ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

venerdì 11 novembre 2016

Ùù..


FRANCIA. SE CITI LA BIBBIA, TI CONDANNANO. IN NOME DELLA TOLLERANZA. MA IL PRESEPE…



In Francia se citi la Bibbia vieni condannato a pagare cinquemila euro di multa. E’ quello che è accaduto all’ex presidentessa del Partito Cristiano Democratico, Christine Boutin, che aveva detto che “l’omosessualità è un’abominazione”. Nel 2015 Boutin, candidata alle presidenziali, era stata condannata in primo grado; mercoledì scorso la Corte d’Appello ha emesso un verdetto che obbliga Boutin a versare duemila euro di danni e interessi alle associazioni “Mousse” e “Le Refuge” che si erano costituiti parte civile. La motivazione: “provocazione pubblica all’odio e alla violenza”.
Christine Boutin, in un’intervista alla rivista “Charles”, apparse nell’aprile del 2014, aveva detto: “Non ho mai condannato un omosessuale. L’omosessualità è un’abominazione. Ma non la persona. Il peccato non è mai accettabile, ma il peccatore e sempre perdonato. Ho amici omosessuali. Sono peccatori. Sono nel peccato anch’io, ma non mi vedrete mai fare l’apologia di un peccato. Bisogna prendere la Bibbia”.
La frase della Bibbia a cui aveva fatto in particolare riferimento Boutin è nel Levitico, e dice: “Non ti coricherai con un uomo come si fa con una donna: è cosa abominevole. Non rendetevi impuri con nessuna di tali pratiche, poiché con tutte queste cose si sono rese impure le nazioni che io sto per scacciare davanti a voi. Chiunque praticherà qualcuna di queste abominazioni, ogni persona che le commetterà, sarà eliminata dal suo popolo”. (Levitico 18,22;24;29).
La sua difesa non è bastata. E’ evidente che le leggi cosiddette antidiscriminazione che le lobbies LGBT sono riuscite a far approvare in Francia come in altri Paesi europei costituiscono un serio problema per la libertà di espressione, e, a questo punto, anche per la libertà di religione, dal momento che neanche la citazione di un testo sacro come la Bibbia costituisce una difesa.
Stupisce che la Chiesa non si renda conto di quanto questa situazione possa costituire un pericolo; ma evidentemente l’ossessione dei migranti rende sordi e ciechi, salvo pochi casi.
Nel frattempo però, sempre in Francia, nell’imminenza del Natale, ci si preoccupa di un grave problema di ordine pubblico. Il Consiglio di Stato infatti ha decretato che un Presepe “non può essere installato” in un luogo pubblico a meno che non “presenti un carattere culturale, artistico o festivo”. Un sindaco, un consiglio dipartimentale, o un personaggio pubblico può fare un Presepe senza contravvenire alla legge del 1905 di separazione fra Chiesa e Stato? C’era stato un problema di due associazioni di liberi pensatori che avevano contestato il Presepe costruito in un comune e un dipartimento. E il Consiglio di Stato ha tranciato in questo modo sibillino il nodo gordiano del Prese che attentava alla laicità della Repubblica. Parafrasiamo Obélix: “Ils sont fous, ces Français”…ùù
Marco Tosatti
http://www.marcotosatti.com/2016/11/11/francia-se-citi-la-bibbia-ti-condannano-in-nome-della-tolleranza-ma-il-presepe/


L'Italia del primate d'Italia è un po' meno cattolica


Aumentano i seguaci di altre confessioni religiose nella nazione ove risiede il papa. Ma i più numerosi non sono i musulmani. Sono gli ortodossi e i protestanti. E c'è chi si fa buddista


ROMA, 11 novembre 2016 – Oltre che vescovo di Roma, Jorge Mario Bergoglio è anche primate d'Italia. E nonostante il numero ridottissimo delle visite pastorali che compie nelle parrocchie romane e nelle diocesi italiane, la Chiesa che è in Italia e l'Italia stessa sono divenute il suo habitat naturale.

Non solo. Il fenomeno sociale che più sta a cuore a papa Francesco è indubitabilmente quello delle migrazioni, al punto che ha riservato a sé – e a sé solo – la direzione dell'ufficio di curia ad esse deputato, all'interno del neocostituito dicastero "per lo sviluppo umano integrale".

Ebbene, proprio le migrazioni stanno sensibilmente mutando il paesaggio umano e religioso italiano.

In campo religioso, la Chiesa cattolica non ha più quell'incontrastato monopolio che ha avuto per secoli, fino a pochi anni fa.


Il cattolicesimo resta di gran lunga la prima religione in Italia. Ma accanto ad esso crescono altre confessioni cristiane e altre fedi. Non solo a motivo dei flussi migratori, ma anche, in minore misura, per le conversioni.

L'8 novembre il CESNUR, il Centro studi sulle nuove religioni diretto a Torino dal sociologo Massimo Introvigne, ha reso pubblici i dati aggiornati a quest'anno sulle minoranze religiose presenti in Italia, inquadrandoli in un resoconto molto approfondito e dettagliato:

> Le religioni in Italia


Le tabelle riassuntive fornite dal CESNUR sono due. La prima riguarda i soli cittadini italiani regolarmente registrati come tali, mentre la seconda si estende a tutti gli stranieri presenti in Italia, compresa una stima approssimativa dei clandestini.

Tra gli oltre 55 milioni di cittadini italiani, gli appartenenti a minoranze religiose sono 1.781.207, pari al 3,2 per cento del totale. 

La prima minoranza religiosa tra i cittadini italiani è quella dei Testimoni di Geova, con oltre 424.000 fedeli. Seguono i musulmani con 302.000 e i cristiani ortodossi con 212.000.

Al quarto posto, prime fra i protestanti, figurano le pentecostali Assemblee di Dio, con circa 150.000 fedeli, ma se a questi si sommano i protestanti di tutte le altre denominazioni (valdesi, metodisti, battisti, avventisti, altri gruppi pentecostali, ecc.) il loro numero complessivo li riporta in testa alla classifica con 450.000 fedeli.

Al quinto posto i buddisti, con 157.000 fedeli, costituiscono il segmento in più forte espansione tra i cittadini italiani, non per immigrazione ma per conversione, specie alla corrente della Soka Gakkai con i suoi 80.000 seguaci.

Ecco il quadro completo dei non cattolici, tra chi ha la cittadinanza italiana:

Protestanti 450.392
Testimoni di Geova e assimilati 424.259
Musulmani 302.090
Ortodossi 212.318
Buddisti 157.011
Ebrei 36.256
Induisti e neo-induisti 35.672
Movimenti del potenziale umano 30.000
Mormoni e assimilati 26.750
Cattolici “di frangia” e dissidenti 25.500
Movimenti organizzati New Age e Next Age 20.000
Area esoterica e della “antica sapienza” 16.450
Sikh, radhasoami e derivazioni 14.693
Altri gruppi di origine cristiana 6.000
Bahá'i e altri gruppi di matrice islamica 4.250
Gruppi di Osho e derivati 4.100
Altri gruppi di origine orientale 3.530
Nuove religioni giapponesi 3.150
Altri 9.386

Se però si allarga lo sguardo a tutti gli stranieri presenti sul territorio italiano, compresi i clandestini, il quadro cambia.

Gli stranieri ammontano a 5.026.000, l'8,3 per cento della popolazione italiana residente, che è di oltre 60 milioni. Tra di essi vi sono anche 908.000 cattolici. Se si tolgono questi dal calcolo, il totale degli immigrati di fede non cattolica è quindi di 4.118.000, il 6,8 per cento dell'intera popolazione.

E tra questi il primato numerico non è dei musulmani – contrariamente al sentire diffuso – ma dei cristiani ortodossi e protestanti, che sommati ai cattolici fanno il 53,9 per cento degli stranieri.

Seguono i musulmani, con il 32 per cento, in calo di due decimali rispetto al 2015, e poi man mano i seguaci di altre religioni, con una porzione significativa anche di agnostici e atei.

Per riassumere:

Ortodossi 1.541.000
Musulmani 1.609.000
Protestanti e altri cristiani 255.000
Atei e agnostici 227.004
Induisti 149.000
Buddisti 111.000
Altre religioni orientali 78.000
Religioni tradizionali 56.000
Ebrei 7.000
Altri 85.000

Se di nuovo si ricalcolano anche gli stranieri di fede cattolica, risulta quindi che il fenoneno migratorio ha portato in Italia 2.704.000 nuovi cristiani, molti di più dei musulmani.

Ha commentato il professor Introvigne:

"Non c'è l'islamizzazione da molti paventata ma c'è invece una certa nuova cristianizzazione, perché tramite l'immigrazione la percentuale di cristiani in Italia è destinata a crescere, e cresce anche la percentuale di persone che frequentano le chiese, perché la pratica religiosa è molto più alta anche per i cattolici venuti dall'Africa, dal Perù o dalle Filippine, rispetto a chi è nato in Italia".

Quest'ultimo indicatore ha però per la Chiesa cattolica anche il suo rovescio. L'accresciuta pluralità delle religioni in Italia favorisce un aumento delle unioni miste, con i genitori uno cattolico e uno no, e quindi con una meno sicura trasmissione della fede cattolica ai figli.

È ciò che accade su più larga scala negli Stati Uniti, come prova una recentissima indagine del Pew Research Center:

> One-in-Five U.S. Adults Were Raised in Interfaith Homes

Mentre con i genitori entrambi cattolici quasi due figli su tre mantengono l'appartenenza alla Chiesa cattolica, lo stesso non accade per i figli di genitori uno cattolico e l'altro protestante.

Tra i figli di queste coppie miste si dichiarano oggi cattolici il 29 per cento, protestanti il 38 per cento e senza un'appartenenza religiosa il 26 per cento.

E analogamente, tra i figli di un genitore cattolico e di un altro genitore privo di appartenenza religiosa si dichiarano oggi cattolici il 32 per cento, protestanti il 20 per cento e senza una religione il 42 per cento.


di Sandro Magister


http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/1351408

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