ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

giovedì 27 ottobre 2016

"La sopravvivenza non è un privilegio,

Riceviamo e pubblichiamo:
Quattro crocifissi, otto decapitati. Le donne violentate e picchiate pubblicamente
Terroristi dello Stato islamico in Siria hanno torturato e ucciso un ragazzo di 12 anni, insieme a 11 missionari cristiani, dopo aver rifiutato di lasciare il paese e rinunciare a Cristo.
Secondo l’Organizzazione Missionaria “Christian Aid” con sede in Virginia (USA), tutte e 12 le vittime sono state catturate lo scorso 7 agosto in un villaggio alla periferia di Aleppo.
Tre settimane più tardi, i militanti dell’Isis  hanno interrogato i prigionieri per ammettere la loro conversione dall’Islam al cristianesimo, reato punibile con la morte. Il ragazzo e gli undici missionari, islamici siriani convertitisi al cristianesimo, hanno con coerenza dichiarato la loro scelta e negato ogni possibilità di ‘ri-conversione’ all’islam.
Perciò, lo scorso 28 agosto in un silenzio assordante da parte dei media occidentali, i 12 prigionieri sono stati divisi in due gruppi.
Un gruppo di quattro, che includeva il 41enne leader cristiano, suo figlio 12enne e altri due operatori pastorali, sono stati portati in un villaggio vicino ad Aleppo per l’ennesimo interrogatorio; l’altro gruppo, invece, formato dagli altri 8 missionari, sono invece interrogati in un altro dei villaggi sotto il controllo dell’Isis, sempre nei dintorni di Aleppo.
Dopo l’ennesimo rifiuto a rinunciare al cristianesimo, i primi quattro, incluso il ragazzo 12enne, sono stati torturati e crocifissi di fronte alla folla: sono stati lasciati morire sulla croce e rimossi solo due giorni dopo.
Prima della crocifissione, per indurre il leader evangelico ad abiurare la propria fede cristiana, i militanti dell’Isis lo hanno costretto ad assistere al taglio delle falangi di tutte le dita delle mani del figlio.
Gli altri otto missionari, che, come dicevamo, sono stati interrogati in un altro villaggio, hanno subito la decapitazione, dopo aver anch’essi rifiutato di convertirsi all’Islam. Due dei missionari erano donne, rispettivamente di 29 e 33 anni.
Ma, prima di essere decapitate, i loro aguzzini le hanno pubblicamente violentate e successivamente picchiate.
Alcune testimonianze raccontano che nel momento in cui sono state costrette ad inginocchiarsi per la decapitazione, tutte e otto le vittime pregavano ad alta voce.
Dopo le speranze su un accordo Usa-Russia di inizio Settembre, dopo il nuovo incontro di Losanna (allargato ad altre potenze della regione) e a seguito dei diversi fallimenti di intesa, urge ancor più far memoria delle crudeltà e degli atti di sincero eroismo cristiano che i nostri fratelli ci forniscono con la loro vita.
Una tragica e luminosa quotidianità che, nonstante la censura dei media occidentali, può ispirare le nostre preghiere e la nostra vita.
Tutto questo, rende ancora oggi ancora più urgente appare l’appello dei Patriarchi Siriani: fermare le sanzioni contro la Siria che uccidono il popolo!
Firma la petizione dei Patriarchi. Se lo hai già fatto ti chiedo di diffondere questa email tra i tuoi contatti email ma anche social.
Dobbiamo sensibilizzare il più possibile riguardo a queste atrocità, nonostante la censura dei media occidentali.
Sursum corda!
Luca Volonté,
Direttore Generale Fondazione Novae Terrae
P.S.:
Terroristi dello Stato islamico in Siria hanno torturato e ucciso un ragazzo di 12 anni, insieme a 11 missionari cristiani, dopo aver rifiutato di lasciare il paese e rinunciare a Cristo.
Secondo l’Organizzazione Missionaria “Christian Aid” con sede in Virginia (USA), tutte e 12 le vittime sono state catturate lo scorso 7 agosto in un villaggio alla periferia di Aleppo. Tre settimane più tardi sono stati tutti torturati e uccisi perché convertitisi al cristianesimo: quattro crocifissi, otto decapitati. Tra questi ultimi, le donne violentate e picchiate pubblicamente.

A un anno dalla morte di Monsignor Giuseppe Nazzaro, una testimonianza dalla sua Siria

Per la Siria ha messo tutto il suo cuore…
Video in allegato: Mons. Giuseppe Nazzaro 
A cura delle Sorelle Trappiste di Aleppo
Siria – Ricordo di Mons. Nazzaro












 Mons. Nazzaro: il ricordo, la testimonianza     
Aleppo - Un altro anniversario della morte di Mons. Giuseppe Nazzaro, un’altra occasione per rinnovare tutta la gratitudine del cuore per quanto abbiamo ricevuto da lui. Come non rimpiangere la sua capacità di discernimento sui fatti e sulle cose, oggi che le sue opinioni sono rilanciate da tanti, oggi che finalmente – dopo tante vicende – chi vuole può aprire gli occhi sulla realtà di quanto accade in Siria? Non era certamente ingenuo, o compiacente, Mons. Giuseppe, quando diceva sapendo di esagerare
               “in quale paese si sta meglio che in Siria?”
Semplicemente, sapeva prevedere il disastro che ora tutti abbiamo sotto gli occhi. “Troppo di parte”, si è detto di lui. Questa affermazione, con cui si chiude la bocca alla testimonianza di tanti cristiani siriani, è ridicola, perché sarebbe interessante sapere chi non è di parte, o può non essere di parte, in tutta questa storia.  All'accusa “ci si ostina a difendere i propri privilegi di cristiani, incuranti di chi paga il prezzo”, rispondeva:
               "la sopravvivenza non è un privilegio,
                l’ottenere il rispetto come cittadini, come minoranza,
                non è un privilegio!"
E non è vero che i cristiani non si curano delle altre minoranze, che si interessano solo a se stessi. Perchè chi conosce la Siria sa che è un destino unico, per tutti: o la coabitazione o la dissoluzione del paese come tale. Cioè della convivenza e della lunga storia di coesistenza delle differenze, che oggi è un valore sempre più raro nelle nostre società. Altrimenti come si spiegherebbe che una buona parte di sunniti abbiano scelto comunque di sostenere l’unità nazionale, e che molti abbiano pagato con la vita la loro scelta? A questa domanda una volta o l’altra si dovrebbe pur cercare di dare una risposta…
 I veri cambiamenti                                          
Ci sono state molte sofferenze e abusi, nel paese, e va tutto il rispetto e il sostegno a chi ha subito violenza ingiustamente. La Siria doveva e deve cambiare, Monsignor Nazzaro stesso lo diceva, e i cristiani di qui non sono così stupidi o cinici da non saperlo o non volerlo. Ma il cambiamento doveva venire dall’interno, dai siriani stessi, non dagli interessi corrotti di paesi stranieri alla Siria
                I cambiamenti veri si fanno offrendo opportunità di crescita,
                non distruggendo tutto il possibile
                e rubando le risorse di un paese.
Si fanno creando opportunità di scambio, di contatto con altre realtà…non chiudendo le frontiere con le sanzioni, che tolgono il lavoro e alimentano le mafie… Si fanno con la cultura vera, il pensiero libero, da diffondere e incrementare, non con l’informazione menzogneraCosì replicava a quelli  che gli dicevano "ah, in Siria non era possibile fare nessun progetto educativo, non era permesso.” : forse non si potevano portare libri o scuole…. ma
             Com’è che sono riusciti a far entrare in Siria
             quintali e quintali di armi, di esplosivi, e quant’altro,
             a scavare tunnel per anni … e libri e cultura e progetti niente?
Per quelli, sì, forse valeva la pena di infrangere le regole, osare un po’ di più…anche “sfidare" qualcuno se necessario…. Certo, a patto che si avesse a cuore veramente la crescita di un popolo, e non piuttosto il desiderio di trarre profitto dalla sua distruzione.. come sempre denunciava coraggiosamente Monsignor Nazzaro. Tanti, ormai, stanno dicendo questo, e sono persone più accreditate di noi, siriani e non, cristiani e non… E niente cambia. I nostri paesi occidentali continuano con le loro politiche asservite alla logica di chi tira le fila. Vogliamo liberare la Siria e siamo schiavi. Esiste una informazione che rivela e fa conoscere ormai molte cose…e l’Occidente continua ad aggiungere sanzioni! 
 Dopo aver distrutto il futuro di tutti …            
Purtroppo, anche in ambito cattolico, si leggono articoli che fanno veramente male al cuore, e per fortuna a noi ne arrivano pochi. E spiace dirlo, ma ci si appella anche ai buoni sentimenti della gente – buoni sentimenti veri, sinceri – utilizzati per unadistorsione del giudizio che ci dovrebbe almeno spaventare. Ad esempio l’orrore – giusto, sacrosanto – di fronte alla morte dei bambini…. che però non sono “tutti” i bambini, ma solo quelli di una parte.. fatti morire così due volte, perché usati e abusati sulle copertine dei giornali. Ed anche gli appelli per il cessate il fuoco (può sembrare cinico) diventano facilmente equivoci, manipolabili, se non ci si accorge che le armi che si usano le vendiamo noi, passano per la nostre frontiere, sono comprate con i nostri finanziamenti, o in scambio del petrolio che ci fa comodo, e così via… Dopo aver riempito un paese di armi efficienti e sofisticate, dopo aver acceso il fuoco di un odio reciproco fra fratelli, dopo aver illuso tanti che il miglioramento potesse arrivare dalla lotta armata, dopo aver addestrato ed equipaggiato e ben pagato per far guerra… dopo aver distrutto il futuro di tutti (perché chi ha lottato e chi ha subìto, che prospettive reali ha davanti a sé, in un paese completamente distrutto?) adesso si dice: cogliete un fiore, e fate la pace, in nome dei principii umanitari?
 Per la Siria ha messo tutto il suo cuore            
Dobbiamo cambiare molte molte cose in Occidente se si vuole che cessi il fuoco in Medio Oriente… a partire dalle nostre parole. Sì, davvero Monsignor Giuseppe sapeva vedere più in là… E noi, che molte volte gli abbiamo suggerito di essere più diplomatico, se voleva essere ascoltato, lo ricordiamo con gratitudine, perché ci ha aperto gli occhi su molte cose, e per la Siria ha messo tutto il suo cuore di padre. Senza proprio nessun privilegio.
Le sorelle trappiste siriane
Sabato 5 novembre presso la chiesa parrocchiale di San Potito Ultra (AV) alle ore 17 si svolgerà un convegno in memoria di padre Giuseppe Nazzaro, ofm, Vicario Apostolico emerito di Aleppo; al temine vi sarà la benedizione della tomba monumentale in cui egli riposa
partecipa al dibattito – infounicz.europa@gmail.com
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 Video correlati                                                

 Mercoledì, 26 Ottobre/ 2016   

A cura delle Sorelle Trappiste di Aleppo
 Redazione Quieuropa, Siria, Aleppo, Mons. Giuseppe Nazzaro, Sorelle Trappiste di Aleppo 
A un anno dalla morte di Monsignor Giuseppe
Nazzaro, una testimonianza dalla sua Siria

4 commenti:

  1. Cactus

    ...e questi sarebbero quelli che arrichirebbero l'Europa, passando poi ai numerosi
    figli la 'religione- macelleria' coranica in nome di Allah?
    e qui non si tratterebbe di vendette per i torti subiti, ma di cristianofobia.

    "Dopo aver distrutto il futuro di tutti..." Infatti chi vende armi agli assassini
    è complice delle mattanze e di tutti gli altri obrobri commessi, e persegue lo stesso scopo: eliminare i cristiani dalla terra, sono dunque sullo stesso livello.
    Centrano ovviamente gli interessi geopolitici,una strada ancora lunga per arrivare alla conquista, disseminata di cadaveri.

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  2. "Qualcuno" mercoledi all'Udienza Generale ha ripetuto ancora una volta che anche Gesù è stato un migrante...
    L' importante è strumentalizzare qualsiasi cosa per supportare le sue (ma anche di altri potenti) ossessioni: migrazione selvaggia senza se e senza ma, integrazione, accoglienza...unione forzata degli opposti...il serpente che si morde la coda...Ah ecco,il serpente...

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    1. e se questi migranti, così tanto cari al Nostro sedente biancobestito, una volta arrivati vittoriosi a Roma, volessero riservare anche a lui ed ai suoi gerarchi lo stesso trattamento inflitto ai 12 cristiani di Aleppo ? mi sa tanto che NSGC, Giusto Giudice oltre che Misericordioso, lo consentirà (volgendo il Suo sguardo lontano da questi Giuda) per punire questi pastori imbroglioni e ingannatori.

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    2. Satana però ha in irriducibile odio solo i veri cristiani...

      Che sia per salvarsi la pelle-pellaccia che tanti ex buoni e bravi pastori (o così era la faccia che mostravano al mondo) sono passati repentinamente, armi e bagagli, nel campo del Nemico?

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