ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

sabato 18 febbraio 2017

I castighi peggiori non sono quelli materiali.

Castighi celesti
Nel tempo che ho stabilito, io giudicherò con rettitudine. Si scuota la terra con i suoi abitanti, io
tengo salde le sue colonne. Annienterò tutta l’arroganza degli empi; allora si alzerà la potenza dei giusti
(Sal 74, 3-4.11).
Ci sono nella storia momenti in cui Dio punisce le società umane per colpe particolarmente gravi. Il castigo collettivo, com’è ovvio, non è legato in modo biunivoco ai peccati dei singoli individui, ma coinvolge inevitabilmente un popolo nella sua globalità. Evidentemente non si può stabilire con assoluta certezza che una catastrofe sia conseguenza di una determinata colpa, ma uno sguardo di fede, illuminato dal carisma profetico di cui il Cristo dota alcuni membri del Suo Corpo mistico, consente di individuare dei legami causali, nella dinamica soprannaturale degli eventi, con una sufficiente certezza morale. Ciò è comprovato dalla Sacra Scrittura, dai Padri, dal Magistero e dalla teologia tradizionale. Il Signore ricorre a rimedi estremi solo per far breccia nei cuori induriti dall’orgoglio e dalla disobbedienza, come pure retribuisce con giustizia – spesso già in questa vita – i crimini di quanti si rifiutano di ammetterli e di correggersi. La misericordia non ha effetto se non su chi riconosce umilmente i propri peccati ed è deciso ad emendarsene con tutte le forze.
Se oggi questo discorso non piace più – che sia in nome del “rispetto” della libertà umana o di una “nuova” visione di Dio – questo non basta certo a cambiare la realtà delle cose. Un abominio come il riconoscimento giuridico della sodomia non poteva certo passare in modo indolore, specie in un Paese che, comprendendo il cuore della Cristianità e vantando schiere di Santi di prima grandezza, è molto meno scusabile di altri. Il cuore dell’Italia, sebbene questo non faccia più notizia, continua a tremare. Quando la povera Eluana Englaro fu condannata a morire di fame e di sete, il Paese fu colpito al cuore meno di due mesi più tardi. Ora, essendo stati ignorati i chiari preavvisi, la terra non smette più di sobbalzare. Sarà forse perché le case son costruite male e l’amministrazione pubblica è corrotta? Come può riconoscere chiunque, una volta rigettata l’interpretazione cattolica degli avvenimenti si scivola nell’assurdo, anche con uno zucchetto in testa.
I castighi peggiori, tuttavia, non sono quelli materiali, bensì quelli spirituali. Dobbiamo risalire un po’ indietro: il raffreddamento della fede, sia pure in tempi diversi a seconda dei Paesi, è cominciato in Occidente già almeno all’inizio del XX secolo, se non prima. Le cause possono essere varie: il diffondersi del modernismo, la propaganda massonica e quella socialista, o ancora il libertinismo dei costumi… In ogni caso, senza una diffusa tiepidezza nel popolo cristiano quelle idee perverse non avrebbero mai potuto allignarvi. A Fatima la Madonna ci aveva avvertiti per tempo circa la necessità della conversione, della preghiera e della penitenza, additandoci anche il castigo in cui saremmo incorsi qualora non si fossero ascoltati i Suoi richiami: un’altra guerra, peggiore di quella allora in corso. Poi, come profetizzato, scoppiò la Seconda Guerra Mondiale: una carneficina mai verificatasi in tutta la storia umana, con distruzioni di dimensioni apocalittiche; ma a quanto pare non bastò neanche quella.
Nel dopoguerra la generazione nata intorno al conflitto, anziché trarre lezione dalle sofferenze e dai disagi, crebbe con la febbre della ricostruzione materiale e l’illusione della democrazia, con il culto del lavoro e il miraggio del benessere, che negli anni Sessanta effettivamente arrivò. Nel frattempo, però, quella frenetica infatuazione corrodeva a poco a poco, dall’interno, l’autentica vita di fede, lasciandone solo, in molti casi, la scorza esterna di un’ottemperanza ipocrita e formale ai dettami del clero. In seno a quest’ultimo si passava dall’affannoso puntellamento di un sistema legalistico che cominciava a scricchiolare (sforzo spesso coniugato a scarsa sensibilità per i traumi provocati dalla guerra) a una vera e propria smania di sperimentazione clandestina, che poco più tardi sarebbe esplosa alla luce del sole.
In un caso o nell’altro, la prospettiva sembrava prigioniera di uno sguardo prevalentemente terreno piuttosto che soprannaturale; le strategie umane parevano inesorabilmente prevalere sul primato della grazia, concepito in modo sempre più nominale. Ed ecco allora abbattersi il castigo spirituale, di quelli che Dio infligge quando non si vuol proprio dargli retta, ma senza precedenti per gravità e proporzioni: una deviazione di tutta la Chiesa Cattolica (o quasi). L’imprudenza di convocare un concilio ecumenico in un momento delicatissimo diede agio agli ecclesiastici appartenenti alla massoneria o con essa collusi di prendere il timone della nave strappandolo al legittimo nocchiero, che in ogni caso non fece nulla, da quanto risulta, per impedirlo loro. Si dice sia morto gridando: «Chiudete il Concilio! Chiudete il Concilio!». Il successore invece lo proseguì, con le conseguenze che tutti conoscono.
Una volta aperto un varco, turbe di demoni invasero la vigna del Signore facendone strazio. Anche nella società, venuto meno il baluardo della Chiesa, pochissimi anni dopo i figli dei ricostruttori si abbandonarono alla sovversione civile e culturale, con l’effetto generale di un crollo morale mai registrato nella storia e con il trionfo della depravazione. Quella stessa generazione ha poi occupato le sedi del potere e del pensiero, che continua a detenere saldamente, per imporre progressivamente il programma eversivo dei centri occulti del governo mondiale. Da chi è coltivata e promossa la pedofilia, se non da intellettuali, politicanti e finanzieri del bel mondo politically correct? La situazione attuale non è altro che il punto culminante di una cancrena scientemente provocata e non più curata da chi dovrebbe farlo, se non in misura del tutto insufficiente.
Tutto questo, lungi dallo scoraggiarci, deve darci fiducia. Lo sfacelo sociale, politico e giuridico del nostro tempo è semplicemente conseguenza delle colpe umane e, in pari tempo, un castigo divino proporzionato alla loro gravità; ma tutto è sotto il controllo del Cielo. Anche all’attuale pontificato si può applicare la stessa chiave di lettura. La Chiesa terrena, in gran parte infedele allo Sposo, ha ottenuto ciò che voleva: qualcuno che la confermasse nell’errore e ne giustificasse l’apostasia. Quando si rifiuta la verità e si acconsente all’iniquità, in effetti, Dio invia una potenza ingannatrice che acceleri il decorso del male per mettere tutti di fronte a una scelta chiara e ineludibile. Chi è onesto fa quella giusta, chi non lo è si lascia fuorviare. I terremoti fisici, allora, sono simbolo di un terremoto spirituale; questo è un fatto – e per negarlo non basta ridurre qualcuno al silenzio.
È pur vero che le catastrofi, spirituali o materiali, colpiscono indistintamente buoni e cattivi, ma l’effetto non è certo lo stesso: gli uni, messi alla prova, accrescono la fede e i meriti; gli altri, puniti, sono spronati al ravvedimento per non dover subire un castigo eterno; la dannazione sarebbe una sciagura incomparabilmente peggiore. Già il vivere in modo contrario ai precetti di Dio, d’altronde, è di per sé una punizione, giacché procura soltanto guai e infelicità, rovinando le vite e, spesso, anche le menti. Rimbocchiamoci allora le maniche per raddoppiare gli sforzi nell’osservanza degli immutabili Comandamenti, legge di vita e via di salvezza. Abbiamo la grazia dei Sacramenti per riuscire nell’impresa… quella grazia, tuttavia, che non porta frutto se non in chi combatte i propri peccati e coopera con essa.
Nessuno potrà mai privarcene, nemmeno nel caso in cui – come si vocifera – cambiassero ancora la Messa per poter “concelebrare” con anglicani e protestanti. Per coloro a cui non piacciono le farse non mancheranno mai veri sacerdoti che rinnovino il Sacrificio; al massimo, se necessario, lo si farà nelle case private, ma non potranno mica farci fuori tutti! Lo dimostra la storia delle peggiori persecuzioni, anche recenti: ogni volta la Chiesa risorge più forte, purificata e rinnovata; non per nulla il suo fondamento è soprannaturale. Tutte le traversie storiche in cui passa, quindi, servono a Dio per realizzare il Suo disegno. L’importante è capire da che parte stare e fare le scelte giuste, perseverando in esse a qualsiasi costo; al resto provvede Lui.
A qualunque situazione andiamo incontro, abbiamo dunque salde ancore cui tenerci spiritualmente aggrappati; anche sul piano materiale la Provvidenza interviene nei modi più imprevedibili. Giusto un esempio: per il restauro della chiesa del Sacro Cuore a Tolentino, in cui si celebra regolarmente la Messa tradizionale, il governo ungherese ha stanziato la bellezza di mezzo milione di euro, alla faccia del vescovo galante che ha preso accordi con il governo per limitare gli interventi al minimo indispensabile di edifici sacri sinistrati. L’Unione Europea, dal canto suo, tira fuori i soldi solo per promuovere l’aborto sovvenzionando un’organizzazione demoniaca cui il governo americano ha giustamente tagliato i finanziamenti federali perché, fra gli altri crimini, vende gli organi dei feti. Capite? Alla conferenza episcopale non vogliono più farci andare in chiesa… Si apra una voragine e li inghiotta con i loro amichetti di Sodoma e Gomorra. Da parte nostra, dobbiamo solo pregare che cessino le scosse (e che i sindaci abbiano il coraggio di fare obiezione di coscienza).

6 commenti:

  1. Che si può fare? Si può reagire in divrsi modi: Quando andiamo alla messa moderna o anche a quella di sempre se sentiamo il sacerdote dire delle stupidaggini alziamoci e in silenzio passiamo davanti a lui senza parlare e guardiamolo quindi usciamo dalla chiesa. Se sentiamo dire cose contrarie al Santo Vangelo da qualche sprovveduto e appecoronato cattolico riprendiamolo e diciamo la Verità di Nostro Signore.Questi sono degli esempi,ma si possono fare anche altre cose,nessuna violenza però- cerchiamo di pensarci.soprattutto cerchiamo di stare uniti e di non perdere la testa con la paura. Ricordiamoci che Nostro Signore ha detto: . Fatevi coraggio Io ho vinto il mondo.E noi che siamo suoi abbiamo vinto il mondo per mezzo Suo.jane

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    1. Io snocciolo, davanti a loro dei bei rosari, come facevano le per loro aborrite pie donne..

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    2. Anch'io durante l'omelia (e la preghiera dei fedeli) mi ritiro in me stesso e prego in silenzio, magari in latino. Talvolta però sono stato costretto ad uscire, quando le sparavano troppo grosse, rientrando ad omelia terminata.

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    3. Anch'io durante l'omelia (e la preghiera dei fedeli) mi ritiro in me stesso e prego in silenzio, magari in latino. Talvolta però sono stato costretto ad uscire, quando le sparavano troppo grosse, rientrando ad omelia terminata.

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  2. Un modernista fatto e finito come "Elia" (sebbene moderato, s'intende) non ha il diritto di lamentarsi dei suoi compagnucci di merende più radicali. Rigetti la nuova teologia in toto, anche quella di Ratzinger, rifiuti il conciliabolo, e ne riparleremo.

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    1. Definire modernista, sebbene moderato, don Elia é falso e ingiusto. Solo chi non lo ha conosciuto lo può affermare.
      Da questi giudizi di sedicenti tradizionalisti si comprende come si possa tradire.

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