ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

lunedì 5 dicembre 2016

In barba ai “cuori induriti”



A margine
dell'assoluzione dei divorziati risposati
due interventi del Prof. Panzica



Dopo la pubblicazione dell'esortazione apostolica Amoris laetitia, è sorta inevitabilmente una grossa diatriba sulla opportunità e sulla ortodossia di molte delle dichiarazioni papali in essa contenute. Noi abbiamo cercato di tenere aggiornata la pagina aperta sulla questione [vedi], ma è un compito arduo, poiché le discussioni, i quesiti, le interrogazioni e i dubia ufficialente presentati, si moltiplicano a dismisura; cosa che peraltro riempie di gioia il nuovo incredibile Papa che il Signore ci ha inflitto: a suo modo di vedere più si dibatte e magari si bisticcia, più questo è segno di vitalità nella Chiesa, in barba ai “cuori induriti” che egli continua a bacchettare come fossero degli eretici, mentre invece sono dei semplici cattolici che si sforzano di rimanere fedeli all'insegnamento del Signore.
Ma il nuovo Papa calamitoso non riesce a comprendere questa distinzione, convinto com'è che solo lui possegga la chiave per comprendere in modo ortodosso la dottrina cattolica, chiave che gli permetterebbe di contraddirla ad ogni pie' sospinto.
In seguito a questa caotica situazione, che sempre più determina confusione in mezzo ai fedeli, laici e chierici, ecco che sorgono, qua e là, dei difensori d'ufficio delle scomposte dichiarazioni papali, a sua volta seguiti da altri difensori dei difensori, in un accavallarsi di interventi che finiscono con l'amplificare la confusione già in atto.
Come demolitore della dottrina e della morale cattoliche, questo Papa calamitoso non avrebbe potuto fare di meglio.

Tra i chierici sembra volersi distinguere il domenicano Padre Giovanni Cavalcoli, che non manca occasione per ricordare a dritta e a manca qual è la sua opinione, ovviamente presentandola, com'è suo originalissimo stile, come “teologia”, con la copertura che c'è ancora qualcuno che crede davvero che Padre Cavalcoli sia un teologo.
Ultimamente, il nostro convinto teologo ha pensato bene di farsi “intervistare” dal vaticanista Tornielli per cercare di far credere che il magistero possa disporre a piacimento dei comandi del Signore, e per far questo ha usato le armi spuntate della distinzione tra dottrina e disciplina, così da poter giustificare il capovolgimento della disciplina e la demolizione della dottrina circa l'amministrazione della Comunione ai divorziati risposati che intendono, in coscienza, rimanere nel peccato e tuttavia accedere all'Eucarestia come se fossero dei virtuosi esemplari, nonostante il loro dare pubblico scandalo in mezzo ai fedeli.

Su tale questione, che ha visto l'intervento anche di Corrado Gnerre, il sito SALPAN ha presentato una articolata argomentazione, riportando gli interventi attinenti, corredati da opportune e utili note esplicative.

Non potendo riportare l'intero lavoro del Prof. Salvatore Panzica, peraltro presentato nella abituale maniera di colonne contigue contententi i testi con note a margine, ci limitiamo a segnalarlo e ad invitare i lettori di ricorrere alle pagine stesse del sito:http://www.salpan.org/Index2.htm - P. GIOVANNI CAVALCOLI E LA COMUNIONE AI DIVORZIATI RISPOSATIChissà perché, quando si sviluppa una diatriba, c'è sempre qualcuno che ne approfitta e vi si caccia dentro, spesso per prendere la difesa di chi è ripreso e rimproverato a ragione.
Questa volta è il caso di un prete, Don Ariel S. Levi di Gualdo, che ha approfittato dell'appunto segnalato prima e ha redatto un articolo censorio contro i critici di Padre Cavalcoli, anche perché sembra giusto che un convinto “teologo” prenda le difese di un altro convinto “teologo”, tanto per non fare mancare niente all'appoggio all'opera demolitrice portata avanti dal calamitoso Bergoglio… non si sa mai, potrebbe sempre derivarne qualcosa di buono.

Ovviamente, il Prof. Panzica non ha mancato di chiosare anche questo intervento, visto che in esso i cattolici fedeli all'insegnamento di Nostro Signore vengono trattati, sullo stile borgogliano, come “cupi”, “farisei”, soverchiati dal “legalismo”, intrisi di “pelagianesimo”, imitatori di Lutero… l'inchino a Bergoglio è talmente palese che in questo come in altri casi viene il sospetto che certi preti “teologi” moderni non scrivano motu proprio, ma su precisa commissione corredata da apposita velina.

Anche per questo intervento rimandiamo direttamente al sito SALPAN:
http://www.salpan.org/Index2.htm -  CATTOLICI CUPI E SESSUOFOBI

Dio ci guardi dai falsi teologi!