ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

sabato 25 marzo 2017

L'azione malefica di un essere personale

DIAVOLO: CREDENZA OBSOLETA ?

    Credenze divenute obsolete. Si crede a ciò che si è disposti a vedere: e noi moderni non siamo disposti a vedere il diavolo. La cultura moderna è giunta alla conclusione che il diavolo non esiste e non è mai esistito 
di Francesco Lamendola  




Non solo ogni individuo, ma ogni società, sono disposti a vedere e a considerare solamente ciò che ritengono compatibile con le loro idee e credenze: una tribù africana è disposta a credere al mondo degli spiriti, la nostra cultura non lo è; e noi, frettolosamente e presuntuosamente, ne traiamo la conclusione che una civiltà “inferiore” vede cose che una civiltà “superiore” esclude che esistano, e dunque a fare testo su ciò che è reale è sempre quello che crede la seconda, non la prima. Siamo poco coerenti e poco conseguenti, tuttavia, nel nostro modo di ragionare: perché non ci vuol molto a sviluppare ulteriormente queste premesse e trarne la conclusione, altrettanto legittima, ma di portata ancor più generale, che tutte le civiltà hanno delle credenze destinate a tramontare nel corso dei secoli, e che tutte quelle che vengono dopo, e sono, o si ritengono, più evolute, getteranno nel cestino della carta straccia le credenze di quelle che le hanno precedute. Un destino che toccherà, col passare del tempo, anche alle credenze della nostra cultura.
Una delle credenze divenute obsolete nella nostra cultura, figlia della civiltà moderna, è quella nell’esistenza e nell’azione malefica di un essere personale, di natura spirituale, che si adopera per la nostra rovina morale e materiale e per precluderci la salvezza nella vita eterna, allontanandoci da Dio e spingendoci a infrangere le sue leggi: il diavolo.
 La cultura moderna è giunta alla conclusione che il diavolo non esiste e non è mai esistito; che un tale essere personale è il frutto di un impasto di terrori ancestrali e di abile manipolazione delle menti e delle coscienze da parte del clero; e che una società tecnologicamente evoluta, come la nostra, nella quale la scienza si sforza di dare una risposta a tutte le domande relative alla realtà materiale, o, almeno, a tutte quelle che siano intelligibili per la ragione umana, non ha alcun bisogno di scomodare il diavolo (e neppure Dio, se è per questo) davanti ai fatti e ai fenomeni che, per adesso, non riesce a spiegare in modo del tutto soddisfacente. Naturalmente, il fatto che noi crediamo o non crediamo in una determinata cosa non significa che quella cosa cominci ad esistere o che cessi di esistere per merito nostro: per quanto importanti siano le nostre credenze sul piano soggettivo, esse non arrivano a modificare sostanzialmente la realtà oggettiva; in compenso, possono indurci ad assumere una certa percezione delle cose, sino a trovare in tale percezione distorta la “conferma” di ciò che credevamo già fin dal principio. Infatti siano abbastanza razionali da aver bisogno di conferme di ordine intellettuale alle nostre opinioni, ma non lo siamo abbastanza da permettere ai nostri sensi e alla nostra mente di vedere il mondo in maniera realmente aperta e libera da prevenzioni. Pertanto, quando ci troviamo a tu per tu con l’inesplicabile, o non lo vediamo per niente, oppure ci affrettiamo a sistemarlo, a viva forza, entro la cornice rassicurante di ciò che riteniamo possibile, ossia di ciò che, secondo le nostre convinzioni, ha il “diritto” di esistere e, perciò, di esser preso sul serio.
Inutile dire che, da una tale riduzione arbitraria del quadro complessivo della realtà che ci circonda, e perfino di quella che si affaccia dal di dentro di noi stessi, ciò che emerge è una “realtà” ingannevole, drasticamente mutilata, in bianco e nero, senza sfumature, rozzamente semplificata e quasi caricaturale rispetto alla realtà vera. Noi viviamo e ci muoviamo al centro di questa realtà travisata e contraffatta, storpiata e impoverita, credendo che sia la realtà tout-court; di conseguenza, passiamo accanto alle cose senza vederle per ciò che sono, ma scambiandole per qualcos’altro. Per chi ha una visione cronicamente limitata delle cose, ad esempio, un’immensa montagna, le cui vette si perdono fra le nubi, non è che un qualunque pezzo di pietra: perché se l’occhio che guarda è quello di un insetto, esso vedrà quel che può vedere un insetto, e nulla più di questo.
Ecco due episodi distinti accaduti allo psichiatra Simone Morabito e riportati nel libro di un sacerdote carismatico ed esorcista, don Beppino Cò, che svolge da anni il ministero della liberazione dei posseduti, e che, quasi inutile dirlo, non gode di molte simpatie negli ambienti della contro-chiesa gnostico-massonica che si spaccia per cattolica, ma è seguito e apprezzato da numerosi fedeli, che vengono anche da lontano per partecipare alla santa Messa da lui celebrata (da: B. Cò, L'armata di Satana, Villa di Serio, Edizioni Villadiseriane, 2010, pp. 192-193 e 197-198):

... Una paziente di 22 anni arriva di corsa un pomeriggio e grida: "Lei deve ipnotizzarmi" e nello stesso tempo calava sensibilmente la temperatura dell'ambiente, quasi mi sembrava di trovarmi in una cella frigorifera. In tanti anni di professione non mi era mai successo di avere il terrore di una malata,  non perché gridava o era scomposta, ma perché con lei era entrato "qualcuno"" che mi induceva un terrore mortale; ero inchiodato alla poltrona, non riuscivo a muovere un dito o a formulare un pensiero. La paziente continuava ad usare due tecniche: incutermi timore e nello stesso tempo blandirmi. Mi sono ricordato che non bisogna mai ipnotizzare chi suppone di essere posseduto dal Maligno.
In quel momento (penso ad opera degli angeli), un mio collega che doveva rientrare a Treviglio, passando da Bergamo, sentì un impulso forte di passare da me. Ho sentito suonare il campanello e ho fatto accomodare quel collega tra la paziente e la sorella che l'accompagnava. Qualche istante dopo vedo il mio collega sbiancare in volto e subito mettere la mano in tasca per tirar fuori il Rosario. In quel momento la paziente, puntando il dito verso di lui, gli urla: "Che fai, disgraziato, imbecille, vattene via" mentre continuava a ripetere che voleva essere ipnotizzata. Ho capito che in questo caso il medico non può fare nulla. Volevo pregare il Padre Nostro ma dopo avere incominciato non riuscivo a continuare; ho tentato con l'Ave Maria ma non riuscivo a continuare. Sapendo che in questi casi soltanto la preghiera ci può aiutare, ho incominciato a ripetere più volte il nome di Gesù: ho sentito una grande forza che mi permise di riprendere in mano la situazione. Ho ordinato alla paziente di tacere e di rispondere soltanto alle mie domande perché ero io che doveva suggerire la terapia e non lei. Le ho chiesto di raccontarmi che cosa era successo, ma faceva scena muta. All'improvviso si è alzata e puntandomi il dito ha urlato: "Disgraziato, ti conosco e voglio rovinare la tua professione". Effettivamente da allora in poi mi sono successe tante cose: hanno colpito me e anche quel mio collega. [...]
Sono stato chiamato da una famiglia in una cittadina del Lago Maggiore. è stato il parroco a fare il mio nome perché nella casa succedono cose molto particolari: volano piatti a mezz'aria, trovano segnato il muro con delle scritte, trovano i cassetti da ordinati a sottosopra, vasetti di alimenti aperti, ecc. Sono venuti e prendermi (ero con un altro medico) all'uscita dell'autostrada, il padre e la ragazza che apparentemente non presentava alcun problema.
Seduti attorno al tavolo di famiglia, in una bella villetta, a piano terra, la ragazza iniziò a raccontare che ha un "amico invisibile" che l'aiutava in tutto... dall'attraversare la strada senza pericoli, a rispondere a scuola. è un continuo dialogo con questa persona... Dopo più di un'ora e mezza che stavamo discutendo, mi sono accorto che non era allucinata, delirante, schizofrenica (le avevo somministrato il test Rorschach).
Allora, quale poteva essere la causa di quello che le succedeva? Senza farmi sentire mi misi a pregare delle preghiere particolari che l'esperienza mi ha suggerito. Io sono uno psichiatra cattolico. Non l'avessi mai fatto! la signorina, da seduta, viene scaraventata a terra, è in preda a una violentissima agitazione psicomotoria, incomincia a bestemmiare, a digrignare i denti, a minacciarmi facendo il rantolo come di una tigre che sta per saltarmi addosso!
Ha le mani ad artiglio, lancia grida da agghiacciare  il sangue (dopo tre ore avevo le orecchie che mi ronzavano). L'aspetto del viso, da dolce era diventato demoniaco; gli occhi agghiacciavano chi li guardava; sprigionava una forza come di sei uomini insieme...
Il fenomeno durò per tutto il tempo che pregai, circa un quarto d'ora. Se non avessi pregato (come fa qualsiasi specialista in materia) non mi sarei accorto di questo inferno che la divorava, avrei ordinato una terapia blanda e tutto sarebbe finito lì. 
Appena ho finito di pregare, aiutata dalla madre, la ragazza si rialza da terra, poi, tornata in sé, rivolta a sua madre le chiede: "Chi sono queste persone?", intendo il sottoscritto e il mio collega medico. Era come se ci vedesse per la prima volta e invece stavo dialogando con lei da un'ora e mezza. Non ricordava assolutamente nulla, neppure di essere venuta con suo padre in macchina ad incontrarci all'uscita dell'autostrada.
Più passava il tempo e più ci rendevamo conto che la signorina aveva come una specie di "assenza" che durava da più di due anni. Non si era mai accorta dei quadri che da due anni sua madre aveva appeso alla parete della sala da pranzo dove tutta la famiglia si ritrova ogni giorno regolarmente.
Questa signorina, insieme alla sorella, ogni tanto sostituiva i suoi genitori nel loro negozio, eppure non si ricordava nulla. Io stesso mi sono chiesto se veramente avevo parlato io stesso con quella signorina o con un'altra entità. Il diavolo?

Di entrambi questi episodi, la cosa forse più interessante – perché, in se stessi, non differiscono molto da tantissimi altri che accadono ogni giorno, per chi li sappia vedere e non li scambi per semplici manifestazioni d’isteria o per qualche altra patologia scientificamente spiegabile – è che abbiano avuto quale osservatore uno psichiatra che era anche un fervente cattolico. Chissà quanti psichiatri, al suo posto, non avrebbero percepito la presenza del Maligno e avrebbero prescritto alle loro pazienti le solite terapie a base di farmaci chimici, e null’altro. Sarebbe interessante sapere come essi avrebbero spiegato il brusco abbassamento della temperatura, nel primo caso; la reazione parossistica della ragazza quando lo psichiatra si mette a pregare mentalmente, nel secondo. Tuttavia, come abbiamo già detto, le persone tendono a vedere solo ciò che sono disposte a vedere, solo ciò che fa parte di quel reale che esse ritengono possibile; ciò che per esse è impossibile, non lo vedono, o, se lo vedono, non lo riconoscono, e, semmai, tentano di spiegarlo in maniera impropria (e talvolta grottesca), attingendo al limitato bagaglio concettuale che possiedono.
Ora, è noto che il professor Morabito ha subito un processo ed è stato condannato per truffa a una pena di quattro anni di prigione, e cinque d’interdizione dalla professione medica. Era stato denunciato dai genitori di Cristina Monti, una facoltosa quarantenne venuta a Bergamo, per farsi curare da lui, dalla provincia di Treviso, e che è stata sua paziente dal 1990 al 1992, periodo in cui è stata tenuta lontana dai familiari e sorvegliata strettamente dallo psichiatra, che la riteneva posseduta dal diavolo. Durante un tentativo di fuga dalla finestra, la donna è caduta rompendosi il femore: di qui il ricovero in ospedale, l’intervento dei genitori e la denuncia, seguita dal processo, sul quale si sono ghiottamente gettati i giornali, le televisioni e soprattutto gli esponenti della cultura laicista e radicale oggi imperante. Basta fare una rapida ricognizione in rete per vedere quanto si siano scatenati gli sciocchi paladini dell’incredulità e dell’irreligiosità politically correct  a deridere questo psichiatra che ha il torto di essere cattolico dichiarato e di credere, come dovrebbe credere qualunque cattolico, che il diavolo esiste (il Nuovo Testamento lo nomina circa 300 volte e diversi papi, fra i quali Paolo VI, hanno ribadito la sua esistenza). E ciò a prescindere da altre considerazione che si possono fare in margine alla dolorosa vicenda che ha portato al processo a carico dello psichiatra. Non abbiamo una conoscenza diretta del professor Morabito, ma quel che sappiamo di don Beppino Cò ci fa pensare che, se questi nutre stima per lui, è probabile che ne meriti da parte di qualsiasi galantuomo. Certo, l’esorcismo nella Chiesa cattolica è considerato un ministero particolarmente delicato e difficile, perciò viene riservato a dei sacerdoti particolarmente preparati e autorizzati dal vescovo; resta pertanto da capire come un buon cattolico, che sia anche psichiatra, possa pensare di liberare un paziente dalla possessione demoniaca con le sue forze, senza l’intervento di un sacerdote esorcista. Resta anche da capire come una paziente maggiorenne vada da Treviso a Bergamo per farsi curare proprio da un certo psichiatra, sapendo benissimo quali siano le sue idee, anzi, su consiglio di amici che lo conoscono e lo stimano, e poi i suoi familiari decidano di denunciarlo a causa dei suoi metodi non ortodossi.  Dei giornalisti e dei vigliacchetti che, in tv o in rete, si divertono a sbeffeggiarlo, c’è poco da dire: si atteggiano a difensori della società contro imbroglioni e profittatori, e forse non sanno di essere le misere pedine di colui al quale si fanno un punto d’onore di non credere assolutamente. Lui stesso, per agire più liberamente, preferisce così…

Si crede a ciò che si è disposti a vedere: e noi moderni non siamo disposti a vedere il diavolo

di Francesco Lamendola
http://www.ilcorrieredelleregioni.it/index.php?option=com_content&view=article&id=11616:disposti-a-vedere-il-diavolo-&catid=131:mistero-a-trascendenza&Itemid=162

1 commento:

  1. Il blog è molto bello (i contenuti si intende), peccato per il template un po' sgraziato. Saluti

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