ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

mercoledì 19 ottobre 2016

Quando mammasantissima comanda, picciotto va.

Due paginone de ‘La Stampa’ di domenica 16 ottobre sui cattolici ‘critici’ – parzialmente o totalmente – verso il Pontificato di Francesco hanno suscitato vivo interesse e una miriade di commenti (perlopiù feroci da parte dei lettori ‘conservatori’). Rossoporpora citata tra i tre blog ‘critici’. Qualche nota su due reazioni interessanti: un commento di padre Cervellera (finito dietro la lavagna con AsiaNews) e un’intervista a Galeazzii/La Stampa da parte di Rai News, con un aiuto documentale dell’Avvenire galantino…

Domenica 16 ottobre La Stampa cartacea (insieme con il noto contenitore online Vatican Insider’ ) ha pubblicato un doppio paginone (l’incipitin prima pagina) sotto il titolo di prima pagina “I cattolici anti-Francesco attirati dal potere di Putin” e il megatitolo delle pagine interne “Quei cattolici contro Francesco che adorano Putin”. Già questi titoli suscitano subito una domanda: Ma Francesco non è un Papa che più volte si trova in accordo con la politica di Putin? E allora… come risolvere la contraddizione? 
I due titoli poi hanno il compito di ‘istradare’ il lettore e semplificano eccessivamente la realtà, enfatizzandola nel contempo in accezione negativa. Tanto più che “dell’idealizzazione mitica” di Putin si parla solo nelle righe finali del lunghissimo articolo, per bocca del noto sociologo di punta Massimo Introvigne, molto riverito da quando è approdato all’altra sponda (ecclesiale). 
Nell’articolo, a firma di Giacomo Galeazzi e Andrea Tornielli  si passano in rassegna i ‘cattivi’, quelli che “attaccano duramente Francesco” e quelli che “sono quotidianamente critici con il pontificato di Bergoglio” (e in tale categoria – insieme con Magister e Francesco Agnoli di ‘Libertà e persona’- c’è anche www.rossoporpora.org , sebbene le nostre osservazioni critiche non siano quotidiane). Correttamente si riportano poi in una ventina di righe alcune domande che – aderendo all’invito di Galeazzi – avevamo elencato nella nostra risposta sulle perplessità emerse nei confronti di papa Francesco. Le riproponiamo qui: “Il nostro Pastore è veramente in primo luogo ‘nostro’ o non mostra di privilegiare l’indistinto gregge mondiale, essendo così percepito dall’opinione pubblica non cattolica come un leader gradito ai desideri espressi dalla società contemporanea? Lo farà per strategia gesuitica o per scelta personale? E quando il Pastore tornerà all’ovile, quante pecorelle smarrite porterà con sé? E quante ne ritroverà di quelle lasciate?” 
L’articolo ha suscitato molte reazioni su siti di ogni colore e stimolato i commenti a centinaia di lettori soprattutto ‘conservatori’. Tra i quali fanno il pieno di pernacchie  i notissimi (nell’ambiente) Tornielli (pura normalità, considerata la sua qualifica di Turiferario Maggiore ) e Introvigne (una new entry, quella dell’ex-reggente di Alleanza Cattolica, che garantisce un attivismo sfrenato e velenoso come è tipico degli  ex ).

ASIA NEWS/PADRE CERVELLERA: SI PUO’ TRADIRE FRANCESCO ANCHE CON I TROPPI APPLAUSI 
Due le reazioni che ci sembra interessante evidenziare. La prima è di padre Cervellera, direttore della benemerita agenzia AsiaNews, finito nel mirino dei misericordiosi autori dell’indagine perché – essi dicono con palese presa di distanza - sostiene (ma quant’è sfacciato questo Cervellera!) - “che il Papa dovrebbe affermare la libertà religiosa come argomento politico contro Pechino, invece di cercare il dialogo attraverso la diplomazia”. Tipico argomento questo di “ambienti di Hong Kong, settori USA e destra europea”.
Rileva tra l’altro padre Cervellera : Siamo molto dispiaciuti - per la loro bugia, più che per noi – che due vaticanisti abbiano citato AsiaNews fra ‘quei cattolici contro Francesco che adorano Putin’. Perché entrambe le affermazioni, sul papa e su Putin, non sono vere. Non sto qui a procurarmi le prove: basta andare a leggersi gli articoli che scriviamo. Per noi è un punto di onore – e di professionalità – registrare non la cosa che piace di più al potente di turno, ma tutti gli aspetti, anche complessi e contraddittori di un evento. Ci sembra di fare un servizio alla verità.
Ad esempio, su ciò che riguarda la Chiesa cattolica in Cina, “se registriamo tutto l’entusiasmo di papa Francesco nei confronti di Xi Jinping, non possiamo non comunicare il profondo dolore che il silenzio sulla persecuzione provoca fra i cristiani sotterranei. Perché si tratta di almeno 5milioni di persone che da decenni hanno dato la vita – a volte fino al sangue - per il vangelo e ora, tutt’a un tratto, sono scomparsi dalle nostre preoccupazioni.
Annota ancora padre Cervellera riguardo ai contenuti dell’articolo di Tornielli-Galeazzi: Il mio dolore più grande è vedere la lista di proscrizione stilata in quell’articolo: quel sito, quel giornalista, quel prete, quel vescovo, quel cardinale. Mi chiedo a cosa serva e temo che sia usata per dividere, grazie all’opera indefessa di questi corifei che si sono autoeletti ‘interpreti infallibili’ del papa e difensori del papa.
E concludeQuanto al papa: il papa non ha bisogno di difensori d’ufficio. Anzitutto perché mi sembra alquanto “corazzato”: una Sala stampa, un centro televisivo, un giornale, una radio… Ma poi, soprattutto perché lo stesso papa Francesco ha detto che non vuole si gridi ‘Viva il papa!’, ma ‘Viva Gesù Cristo!’. E anche se capitasse che il papa venisse offeso o criticato, in questo modo egli viene reso più simile proprio a Gesù Cristo flagellato, che era colpito dai ‘nemici’, ma era stato tradito dagli ‘amici’. E si può tradire anche con i troppi applausi.

LA TRIADE COSI’ PROMETTENTE LA STAMPA/VATICAN INSIDER – RAI NEWS – AVVENIRE GALANTINOPRODUCE UN’OPERA PRIMA: UN’INTERVISTA A GALEAZZI…
Seconda reazione: un’intervista di Pierluigi Mele fatta a Galeazzi. Interessante notare che Mele è giornalista di Rai News, Galeazzi de La Stampa con il contenitore Vatican Insider e nell’intervista viene citata un’indagine personale elaborata da tale Luigi Rancidio (detto Gigio), caporedattore – guarda guarda – di Avvenire.it. E una triade che parla da sé, unendo un giornalone (anche se in grave difficoltà) come La Stampa di Torino, Mamma Rai (la servitù al potere fatta immagine), l’Avvenire galantino, bramoso di raccogliere almeno le briciole cadute dalla tavola di Epulone.
A edificazione di chi ci legge ecco alcuni passi dell’intervista che unisce l’alta finanza, il potere politico e culturale, la Chiesa per così dire ‘rinnovata’. Partiamo dal gran finale, dall’apoteosi.
Pronto il tappeto rosso, schierati i pretoriani, colmi di incenso i turiboli, pronti i Trombettieri? E allora, avanti Galeazzi!, che risponde alla domanda seguente di Mele:  Papa Francesco come reagisce a tutto questo?(ovvero a tutti questi attacchi?)
Francesco è un dono provvidenziale alla Chiesa e al mondo. Basta seguire ogni giorno su Vatican Insider l’attività di Bergoglio e vederne gli straordinari effetti globali per capire la portata storica del suo pontificato. A chi acriticamente attacca Bergoglio a testa bassa e, pur definendosi cattolico, arriva a insultarlo sui siti ultratradizionalisti definendo il Vicario di Cristo “un monotono clown di basso conio” di leggere “Il nome di Dio è misericordia” (Piemme), il libro nel quale il Papa dimostra splendidamente e in maniera inequivocabile ad Andrea Tornielli come il Vangelo sia l’unica linea guida della sua azione. Le risposte di Bergoglio a Tornielli fanno capire in maniera inequivocabile come il Pontefice abbia a cuore esclusivamente l’evangelizzazione. Mediocri e meschini veleni di piccole pozze inquinate non riescono neppure a sfiorare il grande fiume alimentato dallo Spirito Santo”.  Da notare: splendidamente, inequivocabile, ancora inequivocabile, esclusivamente e poi il grandioso finale tanto misericordioso quanto lirico: Mediocri e meschini veleni di piccole pozze inquinate non riescono neppure a sfiorare il grande fiume alimentato dallo Spirito Santo.
Meritevole di citazione un’altra domanda di Mele: Tra i protagonisti, oltre a teologi ed alcuni elementi della gerarchia, vi sono i giornalisti. Tra i più noti ricordiamo: Magister (più sofisticato), Socci (sostenitore della tesi della invalidità della elezione di Francesco) e Rusconi (tradizionalista ticinese). Ho notato l'assenza di Aldo Maria Valli, vaticanista del TG1, tra i più critici, sia pure raffinato, nei confronti del Papa. Perché? -” Dueosservazioni. La prima: siamo ticinesi sì, ma definirci ‘tradizionalisti’ denota pressapochismo e carenza di informazione, perché, se certo rispettiamo i tradizionalisti, purtuttavia non lo siamo (come appare dai contenuti del nostro blog). La seconda: da notare la carineria dell’uomo Rai News verso il vaticanista del TG 1 Rai… 
Per finire, entra in scena l’ Avvenire galantino nelle vesti di tal Luigi (Gigio) Rancidio. Domanda di Mele: Quanto peso ha questa area (di oppositori)? La risposta di Galeazzi: Dopo l’uscita della nostra inchiesta sulla “Stampa”, un bravo collega del quotidiano “Avvenire”, Luigi Rancidio si è fatto proprio questa domanda: quante persone coinvolge questo fronte anti Bergoglio sul web?
Osservazione: poteva tal Rancidio non essere bravo? 
Prosegue GaleazziCosì, ha analizzato il traffico dei blog e dei siti citati nel mese di settembre, usando Similarweb (che non sarà preciso al 100% ma è molto affidabile). 
Quanto affidabile lo vediamo subito. A Rossoporpora l’indagine acutissima di Rancidio ha attribuito una media di… 57 lettori giornalieri. Allora. È vero che non siamo su Facebook né su Twitter né utilizziamo l’RSS; è vero che il blog è senza foto, tranne le due indispensabili né ha pubblicità e neppure gossip donne nude. Ed è vero che scriviamo non più di due, tre volte la settimana. Però: anche il paracarro che sta in cima al Monte Ceneri e che divide il Canton Ticino tra Sopra e Sottoceneri si rende conto facilmente che Rossoporpora ha molto più dei 57 lettori medi giornalieri attribuiti da Rancidio sulla base di tal sito di controllo dati, per quanto ci riguarda, farlocco. A Rossoporpora importa non tanto il numero dei lettori, quanto di essere letto da persone competenti, interessate, appassionate. E queste di certo non mancano… e ai 57 lettori medi giornalieri di Rancidio occorre aggiungere uno 0 e a volte anche due. E magari addirittura moltiplicare ancora, senza contare le riprese (con buona pace di Galeazzi e del Rancidio galantino).
Conclude Galeazzi, dopo aver elencato alcuni siti con le rispettive cifre del bravo Rancidio: “Facendo anche finta che nessuno di questi siti o blog abbia lettori in comune (cosa impossibile) stiamo parlando di 29.123 persone al giorno. Quindi, Papa Francesco può dormire sonni tranquilli”. 29.123…. che precisione matematica… controllino Galeazzi e il bravo Rancidio che non ci sia qualche decimale!
Poi: sonni tranquilli? E’ evidente che non si può dire lo stesso dei turiferari. Sono tanto nervosi (a partire dal Turiferario Maggiore, che ha già annunciato per gennaio via Sismografo un nuovo libro sul Papa, introdotto da un’intervista allo stesso) da aver scatenato (su commissione?) la caccia ai ‘critici’. Come si dice in Sicilia: Quando mammasantissima (forse le propaggini dei poteri mondiali che vogliono una Chiesa cattolica dall’identità debole?) comanda, picciotto va.
QUALCHE NOTA SU UN PAIO DI REAZIONI A UN ARTICOLO DE LA STAMPA – di GIUSEPPE RUSCONI – www.rossoporpora.org – 19 ottobre 2016
http://www.rossoporpora.org/rubriche/vaticano/636-qualche-nota-su-un-paio-di-reazioni-a-un-articolo-de-la-stampa.html

Asianews risponde alle accuse

Libertà e Persona18 ottobre 2016
Cattura
Il livello di divisione interna cui è giunta la Chiesa di oggi è ormai sempre più evidente. L’accoppiata Tornielli-Galeazzi, con il sostegno di Introvigne-Giovagnoli, però, la ha fatta fuori dal vaso in modo troppo evidente. Cosicchè anche padre Bernardo Cervellera, direttore di Asianews, che conosce Tornielli da sempre (entrambi provengono da CL) è finito nel mirino degli inquisitori della misericordia. E ha giustamente risposto, così:
L’accusa ad AsiaNews di essere contro il papa e a favore di Putin, un’occasione per mostrare i motivi che ci muovono in questo nostro impegno di evangelizzazione. E anche per chiedere più professionalità a chi scrive sul papa. Il pontefice non ha bisogno di difensori d’ufficio. Aiutare il dialogo fra “conservatori” e “progressisti” per realizzare il Concilio e preoccuparsi del mondo perché incontri Gesù Cristo. I “nemici” di Gesù sono stati anche i suoi “amici”.
Roma (AsiaNews) – Ad AsiaNews non passa giorno senza che pubblichiamo qualcosa del papa: le omelie, i discorsi, gli incontri, i riassunti delle encicliche. Siamo fra le agenzie più veloci che offrono quanto il papa insegna in traduzioni on-line in italiano, cinese, spagnolo e inglese: molti cinesi, indiani, latinoamericani ci ringraziano per la velocità con cui la parola del papa giunge a loro, dato che i siti ufficiali sono troppo lenti. Abbiamo scelto di fare questo servizio, che ci occupa ogni giorno, anche la domenica, per aiutare le Chiese dell’Asia a ricevere al più presto la parola del pontefice. Lo abbiamo fatto con papa Wojtyla, con Benedetto XVI, con papa Francesco.
Questo servizio è utile soprattutto ai cattolici cinesi. E siccome il sito di AsiaNews è talvolta bloccato dalle autorità di Pechino, abbiamo dato l’ok perché un altro sito, più anonimo, dal titolo “Ascoltiamo Papa Francesco.net” riporti tali e quali i nostri articoli su papa Francesco in italiano e in cinese (vedere per credere), anche se i responsabili del sito firmano (senza troppa etica professionale) gli articoli scritti da noi. Ma questo fatto a noi importa poco: “purché Cristo sia annunciato” come dice san Paolo. (Filippesi 1, 18).
Data questa esperienza, siamo molto dispiaciuti – per la loro bugia, più che per noi – che due vaticanisti abbiano citato AsiaNews fra “quei cattolici contro Francesco che adorano Putin”. Perché entrambe le affermazioni, sul papa e su Putin, non sono vere. Non sto qui a procurarmi le prove: basta andare a leggersi gli articoli che scriviamo. Per noi è un punto di onore – e di professionalità – registrare non la cosa che piace di più al potente di turno, ma tutti gli aspetti, anche complessi e contraddittori di un evento. Ci sembra di fare un servizio alla verità.
Anche sulla Cina, mentre esaltiamo i suoi successi spaziali e il suo farsi strada fra le grandi potenze, non dimentichiamo i problemi dell’inquinamento o il Dalai Lama, che a noi pare sia un migrante, un esule, come quei tanti esuli e migranti che papa Francesco ha abbracciato a Lampedusa.
E così sulla Chiesa cattolica, se registriamo tutto l’entusiasmo di papa Francesco nei confronti di Xi Jinping, non possiamo non comunicare il profondo dolore che il silenzio sulla persecuzione provoca fra i cristiani sotterranei. Perché si tratta di almeno 5milioni di persone che da decenni hanno dato la vita – a volte fino al sangue – per il vangelo e ora, tutt’a un tratto, sono scomparsi dalle nostre preoccupazioni.
Nell’articolo succitato, un docente fra i più ottimisti del dialogo fra Cina e Vaticano – ricordo che già nel 2005, all’indomani della morte di Wojtyla, aveva previsto che a giorni si sarebbe firmato l’accordo diplomatico che ancora attendiamo con fede e speranza – ebbene questo “super-ottimista” dice che noi saremmo “alleati” con “ambienti [di] Hong Kong, settori Usa e destra europea” per spingere papa Francesco a privilegiare la libertà religiosa sull’unità della Chiesa in Cina. Un’opinione che a noi sembra infondata: non abbiamo mai ricevuto visite o premi da un presidente o da un segretario di Stato Usa, né europeo. Ma forse, il super-ottimista docente intendeva – alla lontana – che noi spesso pubblichiamo articoli del card. Joseph Zen, che come noi è preoccupato della sorte dei cristiani sotterranei. Se fossi papa Francesco io apprezzerei che un mio cardinale mi dica i problemi che soffrono e vivono questi cristiani così… periferici, volto del Cristo sofferente, parte del mio gregge per i quali io devo dare la vita.
Purtroppo papa Francesco ha pochi amici di questo calibroE non li ha nemmeno fra i giornalisti vaticanisti. E infatti, il mio dolore più grande è vedere la lista di proscrizione stilata in quell’articolo: quel sito, quel giornalista, quel prete, quel vescovo, quel cardinale. Mi chiedo a cosa serva e temo che sia usata per dividere, grazie all’opera indefessa di questi corifei che si sono autoeletti “interpreti infallibili” del papa e difensori del papa.
Quando papa Francesco è salito al soglio pontificio, era chiaro che lui voleva realizzare il Concilio Vaticano II (come dice nelle sue encicliche). Per questo occorreva (e occorre) mettere insieme, far dialogare e trovare una via comune fra i cosiddetti cattolici “conservatori” e i “progressisti”, la cui divisione è fra le piaghe più brutte che ci portiamo da decenni. Se uno ascolta tutto quanto dice papa Francesco, si accorge che egli è proprio il papa della tradizione in sviluppo, superiore alle “ermeneutiche di rottura” tipiche dei conservatori e dei progressisti. Purtroppo sembra che i due partiti – grazie anche ai media secolari – si dividano e induriscano il loro fronte sempre più. Spetta al papa, come segno dell’unità della Chiesa, lavorare per la ricucitura. E spetta ai giornalisti vaticanisti mostrare come questo lavoro procede. Non mi esprimo sul voler dare le pagelle dei buoni e dei cattivi.
Il mio consiglio, se proprio vogliono aiutare papa Francesco, è quello di sostenere le posizioni di dialogo – quello che vorremmo anche tra le “anime” della Chiesa di Cina – facendo emergere quel brandello di verità che lo Spirito – come dice sempre il nostro papa – mette dentro anche a un musulmano, un ebreo, un indù… figuriamoci a un cristiano.
Questo lavoro di dialogo anche con le posizioni più lontane è tanto più urgente a causa dell’abisso di secolarizzazione e indifferenza che sta inghiottendo il mondo. Il mondo crede perché la Chiesa è unita (“che tutti siano uno perché il mondo creda”, dice il vangelo di Giovanni). Per questo dovremmo preoccuparci – destra e sinistra nella Chiesa – non di farci vedere come dei “superapostoli” esibizionisti, ma di comprendere come interessare il mondo alla fede in Gesù. Purtroppo il dibattito fra molti cristiani è ormai polarizzato su “papa sì, papa no” e non sulla missione verso il mondo. Allo stesso modo, sulla Cina tutti dibattono dei rapporti diplomatici e nessuno sul modo in cui portare la fede cristiana in questo Paese che ha sete di Dio, prima che di diplomazia.
Quanto al papa: il papa non ha bisogno di difensori d’ufficio. Anzitutto perché mi sembra alquanto “corazzato”: una Sala stampa, un centro televisivo, un giornale, una radio… Ma poi, soprattutto perché lo stesso papa Francesco ha detto che non vuole si gridi “Viva il papa!”, ma “Viva Gesù Cristo!”. E anche se capitasse che il papa venisse offeso o criticato, in questo modo egli viene reso più simile proprio a Gesù Cristo flagellato, che era colpito dai “nemici”, ma era stato tradito dagli “amici”. E si può tradire anche con i troppi applausi.