ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

venerdì 11 novembre 2016

Chi sono, allora, i veri “profeti di sventura”?


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Cosa si nasconde, davvero, dietro l’attacco spietato contro il teologo domenicano Padre Giovanni Cavalcoli?
Cooperatori della Verità abbiamo tentato, assai umilmente, di dare il nostro piccolo contributo in questo articolo: “a quando le dimissioni della Madonna“? perché solo chi è in malafede non approfondisce i ripetuti appelli della Vergine del Rosario a Fatima che parla chiaramente di “castighi divini se….” se non ci convertiremo, e sono appelli entrati a far parte del magistero pontificio, non sono più un optional, non si tratta di “apparizione sì, apparizione no”, ma di un messaggio preciso che i Papi hanno fatto proprio riversandone i contenuti nel loro magistero vincolante per chi vuol dirsi cattolico.
Ci uniamo anche noi alla Lettera aperta e firmata da ben 223 persone e pubblicata da La Nuova Bussola quotidiana – vedi qui – per la quale ci sentiamo spinti ad un ulteriore approfondimento dei fatti. Solidarietà a Padre Giovanni Cavalcoli, ma anche comprensione del perché, e del perché è necessario comprendere che, usando il reverendo Padre come capro espiatorio, si vuole di fatto annichilire il Catechismo della Chiesa e la sana Dottrina: si attaccano i buoni teologi per distruggere la sana dottrina.

Veniamo al dunque. Lo diciamo nel Pater Noster: “LIBERACI DAL MALE
Questa invocazione non è una cornice modificabile della Preghiera insegnataci da Gesù, è pura dottrina che ci rimanda alle parole stesse di Gesù: «Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per rendere testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce»(Gv.18,37), e ancora più esplicitamente quando dice:  «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati.  Andate dunque e imparate che cosa significhi: Misericordia io voglio e non sacrificio. Infatti non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori»(Mt.9,9-13).
Nel Catechismo della Chiesa Cattolica (CCC vedi qui) c’è un intero capitolo su queste parole del Pater Noster e leggiamo: L’ultima domanda al Padre nostro si trova anche nella preghiera di Gesù: «Non chiedo che tu li tolga dal mondo, ma che li custodisca dal maligno» (Gv 17,15)… La Preghiera del Signore ci apre continuamente alle dimensioni dell’Economia della salvezza. La nostra interdipendenza nel dramma del peccato e della morte diventa solidarietà nel corpo di Cristo, nella «comunione dei santi»(n. 2850)
_026-castighi-di-dio-6Chiedendo di essere liberati dal male, noi preghiamo nel contempo per essere liberati da tutti i mali, presenti, passati e futuri, di cui egli (Satana) è l’artefice o l’istigatore. In quest’ultima domanda la Chiesa porta davanti al Padre tutta la miseria del mondo. Insieme con la liberazione dai mali che schiacciano l’umanità, la Chiesa implora il dono prezioso della pace e la grazia dell’attesa perseverante del ritorno di Cristo. Pregando così, anticipa nell’umiltà della fede la ricapitolazione di tutti e di tutto in colui che ha «potere sopra la morte e sopra gli inferi» (Ap 1,18), «colui che è, che era e che viene, l’Onnipotente!» (Ap 1,8). «Liberaci, o Signore, da tutti i mali, concedi la pace ai nostri giorni e con l’aiuto della tua misericordia vivremo sempre liberi dal peccato e sicuri da ogni turbamento, nell’attesa che si compia la beata speranza e venga il nostro Salvatore Gesù Cristo»”(n. 2854)
Il problema scatenatosi dalle parole di Padre Cavalcoli è in verità un falso problema, dietro si nasconde ben altro, si nasconde un’ attacco frontale alla dottrina della Chiesa, attacco spietato contro Cristo, contro l’insegnamento della Chiesa. Il vero bersaglio è Gesù Cristo e la Santa Sposa nel suo fedele insegnamento. E se la Preghiera stessa, le Novene, i Tridui, la stessa Liturgia della Santa Messa, il Rosario, l’invocazione dei Santi ecc… non avessero quale scopo quel “preservarci da ogni pericolo, e liberarci da ogni male“,  ci troveremo di fronte al vuoto, al nulla più assoluto, ad un vero paganesimo, ad un vero ateismo, alla profanazione stessa del rapporto vero tra Dio e l’uomo (cfMc.8,38): che cosa ci starebbe a fare il Divino Sacramento nel Tabernacolo, notte e giorno, ad attenderci? Tanto vale rimuoverlo, ecco dove si vuole arrivare. E non è forse Gesù stesso a rivolgerci quella domanda drammatica: «Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?»(Lc.18,8)
Nel Gesù di Nazaret (Tomo I vedi qui) così spiegava Benedetto XVI:
“Se dunque vogliamo che Dio regni in noi [che il suo regno esista in noi], non deve in nessun modo regnare il peccato nel nostro corpo mortale (Rm 6,12) […]. Allora Dio passeggerà in noi come in un paradiso spirituale [Gn 3,8] e, insieme col suo Cristo, regnerà in noi esclusivamente…(…)  Un punto emerge su tutto: Dio è sparito, chi agisce è ormai solo l’uomo. Il rispetto delle «tradizioni» religiose è solo apparente. Esse, in realtà, vengono considerate come un ammasso di abitudini che bisogna lasciare alla gente, anche se in fondo non contano assolutamente nulla. La fede, le religioni vengono usate a fini politici. Conta solo organizzare il mondo. La religione conta in quanto può essere in ciò di aiuto. La vicinanza di questa visione post-cristiana della fede e della religione alla terza tentazione è inquietante..”
Il grande Padre della Chiesa, il vescovo san Gregorio di Nissa, nella sua “Contra fatum” Contro il fato, dice chiaramente:
Ciò che preme più di tutto ai demoni è distogliere da Dio lo sguardo dell’uomo, così che non ne tragga la sua parte di bene; perciò il fatto che gli uomini, creature facilmente ingannabili, siano persuasi che le vicende della loro vita non dipendono dal volere di Dio, ma da una determinata connessione astrale o dall’influsso che ne deriva (o dal fato, appunto), è cosa che contribuisce più di ogni altra al fine della nefasta stirpe dei demoni. Se dunque è gradito ai demoni allontanare l’uomo da Dio, e lo allontana l’errore di queste credenze, risulta dimostrato chiaramente ch’esse sono il frutto di un’attività demoniaca, che svia con l’inganno coloro che attribuiscono agli astri (o al fato, al destino), ogni potere e non rivolgono il loro sguardo all’onnipotenza di Dio..”
Che poi, pensiamoci bene, quando scampiamo da un pericolo grave, o sopravviviamo a qualche grave malattia, ad un terremoto, ad un incidente, non abbiamo forse il DOVERE di ringraziare Dio per averci “preservato da ogni pericolo e da ogni male”? come si dice nella Preghiera del Cristiano del mattino e della sera “Ti adoro mio Dio, ti amo con tutto il cuore…” Che cosa ci insegnano i Santuari Mariani arricchiti di EX-VOTO per ringraziare la Vergine Santa dello scampato pericolo? E gli stessi Angeli Custodi che ci stanno a fare? perché Dio stesso ci invita ad invocare la loro PROTEZIONE? Ma non è che sotto, sotto, si nasconde una forma di esorcizzare la sofferenza ed infine la MORTE e di non accettarla quale realtà significativa della nostra esistenza terrena?
Ricordiamo San Paolo:

Mi è stata data una spina nella carne (2Cor 12,7)

forse Gesù, o il Padre, o lo Spirito Santo non lo hanno liberato da ogni male e pericolo? A cosa serviva quella spina nel fianco, e perché?
C’è un passaggio eloquente nelle Lettere dell’apostolo Paolo quando, ammonendo la sua comunità per un fatto grave ed increscioso, descrive cosa ci accade quando, peccando, ci allontaniamo da Dio, leggiamo il passo:
“Si sente da per tutto parlare di immoralità tra voi, e di una immoralità tale che non si riscontra neanche tra i pagani, al punto che uno convive con la moglie di suo padre. E voi vi gonfiate di orgoglio, piuttosto che esserne afflitti, in modo che si tolga di mezzo a voi chi ha compiuto una tale azione! Orbene, io, assente col corpo ma presente con lo spirito, ho già giudicato come se fossi presente colui che ha compiuto tale azione: nel nome del Signore nostro Gesù, essendo radunati insieme voi e il mio spirito, con il potere del Signore nostro Gesù, questo individuo sia dato in balìa di satana per la rovina della sua carne, affinchè il suo spirito possa ottenere la salvezza nel giorno del Signore. Non è una bella cosa il vostro vanto. Non sapete che un po’ di lievito fa fermentare tutta la pasta? Togliete via il lievito vecchio, per essere pasta nuova, poiché siete azzimi…”(1Cor.5,1-8)
Sant'Emidio Protettore nei terremoti
Sant’Emidio Protettore nei terremoti
Che cosa è davvero il “castigo” che produce salvezza, San Paolo lo descrive magnificamente: meglio soffrire nella carne che rischiare di dannare l’anima eternamente…. Esistono, perciò, questi “castighi”, che possono essere lievi o pesanti, a seconda delle circostanze. Anche il buon padre e la buona madre di famiglia possono e debbono “castigare” il proprio figlio per il suo bene ed infatti, a pensarci bene, non è proprio questa forma educativa che da anni si sta cercando di impedire persino ai genitori? Questo vale anche per il Padre celeste che tutto compie per il bene delle sue creature, delle quali non ha una visione ristretta, incastonata soltanto nel tempo e nello spazio, ma va oltre, guardando alla totalità dell’esistenza di una persona: il sempre a cui ciascuno è destinato, in un a parola l’anima da salvare da una eternità di dannazione. A volte il prezzo da pagare per quel sempre può essere alto, altissimo come ci rammenta San Paolo nella punizione contro l’incestuoso, ma il cattolico ha la somma grazia di sapere a quali eterne gioie il Signore riserva i suoi figli, che a Lui e alle sue leggi (nelle quali sta custodita la vera libertà dell’uomo) non si ribellano.
Sofonia avverte, adunando gli umili, come continua a fare Dio, che gli uomini vorrebbero estromettere dalla storia, ma in realtà possono farlo soltanto con il pensiero, senza possibilità di riuscita effettiva:
«Radunatevi, raccoglietevi, o gente spudorata, prima di essere travolti come pula che scompare in un giorno; prima che piombi su di voi la collera furiosa del Signore. Cercate il Signore voi tutti, umili della terra, che eseguite i suoi ordini; cercate la giustizia, cercate l’umiltà, per trovarvi al riparo nel giorno dell’ira del Signore».(Sof.2,1-3)
Chi sono, allora, i veri “profeti di sventura”, i cattivoni che spaventerebbero la gente sui castighi di Dio? Coloro che vogliono occultare alla gente la Verità, o coloro che dicono la Verità? E coloro che occultano la Verità perché lo fanno? chi vogliono “colpire” veramente? E’ ovvio, vogliono colpire la sana Dottrina perché questa  gente che ha ceduto da tempo al mondo, non cura i nostri interessi ma quelli del demonio al quale non interessa affatto il nostro corpo, ma le nostre anime.
Purtroppo, da circa due secoli, i termini che la Chiesa usava liberamente, e saggiamente, seguendo l’insegnamento dei Padri e Dottori, hanno preso ad avere significati diversi così, il termine castigo, ha subito una deformazione in questi ultimi anni atto a significare una menomazione contro l’uomo mentre, da sempre, esso significa l’amore e la cura che Dio ha per la sua creatura, come farebbe un vero genitore, attento al bene del proprio figlio. Il castigo è la conseguenza delle nostre scelte. Ma questa deformazione del termine è stata causata, generata proprio dall’aver abbandonato la sana dottrina!
La continuata e perversa, invece, dottrina modernista di un Dio piacione, buonaccione, simpatico, misericordioso senza gli altri attributi divini quali la giustizia ed una paternità che si rende efficace solo se in essa c’è anche l’aspetto educativo, rendono Dio davvero IMPOTENTE, alieno alla nostra sorte futura ed eterna.
Se andate su youtube e cercate “ultimo minuto” avrete una serie di video che ricostruiscono molti casi drammatici finiti bene. Ascoltando le parole di coloro che sono scampati al peggio, tutti confermano la propria responsabilità a quanto è loro accaduto asserendo di aver “imparato la lezione”…. dicendo di “aver meritato” quanto loro accaduto, a causa della loro disobbedienza alle regole della vita….
La vita ha delle regole (come qualunque istituzione o persino nei Club) che sono anche aspre e dolorose per noi uomini, e chi le calpesta, chi pretende di modificarle a proprio piacimento, chi le rifiuta, ne paga le conseguenze e non solo per se stesso, ma anche per la comunità perché, l’uomo non è un’isola…. (si legga Ezechiele 3,16-21). Ma proprio per questo Gesù nell’insegnarci il Pater Noster, ci fa implorare Dio di venire in nostro soccorso, di LIBERARCI DA OGNI MALE e,pensiamoci bene,  al terremotato sopravvissuto,  al quale verrà ora impedito di pensare e credere che deve la sua sopravvivenza ad un puro ATTO GENEROSO DI DIO, padrone della vita e della morte, questi falsi maestri dovranno rendere conto a Dio e la pagheranno caramente…. E questo vale per tutto e per tutti i Dieci Comandamenti i quali, a forza di edulcorarli, ne stanno modificando la disciplina e quindi la VERA FEDE… la vera e sana dottrina per il “prurito di sentire cose nuove” e per accomodarsi al mondo, come profetizzava magnificamente e drammaticamente san Paolo.
RICORDA: Matteo 8,23-27
Essendo poi salito su una barca, i suoi discepoli lo seguirono.  Ed ecco scatenarsi nel mare una tempesta così violenta che la barca era ricoperta dalle onde; ed egli dormiva. Allora, accostatisi a lui, lo svegliarono dicendo: «Salvaci, Signore, siamo perduti!». Ed egli disse loro: «Perché avete paura, uomini di poca fede?» Quindi levatosi, sgridò i venti e il mare e si fece una grande bonaccia. I presenti furono presi da stupore e dicevano: «Chi è mai costui al quale i venti e il mare obbediscono?».
Ave Maria.

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