ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

mercoledì 22 marzo 2017

Scolapiatto

Card. Scola: «La sveglia di Papa Francesco»

Ricevo queste riflessioni di Andrea Mondinelli a proposito dell'intervista del Card. Scola a Repubblica: “Papa Francesco ci ha dato la sveglia, ora la Chiesa si lasci cambiare”
Caro don Gabriele,
dopo avere letto l’intervista di Repubblica a Scola, mi sorgono spontanee alcune domande e chiose.

• Dice Scola: “Come all’inizio del cristianesimo siamo chiamati ad annunciare la gioia del Vangelo a tutti, nessuno escluso. Abolire coi fatti ogni forma di esclusione”. Cosa significa “Abolire coi fatti ogni forma di esclusione”? Esclusione da che? Dall’annuncio o dalla Chiesa? Siccome, mi risulta, che la Chiesa annunci il Vangelo da circa duemila anni e non abbia mai escluso nessuno da tale annuncio, l’affermazione significherebbe abolizione di ogni forma di esclusione dalla Chiesa. Siccome chi non crede ai dogmi è fuori dalla Chiesa, allora eliminiamo i dogmi?

• Dice Scola: “[Il Papa] parte sempre dai gesti, dagli esempi, da una cultura di popolo nutrita da una precisa teologia. Da qui scaturisce il suo insegnamento. Questi elementi vanno visti insieme, altrimenti rischiamo di leggere ideologicamente la proposta del Papa”. L’insegnamento scaturisce da una precisa teologia, cosa ben diversa da una teologia precisa. Per evitare le letture ideologiche, Scola può dirci qual è la teologia precisa del papa? Quali sono i suoi maestri teologici di riferimento? Tucho Fernandez e Walter Kasper?
L’insegnamento non dovrebbe partire dal Vangelo e dalla dottrina?

• Dice Scola: “Papa Francesco affronta le questioni in termini schiettamente evangelici. L’antica tradizione europea patisce dell’intellettualismo che affligge tutto il continente. Quindi dobbiamo camminare, dobbiamo lasciarci cambiare”. Cosa intende per l’antica tradizione europea che patisce l’intellettualismo? L’antica tradizione della Chiesa europea? Sant’Ambrogio? Sant’Agostino? Sant’Anselmo? San Tommaso d’Aquino? Dobbiamo camminare verso dove? Non basta camminare, che non tutte le strade sono buone, anzi UNA SOLA lo è…

• Dice Scola: “Non si può trasformare in ‘diritto’ ogni inclinazione soggettiva, e poi legiferarci sopra”. Perché? Questo è esattamente quello che scaturisce dalla dittatura dei diritti umani. Non basta dirlo, bisogna dimostrarlo. Consiglio la lettura di “Diritti umani e cristianesimo” di Marcello Pera. Una lucida analisi su cristianesimo e contemporaneità (qui). Sperando che non sia troppo intellettualistico…

• Dice Scola: “Serve un pastore che favorisca il più possibile il processo di semplificazione che è già in atto e metta la sua mente ed il suo cuore su ciò che è essenziale: il Vangelo dà la gioia!”. VERO, ma la gioia del Vangelo sta nell’abbracciare la Croce e nel seguire Nostro Signore Gesù Cristo, perché la Carità scaturisce solamente dalla gioia della Croce. Questo è l’essenziale del Vangelo. Le consiglio la visione del docu-film su Santa Veronica Giuliani [(distribuito nelle sale su richiesta) e QUI].
Autore: Mondinelli, Andrea  Curatore: Mangiarotti, Don Gabriele
Fonte: CulturaCattolica.it

http://www.culturacattolica.it/?id=17&id_n=39852