ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

mercoledì 9 novembre 2016

La “Chiesa del futuro” non tollera la Madonna

È la Madonna che vogliono far tacere
Abbiamo scritto fin dal primo giorno che la polemica creata attorno alle affermazioni di padre Giovanni Cavalcoli dai microfoni di Radio Maria, aveva in realtà come principale obiettivo proprio l’emittente mariana. Ma più si va avanti e più si comprende che l’obiettivo ultimo non è neanche la radio, ma è proprio la Madonna. Indirettamente lo conferma l’articolo pubblicato ieri da Repubblica a firma di Alberto Melloni, un articolo che sprizza odio da tutti i pori. 

Per il suo teorema Melloni ha bisogno di dipingere Radio Maria come punta di un movimento anti-bergogliano. Niente di più falso: padre Livio Fanzaga ha sacrificato diversi collaboratori pur di non tradire la totale fedeltà e obbedienza anche alle linee pastorali di papa Francesco. Ma è evidente che non basta, perché Radio Maria richiama non solo le apparizioni di Medjugorje, ma tutti i segni che Maria lascia nel mondo, rilancia gli appelli alla conversione, al digiuno e alla preghiera. Per quanto i toni si siano molto ammorbiditi in ossequio al nuovo corso, la radio sta lì sempre a ricordarci che Satana è scatenato, che perciò il mondo non è così amico di Cristo come lo si vuol dipingere in tanti circoli ecclesiali; ci ricorda che il nostro primo compito è cercare, mendicare la salvezza, non aggiustare ciò che nel mondo non funziona. 
È questo che dà veramente fastidio, così come dà fastidio il moltiplicarsi delle apparizioni della Madonna e soprattutto i messaggi: il mondo in pericolo, l’attacco sferrato contro la famiglia e la vita, l’apostasia nella Chiesa. E perciò l’appello a pregare, a convertirsi.
Sia ben chiaro, alcune apparizioni non sono riconosciute, e in ogni caso anche per quelle riconosciute non è necessario credervi per un buon cristiano. Ma la gente, il popolo cristiano riconosce questi segni e affolla i luoghi delle apparizioni e i relativi santuari. E prende sul serio gli appelli della Madonna. C’è una crescita del popolo mariano, Maria è un fondamento sicuro in questi tempi di grande confusione. E nei prossimi mesi ci si aspetta ancora più movimento e interesse, perché siamo entrati nel centenario della Madonna di Fatima, le cui apparizioni andarono dal 13 maggio al 13 ottobre 1917. E tante volte di recente è stato ricordato ciò che papa Benedetto XVI disse nella sua visita in Portogallo nel 2010: «Si illuderebbe chi pensasse che la missione profetica di Fatima sia conclusa». E sempre nella stessa occasione si spinse a dire: «Non solo da fuori vengono attacchi al Papa e alla Chiesa, ma le sofferenze della Chiesa vengono proprio dall’interno della Chiesa, dal peccato che esiste nella Chiesa. Anche questo si è sempre saputo, ma oggi lo vediamo in modo realmente terrificante: che la più grande persecuzione della Chiesa non viene dai nemici fuori, ma nasce dal peccato nella Chiesa». 
Per questo ci sono forze anche dentro il Vaticano che vogliono far tacere la Madonna, la “Chiesa del futuro” non la tollera. Come non ricordare uno dei conferenzieri più richiesti dai vescovi italiani, quell’Enzo Bianchi priore della Comunità di Bose, che il 9 settembre 2015, in una intervista a Repubblica (già, sempre Repubblica) disse così: «Nella Chiesa c'è buona volontà ma poi della donna si hanno immagini irreali: il modello di Maria, vergine e madre, che non può essere il riferimento per una promozione della donna nella Chiesa; l'idea, insinuata per moda, che la Madonna sia più importante di San Pietro, idea insipiente come dire che la ruota in un carro è più importante del volano...».
La Madonna è un ostacolo per chi ha deciso di smantellare la Chiesa cattolica, è un “muro” che impedisce quel tipo di dialogo che oggi va di moda, ovvero l’omologazione con il mondo. Come si può tollerare che si vada dietro alla Madonna quando il progetto è quello di protestantizzare la Chiesa cattolica?
È questa la vera posta in gioco, è la Madonna che vogliono mettere a tacere. Chiudere la bocca a Radio Maria è solo un passaggio.
di Riccardo Cascioli 09-11-2016
La sede di Radio Maria
Terremoto e castigo divino, tutto è partito dal resoconto forzato e tendenzioso di un giornalista militante Lgbt, che ha trovato sponda in Vaticano e anche nel governo, che ha immediatamente sospeso i contributi statali a Radio Maria. Associazioni Lgbt querelano per diffamazione padre Cavalcoli. E dal Vaticano partono altri siluri contro tutti coloro che si oppongono alla dittatura del gender.

1 commento:

  1. Ecco alcune riflessioni di Benedetto XVI che ci aiutano a capire la presenza del castigo divino nella storia della salvezza, sarebbe bene pubblicarle per ricordarle alla gente, sopratuttto a Socci che nega che Ratzinger creda nella dottrina castigo divino:

    "Oggi dobbiamo imparare nuovamente che l'amore per il peccatore e l'amore per la vittima stanno nel giusto equilibrio per il fatto che io punisco il peccatore nella forma possibile ed appropriata. In questo senso nel passato c'è stata un'alterazione della coscienza per cui è subentrato un oscuramento del diritto e della necessità della pena. Ed in fin dei conti anche un restringimento anche del concetto di amore, che non è soltanto gentilezza e cortesia, ma che è amore nella verità. E della verità fa parte anche il fatto che devo punire chi ha peccato contro il vero amore."

    Benedetto XVI, Luce del Mondo, p. 47


    "Interpella, in modo speciale, i popoli che hanno ricevuto l’annuncio del Vangelo. Se guardiamo la storia, siamo costretti a registrare non di rado la freddezza e la ribellione di cristiani incoerenti. In conseguenza di ciò, Dio, pur non venendo mai meno alla sua promessa di salvezza, ha dovuto spesso ricorrere al castigo".

    Benedetto XVI, CAPPELLA PAPALE PER L’APERTURA DELLA XII ASSEMBLEA GENERALE
    ORDINARIA DEL SINODO DEI VESCOVI, 2008

    "E’ quanto emerge già dalla prima lettura, tratta dal Libro delle Cronache dell’Antico Testamento (cfr 2 Cr 36,14–16.19–23): l’autore sacro propone una sintetica e significativa interpretazione della storia del popolo eletto, che sperimenta la punizione di Dio come conseguenza del suo comportamento ribelle: il tempio è distrutto e il popolo in esilio non ha più terra; realmente sembra che sia stato dimenticato da Dio. Ma poi vede che attraverso i castighi Dio persegue un disegno di misericordia. Sarà la distruzione della città santa e del tempio – come detto -, sarà l’esilio a toccare il cuore del popolo e a farlo tornare al suo Dio per conoscerlo più profondamente. E allora il Signore, dimostrando l’assoluto primato della sua iniziativa su ogni sforzo puramente umano, si servirà di un pagano, Ciro re di Persia, per liberare Israele. Nel testo ascoltato l’ira e la misericordia del Signore si confrontano in una sequenza dai contorni drammatici, ma alla fine trionfa l’amore, perché Dio è amore. Come non raccogliere dal ricordo di quei lontani eventi il messaggio valido per ogni tempo, compreso il nostro? Pensando ai secoli passati possiamo vedere come Dio continui ad amarci anche attraverso i castighi. I disegni di Dio, anche quando passano attraverso la prova, mirano sempre ad un esito di misericordia e di perdono".

    Benedetto XVI, omelia di quaresima del 26 marzo 2006


    Cordiali saluti

    Luigi Marazzi

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