi ai potenti dice “Ma chi sono costoro? Il Signore dall’alto dei cieli ride di loro, se ne fa beffe… oggi ci sono e domani non più. Il Signore della Vita darà la Sua Vita a coloro che si affidano a Lui. “Io sono la Risurrezione e la Vita. Chi vive e crede in me, - dice Gesù -, non morirà in eterno!” Quale politico ha mai promesso questo? Neppure sono capaci di darti la casa comunale davanti a un tuo preciso diritto… figuriamoci poi la Vita Eterna!

Ma che cos’è questa Vita Eterna che ci permette di vivere anche dopo la morte? E’ quella che ci ha promesso non un mortale qualunque, ma Gesù, nostro Dio e Salvatore: “Nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi, nei Cieli, sulla terra e sotto terra, e ogni lingua proclami che Gesù Cristo è il Signore, a gloria di Dio Padre” afferma con forza San Paolo nella lettera ai Filippesi 2, 10-11).  E San Pietro gli fa eco con questa famosa frase: “In nessun altro c’è salvezza! Non vi è infatti altro nome dato agli uomini sotto il cielo nel quale è stabilito che possiamo essere salvati!” (Atti 4,12)

Salvati, da chi? Da che cosa? Dalla guerra e dalle calamità? Molti si chiedono. Una volta si recitavano le cosiddette “Rogazioni” dove, davanti all’avanzare di calamità o altro, si supplicava il Signore con queste parole:

•    “Dalla peste, dalla fame e dalla guerra…  liberaci o Signore”  (a peste, fame et bello..)
•    “Dai fulmini e dalla tempesta……                  “             “           (a fulgura et tempestate…)
•    “Dal flagello del terremoto                             “              “           (a flagello terremotis…)

Perché esisteva la consapevolezza della precarietà della vita umana soggetta al male e al diavolo e della necessità di ricorrere umilmente all’aiuto di Dio.

Eppure il Signore Gesù, pur apprezzando queste preghiere perché gli sta a cuore la nostra felicità anche su questa terra, e pur insegnandoci a non rinunciare alla nostra intelligenza e volontà nella costruzione della città terrena, non intende per salvezza solo la liberazione dalle disgrazie o il conseguimento del giusto benessere… sarebbe troppo poco.  Lui, Gesù, il Salvatore è venuto per darci la Vita e darcela in abbondanza. E’ venuto per farci partecipi nientemeno che della sua Vita, cioè la Vita Eterna, dopo averci liberato dal giogo del peccato e della morte.  Ci sembra poco?

Pertanto non esiste nessuna autorità al mondo, né Vescovi, né Papa, che possa indurre un fedele a rinnegare o sottovalutare Comandamenti e Sacramenti, né con parole né con gesti, e quando ciò si dovesse verificare è d’obbligo dissentire da codesti Pastori perché rischiamo di giocarci l’anima nell’Inferno per sempre. E’ meglio obbedire a Dio piuttosto che agli uomini.

Ebbene, questo nostro Gesù, questo “Signore Super-Potente” che viene dal Cielo dichiarandosi Dio, che afferma di amarci, di volere il nostro bene, che si è fatto umile e piccolo nascendo in una grotta per non incuterci timore, che è morto in croce per noi, che ci invita a non aver paura del male, della malattia e neppure della morte perché poi Lui ci porterà con sé in Paradiso per godere con Lui e con i nostri cari per tutta l’eternità….. questo Signore Potente e meraviglioso molti di noi lo snobbano perché devono correre agli incontri interreligiosi ad Assisi dove il centro del mondo sono i cosiddetti “potenti” di questa terra e, al massimo, l’unico riferimento spirituale da invocare perché accontenta tutti è un falso dio, cioè Satana! Perché come dice Gesù “Chi non è con me, è contro di me e chi non raccoglie con me, disperde”.  Non si scherza con la Parola di Dio!

Il Santissimo Sacramento cioè in pratica la Santa Ostia consacrata ed esposta all’adorazione dei fedeli ci ricorda che Gesù rimane con noi tutti i giorni fino alla fine del mondo con la sua presenza non simbolica, ma reale! Fatto che avviene nella Santa Messa al momento della Consacrazione dove, per opera dello Spirito Santo e attraverso la mediazione indispensabile del sacerdote consacrato, si realizza questa promessa meravigliosa di Gesù: “Io resterò con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo”.  Questo prodigioso miracolo avviene ogni giorno nella vicina chiesa dove viviamo e lavoriamo, quelle chiese che ormai sono per lo più deserte e abbandonate mentre nostro Signore Gesù Cristo rimane ad attenderci con amore infinito nell’Ostia Santa custodita dentro il Tabernacolo per aiutarci, soccorrerci, farsi cibo per noi. Quale prodigio più strepitoso di questo! (vedi C.C.C. dal n. 271 al 294). Almeno fino a quando una futura, probabile persecuzione potrebbe privarci anche di LUI, di nostro Signore Gesù Cristo, dell’UNICO NOSTRO VERO BENE.

Sono molti i miracoli cosiddetti “eucaristici” l’ultimo avvenuto recentemente in Brasile il 15 agosto 2016 dove l’Ostia grande dalle mani del sacerdote si librò nell’aria e grondò sangue che venne raccolto in una ampolla. Si calcola che solo in Italia i miracoli eucaristici degni di rilievo siano almeno 25 e vale la pena di acquistare l’ultimo libro dal titolo “I Miracoli eucaristici nel mondo” edizioni Shalom, pag. 384, prezzo euro 10, 00 codice 8735.  Grande è sempre stata l’efficacia di questo Sacramento anche in casi di gravi pericoli, come ci narra l’esempio di Santa Chiara che bloccò l’avanzata dei Saraceni che salivano verso il centro Italia presentandosi munita solo dell’ostensorio con l’Ostia Santa, o l’esempio di Marco d’Aviano nell’assalto di Vienna nel 1683, oltre a episodi come cessazione dalla peste e da varie calamità ecc. ecc.

Leviamoci quel falso pudore di chi si sente “superman” e diciamo a Gesù con la semplicità dei bambini, da cuore a cuore: “Mio Gesù, sei Fantastico, sei Grande, ti amo con tutto il cuore sopra ogni cosa, perché sei l’unico mio Bene!”.


patrizia@patriziastella.com


di Patrizia Stella

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