ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

mercoledì 26 ottobre 2016

La variante del diacono Lorenzo


Cambiamenti nei FFI e la trappola della rana bollita

rana-bollita
Omologare e appiattire le identità, sembra essere una delle parole d’ordine del pensiero mondialista.
C’è un modo indolore per introdurre novità nel modo di pensare? Sì! Lo suggerisce Noam Chomski. Il noto linguista e filosofo americano sostiene che se i cambiamenti sono introdotti lentamente, poco per volta, la società, la gente, comincia ad accettarli. Per farci comprendere la strategia usa il racconto della rana e del pentolone d’acqua.
Se una rana è immersa in una pentola con acqua fredda, comincia a nuotare. Se poi si accende una fiammella e si rende l’acqua tiepida, la rana trova la temperatura dell’acqua più gradevole. Se si alza ancora la fiamma e l’acqua diventa calda, la rana soffre quella temperatura; se infine diventa caldissima, la rana resta nell’acqua, bollita. Se fosse stata introdotta in una pentola con acqua bollente, avrebbe avuto la forza di saltare ed uscire da quella che sarebbe diventata la sua trappola mortale.
Per la verità, molti secoli or sono, qualche servitore fedele della Chiesa ha già fatto la fine della rana, con la variante che il  diacono Lorenzo fu steso direttamente su una graticola.  Se, però, anziché bruciare carne umana bruciamo gli ideali, ci chiediamo se qualcosa di simile non stia accadendo anche ai FFI. Tolta la povertà comunitaria, quel tratto originario che li contraddistingueva, quelli che seguono il nuovo corso hanno abbracciato un carisma … diremmo misto. Una volta si mangiava quello che offriva il convento, oggi, i frati del nuovo corso ricorrono alla Provvidenza, se arriva, qualora dovesse distrarsi – può capitare -, troverebbero più attenti e premurosi i commercianti del vicino mercato rionale, comprando il cibo, s’intende.
In tal modo,  poco per volta,ci si abitua all’idea di non vivere la povertà delle origini, che forse a qualcuno poteva anche sembrare esagerata, ma era una libera scelta e bella, aggiungiamo. Per di più all’interno di un mondo in cui la libertà non sembra avere più alcun limite, sembra strano impedire a dei religiosi di vivere la povertà comunitaria, neanche stessero commettendo il più terribile dei reati o professando la peggiore delle eresie. Così facendo, poco per volta, come la rana, la Provvidenza resterà completamente fuori dall’Istituto religioso, forse finirà bollita.
Dopo la povertà è stato necessario debellare un’altra infezione pericolosissima: il voto di Consacrazione illimitata all’Immacolata. Se questo singolare voto, già approvato dalla Chiesa, non sarà più vissuto, finirà per annegare esanime nel pentolone.
Il cambiamento in corso ha però provocato delle reazioni. Infatti, il numero dei frati attivi schierati contro il Fondatore, si sta riducendo. Alcuni, almeno gli italiani, preferiscono entrare in altri ordini religiosi.
Quelli fedeli, invece, accusati di tutto e di più, ora sono finiti anche nel mirino delle logge massoniche, incolpati di ostacolare il processo di unificazione tra Chiesa e Massoneria. Come considerare questa pubblica accusa? Sarebbe errato intenderla come destinata a lanciare un messaggio criptico a qualcuno … per accelerare la distruzione dei FFI? Staremo a vedere.
Invero l’Istituto, così come originariamente concepito (non quello attuale), è fastidioso perché conserva una forte identità francescano-mariana. Una caratteristica in controtendenza rispetto al corso dei tempi che procede verso una religione unica e l’omologazione del pensiero.
La redazione

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