ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

sabato 11 febbraio 2017

Preghiamo e facciamo penitenza, affinché l’ira di Dio ci risparmi

DEMOCRATICISMO: IL PROBLEMA

    La maschera di papa Francesco. Il problema fondamentale della Chiesa oggi è il democraticismo. Ossia al penetrare inesorabile della mentalità egualitaria, militante, dalla sfera della società civile alla sfera del religioso 
di Francesco Lamendola  





Il degrado della Chiesa contemporanea, il logoramento e l’alterazione lenta, ma sistematica, della sua dottrina, le incessanti manipolazioni della sua liturgia, le improvvisazioni nell’ambito della pastorale, la faciloneria con cui vescovi, preti e catechisti s’improvvisano interpreti della Rivelazione in base ai loro personali gusti e preferenze, tutto questo parte da lontano e sotto il pontificato di Francesco ha solo raggiunto il culmine. Il problema fondamentale è riconducibile al democraticismo, ossia al penetrare inesorabile della mentalità egualitaria, orizzontale, militante, dalla sfera della società civile alla sfera del religioso, o di ciò che resta del religioso. Gli uomini delle società moderne sono sempre più cittadini, nel senso giacobino del termine, e sempre meno abitanti della polis, sempre meno membri di una comunità religiosa, sempre meno legati alla tradizione, alle radici, all’identità: mera somma o aggregato disarmonico d’individui, tenuti insieme dal comun denominatore – ed è un vero paradosso - della filosofia dei diritti, che pone l’accento su quel che il singolo può pretendere dalla società e dice molto poco, invece, su quel che la società è in diritto di attendersi dal singolo.

Parliamoci chiaro: la Chiesa cattolica, in quanto costruzione umana – e lasciando da parte, per adesso, la sua dimensione soprannaturale, che pure non va mai dimenticata – è durata duemila anni per la ragione che si è costituita in monarchia assoluta e autocratica. Fino alla metà del XX secolo, un singolo papa, come Pio XII, poteva ancora introdurre, beninteso in continuità col Magistero, un nuovo dogma, come quello dell’Assunzione di Maria. Oggi la cosa sarebbe pressoché impossibile, perché l’ideologia democraticista – non democratica, si badi; ma quella fondata sulla pretesa d’imporre ovunque le regole della democrazia – è penetrata talmente a fondo, che i cattolici non riuscirebbero ad accettare una simile “imposizione” dall’alto. La Chiesa odierna si è praticamente dimenticata della similitudine evangelica con il Regno di Dio; è diventato arduo parlare di Dio come del Re dell’universo: tutto ciò che ricorda la monarchia, tutto ciò che ricorda un potere che scende dall’alto, viene guardato con sospetto, diffidenza, antipatia. Dio stesso, per non dire il papa, non è più visto volentieri come il capo assoluto, né della Chiesa, né del creato: si preferisce immaginarlo come un Padre o magari come una Madre (in omaggio a un altro filone centrale dell’ideologia democraticista, il femminismo), sottolineando la familiarità con lui, la mancanza di soggezione: tutto il contrario di quel che la Chiesa aveva sempre insegnato sul timor di Dio, che, lo si tenga a mente, non è uno stato d’animo più o meno soggettivo, ma uno dei sette doni dello Spirito Santo, senza il quale non vi è autentica vita di grazia, autentica vita soprannaturale.
L’essenza della nuova mentalità consiste nella convinzione, indotta dal modello continuamente proposto dai mass media, che ciascun uomo abbia la capacità di comprendere e giudicare quel che è giusto; mentalità che è entrata surrettiziamente nella Chiesa cattolica e che ha preso piede, o perché non vista e riconosciuta per tempo, o perché addirittura incoraggiata da taluni teologi, vescovi e sacerdoti di tendenza modernista. La modernità, in fondo, incomincia col protestantesimo: e lo spirito protestante è riassunto nella pretesa di leggere e interpretare liberamente le Scritture, e di gettare via la Tradizione. In questo modo il protestantesimo, respinto nel XVI secolo e bloccato dal Concilio di Trento, almeno nei Paesi cattolici, si è preso la sua lenta, inesorabile rivincita: ormai ogni cattolico, ogni laico, ogni sacerdote, ogni vescovo e ogni teologo si sentono in diritto di leggere e interpretare il  Vangelo come pare e piace a ciascuno di loro, di adattarlo alle loro idee, di scrivere libri e articoli, di parlare in pubblico, di tenere omelie domenicali ispirate a questo pluralismo e a questo soggettivismo. Non c’è più un Magistero che veglia sulla fedeltà alla dottrina; non c’è più una Inquisizione, o come la si voglia chiamare, che fa in modo di sbarrare la strada all’eresia all’interno della Chiesa. Anche questi procedimenti sono stati travolti dalla generale pretesa democraticista dei cattolici moderni: anch’essi, come nelle masse in rivolta di Ortega y Gasset, hanno gridato ai quattro venti che non accetteranno mai più i metodi dell’Inquisizione, e non hanno ancora finito di levare altissimi lamenti per i metodi, appunto, inquisitoriali, con i quali san Pio X ha colpito e represso la diffusione delle idee moderniste. Mai più simili orrori, dicono i bravi cattolici odierni, politicamente corretti (come il vescovo di Torino, Pellegrini, disse al Concilio Vaticano II), che non arrivano nemmeno a concepire come possa esistere un cristianesimo al di fuori del quadro democratico. Nella loro immensa ignoranza e presunzione, evidentemente, non hanno mai riflettuto sul fatto che, nei duemila anni della sua vicenda terrena, la Chiesa ha convissuto per diciannove secoli con un potere civile monarchico, e solo nell’ultimo secolo con dei sistemi politici fondati sulla democrazia. Né si domandano, i cattolici progressisti e modernisti, se la Chiesa, per la sua stessa natura, cioè per quello che rappresenta, per la Verità che custodisce, per la missione che ha ricevuto da Gesù Cristo in persona, possa o debba darsi, per forza, una struttura di tipo democratico; non li induce a riflettere neppure il fatto che, per un tempo immensamente lungo, la Chiesa ha potuto tramandare la Verità, di cui è depositaria, senza dubbio proprio a causa della sua centralizzazione e della stretta sorveglianza esercitata sulle tendenze ereticali, sempre pronte  ad emergere se manca un potere superiore e, in se stesse, estremamente pericolose, perché suscettibili di distruggere silenziosamente l’intero edificio della Chiesa, se lasciate libere di agire indisturbate.
Questa è stata la vittoria postuma di Galilei e di Giordano Bruno: aver tolto alla Chiesa, sia pure a distanza di quattro secoli, ogni idea di potere e di dover contrastare la diffusione dell’eresia, sorvegliando attentamente ciò che i cattolici, specie se membri del clero, dicono e scrivono. Eppure, si rifletta che una Chiesa come quella cattolica, basata sulla univocità della interpretazione delle Scritture, non può sopravvivere se viene a cadere il diritto/dovere di difendersi dalle dottrine erronee, cioè dalla eresie. Ma il lontano bagliore di quei roghi ha fatto sì che perfino la parola “eresia”, per un cattolico, è divenuta impronunciabile; figuriamoci se potrebbe essere condivisa l’idea che la Chiesa possa e debba difendersi contro di esse, anche se, ovviamente, non si tratta più di mandare al rogo nessuno. Soltanto per allontanare dall’insegnamento nelle facoltà cattoliche un Hans Küng, c’è voluto del bello e del buono, e costui non la finisce ancora di indossare i panni del martire perseguitato da una Chiesa cattiva e più che mai controriformista. Ma altri, più pazienti o più furbi di lui, non hanno avuto neppure bisogno di farsi cacciare: pensiamo al cardinale Walter Kasper, o al defunto cardinale Carlo Maria Martini, oppure ancora a sedicenti teologi, come Enzo Bianchi: che bisogno c’è di farsi cacciare, se, restando all’interno della Chiesa, si può agire più efficacemente contro di essa, corrodendone i dogmi, indebolendone la dottrina, relativizzandone i contenuti? Di fatto, questa è stata la strategia perseguita da quelle forze, massoneria in primis, che, largamente infiltrate dentro la Chiesa, anche ai suoi massimi livelli, si stanno alacremente adoperando per distruggerne la dottrina, il prestigio, la rispettabilità; quelle forze che, tenendosi al coperto, hanno pian piano, modificato il cattolicesimo, sino a trasformarlo, nel giro di settant’anni, in qualcosa d’irriconoscibile da ciò che esso era ai tempi di Pio XII, e di ciò che esso era sempre stato. Vi è maggiore continuità fra la Chiesa dei primi secoli e quella di Pio XII, che non fra quest’ultima e la chiesa di Francesco. Ciò vuol dire che il cambiamento c’è stato, eccome; che è stato un cambiamento radicale, cioè rivoluzionario; che la Chiesa odierna non è più la vera Chiesa cattolica, ma una neochiesa o una contro-chiesa modernista e progressista, spacciata per “buona” specialmente ai giovani, i quali, nulla sapendo e non avendo mai visto la Chiesa autentica, credono che la situazione attuale sia normale, e che quel che oggi passa per cattolico corrisponda effettivamente al nome con cui si autodefinisce.
Un ruolo decisivo, in questo processo d’infiltrazione e di conquista della Chiesa da parte della mentalità modernista, è stato svolto dalla rivoluzione nella morale sessuale. Lo si è visto chiaramente con la vittoria del “sì” al referendum sul divorzio e, poi, sull’aborto, negli anni ’70 del secolo scorso; oggi, con la potentissima offensiva delle lobby omosessualiste, decise a imporre la loro ideologia, quella del “gender”, non solo nella scuola pubblica e nella società civile, ma anche nella Chiesa cattolica. Sarebbe interessante andare a vedere, caso per caso, se quegli esponenti della Chiesa cattolica, compresi vescovi e arcivescovi, che già si sono pubblicamente dichiarati a favore delle unioni o omosessuali e anche del matrimonio religioso per suggellarle, siano in rapporti con la massoneria o con gli ambienti para-massonici della stampa, della televisione, della cultura, della finanza. Infatti, che cos’è tutta questa fregola di rilasciar interviste, di apparire sul piccolo schermo, quando codesti monsignori annunciano le loro “aperture” su questi temi e su altri simili, invece di seguire la prassi normale e aprire, semmai, una discussione, nelle sedi canoniche opportune, in silenzio e senza clamore mediatico?  Prima con la “libertà sessuale”, avanti e durante il matrimonio, poi con lo “sdoganamento” della sodomia, i nuovi costumi sessuali hanno agito da detonatore all’interno del mondo cattolico e della Chiesa stessa, imprimendo una spinta decisiva in direzione della mentalità democratica e soggettivista: il corpo è mio e ne faccio quello che voglio; il prete non deve giudicare, il confessore non ha il diritto d'interferire (piccolo particolare: il confessore, nel sacramento della Riconciliazione, è Cristo medesimo), i cattolici odierni sono persone “mature” e la morale cattolica deve fermarsi fuori della porta della camera da letto. Un’altra scissione, un altro sdoppiamento fra l’uomo e il cristiano, fra l’edonismo secolarista e l’etica del Vangelo, la quale ultima, se non andiamo errato, è un tantino più esigente: Se l’occhio ti dà scandalo, strappatelo; è meglio per te entrare orbo di un occhio nel regno dei Cieli (ancora il Regno!) che essere gettato nella Geeenna con entrambi gli occhi. La legge sull’aborto è figlia di questa logica; e questa logica è il frutto dell’ideologia radicale: che è un’ideologia materialista, neopagana, basata sul culto del corpo e sul suo pieno controllo, compresa la libertà di effettuare l’eutanasia e quella di assumere droghe a volontà (e di qui anche le aberrazioni illimitate della bioingegneria: se il corpo è proprietà dell’uomo, egli può disporne illimitatamente).
Infine, i cattolici odierni non hanno saputo resistere al richiamo del narcisismo, del protagonismo, dell’attivismo fine a se stesso, del vitalismo esasperato, propri delle culture democratiche: in un mondo dove tutti vogliono apparire, dove tutti si ritengono, almeno in potenza, straordinariamente dotati e interessanti, e dove tutti pensano di poter giudicare tutto, anche ciò che non capiscono, anche ciò che non sanno, perché mai i cattolici avrebbero dovuto conservare il senso del limite, la modestia, l’umiltà, l’obbedienza, il pudore, la riservatezza, la discrezione, l’ascolto silenzioso e rispettoso? Perché mai non avrebbero dovuto incominciare a fare come fanno tutti quanti, a gridare, a battere i pugni sul tavolo, a esibirsi, a spogliarsi, a lasciarsi ammirare, a mettere in piazza i loro affari, a ostentare la loro sfera privata? Ed ecco papa Francesco mettersi il naso da pagliaccio, farsi scattare i selfie con i turisti in Piazza San Pietro, aprire una pagina Facebook, dire barzellette, fare il gigione, ammiccare, ridere, sghignazzare; e intanto dire peste e corna dei cattolici, accusarli di essere gentaglia ipocrita e disgustosa, sepolcri imbiancati, anime tenebrose dalla doppia vita: nulla a che spartire con la candida vita e con le specchiate, intemerate virtù dei figli d’Israele o dei seguaci di Maometto, niente a che vedere con le nobili battaglie civili dei Pannella, delle Bonino, degli Scalfari, ci mancherebbe altro. Da ultimo, sferrando i suoi attacchi contro il “clericalismo”, ossia contro un nemico che, davvero, ha cessato di esistere da moltissimo tempo, papa Francesco ha lasciato cadere definitivamente la maschera; ora è chiaro quale sia il suo vero obiettivo: la delegittimazione e, quindi, l’auto-rottamazione della Chiesa cattolica, a vantaggio di una religione mondiale sincretista e post-cristiana, una religione laica e secolarizzata, celebrante, in ultima analisi, il culto dell’Uomo, del Progresso e della Modernità.
Possiamo e dobbiamo chiederci, a questo punto, quali siano le prospettive; che cosa possa fare il cristiano per non lasciarsi trascinare dalla generale deriva secolarista e laicista della cultura moderna e della società moderna. La crisi attuale della Chiesa certo non si risolve con i nasi da pagliaccio e con i bagni di folla (sempre più artificiali, peraltro: chi è bene infornato sa che, per riempire la Piazza San Pietro, è necessario far venire gente da fuori, perché i cattolici romani ne hanno abbastanza di questo papa modernista e della sua neochiesa relativista). Il fatto è che una religione è viva quando riempie le chiese, non le piazze; e le chiese cattoliche son sempre più vuote.

Il problema fondamentale della Chiesa, 
oggi, è il democraticismo

di Francesco Lamendola

L'ABOMINIO DELLA DESOLAZIONE

    L'abominio della desolazione è prossimo? Il 13 Marzo verrà celebrato un rito anglicano nella Basilica di San Pietro che sarà quindi profanata con una cerimonia di una setta eretica. Rivelazioni sul destino di Santa Romana Chiesa 
di Cinzia Palmacci  





Se qualcuno patrocina gli eretici, è un eretico egli stesso.
Papa Innocenzo III
Se qualcuno non condanna gli eretici, sia anatema per lui
Papa Vigilio


Il prossimo 13 Marzo verrà celebrato un rito anglicano nella Basilica di San Pietroche sarà quindi profanata con una cerimonia di una setta eretica e scismatica. La notizia apparsa sul sito www.anglicancentre.churchinsight.com è ufficiale. Si noti che a questa cerimonia parteciperanno in sacris anche dei ministri cattolici. Non solo: è allo studio una riforma della Messa, ad opera di una commissione segreta composta da ecclesiastici designati da Bergoglio e da pastori anglicani e luterani. Tale commissione dovrà eliminare dalla liturgia cattolica quegli elementi ancora sopravvissuti nel Novus Ordo, invero ormai pochi, rispetto alla Messa tridentina, in vista del raggiungimento di una comunione in sacris con gli eretici. Ovviamente, per far ciò, sarà la dottrina sul Santo Sacrificio ad esser oscurata ulteriormente, così come l’esplicita menzione delle finalità della Messa, il dogma della transustanziazione ed il Sacerdozio ministeriale. Inutile dire che questo progetto sacrilego, che reca un’offesa inaudita alla divina Maestà ed un incalcolabile danno alla salvezza delle anime, laddove venisse realizzato compirebbe la profezia di Daniele relativa all’abominazione della desolazione nel luogo santo (Dan 12, 11; Mt 24, 15; Mc 13, 14). Secondo fonti confidenziali e accreditate da Santa Marta, il cambiamento della Messa, voluto da Bergoglio, ha un unico obiettivo: quello ECUMENICO. Cioè “creare” una Messa che non sia in contrapposizione con i protestanti e quindi una liturgia che si possa celebrare “in comunione”. Ovviamente Bergoglio per poter fare questo dovrà cambiare anche il testo della “Consacrazione” che renderebbe la Messa invalida. Quindi pare voglia anche accelerare i tempi. Tutti i sacerdoti che si rifiuteranno di celebrare questo nuovo rito saranno costretti a nascondersi come ai tempi delle catacombe.
Un messaggio di Gesù predice la riforma e ammonisce dall'accettarla passivamente
Gesù: Subirete l'Ira Divina se non griderete: Basta! alle nuove norme liturgiche in atto.
Rivolgendosi alla veggente Gesù dice: "Mia cara figlia, vedo dovunque perdizione e sordità alla Parola. Cosa ancora dovranno subire gli innocenti per causa di coloro che abbandonano il senso del pudore, si avvalgono della propria forza umana per imporsi ai deboli con giuste accuse e propagano menzogne a dismisura? Vergogna, grida il Mio Cuore! Vergogna a chi nasconde verità invece di salvaguardare vite umane! Notizie falsate. Bugie colossali. Omertà, omertà e ancora omertà. Omertà anche in quei figli che si proclamano fedeli e devoti al loro Dio nascondendosi per non difendere la Verità. Oltraggiosi, omertosi. Come agnelli al macello subirete le conseguenze dell'Ira Divina se non vi alzerete a gridare:  "Basta! "alle nuove norme liturgiche in atto. Avete il compito di alzare il grido e sollevare la polvere per difendere i vostri diritti di Cristiani e di esseri umani. Voi siete di Dio! Voi siete figli della Verità! Guardatevi bene dal partecipare ai piani di distruzione della Mia Chiesa o ne sarete ritenuti complici diretti. Molto presto l'ignomìa entrerà e contaminerà i Miei focolari. Proteggete il Sacramento e il Santo Sacrificio non accettando quello che verrà imposto. Nei cuori, astenetevi dal partecipare. Nella quotidianità del Santo Sacrificio, iniziate a vigilare e comprendere il cambiamento che verrà introdotto. Egli agirà con la superbia di chi si ritiene in diritto quando non gli è stato concesso. Io non Ho dato alcun consenso a tutto ciò! Mai avrei modificato ciò che è stato stabilito. La Legge, la Parola, la Liturgia istituita debbono essere un punto fermo per ogni Cristiano. Mio Padre Ha inviato Me, Gesù Cristo, come Sacerdote per istituire il Sacramento. Nel momento Solenne della prima Condivisione del Mio Corpo eravamo presenti soli uomini. Ed agli uomini ho tramandato di esercitare e ripristinare il Santo Sacrificio quotidiano. Solo uomini consacrati possono, tramite il Rito della Transustansiazione, trasformare l'ostia in Corpo e Sangue del Signore. La donna assisterà al Sacro Rito velata e in assoluta riverenza. Gli uomini toglieranno il cappello dal capo, e si prostreranno anch'essi di fronte alla Divinità del Corpo del Cristo. Sacerdoti, esigo non si voltino più le spalle al Tabernacolo e vi sia sempre un lume acceso come segno della Luce che ho portato incarnandoMi e facendomi Vittima per la Salvezza. Miei amati figli, vorrei comprendiate l'importanza delle Mie Parole. Presto, il Trono vedrà l'uomo iniquo sedersi su di esso e la Santa Sede ne subirà amare conseguenze. Subirà un crollo non solamente spirituale, ma fisico. Le offese e gli abomini accelerano il castigo sulla capitale. La forza del sisma nel territorio circostante creerà un forte sconforto. Il colosso crollerà insieme al suo orgoglio. Pentitevi, difendeteMi. Siate coraggiosi perché Dio Padre userà misericordia con chi non ha voltato le spalle. Andate e proclamate la Verità, senza vergona. Il vostro Salvatore e Sommo Sacerdote, Cristo Gesù". (Fonte: Giglio del Santo Volto)
L’ex prete esorcista gesuita, Malachi Martin scomparso nel 1999,rivelò sul Terzo segreto di Fatima nel quale viene predetto che la Grande Apostasia inizierà dal suo vertice: Quello che viene predetto è che i partigiani del diavolo (come scrive suor Lucia) occuperanno la Curia Romana sotto un antipapa massone. Un impostore usurperà il soglio pontificio sotto il controllo del demonio. Satana effettivamente riuscirà ad introdursi fino alla sommità della Chiesa. La conferma viene anche dalle apparizioni della Madonna di La Salette del 1846 in cui dice chiaramente che la Chiesa verrà eclissata subendo una terribile crisi:Roma perderà la fede e diventerà la sede dell’Anticristo. Il vescovo statunitense Fulton Sheen è noto soprattutto come teologo grave e profondo. L'Arcivescovo Fulton Sheen disse nel 1950: Stiamo vivendo nei giorni dell'apocalisse gli ultimi giorni della nostra epoca. Le due grandi forze il Corpo mistico di Cristo e del Corpo Mistico dell'anticristo stanno cominciando a elaborare le linee di battaglia per la fine. Disse anche: Il Falso Profeta avrà una religione senza croce. Una religione senza un mondo a venire. Una religione per distruggere le religioni. Ci sarà una chiesa contraffatta. La Chiesa di Cristo [la Chiesa cattolica] sarà una. E il falso profeta ne creerà un'altra. La falsa chiesa sarà mondana, ecumenica e globale. Sarà una federazione di chiese. E le religioni formeranno un certo tipo di associazione globale. Un parlamento mondiale delle chiese. Sarà svuotato di ogni contenuto divino e sarà il corpo mistico dell'Anticristo. Il corpo mistico sulla terra oggi avrà il suo Giuda Iscariota, e sarà il falso profeta. Satana lo assumerà tra i nostri vescovi. L'Anticristo non si chiamerà così; altrimenti non avrebbe seguaci. Egli non indosserà calze rosse, né vomiterà zolfo, né porterà un tridente né una coda come Mefistofele nel Faust. Questo per aiutare il Diavolo a convincere gli uomini che egli non esiste. Quando l'uomo lo nega, più diventa potente. Dio ha definito Sé stesso come "Io sono colui che sono", e il Diavolo come "Io sono colui che non sono." La convinzione russa pre-comunista, è che egli verrà travestito come il Grande umanitario; parlerà di pace, prosperità e abbondanza non come mezzo per condurci a Dio, ma come fini in sé... La terza tentazione in cui Satana chiese a Cristo di adorarlo e tutti i regni del mondo sarebbero stati suoi, diventerà la tentazione di avere una nuova religione, senza una croce, una liturgia, senza un mondo a venire, una religione per distruggere una religione, o una politica che è una religione - quella che rende a Cesare anche le cose che sono di Dio. Egli ha istituito una controchiesa che sarà la scimmia della Chiesa, perché lui, il Diavolo, è la scimmia di Dio. Avrà tutte le note e le caratteristiche della Chiesa, ma in senso inverso e svuotata del suo contenuto divino. Sarà un corpo mistico dell'Anticristo che in tutte le cose esteriori somiglierà al corpo mistico di Cristo... Ma il XX secolo si unirà alla controchiesa perché sostiene di essere infallibile quando il suo capo visibile parla ex cathedra da Mosca sul tema dell'economia e della politica, e come capo pastore del comunismo mondiale (Arcivescovo Fulton J. Sheen, Communism and the Conscience of the West pp. 24-25).

Rivelazioni sul destino di Santa Romana Chiesa da un esorcismo

Questa la trascrizione di un esorcismo avvenuto in data 11 febbraio 2013, data delle dimissioni di Benedetto XVI, dove il diavolo mostra il suo diabolico piano dopo le dimissioni del papa.
Esorcista: Nel nome dell’Immacolata Vergine Maria, ti ordino di dire la verità su quanto sta accadendo alla Chiesa di Cristo.
Lucifero: Noooooo, quella là nooooo! Il solo sentir pronunciare il Suo Nome è per me e per noi demòni un tormento infinito. Non voglio parlareeeeeeeeee, ma l’Alta Dama mi obbliga a risponderti, prete schifoso! La Chiesa Cattolica è sotto attacco! Le potenze delle tenebre sono scatenate contro la Sposa di quello che abbiamo appeso alla Croce. È l’ultimo assalto che stiamo portando alla sua Chiesa. Le dimissioni del Pontefice, prese in piena libertà e coscienza, aprono la strada al nostro ultimo attacco frontale. Quello lassù sta per ritornare sulla terra, non so né il dove né il quando, ma sento che quel giorno è molto, molto, molto vicino. Lemie stesse forze vanno sempre più affievolendosi, pertanto devo concentrarmi e ricuperare tutte le energie per convogliare i miei miliardi di demòni contro la Sede Apostolica. Non basta la corruzione, non basta l’avidità di denaro, non basta suscitare gli scandali, bisogna condurre una battaglia che abbia come esito finale la distruzione della cosiddetta Chiesa di Roma.
Esorcista: Nel nome di Cristo, dimmi cosa vuoi fare contro la dolce Sposa di Dio.
Lucifero: Sono duemila anni che noi angeli decaduti, con l’aiuto di uomini di Chiesa e di politicanti da strapazzo, cerchiamo di colpire mortalmente quella tremenda invenzione del Nazareno. Purtroppo non ci siamo ancora riusciti, perché essa appartiene all’Onnipotente. Tutti i nostri sforzi risultano vani, perché le porte dell’Inferno, come quel Crocifisso disse, non prevarranno. Ma noi non ci arrendiamo. Continueremo a colpirla, a ferirla, a farla sanguinare, anche grazie a chi, dall’interno di essa, si è consegnato nelle nostre mani. Dobbiamo arrivare ad occupare il trono del Vicario di quello inchiodato alla Croce. Con le buone o con le cattive. Costi quel che costi. Stiamo lavorando a spopolare i seminari, a far chiudere i conventi, ma non riusciamo a far smettere quelle donne e quegli uomini, rinchiusi dietro una grata, di pregare. Ancora ci sono giovani che si dedicano alla preghiera nel silenzio di quei monasteri. Maledetti! Quanto ci fanno male quelle vite donate all’Altissimo.
Esorcista: In nome di Dio Onnipotente, ti ordino di dirmi cosa stai cercando di fare e di organizzare.
Lucifero: Nooooooo! Non te lo dicooooooo!
Esorcista: Ti ordino per il Sangue Preziosissimo di Cristo di dirmi quanto ti ho chiesto.
Lucifero: Quello lassù è stanco dei vostri peccati, è disgustato dell’azione degli uomini, è deluso dall’agire delle donne. Siete affogati nel peccato. La maggior parte dell’umanità è mia, morta spiritualmente, e non riesce a risollevarsi. Ormai molti Cardinali, Vescovi, Sacerdoti sono in totale dissenso rispetto alla Tradizione della vostra Chiesa, sono in disaccordo sul conservatorismo papista. E dietro il progressismo, dietro certe aperture post-conciliari ci siamo noiiiiiiiii! Perché vogliamo la confusione, la dissociazione, la divisione dentro e fuori la Sede petrina, come la chiamate voi. Continuate pure a credere che tutto sia una favola pretigna, così il numero di quelli che precipitano qui all’Inferno aumenterà sempre più. Ormai non si contano più.
Esorcista: Nel nome dei Santi Martiri, di san Pio, di santa Bernadette, di’ la verità sul futuro della Chiesa di Roma.
Lucifero: Non conosco il domani. Questo lo conosce solo Lui. Non so cosa accadrà tra un istante, perché lo sa solo Lui. Non prevedo eventi, ma solo il presente. Sono un perdente, uno che si è ribellato e ha perso tutto. Ho perso il Paradiso. Per sempre. Ma ho un obiettivo: trascinare quante più anime possibile nel mio regno di tormento. Voglio vendicarmi della mia cacciata dal Paradiso con lo strappargli anime. È questa la mia eterna vendetta. Io non sono eterno, sono creatura proprio come voi, ma molto più forte di voi, molto più potente, più abile, più astuto. Sfrutto la mia astuzia per rovinarvi. Posso dirti, brutto pretaccio, che provocheremo un attacco terribile contro la Chiesa romana, faremo tremare le sue mura, ma non scalfiremo la sua stabilità. Abbiamo fatto nascere la crisi economica per impoverire la popolazione mondiale, scoraggiare chi prega e infondere il veleno dell’allontanamento da Lui. Non lasciamo nulla di intentato pur di separare la creatura dal suo Creatore. Tutto ciò che può rovinarvi eternamente lo attuiamo. Ma ora ci stiamo concentrando sulla Chiesa e, sino a quando il nostro lavoro distruttore non sarà compiuto, non le daremo pace. Ho chiesto degli anni a Quello lassù. Ora è il nostro tempo, quindi siamo scatenati, ben sapendo che il periodo concesso sta per terminare. Sento il tuono dell’Onnipotente che mi ricorda il mio nulla e l’obbedienza che, anche contro la mia volontà, gli devo. Quel papa della Rerum Novarum vide, mentre celebrava la Messa, i demòni fuoriuscire dalle viscere della terra e diffondersi dappertutto. Così scrisse quell’odiosa preghiera al Principe delle Milizie celesti, che noi, però, abbiamo fatto abolire al termine della celebrazione. Oggi la terra è completamente invasa dai miei angeli decaduti e, se riusciste a vedere con gli occhi dello spirito, vi accorgereste che è tutto buio. Totalmente buio. Se vedeste i mostri infernali aggirarsi per il mondo, morireste di paura per la forma orribile che hanno. Eppure non ci credete.
Esorcista: Nel nome della Santissima Trinità, dimmi cosa hai in mente di fare contro l’umanità.
Lucifero: Distruggerla con tutte le mie forze. Ridurla in schiavitù. In una parola: dannarla. Devo provocare guerre, devastazioni, catastrofi, portandovi all’esasperazione e alla bestemmia. La crisi devo aggravarla, ridurre in miseria sempre più persone, conducendole alla disperazione di non potersi liberare. Poi devo trasformare radicalmente la vostra cosiddetta società civile in una grossa rolla per porci. Vi ci faccio sguazzare dentro, per poi perdervi all’Inferno. I miei servi sono già all’opera, molti devono fare il lavoro sporco che io ho comandato loro di fare, sino alla fine. La terra deve essere un enorme cimitero, dove i pochi sopravvissuti saranno costretti ad adorarmi e servirmi come un dio. È questo il mio fine: essere dio al posto di Lui. Molti mi celebrano il culto, altri mi invocano, altri ancora mi adorano. Ma non sanno che sono già dannati. Per una manciata di euro e qualche piacere si concedono a me, finendo per consegnarsi ai miei artigli. Vedrete cosa farò alla vostra Chiesa, che scisma provocherò, peggiore di quelli passati. Vedremo quanti sono dalla Sua parte e quanti dalla mia. Il tempo sta per finire e io sono tutto preso dall’aumentare il numero di coloro che passano dalla nostra parte. Tutti devono riconoscermi come unico signore, anche se sono un nulla.
Esorcista: Nel nome di santa Gemma Galgani, di santa Teresa di Gesù Bambino, di santa Maria Goretti, cosa dobbiamo fare per vincerti e salvarci l’anima?
Lucifero: Noooooo! Non voglio parlareeeeeee!
Quello lassù mi costringe a risponderti. La preghiera del Rosario, quella corona maledetta che tante anime ci strappa, è potentissima contro di noi, è un martello che ci schiaccia. Ritornate in Chiesa, confessatevi settimanalmente e comunicatevi spesso. Controllatevi, sopportatevi reciprocamente i difetti. Amatevi e fate risplendere in voi la luce della Fede. La pace l’otterrete solo con la corona tra le mani, solo con la comunione frequente. Andate a Messa, con devozione e rispetto, a costo di qualunque avversità. Essa e solo essa può salvarvi dalla dannazione eterna. È uno scudo potente contro l’Inferno, contro le tentazioni, contro le seduzioni del Male. Pregate per papa Benedetto: ha sofferto molto per i peccati compiuti nella Chiesa; il peso degli stessi lo ha indebolito nel fisico e nell’anima, ma non l’ho vinto. Pregate per i Cardinali, molti dei quali sono miei, pregate per i Vescovi, che ormai vanno per conto loro. Pregate per i Sacerdoti: hanno bisogno del sostegno delle vostre preghiere. Pregate per i nemici, gli amici, gli sconosciuti, i lontani, e Lui si ricorderà di voi. Quella lassù è triste perché vede ogni giorno molti suoi figli precipitare all’Inferno, nonostante le sue continue apparizioni, a cui non crede quasi nessuno. Le sue lacrime, versate per lo stato pietoso in cui molte anime vivono, stanno per terminare e lasceranno spazio ai castighi del Cielo. (Da: 
www.madonnadianguera/profezie)
Anche se questo scritto come materia non dogmatica non vincola le coscienze ad aderirvi, c'è da riconoscere che quanto contenuto nel documento è impressionante dal punto di vista profetico perché rivela quello che da lì a quattro anni sarebbe successo nella Chiesa, e che stiamo vedendo avverarsi sotto i nostri occhi. Quando il diavolo dice: Andate a Messa, con devozione e rispetto, a costo di qualunque avversità. Essa e solo essa può salvarvi dalla dannazione eterna. È uno scudo potente contro l’Inferno, contro le tentazioni, contro le seduzioni del Male, dobbiamo riconoscere sgomenti che sta riuscendo nell'annientamento di questo potente strumento di salvezza per le anime. L'eretica profanazione della Messa non sarà più quella voluta e istituita da Gesù Cristo, che il demonio definisce tremenda invenzione del Nazareno proprio per la sua potenza salvifica e santificante.Preghiamo perché i Sacri Pastori levino la voce a condanna di tali profanazioni. E noi preghiamo e facciamo penitenza, affinché l’ira di Dio ci risparmi.

L'ABOMINIO DELLA DESOLAZIONE E' PROSSIMO?

di Cinzia Palmacci