ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

domenica 12 febbraio 2017

A Farewell to Arms?

Fraternità, addio!


Tutto sembra indicare che stiamo assistendo alla lenta e penosa morte della Fraternità Sacerdotale San Pio X, per mano degli astuti modernisti romani e dei liberali oggettivamente traditori della Fraternità, forse soggettivamente ingenui, Dio lo sa.
Tutta una serie di interviste a Mons. Fellay e a Mons. Pozzo stanno preparando l’opinione pubblica a dare il benvenuto alla notizia dell’erezione della prelatura San Pio X.

A quel punto, dopo molti anni di persistente lavoro, il diavolo avrà raggiunto il suo scopo: demolire il gran baluardo creato da Mons. Lefebvre in difesa della Tradizione e per combattere il modernismo scatenatosi nel concilio Vaticano II.

Mons. Fellay, in tutte queste interviste e nei suoi discorsi, basa la sua argomentazione su due temi fondamentali.

Il primo è che oggi Roma accetta di discutere quello che ieri era l’indiscutibile Vaticano II.
Per Mons. Fellay, questo sarebbe un segno che a Roma sarebbero disposti a correggere gli errori del Vaticano II. Ma discutere qualcosa significa solo due cose: o riprovare e condannare quello che si discute o approvarlo ed accettarlo. Discutere non equivale necessariamente a condannare.
Per Mons. Fellay, discutere significa anche mettere in dubbio. Ma non è così che l’intendono i modernisti a Roma. Loro, infatti, sapendo esattamente cosa significa il Concilio, intendono applicarlo fino alle sue ultime conseguenze, e ne hanno il potere, nonostante ci sia un piccolo gruppo che osa dire qualcosa contro.

L’unica cosa che dovrebbe dire la Fraternità a Roma è: rigettiamo categoricamente il Concilio.
Com’è possibile discutere qualcosa che tanti seri studi teologici – anche da parte della Fraternità – hanno abbondantemente dimostrato che debba condannarsi e che non ha valore come magistero della Chiesa?
Com’è possibile discutere e non rigettare decisamente ciò che Mons. Lefebvre indicò come il male peggiore di tutta la storia della Chiesa?

Lo stesso Segretario dell’Ecclesia Dei, Mons. Pozzo, ha appena detto, senza discussioni: “Un buon cattolico non può rifiutare il Concilio”. Pertanto il Concilio, in sé, continua ad essere inamovibile e indiscutibile.

La Fraternità ha accettato di entrare nella logica della ratzingeriana “ermeneutica della continuità”, per “interpretare cattolicamente” ciò che è premeditatamente infestato di errori. A questo modo essa condivide il machiavellismo dei liberali romani, per imporre il soggettivismo invece della dottrina oggettiva.

Qualche volta, Mons. Fellay, seguendo Mons. Williamson,  ha detto che il Vaticano II è una torta in cui qualcuno ha messo e mescolato del veleno, e che quindi è tutto da buttare. Ma poi, dimenticando quelle parole, ha affermato che il 95% del Vaticano II è buono e accettabile. Oggi dice di essere disposto a discuterlo, che non significa certo che bisogna rifiutarlo.
Il fatto è che Mons. Fellay, come Eva, si è messo a discutere col diavolo, e il diavolo è così astuto che ha saputo intrappolare questi orgogliosi liberali della Fraternità nelle sue scenografie seduttrici, con la famosa promessa: “non morirete”.


Ma la campagna libertaria di Mons. Fellay si centra soprattutto su un secondopunto, che consiste – con toni diversi nelle varie interviste – nel “sine qua non”.
Questo secondo punto sarebbe – come ha detto nella sua recente intervista televisiva - “per noi la condizione necessaria è la condizione della sopravvivenza”.

In questa stessa intervista, Mons. Fellay dice, per esempio, che non accetterà la libertà religiosa, ma in realtà si contraddice, perché sta accettando che Roma applichi alla Fraternità il principio della “libertà religiosa”, tollerandola nel suo seno, nell’ambito della sua neo-religione mondialista. L’errore non può accettare una verità che lo contraddica.

Forse per caso esageriamo parlando di Roma che professa e serve un’altra religione?

Vediamo quello che diceva Mons. Tissier de Mallerais in un sermone per le ordinazioni sacerdotali, già nel lontano 27 giugno 2002:

Parlando della religione modernista di Roma e dopo un’eccellente analisi della stessa, diceva: “questa nuova religione che consiste non solo in un culto nuovo, ma in una nuova dottrina”… “tanto nei suoi dogmi che nel suo culto, la nuova religione ha svuotato la nostra religione cattolica della sua sostanza” … “Questa nuova religione, carissimi fedeli, non è altro che una gnosi. Penso che sia il termine che meglio descriva la sua caratteristica, poiché si tratta di una religione senza peccato, senza giustizia, senza misericordia, senza penitenza, senza conversione, senza virtù, senza sacrificio, senza sforzo, ma semplicemente un’autocoscientizzazione. Una religione puramente intellettualistica: una pura gnosi.”
E concludeva con queste durissime parole: “E allora, carissimi futuri diaconi e sacerdoti, abbiate la certezza che io non vi ordino diaconi e sacerdoti per essere dei diaconi e dei sacerdoti di questa religione gnostica. 
E sono convinto che questa era anche la vostra intenzione: ricevere oggi il sacerdozio cattolico, dalle mani della Chiesa Cattolica, e non ricevere un sacerdozio gnostico dalle mani di non so quale sistema gnostico. Rigettiamo con orrore, carissimi fedeli, carissimi ordinandi, questa religione naturalista, intellettualista, che non ha niente a che vedere con la religione cattolica, e restiamo invece fermamente, sempre piú fermamente convinti della ragione della nostra battaglia, della ragione del nostro sacerdozio.”

Dove è andato a finire quell’orrore per la religione naturalista e gnostica della Roma modernista?
Forse si pretende rigettare questa falsa religione senza rigettare coloro che la professano e la diffondono?
Oggi Mons. Tissier ha accettato di partecipare al giubileo della falsa misericordia di Francesco e quelle parole non le ha più pronunciate: è per questo che Roma non ha avuto problemi ad autorizzare le ordinazioni sacerdotali della Fraternità; perché oggi la Fraternità non combatte più contro gli gnostici, i massoni, i modernisti, ma cerca di essere tollerata da quegli stessi che non dovrebbe mai smettere di combattere.

La prova più flagrante la dà lo stesso Mons. Fellay, quando non cessa di elogiare il più distruttore dei modernisti: Francesco, allo scopo di ottenere di “rimanere come siamo”, mentre Roma rimane anch’essa com’è: apostata e modernista.

Il problema si pone in questi termini: è la Fraternità che ha un problema da risolvere e non la Roma modernista e apostata.
Dice Mons. Fellay: “Credo che non sia necessario aspettare che nella Chiesa sia tutto regolato, che tutti i problemi siano risolti.”
Ma Mons. Pozzo dice che è la Fraternità che deve giungere alla “piena comunione”. Se la Fraternità non è in “piena comunione” è perché ha un problema da risolvere. E Roma pretende che essa sarà ricevuta dopo aver risolto questo problema.
In tutta questa storia, è Roma che ha il coltello per il manico, nonostante Mons. Fellay pretenda di far credere agli incauti che sarebbe lui a porre le condizioni a Roma.

Mons. Fellay aspetta le garanzie da Bergoglio. E’ come se Eva, prima di accettare il frutto proibito, avesse chiesto al diavolo di firmare una carta su cui stesse scritto: “Non morirete”. Ma Eva non pensò di chiedere un timbro prima di assaporare il frutto proibito.

Si renderà conto Mons. Fellay che sta compromettendo la salvezza della sua anima, trascinando con sé le migliaia di fedeli di cui mette in pericolo la fede?
E i sacerdoti della Fraternità, sono così ciechi o intimoriti da non riuscire a vedere tutto questo e a reagire? E sono incapaci di far loro le parole della Sapienza Divina?:

La tua bontà è davanti ai miei occhi

e nella tua verità dirigo i miei passi.

Non siedo con gli uomini mendaci

e non frequento i simulatori.
Odio l’alleanza dei malvagi,

non mi associo con gli empi.

(Salmo 26, 3-5)




Articolo pubblicato sul sito spagnolo Syllabus 

1 commento:

  1. "Mons. Fellay aspetta le garanzie da Bergoglio" dopo che il v.d.r. ha portato la chiesa al tradimento totale del mandato di Gesù ,che solo la correzione di Dio per mezzo dei cardinali alla quale si unirà la maggior parte dei cristiani potrà porre rimedio, in cosa potrebbe mai trovarsi d'accordo..... e credere alle garanzie...di lui poi...

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