ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

sabato 24 dicembre 2016

Non é mai troppo tardi?

IL TEMPIO DI GERUSALEMME 

    Il patto Usa-Russia serve a ricostruire il Tempio di Gerusalemme. Il sostegno cristiano al Sionismo. L'alleanza "strategica" tra Putin e Trump per il Tempio. La guerra per il Tempio che dura da due mila anni 
di Cinzia Palmacci  





Il Sionismo può essere definito come: "Il Movimento Nazionale a favore del ritorno del popolo ebraico nella sua terra e la restaurazione del dominio ebreo nel territorio di Israele". Nella sua forma più elementare, il termine "Sionismo cristiano" significa il sostegno cristiano al Sionismo. I suoi componenti credono che Dio abbia un'ininterrotta "relazione speciale" ed un "patto inscindibile"con gli israeliti e che essi abbiano un diritto divino al possesso della terra dei loro Padri. Tutto ciò è basato su un'interpretazione letterale ed escatologica della Bibbia e sulla convinzione che le profezie dell'Antico Testamento riguardanti il popolo "eletto" si stiano realizzando ai nostri giorni ed attraverso l'attuale Stato secolare di Israele. 
Questo Movimento ebbe la sua origine tra i Protestanti in Gran Bretagna, e più tardi tra quelli statunitensi. Anche negli Stati Uniti, sebbene per la loro origine e storia siano profondamente influenzati dalla Massoneria e dal controllo della Federal Reserve, esiste ancora una forte tendenza culturale a considerarsi una grande Nazione cristiana, con i suoi leader "rinati" alle conoscenze e alle radici evangeliche. Si pensa pure, di conseguenza, che il ruolo del paese sia di proteggere Israele e gli Ebrei durante gli "ultimi giorni". Per questo, il movimento conservatore evangelico è in crescita sempre più rapida all'interno delle chiese cristiane americane. Queste comunità oggi formano la più vasta base di supporto per gli interessi ebraici negli USA. Fin dagli anni '70, le lobby pro-Israele non hanno cessato di promuovere il supporto politico ed economico tra gli estremisti cristiani che hanno esercitato notevoli pressioni sul Congresso e sulla Presidenza americani. I Sionisti cristiani credono davvero che la ricostruzione del Tempio sia imminente e caldeggiano molto coloro che la stanno compiendoSi tratta di una questione di potere. Chi controlla il Monte del Tempio controlla Gerusalemme. E chi controlla Gerusalemme controlla la terra di Israele. Cristiani ed ebrei sionisti sono uniti nella convinzione che il Duomo della Roccia musulmano debba essere distrutto ed al suo posto edificato il terzo Tempio Ebraico con l'indispensabile presenza della Sacra e misteriosa Arca dell'Alleanza. Essi vedono nella costituzione dello Stato di Israele del 1948 e nella presa di Gerusalemme del 1967 il segno del termine dell'esilio durato 2000 anni, e la fine dei "Tempi dei Pagani" (chiamati anche Gentili o Gojim). Ma c'è una domanda basilare che ci dobbiamo porre: "Come mai nessuno di costoro menziona mai il fatto che i finanziamenti a favore di tutto ciò vengono erogati in larga misura dalla Massoneria? Si tratta solo di una coincidenza? Come fanno a non notare che la restaurazione del Tempio di Re Salomone e degli antichi riti sia anche alla base della tradizione massonica stessa? La maggioranza dei politici del governo israeliano fa parte di varie Logge segrete il cui fervore religioso non è fondato sulla Torah di Mosè, ma piuttosto sul Talmud Babilonese con le sue influenze cabalistiche ed esoteriche". Il Tempio di Salomone è un simbolo primario nella Massoneria, e la storia leggendaria della sua costruzione è la base fondamentale per le regole e la condotta di vita. In altre parole, esso è per il massone ciò che Dio è per il cristiano sionista! Perciò la Massoneria ha posto la sua fede in qualcosa che il VERO DIO ha decretato fosse distrutto non soltanto una volta, ma addirittura due! Nel dicembre 1995, un mese dopo l'assassinio di Rabin, fu fondata la Loggia di Gerusalemme, nella sotterranea Grotta di Re Salomone adiacente al Monte del Tempio, con la missione di lavorare per la sua ricostruzione. Tale loggia lavorò fianco a fianco con le reti clandestine di fondamentalisti Ebrei e Cristiani per fomentare una guerra religiosa che portasse al controllo israeliano della spianata islamica. Essa fu fondata dal Gran Maestro della Massoneria Regolare Italiana, Giuliano Di Bernardo. Nella cerimonia inaugurale, egli dichiarò: "La ricostruzione del Tempio è al centro dei nostri studi". In pratica i vastissimi movimenti evangelici radicali favoriscono inconsapevolmente il dominio degli Ebrei apostati seguaci del Talmud che sostengono l'agenda del Nuovo Ordine Mondiale e degli Illuminati per predisporre il paese al dominio dell'Anticristo. Il (falso) Messia che porterà la pace sulla terra. Tutti vivranno più a lungo. E sotto un solo governo mondiale. Come vuole la globalizzazione. Questa è la visione ebraica della storia. La Chiesa e Cristo, invece, rimandano ad una Giustizia infallibile, ma nel mondo che verrà. Carl Schmitt cattolico, peccatore ma cattolico, reputava che solo due concezioni contassero nel mondo, l'ebraica e la cattolica, quella che vede la redenzione nell'al di qua e quella che l'attende nell'al di là. Due versioni "in lotta" da secoli. Schmitt preconizzava "La fine del cattolicesimo romano come forza frenante l'Anticristo". Dice San Paolo: "Si porrà al di sopra di tutto ciò che è chiamato Dio". Il suo regno sarà magari "buono" e progressista, ma privo di Verità, e perciò di Giustizia. Il Sionismo ha simpatizzanti in tutto il mondo, Italia inclusa, quindi a partire almeno dagli anni '50 da De Gasperi in poi, i governi italiani si sono succeduti tutti in obbedienza ad un solo potere: il Sionismo ebraico, nel tenace perseguimento della ricostruzione del Tempio di Gerusalemme. Viene da chiedersi se l'austerity tanto caldeggiata dall'Unione Europea per un pareggio di bilancio sempre più "irraggiungibile", serva in realtà a raccogliere più fondi possibili destinati allo scopo.

L'alleanza "strategica" tra Putin e Trump per il Tempio

Dobbiamo ammettere che in Italia, da quando Trump si è candidato alla presidenza degli Stati Uniti dimostrando il suo forte ascendente per la Russia di Putin, abbiamo tutti pensato che si fosse trattato di semplice "empatia" personale fra i due, salutando con favore l'alleanza tra Russia e USA da sempre in competizione. Purtroppo, abbiamo tutti peccato di ingenuità. La vittoria di Trump è stata decisa a tavolino dai sionisti per favorire ed agevolare i rapporti tra Putin e Trump. Il motivo? La ricostruzione del Tempio di Gerusalemme che i due presidenti dovrebbero contribuire ad edificare sotto la potente regia di Israele. Trump è stato finanziato e fortemente sostenuto dai sionisti, ne è prova l'enorme donazione di Sheldon Adelson alla campagna del tycoon newyorkese. Ora suo figlio ha reso ancora più evidente il fatto che Trump sta lavorando per i sionisti. Non dimentichiamo che il marito di sua figlia Ivanka è di origini ebraiche ed occupa un posto di rilievo nel suo esecutivo. L’incantesimo di massa che credeva un "miracolo"  l'elezione di Trump, è stato infranto. Trump è sempre stato il candidato multipolarista: si è espresso e si è comportato come tale, anche nel discorso di vittoria. Lui e Putin potranno sconfiggere ISIL-Daesh e perfino scongiurare la distruzione di Israele e della Palestina in un Armageddon messianico. Certamente ciò è possibile a causa della loro simpatia per Israele. Qualche primo passo si è visto nella dichiarazione di Trump su Gerusalemme e nella recente visita del primo ministro russo in Israele. Il 10 novembre scorso, il primo ministro russo, Dmitrij Medvedev, ha discusso di un possibile rafforzamento dei rapporti bilaterali economici della Russia con Israele durante la sua visita a Gerusalemme, come riportato dall’agenzia di stampa  ”Tass”. L’obiettivo principale dell'incontro con il governo israeliano è stato lo sviluppo delle relazioni economiche e commerciali tra i due paesi. Ma non solo. Anche la difficile situazione in Medio Oriente è stata oggetto dell'incontro. Il premier russo si e’ recato anche a Gerusalemme per incontrare Benjamin Netanyahu, suo omologo israeliano, con il quale ha discusso  principalmente della cooperazione bilaterale. Lo stesso giorno della visita di Medvedev, il Nascente Sinedrio ha inoltrato domanda al presidente russo Vladimir Putin e al presidente americano eletto, Donald Trump, di unire le singole forze ed assolvere i rispettivi ruoli, biblicamente scritti, per la ricostruzione del Terzo Tempio ebraico a Gerusalemme. Rabbi Hillel Weiss, portavoce del Sinedrio stesso, prendendo contatto con la nostra redazione ha riferito di aver invitato la nuova Istituzione giuridica ad inviare due lettere sia a Trump (che ha promesso di riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele), sia a Putin, il quale ha manifestato il suo consenso ad edificare il Santuario. Le missive offrono la possibilità ai due premier di agire come moderni "Ciro": i re non ebrei che riconoscono l'importanza di Israele e del relativo "Luogo Sacro di preghiera". Nel VI secolo a.C. infatti, Ciro il Grande, durante il primo anno come re di Persia, annunciò che Dio gli aveva chiesto di emettere un decreto immediato per la ricostruzione del Tempio di Gerusalemme. Il re dunque dotò gli Ebrei, che erano sottoposti al suo governo in Israele, di una considerevole somma onde innalzare il Tempio. Per questo, il Sinedrio prevede di domandare ai due leader mondiali di mettere in atto l'antico decreto biblico per sostenere il Popolo ebraico nella sua sacra missione. Lo stesso  rabbino Weiss ha spiegato che le elezioni statunitensi hanno contribuito a rendere più che plausibile l'eterno sogno israelita: "Siamo pronti a ricostruire la Casa di Dio. Le condizioni politiche di oggi, in cui i due più importanti leader del mondo avallano il diritto giudaico sulla città di Gerusalemme come intrinseca eredità spirituale, non hanno precedenti storici". La lettera del Sinedrio, d'altronde, sottolinea che la vittoria "a sorpresa" di Trump è in gran parte dovuta al suo personale sostegno a Gerusalemme e alla promessa elettorale di spostare l'ambasciata americana da Tel Aviv a tale città, riconoscendola di fatto come capitale di Israele. Questa disposizione era già stata approvata dal Congresso nel 1995, ma da allora ha ricevuto il veto da ogni presidente americano. Il Sinedrio, perciò, invita Trump ad astenersi dal bloccarla dopo il suo insediamento. Anche nella lettera inviata al leader russo, il nuovo Tribunale ha rammentato il suo legame con il Tempio. Nel corso del suo terzo viaggio ufficiale a Gerusalemme nel 2012, Putin effettuò una visita a tarda notte al Kotel (Muro Occidentale). Quando arrivò al luogo santo, rimase in silenzio per alcuni minuti offrendo un'orazione personale; poi lesse dei Salmi da un libro di preghiere russo-ebraiche. Uno spettatore israeliano gli rivolse la parola nella sua lingua: "Benvenuto, signor Presidente." Questi gli si avvicinò e l'altro gli descrisse l'importanza per loro del Monte Moriah e del Tempio. Il Chadrei Charedim, un sito ortodosso di notizie ebraiche, riferì che in quel momento Putin replicò: "Questo è esattamente il motivo per cui sono venuto qui: pregare affinché il Santuario venga costruito di nuovo". Dopo questo interessante scambio di parole, il Sinedrio inviò una lettera a Putin invitandolo a persistere nella preghiera. Allora, il premier non rispose alla richiesta ebraica, ma adesso che il nuovo leader degli Stati Uniti si mostra come un potenziale alleato nel progetto, i Sinedristi ritengono sia arrivato il momento per il leader russo di assumere un ruolo più attivo nell'edificazione della "Struttura Sacra". Oltre a tale richiesta, il Sinedrio chiede a Putin e a Trump di rinnovare la Società delle Nazioni risalente al 1920, ossia il "Trattato di San Remo", che ha permesso la creazione di uno Stato ebraico dividendo l'Impero ottomano. Esso incorpora la "Dichiarazione Balfour", emessa dalla Gran Bretagna nel 1917, che le ha dato un riconoscimento ufficiale e il sostegno per la nuova Nazione. Il presidente degli Stati Uniti, Calvin Coolidge, ratificò questo accordo nel 1925, rendendo così vincolante giuridicamente il riconoscimento di Israele per mezzo della legge americana. Il Sinedrio ha precisato che ritiene imperativo ora, proprio nel momento in cui l'Autorità Palestinese tenta di riscrivere la storia del mondo con una campagna ostile alla Dichiarazione Balfour, rafforzare lo storico impegno americano verso lo Stato di Israele mediante un riaggiornamento del Concordato stesso. Infine, il rabbino Weiss ha messo in risalto che sostenendo la domanda ebraica a favore di Gerusalemme ne beneficerebbero la Russia e l'America, così come il Pianeta intero: "I due premier possono guidare le nazioni del mondo verso la pace globale tramite la costruzione del Tempio, fonte esso stesso di pace". Questo compenserà le vergognose delibere dell'Unesco che sono la causa maggiore di incremento al terrore e alla violenza".

La guerra per il Tempio che dura da duemila anni

Sono trascorsi oltre duemila anni, ma il Monte del Tempio è rimasto fonte di grandi tensioni geopolitiche e religiose. Il Santuario ebraico non esiste più e al suo posto, quattordici secoli fa, i Musulmani ne edificarono altri due, trasformando l'intera Spianata nel terzo luogo santo dell'Islam. Nel 1948 gli Ebrei fondarono un loro nuovo Stato in Palestina. Nel giugno 1967 si impadronirono della Cisgiordania. Come al tempo dei Romani, divennero maggioranza nella Terra di Israele. La differenza è che adesso sono loro ad occupare i territori di un altro popolo, l'area rimanente di quello spazio, che nel novembre 1947 l'Onu aveva assegnato ai Palestinesi, e la zona Est di Gerusalemme destinata ad essere internazionalizzata. Il fatto che si tratti delle bibliche regioni di Giudea e Samaria e della parte di Città Santa comprendente i Santuari più noti delle tre religioni monoteiste contribuisce a rendere estremamente difficile la soluzione del conflitto israelo-palestinese. Con lungimiranza politica, subito dopo aver conquistato Gerusalemme, Israele decise di lasciare il Monte del Tempio ai Musulmani. Si riservò però il controllo degli accessi al luogo e il diritto di schierarvi proprie forze di polizia per garantire l'ordine pubblico e l'ingresso a Cristiani ed Ebrei. Da quel momento, e in particolare dopo l'inizio della prima Intifada, l'area è diventata teatro di gravi scontri. il 13 ottobre scorso"L'Unesco, l'agenzia Onu per la Cultura, ha approvato una risoluzione che nega l'evidenza dei legami storici di Ebrei e Cristiani con i luoghi santi della Città Vecchia di Gerusalemme, menzionandoli solamente con i loro nomi arabi, e condanna una presunta "escalation di aggressioni" ai luoghi santi islamici da parte di Israele, definita "potenza occupante". Per tutta risposta Netanyahu dichiarava: "Evidentemente non hanno mai letto la Bibbia,  ma vorrei consigliare ai membri delle Nazioni Unite di visitare l'Arco di Tito, a Roma, dove possono vedere ciò che i Romani portarono nell'Urbe dopo aver distrutto e saccheggiato il Monte del Tempio duemila anni fa. Sulla struttura si può vedere scolpita la Menorah (candelabro) a sette bracci, che è il simbolo del Popolo ebraico ed oggi è l'emblema dello Stato. Sicuramente l'Unesco dirà che l'imperatore Tito fa parte della propaganda sionista... Dichiarare che Israele non abbia alcun legame con il Monte del Tempio e il Muro Occidentale, ha continuato Netanyahu, è come asserire che la Cina non sia correlata alla Grande Muraglia, e che l'Egitto non abbia alcun nesso con le Piramidi. Con questa insensata decisione l'Unesco cancella la poca legittimità che le restava. Sono convinto che la verità storica è più forte e prevarrà. Ed è appunto della verità che stiamo parlando oggi". Queste citazioni stanno ad indicare che il clima, sulle profonde divergenze che separano gli Ebrei dagli Islamici, riguardanti la Spianata delle Moschee (per i Musulmani) e il Monte del Tempio per gli Israeliti, è sempre più rovente. Come sarà possibile, pertanto, che costoro appaghino l'antico e fervente desiderio di ricostruire il loro Terzo Tempio senza scatenare una guerra sanguinosa con l'Islam? Sebbene la suddetta risoluzione sia stata votata lo scorso ottobre, gli Ebrei ortodossi, che dal 1987 si preparano in grande stile alla riedificazione del loro Santuario avendo fondato addirittura un Istituto apposito, continuano imperterriti e sicuri a pensare che tutto ciò si attuerà secondo le Scritture. Non dimentichiamo il monito di San Paolo che ci invita a vigilare: "Che nessuno vi inganni in alcun modo! Prima infatti dovrà venire l'apostasia e dovrà manifestarsi l'uomo iniquo, il figlio della perdizione, colui che si contrappone e s'innalza sopra tutto quello che gli uomini adorano e chiamano Dio o divinità, fino a sedersi nel Tempio di Dio (a Gerusalemme ndr), additando se stesso come Dio" (San Paolo, II lettera ai Tessalonicesi, 2: 3-4). L’impero dell’Anticristo sarà universale“E fu dato potere alla Bestia sopra ogni tribù e popolo e lingua e nazione”Esso diventerà, o da sè medesimo o per mezzo de’ suoi luogotenenti, padrone del mondo. Sarà in poche parole il capo supremo che si ergerà per il dominio mondiale, e il microchip sottocutaneo con il suo simbolo "666" che i governi si stanno preparando ad imporre, sarà il suo segno d'appartenenza. Un dominio che durerà soltanto tre anni e mezzo, dopodichè sta scritto che il Signore Gesù lo annichilirà con il soffio della sua bocca. Non bisogna aspettare la fine dei tempi per convertirsi scegliendo Dio, ma occorre farlo adesso, domani potrebbe essere troppo tardi. 
IL PATTO USA-RUSSIA SERVE A RICOSTRUIRE IL TEMPIO DI GERUSALEMME?

di

Cinzia Palmacci



NDR 
E' opportuno fare presente che una sezione del testo soprascritto é stato tratto da
 e il resto addirittura da un post del 2014, sempre dello stesso sito, al link
http://sebirblu.blogspot.it/2014/08/sionismo-cristiano-3-tempio-e-falso.html

come mi é stato segnalato dalla vera autrice, che ringraziamo


Sauro Brontolo




Stragi islamiche. Ma “marketing” israeliano

Mentre i media sollevano il polverone  utile ai mandanti, e sviluppano la “narrativa”  conseguente , mi limito a sottolineare solo tre o quattro dati  su Amri.
  1. Il calibro ridicolo, un .22, della sua arma. Con  la quale il terrorista ritiene opportuno sparare ai due agenti, dando così loro la  motivazione   legale per “rispondere al fuoco” (capirai, ne ha”ferito uno”) e freddarlo immediatamente. Nemmeno ferirlo, ma farlo secco subito.
    L'orrendo squarcio prodotto sulla giacca dell'agente ferito dal cal.22.
    L’orrendo squarcio prodotto sulla giacca dell’agente ferito dal cal.22.
  2. Il piazzale Primo Maggio dove è stato fulminato è a 300 metridal Centro Islamico di via Tasso, dove c’è movimento continuo giorno e notte. Ma soprattutto, dove probabilmente il tunisino ha bussato o provato a bussare ad alcune porte che conosceva e riteneva ‘sicure’ (non aveva nemmeno ricambi d’abito), e che può aver trovato “chiuse”.
  3. Il TIR polacco – mi indica un amico – prima di andarsi a schiantare a Berlino aveva fatto un carico alla OMM srl. In  via Cesare Cantù 8, a Cinisello. Ossia a un chilometro dal piazzale della Stazione di Sesto dove Amri ha trovato la morte.
  4. Dunque, Amri si è fatto ammazzare là dove il camion polacco era partito  per il suo ultimo viaggio; e forse dal punto in cui anche lui era  venuto.  Siamo sicuri che all’andata, oltre alle merci da portare a Berlino, il polacco non portasse anche Amri, caricato anche lui a Cinisello? Spesso i guidatori di TIR caricano clandestini dietro compenso.
  5. L’autista del TIR valica il Brennero il 16, e rimane fermo a Berlino 3 giorni. Non è un comportamento normale per nessuna ditta di autotrasporti, lasciare inoperoso camion e guidatore (che paga anche quando è fermo).
  6. Infine il video in cui Amri si dichiara vendicatore dell’IS e bla bla bla. E’   firmato dalla solita e nota sigla  (che i media hanno generalmente nascosto): SITE di  Rita Katz.amri-site
A mio parere è una firma. Secondo me, bisognerebbe indagare se l’organizzazione che sta dietro la sigla  SITE fa’ fare questi video a gente che ha condannato alla morte jihadista, e che convince con qualche soldo. Compito facile, si tratta di marginali
Da  valutare insieme alle altre  che rendono la strage di Berlino così simile a quella di Nizza il 14 luglio.
Anche qui, alla strage è presente un israeliano, Shlomo Shpiro. Un esperto di terrorismo, docente di “terrorismo” (sic) nell’università Bar-Illan di Tel Aviv, uomo dei servizi, decorato per non si sa quali meriti da Shimon Peres nel 2010.
Naturalmente i nostri  quattro lettori ricordano che a Nizza, proprio nel momento, si trovava il fortunato giornalista tedesco Richard Gutjahr,  marito di Einat Wilf, deputata israeliana, estremista e interna ai servizi.  Ma non basta: colui che ha fatto il video più completo sulla sparatoria degli agenti francesi che, di notte, circondano il camion del terrorista, è un ebreo:  Ynet News (l’agenzia dei coloni)  lo chiama Silvan Ben Weiss.  Il suo vero nome (o il  suo altro nome) è Sylvain Ben-ouaich.  Uno che ha lavorato  come uomo della security per la ditta vinicola Baron Edmond de Rotschild, nonché, per 12 anni, per lo Israel Export Institute, una agenzia del governo sionista, che è stata a lungo diretta da Rafi Eitan, un leggendario dirigente del Mossad.
(Per vedere il suo video e il suo profilo di fanatico israeliano, qui:
Ricordo   che anche il giorno della strage “islamista” di Charlie Hebdo, il primo video col telefonino fu preso – da chi? Nelle prime ore, si disse: da Amchai Stein. Nientemeno che il vicedirettore della tv israeliana Channel 1, che si disse, s’era rifugiato sul  tetto. Poi la notizia è scomparsa, e si è dichiarato autore del video tale Martin Boudot, giornalista di agenzia, precario,  che dice di essere andato a trovare quel giorno l’agente di guardia a Charlie Hebdo, suo amico di sempre . Che  quel giorno  non c’era.

Anche al Bataclàn



bataclan
Il sangue è ancor fresco quando la foto è stata scattata

Anche nella spaventosa strage del Bataclàn  c’è stata una “firma”  israeliana. E’in quella che pare esser l’unica foto dell’interno  del teatro, sparso di cadaveri tra fiumi di sangue, un’immagine orrenda che, dopo, è  stata mostrata solo sfocata.  Chi ha diffuso per primo quella foto? La fonte più strana: Israel Hatzolah, il gruppo  – con sede a Gerusalemme –  di soccorritori ultra-sionisti che, spesso, vediamo intervenire (con la kippah e i cernecchi) a portare i feriti in attentati in Israele.  Ma come mai uno dei volontari si trovava all’interno del Bataclàn subito dopo la strage?
israeel-hatzolah
(per tutti i particolari  vedere qui: http://www.panamza.com/151215-bataclan-jerusalem/).





Così informati, torniamo al nostro esperto che era a Breitscheidplatz  pochi minuti prima che avvenisse la strage.   Lo ha raccontato il Juedische Allgemeine, giornale ebraico di Berlino:
Lo stesso giornale poi intervista l’esperto, e gli chiede: “Cosa la Germania può imparare da Israele” nella lotta al terrorismo islamico?


Shlomo Shpiro - consulente anche della NATO per il terrorismo (come farlo?).
Shlomo Shpiro – consulente anche della NATO per il terrorismo (come farlo?).

“Fare  come Israele”,   “impariamo da Israele”, è il leitmotiv  che è risonato anche dopo la strage di Nizza.
“Facciamo come in Israele. Ognuno diventi sentinella “ Dureghello  (presidente della Comunità ebraica romana). Civiltà in pericolo. Va > alzata l’attenzione da parte di tutti” di Filippo Caleri (Il Tempo, > 18 luglio 2016)_
“Finalmente, con anni di ritardo, molti comprendono in Italia e in   Europa che l’unico modo per ridurre – non per annullare – la minaccia terroristica è imparare dagli israeliani, che convivono da sempre con  un terrorismo islamico feroce, ma sanno contrastarlo e contenerlo come  nessuno al mondo” (Meno comfort e privacy valgono il prezzo della  libertà”  Carlo Panella (il  famoso neocon)  (Libero, 21 luglio 2016):
“Dovete tutti sentirvi parte di un esercito in guerra di Fausto  Carioti (Libero, 21 luglio 2016): «…
“Sicurezza negli aeroporti: perché adottare il sistema israeliano ”  di  Gabriele Mirabella (Voci di Città, 22 luglio 2016).
Sono solo alcuni dei titoli che sono apparsi sui media italici subito dopo l’attentato di Nizza  (potrei mettercene dozzine).  Quanto agli articoli, il tono è- come definirlo? – pubblicitario.  Sono  consigli per  gli  acquisti della   insuperabile security che Israele ha sviluppato nella repressione alla resistenza palestinese. Ecco un esempio di pubblicità.
L’efficacia di questo sistema risiede principalmente nell’abilità di  un personale di sicurezza altamente qualificato più che nell’utilizzo  accentuato dei body scanner o di qualche altro macchinario  all’avanguardia. Poco importa se i passeggeri sono costretti ad   attendere tre ore prima di imbarcarsi, passando attraverso ben cinque  livelli di sicurezza, se ciò significa assicurare l’incolumità  fisica di fronte alla minaccia globale del terrorismo…”.
E pullulano   ditte (start up) che vendono la sicurezza  alla israeliana con grande successo, tutte fatte da ex militari o mossadiani. Una di queste   appartiene a Marco Carrai,  l’amico israeliano di Matteo Renzi, o il suo “controllo”….   Ma non precorriamo i  tempi.
E’ certo che  la  security israeliana  – ovviamente creata e gestita da “ex” agenti del Mossad  dotati di esperienza  repressiva –   è un gran business. O può esserlo, se nell’opinione pubblica  europea si crea un  sufficiente allarme per il terrorismo. “Dovete tutti sentirvi parte di un esercito in guerra”, e allora chiederete al governo di comprare  il know how israeliano.  A caro  prezzo, ma che importa? Ne va  della  vostra vita.
Ora non fatemi dire che coloro che  propongono la rinomata juden-security  possono benissimo anche provocare gli attentati terroristici – come forma di marketing.  E che il Mossad lo sa e può fare senza il minimo scrupolo, come ha già dimostrato più volte nella storia.  Se avete questa idea, io me ne dissocio con forza.
Mi limito a ricordare  che pochi mesi prima della strage islamica del 14 luglio,  Olivier Rafowic, colonnello della riserva di Tsahal,   si trovava a Nizza con una “equipe  israeliana” proprio per “valutare”  la sicurezza della città; l’ha trovata scarsa, e quindi ha proposto al Comune  un  ottimo sistema di juden-security chiavi-in-mano.
L’ha spiegato lo stesso colonnello   Rafowic alla tv i24, israeliana- francese:

Si doveva anche tenere un congresso di israeliani, proprio a Nizza. Un convegno internazionale sulla sicurezza  e le sue falle, più volte rimandato, e infine cancellato dopo la strage del 14 luglio. Guardate qui gli organizzatori:
Boaz Ganor, il rettore della Lauder School of Government and Diplomacy at the Interdisciplinary Center.   Fondatore e direttore esecutivo International Policy Institute for Counter-Terrorism,  è anche membro della  Israel’s National Committee for Homeland Security Technologies.
Un lettore del sito  francese  ha commentato: “Sembra la Mafia che propone ‘protezione’ a  un commerciante,   che se non paga il pizzo  trova le vetrine del negozio rotte…”.  Ma è un’idea mostruosamente cospirativa e antisemita, da cui tutti noi  ci dissociamo con forza.
Forse  questo articolo richiederà un’altra puntata, sul lato  italiano della cyber security.
Per intanto buon Natale  a tutti, e godetevi la narrativa mediatica.

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