ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

mercoledì 1 febbraio 2017

“Con due piedi in una scarpa”?

A proposito del riconoscimento canonico della Fraternità Sacerdotale San Pio X


Un articolo di Domenico Savino



Abbiamo letto con interesse un articolo pubblicato da Domenico Savino sul sito EFFEDIEFFE, il 24 gennaio, nel quale l’Autore svolge un suo ragionamento che ci sembra condivisibile e dà delle indicazioni che si sembrano parecchio interessanti.
I lettori, se vogliono, possono procurarsi l’articolo in questione, ma per intanto noi pensiamo sia il caso di esprimere le nostre considerazioni.

Savino suggerisce che l’attuale strategia di Bergoglio non sarebbe altro che una sorta di brillante idea sorta in quel di Bologna, in quella cosiddetta “scuola” che ha scritto una monumentale storia del Vaticano II e che non ha smesso di promuovere il noto “spirito del Concilio”, cioè quella tendenza di pensiero, supermodernista, che ha voluto che il Vaticano II fosse una vera rivoluzione in grado di annullare 2000 anni di storia e di magistero della Chiesa, in favore di una nuova Chiesa, ancora nominalmente “cattolica”, ma di fatto, “mondialista” e più dedita agli insegnamenti del mondo e al soddisfacimento delle sue esigenze terrene, che agli insegnamenti di Dio e ai Suoi disegni celesti.

Scrive Savino: «La strategia è questa: legittimarli senza condizioni, per farli
immediatamente dopo prigionieri

E considera che questa sorta di trappola corre il rischio di scattare senza che gli interessati se ne avvedano e soprattutto senza che si avvedano che Bergoglio in realtà vuole stanarli, farli uscire allo scoperto. Secondo quanto a suo tempo suggerito da Melloni,  uno dei soloni pensanti – si fa per dire – della detta “scuola”:
Tre pontefici hanno cercato invano una composizione con chi ha prodotto lo scisma anticonciliare e cercava, negoziando, di indebolire la fedeltà della Chiesa al Vaticano II. Le trattative hanno fallito facendo immense rovine e hanno portato al papato sconfitta e dileggio. Una buona occasione ‘coram Deo’ per dichiarare che il Concilio e la Chiesa che ne è derivata sono oggi così forti e radicati nella carne della Chiesa che, in modo unilaterale e senza condizioni, si riconosce che questi figli sono in comunione con Roma, anche se misconoscono cose essenziali, ma che da qui in poi dovranno attenersi alla disciplina ecclesiastica in tutto e per tutto.

Insomma, come dicono a Napoli, “chi ha avuto, ha avuto, ha avuto…
chi ha dato, ha dato, ha dato…
scurdámmoce ‘o ppassato”, ma da oggi in poi rientrate a pieno titolo, e al pari degli altri farete quello che fanno gli altri, attenti a stare  “con due piedi in una scarpa” come dei bravi cattolici che ubbidiscono al loro caro Papa.

Savino conclude dicendo che sarebbe meglio che la Fraternità ignorasse questo canto delle sirene, ma lui scriveva il 24, ed oggi le cose sono precipitate, la trappola è scattata e Mons. Fellay ne parla tutto felice e contento, pubblicamente, in un’intervista.

Possiamo quindi considerare che questi ottimi spunti di riflessione, ormai inutili per i vertici della Fraternità, contenti di essersi ficcati nella trappola mortale della “psico-chiesa bergogliana”, possano servire a tanti fedeli, sacerdoti e laici, che in queste ore sono assillati dal problema di coscienza di scegliere se continuare, anche da soli, a portare avanti la battaglia di Mons. Lefebvre, o abbandonarsi al corso dei tempi e alle voglie malsane di Mons. Fellay e compagni, aspettando che Bergoglio, o chi per lui,  tra un po’ ne faccia carne da macello.

In effetti, fatto il giro di boa, da adesso tanti sacerdoti e tanti fedeli laici sono di fronte alla grave responsabilità di dover camminare con le proprie gambe, e di decidersi a fare corpo comune, sia per resistere al richiamo della foresta dei lupi famelici che da 50 anni sbranano il corpo della Chiesa, sia per restare saldi nella fede avvalendosi dello stare spalla a spalla con tanti amici e fedeli compagni di viaggio di questi ultimi 40 anni.

Preghiamo!
Perché Iddio ci aiuti e la Santa Vergine ci copra col suo materno manto celeste.






di
 Belvecchio

L'articolo di Savino che citiamo nel testo è stato pubblicato sul sito EFFEDIEFFE
col titolo Trappola per Ecône, ed è accessibile dietro abbonamento.



http://www.unavox.it/ArtDiversi/DIV1834_Belvecchio_Riconoscimento_canonico_FSSPX.html

Lettera aperta a Mons. Pozzo


31 gennaio 2016, San Giovanni Bosco
                                                                        
A Sua Ecc.za Rev.ma Mons. Guido Pozzo
Pontificia Commissione “Ecclesia Dei”

Camerino - 15 gennaio 2016, San Paolo eremita

Eccellenza Reverendissima,

            come anticipato da questa rivista il 3 settembre u. s., ci rivolgiamo a Vostra Eccellenza con la presente lettera aperta, nello spirito di quella “parresia” che sentiamo tanto lodare, anche in alto loco. Nell’intervista a Zenit dell’8 aprile 2016 Vostra Eccellenza affermava a proposito di un prospettato accordo con la FSSPX: “Le difficoltà sollevate dalla FSSPX circa le questioni del rapporto Stato-Chiesa e della libertà religiosa, della pratica dell’ecumenismo e del dialogo con le religioni non cristiane, di alcuni aspetti della riforma liturgica e della sua applicazione concreta, rimangono oggetto di discussione e di chiarificazione, ma non costituiscono ostacolo per il riconoscimento canonico e giuridico della FSSPX”. Tuttavia, all’IBP Vostra Eccellenza aveva rivolto, o dato l’idea di rivolgere, massicce richieste, non in evidente sintonia con tali aperture, cfr. il famoso“Documento Pozzo” rivolto all’Istituto del Buon Pastore il 23 marzo 2012 (riservato, ma ormai di fatto pubblico) e le Sue conferenze al medesimo Istituto del 4 aprile 2014, il cui contenuto si chiedeva venisse assimilato in Seminario da seminaristi e docenti: “Il Concilio Vaticano  II: rinnovamento in continuità con la Tradizione” e “Sacerdozio ministeriale, liturgia ed altre questioni particolari”, entrambe riprese da Disputationes Theologicae il 15 novembre 2014. Quindi, ponendo un’istanza di chiarezza, chiediamo all’Eccellenza Vostra: tali richieste, fatte all’IBP e verso le quali noi di Disputationes Theologicae e della Associazione Chierici San Gregorio Magno abbiamo cercato di essere rispettosi e costruttivi, ma che nella situazione attuale non ci sentiamo di fare pienamente nostre, valgono anche per l’accordo proposto alla FSSPX? E in caso di negativa: perché?

Proni al bacio del Sacro Anello.

La Redazione di Disputationes Theologicae

Associazione Chierici San Gregorio Magno