ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

giovedì 26 gennaio 2017

Malta come le Falkland?

Il Papa "commissaria" l'Ordine di Malta, ora si aspetta la punizione per il cardinale Burke
Clamorosa decisione del Papa contro l'Ordine di Malta: "impone" le dimissioni al Gran Maestro Festing e annuncia un Delegato Pontificio per il governo dell'Ordine. Si distrugge così la sovranità di un Ordine che vanta rappresentanze diplomatiche in oltre cento paesi. Ma si capisce che obiettivo è il cardinale Burke, patrono dell'Ordine, da tempo nel mirino per le resistenze alla lettura progressista dell'Amoris Laetitia.





Il duro e inusuale intervento di papa Francesco che ha forzato alle dimissioni il Gran Maestro Robert Matthew Festing per poi annunciare una sorta di commissariamento del Sovrano Militare Ordine di Malta, pare essere soltanto l’inizio di un terremoto sia nella Chiesa sia nel campo dei rapporti internazionali.

In gioco ci sono molte questioni importanti: la corrispondenza delle attività caritative alla dottrina della Chiesa e l’autonomia di un ente sovrano, anzitutto, ma appare ormai evidente che l’esasperazione dei toni ha come obiettivo la testa del cardinale Raymond L. Burke, che dell’Ordine di Malta è il cardinale patrono, una figura un po’ assistente spirituale e un po’ diplomatico vaticano presso l’Ordine. Burke, tra i cardinali che più manifestano perplessità per alcune scelte e decisioni di papa Francesco e uno dei quattro firmatari dei Dubia circa l’Amoris Laetitia, è da tempo nel mirino, tanto che già la nomina a patrono dell’Ordine di Malta nel novembre 2014 era stata una degradazione rispetto alla carica di prefetto del Tribunale della Segnatura apostolica che ricopriva allora.
Come è noto, la crisi ha inizio quando lo scorso novembre il Gran Maestro Festing destituisce il Gran Cancelliere Albrecht Freiherr von Boeselager, reo di aver favorito la distribuzione di contraccettivi in Africa e Asia all’interno di programmi di sviluppo finanziati dall’Ordine. Boeselager respinge le accuse, non accetta la destituzione e chiede l’intervento della Santa Sede che, in effetti nomina una commissione, presieduta dall’arcivescovo Silvano Tomasi, incaricata di appurare come si sono svolte le vicende. A nome dell’Ordine di Malta, Festing dichiara la volontà di non collaborare con la commissione vaticana, ritenuta un’indebita ingerenza nelle vicende interne di un ente sovrano. Pronta risposta della segreteria di Stato che rivendica la legittimità dell’indagine, che è solo conoscitiva, ma il braccio di ferro va avanti (per approfondire gli eventi clicca qui) fino alla svolta inaudita del 24 gennaio. 
Nel tardo pomeriggio papa Francesco ha convocato Festing e gli ha chiesto le dimissioni immediate, inducendolo a scrivere alla sua presenza la lettera richiesta. Non sappiamo ovviamente tutti i contenuti del colloquio ma la pressione morale deve essere stata fortissima se Festing ha accettato di rimangiarsi il comunicato di pochi giorni prima in cui rivendicava con fierezza la sovranità dell’Ordine. E ci sono anche voci secondo cui nella lettera di dimissioni ci potrebbero essere riferimenti al ruolo attivo che il cardinale Burke avrebbe avuto nella destituzione di Boeselager. 
In effetti da quando il caso è esploso, dagli ambienti vicini a papa Francesco si insiste molto sulle presunte responsabilità di Burke che avrebbe millantato un inesistente sostegno del Papa alla decisione di silurare il Gran Cancelliere. È interessante da questo punto di vista notare come su questo punto insista molto la testata Vatican Insider, il cui lavoro di cecchinaggio – come si sa - è implacabile. Invano Burke nega la circostanza e il fatto che come cardinale patrono non ha voce in capitolo in decisioni che sono frutto di procedure interne dell’Ordine. Le accuse nei suoi confronti sono un crescendo, malgrado sia chiaro che dietro lo scontro nell’ordine ci siano divisioni che si trascinano da anni tra diverse cordate nazionali arricchite recentemente da un contenzioso intorno a un lascito di 120 milioni di euro depositati in un trust in Svizzera (clicca qui). 
In ogni caso ieri, 25 gennaio, la Sala Stampa della Santa Sede – con involontario umorismo - ha comunicato l’avvenuta accettazione delle dimissioni del Gran Maestro Festing. Inoltre ha annunciato la prossima nomina di un Delegato Pontificio chiamato a governare l’Ordine (affidato nell’interim al Gran Commendatore). In altre parole l’Ordine di Malta è da considerarsi “commissariato” dalla Santa Sede.
Si tratta di una decisione senza precedenti che ha provocato grosso sconcerto e non mancherà di avere ripercussioni internazionali: l’Ordine di Malta è infatti un ente sovrano, uno Stato senza territorio, che ha anche accreditato un ambasciatore presso la Santa Sede. Come ha notato il settimanale inglese The Catholic Herald, la decisione del Papa equivale a una vera e propria annessione, una palese violazione del diritto internazionale che, in prospettiva, mette a rischio anche l’indipendenza della Santa Sede. Con un precedente di questo genere, come potrebbe infatti difendersi legalmente la Santa Sede se, ad esempio, un giorno «il governo italiano scegliesse di vedere l’indipendenza della Città del Vaticano come una formalità anacronistica»? 
Nel presente intanto, la decisione rischia di distruggere la millenaria attività dell’Ordine di Malta, presente in tutto il mondo con «opere di misericordia verso gli ammalati, i bisognosi e le persone prive di patria», come recita la Costituzione. La presenza dell’Ordine di Malta in oltre cento paesi è garantita dalla rappresentanza diplomatica, che oggi potrebbe essere messa in seria discussione proprio per questa perdita di sovranità.
Sarebbe un clamoroso autogol per la Chiesa, e sarebbe davvero incomprensibile se poi si confermasse che un obiettivo è la testa del cardinale Burke. L’insistenza con cui lo si accusa di essersi fatto scudo del Papa per silurare un personaggio non gradito – ignorando peraltro la sua smentita – lascia presagire la volontà di una punizione pesante (per un cardinale è tra le peggiori accuse). A maggior ragione se venisse confermata la “confessione” imposta al Gran Maestro Festing. Si potrebbe pensare addirittura che si voglia cogliere l’occasione per arrivare a quella punizione invocata da alcuni prelati all’indomani della pubblicazione dei Dubia per i cardinali che li avevano firmati: ovvero la revoca della porpora.
Ad ogni modo l’impressione è che siamo solo all’inizio.
di Riccardo Cascioli
26-01-2017


Tra Roma e Malta, grande è il disordine sotto il cielo


Malta
Una notizia, due comunicati tra loro stridenti, un mistero. Così sono precipitate le sorti, tra il 24 e il 25 gennaio, del Sovrano Militare Ordine di Malta.
La notizia sono le dimissioni del Gran Maestro dell'Ordine, Fra' Matthew Festing.
Fonti ufficiali dell'Ordine hanno riferito che papa Francesco ha ricevuto in udienza il Gran Maestro nel pomeriggio di martedì 24 gennaio, "gli ha chiesto di dimettersi e lui ha accettato".
A Settimo Cielo è stato anche assicurato che il papa ha esortato il Gran Maestro a procedere secondo le costituzioni dell'Ordine per quanto riguarda l'interim e la nomina del successore.
E questo è ciò che trova conferma nel comunicato che l'Ordine ha pubblicato mercoledì 25 gennaio, attorno a mezzogiorno, sul proprio sito ufficiale:
"Il Gran Magistero del Sovrano Ordine di Malta comunica che il Gran Maestro Fra’ Matthew Festing ha convocato il Sovrano Consiglio in seduta straordinaria per il giorno 28 gennaio per l’accettazione della sua rinuncia all’ufficio di Gran Maestro. Questo prevede La Carta Costituzionale del Sovrano Ordine di Malta all’articolo 16".
Nelle stesse ore di mercoledì, però, la sala stampa della Santa Sede ha emesso quest'altro comunicato:
"Ieri, 24 gennaio 2017, nell’udienza con il Santo Padre, Sua Altezza Em.ma Fra’ Matthew Festing ha rassegnato le dimissioni dall’ufficio di Gran Maestro del Sovrano Militare Ordine di Malta.
"Oggi, 25 gennaio, il Santo Padre ha accettato tali dimissioni, esprimendo a Fra’ Festing apprezzamento e riconoscenza per i sentimenti di lealtà e devozione nei confronti del Successore di Pietro e la disponibilità a servire umilmente il bene dell’Ordine e della Chiesa.
"Il governo dell’Ordine sarà assunto ad interim dal Gran Commendatore finché verrà nominato il Delegato Pontificio".
Sono almeno due, nel comunicato vaticano, i punti stridenti.
Il primo è l'enfasi sull'accettazione della rinuncia di Festing da parte del papa, prima ancora che essa sia accettata dal Sovrano Consiglio, sia "comunicata al Santo Padre" e con ciò sia resa "efficace" a norma di quelle procedure costituzionali che lo stesso papa ha esortato a rispettare.
Il secondo è un autentico mistero e riguarda la natura di quel "delegato pontificio" di cui si è annunciata la nomina.
La locuzione adottata ha fatto pensare a una sorta di commissario esterno imposto dalla Santa Sede all'Ordine. Ma non si capisce sopra chi o al posto di chi, se papa Francesco in persona ha esortato a procedere alla regolare elezione di un nuovo Gran Maestro.
*
Qui di seguito sono riprodotti gli articoli della Carta Costituzionale dell'Ordine di Malta che si riferiscono alle questioni in oggetto, e contro i quali più si pone in urto il Vaticano:
Art. 3 § 1 - L’Ordine è soggetto di diritto internazionale ed esercita le funzioni sovrane.
Art. 4 § 1 - L’Ordine è persona giuridica riconosciuta dalla Santa Sede.
Art. 4 § 6 - La natura religiosa non esclude l’esercizio delle prerogative sovrane spettanti all’Ordine in quanto soggetto di diritto internazionale riconosciuto dagli Stati.
Art. 13 § 3 - L’elezione del Gran Maestro va comunicata al Santo Padre, prima dell’assunzione della carica, con lettera dell’eletto.
Art. 16 - La rinuncia all’officio di Gran Maestro deve essere accettata dal Sovrano Consiglio e comunicata, a pena di inefficacia, al Santo Padre.
Art. 17 § 1 - In caso di impedimento permanente, di rinuncia o di morte del Gran Maestro, l’Ordine è retto da un Luogotenente Interinale nella persona del Gran Commendatore, il quale può compiere atti di ordinaria amministrazione, fino alla cessazione della vacanza dell’officio.
Art. 17 § 5 - La rinuncia del Luogotenente di Gran Maestro deve essere accettata dal Sovrano Consiglio con delibera comunicata, a pena di inefficacia, al Santo Padre.
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La crisi che sta travolgendo l'Ordine di Malta è precipitata con le dimissioni imposte dal Gran Maestro il 6 dicembre scorso al Gran Cancelliere Albrecht Freiherr von Boeselager, il quale si appellò alla Santa Sede e ottenne da parte del papa la nomina di una commissione marcatamente a lui favorevole incaricata di esaminare le ragioni del dissidio, commissione però respinta dal Gran Maestro come un'invasione illegittima della sovranità dell'Ordine.
Il dissidio viene tuttavia da più lontano e vede contrapporsi ai difensori dell'originario profilo religioso dell'Ordine – ridotto oggi a poche decine di membri con i voti – i fautori di una "laicizzazione" dello stesso, particolarmente forti nella componente tedesca, la più numerosa ed attiva nel campo dei soccorsi umanitari.
La più dettagliata e documentata ricostruzione della vicenda è in questi due servizi di Edward Pentin per il National Catholic Register:
Mentre questi sono i comunicati emessi in successione dall'Ordine di Malta, prima di oggi:


Settimo Cielo di Sandro Magister 25 gen 


ECCO TUTTA LA VERITA’ SULLA GUERRA ALL'ORDINE DI MALTA/CAPITOLO 1 - COSA C’E’ DIETRO IL SILURAMENTO DI BOESELAGER E FESTING E IL PUGNO DURO DI BERGOGLIO? UNA RICCA DONAZIONE DI 120 MILIONI DI FRANCHI SVIZZERI, PARADISI FISCALI E LA LOTTA TRA TEDESCHI E ITALIANI SUL DESTINO DEL PATRIMONIO


cavalieri dell ordine di malta (6)CAVALIERI DELL ORDINE DI MALTA (6)
Dagoreport

Un ricco signore francese, Jehan du Tour, lascia in eredità una fondazione in Lichtenstein di circa 120 milioni di franchi svizzeri, nominando suoi eredi due persone fisiche e due associazioni benefiche, gli Ospedalieri di San Giovanni di Dio e l'Associazione Francese dell'Ordine di Malta.

L'esecutore testamentario, signora Ariane Slinger, residente a Ginevra, decide di creare un trust di diritto neozelandese - Caritas pro Vitae GRADU Charitable Trust - di cui diviene trustee (Il trust impedisce la divisione del patrimonio, il trustee assegna i redditi ai beneficiari).
cavalieri dell ordine di malta (4)CAVALIERI DELL ORDINE DI MALTA (4)

La signora Slinger è amministratore di una società  (Ace Trustees SA), specializzata nella gestione di patrimoni e nella gestione offshore di fondi e capitali. È direttore o ha interessi indiretti di numerose società basate in paradisi fiscali come le Bahamas, Dubai e la Russia (Selectus Capital limited, Gothard Capital limited, Valuta Capital limited, Maximus Capital limited, Yanni Management limited, Mickey Management limited e numerose altre) e tramite queste dirige un impero finanziario offshore che mette a disposizione dei suoi clienti.
Monsignor Silvano TomasiMONSIGNOR SILVANO TOMASI

Nel 2008 viene anche coinvolta nell'affare La Garde-Tapie (403 milioni di euro percepiti da Tapie per una lite con il Credit Lyonnais) per aver messo in contatto il Tapie con Pierre Condamin-Gerbier, banchiere a Ginevra poi condannato. La Slinger è più volte nominata in siti di giornalismo di inchiesta, come l'offshore leaks database ed il Panama leaks database.

Nel 2012, dopo la morte del benefattore, l'Ordine di Malta viene a conoscenza di tutto, grazie ad un proprio membro francese residente a Montecarlo, e cita in giudizio la Slinger davanti al tribunale di Ginevra. Il giudizio è ancora pendente, si ritiene che in caso di esito positivo, il giudizio potrebbe proseguire in sede penale contro la Slinger.

Marc OdendallMARC ODENDALL
A Ginevra risiede Monsignor Silvano Tomasi, nunzio apostolico ed osservatore permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite a Ginevra. Monsignor Tomasi crea una fondazione (Caritas in Veritate) diventandone Presidente, ove chiama a servire come Tesoriere Marc Odendall, un banchiere d'affari, con una vasta esperienza, specialmente nel settore del supporto (IPO) alle imprese tecnologiche. Alice de la Rochefoucauld viene nominata direttore.

Nella fondazione viene nominata membro del board Marie Therese Pictet Althann, ambasciatore ed osservatore permanente dell'Ordine di Malta presso le Nazioni Unite. Attraverso la fondazione Caritas in Veritate vengono organizzati numerosi convegni, anche coinvolgendo un banchiere libanese (Société Générale de Banque), Marwan Senhaoui, presidente dell'associazione Libanese dell'Ordine di Malta, il quale presenta le esperienze maturate con un gruppo di volontari dell'Ordine, impegnati in un campo per profughi siriani gestito dalla Caritas.

Marie Therese Pictet AlthannMARIE THERESE PICTET ALTHANN
Monsignor Tomasi, molto legato alla Segretaria di Stato del Vaticano,  fa conferire l'onorificienza di Commendatore dell'Ordine di San Gregorio Magno, sia ad Odendall che a Pictet. Odendall viene anche nominato nel board dell'AIF Vaticana e Monsignor Tomasi, al termine dell'incarico a Ginevra, viene nominato membro del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace.

Dopo l'elezione dell'ultimo Governo dell'Ordine di Malta (2014), Boeselager, Gran Cancelliere, decide di trattare le proposte della  Slinger, per una transazione sull'eredità du Tour. Nel luglio 2014 Odendall predispone una dettagliata relazione, facendosi aiutare da Sehnaoui, conosciuto nel maggio 2014 durante il pellegrinaggio a Lourdes.

Un fitto interscambio di e-mail inizia fra Odendall, Boeselager, Sehnaoui e Tomasi. La Slinger indirizza Mons. Tomasi come “Caro Silvano”. Forse anche la Segreteria di Stato viene informata. Il Gran Maestro rifiuta ogni transazione. Il giorno successivo alla cessazione dell'incarico di Boeselager, due alti dignitari dell'Ordine chiedono al Gran Maestro di essere autorizzati a firmare la transazione con Slinger, ricevendo un ulteriore rifiuto.
PAPA BERGOGLIO E FESTINGPAPA BERGOGLIO E FESTING

Dopo una forte pressione del Cardinale Patrono, Boeselager viene cessato dal Suo incarico. Una commissione etica interna all'Ordine condanna una distribuzione di profilattici ed anticoncezionali fatta tramite il Malteser International in Myanmar, Kenya e Sud Sudan. Tale condanna viene confermata dal Cardinale Gherard Muller, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede. Boeselager è  indicato come ultimo responsabile, ed inizialmente tenta di insabbiare e nascondere i fatti.
Albrecht Freiherr von BoeselagerALBRECHT FREIHERR VON BOESELAGER

Qualche giorno dopo la Segreteria di Stato nomina una commissione di indagine di cinque persone, fra cui sono nominati Monsignor Tomasi, Odendall e Senhaoui. Questa commissione predispone per il Santo Padre una relazione terribile sul Gran Maestro e rifiuta di rivedere il suo rapporto, nonostante il sollecito del  Santo Padre che voleva chiudere in maniera meno traumatica la vicenda.

Questa è solo un episodio di un lungo contrasto che oppone chi vuol mantenere il carattere religioso dell'Ordine di Malta anche nelle opere di soccorso ed assistenza, da chi vorrebbe trasformarlo in una organizzazione non governativa laica. I prossimi passi? Magari nominare Gran Maestro dell’Ordine Odendall, o la signora Slinger. Mille anni di storia dell'Ordine di Malta saranno così cancellati, dal Papa che viene dalla fine del mondo. 
PAPA BERGOGLIO E FESTING
PAPA BERGOGLIO E FESTING

PAPA BERGOGLIO E FESTING

PAPA BERGOGLIO E FESTING





Il presidente tedesco dell’Ordine di Malta attacca il cardinale Burke

raymond burkeIl presidente tedesco dell’Ordine di Malta ha attaccato, con una violenza verbale inaudita, i suoi superiori all’interno dell’Ordine di Malta, il maestro dell’Ordine Matthew Festing e il cardinale protettore Raymond Leo Burke.
Parlando al National Catholic Register, Erich Lobkowicz ha detto che è in corso “una battaglia intorno a tutto ciò che rappresenta il Papa Francesco” da parte di “una piccola cricca di vecchi pignoli estremisti e irriducibili, che hanno perso il treno in ogni modo”.
Lobkowicz si unisce così al piccolo gruppo dei presidenti nazionali dell’Ordine di Malta che considerano Festing e il cardinal Burke “malfattori” per aver rimosso Albrecht Freiherr von Boeselager dall’Ordine dopo che lo stesso è stato coinvolto in una distribuzione di mezzi contraccettivi in Africa, in chiara opposizione al magistero della Chiesa Cattolica, che il Sovrano Ordine Militare di Malta rispetta.
Adam Loon Otter