ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

lunedì 14 novembre 2016

Ma dove è più, oggi, questa salutare predicazione della Fede perenne?


I NOVISSIMI con Padre Stefano M. Manelli FI (2)



10° giorno Il Giudizio particolare
“E’ destino dell’uomo morire una volta sola, e dopo la morte il giudizio”(Eb.9,27). Narra San Luca evangelista che quando San Paolo parlò del Giudizio di Dio al Prefetto della Palestina, questi, benché incredulo, ne fu così impressionato da apparire tutto spaventato davanti a lui (cfr Att.24,25). Orbene, se un pagano incredulo resta spaventato solo a sentir parlare del Giudizio di Dio sulla vita degli uomini, quanto più non dovremmo spaventarci noi credenti, pensando all’ora del nostro finale “rendiconto” (Lc.16,2).
Il pensiero del Giudizio di Dio (sia il Giudizio particolare, alla nostra morte, sia il Giudizio universale che confermerà quello particolare) è certamente SALUTARE perché esso di solito incute spontaneamente il santo Timor di Dio che è “principio della sapienza” (Prov.1,7) e “scaccia il peccato” (Sir.1,27).
Sant’Agostino confessa che proprio il pensiero tormentoso del Giudizio di Dio, lo condusse alla vera conversione (seguono altri esempi di Santi).
Qualcuno però potrebbe essere tentato di dire: ma perché fare tanta penitenza per i peccati? Dio non è forse infinita misericordia per tutti i peccatori?… Sì, certo, Dio è infinita misericordia, ma anche infinita giustizia! (cfr Eb.4,12-13). Per questo teniamo sempre presente quel che ha scritto molto bene anche San Pietro: ” se invocate qual Padre colui che senza riguardi personali giudica secondo le opere di ciascuno, dovete con timore diportarvi durante il vostro pellegrinaggio…”(1Pt.1,17)
Un giorno, poco prima della sua santa morte, Padre Pio, dopo aver confessato una penitente, nel benedirla le poggiò la mano sulla testa e alzando un po’ la voce le disse per tre volte: “Stiamo attenti a vivere sempre secondo la Fede dei nostri Padri… la Fede dei nostri Padri… la Fede dei nostri Padri…”
Ma dove è più, oggi, questa salutare predicazione della Fede perenne?

11° giorno
“Dio citerà in giudizio ogni tua azione, anche ciò che è occulto, bene o male” (Qo.12,14). Possiamo farci una domanda adesso: dove avverrà il Giudizio particolare, alla nostra morte? Secondo sant’Alfonso de Liguori: “E’ sentimento comune dei teologi, che nel luogo e allora stessa in cui avverrà la separazione dell’anima dal corpo, s’innalzerà il tribunale di Cristo; lì si farà il Giudizio e Dio pronunzierà la sentenza”.
Appare chiaro che la cosa più importante per un miglior incontro con Dio subito dopo la morte è la preparazione (sia prossima che remota) con l’assistenza alla persona inferma che muore. Chi è vicino alla morte deve ricordare le parole di Gesù che dice: “Beati i morti che da ora innanzi muoiono nel Signore. Sì, dice lo Spirito, riposeranno dalle loro fatiche, perché le loro opere li seguono”(Ap.14,13), ossia, che muoiono con la grazia di Dio nell’anima, e non con la “di-sgrazia” del peccato mortale nell’anima.
“Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che entrano per essa; quanto stretta invece è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e quanto pochi sono quelli che la trovano!” (Mt.7,13-14); “Questo considerate: se il padrone di casa sapesse in quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa.  Perciò anche voi state pronti, perché nell’ora che non immaginate, il Figlio dell’uomo verrà.” (Mt.24,43-44); “Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora.” (Mt.25,13).
Queste parole di Gesù, questi insegnamenti e questi richiami così importanti che Egli ha fatto scrivere agli Evangelisti, non possono lasciare indifferente soprattutto chi si trova infermo, al terminale della propria  esistenza, preoccupato, senza scampo, della penosa resa dei conti di tutta la vita, da sottoporre al Giudice Supremo, Cristo Gesù nostro Signore. San Francesco d’Assisi scrisse nella Regola serafica che tutti i suoi frati predicatori evangelizzassero le anime predicando costantemente sulle cose più fondamentali per la vita cristiana e per la salvezza eterna, ossia la predica sui: “vizi e le virtù, la pena e la gloria”. Questa è la vera, l’autentica formazione cristiana.
Tutti i Santi hanno tremato e temuto, nella loro sincera umiltà, di trovarsi davanti al Tribunale di Dio, come potremo non tremare noi, così miseri? Diceva bene Papa Benedetto XVI affermando che al Giudizio particolare di Dio noi resteremo interamente “ammutoliti” di fronte alla limpida verità del Giudizio di Dio!

0002-novissimi-giudizio-212° giorno Il Giudizio Universale
“Il Figliuolo dell’uomo verrà nella gloria del padre e renderà a ciascuno secondo il suo operato” (Mt.16,27). Questo è il grande avviso del Giudizio universale per l’intera umanità. Alla fine del mondo ogni uomo dovrà rendere conto della sua intera vita vissuta sulla terra, dinanzi a tutto il genere umano. Ecco altri testi biblici fondamentali:
“Molti di quelli che dormono nella polvere della terra si risveglieranno: gli uni alla vita eterna e gli altri alla vergogna e per l’infamia eterna.”(Dn.12,2); “Non vi meravigliate di questo, poiché verrà l’ora in cui tutti coloro che sono nei sepolcri udranno la sua voce e ne usciranno:  quanti fecero il bene per una risurrezione di vita e quanti fecero il male per una risurrezione di condanna.” (Gv.5,28-29).
Nell’Apocalisse San Giovanni ci parla di un “libro della vita” (20,12), che contiene l’operato di ogni uomo e che servirà per il Giudizio finale di Dio. Alla lettura di quel “libro” si saprà con chiarezza come “ciascuno avrà il suo peso da portare”(Gal.6,5) e “a ciascuno verrà reso secondo il suo operato”(Mt.16,17). Sì, ogni conversione è possibile meditando la verità e la terribilità del Giudizio di Dio. Ed è grande la vittoria del demonio quando riesce a far disprezzare i Novissimi dagli uomini, perché sa bene che sarà tanto più difficile e forse impossibile la loro conversione e salvezza.

13° giorno
“Ricordati che la morte non tarderà e il decreto degli inferi non t’è stato rivelato.”(Sirac. 14,12). La condanna dei reprobi all’Inferno eterno. L’Inferno è infinitamente terrificante per la condanna alla perdizione eterna per tutti i dannati, come è scritto nell’Apocalisse: “il fumo dei loro tormenti si alzerà nei secoli dei secoli…”(Ap.14,11). Ecco quale sarà, infatti, la terrificante sentenza finale del Giudice divino, secondo la Parola di Gesù, Giudice Supremo:
“Poi dirà a quelli alla sua sinistra: Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli.  Perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare; ho avuto sete e non mi avete dato da bere;  ero forestiero e non mi avete ospitato, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato. Anch’essi allora risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo visto affamato o assetato o forestiero o nudo o malato o in carcere e non ti abbiamo assistito?  Ma egli risponderà: In verità vi dico: ogni volta che non avete fatto queste cose a uno di questi miei fratelli più piccoli, non l’avete fatto a me.  E se ne andranno, questi al supplizio eterno, e i giusti alla vita eterna…”(Mt.25,41-46).
La vista di tutte le proprie colpe presentata e resa manifesta all’intera umanità provocherà nei condannati all’Inferno (coloro che non si saranno voluti convertire, che non avranno voluto chiedere perdono e misericordia finché erano in vita, questi sono i reprobi, coloro che hanno persistito fino alla morte nelle loro malvagità e peccati), una vergogna orrenda, un disonore e una disperazione insieme, eterna, senza scampo.
“Davanti agli uomini stanno la vita e la morte; a ognuno sarà dato ciò che a lui piacerà. Grande infatti è la sapienza del Signore, egli è onnipotente e vede tutto. I suoi occhi su coloro che lo temono, egli conosce ogni azione degli uomini. Egli non ha comandato a nessuno di essere empio e non ha dato a nessuno il permesso di peccare. “(Sirac. 15,17-20)
Ecco perché il pensiero del Giudizio universale diventa utile anche per questo salutare timore che spinge a cambiare vita su questa terra. Non il “terrore”, ma il sacro timor di Dio, che è ben altra cosa, come insegna San Giovanni Bosco ai suoi ragazzi. Ecco perché si chiede oggi ai sacerdoti, ai predicatori, la grazia di non tacere sui Novissimi: “…e a voi, che ora siete afflitti, sollievo insieme a noi, quando si manifesterà il Signore Gesù dal cielo con gli angeli della sua potenza in fuoco ardente, a far vendetta di quanti non conoscono Dio e non obbediscono al vangelo del Signore nostro Gesù.  Costoro saranno castigati con una rovina eterna, lontano dalla faccia del Signore e dalla gloria della sua potenza, quando egli verrà per esser glorificato nei suoi santi ed esser riconosciuto mirabile in tutti quelli che avranno creduto, perché è stata creduta la nostra testimonianza in mezzo a voi. Questo accadrà, in quel giorno.”(2Tess.1,7-10).
L’esperienza dei Santi, come dei tanti convertiti è appunto legata alla verità di queste parole divine che hanno spezzato le catene degli errori e dei vizi che li legavano, schiavizzandoli inesorabilmente al “padre della menzogna”(Gv.8,44).
Vediamo allora di non morire , noi, in uno stato di grave peccato, facciamo tutto ciò che è in nostro potere per supplicare da Gesù la sua Misericordia, facendo in modo di non più peccare, che se vi ricadiamo, di correre subito al confessionale e fare penitenze e sacrifici, piuttosto che peccare ed offendere Dio, come raccomandava San Padre Pio.
I superstiti sapranno che nulla è meglio del timore del Signore, nulla più dolce dell’osservare i suoi comandamenti.“(Sirac.23,27); “Ricordati della tua fine e smetti di odiare, ricordati della corruzione e della morte e resta fedele ai comandamenti.”(Sirac.28,6); “Chi crede alla legge è attento ai comandamenti, chi confida nel Signore non resterà deluso.”(Sirac.32,34); Rispose Gesù: “Se vuoi entrare nella vita, osserva i comandamenti” (Mt.19,17).
– continua con l’Inferno eterno
AVVISO: il presente scritto ha lo scopo di far conoscere ai nostri Lettori, e alle persone di buona volontà, l’ultimo grandioso libretto tascabile di Padre Stefano M. Manelli dedicato ai Novissimi, una meditazione al giorno per il mese di novembre, ma naturalmente valido in ogni mese dell’anno, anche in Quaresima…. A parte la Presentazione che abbiamo pubblicato nella prima parte, il resto non verrà postato integralmente e questo perché possiate essere spinti a due atti di carità: il primo è verso la Casa Editrice Mariana (*) che vive di queste offerte, quindi entrate nel sito – vedi qui – e fate richiesta di questo tascabile; il secondo atto di carità, che si integra al primo, è un atto d’amore e di verità verso la vostra anima da salvare e santificare, insomma, sarebbe un vero regalo che fareste a voi stessi e al prossimo. Infatti è anche una idea per fare omaggio ai nostri Sacerdoti, parenti ed amici, questo donare la buona stampa, notizie e consigli utili per l’ingresso nell’eternità beata.
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Cari Amici, proseguiremo con altre pagine meditate da Padre Stefano Maria Manelli, per il quale chiediamo ad ognuno di voi la carità della Preghiera, di un Rosario, di un pensiero benevolo per le sofferenze che al Signore, all’Immacolata stessa è piaciuto “provare al crogiuolo” questo loro amato Figlio, e figlio spirituale di San Padre Pio, un’altro grande Sacerdote di cui conosciamo la persecuzione e le sofferenze, ma anche la canonizzazione. In un altro articolo simile ci occuperemo degli altri Novissimi, qui abbiamo accennato al Giudizio particolare ed universale, al prossimo ci dedicheremo dell’Inferno…. chi fosse interessato, e lo auspichiamo, vi ricordiamo chepotrete  richiedere il libro tascabile direttamente da qui.
Siano lodati i Sacratissimi Cuori di Gesù e di Maria
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(*) Casa Mariana Editrice – Via dell’Immacolata, 4 – 83040 Frigento (AV) – e-mail: cm.editrice@gmail.com – sito web: www.casamarianaeditrice.it