ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

mercoledì 16 novembre 2016

Ovra/Čeka PF?



Strage dottrinale, le epurazioni continuano


Come Laici con un briciolo di onesta infarinatura di storia ecclesiale, non è difficile appurare come da sempre nella Chiesa abbiamo assistito a periodi, più o meno alternati, di lotte intestine, epurazioni, persino omicidi, ma a memoria d’uomo non era mai accaduto che certe lotte avvenissero per modificare la Dottrina della Chiesa, e non era mai accaduto che un Pontefice si prestasse – con il suo silenzio o con le sue nomine  mirate – a dividere la Chiesa non per difenderne la Dottrina, ma per cambiarla.



Il 10 novembre 2016 papa Francesco ha ricevuto il card. Burke nel palazzo apostolico.
Il 10 novembre 2016 papa Francesco ha ricevuto il card. Burke nel palazzo apostolico.

Perché, non nascondiamocelo più, il diavolo che fa le pentole ma non i coperchi, sta facendo emergere le vere motivazioni che stanno alla radice della “rivoluzione” di Papa Francesco. Tutti ci attendavamo la famosa RIFORMA (mentre è il Papa a parlare di rivoluzione) iniziata per altro da Benedetto XVI, e nel primo anno sembrava che le cose andassero per questo verso giusto. Ma dopo, con i due Sinodi sulla Famiglia il quadro è cominciato a cambiare, come spiega qui, benissimo, in questa drammatica intervista il cardinale Burke che suggeriamo di leggere. Inoltre, aggiunge in un’altra recente intervista: «Se il Papa non fornirà i chiarimenti richiesti, i Cardinali potrebbero adottare un atto formale di correzione di errore grave» (cliccare qui).
Il Papa “non risponde” ai cardinali o ai laici che difendono la Dottrina da un attacco oramai palese, ma non resta inerme agisce, opera, lavora a favore della squadra modernista interna alla Chiesa. La sua “rivoluzione” non è la Riforma tipicamente benefica per la Chiesa, ma stiamo assistendo ad una vera epurazione che porti, lentamente e senza alcun pronunciamento ufficiale (perché non potrebbe farlo e non può) ad un cambiamento dottrinale, e questa è una rivoluzione di stampo marxista.
A dirlo per altro non siamo “noi”, ma è stato il cardinale Kasper che senza un briciolo di ritegno ha spiegato – attribuendolo al Papa il quale non smentisce, ma appoggia e sostiene queste versioni – come la Chiesa “di Francesco” voglia cambiare il paradigma dei Sacramenti… vedi qui.
Quindi è tutto in linea, sta avvenendo tutto alla “luce” non del sole ma delle tenebre più fitte perché, in definitiva, non è che certi vescovi o il Papa stesso non lo dicono, masiamo noi che spesse volte non vogliamo credere a quanto sta avvenendo, e vogliamo illuderci che il Papa non c’entri nulla, che sia solo una vittima del modernismo infiltrato nella Chiesa – come insiste a dire Padre Giovanni Cavalcoli – ma gli ultimi eventi ci dicono non soltanto che il Papa è d’accordo con loro, ma in molti aspetti è il regista di questa rivoluzione dottrinale (per altro filo rahneriana) , tanto è che anche l’ultima intervista a Scalfari, di cui parlammo qui, piena di errori dottrinali, ora è ufficiale, pubblicata sull’Osservatore Romano e di conseguenza è il Papa che lo vuole. A tal proposito consigliamo la riflessione di Padre Giovanni Scalese: Magistero non convenzionale e ideologia.
Di errori dottrinali contenuti in questa intervista, ne ha parlato persino Tempi.it anticipando prudentemente se e quanto l’intervista fosse attendibile, vedi qui, ebbene, ora lo è perché il giorno dopo è stata pubblicata sull’Osservatore Romanointegralmente e senza correzioni, perché il Papa non vuole correzioni, quindi è attendibile. Ebbene, Tempi.it fa rilevare un errore  che se apparentemente innocuo in verità – detto da un Pontefice – ha delle conseguenze dottrinali mostruose, una è questa:
– laddove Gesù dice: «ama il prossimo tuo come te stesso» e che è un comandamento, il Papa riportato da Scalfari e da l’Osservatore Romano corregge Nostro Signore con un più e sempre ambiguo:  «ama più di te stesso». Non sottovalutate neppure una virgola, di questa che voleva essere una battuta, perché tutto è importante quando si vuole cambiare, con una sola virgola, la dottrina….
Come avrete notato non parliamo di “persone epurate” ma di dottrine, perché la gravità – in questo momento – non sta nel muovere le persone da un ufficio all’altro, o nuove nomine, tutto ciò è lecito… le persone vanno e vengono, siamo servi inutili, ma la dottrina NO! Il problema sta nelle motivazioni, la vera epurazione (rivoluzione del Papa) sta nel voler IMPORRE cambiamenti dottrinali. E non potendolo fare con Documenti ufficiali, si legga qui la grave Lettera dei quattro cardinali, si serve dei Media come Scalfari o dei vaticanisti frequentatori di quel che è diventato il postribolo di Casa santa Marta, procedendo così a nuove nomine di persone che “obbediscono” al Papa anche quando è nell’errore. E di epurazioni si parlava già nell’ottobre 2015, vedi qui.
Sì, il Papa sta cedendo, cadendo nell’errore perché non vuole ascoltare i buoni cardinali, ma gli piace circondarsi di pagliacci compiacenti modernisti e rahneriani, incapaci di vedere l’errore, e troppo immersi nella nuova euforia rivoluzionaria di Francesco da non comprendere i danni che stanno apportando alla Chiesa e alle Anime. Rileggiamo con interesse un articolo del prof. Roberto De Mattei, dell’ottobre 2015 –vedi qui – quando denunciò un atto gravissimo avvenuto al termine di quel Sinodo, e silenziato dai Media.
Sembra di riudire le parole profetiche del “Grande Inquisitore” (un gesuita) di Dostoevskij: «Oh, noi li persuaderemo che allora soltanto essi saranno liberi, quando rinunzieranno alla libertà loro in favore nostro e si sottometteranno a noi… Oh, noi consentiremo loro anche il peccato, perché sono deboli e inetti, ed essi ci ameranno come bambini, perché permetteremo loro di peccare. Diremo che ogni peccato, se commesso col nostro consenso, sarà riscattato, che permettiamo loro di peccare perché li amiamo e che, in quanto al castigo per tali peccati, lo prenderemo su di noi. Così faremo, ed essi ci adoreranno come benefattori che si saranno gravati coi loro peccati dinanzi a Dio… (La leggenda del grande inquisitore).
In un nuovo editoriale Sandro Magister lo ha brillantemente definito “Sodalitium Franciscanum”… (leggete qui), comprenderete bene che cosa ci stiamo giocando, o cosa ci stanno imponendo. E qui il serio giornalista – riportando le parole del Pontefice – fa emergere un’altra grave presa di posizione contro la dottrina:
«In particolare, verranno presi in considerazione i contenuti dei lavori pubblicati e delle lezioni impartite in riferimento a quanto disposto dalla Esortazione apostolica “Amoris laetitia”, secondo l’immagine “della Chiesa che c’è, non di una Chiesa pensata a propria immagine e somiglianza”, orientando la ricerca e l’insegnamento non più verso un “un ideale teologico del matrimonio troppo astratto, quasi artificiosamente costruito, lontano dalla situazione concreta e dalle effettive possibilità delle famiglie così come sono” (Papa Francesco, discorso citato, 28 ottobre 2016)»
No, scusate, fermiamoci un momento ad usare il cervello! Quando mai il Matrimonio e relativo Sacramento, nel suo insegnamento, è stato mai UN IDEALE TEOLOGICO? Ma anche la persona più a digiuno di teologia saprebbe dire che se un Sacramento è teologico non è allora un IDEALE! Ma ci chiediamo: chi ha interesse a far passare l’insegnamento teologico-dottrinale del Matrimonio della Chiesa del passato, come un ideale ASTRATTO – ARTIFICIOSAMENTE COSTRUITO? Quindi, quando Nostro Signore Gesù Cristo ha elevato il matrimonio a Sacramento, era “lontano dalla situazione concreta e dalle effettive possibilità delle famiglie così come sono“?
E se non lo era Gesù “lontano” allora è ovvio che il Papa sta dicendo che il Sacramento del Matrimonio insegnato per duemila anni dalla Chiesa (e pure da sant’Ignazio, o dal gesuita Dottore della Chiesa Bellarmino, o l’altro gesuita Dottore della Chiesa Canisio che ha redatto il primo Catechismo dopo il concilio di Trento, con l’altro grande Santo Pontefice Pio V e san Carlo Borromeo – insomma tutti pezzi da novanta) era lontano dalle situazioni concrete delle famiglie di oggi… Insomma, l’insegnamento della Chiesa non avrebbe visto “lontano”.
Lasciamo a voi le risposte, supplicandovi, però, di essere intellettualmente onesti e al di sopra delle parti, al di sopra di ogni tifoseria, difendendo esclusivamente le ragioni teologiche del Matrimonio CUSTODITO dalla Chiesa per duemila anni, ed oggi seriamente messo a rischio dai rahneriani modernisti a capo di un Papa modernista.
Per concludere ripeteremo fino allo sfinimento le parole di Benedetto XVI dallaesortazione apostolica Sacramentum Caritatis dove spiegava, in due righe, il perché la Chiesa NON può modificare la disciplina di questi Sacramenti:
Il Sinodo dei Vescovi ha confermato la prassi della Chiesa, fondata sulla Sacra Scrittura (cfr Mc 10,2-12), di non ammettere ai Sacramenti i divorziati risposati, perché il loro stato e la loro condizione di vita oggettivamente contraddicono quell’unione di amore tra Cristo e la Chiesa che è significata ed attuata nell’Eucaristia” (n.29).
La motivazione insegnata dalla Chiesa per duemila anni, perciò, non è “un ideale teologico astratto e artificiosamente costruito che non teneva conto delle situazioni odierne” come dice Papa Francesco…. ma è fondata sulla Sacra Scrittura, come dice Benedetto XVI. Ed ogni tentativo di cambiare “paradigma” come intende Kasper attribuendo l’atto al Pontefice il quale non solo non smentisce ma in qualche modo approva, è pura ERESIA.
Siamo davvero all’interno di quel ciclone ben descritto da San Paolo per il quale, grazie a Dio, le porte degli inferi non prevarranno, tuttavia è bene per noi ricordare cosa dice l’Apostolo:
“Evita le chiacchiere profane, perché esse tendono a far crescere sempre più nell’empietà; la parola di costoro infatti si propagherà come una cancrena” (1Tim 2,16-17).
“Verrà giorno, infatti, in cui non si sopporterà più la sana dottrina, ma, per il prurito di udire qualcosa, gli uomini si circonderanno di maestri secondo le proprie voglie, rifiutando di dare ascolto alla verità per volgersi alle favole. Tu però vigila attentamente, sappi sopportare le sofferenze, compi la tua opera di annunziatore del vangelo, adempi il tuo ministero” (2Tim 4,3-5).
Dandoci, in fine, la soluzione: “Mi meraviglio che così in fretta da colui che vi ha chiamati con la grazia di Cristo passiate ad un altro vangelo. In realtà, però, non ce n’è un altro; solo che vi sono alcuni che vi turbano e vogliono sovvertire il vangelo di Cristo. Orbene, se anche noi stessi o un angelo dal cielo vi predicasse un vangelo diverso da quello che vi abbiamo predicato, sia anàtema! L’abbiamo già detto e ora lo ripeto: se qualcuno vi predica un vangelo diverso da quello che avete ricevuto, sia anàtema!  Infatti, è forse il favore degli uomini che intendo guadagnarmi, o non piuttosto quello di Dio? Oppure cerco di piacere agli uomini? Se ancora io piacessi agli uomini, non sarei più servitore di Cristo!” (Gal 1,6-10)
«Fedele al radicalismo del Vangelo, la Chiesa non può porsi nei confronti dei fedeli con parole diverse da quelle dell’apostolo Paolo: “Agli sposati ordino, non io ma il Signore: la moglie non si separi dal marito – e qualora si separi, rimanga senza sposarsi o si riconcili con il marito – e il marito non ripudi la moglie” (1Cor 7,10-11). Ne deriva che le nuove unioni, dopo un divorzio ottenuto con una legge civile, non sono né regolari né legittime» (Commissione Internazionale Teologica [CIT], Documento La Dottrina Cattolica sul Sacramento del Matrimonio anno 1997).




  Marisa ha lasciato un nuovo commento sul tuo post ""Sodalitium Franciscanum"?":

Il contenuto fascista (nero o rosso non importa) della missiva inviata ai docenti dell'Istituto fa bollire il sangue nelle vene. Una certezza che intanto c'è è che il gerarca Vincenzo Paglia riceverà la paga per il suo operato, insieme ai supiedi kaporali.
Quanto al fantomatico e surreale OARCPF Osservatorio per l'Attuazione della Riforma della Chiesa di Papa Francesco (!!!) - non della Chiesa di Nostro Signore, ovviamente):
ammesso e non concesso che questo gruppo di 'laici' esista, e che l'acronimo non sia una sigla farlocca dietro cui nascondersi per mettere in atto le solite 'riforme'-deformi, dedico a questi sedicenti in sigla:
"Tutti quei che a Roma stanno / per la Patria con gran danno / a tramare contro il Duce / che il fascismo ogn'or conduce / han da far con una banda / Pietro Koch la comanda."
(Inno della banda Koch -
poi costituitasi nel 1943 come 'Reparto Speciale di Polizia Repubblicana" -
si rese protagonista di irruzioni, perquisizioni e catture nelle sedi della Chiesa, e dell'orrore della tortura degli arrestati.
Le sue azioni produssero impressione perfino nel comando SS.)

il minaccioso OARCPF, e altre notizie

"OARCPF", chi è costui? È il gruppo di autori della lettera anonima con cui si annuncia il monitoraggio (e le sottintese delazioni) per avviare l'epurazione staliniana al covo di ciellini che è il Pontificio Istituto Giovanni Paolo II, reo di non essere abbastanza francischiello. La cosa ridicola è che il Magister lo mette sullo stesso piano del benemerito Sodalitium Pianum:

Nota: nell'articolo viene citato tale Pierangelo Sequeri "teologo ferratissimo": in realtà il soggetto, casomai si salvasse, si farà come minimo diecimila anni di purgatorio per ogni volta che è stata cantata una delle sue ridicole canzoncine durante una liturgia, tariffa raddoppiata per quelle cantate nelle eventuali Messe in suo suffragio.

Recensione delle prime due puntate del telefilm su Pio XIII ("tredicesimo", esatto), "The Young Pope". Su RadioSpada sono comparse le recensioni anche delle puntate successive, che non segnalo per non rovinare la visione a chi le stesse ancora scaricando:



Toh, ma guarda, i valori giudeocristiani dell'occidente giudeocristiano: il presidente francese "la pera" ammette candidamente di aver ordinato almeno quattro assassinii mirati, subappaltando l'esecuzione materiale a droni americani...


http://letturine.blogspot.it/2016/11/il-minaccioso-oarcpf-e-altre-notizie.html

Chi si cela dietro l’Osservatorio per l’Attuazione della Riforma della Chiesa di Papa Francesco?

Papa FrancescoLeggeranno analiticamente e criticamente “gli studi pubblicati dai docenti”, le “tesi di licenza e di dottorato approvate dall’Istituto”, i “programmi di insegnamento e della loro bibliografia”, le “interviste agli studenti effettuate all’uscita dalle lezioni, nel piazzale antistante l’Università Lateranense”.
Questo “monitoraggio” sugli studi e l’insegnamento del Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per Studi su Matrimonio e Famiglia, è la “garbata minaccia” che i professori e le professoresse del Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per Studi su Matrimonio e Famiglia, dipendente dalla Pontificia Università Lateranense, hanno ricevuto via mail il 10 novembre, attraverso una lettera firma del sedicente OARCPF (Osservatorio per l’Attuazione della Riforma della Chiesa di Papa Francesco), una libera iniziativa (e dunque non creata dal Vaticano) di un gruppo di laici cattolici a sostegno (o a danno!, ndr.) del pontificato di papa Francesco.
Lo scopo di questa attività di “spionaggio”, scrivono in una lettera che i componenti dell’Istituto hanno ricevuto nelle loro mail, come rivela Sandro Magister, è quello di “evidenziare adeguamenti o eventuali dissonanze rispetto al discorso tenuto da papa Francesco in occasione dell’inaugurazione del nuovo anno accademico del vostro Istituto (Sala Clementina, 28 ottobre 2016)”, durante il quale gli insegnanti dell’Istituto sono stati chiamati “a sostenere la necessaria apertura dell’intelligenza della fede al servizio della sollecitudine pastorale del Successore di Pietro”. In particolare nella lettera si minaccia che “verranno presi in considerazione i contenuti dei lavori pubblicati e delle lezioni impartite in riferimento a quanto disposto dalla Esortazione apostolica Amoris laetitia”.
La lettera si conclude con la beffarda frase “certi di svolgere un compito utile a migliorare il servizio che Lei presta con dedizione alla Chiesa e al Santo Padre, provvederemo ad aggiornarLa sui risultati del nostro studio osservazionale”. Una domanda sorge: chi c’è dietro a quest’OARCPF, che nei saluti della lettera specifica “Sezione di Roma” (ci sono sezioni anche in altre parti d’Italia?) e cercherà di trovare i nomi dei presunti componenti di questa associazione.
Adam Loon Otter

CARO “OSSERVATORIO PER L’ATTUAZIONE DELLA RIFORMA DELLA CHIESA DI PAPA FRANCESCO” DI TE CE NE FREGHIAMO


1 commento:

  1. Sandro Magister wastricked. There is no OARCPF, and the "email" is just a hoax.

    RispondiElimina