ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

sabato 15 ottobre 2016

Demenza lucida


La lucida follia di un materialista

Per follia si intende generalmente una patologia psichiatrica. Qualora non si sia in presenza di un disturbo del genere, il termine può estendersi a quell’obnubilamento della ragione che è causato da un orientamento di pensiero perverso, ovvero da un’ideologia. La forma mentis di un materialista, a lungo andare, induce una vera e propria distorsione mentale che si manifesta poi in affermazioni palesemente assurde, non riconducibili però ad una deficienza patologica, bensì ad una forma di demenza lucida, che non impedisce l’uso abituale delle facoltà intellettuali, ma lo distorce nei suoi procedimenti e lo falsa nelle sue conclusioni, le quali risulteranno come minimo contraddittorie. Ci sono certamente tanti, anche fra i cattolici, per i quali questo non costituisce affatto un problema; per chi invece non vuole rinunciare alla ragionevolezza, lo è eccome. Per non rimanere nell’astratto, ricorriamo ad esempi concreti, anche se preferiremmo di gran lunga dedicarci a cose più elevate; ma l’emergenza ci obbliga ad occuparci anche di questo.

La ricerca dell’unità visibile fra i cristiani (il cosiddetto ecumenismo) richiede necessariamente che si prendano in considerazione gli elementi che li dividono onde poterli superare, non tanto con il dialogo (come se la verità rivelata e la costituzione divina della Chiesa fossero soggette a dibattiti e accordi umani), ma con il riconoscimento degli errori storici e dottrinali e con la loro risoluzione. Se qualcuno sostiene che «il cammino della dottrina […] è l’ultima cosa», a cui «si arriverà alla fine», perché il cammino dell’ecumenismo consisterebbe unicamente nel lavorare insieme per poveri e migranti, non si vede più a che serva la fede. L’appartenenza a questa o quella confessione, con tali premesse, è del tutto irrilevante, come pure quella ad una religione o a un’altra, il credere in Dio o l’essere atei: basta fare «qualcosa di bene per gli altri, insieme» (possibilmente nel senso del Piano Kalergi e del nuovo ordine mondiale).


Come ottenere la pace? È semplice: con un dialogo sincero e i negoziati; se questo non bastasse, si va insieme all’Aja, mano nella mano, per «sottomettersi al giudizio internazionale» pronunciato da una delle massime istituzioni mondialiste. Di giudizio divino, manco a parlarne: il Padre eterno è un vecchietto bonaccione che chiude gli occhi su qualsiasi cosa. La regalità sociale di Cristo, poi, è roba da anteguerra: secondo il mantra dell’inganno rivoluzionario, «il popolo è sovrano» (ripetuto almeno tre volte, inframmezzato due volte da «Tutto dipende da quello che dirà il popolo» e dalla duplice menzione della «sovranità del popolo»). È esattamente il concetto su cui si fondano le repubbliche popolari comuniste… Chiedetelo a un cinese – sempre che non si tratti di una spia. Se quello dell’emporio sotto casa non parla italiano, pazienza: domanda di riserva, potrete chiedere al parroco se c’è qualcosa, in questo mondo, che dipenda dal buon Dio e se, nella Chiesa, c’è ancora posto per Lui; dalla società sappiamo tutti che è stato bandito da tempo. Se, in un contesto simile, mi si raccomanda di pregare per la pace, non vedo a che possa servire.


«Il matrimonio è immagine di Dio, uomo e donna in una sola carne. Quando si distrugge questo, si “sporca” o si sfigura l’immagine di Dio». Ottimo. Ma poi arrivano i problemi, che «si risolvono con quattro criteri: accogliere le famiglie ferite, accompagnare, discernere ogni caso e integrare, rifare. […] Si capisce così?». Purtroppo no – e una lettura completa del mattone sulla gioia dell’amore non aiuta comunque a chiarirsi le idee. Basterebbe chiedersi come mai esistano le cosiddette famiglie ferite e rammentare ai cattolici che non possono divorziare: è meglio prevenire il male che curarlo (sempre ammesso che la pretesa cura sia efficace), ma sulla prevenzione nemmeno una parola. Sarebbe altresì auspicabile che i termini fossero spiegati e tradotti in disposizioni concrete: che significa, per esempio, «integrare, rifare»? Sarebbe tutto qui il frutto della Redenzione? Un’ipocrita copertura del peccato piuttosto che la trasformazione del peccatore in giusto con l’emendazione delle colpe e la correzione dello stato di vita? Pare proprio di sì: il principio c’è, apparentemente nessuno lo nega; ma siccome ci sono anche i peccati, come fare? Copriamo tutto con l’idea di giustizia di san Lutero. Piacerebbe anche a Hegel: tesi biblica sul matrimonio, antitesi storica del divorzio, sintesi gnostica con la “misericordia”, che salva capra e cavoli. Bah!


Visto che non si era ancora raggiunto l’apice della contraddittorietà, bisognava spendere una parola sull’omosessualità (termine peraltro già contraddittorio in sé, visto che l’esercizio della sessualità richiede necessariamente l’incontro di due identità sessuali distinte e complementari, altrimenti si scade a meri atti impuri contro natura). La teoria del gender è una «colonizzazione ideologica», l’indottrinamento dei bambini una «cattiveria», ma «una cosa è che una persona abbia questa tendenza, questa opzione – e c’è anche chi cambia il sesso – e un’altra cosa è fare l’insegnamento nelle scuole su questa linea, per cambiare la mentalità». «Dalle tue stesse parole ti giudico, servo malvagio» (Lc 19, 22): hai appena affermato il principio portante dell’ideologia del genere, che cioè l’identità sessuale sia un’opzione; per questo sarebbe lecito modificarla e, di conseguenza, sarebbe obbligatorio essere comprensivi con chi lo fa. Peccato che questa assurda aspirazione sia di fatto doppiamente impossibile: a livello metafisico, perché nell’istante del concepimento Dio infonde nell’embrione un’anima dotata di identità sessuata; a livello fisico, perché non basta intervenire sulla morfologia degli organi di riproduzione, dato che la determinazione del sesso comprende una serie di fattori che rendono la realtà ben più complessa.


Se le colossali sciocchezze sciorinate dall’oratore volante siano frutto di malizia o di abissale ignoranza crassa, lo lasciamo discernere al Signore; certo è che qualunque scienziato o teologo serio si fa grasse risate a sentirle. Non è possibile essere realmente una donna se si ha un corpo maschile né viceversa: chi ha una percezione soggettiva della propria identità sessuale in contrasto con la realtà oggettiva soffre semplicemente di un disturbo della personalità che si può curare. Chi soffre di disturbi ormonali può ugualmente essere curato; chi ha subìto traumi e non riesce a gestire comportamenti compulsivi può essere aiutato a liberarsene con il concorso della scienza e della grazia. Continueremo a dirlo, a scriverlo e a gridarlo dai tetti a dispetto di qualsiasi legge umana che pretendesse di impedircelo: temiamo il giudizio di Dio, non quello di morti nello spirito che si sono messi al servizio dei poteri occulti e stanno sprofondando all’Inferno senza neanche accorgersene – ma trascinando con sé il nostro amato Paese.


Per tornare al loro megafono ecclesiastico, non è vero che «la vita è la vita e le cose si devono prendere come vengono»: è l’espressione del più puro qualunquismo relativistico, che condanna le persone a rimanere prigioniere della loro sofferenza per tutta la vita in questo mondo, con il rischio di dannarsi eternamente nell’altra. Proprio chi, con implicito rimprovero, richiama a stare «attenti a non dire: “È tutto lo stesso”» crea un’enorme confusione su un «problema morale» delicatissimo, che a suo dire «si deve risolvere come si può», quando invece è già stato pienamente risolto dal Magistero. In questa pacchiana mistificazione egli osa pararsi in modo blasfemo con l’autorità di Gesù, il quale, anziché guarire i malati, chiamare i peccatori a conversione e liberarli dalle loro condotte perverse, avrebbe fatto come lui: ricevere in udienza privata, con una risonanza mediatica mondiale, una donna trasformata esteriormente in uomo e accompagnata da un’altra donna con cui si è congiunta civilmente. Risulta a qualcuno che duemila anni fa avvenissero cose del genere? o che Cristo avrebbe benedetto un simile abominio?


Ci fermiamo qui per non aggravare lo scandalo. Ci limitiamo a concludere che, se l’unico compito dei cristiani è servire migranti indotti senza porsi domande sulle cause, se la pace è garantita da negoziati e tribunali massonici senza bisogno della signoria di Cristo, se la sovranità appartiene al popolo manipolato da chi promuove divorzio, aborto, eutanasia, omosessualismo, contraccezione e fecondazione artificiale, se l’identità dell’essere umano è alla mercè di fantasie farneticanti, se i Comandamenti divini devono cedere il passo al politicamente corretto… la Chiesa Cattolica deve essersi trasformata in un’agenzia dell’ONU, il cui presidente parla da materialista ateo e collabora con i poteri forti che controllano il mondo. In quanto tale, può pure definirsi «un povero peccatore come gli altri»: se se lo dice da sé, non abbiamo certo intenzione di smentirlo. Il fatto è che – costi quel che costi – vogliamo rimanere cattolici, membri del Corpo mistico uniti al Capo e guidati con sicurezza da un Suo vicario affidabile e degno. Non ci rimane che pregare perché il Signore, nonostante i nostri peccati e la nostra tiepidezza, ce lo ridoni il prima possibile.
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Raul Vera


Davanti un uditorio che non superava le 80 persone, in un centro per pellegrini di Roma (Santa Teresa Couderc), il vescovo messicano Raúl Vera López ha affermato che gli attivisti delle lobby gay che si dichiarano cattolici e non condividono la retta dottrina, sono in realtà “los salvadores de la Iglesia” (“i salvatori della Chiesa”).
Monsignor Vera, che nel 2011 ha anche difeso la depenalizzazione dell’aborto, è stato il principale relato dell’evento chiamato “Ways of Love”, organizzato nei giorni scorsi tra l’altro dall’European Forum dei gruppi “cristiani” LGBT.
Il Forum ha promosso la creazione di una rete di attivisti LGBT di tutto il mondo (Stati Uniti, Germania, Cile, Kenya, e altri) denominato Global Network of Rainbow Catholics, che ha come suoi obiettivi immediati combattere le azioni e le parole dei vescovi afrcani durante il Sinodo della Famiglia, visto che al Sinodo preparatorio del 2014, i vescovi dell’Africa hanno svolto un ruolo importante nella difesa della famiglia naturale fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna.
Questo gruppo LGTB riceve finanziamenti dal Fondo Fastenopfer e da un importante fondazione degli Stati Uniti. La conferenza alla quale ha partecipato monsignor Raul Vera è stato tenuta sabato scorso, il giorno prima dell’apertura del Sinodo (che si concluderà il 25 ottobre), e mirava a presentare la prospettiva delle lobby gay. Nel suo discorso in lingua italiana, che è durato poco più di un’ora, il vescovo messicano ha spiegato alcune delle ragioni che, secondo lui, favoriscono le unioni omosessuali. Citando discutibilmente una serie di passi della Bibbia, in particolare il Vangelo di Matteo, il libro di Ezechiele e il Vangelo di Giovanni, il vescovo di Saltillo ha assicurato ai presenti che il Papa Francesco ha bisogno degli omosessuali perché “sono i salvatori della Chiesa”.
Per il vescovo messicano, il Santo Padre “ha gettato la dottrina e recuperato il Vangelo dell’amore e della misericordia” . Più volte nel suo discorso monsignor Vera ha definito assurdo qualificare le relazioni omosessuali come “intrinsecamente cattivi”, mettendosi così in netta contrapposizione rispetto al Catechismo della Chiesa Cattolica.
Come parte della sua dissertazione monsignor Vera ha presentato un video in spagnolo nel quale ha mostrato le testimonianze di attivisti gay del gruppo San Elredo della diocesi di Saltillo in Messico che hanno espresso il gradimento per la pastorale di “accoglienza” dell’ideologia delle lobby LGBT che questo vescovo pratica nella sua diocesi.
Con un atteggiamento di un po’ di disprezzo verso la famiglia naturale fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna, monsignor Vera ha letto una lettera di un gay sposato con un altro uomo in Messico, e l’ha definita una lettera che offre un “bel contributo ed è profetica”. Il Vescovo ha anche detto che questi attivisti gay sono “profeti” da seguire in marcia “cambiare la Chiesa e il mondo”.
Nel mese di aprile di quest’anno, monsignor Vera ha deciso di mantenere al suo posto di sacerdote Adolfo Huerta Alemán, che ha dichiarato ad un giornale che teneva relazioni sessuali con frequenza e che se Dio “existía o no le valía ‘madres’”. Subito dopo un forte intervento del Vaticano sul caso, il sacerdote è stato rimosso.
In un altro esempio di disprezzo per il Magistero della Chiesa monsignor Raúl Vera ha assicurato che le persone omosessuali si formano nel vente materno ed ha chiamato “perversa” una donna che gli aveva espresso la sua preoccupazione per lo stile di vita gay del figlio.
C’è da ricordare che dopo che questo vescovo domenicano nella sua diocesi si era espresso a favore delle unioni omosessuali, alcuni fedeli hanno collocato un cartello presso la Cattedrale di Saltillo nella quale si leggeva “queremos un Obispo católico” (“vogliamo un vescovo cattolico”).
Matteo Orlando
 Michele M. Ippolito  9 ottobre 2015
http://www.lafedequotidiana.it/il-vescovo-vera-lopez-i-gay-sono-i-salvatori-della-chiesa/

SOSTITUZIONE ETNICA IN BASILICATA: FRA MASSONERIA E MONDIALISMO


(di Carlo Di Pietro) Tuonava  la Chiesa: «Lo spirito massonico si aggira cercando chi divorare […] Niuno si lasci illudere dalle sue belle apparenze, niuno allettare dalle sue promesse, sedurre dalle sue lusinghe, atterrire dalle sue minacce. Ricordatevi che essenzialmente inconciliabili tra loro sono cristianesimo e massoneria; sì che aggregarsi a questa è un far divorzio da quello.  […] Combattete dunque [contro lo spirito massonico] e siate italiani e cattolici» (cf. Inimica Vis).

Il Governatore della Basilicata, MARCELLO PITTELLA (PD), ha dichiarato lunedì 2.10.2016 a Matera (PZ): «Oggi scriviamo una pagina importante per l’Europa con una strategia precisa per i migranti e per porre fine all’orrore di erigere dei muri»[1]. Motivo di gaudio, per il governatore lucano e probabilmente per le OnG, i sindacati e le associazioni di “volontariato” (a cottimo), è la stipula del protocollo d’intesa, ovvero del «progetto economico e sociale», cosiddetto «We are the People», che, si apprende dal sito della Regione, «mira a favorire la crescita del territorio e l’accoglienza dei rifugiati»[2].

L’intesa sarebbe stata firmata in occasione della pretesa «Giornata nazionale della memoria dei migranti» dal Presidente della Regione Basilicata, da NAGUIB SAWIRIS, egiziano e presidente del gruppo ORASCOM, e da RAWYA MANSOUR, fondatrice di RAMSCO, gruppo nominalmente «impegnato nella tutela dell’ambiente e nella lotta alla povertà nei paesi in via di sviluppo». Evidentemente della tanta povertà nei paesi già sviluppati a nessuno più importa. Secondo il sito della Regione Basilicata, i protagonisti della vicenda sarebbero «interessati ad una partnership e ad un investimento in Basilicata per contribuire all’integrazione sociale e lavorativa dei migranti»[3]. Cerchiamo di approfondire!
Secondo WISE Muslim Women[4], Rawya Mansour sarebbe un’attivista ambientalista islamica membro anche della «Arab Business Women Society», della «Lead Foundation for Microfinance», della «CLINTON Global Initiative Foundation» e di numerosi altri Consigli ed Associazioni di filantropia edalta finanza. Rawya Mansour è anche fondatrice e Presidente di RAMSCO«per l’interior design e architettura, una società di interior designall’avanguardia con sede in Medio Oriente. Il suo lavoro è stato pubblicato in tutto il mondo sulla rivista House and Garden». Il The Washington Post, 18 marzo del 2015, inserisce il suo nome nell’elenco dei finanziatori della «The Bill, Hillary and Chelsea CLINTON foundation»[5]. Nel dicembre del 2009 Rawya Mansour  partecipò[6] anche alla Conferenza ONU di Copenaghen sui cambiamenti climatici, dove era presente il cospirazionista e speculatore internazionale GEORGE SOROS, il quale sarebbe «architetto di ogni colpo di Stato degli ultimi 25 anni»[7], secondo quanto documenta DC Leaks[8].
La «Fondazione CLINTON» concentra la propria attività da molti anni sul cosiddetto «gender gap» (fantomatico “genere” e lotta alla presunta discriminazione di “genere”), sulla procurata denatalità e sul controllo delle nascite mediante l’aborto; si fa portatrice di numerosi progetti di femminismo, la cui agenda è fortemente confermata[9] da CHRISTINE LAGARDE, Direttore Esecutivo del Fondo Monetario Internazionale, e dall’italiana LAURA BOLDRINI, come essa stessa afferma. Fra i donatori della nominalmente filantropica «CLINTON Foundation», ci sarebbe, almeno dal 2013, anche il nostro Ministero dell’Ambiente che ha contribuito alla “causa” con una cifra che va da 100 mila a 250 mila dollari (La Fondazionepubblica solo il range della donazione)[10].
Ci risulta che la stessa «Fondazione» sarebbe connessa ad alcune delle «organizzazioni mondiali più mortifere, come Planned Parenthood (la più grande agenzia di business abortista del mondo legata alla Clinton a filo doppio)[11], il Center for Reproductive Rights, la BILL AND MELINDA GATES Foundation, la Mary Stopes International e il Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione (UNFPA[12]. Bloomberg riferisce che, nel gennaio del 2013, BILL GATES avrebbe investito «1$ Bilion in ORASCOM Construction»[13], tuttavia non ho approfondito sull’esito della trattativa, non occupandomi dialta finanza, chiedo scusa: di costruzioni e telecomunicazioni (sic!).
Veniamo all’altro protagonista[14] della vicenda: NAGUIB ONSI SAWIRIS (in arabo: نجيب ساويرس‎, Naǧīb Sāwīris; 15 giugno 1954) è un imprenditore e politico egiziano che si schierò con la “Rivoluzione egiziana”, membro delPartito dei Liberi Egiziani (fondato dopo lo scoppio della procurata “Rivoluzione” del 2011, evento che consegnerà anche l’Egitto nelle mani del fondamentalismo islamico e che darà il via al fenomeno dello scafismo massivo). Attualmente Sawiris riveste la carica di Presidente Esecutivo dellaOTH e della Weather InvestmentsORASCOM non è solo telecomunicazioni ma: «Orascom Telecom (OT), Orascom Construction Industries (OCI), Orascom Hotels & Development e Orascom Technology Systems (OTS)». È membro, fra gli altri, dell’Egyptian Council for Foreign Affairs. In Italia Naguib Sawiris, oltre a Wind (poi venduta a Vimpelcom), acquisì Italiaonline (di cui fanno parte i portali Libero e Virgilio) e Seat Pagine Gialle.
Secondo il The Post Internazionale: «A settembre del 2015, il miliardario egiziano è balzato agli onori della cronaca per due ragioni ben precise: dapprima si era offerto di acquistare un’isola per poter accogliere i migranti che transitano lungo la rotta del Mediterraneo, e in seguito aveva annunciato di voler investire 100 milioni di dollari per aiutare i rifugiati a creare una comunità stabile. […] La sua idea originaria di voler acquistare un’intera isola per poter accogliere tutti i migranti è rimasta tale e nessuno dei governi chiamati in causa in questo progetto [Grecia e Italia] ha poi risposto. […] Ma il magnate egiziano non ha mai smorzato il suo entusiasmo […] E un primo passo in questa direzione il magnate egiziano sembra averlo compiuto lunedì 3 ottobre [2016], siglando un accordo a Matera con il presidente della Regione Basilicata, Marcello Pittella […]»[15].
«Qualsiasi sia il governo che mi risponderà e mi permetterà di costruire su queste terre, lo farò», ha dichiarato nel maggio del 2016 a Forbes il magnate, «investirò 100 milioni di dollari»[16]. Sempre secondo The Post, «la regione italiana governata da Marcello Pittella ha risposto all’appello di Sawiris aggiudicandosi una partnership grazie alla quale si contribuirà all’integrazione sociale e lavorativa dei migranti.  Si tratta di una sorta di progetto-pilota europeo che prevede un sistema integrato dei servizi di accoglienza ai migranti che tenga conto delle priorità del territorio e garantisca futuro e occupazione ai residenti e agli stranieri»[17].
Rawya Mansour, attivista ambientalista, femminista islamica, finanziatrice dell’abortista Clinton ed interior design (contro la povertà nei paesi in via di sviluppo – ma NON contro la povertà nei paesi sviluppati, sic!), cosa c’entra con gli investimenti di Sawiris in Lucania e con il progetto decisamenteimmigrazionista di Pittella? Oltre all’interesse volgarmente commerciale, dato che RAMSCO è anche «una società di interior design», credo che l’intento sia il medesimo di G. Brock Chisholm, ex direttore dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS): «ciò che in tutti i luoghi la gente deve fare è praticare la limitazione delle nascite ed i matrimoni misti [unioni in cui i coniugi sono di razza differente], e ciò in vista di creare una sola razza in un mondo unico dipendente da un’autorità centrale»; e dell’israelita Guttmacher (Presidente della già citata Planned Parenthood dei, massoni anch’essi, Rockefeller), il quale negli anni ’70 dichiarava che solo «un efficace programma di contraccezione porterà un significativo contributo al Nuovo Ordine Mondiale (NWO)». Rawya Mansour sembra collocarsi, viste le sue predilezioni politiche ed attività, chiaramente in questo contesto ideologico/mortifero e di sostituzione etico/etnica.
Altro dato rilevante. Nell’elenco dei partecipanti al ROME MED 2015, oltre al nome di Paul Révay della Trilateral Commission, c’è anche quello del nostro magnate egiziano e rivoluzionario Naguib Sawiris[18], e la sua biografia breve, in qualità di “speaker”, compare addirittura in home page del sito[19] di Mediterranean Dialogues (MED: sulle trasformazioni in corso di realizzazione nella regione mediterranea allargata, al fine di ri-pensare approcci tradizionali e affrontare problematiche condivise, sia a livello regionale e globale), insieme con i nostri GIORGIO NAPOLITANO, ed i Ministri Pinotti, Mogherini, Gentiloni, MATTEO RENZI ed altri esponenti internazionali, più o meno consapevoli, del credo sinarchico (dal greco συν syn – assieme e ἀρχή arché – comando). Fra i nomi degli “speaker” e promotori di MED spiccano quello di Paolo Magri (Vice Presidente Esecutivo e Direttore dell’ISPI – Istituto di Studi di Politica Internazionale e Segretario-Tesoriere del Gruppo Italiano della TRILATERAL Commission)[20] e di Marcello Sala (Presidente Esecutivo del Consiglio di Gestione di Intesa Sanpaolo dal 2010, Presidente italiano del Business Council italiano egizianoe membro sempre della Commissione TRILATERALE)[21].
È d’obbligo, a questo punto, dare una rapida definizione della cosiddetta “Sinarchia”: élite – governo invisibile – che pretende di gestire il mondo secondo i dettami del B’nai B’rith [22]. Il gran massone e sinarca Saint-Yves, citato dall’altro massone conte Kalergi nel 1960 all’Accademia delle Scienze morali e politiche di Parigi, sosteneva che «la caduta dell’Impero dei Papi ha permesso la nascita dell’idea di una Federazione europea laica» (ovverosinarchica e laicista). Sempre Kalergi scriveva nella sua Storia di Paneuropa: «Il sogno di Comenius (Rosacroce e padre del Nuovo Ordine Mondiale) e di Nietzsche (morto pazzo), la concezione di Kant (criticista da cui scaturirono il liberalismo, il marxismo ed il razionalismo ateista), il desiderio di Bonaparte (non ha bisogno di presentazioni) e di Mazzini (dalla cui corrispondenza con Albert Pike si apprende il suo pensiero massonista ecripto-mafioso), gli Stati Uniti d’Europa, saranno realizzati dal Movimento Paneuropeo», di cui lo stesso Kalergi fu il fondatore con intenzioni di dichiarato dominio dei pochi (élite alla quale “di diritto” spetterebbero i “governi” – o “governi dei nominati”).
Lo pseudo Epiphanius, nel celebre e notevole saggio Massoneria e Sette segrete, lega tutti questi e molti altri nomi di oligarchi, tecnocrati,  massoni e squilibrati alla cosiddetta «Sinarchia, alla Trilaterale, al Bilderberg, al CFR americano, al Siècle francese ed a tante altre società estremamente discrete, […] all’opera per scalzare la nostra società occidentale, impresa iniziata prima del XVIII secolo con i Rosacroce e gli Illuminati». L’odierna Sinarchia (o “governo ombra” di un’élite  tecnocratica e totalitaria), si «arroga il diritto di stabilire ciò che è giusto e ciò che è ingiusto per i popoli, di accentrare ogni potere per asservire lo stesso uomo ai suoi progetti di dominio» (Ivi.). Di questa “élite” era certamente un esponente di spicco il menzionato Coudenhove-Kalergi, fondatore della Paneuropa ed alto rappresentante del “Patto Sinarchico” (del massone Saint-Yves), insieme a personaggi del calibro di de Gaulle ed Adenauer. Nel patto si dichiara che «la vita economica darà la base [ai tecnocrati totalitaristi], ma su di essa [si deve] elevare il Consiglio degli Stati europei».
Tornando alla questione tutta lucana (l’asse globalista Pittella – Sawiris – Mansour ed il progetto pilota “We are the People”), sappiamo dal Reuters[23] che ORASCOM Construction Industries (OCI) sarebbe in affari sin dal 2012, o lo sarebbe stata, con il magnate cospirazionista e presunto sinarca GEORGE SOROS già citato. Mentre Toronto Life, ottobre 2015, ci dice che: «il premio “Globalista dell’anno”, che in passato è stato assegnato all’egiziano NAGUIB SAWIRIS ed al super investitore GEORGE SOROS, è andato al capo del Fondo Monetario Internazionale CHRISTINE LAGARDE […]»[24]. Come si può facilmente notare, i nomi, le intenzioni ed i contesti sono sempre gli stessi: si premiano anche vicendevolmente per tutto ciò!
Si inizia con i Rothschild, i Rockefeller, Kalergi e molti altri, per poi arrivare ai vari Clinton, Soros, Lagarde, Sawiris, Boldrini, Napolitano, Renzi e, perché no, anche i fratelli Pittella. Basti pensare che il barone Edmond de Rothschild (Bilderberg Group e Trilateral Commission) annunciava anni fa: «L’Europa non si farà mai […] salvo demolendo la potenza degli Stati […] la struttura che deve saltare è la Nazione». Ed ancora, in Praktischer Idealismus, Kalergi asseriva: «L’uomo del futuro sarà di sangue misto. La razza futura eurasiatica-negroide, estremamente simile agli antichi egiziani, sostituirà la molteplicità dei popoli» (Adel – Technik, Wien – Leipzig, Paneuropa-Verlag, 1925, pp. 22-23). Paul Henry Spaak, discepolo di Coudenhove-Kalergi, diventerà il membro fondatore dell’Istituto Atlantico, del Bilderberg e presidente, nel 1950, del Movimento Europeo. Pare che anche Alcide De Gasperi, democratista liberale allontanato da Papa Pio XII per ragioni dottrinali, partecipò al primo comitato organizzatore delBilderberg (in Op. cit.).
Ma torniamo a MARCELLO PITTELLA Governatore della cosiddetta Basilicata (vero nome Lucania) e fratello minore di Giovanni Saverio Furio Pittella, detto Gianni (Vicepresidente vicario del Parlamento Europeo)[25]. GIANNI PITTELLA, invitato dal GOI (Massoneria Grande Oriente d’Italia) a Rimini il 30 marzo 2012, aveva dichiarato: «L’Europa può e deve essere l’alfiere di questo ritrovato umanesimo. Il ruolo di un nuovo umanesimo europeo è ancora più importante quando pensiamo a ciò che è avvenuto in questi ultimi mesi nel Mediterraneo e nel mondo arabo. […] La crisi impone a tutti noi un cambiamento di paradigma, un cambio di direzione»[26]. Pittella parla, ovviamente, di umanesimo secondo il pensiero socialista, dunque di filosofia massonista. Nella stessa occasione il Gran Maestro delGrande Oriente d’Italia, GUSTAVO RAFFI, nella sua Allocuzione alla Gran Loggia 2012 dal titolo “Oltre la crisi, la bussola dei valori per ritrovare l’Uomo”, risponde a Pittella: «in un tempo di crisi e smarrimento, icostruttori devono portare il loro contributo di idee e valori per rimettere in piedi l’Italia […] Occorre aiutare chi è senza diritti e legare in un nuovo patto civile i vecchi e i nuovi italiani, per dare un’anima all’Italia e costruire un futuro solidale, oltre i racconti e le ricette del momento»[27]. Il super massone Raffi sa bene: 1) che l’Italia non è più in piedi proprio da quando il potere viene gestito dai massoni o dai massonisti; 2) che i “senza diritti” non sono solo i “nuovi italiani” di cui ciancia, ma anche molti residenti, i quali vengono esclusi da questo “nuovo paradigma”; 3) che l’Italia l’anima l’ha sempre avuta (diciamo per brevità) da Costantino in avanti, ed è l’anima cattolica, quella che tutti i signori qui elencati stanno tentando di annientare anche mediante il “Piano Kalergi”.

L’anima cattolica è, difatti, il grande nemico del mondialismo, del globalismo, del massonismo e del progetto sinarchico in generale, tanto è noto che la stessa Sinarchia da molti secoli ha stretto un patto di collaborazione (a tratti di vera provenienza) con i più grandi movimenti protestanti, nemici di Gesù Cristo e della Chiesa cattolica. Basti pensare che già nel 1942 il Pilgrims John Foster Dulles (Consiglio Federale delle – sedicenti – Chiese) auspicava: «La limitazione immediata e severa delle sovranità nazionali […] la libertà di immigrazione nel mondo intero». In contro abbiamo, per esempio, il grande Papa e preveggente Leone XIII, che ci esorta a combattere la «merce massonica, [che] è spesso quella ciarliera filantropia, contrapposta con tanta pompa alla carità cristiana. […] Insinuatasi […] già da gran tempo sotto le speciose sembianze di società filantropica e redentrice dei popoli, nel nostro bel paese, e per via di congiure, corruttele e di violenze giunta finalmente a dominare l’Italia e questa medesima Roma, a quanti disordini, a quante sciagure […] ha essa […] spalancata la via […]» (Inimica Vis, Leone XIII, 1892).

È penetrato e penetra, asserisce il Papa, «il veleno massonico» specialmente in quelle società «filantropiche, di cui non ben conosc[iamo] la natura e lo scopo», che si «occultano sotto la maschera di universale tolleranza, di rispetto a tutte le religioni, di smania di voler conciliare le massime del Vangelo e le massime della rivoluzione, Cristo e Belial, la Chiesa di Dio e lo Stato senza Dio». Tuona il Pontefice: «Lo spirito massonico si aggira cercando chi divorare […] Niuno si lasci illudere dalle sue belle apparenze, niuno allettare dalle sue promesse, sedurre dalle sue lusinghe, atterrire dalle sue minacce. Ricordatevi che essenzialmente inconciliabili tra loro sono cristianesimo e massoneria; sì che aggregarsi a questa è un far divorzio da quello».

Pertanto, contro questa «ciarliera filantropia, contrapposta con tanta pompa alla carità cristiana», ci esorta il Papa già nel 1892, «stringendo sempre più il sacro nodo della carità e dell’obbedienza», a «sventa[re] i suoi disegni, manda[re] a vuoto i suoi tentativi, delude[re] le sue speranze. […] Siate dunque – conclude – italiani e cattolici, liberi e non settari, fedeli alla patria e insieme a Cristo […] persuasi che un’Italia anticristiana e antipapale sarebbe opposta all’ordinamento divino, e quindi condannata a perire».

Correva l’anno 1892 e, purtroppo, l’Italia è lentamente perita come previsto, poiché si è opposta, contro il dogma cattolico, legislatura dopo legislatura, all’ordinamento divino nella sua legislazione e vita sociale. Tuttavia a determinati potentati, oramai ben noti quantomeno nelle loro sigle ed intenzioni, tutto questo non basta e, come già è accaduto più volte nella storia, intendono fomentare la maledetta Rivoluzione. Un tempo usarono i criminali eretici e protestanti, poi i taglia teste Giacobini, a seguire i fanatici del Risorgimento, successivamente i marxisti, poi i nazisti, … oggi i sedicenti profughi. Tanto ci sarebbe da scrivere.

Sembra proprio che il progetto sinarchico-globalista e mondialista di abortismo indigeno (denatalità indotta anche da contraccezione, disoccupazione, tassazione iniqua, gender e potente propaganda all’emigrazione) con inesorabile sostituzione etnica (piano direttamente o indirettamente favorito dalla Trilaterale, dal Bilderberg, dall’ONU, dagli speculatori internazionali testé citati, dal MED, dalla Fondazione Clinton, dalla Massoneria e da molti altri)  transiti proprio per la Lucania con il famigerato “progetto pilota We are the People”.

La linea d’azione dei “Kalergiani”, secondo i dettami dei Rosacroce (J. V. Andreae) e degli Illuminati di Baviera (J. A. Weishaupt), la sintetizziamo secondo questo elenco: 1) usurpazione di tutti i governi legittimi (“governi” dei nominati); 2) oppressione e lenta cancellazione della proprietà privata; 3) abolizione dell’eredità; 4) demonizzazione del patriottismo e degli identitarismi; 5) abolizione della famiglia e sostituzione con dei simulacri che, di fatto, consegnino la gestione della prole ai “governi”; 6) abolizione della religione e condanna dei movimenti di integrità religiosa (soprattutto dell’unica vera religione che è il Cattolicesimo integrale); 7) creazione di un Governo Mondiale.

Kalergi fu anche il primo a ricevere il Premio Carlo Magno nel 1950.

Favorevoli o contrari al PIANO KALERGI ed alle mire del B’nai B’rith (noi combatteremo per ostacolarlo), credo sia davvero difficile negare ai fratelli Pittella il ruolo di loro “emanazione” sul territorio. Per ora abbiamo solo degli indizi marcati, tuttavia lo capiremo se, chi lo sa quando, riceveranno anch’essi, o almeno uno dei due, l’ambito Premio Carlo Magno (“a personalità con meriti particolari in favore dell’integrazione e unione in Europa”), meglio noto come Premio Kalergi, consegnato già nel lontano 1979 al corregionale EMILIO COLOMBO e proprio quest’anno all’immigrazionista,latitudinaristaamericanista ed indifferentista GIORGIO BERGOGLIO (noto come “Papa Francesco”).

La magna charta della pastorale migratoria certamente non è lo pseudo – magistero di Bergoglio ma è, riconosciuta per tale universalmente, la Exsul Familia del giorno 1 agosto 1952 di Papa Pio XII. Disponibile per molti anni solo in latino ed in spagnolo, è finalmente consultabile anche in italiano, augurandoci che sia stata tradotta con metodo scientifico e non ideologico (dalla Fondazione Migrantes), sull’Enchiridion della Chiesa per le migrazioni(nn. 147-310).

(Parte di questo dossier è stato già pubblicato la La Nuova del Sud 10.10.2016 e da Imola Oggi 10.10.2016)

di Carlo Di Pietro
[3] Ivi.
[17] Ibid.

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