ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

mercoledì 18 gennaio 2017

Ignoranza invincibile


L’Arcidiocesi di Pescara pone i protestanti in cattedra                                           

(di Mauro Faverzani) Ci fu un tempo in cui ai buoni Cattolici di qualsiasi età le parrocchie si preoccupavano d’insegnare la retta Dottrina. Ci fu un tempo in cui si apprendevano dal Catechismo almeno i fondamenti della propria fede. Ed il Catechismo, quello detto di san Pio X, era molto chiaro: «Gli eretici sono i battezzati che si ostinano a non credere qualche verità rivelata da Dio e insegnata dalla Chiesa, per esempio, i protestanti» (n. 127) ed ancora: «Superstizione è l’uso di riti sconvenienti, vani o proibiti dalla Chiesa» (n. 172).
Oggi non è più così. Oggi, nella nuova “Chiesa della misericordia”, sulle questioni religiose regna un’ignoranza invincibile, il rispetto umano ha sostituito il timor di Dio, l’ecumenismo ed il dialogo interreligioso han sostituito l’annuncio, persino i pastori non son più gli stessi – in genere i buoni, vecchi parroci –, bensì quelli protestanti ed ai battezzati si preferisce insegnare Lutero.
A Pescara, ad esempio, è così: qui, per il prossimo 20 gennaio, in piena Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani, la locale Arcidiocesi ha promosso un incontro dal titolo Il Protestantesimo a 500 anni dalla Riforma, con tanto di maiuscole sulla locandina; in cattedra, non un prete od un esperto cattolico, bensì il teologo e pastore luterano Hans Michael Uhl. Un’iniziativa subito accolta a braccia aperte dal Comune a guida Pd, che per l’occasione ha messo a disposizione la sala consiliare. E per convincere i titubanti, ecco il marchio della Curia con il direttore dell’Ufficio diocesano per il Dialogo Ecumenico, don Achille Villanucci, a far da moderatore e garantire e rassicurare i dubbiosi.
Nulla di cui stupirsi: a guidare la Chiesa locale è mons. Tommaso Valentinetti, che del dialogo interreligioso ci tiene ad essere un alfiere. In un’intervista rilasciata oltre un anno fa al giornale Il Centro non ha esitato a parlare della necessità di «un cammino di integrazione» con la comunità musulmana, pur criticando «il fondamentalismo» di alcuni settori islamici. Precisando però subito dopo di temere assai di più e di voler anzi prendere nettamente le distanze «dal fondamentalismo cattolico, quello che usa il crocefisso come una clava», inventandosi così un nemico che non c’è. E, se questa è l’apertura verso i musulmani, figuriamoci verso i protestanti.
Mons. Valentinetti ci tiene ad esser all’avanguardia nel “Bergoglio-pensiero”, tanto d’aver dichiarato già un anno fa che, qualora «papa Francesco ci dovesse dare indicazioni di partecipazione all’Eucarestia» per conviventi e divorziati risposati, «noi siamo già pronti per tutto il lavoro fatto». Del resto, «sono persone che possono stare nella comunità parrocchiale, il Papa lo ha detto, non sono scomunicate», rivelando così una certa confusione di piani e cancellando con un colpo di spugna la prudenza pastorale valsa fino a Benedetto XVI compreso.
Presidente nazionale di Pax Christi per due mandati, dal 2002 al 2009, mons. Valentinetti fece discutere lo stesso mondo cattolico per il suo appello che nel 2004 rivolse a tutti i parlamentari, affinché affossassero il rifinanziamento della missione militare in Iraq, sposando in pieno quell’ondata pacifista, che in quegli anni attraversava il Paese. Soltanto due anni dopo, sulle colonne de Il Secolo XIX, riprese a 15 anni di distanza il caso del G8 di Genova per scagliarsi contro le privatizzazioni, mentre respinse al mittente – ovvero all’on. Sandro Bondi – l’opuscolo dal titolo I frutti e l’albero: cinque anni di governo Berlusconi alla luce della Dottrina Sociale della Chiesa, assecondando così l’andazzo “progressista” dilagante nei salotti buoni.
Che ora nelle Diocesi siano i pastori protestanti a salire in cattedra ed a pretender d’insegnare ai Cattolici non stupisce. Ciò ricorda san Girolamo, quando in Commentum in Matthaeum 7 attribuiva agli eretici quella qualifica di «falsi profeti» che ritroviamo in Mt 7, 15-16: sono coloro che si rivestono con abiti esteriori di vita di pietà e di penitenza, ma il cui cuore non possiede i sentimenti di Cristo, poiché allontanano dal Magistero della Chiesa e ne calpestano la retta Dottrina. Ci pensino bene le Curie e le Diocesi, prima di affidar loro i propri fedeli… (Mauro Faverzani)

3 commenti:

  1. diocesi che vai ecumenismo trovi:Diocesi di Cagliari.it....più di un incontro ecumenico e nella parrocchia dell'Annunziata a Cagliari un bel corso di yoga....possibile che l'arcivescovo Miglio lo permetta non potendo non sapere dai documenti vaticani che sono pratiche che niente hanno a che fare con l'insegnamento di Cristo?Signore soccorrici presto prima che troppe anime si perdano seguendo questi pessimi pastori!AQmen!

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  2. Come si dice: tutti i gusti son gusti!:- C'è chi ama e apprezza i tortellini, c'è chi apprezza le buone bistecche, c'è chi apprezza i dolci, e c'è chi apprezza.... il letame. Che vogliamo farci? C'è chi ama nuotare nell'acqua fresca e ben pulita,e qualcun altro nel liquame. Poveretti, se questi vogliono nuotare nel liquame e mangiare il letame :chi siamo noi per giudicare??!!!!!!!!. A buon intenditor ..... jane

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  3. una volta era "Ottavario di preghiera per la conversione dei non cattolici (i.e. per l’unità dei cristiani)" adesso nella diocesi di Cagliari non si limitano a pregare per il ritorno degli scismatici alla vera e unica chiesa di Cristo ma potete notare nel programma vanno in queste false chiese:Otto giorni intensi di meditazione e di preghiera. Un fitto calendario dunque quello predisposto nel territorio sul tema generale individuato dalla Chiesa per l’unità dei cristiani dal 18 al 25 gennaio. Ogni sera, tranne domenica 22, la chiesa cagliaritana di san Lorenzo, sulla cima del colle di Buoncammino, ospita un ciclo di lectio divina sul testo della lettera ai Corinzi, dalla quale è tratto il tema scelto per questo ottavario: «L’amore di Cristo si spinge verso la riconciliazione», a cura di monsignor Mario Ledda.
    La prima tappa dell’Ottavario è prevista mercoledì 18 alle 19 nel Seminario regionale di Cagliari dove si medita sul tema «Uno solo morì per tutti». Il giorno dopo, giovedì 19, alle 16.30, la preghiera si sposta al carcere di Uta, dove si approfondisce il tema «Vivere non più per se stessi». Venerdì 20 invece la tappa celebrativa è prevista nella chiesa cristiana avventista del settimo giorno, in via Satta a Cagliari, dove la meditazione ruota intorno al «Non considerare più nessuno con i criteri di questo mondo».
    Sabato 21 alle 19 nella chiesa cagliaritana di san Lorenzo si tratta il tema «Le cose vecchie sono passate», mentre domenica 22 è prevista alle 18 la celebrazione ecumenica della parola di Dio, nella chiesa evangelica battista di viale Regina Margherita a Cagliari.
    Concludono le celebrazioni dell’ottavario i tre momenti previsti, da lunedì 23 a mercoledì 25 alle 19, nella parrocchia di san Giovanni Bosco a Selargius, nella chiesa cagliaritana di sant’Ignazio e nella chiesa cittadina di Cristo Re. Al centro di questi tre momenti il tema della riconciliazione, sulla scia del tema posto al centro delle celebrazioni.

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