ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

sabato 12 novembre 2016

Il dubbio è legittimo !?

Donald Trump, l’uomo utile al Nuovo Ordine



Per quanto un uomo possa essere razionale, ci sarà
sempre una favola alla quale finirà per credere…
                   Quando gli Stati Uniti stanno con Israele, 
                   le possibilità di pace, in realtà aumentano 
                         e aumentano in modo esponenziale. 
           Questo è ciò che succederà quando Donald Trump
                           sarà il presidente degli Stati Uniti. 
            Donald Trump - Discorso all'AIPAC – 21 Marzo 2016
     "Il postulato democratico è che i media sono indipendenti
             e hanno il compito di scoprire e di riferire la verità,
                            non già di presentare il mondo
               come i potenti desiderano che venga percepito."
                                         Noam Chomsky 
                  Trump ha vinto, i media hanno sbagliato
         il mondo di Hollywood sconfitto assieme ad Hillary
                             TG1 dell'11 Novembre 2016
di Sergio Basile
Donald Trump, l'uomo utile al Nuovo Ordine












  Premessa                                                                    
New York, Washington di Sergio Basile - Il miracolo americano si è realizzato: Trump ha vinto! Viva la democrazia, viva l'America, giustizia è fatta; l'asse del male è stata ricacciata all'Inferno! Non so voi ma, chi scrive, dinanzi all'euforia generale che inonda il web e l'etere, ha come l'impressione di essersi perso qualcosa… Un tassello non rende giustizia all'immagine reale dell'idilliaco quadretto yankee di un Donald Trump sorridente, seduto sul trono della Casa Bianca con tribù di figli e nipoti a seguito. Non stimo particolarmente il camaleontico Noam Chomsky, noto teorico della comuncazione d'origine ebraica (1) ma forse aveva ragione lui!
(1) socialista-libertario e anarchico, illuminista, gnostico e "anti-imperialista", ma fin a qualche anno addietro molto favorevole alla creazioe dello Stato d'Israele: posizione poi ammorbiditasi verso la soluzione del "doppio stato"
 Donald e il "postulato democratico"                  
La sua ironica analisi sul mondo mediatico nella società democratica contemporanea non fa una piega e si avvicina molto di più alla realtà dei 
                                            mea culpa strategici
                    delle lobby anglo-israelitiche dell'informazione,
              – che controllano il 90% di tv e giornali, a livello planetario -
                       per non aver compreso ed aver sottovalutato
                                           il "fenomeno Trump"
nuovo anti-eroe miliardario, nuovo messia di Park Avenue divenuto come per incanto il paladino dei poveri e degli ultimi, poiché capace di "sfidare ed umiliare i potenti d'America", "solo contro tutti", "contro Hollywood e l'intero star system", "contro l'alta finanza" e di conseguenza, secondo proprietà transitiva, "contro l'anima massonica degli Stati Uniti", surclassando l'asse del male Obama-Clinton. Insomma una storia strappalacrime e miracolistica, rigorosamente "mediatica", da far concorrenza alle pagine più toccanti di Mark Twain e Charles Dickens. L'incarnazione del sogno americano, per la gioia dei seguaci di Alexis de Tocqueville e degli estimatori della "Democrazia più grande del mondo", capace in una notte di reinventare se stessa, mentre soffia il vento avverso del pronostico. Scusate ma non ci credo! Ribadisco, Chomsky aveva ragione:
             "Il postulato democratico è che i media sono indipendenti
                   e hanno il compito di scoprire e di riferire la verità,
             non già di presentare il mondo come i potenti desiderano
                                            che venga percepito".
                                               Noam Chomsky 
 Il più grande bluff                                                      
Il problema, come l'ironico padre della grammatica trasformazionale ben sa, è che la Democrazia contemporanea è un aborto ideologico e giuridico! Infatti sarebbe più appropriato parlare di democratismo moderno travestito da "democrazia", cioé di dittatura assoluta del numero e del consenso pilotato, plasmato da menti raffinatissime, in occulti centri di potere. Lo stesso San Tommaso d'Aquino, il dottore angelico, nella Somma Teologica, dimostrò di avere in merto le idee ben chiare. Egli aborriva la forma democratica pura di governo, poiché evidente dittatura mascherata. Il dottore della Chiesa insegnava come le possibili forme di governo fossero tre: monarchia, aristocrazia, politeìa e che:
                          “la migliore forma di potere è bene temperata 
                   dall’unione della monarchia, in cui comanda uno solo,
              e  dall’aristocrazia, in cui comandano i migliori o i virtuosi, 
                           e dalla democrazia, che è il potere del popolo
                                             San Tommaso d'Aquino 
                                  (S. Th., I-II, q. 105, a. 1, in corpore) 
La Democrazia è il più grande bluff della storia, da Barabba ai giorni nostri, secondo solo all'inganno della moneta-debito, che della prima è il vero dante causa. Esiste infatti una biunivoca corrispondenza tra creazione del consenso democratico e creazione dello strumento monetario. Entrambi sono "prodotti dal nulla", in base ad una riserva morale e riserva aurea immaginarie, e destinati ad incidere sulla volontà delle masse che li legittimano accettandoli. Ciò, evidentemente, vale anche per le ultime elezioni statunitensi! Ve ne sono non solo indizi, ma – come vedremo più avanti – prove evidenti! D'altronde il consenso non si genera solo attraverso campagne di marketing: esiste anche il demarketing. Il volano del processo democratico resta comunque, sempre, la moneta-debito, e il dualismo partitico è il terreno speculare idoneo a far germogliare la "mala pianta". Perché allora tutta questa euforia?
 La "Democrazia" e l'oblio del quarto potere        
Non a caso uno dei fondatori dell'impianto democratico, Charles Louis de Montesquieu (1689-1755), ne De l'Esprit des Lois (1748), teorizzò la sua "celeberrima" tripartizione dei poteri in chiave anti-assolutista e "democratica", commettendo una tragica omissione: lasciò cadere nell'oblio dell'indeterminatezza il potere monetario (quarto potere), di gran lunga, tra tutti, il più assolutizzante. I "custodi" del segreto della creazione estemporanea della moneta-debito restarono le lobby occulte private, le stesse che oggi fabbricano eroi di cartapesta e consensi.
      La nobile creatura del filosofo francese fu dunque affetta, ab origine, 
                          da una gravissima malformazione congenita, 
            l'omissione del quarto potere: tragedia giuridica che finì per 
                    ridicolizzare, imbastardire, falsare ed involgarire 
                   l'intero processo democratico degli stati moderni, 
                                                fino ai giorni nostri. 
L'errore di Montesquieu produsse un sisma culturale dagli effetti devastanti e capace di resistere al tempo, approfittando dell'assenza assoluta di barriere culturali e giuridiche. Gli epicentri principali del fenomeno diffuso sono oggi Washington e New York, cuori dell'impero anglo-israelita, come in epoca illuministica furono Parigi e Londra (rispettivamente epicentri della "grande rivoluzione" (1789) e del cataclisma bancario, con la nascita della Banca d'Inghilterra: 1694-1717). Eppure saggi professori ed economisti, alla luce delle ultime vicende politiche statunitensi, sembrano banalizzare questo aspetto allineandosi compiaciuti al "mea culpa" dei media per "non aver capito Trump". Essi sembrano non solo graziare ma addirittura glorificare il neo-messia di Park Avenue e gridare allo scandalo di oscure macchinazioni perpetrate ai suoi danni, rievocando improbabili pagine evangeliche, dove la parte di Barabba – in gonnella – è affibiata, questa volta, alla diabolica Hillary. Tipico esempio di tele-democrazia! Non trovate? Insomma, così come allo stadio o nei film western alla Sergio Leone
                            se uno fa la parte del brutto e del cattivo, 
                                      ( e Hillary è in effetti brutta e cattiva )
                         l'altro deve essere scientificamete il "buono".  
 Un popolo di politologi, scarsi in marketing   
Italiani, popolo di politologi, certo! Ma forse, in gran parte, un pò scarsini in marketing:  
                       ramo dell'economia che, in ambito aziendale, 
                  si occupa dello studio di tutte le azioni strategiche
                        orientate al raggiungimento di un obiettivo, 
     riferibili al mercato e destinate alla vendita di prodotti e servizi, 
                      considerando come finalità il maggior profitto 
e l'attrazione e fidelizzazione di target di consumatori sempre maggiori. 
Montesquieu nella sua insufficiente ripartizione dei sommi poteri statali, partì  dalla considerazione che il "potere assoluto corrompesse assolutamente". Condizione oggettiva (necessaria ma insufficiente) per l'esercizio reale della libertà del cittadino è che questi tre poteri fossero restati nettamente separati. Oggi negli Usa, immagine emblematica dell'intero villaggo globale, teorizzato da Marshall McLuhan e idealizzato da  Aldous Huxley (tra i profeti del Nuovo Ordine Mondiale giudeo-massonico
                           non esistono assolutamente le premesse 
                          al "miracolo democratico", inutile illudersi!
                                      Iutile gridare alla vittoria
            per un successo che anche i Simpson annunciarono (Sic!)
 La poltrona più importante d'America              
Per capire le trame del potere bisogna individuare il centro del potere! Allora è utile ricordare ai simpatizzanti di Trump come negli Usa, la poltrona più importante non sia quella della Casa Bianca, ma quella della Federal Reserve (con Wall Street suo santuario). Sarà per questo, probabilmente, che uno dei primi atti ufficiosi di Donald Trump, subito dopo la lunga notte di New York, è stato quello di rinnovare la sua fiducia a Janet Yellen, presidente della FED. A "decidere il presidente" sono le lobby e i poteri occulti, inutile illudersi! A maggior ragione negli Stati Uniti d'AmericaAd ammetterlo con spirito affranto, nel 1916, fu lo stesso 28° Presidente Woodrow Wilson(1856-1924) tre anni dopo aver approvato il Federal Reserve Act: uno degli atti giuridici più criminali della storia.
     “Sono l'uomo più infelice. Ho inconsapevolmente rovinato il mio Paese.
     Una grande nazione industriale è controllata dal suo sistema di credito”.
                        “Ora il nostro sistema di credito è concentrato.
Perciò, la crescita della nazione e tutte le nostre attività è nelle mani di pochi uomini.
                         Stiamo per diventare un Paese mal governato,
             completamente controllato e dominato dal mondo civilizzato.
                       Non più un governo in cui c'è libertà di opinione,
  non più un governo guidato dalla convinzione e dal voto della maggioranza,
                  ma un governo pilotato dall'opinione e dalla prigionia
                      voluta da un piccolo gruppo dominante di uomini" (2)
                                                 Woodrow Wilson
                               28º Presidente degli Stati Uniti d’America

Lo stesso Wilson, appena tre anni prima aveva rilasciato un’altra inquietante ed esplosiva dichiarazione all’interno del libro “The New Freedom” (La Nuova Libertà):
                            “Da quando sono entrato in politica
        molte persone mi hanno confidato privatamente le loro idee.
                   Alcuni dei più grandi uomini degli Stati Uniti, 
                       nel campo del commercio e dell'industria,
               hanno paura di qualcuno, hanno paura di qualcosa. 
                              Essi sanno che in qualche luogo
esiste un potere così organizzato, così sottile, così attento, così collegato, 
       così completo e così penetrante che è meglio parlarne sottovoce
                           quando ne parlano per condannarlo” (3)
                                             Woodrow Wilson

(2) Cfr.: W. Wilson, The New Freedom: A Call for the Emancipation of the Generous Energies of a People, Doubleday, Page & Company, New York and Garden City, 1913;
(3) Cit.: W. Wilson, The New Freedom (La Nuova Libertà), 1913.
 La fabbrica del consenso e del dissenso                  
La morale della storia è semplice: il sistema bancario, generato dal "Big Bang" della grande alchimia monetaria, redige ogni quattro anni la distinta dei giocatori chiamati ad alternarsi in campo. La Clinton e Obama, ottimi registi in Siria e negli altri teatri in cui esportare la "democrazia", avevano fatto il loro tempo e risultavano ormai largamente improponibili, troppo compromessi e odiati. La sensazione è questa! Ora necessitava, come fu per Obama agli esordi, una figura nuova, più credibile… 
                  qual migliore credibilità di quella ottenuta per vie indirette
                dall'ostracismo mediatico manifestato dai burattini incravattati 
                                          di Wall Street e Hollywood? 
Vivere nell'illusione e nel mito del "meno peggio" non serve a nessuno! Anzi, è utilissimo ai nemici dei popoli; utile a non mettere a luce il vero problema dell'ora presente: l'impossibilità di una scelta reale e libera da parte dei cittadini. In effetti l'essenza del postulato democratico, e con esso l'intero castello di illusioni della "Democrazia in Ameria" di tocquevilliana memoria, si dissolve, come neve al sole, dinanzi alla grottesca ombra che la civiltà democratica allunga sui popoli e sulle nazioni. La vittoria di Donald Trump alle presidenziali Usa, a ben vedere, potrebbe essere un'ottima cartina tornasole di questa amara verità. D'altronde, come ci ricorda Clemenceau, uno degli artefici del Trattato di Versailles
                                      "Non si dicono mai tante bugie
      quante se ne dicono prima delle elezioni, durante una guerra
                                                  e dopo la caccia".
                                        Georges Clemenceau (1841-1929) 
  L'illusione della conoscenza                                  
In democrazia, il virus più temibile non è la menzogna, quanto l'illusione della conoscenza, quella sottile convinzione mista a vanità che spesso e volentieri assale sia l'italiano medio che i più dotti professori, i cosiddetti "critici del sistema"; quell'illusione che si forma e serpeggia nel sottobosco del pregiudizio e  dell'ignoranza. Questa, purtroppo, è una malattia ben radicata nel dna delle ultime generazioni di italiani schiavi dei media e dei social; essa cammina di pari passo all'euforia che invade gli ultras negli stadi fin dalla Domenica mattina, orientando l'ardore spirituale delle anime, verso nuove cattedrali. Siamo un popolo di tifosi irriducibili per i quali l'importante non è morire a se stessi – cioé al proprio ego - comprendendo la lezione quotidiana della storia.  No! L'importante, per molti, nell'era della nuova vanità da social, è "vincere", parteggiare, apparire vincenti a tutti i costi. Ottenere molti "mi piace" su facebook cavalcando l'onda del populismo. Parteggiare ad ogni costo, anche al prezzo di ghettizzare la verità e la ragione.
                                    Il sistema dell'élite mondialista
              che orienta quotidianamente umori e pareri delle masse
                           con dosi concentrate di veleno mediatico,
                   conosce benissimo vizi e virtù del cittadino medio
e su questa base emozionale e scientifica costruisce da sempre le sue trappole.
                                                Divide et impera!
L'elemento speculare è quindi onnipresente in tutti i processi democratici. Parliamoci chiaro, i media di regime non riuscirebbero ad andare incontro ai bisogni del loro pubblico elitario se non presentassero alle masse un ritratto tollerabilmente digeribile e realistico del mondo.
                            L'esperimento Trump incarna tutto ciò!
                         Come ci insegnano i maestri del marketing,
               la "mission aziendale" delle élite richiede in questi casi
       che gli stessi media riflettano gli interessi, le attese, le speranze 
             e le preoccupazioni dei fruitori finali dei flussi emozionali.
  Demarketing politico                                                 
In alcuni casi, per le imprese, non è conveniente incentivare la domanda dei propri prodotti storici, bensì è preferibile porre in essere delle azioni (apparentemente assurde…) con lo scopo di scoraggiare, temporaneamente o definitivamente, il loro consumo, a vantaggio di prodotti nuovi. La Clinton era un prodotto decisamente "vecchio"!Alla base vi è un sottile plagio psicologico. Ecco allora che si parla di demarketing. Quindi, traslando il discorso aziendale alla politica Usa, si comprende come le lobby occulte siano arrivate al paradosso di "finanziare il dissenso" (e non è la prima volta che accade.. anzi è la regola da Kennedy in poi) convogliando risorse finanziarie da coloro che sono oggetto del movimento di protesta a coloro che sono coinvolti nell'organizzazione del movimento di protesta.
                    La cooptazione va oltre la solita corruzione politica:
              essa si serve anche dello star system per emozionalizzare
                 e falsare il processo democratico, conservando sempre 
                                        l'illusione della democrazia.
Lo scopo delle élite, in questa strategia di demarketing, non è quella di reprimere il dissenso, ma, al contrario, plasmare i movimenti di protesta, all'interno di recinti ben definiti. Le  élites occulte prediligono forme controllate di opposizione, al fine di prevenire lo sviluppo di forme radicali di protesta reale, che potrebbero scuotere le fondamenta e le istituzioni del sistema. Al di fuori di questi recinti mediatici rimangono sospese macroscopiche realtà, notizie, fatti ed eventi che il sistema mediatico si guarda bene dal divulgare al vasto pubblico. Sul candidato Trump le omissioni sono state davvero incredibili. Diversi sono gli esempi, ma probabilmente il più eclatante è il discorso tenuto dallo stesso, lo scorso 21 Marzo 2016, presso l'AIPAC(American Israel Public Affairs Committee) di seguito riportato nei suoi passaggi salienti. Le gravissime esternazioni ti Trump, dinanzi all'assemblea ebraica e filo-americanista sono state totalmente filtrate dai media, pur essendo cruciali non solo per i rapporti tra Israele, Stati Uniti e Medio Oriente, ma per lo stesso futuro della comunità mondiale.
 Trump l'anti-Clinton?                                                     
Alla luce di ciò comprendiamo perché i membri del sindacato sionista e della Knesset (il parlamento israeliano) si sono congratulati con gran trasporto con il presidente eletto, quello che secondo molti dovrebbe essere l'anti-Clinton. Certo, di recente Trump ha parlato apertamente di "Nuovo Ordine Mondiale" (vedi qui il videoDonald Trump parla del Nuovo Ordine Mondiale – YouTube), e allora? Non è la prima volta che mondialisti parlano del mondialismo! A giudicare dai riconoscimenti interazionali e dagli onori tributati al miliardario dall'élite ebraico sionista, queste ammissioni non hanno alcuna rilevanza, se non quella di rientrare dell'ennesima "strategia della pubblica creazione del consenso". Un cerchio sembra chiudersi!
              "Illustri Membri della Knesset, permettetemi di congratularmi,
                        a nome della Knesset e mio, col neo-eletto Presidente 
                             della gli Stati Uniti d'America, Donald J. Trump
                                  e il vice presidente eletto Mr. Mike Pence.
                                 Sono fiducioso che l'amicizia di lunga data
                       e l'alleanza tra Stati Uniti e Israele rimarranno forti
                                        durante il mandato di Mr. Trump"
                                     Yuli Edelstein, speaker della Knesset 
Il dubbio è legittimo! Come mai questa fratellanza dimostrata dall'élite sionista? Trump lavora forse alla causa del grande Israele? E un massone? E se lo è di che grado? In effetti in diverse foto, in passato, egli ha ostetato inequivocaboli simboli massonici (vedi ad esempio la foto in copertina). Così come ha fatto sua figlia Ivanka (vedi qui il video Donald J. Trump Freemason High Priest? - YouTube). Trump, come già paventato in altri scritti (4) è probabilmente parte dell'élite. La vittoria di Trump, dunque, sarebbe parte della nuova strategia del marketing multipolare della governance mondiale guidata dagli Stati Uniti e da Israele. Non possiamo escluderlo! Anzi! E ciò specie dopo l'incredibile discorso del 21 Marzo 2016. Certo queste nuove consapevolezze potrebbero gettare dubbi anche su altri personaggi che, dimostrando sostegno a Trump, potrebbero perdere la loro credibilità nel panorama internazionale…
 Incredibili dichiarazioni di Trump all'AIPAC  
Di seguito le incredibili dichiarazioni di Donald Trumpall'American Israel Public Affairs Committee (AIPAC) in merito alle fraterne relazioni Usa-Israele (21 Marzo 2016) con la sua confortante ricetta "democratica" perPalestina e Iran: Buona sera. Mille Grazie. Parlo a voi oggi come un sostenitore di lunga data e vero amico di Israele. (…) Nel 2001, settimane dopo gli attacchi su New York City e Washington (attacchi su tutti noi) perpetrati dai fondamentalisti islamici, il sindaco Rudy Giuliani ha visitato Israele per mostrare solidarietà con le vittime del terrore. Ho inviato il mio aereo perché ho eseguito la missione per Israele al 100 per cento. Nella primavera del 2004 (…) sono stato Gran Maresciallo della Salute alla 40a parata per Israele, il più grande raduno a sostegno dello stato ebraico. Era un momento molto pericoloso per Israele e francamente per lo era chiunque sostenesse Israele. Molta gente ha rifiutato questo onore. (…) Io ho preso il rischio e sono contento di averlo fatto. (…) Sono venuto qui per parlare del futuro delle relazioni americane con il nostro alleato strategico,
            della nostra amicizia infrangibile e della nostra cultura fraterna; 
                dell'unica democrazia in Medio Oriente: lo stato di Israele.
                                         (applausi a profusione)
Trump-Clinton - la Grande Farsa — Retroscena di un finto duello già deciso
 La priorità del Presidente Trump: l'Iran              
La mia priorità numero uno è quella di smantellare l'affare disastroso con l'Iran. (…) Questo affare è catastrofico per l'America, per Israele e per tutto il Medio Oriente. (…) Quando sarò Presidente, adotterò una strategia incentrata su tre cose in merito all'Iran. 
                    In primo luogo, ci si alzerà con il pugno duro 
             contro l'Iran per destabilizzare e dominare la regione
L'Iran è un problema molto grande e continuerà ad esserlo.  Ma se non sarò eletto Presidente, so come affrontare il problema.  E credetemi, è per questo che ho intenzione di essere eletto Presidente, gente!L'Iran è un problema in Iraq, un problema in Siria, un problema in Libano, un problema nello Yemen e sarà un problema molto, molto importante per l'Arabia Saudita. Letteralmente ogni giorno, l'Iran fornisce armi sempre maggiori per supportare i loro Stati fantoccio. Hezbollah, Libano hanno ricevuto armi sofisticate anti-nave, armi antiaeree e sistemi GPS e razzi come hanno fatto pochi al mondo. Ora stanno cercando di stabilire un altro fronte contro Israele dal lato siriano del Golan. A Gaza, l'Iran sostiene Hamas
                                         E nella West Bank, 
                stanno apertamente appoggiando i palestinesi……  
 Lo smantellamento della "rete" iraniana              
In secondo luogo, 
          smantellerò totalmente la rete di terrore globale dell'Iran  
                che è grande e potente, ma non potente come noi 
(cioé egli si identifica pienamente con Israele pur essendo, nel Marzo del 2016, candidato repubblicano alla presidenza Usa). 
           L'Iran è il più grande sponsor del terrorismo nel mondo.  
          E lavoreremo per smantellare il loro sistema. Credetemi! 
 Veto all'ONU in favore d'Israele                              
  In terzo luogo dobbiamo applicare i termini dell'accordo precedente
               e accrescere le responsabilità dell'Iran. Credetemi! 
Volete sentire qualcosa di davvero sconvolgente? Come molti del grande popolo in questa stanza sanno, sui missili iraniani, in ebraico, sono state incise le parole "Israele deve essere cancellato dalla faccia della terra." Il problema è che nessuno ha fatto nulla in merito. Lo faremo, lo faremo. Ve lo prometto, lo faremo. (…) Permettetemi di essere chiaro: 
                      un accordo imposto dalle Nazioni Unite 
              sarebbe stato un disastro totale e completo (…) 
           Gli Stati Uniti devono opporsi a questa risoluzione 
               e utilizzare il potere del nostro diritto di veto, 
                       che userò come Presidente al 100%
                      Quando sarò presidente, credetemi, 
     io opporrò il veto a qualsiasi tentativo da parte dell'ONU 
           di imporre la propria volontà sullo stato ebraico. 
                       Sarà posto il veto al 100 per cento.
                                   (applausi a profusione)
Quando sarò diventato presidente, i giorni in cui trattano Israele come un "cittadino di seconda classe" termineranno all'istante. E quando dico una cosa, la dico sul serio. Mi incontrerò con il primo ministro Netanyahu immediatamente. Lo conosco da molti anni e noi saremo in grado di lavorare a stretto contatto per contribuire a portare stabilità e la pace in Israele e per l'intera regioneNel frattempo, ogni giorno cresce l'incitamento verso i bambini, ai quali viene insegnato ad odiare Israele e ad odiare gli ebrei. Ciò deve finire!
                                   (applausi a profusione)
  Critica contro Obama per scarsa incisività        
Quando si vive in una società in cui i vigili del fuoco sono gli eroi, i bambini piccoli vogliono essere i vigili del fuoco. Quando si vive in una società in cui gli atleti e stelle del cinema sono gli eroi, i bambini piccoli vogliono essere atleti e stelle del cinema. Nella società palestinese, gli eroi sono quelli che vogliono uccidere gli ebrei. Non possiamo permettere che questo continui. Non possiamo permettere che questo accada più. (applausi) (…)  
       Il modelo fino ad ora applicato da Obama e Hillary Clinton, 
                                è stato un disastro totale… 
  Lei e il presidente Obama hanno trattato Israele molto, molto male. 
  La "Nuova Pace" promessa da Trump                
Abbiamo visto che con la donazione di 150 miliardi di $ per l'Iran, nella speranza che essi si fossero magicamente uniti alla comunità mondiale (Nuovo Ordine Mondiale? – Ndr) . non è successo nulla. 
                Ma quando gli Stati Uniti stanno con Israele, 
                   le possibilità di pace, in realtà aumentano 
                         e aumentano in modo esponenziale. 
           Questo è ciò che succederà quando Donald Trump
                           sarà il presidente degli Stati Uniti. 
Si sposterà l'ambasciata americana nella capitale eterna del popolo ebraico, Gerusalemme. (…) 
  La ricetta di Trump per i palestinesi                  
  I palestinesi devono venire al tavolo sapendo che il legame 
tra gli Stati Uniti e Israele è assolutamente, totalmente infrangibile. (…) 
                               Essi devono venire al tavolo 
     disposti ad accettare che Israele abbia uno stato ebraico 
             ed esso esisterà per sempre come stato ebraico. 
 Un bel bambino ebreo…                                        
Amo le persone in questa stanza. Io amo Israele. Io amo Israele. Sono stato con Israele così a lungo che ho ricevuto alcuni dei miei più grandi onori da Israele, mio ​​padre prima di me, incredibile. Mia figlia, Ivanka, è in procinto di avere un bel bambino ebreo (N.b.: è stato chiamato Theodor, in onore del fondatore del sionismo). Voglio ringraziarvi di cuore. E' stato un vero grande onore. Grazie a tutti. Grazie. Grazie mille. (Applausi a profusione e standing ovation della comunità ebraica)
Donald Trump, 21 Marzo 2016, discorso all'AIPAC

           Le favole non dicono ai bambini che i draghi esistono. 
                              Perché i bambini lo sanno già. 
   Le favole dicono ai bambini che i draghi possono essere sconfitti.
                                         G.K. Chesterton

Sergio Basile (Copyright © 2016 Qui Europa)
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Sabato, 12 Novembre/ 2016   

di Sergio Basile
Donald Trump, l'uomo utile al Nuovo Ordine

 Video correlati - Discorso all'AIPAC, ecc..            
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