ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

giovedì 3 novembre 2016

Il peccato non rimesso.. da Jorge!

Buon compleanno a Lutero. Ma in tono minore


Nel celebrare in Svezia i cinquecento anni della Riforma protestante, Francesco ha schivato i punti di contrasto. Che però restano tutti. E intanto continua a condannare il "proselitismo", proprio mentre nella Chiesa crolla la spinta missionaria

di Sandro Magister



ROMA, 3 novembre 2016 – Dottrina, sacramenti, missione. Sono questi i tre punti critici che papa Francesco ha affrontato e risolto a suo modo, nel celebrare assieme ai luterani, a Lund, il 31 ottobre, i cinquecento anni della Riforma protestante.



DOTTRINA


Sul terreno dottrinale, Francesco ha tranquillamente dato per acquisito il completo superamento di quello che era giudicato il maggior punto di divisione tra cattolici e protestanti, riguardante la "giustificazione".

Propriamente, però, quando nel 1999 cattolici e luterani sottoscrissero assieme un accordo su questa materia, non tutto fu appianato. L'accordo non verteva "sulle verità", tutte, della dottrina della giustificazione, ma solo "su verità" della stessa, parziali. E Joseph Ratzinger, all'epoca cardinale prefetto della congregazione per la dottrina della fede, lo fece notare in un'intervista chiarificatrice:

> Il mistero e l'operazione della grazia

Mentre ora il comunicato congiunto cattolico-luterano che ha preceduto il viaggio del papa a Lund è andato oltre quella distinzione, e ha sbrigativamente dato per superato e archiviato l'intero contrasto:

"La Dichiarazione [del 1999] ha annullato dispute antiche di secoli fra cattolici e luterani sulle verità fondamentali della dottrina della giustificazione, che era al centro della Riforma del XVI secolo".

Inoltre, se è vero che la dottrina della giustificazione fu fattore capitale della rottura tra cattolici e luterani, oggi essa è quasi scomparsa dal senso comune. La lontananza da Dio, soprattutto nelle regioni che furono teatro della Riforma, ha fatto sbiadire anche la coscienza del peccato e la buona novella della grazia.

E questo dato di fatto ha ancor più facilitato da una parte l'accantonamento del contrasto dottrinale, e dall'altra parte un rilancio aggiornato dell'idea di giustificazione in termini di "misericordia", parola cardine del pontificato di Jorge Mario Bergoglio e polivalente quanto basta per essere condivisa anche dai luterani.

Nel discorso pronunciato a Lund, il papa ha infatti declassato i contrasti dottrinali a malintesi linguistici, quando ha detto che in sostanza la divisione è derivata da semplici chiusure "per paura o pregiudizio verso la fede che gli altri professano con un accento e un linguaggio diversi".


SACRAMENTI


Quanto ai sacramenti, il punto cruciale di contrasto riguarda l'eucaristia, e in particolare la possibilità di fare la comunione assieme nello stesso rito, cattolici e protestanti.

Un anno fa, in visita alla chiesa luterana di Roma, nel rispondere a una protestante sposata con un cattolico che chiedeva se poteva fare la comunione a messa, il papa aveva risposto con una girandola di sì, no, non so, fate voi, da cui comunque tutti trassero l'impressione che egli aprisse all'intercomunione, come in effetti successivamente confermò "La Civiltà Cattolica", specchio fedele del pensiero di Bergoglio:

> Comunione per tutti, anche per i protestanti

Poi però, alla vigilia del viaggio a Lund, è arrivato l'altolà del cardinale Kurt Koch, presidente del pontificio consiglio per l'unità dei cristiani, che in un'intervista a Giuseppe Rusconi per il blog Rossoporpora ha dichiarato:

"Se vogliamo discutere solo dell’eucarestia, non possiamo arrivare a un risultato positivo. Prima dobbiamo chiarire i concetti di Chiesa e di ministero. Per i cattolici il ministero sacerdotale è il presupposto per celebrare l’eucarestia. Penso che fin qui non abbiamo ancora approfondito e chiarito sufficientemente, nei rapporti con i luterani, i concetti sopra ricordati. Se non possiamo riconoscere le forme di ministero delle altre Chiese, è impossibile permettere l’intercomunione".

Infatti a Lund la solenne dichiarazione congiunta luterano-cattolica su questo punto specifico non ha segnato alcun passo in avanti.

Ha formulato però con forza un desiderio:

"Molti membri delle nostre comunità aspirano a ricevere l’eucaristia ad un’unica mensa, come concreta espressione della piena unità. Facciamo esperienza del dolore di quanti condividono tutta la loro vita, ma non possono condividere la presenza redentrice di Dio alla mensa eucaristica. Riconosciamo la nostra comune responsabilità pastorale di rispondere alla sete e alla fame spirituali del nostro popolo di essere uno in Cristo. Desideriamo ardentemente che questa ferita nel Corpo di Cristo sia sanata. Questo è l’obiettivo dei nostri sforzi ecumenici, che vogliamo far progredire, anche rinnovando il nostro impegno per il dialogo teologico".

È lo stesso desiderio che Francesco espresse con grande efficacia in quella sua risposta nella chiesa luterana di Roma, apparentemente sconclusionata e invece calcolatissima.


MISSIONE


Quanto infine alla missione evangelizzatrice della Chiesa, a Lund papa Francesco non ha avuto nulla da aggiungere a quanto da lui già detto e ridetto decine di volte, l'ultima pochi giorni prima del viaggio, in un'intervista al gesuita svedese Ulf Jonsson per "La Civiltà Cattolica":

"Un criterio dovremmo averlo molto chiaro in ogni caso: fare proselitismo nel campo ecclesiale è peccato. Benedetto XVI ci ha detto che la Chiesa non cresce per proselitismo, ma per attrazione. Il proselitismo è un atteggiamento peccaminoso".

Anche a un folto gruppo di luterani in pellegrinaggio a Roma il 13 ottobre Francesco si era espresso così:

"Il proselitismo è il veleno più forte contro il cammino ecumenico".

E lo stesso aveva detto, sempre quest'anno, rivolto ai cristiani ortodossi.

In Georgia, a Tbilisi, il 1 ottobre:

"C'è un grosso peccato contro l'ecumenismo: il proselitismo. Mai si deve fare proselitismo con gli ortodossi".

E il 12 febbraio a Cuba, nella dichiarazione congiunta con il patriarca di Mosca Kirill:

"La missione di predicare il Vangelo di Cristo nel mondo di oggi… comporta il rispetto reciproco per i membri delle comunità cristiane ed esclude qualsiasi forma di proselitismo".

In quest'ultima occasione Francesco aveva specificato che per proselitismo intendeva "l’uso di mezzi sleali per incitare i credenti a passare da una Chiesa ad un’altra, negando la loro libertà religiosa o le loro tradizioni".

Quasi mai, però, Bergoglio è stato così attento a circoscrivere il senso e l'ampiezza della sua condanna del proselitismo.

Nella gran parte dei casi questa sua condanna non si limita ad escludere la conversione alla fede cattolica dei protestanti e degli ortodossi ma sembra estendersi al proposito di fare discepoli e battezzare tutti i popoli.

Il 7 agosto del 2013, la prima volta in cui da papa si scagliò contro il proselitismo, in un videomessaggio agli argentini per la festa di san Gaetano da Thiene, Bergoglio disse:

"Vai a convincere un altro che si faccia cattolico? No, no, no! Vai ad incontrarlo, è tuo fratello. E questo basta".

Il 1 ottobre, in un colloquio con Eugenio Scalfari, fondatore del quotidiano "La Repubblica" ed esponente di primo piano del pensiero laicista, il papa fu addirittura più perentorio, se è fedele la trascrizione che Scalfari fece delle sue parole:

"Il proselitismo è una solenne sciocchezza, non ha senso”.

E nel novembre dello stesso anno, in un colloquio con l'amico ebreo Abraham Skorka, il papa si sarebbe espresso così, stando a quanto riferito dallo stesso Skorka a "L'Osservatore Romano":

"Riconosco un grande valore agli interventi di Bergoglio contro il proselitismo. È un punto sul quale batte con forza e con un’enfasi tutta speciale e ciò ha ancora più rilievo se consideriamo la cornice di evangelizzazione all’interno della quale questi interventi sono pronunciati. Bergoglio mi ha chiarito che il concetto era già stato esplicitato dal suo precedessore. L’incisività in materia dell’attuale papa è però maggiore. Dobbiamo infatti ricordarci come l’evangelizzazione, fino a poco tempo fa, fosse inevitabilmente associabile al proselitismo. Adesso invece il papa parla di avvicinare alla fede i soli cattolici".

Il rimando che talvolta Francesco fa al predecessore non è infondato, perché in effetti nel 2007, ad Aparecida, Benedetto XVI tratteggiò così la genuina missione della Chiesa:

"La Chiesa non fa proselitismo. Essa si sviluppa piuttosto per 'attrazione'. Come Cristo 'attira tutti a sé' con la forza del suo amore, culminato nel sacrificio della croce, così la Chiesa compie la sua missione nella misura in cui, associata a Cristo, compie ogni sua opera in conformità spirituale e concreta alla carità del suo Signore".

Ma in quel medesimo 2007 la congregazione per la dottrina della fede, per volontà dello stesso Benedetto XVI, pubblicò una "Nota dottrinale su alcuni aspetti dell’evangelizzazione" che mirava non a frenare inesistenti eccessi di proselitimo, ma proprio a rianimare l'impulso missionario della Chiesa, paralizzato da idee come le seguenti:

"Si dice che basta aiutare gli uomini a essere più uomini o più fedeli alla propria religione, che basta costruire comunità capaci di operare per la giustizia, la libertà, la pace, la solidarietà. Inoltre, alcuni sostengono che non si dovrebbe annunciare Cristo a chi non lo conosce, né favorire l'adesione alla Chiesa, poiché sarebbe possibile essere salvati anche senza".

In effetti, uno dei fattori di crisi più drammatici della Chiesa del dopoconcilio è stato il crollo della spinta missionaria, a cui Benedetto XVI tentò di rimediare con il sinodo sulla nuova evangelizzazione del 2012 e prima di lui Giovanni Paolo II con l'enciclica "Redemptoris missio" del 1990:

> Luci e ombre del concilio. La lacuna che Giovanni Paolo II volle colmare

Un'enciclica nella quale tra l'altro si legge, al n. 46:

"Oggi l'appello alla conversione, che i missionari rivolgono ai non cristiani, è messo in discussione o passato sotto silenzio. Si vede in esso un atto di 'proselitismo'; si dice che basta aiutare gli uomini a essere più uomini o più fedeli alla propria religione, che basta costruire comunità capaci di operare per la giustizia, la libertà, la pace, la solidarietà. Ma si dimentica che ogni persona ha il diritto di udire la buona novella di Dio che si rivela e si dona in Cristo, per attuare in pienezza la sua propria vocazione".

Sta di fatto che il crollo dello spirito missionario continua a essere ancor oggi uno dei maggiori fattori di crisi della Chiesa. Eppure papa Francesco continua a scagliarsi contro il suo opposto, cioè appunto contro il presunto dilagare del proselitismo, nonostante nessuna indagine sociologica ne rilevi traccia.

E per sventarne il peccaminoso "veleno", egli insiste a voler ridurre a una muta testimonianza l'annuncio, l'evangelizzazione, la missione, perché in fondo – ha detto – già "siamo tutti figli di Dio", anche se musulmani, buddisti, induisti, agnostici, atei.

È questa una delle più inspiegabili contraddizioni del pontificato di Francesco. Anch'essa però è tra le chiavi del suo successo. Anche a Lund.

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Gli atti, i discorsi e i documenti del viaggio di Francesco per i cinquecento anni della Riforma luterana:

> Viaggio apostolico del Santo Padre in Svezia, 31 ottobre - 1 novembre 2016


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Sulla prima pagina de "L'Osservatore Romano" del 30 ottobre il giornalista marocchino  Zouhir Louassini, musulmano, ha riferito dell'animato dibattito che sta suscitando, nel mondo islamico soprattutto del suo paese, ciò che lui definisce "il fenomeno della conversione di molti marocchini al cristianesimo":

> Tre storie e una domanda

Scrive Louassini:

"Il giornale online Hespress, con più di un milione di visite al giorno, ha acceso l’attenzione dell’opinione pubblica su questo nuovo tema. Si ragiona insomma sul diritto di convertirsi ad altre religioni".

Louassini riferisce anche il caso di Wallat Mustafa, "il primo rifugiato siriano – scrive – convertitosi al cristianesimo", il cui battesimo corre su YouTube e "fa furore tra i musulmani".

E conclude chiedendo: "Perché questo dibattito aspro ma aperto non interessa i media occidentali?".

Giusta domanda. Ma ci si può anche chiedere come possono essere accolti, questi convertiti dall'islam al cristianesimo, in una Chiesa alla quale papa Francesco continua a proibire di fare "proseliti".


http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/1351402


Articolo - Oddio, ora Bergoglio riabilita perfino Lutero - Danilo Quinto - L'Intraprendente - 29 ottobre 2016



«Quando la messa sarà stata rovesciata, io sono convinto che avremo rovesciato con essa il papismo (…). Io dichiaro che tutti i postriboli, gli omicidi, i furti, gli assassini e gli adulteri sono meno malvagi di quella abominazione che è la messa dei papi».

Così scriveva Martin Lutero, il riformatore secondo Papa Francesco, che dopo aver dichiarato il 26 giugno scorso che «le sue intenzioni non erano sbagliate», dopo aver parlato il 13 ottobre in Sala Nervi a un migliaio di luterani, con accanto la sua statua, rivela nell’intervista concessa a Civiltà Cattolica«su cosa i cattolici potrebbero imparare dalla tradizione luterana»: «Riforma e Scrittura». Il Papa aggiunge che «all’inizio quello di Lutero era un gesto di riforma in un momento difficile per la Chiesa», ma «Lutero ha fatto un grande passo per mettere la Parola di Dio nelle mani del popolo» e spiega che «Nelle Congregazioni prima del conclave, la richiesta di una riforma è stata sempre viva e presente».

Sarà questo, quindi, l’inquietante programma della visita che Bergoglio si appresta a fare, dal 31 ottobre al primo novembre, in Svezia, con tappe a Lund per una preghiera ecumenica e poi a Malmö, per celebrare i 500 anni della riforma luterana, iniziata a Wittenberg, in Germania, il 31 ottobre 1517. L’anniversario si sovrapporrà, nel 2017 – non a caso – con i 100 anni delle apparizioni di Fatima, avvenute tra il 13 maggio e il 13 ottobre 1917 e con altri due avvenimenti: i trecento anni della fondazione ufficiale della massoneria (Londra, 24 giugno 1717) e i cento anni della Rivoluzione russa del 26 ottobre 1917. Eventi che la narrazione storica che intende servire la verità – così come dovrebbe essere – giudica come direttamente o indirettamente tutti collegati.

Il programma di cui Bergoglio si propone come protagonista, è inquietante sia per i cattolici – che ormai non si meravigliano più di non essere difesi da questo Papa – sia per coloro che non credono. Sia agli uni che agli altri, infatti, dovrebbe interessare quello che il riformatore pensava di Gesù («Cristo commise adulterio prima di tutto con la donna che incontrò al pozzo di Giacobbe, di cui San Giovanni scrisse: “In quel momento giunsero i suoi discepoli e si meravigliarono che stesse a discorrere con una donna. Nessuno tuttavia gli disse: “Che desideri”, o “Perché parli con lei”? Dopo di lei fu la volta di Maria Maddalena, e poi venne la donna colta in flagrante adulterio che Cristo congedò così gentilmente. Quindi, anche Cristo, pur essendo così retto, si è reso colpevole di fornicazioneprima di morire») oppure che cosa scriveva di se stesso: «Da mattina a sera non faccio altro che bere. Chiedetemi perché bevo così tanto, perché parlo così loquacemente e perché mangio così spesso. Lo faccio per imbrogliare il diavolo che viene a tormentarmi (…). È mangiando, bevendo e ridendo in questo modo e talvolta anche di più, e anche commettendo qualche peccato, che sfido e disprezzo Satana tentando di sostituire i pensieri che il diavolo mi suggerisce con altri pensieri, come ad esempio pensando con avidità ad una bella ragazza o ad una ubriacatura. Se non facessi così diventerei oltre modo furioso».

Sarebbe ingiusto dire che Bergoglio – da solo – abbia scoperto Lutero. Il 31 ottobre 1983, Giovanni Paolo II scrisse al cardinale Giovanni Willebrands, presidente del segretariato per l’unione dei cristiani, ricordando il «teologo che, alla soglia del tempo moderno, ha contribuito in modo sostanziale al radicale cambiamento della realtà ecclesiale e sacrale dell’Occidente» e nello stesso anno si recò in visita ad un tempio luterano, così come farà, il 14 marzo 2010, Benedetto XVI.

Il percorso è già stato tracciato da altri e corrisponde al tentativo di protestantizzare la Chiesa Cattolica. Un tentativo che viene ripreso con decisione dal Papa ora regnante in nome della Chiesa post-conciliare. Contro la pronuncia di scomunica, ancora in vigore, nei confronti di Lutero, emessa da Papa Leone X il 3 gennaio 1521 e quel che hanno detto del monaco agostiniano, santi come Pietro Canisio, olandese della Compagnia di Gesù, che scriveva: «Confesso ad alta voce per la mia salvezza tutto quello che i cattolici hanno sempre a buon diritto creduto nel loro cuore. Ho in abominio Lutero, detesto Calvino, maledico tutti gli eretici».

Tutto questo sarà spazzato via dal riformatore Bergoglio? Tutto è possibile per i riformatori.

Danilo Quinto - 29 ottobre 2016 - Roma (Italia) - [Fonte: http://www.lintraprendente.it/]

L’antipapa ...

di Arrigo Muscio

“…..Dal greco anti ‘contro’, è usato in parole composte in cui il secondo elemento può essere un sostantivo (antincendioantiruggine), un aggettivo (antigiuridicoanticlericale), un participio presente (antiabbagliante,antiappannante) e assume diversi significati.

• Opposizione, avversione, antagonismo verso qualcosa

antipapa, antischiavista, antidemocratico”

www.treccani.it/…/anti_%28La-gram…

Che Bergoglio sia un antipapa è ormai perfettamente dimostrabile da tutta una serie di atteggiamenti, espressioni, opinioni ecc. Vediamo di seguito i principali anti ‘contro’.

a) Innanzitutto l’esordio. Con il famoso buonasera, che ha sostituito il “Sia lodato Gesù Cristo” espresso da tutti i papi precedenti, ha immediatamente fatto intendere (per chi le vuole capire) le sue reali intenzioni.

b) I suoi ripetuti riferimenti alla qualifica di “vescovo di Roma” anziché di papa . www.ilfoglio.it/…/un-papa-che-vuo…

c) La celebre frase “Chi sono io per giudicare un gay” con la quale si è guadagnato il titolo di “Persona dell’anno” da parte della principale rivista gay www.repubblica.it/…/1

d) La sua preghiera del silenzio. In piazza S. Pietro invita a pregare in silenzio la folla osannante e, di conseguenza (altrimenti non si comprenderebbe la disparità), quanti lo ascoltano tramite i mass media ed i mezzi tecnologici. Questo invito lascia stupefatti in quanto non ha riscontro nei duemila anni precedenti.

e) La scelta di non inginocchiarsi davanti al Santissimo e alle statue della Madonna. Come ha messo in risalto anche Socci www.antoniosocci.com/padre-bergoglio… Bergoglio evita di inginocchiarsi davanti al Santissimo, mentre non ha alcun problema ad inginocchiarsi davanti ai “suoi” discepoli immigrati islamici e a baciare loro i piedi. Gesto mai compiuto da Gesù Cristo (che ha fatto la lavanda dei piedi, senza baciarli, solo ai suoi discepoli!) e da nessun papa precedente. www.genitoricattolici.org/news/lavanda%20dei%20piedi.htm.Riguardo alle statue della Madonna si “inginocchia” solo costretto dal cielo come ben evidenziato dai video riportati nel seguente link www.facebook.com/permalink.php

f) La scelta del suo “portavoce di fatto” Scalfari per divulgare le sue opinioni difformi dal Vangelo e dal magistero della Chiesa. www.circolo-latorre.com/home.jsp

g) L’incredibile elogio funebre del Vaticano (gestito da Bergoglio) a Marco Pannella.www.antoniosocci.com/lelogio-funebre…

h) La sua telefonata alla Bonino, non certo per convertirla a Cristo www.repubblica.it/…/bonino_papa_fra… Riguardo alla Bonino si consiglia la lettura del libro di Danilo Quinto che l’ha conosciuta bene www.youtube.com/watch .

i) La fratellanza con i musulmani www.magdicristianoallam.it/…/per-papa-france… in aperto contrasto con l’eterna Parola di Dio. Domenica 19 ottobre 2008 in occasione di un incontro di preghiera che si è tenuto a Brugherio padre Michele Vassallo ha chiarito, coraggiosamente e profeticamente, la differenza tra i figli di Dio e le creature di Dio. Si è trattato di un fascio di luce che ha squarciato la confusione che regna sovrana anche in seno ad una certa chiesa che preferisce compiacere al mondo anziché a Dio. Molte predicazioni moderniste, che hanno subito il fascino delle teorie massoniche penetrate anche nella Chiesa, tendono a far credere che siamo tutti figli di Dio, commettendo un grossolano errore biblico e teologico. I numerosi brani della Sacra Scrittura posti in premessa dimostrano chiaramente che per essere figli di Dio è necessario accogliere Gesù come vero Dio e vero uomo. L’espressione (riferita a Gesù) “A quanti l’hanno accolto, ha dato il potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome” è di una chiarezza lapalissiana che non presenta il fianco ad alcuna fuorviante interpretazione. Di conseguenza è opportuno chiarire e diffondere, per contrastare le errate e serpeggianti teorie, che esiste una differenza sostanziale tra le creature di Dio (tutti!) ed i figli di Dio. Addirittura Gesù stesso afferma che esistono persino i figli di satana “Perché non comprendete il mio linguaggio? Perché non potete dare ascolto alle mie parole, voi che avete per padre il diavolo, e volete compiere i desideri del padre vostro. Egli è stato omicida fin da principio e non ha perseverato nella verità, perché non vi è verità in lui. Quando dice il falso, parla del suo, perché è menzognero e padre della menzogna” (Gv. 8,39).
L’invito di Gesù è teso a far sì che tutti diventino figli di Dio mediante la fede in Cristowww.genitoricattolici.org/lo%20stesso%20Padre.htm

j) Gli abbracci ed i baci di Bergoglio agli ammalati, mentre Gesù imponeva le mani agli ammalati, invitando i discepoli a fare altrettanto, per guarirli. I baci e gli abbracci di Bergoglio non guariscono nessuno, diversamente dall’ombra di Pietro. www.genitoricattolici.org/news/ombra%20di%20Pietro.htm

k) La sua allergia ai paramenti sacri (che hanno un preciso significato liturgico), in favore del perenne bianco vestito, sotto il quale si intravedono i pantaloni.

l) Le dichiarazioni di Bergoglio in contrapposizione con il magistero papale precedente.www.genitoricattolici.org/news/Quale%20papa.htm

m) La scelta di Bergoglio di onorare Lutero in Svezia, in occasione della festa di Ognissanti Per meglio capire la figura di Lutero e il luteranesimo, che ha eliminato il culto dei santi e della Madonna, si consigliawww.chiesaviva.com/martin%20lutero.pdf

n) Bergoglio riceve in dono, senza battere ciglio, falce-martello e coca da mettere al collowww.antoniosocci.com/coca-falce-mart…

Potremmo continuare ancora, ma ognuno è in grado di confrontare ogni giorno le opinioni e gli atteggiamenti di Bergoglio con la Sacra Scrittura, con il magistero costante della chiesa e con il comportamento dei papi precedenti. Qualche immagine esplicativa la potete reperire nel seguente link www.google.it/search

Singolari coincidenze

E’ comunque difficile non notare alcune singolari coincidenze con il pontificato di Bergoglio che, ovviamente, molti possono considerare “solo” coincidenze.

1) Innanzitutto il fulmine che è caduto sulla cupola di S. Pietro il giorno della rinuncia di Benedetto XVI al soglio pontificio, grazie alla quale, si sono spalancate le porte a Bergoglio www.meteogiornale.it/notizia/26456-1-fulmine… .

2) Il secondo fulmine che ha colpito la cupola di S. Pietro it.aleteia.org/…/fulmine-san-pie… nella festa della Madonna del Rosario.

3) La colomba della pace, lanciata da Bergoglio, sbranata da un corvo www.youtube.com/watch . Mai successo con i papi precedenti.

4) Intensificazione degli attacchi terroristici in Europa.

5) Invasione islamica in Europa grazie alla farsa immigratoriawww.genitoricattolici.org/news/farsa%20immigrazione.htm . A Padova, ad esempio, “…..I dati della Commissione prefettizia che esamina i richiedenti asilo che approdano a Padova, rivelano che il 97% di questi non ha diritto allo status di rifugiato… “ www.ilgiornale.it/…/altro-che-fuga-…

6) Lo scatenamento dei disastri naturali che ha provocato i crolli di chiese che hanno resistito per secoli ai terremoti precedenti. Emblematica è la rovina della Chiesa di S. Benedetto a Norcia (patrono dell’Europa Cristiana, non di quella massone!), con la statua integra di S. Benedetto con la mano rivolta verso la chiesa distrutta dal terremoto. Come se dicesse “Guardate la chiesa che sta per essere distrutta dalle eresie….”

7) Il decadimento di ogni valore morale.

Dulcis in fundo Bergoglio piace, piace, piace ai mangiapreti, ai massoni, a “quelli de sinistra” e a tutti quelli che amano fare ciò che vogliono, quando vogliono, come vogliono e poi trovarsi nel Paradiso politico (se ci credono). Non solo non si convertono alla predicazione del vangelo di “Non è Francesco”www.genitoricattolici.org/news/Il%20vangelo%20… , ma vengono pure stimolati a non farlo, come testimoniato dal suo portavoce Scalfari www.facebook.com/permalink.php

Ora, è chiaro che quanto riportato e documentato, dimostra che Bergoglio è un antipapa!

Arrigo Muscio
www.genitoricattolici.org
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