ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

giovedì 9 marzo 2017

Se scatta lombardino, gatta ci cova..

Ratzinger eliminato dal buonismo ipocrita

Certo non sarà un complotto, però gli somiglia un sacco
Certo non sarà un complotto, però gli somiglia un sacco. Stiamo parlando delle dimissioni di Benedetto XVI l'11 febbraio (giorno di Lourdes) di quattro anni fa.


L'ex vescovo di Ferrara, monsignor Luigi Negri, si leva un macigno dalla scarpa e dice che «un giorno emergeranno gravi responsabilità dentro e fuori il Vaticano». Si dichiara certo del fatto che Benedetto XVI abbia subito «pressioni enormi». Da parte di chi? Obama? Negri ricorda che, «anche sulla base di ciò che è stato pubblicato da Wikileaks, alcuni gruppi di cattolici hanno chiesto al presidente Trump di aprire una commissione di inchiesta». Per quanto riguarda l'interessato, nel recente libro-intervista con Peter Seewald, smentisce: «Nessuno ha cercato di ricattarmi». Sarà. Ci si può chiedere però che credito dare alle ultime parole di Ratzinger, che di fatto contraddicono le prime.
All'ora delle dimissioni disse che voleva rinchiudersi nel silenzio e nella preghiera. Ma chi vuol rinchiudersi nel silenzio e nella preghiera rilascia interviste da best-seller? Boh. Permane il fatto che un motivo plausibile per le sue dimissioni non l'ha mai fornito. E non si tratta di questione da prendere sottogamba. Un papa dimissionario è un fatto epocale per la Chiesa, specialmente se continua a vestirsi da papa e a farsi chiamare papa (emerito). Anzi, il fatto è inaudito. Un altro fatto è questo: via lui, ecco un pontificato nuovo che si preoccupa di fare tutto il contrario di quello precedente. Così come Trump sta demolendo l'obamismo. I punti oscuri sulle dimissioni di Benedetto XVI permangono. E il fatto che a non vederci chiaro siano proprio i cattolici tradizionalisti non cambia di una virgola l'assunto. Sì, perché gli alberi si giudicano dai frutti, lo dice il Vangelo ma anche il buonsenso. Tanto Ratzinger era vituperato da coloro che contano, tanto Bergoglio è osannato. A Ratzinger fu impedito di parlare alla università di Roma, a Bergoglio l'università di Roma ha steso tappeti rossi. E là Francesco non ha certo pronunciato discorsi epocali come il suo predecessore a Ratisbona. No, ha parlato a braccio, anzi a mano, come si fa al bar tra amici. Ed è stato un discorso veramente e politicamente corretto. Anche la sua insistenza, opportune et importune, sull'accoglienza indiscriminata dei migranti alimenta i sospetti dei sostenitori del complotto. La dottrina cattolica è giudicata troppo rigida per il «mondo nuovo» che gnomi come Soros vogliono creare, un mondo meticcio e liquido, omosessualizzato e individualizzato, un mondo di consumatori sradicati. Via dunque il papa-teologo e avanti col papa-pastore che annacqua la dottrina e piace tanto ai maestri del politicamente corretto. Verso una Chiesa alla Jovanotti che si amalgama perfettamente col Brave New World prossimo venturo. Non sarà un complotto, certo. Però, se lo fosse, i risultati sarebbero diversi?




http://www.ilgiornale.it/news/politica/ratzinger-eliminato-buonismo-ipocrita-1373023.html

Esclusiva, complotto Obama-Benedetto XVI. Gotti Tedeschi (ex Ior) con Negri: “Quello che so io”


8 marzo 2017 ore 12:55, Marta Moriconi

IntelligoNews
Le ultime dichiarazioni dell’ex arcivescovo di Ferrara Luigi Negri rilasciate al quotidiano online Riminiduepuntozero stanno facendo molto discutere. Amico di Benedetto XVI prima che diventasse Papa e a lui rimasto legato sia durante il Pontificato che dopo la rinuncia, ha parlato a viso aperto raccontando quelli che per lui sono i retroscena sulla rinuncia di Benedetto XVI, frutto di forti pressioni cui Ratzinger non sarebbe riuscito a sottrarsi: “Non è un caso – ha dichiarato – che in America, anche sulla base di ciò che è stato pubblicato da Wikileaks, alcuni gruppi di cattolici abbiano chiesto al presidente Trump di aprire una commissione d’inchiesta per indagare se l’amministrazione di Barack Obama abbia esercitato pressioni su Benedetto (…)”. IntelligoNews, in esclusiva, ha intervistato Ettore Gotti Tedeschi, ex banchiere dello Ior dal 2009 al 2012 quando venne clamorosamente sfiduciato e rimosso dall’incarico mentre cercava di far pulizia nella Banca Vaticana come richiesto proprio da Ratzinger.
 Monsignor Negri dice che ci sarebbe  “la mano di Obama dietro le dimissioni di Benedetto XVI”. L’ex arcivescovo di Ferrara parla di un “complotto americano” contro il Papa. Plausibile? 

“Il complotto appare essere americano solo perché loro hanno avuto la guida del Nuovo Ordine Mondiale. Vede, il complotto, se così possiamo chiamarlo, fu mirato a cercar di risolvere alcuni problemi causati dal fallimento del famoso Nuovo Ordine Mondiale degli anni ’70, gnostico neomalthusiano e ambientalista. Questo progetto di Nuovo Ordine, dichiaratamente, si prefiggeva (tra le varie cose) la relativizzazione delle fedi religiose più dogmatiche e manifestamente dimostrò di avversare tanto la fede cattolica da far dichiarare pubblicamente – e dai massimi responsabili Onu, Oms… – che l’etica cristiana non poteva più esser applicata e che si doveva esigere il sincretismo religioso per creare una nuova religione universale (anche grazie ai processi di immigrazione). Addirittura il Presidente Usa, Obama appunto, personalmente nel 2009 dichiarò che, essendo la salute benessere psico-bio-sociale, si doveva dare via libera ad aborto senza restrizioni, eutanasia grazie a limitazione delle cure, negazione al diritto di coscienza. Ebbene non è difficile comprendere che, in questo contesto di avversione alla fede cattolica, il Papa, massima autorità morale al mondo potesse diventare oggetto di attenzione sulla sua disponibilità o meno a voler “capire le esigenze del mondo globale”. Ora, Papa Benedetto XVI insisteva invece nel riproporre il problema antropologico secondo la visione cattolica (ergo l’uomo creatura di Dio-Creatore), combatteva il relativismo portando Dio al centro del dibattito culturale soprattutto azzerando le distanze fra fede e ragione e affermava l’esigenza di tornare ad evangelizzare, spiegando che il fallimento della civiltà occidentale era dovuto al rifiuto del cattolicesimo, etc. Come meravigliarsi che un tale Papa restauratore non dovesse esser considerato “fuori gioco”? Un famoso filosofo laicista scrisse come riporta il Fatto Quotidiano del 26 novembre 2009: “Quando la Chiesa del silenzio prenderà la parola, la “reconquista” di Ratzinger si dissolverà, come all’alba i sogni e i vampiri”.

Se gli americani fossero stati capaci di far dimettere un Papa, potrebbero aver avuto la forza di farne eleggere un altro di loro gradimento? 

“Gli americani son stati capaci di “licenziare” Clinton/Obama e far nominare Trump. Mi vien da pensare che abbiano grandi capacità reattive… Un giorno mi piacerebbe spiegare al Papa la mia esperienza vaticana con ambienti americani, direttamente ed indirettamente, influenti. Tornando però a Monsignor Negri, io penso che sia difficilmente comprensibile che si possa decidere di non valorizzare più un sacerdote del suo tenore. Non è a me neppure tanto comprensibile come persone come lui e i 4 cardinali che hanno espresso i Dubia, dimostrando solo quanto amano la Chiesa, possano venir ignorati e messi da parte. Non lo trovo solo incomprensibile, ma anche imprudente, perché in tal modo ci si priva della loro competenza, che non mi pare sia tanto facilmente surrogabile. Monsignor Negri, che vorrà certo continuare a servire la Chiesa, lo farà con molti cattolici di valore che gli sono vicino. E’ un peccato che gli attuali vertici della Chiesa vicino al Papa, rischino di privarsi del suo amorevole e prestigioso aiuto, competenza, energia. Qualcuno ieri suggeriva che si potrebbe pensare di affidare a Monsignor Negri la Comunità di Bose, al fine di “valorizzarla”, come è già stato fatto con i Francescani dell’Immacolata”.
La sua rimozione e le dimissioni di Ratzinger potrebbero esser collegate?
“Come potrei saperlo? Certo Negri era “figlio spirituale” prediletto di Ratzinger, certo con una personalità ed un temperamento straordinariamente forte, tipico di grandi personalità “sante” nella storia della Chiesa. Mi dicono peraltro che, prescindendo da tutto ciò, siamo solo agli inizi dell’attacco alla nostra santa Chiesa. Ma posso anche assicurarle che la Chiesa verrà difesa fino al martirio da persone proprio come monsignor Negri. Questa è la differenza tra un sant’uomo come lui e i tanti “leccacalzini “imperanti”.

 Padre Lombardi contro mons Negri: "Strana amicizia con Ratzinger"

L'ex direttore della Sala Stampa vaticana perplesso di fronte alle dichiarazioni dell'arcivescovo di Ferrara: "Come può contraddire il Papa emerito?"



È una "strana testimonianza di amicizia" quella professata dall'arcivescovo di Ferrara-Comacchio mons.



Luigi Negri nei confronti del Papa emerito Benedetto XVI. A coniare questa definizione un prelato che ha avuto grande consuetudine con il Pontefice tedesco: l'ex direttore della Sala Stampa vaticana padre Federico Lombardi.
Un uomo, padre Lombardi, abituato per natura e per vocazione professionale a misurare le parole con prudenza. In un colloquio con il sito Il sismografo, il giornalista gesuita lascia trasparire un certo stupore per le dichiarazioni di mons. Negri, che aveva parlato di "gravissimi motivi" dietro le dimissioni di Papa Ratzinger nel 2013: "Leggere le dichiarazioni di Mons. Negri è sempre interessante, ma talvolta è lecito interrogarsi sulla appropriatezza di ciò che dice", commenta padre Lombardi.
"Per fortuna - prosegue il gesuita - mons. Negri riconosce di conoscere poco i fatti, il che in parte permette di relativizzare le sue affermazioni, che tuttavia ci vengono presentate come una “certezza”."
Quindi l'affondo più duro: "Ciò che Benedetto XVI ha affermato pubblicamente davanti al Concistoro e al mondo, e che ha ribadito nelle “Ultime conversazioni” con Peter Seewald, è assolutamente diverso da ciò che Negri afferma. Benedetto afferma infatti che ha preso la decisione della rinuncia in piena libertà e responsabilità e che non c’è nessun mistero da svelare. Io ho sempre pensato che Benedetto XVI sia un uomo che ha messo la verità al primo posto. Come si fa a contraddirlo così platealmente? Mi pare una strana dimostrazione di amicizia."
“Spifferi parte XVII: la dichiarazione di Mons. Negri sulle dimissioni di Benedetto XVI e la smentita di Padre Lombardi, il quale o non conosce i fatti oppure vuole depistare” di Fra Cristoforo

Mons. Negri ha una forte amicizia, con Benedetto XVI. E si vedono di frequente. Evidentemente Padre Lombardi non sa e non conosce le vere motivazioni delle dimissioni di Benedetto. E si mette a dire cose senza senso (http://www.lastampa.it/2017/03/09/vaticaninsider/ita/vaticano/strana-testimonianza-di-amicizia-quella-di-negri-per-benedetto-Z720fOmNm5Gd538iWeh6JO/pagina.html). Per questo parla così. Ma tra un mese Anonimidellacroce sarà in grado di pubblicare il contenuto della lettera fatidica che Benedetto ricevette prima di decidere di dimettersi.
Anche Padre Lombardi, come tanti altri giornalisti, su questo argomento dovrebbe tacere. Perché le motivazioni delle dimissioni di Papa Ratzinger non sono quisquiglie. Sono motivazioni gravi. E non per poca salute o per altri motivi teologici.
Ma per motivi gravi, veramente gravi.
Qui finisce il mio spiffero. Su questo tema, pubblicheremo tra un mese.
Sappiate comunque che Mons. Negri è un amico fidato di Benedetto. 
Fra Cristoforo
Soros, S.Egidio, Mare Nostrum: i taxi per l'Italia
Il Consiglio d'Europa ci rimprovera per la nostra politica dell'immigrazione troppo "generosa". Gentiloni risponde che il problema è irrisolvibile. Ma le iniziative che portano gli immigrati nel Mediterraneo fino in Italia sono alla luce del sole. Non solo le Ong finanziate da Soros, ma anche la S. Egidio. E prima c'era Mare Nostrum...
di Stefano Magni09-03-2017
“Il problema dell’immigrazione non lo risolverebbe nemmeno Mago Merlino”, risponde il premier Gentiloni al Consiglio d’Europa, che rimprovera all’Italia troppo pochi rimpatri di immigrati irregolari. A dire il vero non ci vuole un Mago mitologico per iniziare a risolverlo. Servirebbe, piuttosto, cambiare approccio, anche se tanti elementi dimostrano che non vi è alcuna volontà di cambiarlo.
L’idea che ci sia un “grande vecchio” che sta pianificando l’immigrazione nel Mediterraneo è una vecchia costante delle teorie della cospirazione. Come tutte le leggende, non è vera: l'emigrazione dall'Africa all'Europa è un fenomeno non pianificato e neppure pianificabile, visto che coinvolge milioni di persone provenienti da decine di paesi diversi. Ma, come tutte le leggende, ha il suo fondo di verità. Questo fondo di verità è l’attività, reale e documentata, di navi soccorso di Ong come Moas, Medicins sans Frontieres, Save the Children, Sea Eye e Sea Watch (e altre meno conosciute). Si portano sotto le coste della Libia, talvolta anche entro le sue acque territoriali e salvano i passeggeri delle carrette del mare, prima di trasportarli ai più vicini porti italiani. Queste navi battono bandiere di paesi neutrali e non europei, come Panama, Belize e le isole Marshall. Lo scopo dichiarato di queste associazioni è quello della libera emigrazione, contro le politiche di respingimento. Sono contrarie, dunque, alla distinzione fra veri rifugiati ed emigranti in cerca di fortuna. A finanziare le loro operazioni ci sarebbe anche la Open Society Foundation di Soros, che comunque sposa esplicitamente la causa dell’emigrazione sicura verso l’Europa e si oppone alla politica “dei muri” e dei respingimenti in mare. Queste operazioni avvengono alla luce del sole. Il governo italiano, in questi anni, non ha fatto nulla per contrastarle. Non fa che compiere l’ultima fase del viaggio: l’arrivo sul suolo italiano.
A dire il vero, l’attività di queste Ong ricorda molto da vicino un’altra iniziativa: i corridoi umanitari della Sant’Egidio. Proprio lo scorso 12 gennaio, la Sant’Egidio, d’accordo con la Cei e con il governo italiano, ha stabilito l’apertura di un corridoio umanitario con l’Africa orientale, per ospitare rifugiati da Sud Sudan, Eritrea e Somalia. Si tratta del secondo di questi corridoi: il primo, che riguarda la Siria, ha già portato in Italia 700 rifugiati. Il trasferimento viene effettuato con gli aerei invece che con le navi. E, contrariamente alle iniziative delle Ong di cui sopra, la selezione avviene alla partenza, distinguendo i veri rifugiati dagli altri emigranti. Ma il concetto (e dunque anche il messaggio che passa) è analogo: il flusso degli emigranti non deve essere fermato, ma reso più sicuro e legale. E con l’imprimatur del governo italiano.
Non è nuova neppure l’idea che ci siano delle navi che si spingono fin sotto le coste libiche per raccogliere gli emigranti e portarli in Italia. Già un’altra organizzazione (governativa, questa volta) è stata pioniera in questa attività: la Marina Militare Italiana. L’operazione si chiamava Mare Nostrum e la ricordiamo tutti. Contrariamente alle navi finanziate da George Soros, con soldi suoi privati, le unità della nostra Marina costavano molto di più ed erano pagate dal contribuente italiano.
Salvare uomini in mare, come fanno le Ong di cui sopra, la Sant’Egidio e il governo italiano con Mare Nostrum, è un dovere morale. Su questo non ci sono dubbi. Dobbiamo però chiederci se queste iniziative servano a ridurre o aumentare le tragedie nel Mediterraneo. E l’esperienza di questi tre anni dimostra che, per lo meno, non servono a ridurle. I corridoi umanitari della Sant’Egidio riguardano i soli rifugiati. Ma i rifugiati costituiscono solo una minima parte di coloro che tentano la traversata del Mediterraneo in nave. Mare Nostrum e l’analoga attività volontaria delle Ong provocano, come si è visto più volte, un brutto effetto collaterale: incoraggiano a trasportare un numero ancora maggiore di persone in condizioni di sicurezza peggiori, considerando che c’è “una mano amica” a poche miglia dalla costa. Senza contare, poi, che lo scopo degli emigranti economici illegali è quello di transitare per l’Italia e insediarsi nell’Europa più ricca (in Germania, soprattutto). Più ne arrivano nel nostro paese, più saremo visti come un problema dal resto dell’Ue. E non ci vuole un Mago Merlino per capirlo.

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