ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

venerdì 16 dicembre 2016

Il regno sociale di Satana

               


Ognuno di noi, in quanto essere umano, è ferito dal peccato originale, le cui conseguenze materiali ed intellettuali non vengono meno anche dopo il Battesimo. Rimaniamo infatti figli dell'ira, soggetti alla concupiscenza ed alle altre passioni, lenti nell'apprendere. 

Il Battesimo ci rende figli di Dio e ci infonde la Grazia, che gli altri Sacramenti ci aiutano a ritrovare, a conservare e ad accrescere.  Siamo però soggetti alla malattia, all'invecchiamento, alla morte. Vediamo il nostro corpo e la nostra mente cedere col passare del tempo, la nostra vista venir meno, la forza indebolirsi, l'energia procreativa estinguersi. Solo con la resurrezione della carne il nostro corpo sarà restituito alla perfezione, e perfetto godrà la beatitudine celeste o subirà l'eterna dannazione.

Ma quando pecchiamo, pur cedendo al male, non siamo capaci di scegliere il male per se stesso, perché rimane in noi un'impronta divina che ci indica il Bene. Le tentazioni del demonio, infatti, cercano di presentarci il male sotto forma di bene, con l'inganno. Il seduttore non vuole mostrare il male per quello che è e per le conseguenze cui esso conduce. Se il serpente avesse detto ad Eva: Se mangerai di questo frutto, morrai, ella non avrebbe ceduto. 

Ma l'Anticristo, ch'è figlio del demonio, vuole il Male per se stesso, e vuole che il suo regno trionfi proprio in questo capovolgimento radicale, condannando la virtù ed esaltando il vizio, odiando la vita ed amando la morte, lodando l'ignoranza e screditando la sapienza, esaltando la stoltezza e deridendo la saggezza, promuovendo il crimine e punendo l'onestà, favorendo l'anarchia e la ribellione e proscrivendo l'obbedienza e l'ordine. Ma anche elevando a modello la bruttezza e cancellando la bellezza, celebrando la confusione e lo strepito e detestando il silenzio o l'armonia, amando il miasma e odiando il profumo, gustando l'insapidità e l'amarezza e vomitando ciò che è saporito e dolce, compiacendosi del rivoltante e dell'orrido e provando nausea per quanto è gradevole alla vista, ricercando il pianto sordo e temendo il sorriso e la serenità. Egli vuol fare in modo che la sterilità e la mutilazione siano desiderabili e la fertilità o la salute odiose, che l'umanità scompaia sprofondando in un annientamento generale, senza speranza, in una disperazione pari a quella dei dannati all'inferno. Egli vuole far scomparire anche la vergogna per il male e sostituirla  con la vergogna per il bene; vuole bandire la fierezza per aver compiuto il bene e sostituirla con l'orgoglio per aver commesso deliberatamente il male; vuole erigere a sistema la menzogna e censurare la verità, benedire la prostituzione e maledire la verginità.

Perché? Perché tutto ciò che è buono, è un riflesso più o meno parziale di ciò che è vero e giusto, ed un'immagine più o meno completa della Bontà, della Verità e della Giustizia somma, ossia di Dio. L'Anticristo vuole deificare se stesso, figlio di Satana, e demonizzare Nostro Signore, Figlio di Dio. 

Per ottenere ciò, egli deve riuscire ad ottenebrare le menti, cancellando ogni traccia di bontà nelle persone non solo nel cuore e nell'intelletto, ma anche nel corpo; non solo a livello personale, ma anche sociale. 

Un capovolgimento totale, che nulla lascia di intatto e tutto corrompe e contagia. Un'inversione, una perversione assoluta che in altre epoche poteva suonare apocalittica, ma che oggi par quasi compiuta. 

Per giungere a questo scopo, l'Anticristo - ch'è appunto antitesi e rinnegamento di Cristo e di tutto ciò che a Cristo appartiene - deve ottenere un potere tale, da poter imporre al genere umano il proprio volere, celebrando il Male e condannando il Bene in tutte le forme e gli ambiti della vita. Un potere che, dovendo rovesciare la Regalità di Cristo, non si realizza pienamente in un regno umano, ma nella parodia sacrilega del regno divino su questa terra: l'Antichiesa opposta alla Chiesa, anzi sua versione capovolta. Non un antiregno civile: quello esiste già quasi ovunque ed è da sempre che il padre della menzogna è princeps mundi hujus.

Mi pare quindi che il regno sociale di Satana, nella persona dell'Anticristo, si possa concretizzare in ambito religioso, usurpando il Trono che il Salvatore ha eretto su questa terra affinché il Suo Vicario pascesse non solo i fedeli, ma governasse anche le nazioni ed i loro moderatori, tutti soggetti al potere spirituale del Romano Pontefice ed alle Sante Chiavi di Pietro.

In ambito religioso, quindi, questo capovolgimento si dovrà compiere nel prestare una base teologica, dottrinale, morale e spirituale all'apostasia. Una base che, in quanto completamente capovolta, erige l'empietà a modello da seguire e la religiosità a peccato da fuggire, l'idolatria al posto della fedeltà al Dio Vivo e Vero, la profanazione delle feste al posto della loro santificazione, il sacrilegio del Corpo del Signore al posto della sua adorazione, l'abbandono del Clero ai vizi più immondi al posto della sua crescita nelle virtù, la condanna della verità e la predicazione dell'errore, la proibizione dei libri buoni e la diffusione della stampa ereticale, la guerra empia contro i Santi al posto della guerra santa contro gli empi. 

E tutto con il plauso del Vicario di Satana e dei suoi Prelati, accomunati dall'odio per Dio e i Suoi fedeli. Anzi, oserei dire: accomunati dalla repulsione per l'amore di Dio ed attratti dall'odio verso Satana: poiché l'amore sarà detestabile, e l'odio desiderato. 

Non aspettiamoci quindi un Anticristo affascinante, sensuale, intelligente, come se si tratte di un divo: egli vuol esser adorato proprio in quanto ripugnante, frigido, mediocre. 

Quello che Satana, e con lui l'Anticristo, non capiscono è che l'uomo, a differenza degli angeli decaduti, è fallibile, è debole, e non sa eccellere nemmeno nel male, specialmente laddove il Nemico non dispone di una disgrazia da contrapporre alla Grazia divina, che soccorra gli empi nel perseguimento della dannazione. Anzi la debolezza umana contiene in se stessa, oltre alla peccabilità, anche la scelta del bene: se non fosse così, non avremmo potuto meritare un Redentore, cosa che fu preclusa agli angeli decaduti proprio in ragione della loro perfezione. 

L'accecamento del Diavolo è tale, che con la propria assurda guerra contro Dio non vuol comprendere che la vittoria gli è preclusa per decreto divino. Anzi: ch'egli è strumento nelle mani di Dio, il Quale solo stabilisce fin dove egli può arrivare, senza concedergli un solo istante di libertà in più di quella ch'Egli gli concede per compiere i Suoi imperscrutabili piani. 

Quando il Demonio crocifisse sul legno della Croce il Salvatore, non s'avvide di compiere quella Redenzione contro la quale si adopra senza sosta sin dal suo Non serviam. E così, anche nel suo grottesco infeudarsi sul Soglio di Pietro e nell'instaurare la sua detestabile controchiesa, egli farà risplendere i Giusti, proprio mentre infliggerà loro il martirio, credendoli vinti.  
   
Qualsiasi cosa accada, avviene per volere di Dio, o perché Dio la permette. Abbiamo la grazia di conquistarci il Cielo - ci perdoni il lettore l'ardire - a buon mercato, perché viviamo in tempi di grande tribolazione in cui alle prove che ciascuno dovrà affrontare non mancheranno grazie sovrabbondanti. Quello che, durante i secoli della Cristianità, era più arduo da ottenere, oggi possiamo averlo con la testimonianza fedele, come ai tempi delle persecuzioni dei primi secoli.   

Sia benedetto Dio, che ci concede l'onore di militare sotto le Sue gloriose insegne e - piacesse al Cielo! - di avere il privilegio di vedere la definitiva sconfitta del Demonio e dei suoi satelliti, la gloria del Suo Divin Figlio e della di Lui Santissima Madre, l'esaltazione della Santa Chiesa, la prosperità delle nazioni ricondotte sotto il soave giogo della Sua Legge, e la salvezza delle anime elette.