ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

giovedì 27 ottobre 2016

Desistenza o resistenza?

All’uscita dalla Messa… moderna

Riceviamo e pubblichiamo



L'esempio del Card.  Christoph Schönborn 

La “Messa” è appena finita.
All’uscita la chiesa è tutto un tripudio di bandierine, disegnini e palloncini; il parroco è lì a sorridere, a ringraziare e a dare la mano a tutti.

«Ma, padre, è cambiata la liturgia?»
«Perché?»
«Ma, perché Domenica scorsa, con l’altro prete, ne ho ascoltata un’altra»
«E allora?»
«Beh! Mi piacerebbe sapere qual è quella giusta!»
«Ma non c’è la giusta e la sbagliata. Ogni prete fa un po’ come ritiene meglio»
«Ah! Quindi ogni prete può fare un po’ come vuole!»
«Beh! Lo credo bene! Prova ne è che il vescovo ci lascia fare e non ha niente da ridire»

«Neanche sul fatto che non indossate la pianeta e portate solo abiti borghesi? Padre… ma almeno la stola!»
«E questa cos’è?»
«Mah! A me sembra una sciarpa firmata!»
«Ma, no, caro amico, è una stola adatta per la bisogna… oggi è una giornata un po’ scura… un po’ di colore è quello che ci vuole»
«Scusi, e il vescovo che dice?»
«Il vescovo? Neanche lui indossa la pianeta. Figuriamoci, prima di diventare vescovo non portava nemmeno una piccola croce!»
«Neanche la stola?»
«Lui ne ha una che gli ha regalato il Papa… con i colori dell’arcobaleno»
«Beh! Non c’è che dire, i tempi sono cambiati»
«Eccome! Fortunatamente c’è stato il Concilio!»
«Ma come, neanche inginocchiarsi davanti all’Ostia consacrata?»
«Suvvia! Mi sembra che lei venga dall’altro mondo… è finito il tempo in cui si facevano i salamelecchi al Signore»
«Caspita, però! Allora è per questo che in tutta la predica lei ha ripetuto che non bisogna prendere alla lettera i miracoli… la resurrezione…»
«Assolutamente! L’importante è il simbolo.»
«E le anime? Con la salvezza eterna delle anime, come la mettiamo?»
«Cosa c’entra la salvezza eterna! Non sono io o lei che salviamo le anime, ma è il Signore. E Lui che è infinita misericordia!»
«Ma intanto, allora, le anime vivono nel peccato!»
«Non esageriamo, l’importante è che ognuno, in coscienza, si senta vicino a Dio»
«Ma la cosa più importante non è adoperarsi per guadagnare il Paradiso?»
«Ma, per favore! La sola cosa importante è edificare una società più giusta e multiculturale e praticare il dialogo e l’accoglienza fraterna!»
«Sì, ma quando San Paolo dice che bisogna avere la fede per piacere a Dio…»
«Suvvia! Neanche il Papa dice più queste cose!»
«Beh! Ma allora la religione non è più quella di una volta… e i dogmi?»
«I dogmi? Suvvia, non siamo più al Medio Evo! Vedrà, con l’aggiornamento voluto dal Concilio, non mancherà molto che anche la roba tipo il Credo verrà cambiata… il mondo è cambiato e noi dobbiamo stare al passo col mondo… se no restiamo tagliati fuori»
«Ma il Signore non ha detto che noi non siamo del mondo?»
«Certo, ma non voleva dire che dobbiamo essere tagliati fuori dal mondo, voleva dire che quel mondo, quello di allora, non era il nostro, e che noi dobbiamo edificare un mondo nuovo»
«Ma, padre, nel mondo ci sono tante cose brutte che ci allontanano dal Signore»
«E’ per questo che dobbiamo cambiarlo… la religione deve operare per la giustizia e per la pace»
«Ah! Ho capito, come dice il Papa»
«Certo… essere religiosi vuol dire lavorare per il benessere degli uomini e per la salvaguardia del pianeta»
«Ma, da soli come possiamo farlo?»
«Infatti… dobbiamo cercare la collaborazione di tutte le religioni»
«No, padre, volevo dire: da soli senza l’aiuto di Dio»
«Certo, con l’aiuto di Dio, ma Dio è uno solo ed è Dio di tutti, perciò tutti dobbiamo chiedere l’aiuto di Dio»
«Certo, padre, ma quelli non credono in Dio»
«Si sbaglia, basta la buona volontà… non importa chi si prega, basta che si preghi»
«Ah! Se è così, questa è l’ultima volta che vengo… tanto posso pregare a casa»
«Bravo… preghi… e vedrà che la misericordia di Dio ti salverà anche se non vieni più a Messa»
«Addio, padre, io cercherò di mantenere la fede e salvare l’anima… non so lei»
http://www.unavox.it/ArtDiversi/DIV1688_All-uscita_dalla_Messa.html

AMORIS LAETITIA, DIVORZIATI RISPOSATI: LE 50 SFUMATURE DI GRIGIO DEL CARD. KASPER E DELLA CHIESA DI GERMANIA.

Marco Tosatti
Prosegue l’eterna e sempreverde confusione – divisione sull’Amoris Laetitia, e sulla liceità o meno di dare o meno la comunione ai divorziati risposati. Dalla Germania abbiamo un intervento lungo e dettagliato del cardinale Walter Kasper, grande ispirato del Pontefice regnante, e un manuale di istruzioni (Un amore caloroso pieno di discernimento. Impulsi e idee per l’accettazione dell’Amoris Laetitia) piuttosto ampio, e il cui contenuto certamente solleverà eccezioni e discussioni da parte di chi difende la Dottrina della Chiesa sul matrimonio e l’indissolubilità.
Kasper offre il suo contributo, dal tono piuttosto trionfante, su“Stimmen der Zeit”, le Voci del Tempo, una rivista tedesca cattolica molto nota. Una relazione del suo lavoro lo potete trovare, in inglese, in questo articolo di Lifesitenews. In buona sostanza il porporato, il più acceso sostenitore dell’abbandono del magistero professato finora sul tema, alla domanda se sia possibile ora, dopo l’Amoris Laetita, dare la comunione ai divorziati risposati, in alcuni casi, risponde. “Sì. Punto”. E anche se questa frase non la si trova in Amoris Laetita, “corrisponde al ductus (comando, linea, tracciato, N.D. R.) generale”.
Spesso, afferma Kasper, dobbiamo scegliere il male minore. “Nella vita non c’è bianco e nero, ma solo diverse nuances e sfumature…Amoris Laetita non cambia uno iota dell’insegnamento della Chiesa, ma tuttavia cambia tutto”. Secondo il cardinale si passerebbe da una “moralità legale” alla “moralità della virtù”.
Giovanni Paolo II, e Benedetto XVI, nella legislazione sul tema insistevano sulla necessità che i divorziati risposati, per avvicinarsi all’eucarestia, cercassero di seguire la via della castità coniugale. Per Kasper, si va “un passo più avanti, mettendo il problema in un processo di un approccio pastorale che abbraccia, di integrazione graduale”.
Kasper sostiene che “l’astinenza sessuale appartiene alla sfera più intima e non abolisce la contraddizione oggettiva fra l’attuale legale matrimoniale e il primo matrimonio sacramentale”. Il cardinale fa la differenza fra “peccato mortale oggettivo” e “colpabilità soggettiva”. E sottolinea che il Pontefice “enfatizza gli aspetti soggettivi senza ignorare gli elementi oggettivi”.
“La coscienza di molte persone è spesso cieca e sorda a ciò che viene loro presentato come legge divina. Questa non è una giustificazione del loro errore, ma comprensione e misericordia con la persona che sbaglia”. Amoris Laetita “non indica conclusioni chiare e pratiche da queste premesse”, ma il fatto che il Pontefice lasci la questione aperta “è in se stessa una decisione magisteriale di grande conseguenza”.
E conclude con la risposta già scritta in testa all’articolo: “Sì. Punto”. E anche se questa frase non la si trova in Amoris Laetita, “corrisponde al ductus (comando, linea, tracciato, N.D. R.) generale”.
Sulla stessa linea è il documento dell’Istituto per la pastorale della diocesi di Freiburg, che possiamo tradurre poveramente “Discernimento pieno, amore caloroso”. Ci scusiamo per gli errori causati dalla nostra imperfetta conoscenza della lingua di Goethe. Da un veloce excursus ci sembra che il clima del documento sia molto orientato verso la scelta “fai da te” del singolo fedele. Si ricorda che “la cosa difficile è creare un ponte fra l’ideale della dottrina e del diritto canonico e la situazione reale delle persone”.
Si sottolinea come Amoris Laetitia inizi parlando non della Sacra Famiglia, ma di Adamo ed Eva, per fare vedere che ci sono queste situazioni difficili, e che la Sacra Famiglia è soltanto un ideale, mentre Adamo ed Eva sono la situazione reale, perché loro sono peccatori. Se prima si diceva in un altro modo, ora è tutto cambiato.
Si ricorda che del documento il capitolo più atteso era “L’ottavo capitolo, quello relativo ai divorziati risposati, era quello più atteso da noi in Germania”. E dal momento che il Papa di per sé non dice chiaramente, si rimandano i lettori alle risposte alle “FAQ” alle risposte alle domande più frequenti. Per cui alla domanda se in campo morale ci sia solo giusto o sbagliato, la risposta è negativa: “.In campo morale, o ci sono altre alternative. C’è anche il grigio”. Per cui i divorziati risposati possono accedere alla comunione ma non deve diventare una regola.
E alla fine si dice: possono accedere alla comunione quelli che nella loro coscienza pensano di essere giustificati a farlo.



26:24

Dopo 'Amoris laetitia' Prelati e il popolo cattolico si muovono per resistere