ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

lunedì 10 aprile 2017

Aper de silva



   












IL CINGHIALE DELLA SELVA

 Mi fa imbufalire che si dica, anche spesso oggi e soprattutto oggi, che Lutero (1483/1545) fu “un’anima religiosa” e che il “Vescovo di Roma” sia andato il 31 ottobre 2016 a Lund in Svezia a celebrare il 500° anniversario della sua terribile “riforma”. Girate la questione come volete, ma religione significa obbedienza: a Dio, a Gesù Cristo, alla sua Chiesa. Lutero invece fu ed è tuttora la sovversione, la ribellione totale, alla Chiesa, a Cristo, a Dio stesso.
      Non è ancora chiaro perché si sia fatto frate agostiniano: pare per sfuggire al carcere, a causa di un omicidio. Sul suo equilibrio e serenità di spirito esiste più di un dubbio. È vero che a Roma, quando nel 1511 lui, giovanotto di 27, anni vi giunse pellegrino dalla sperduta Erfurt in Sassonia c’erano parecchi angoli non proprio puliti, ma se lui se fosse stato radicato in Cristo e nella sua Verità, avrebbe guardato più a fondo, vi avrebbe visto il Volto del divino Maestro e Redentore Gesù e si sarebbe comportato come San Francesco d’Assisi e S. Domenico di Guzman. Che direbbe oggi un tedesco come Lutero se noi volessimo giudicare il suo popolo solo attraverso i campi di sterminio nazisti?  

Sovversione – A Wittemberg, qualche anno dopo, nel 1517, Lutero prese a disfarsi di tutto. Era professore di teologia, ma piuttosto superficiale (come certi professori di oggi!) e non aveva nel suo Ordine consiglieri capaci di aiutarlo, né alle sue spalle una tradizione teologica adatta a tenergli la testa a posto. Così si disfece di tutto, del Papa, dei Vescovi, del Sacerdozio, dell’Eucarestia, della S. MessaSacrificio di Cristo, di tutto quello che nel Cattolicesimo secondo lui era appariscente ed esteriore. Qualche ingenuo (o in malafede) dice che voleva liberare Gesù di Nazareth e di Betania dalla “prigione” che i “papisti” gli avevano costruito in Roma, sulle macerie dell’antico
impero della Lupa. Al posto della costituzione sacerdotale e gerarchica della Chiesa, al posto delle Verità di fede definite e chiare (i dogmi) da lui buttate via con popolana e volgare violenza, tentò di mettere lo slancio immediato dell’uomo a Dio e l’abbandono a Lui: una società spirituale e autonoma di credenti che liberamente decidono che cosa credere e che cosa fare (il libero esame). Fatto sta che con il pretesto di liberare Cristo Lutero aveva distrutto la sua opera. Quell’opera di cui i Vangeli erano e sono chiaro programma e che la Tradizione per millecinquecento anni di Cristianesimo aveva fortiter et suaviter conservato.

      Dal tempo di Lutero a oggi il movimento protestante si è frammentato in migliaia di correnti, lacerando la Chiesa in modo spaventoso. Ogni corrente ha una sua “teologia (sedicente teologia) su Cristo”: chi si avvicina a queste correnti non può ritrovare il Cristo dei Vangeli e della Santa Tradizione di due millenni cristiani. Sembra che ognuno possa fabbricarsi il Cristo che più gli aggrada. Già S. Paolo, l’Apostolo, agli amici suoi di Corinto, lamentava questo pericolo mortale per il Cristianesimo: «È forse stato smembrato il Cristo?» (1Cor 1,13). A dimostrazione del fatto che Lutero non fosse un’anima religiosa e timorata di Dio, basta una sua affermazione terribile: «Triumphata Missa, puto nos totum papam triumphare» (Distrutta la Messa, ritengo che noi distruggeremo il Papa!). Dunque, l’attacco centrale di Lutero si dirige contro il Sacerdozio gerarchico e contro la Messa-Sacrificio di Cristo, perennizzato dal Sacerdozio nei secoli. Distrutta la Messa è distrutto il Sacerdozio e viceversa. Chissà se Bergoglio ha pensato a queste cose prima di andare a Lund a celebrare Lutero, prima di lasciar portare una statua di Lutero nell’aula Nervi?

      Trento, per la Verità! - Nel 1545 Papa Paolo III convoca il Concilio di Trento. Occorreranno 18 anni e diversi Pontefici per condurre a concluderlo in modo mirabile nel 1563, con Papa Pio IV. Trento sorge sulla via per il Brennero, tra la Germania e Roma, quasi simbolo di tensione tra il mondo tedesco e il mondo latino, ma anche di unità da recuperare. Ci sono quattro date da ricordare anche oggi, a più di quattro secoli e mezzo di distanza, corrispondenti a quattro celebri decreti del Concilio di Trento: 1547, sulla giustificazione; 1551, sull’Eucarestia; 1562, sul Sacrificio della Messa; 1563, sul Sacerdozio. Furono altrettanti anni di lotta per Cristo, per ripresentare il vero Volto di Lui, non immaginato da noi, “secondo il libero esame” di Lutero, ma come Lui veramente è nella Sacra Scrittura e nella Tradizione. Non il «Cristo lacerato e mutilato» di Lutero, ma il Cristo nella sua Verità e Pienezza, di realtà e di vita.
      – 1547, il Concilio approva il decreto sulla giustificazione, la quale è distruzione del peccato e ricomposizione dell’amicizia con Dio. Non è il risultato di uno slancio fiducioso dell’uomo, ma dell’amore salvifico di Dio per mezzo di Cristo. È opera della Grazia e questa Grazia passa solo per Cristo. Se non rinasciamo in Cristo – parole del Concilio – non siamo giustificati. Solo in Lui, Cristo, abbiamo redenzione e giustificazione. L’uomo non rimane passivo nella conquista della giustificazione. L’uomo si muove verso Dio, ma non con le sole sue forze. Di nuovo Cristo è presente in questo muoversi dell’uomo, ed è presente con la sua Grazia, Grazia che ispira ad amare Dio, a odiare il peccato, a fare penitenza, a ricominciare ogni giorno una vita nuova. Il decreto continua a descrivere come Cristo agisce in noi. Egli non si ferma alla prima giustificazione, che ci rende amici di Dio, suoi figli adottivi; ma prosegue in noi con la sua opera mirabile. Ci spinge con la sua Grazia di virtù in virtù; ci rinnova di giorno in giorno; ci fa crescere nella fede, nella speranza e nella carità. Con questa Grazia di Cristo i Comandamenti della Legge divina non sono impossibili da osservare; e se sono difficili, Cristo ci aiuta affinché possiamo osservarli per tutta la vita. Come coronamento dell’impresa, Cristo ci darà ancora, se collaboriamo con Lui, la Grazia della perseveranza finale.
       – 1551, il Concilio approva il decreto sull’Eucarestia. Cristo intimo di nuovo si svela. Egli ha lasciato l’Eucarestia nella sua Chiesa come «segno della sua unità e del suo amore, con cui ha voluto che tutti i cristiani fossero intimamente congiunti». Tutto intero Cristo, Dio e Uomo, è realmente presente sotto le specie o apparenze visibili del pane e del vino, dopo la consacrazione eucaristica. Cristo lo ha voluto per dimostrare a noi la potenza del suo amore e per lasciarci il ricordo vivo – Se stesso in persona – del suo passaggio tra noi. Ha voluto che, ricevendoLo, ci ricordassimo di Lui e della sua passione e morte per noi; ne facessimo alimento celeste della nostra vita per essere irrobustiti e trasfigurati in Lui e poter vivere della sua stessa Vita divina. Egli ha voluto che fosse anticipazione della nostra salvezza eterna, segno e strumento di unità del suo mistico Corpo che è la Chiesa, una e santa. Cristo possiede dunque questa miracolosa esistenza eucaristica, con la quale Egli rimane con noi, in ogni luogo e in ogni tempo, senza abbandonare la sua esistenza gloriosa alla destra del Padre. Cristo ovunque presente, Cristo vivente nell’Ostia transustanziata in Lui; noi diventati suoi ospiti, suo tempio, sue membra, viventi della sua stessa vita.
      – 1562, il Concilio approva il decreto sul Sacrificio della Messa. Dio ha voluto un nuovo Sacerdozio e un nuovo Sacrificio, per la sua gloria e per la nostra salvezza. Dio ha consacrato Cristo Sacerdote della nuova alleanza, per operare la Redenzione eterna. Ma non volle che il suo Sacerdozio si estinguesse. Nella stessa notte in cui si preparava al martirio sulla croce, perché alla Chiesa non mancasse il Sacrificio visibile, che doveva ricordare e rendere presente (ripresentare) sino alla fine dei secoli il Sacrificio della croce, Cristo, Sommo ed Eterno Sacerdote, ha istituito il Sacrificio eucaristico e ha dato agli Apostoli il comando di rinnovarlo per sempre, mediante i loro successori. Cristo, Sacerdote eterno e contemporaneo di ogni uomo in ogni luogo e in ogni tempo, che una volta sola offrì Se stesso fisicamente sul Golgota, per sempre continua a offrire Se stesso misticamente sull’altare, nel Sacrificio della Messa.
      – 1563, il Concilio approva il decreto sul sacerdozio della Nuova Alleanza. Sacrificio e sacerdozio sono talmente congiunti che l’uno non sussiste senza l’altro. Quando Gesù volle dare alla sua Chiesa il Sacrificio nuovo e visibile, volle anche offrirle un Sacerdozio nuovo e visibile. Egli direttamente trasmise agli Apostoli il suo Sacerdozio, insieme al potere di trasmetterlo legittimamente ai loro Successori (i Vescovi e, come collaboratori, i sacerdoti). Essi avrebbero così posse-
duto i suoi stessi poteri e continuato la sua stessa missione, come “altri-Cristi”: consacrare e amministrare l’Eucarestia, rimettere i peccati, predicare il Vangelo all’umanità e dirigerla verso la vita eterna.
      “Il mio Cristo” – Ora Lutero e i suoi seguaci della cosiddetta “riforma” negarono e negano tuttora tutto questo con un “colpo di testa” che perdura da 500 anni.
      Il grande storico della Chiesa, Ludwig Von Pastor nella sua Storia dei Papi (vol. V, p.290 ss.) scrive: «Il cardinale Contarini (noi sappiamo che era il più “ecumenico” dei Cardinali di allora) era stato mandato come legato pontificio alla Dieta di Ratisbona per rendere più facile il tentativo dell’imperatore Carlo V di riportare i luterani alla Chiesa Cattolica. Il rappresentante del Papa era pieno di benevolenza e propenso a presupporre nei luterani le medesime buone disposizioni. Al punto fondamentale si arrivò quando si trattò dell’Eucarestia: i protestanti non solo rigettarono il termine “transustanziazione”, fissato dal quarto Concilio Lateranense (1215/16) per il concetto di mutamento eucaristico, ma negarono insieme questa realtà collegandovi inoltre un’altra eresia con il sostenere che il Corpo di Cristo fosse presente solo per chi se ne ciba e con il dichiarare quindi idolatria l’adorazione del SS.mo Sacramento. Fino a quel momento il Cardinale era stato accondiscendente, ma quando fu fatto il tentativo di mettere nuovamente in dubbio una delle dottrine sempre definite, egli con tutta l’energia si mise alla difesa della Verità cattolica. Disse all’imperatore: “Il mio scopo è stabilire la Verità. Ora, nel caso attuale, essa è così chiaramente espressa nelle parole di Cristo e di San Paolo, e dichiarata da tutti gli antichi e recenti dottori ecclesiastici e teologi della Chiesa latina e greca come pure da un famoso Concilio, che non posso in alcun modo dare il mio assenso qualora la si rimetta in dubbio. Se non può stabilirsi un accordo su questa dottrina già solitamente consistente, occorre abbandonare lo svolgimento ulteriore delle cose alla bontà e sapienza divina, ma bisogna tener fermo nella Verità. Anche per gli ariani e per il Concilio di Nicea si era trattato solo di una parola (il Figlio consustanziale al
Padre, Gesù, Dio come il Padre). Ora quella parola (“transustanziazione”) esprime una delle dottrine principali della Chiesa, per le quali si ha l’obbligo di esporre la propria vita”. E infine Contarini aggiunge: “La differenza con i protestanti sta nella cosa, nella realtà, e quindi non è possibile accordarsi nelle parole. Non voglio una pace apparente, la quale sarebbe un mutuo inganno, né tollero che si renda dubbia la dottrina della Chiesa mediante le molte parole, e sono deciso a non allontanarmi in nulla dalla Verità Cattolica”. Il Cardinale Contarini, come i Sommi Pontefici del Concilio di Trento, sapeva molto bene che cosa aveva affermato Lutero: “Triumphata Missa, puto nos totum Papam triunphare”. Distrutta la Messa, ritengo che noi distruggeremo il Papa. Cioè distruggeremo il Sacerdozio, la Gerarchia, la Chiesa Cattolica». 
      Questo è stato l’intento di Lutero e dei suoi soci. La tragedia che è iniziata il 31 ottobre 1517 a Wittemberg è stata immane. In una parola: è stata la prima volta che un prete cattolico non solo ha buttato l’abito alle ortiche per andare con una donna, non solo ha impugnato delle Verità rivelate, ma si è messo al posto del Figlio di Dio, di Dio stesso. Il crollo che ne è venuto non è ancora finito. Due secoli dopo, nel 1717, nasceva ufficialmente la massoneria, subito fulminata di scomunica, come il protestantesimo, dai Pontefici. Ancora altri due secoli dopo, nel 1917, in Russia, Lenin e i suoi bolscevichi scatenarono la rivoluzione d’ottobre, la rivoluzione comunista con il dilagare senza fine delle sue iniquità per il mondo, dalla Cina a Cuba, dove non è ancora finita. Sempre l’uomo al posto di Dio. Ma, nonostante la confusione più travolgente di uno “tsunami”, la Luce di Cristo non è venuta meno, almeno per chi La cerca e La vuole. Ciò che Lutero, Calvino, Zuinglio e Cranmer non vollero comprendere, anzi vollero distruggere con superbia luciferina, del Cristo e di quanto viene da Lui, noi, cresciuti alla scuola delle celesti cose, lo comprendiamo e lo troviamo vivo e vivificante soltanto nella Chiesa Cattolica. Cristo intimo non si è rinchiuso in Sé con le sue divine ricchezze trattenute in uno scrigno intoccabile. Cristo nella sua identità e intimità è tutto aperto e proteso verso di noi. Non solo mediante un’interiore attrattiva sulle anime, ma anche attraverso la sua Chiesa visibile, da Lui voluta e conservata nei secoli. Nella Chiesa – la santa Chiesa Cattolica – Egli è presente come donatore di Grazia, come Costruttore della nostra Vita divina, come Sacerdote e Vittima che si offre sull’altare, come Pane di vita che viene realmente in noi a irrobustirci in santità, a sostenerci nel viaggio verso il Paradiso, a rinnovare anche ogni giorno, la gioia dell’incontro con Lui. Per ritrovare e rivivere in pienezza tutto questo – queste grandi sublimi Verità, oggi purtroppo dimenticate e negate da molti, anche da chi dovrebbe annunciarle ed insegnarle con l’autorità ricevuta da Dio stesso, occorre che riprendiamo in mano questi grandi decreti del Concilio di Trento, pagine eterne “de fide”, che non passano e sono intramontabili, anche se conosco dei preti che irridono nelle loro evanescenti omelie questo grande Concilio. Ma se tutto questo fosse troppo difficile, basta che si riprenda in mano, si studi, si mediti e si metta in pratica il piccolo grande eterno Catechismo di San Pio X, il “re di tutti i libri” insieme al Vangelo di Gesù. Solo così supereremo la confusione e la sovversione che a causa di quel frate ribelle e carnale – che fu Lutero – è dilagata da alcuni decenni, almeno dal 1962, anche in non pochi uomini che avrebbero dovuto essere i nostri maestri di Verità. Cento anni fa, ancora nel 1917, la Madonna lo ha promesso a Fatima: «Alla fine il mio Cuore immacolato – cioè il Cristo – trionferà». Non la gnosi spuria di Lutero, dei massoni, di Lenin, e, piange il cuore a dirlo, di quegli uomini di Chiesa che tentano di andare oltre il Cristo, (“anticristi”, 1Gv 4,2-3; 2Gv 7-9), ma il Cristo che balza dalle pagine del Vangelo, di tutta la Sacra Scrittura e dai millenni della più pura Tradizione Cattolica. Il Cristo vero: non il Cristo fatto a pezzi dall’«aper de silva» (il cinghiale della selva) che fu Lutero e con Lui tutti gli gnostici, ma il Cristo della Chiesa Cattolica, il mio Cristo! Se ti seguo e ti vivo, non basterà l’eternità intera a dirti grazie, o Gesù!
di P. Nepote

http://www.presenzadivina.it/284.pdf

PER CHI LEGGE L'INGLESE


Luther and His Progeny
500 Years of Protestantism & Its Consequences for Church, State, and Society
[Lutero e la sua progenie
500 anni di Protestantesimo e le sue conseguenze per la Chiesa, lo Stato e la società]

JOHN RAO E ALTRI, Luther and His Progeny- 500 Years of Protestantism & Its Consequences for Church, State, and Society,
Edito da John Rao, 11 Carmine St., Apt. 2C - New York, New York 10014
drjcrao@aol.com
pp. 290, Brossura: $19.95 / £16.50 - Rilegato: $30.00 / £25.00
il libro è acquistabile anche presso:
Angelico Press, 4709 Briar Knoll Dr., Kettering, OH 45429
(718) 383-2195
info@angelicopress.com
https://angelicopress.org/product/luther-and-his-progeny/

Presentazione

Nell’ottobre 2016, a Lund, Svezia, Papa Francesco si è incontrato con i capi della chiesa Luterana per inaugurare un anno di commemorazione del 500° anniversario della pubblicazione delle 95 tesi di Martin Lutero, nel 1517, il primo atto della sua ribellione contro la Chiesa cattolica.
Qual è stata la natura di quella rivoluzione di mezzo millennio fa?
Quale nuova direzione ha impresso alla storia umana?
Quali sono state le sue conseguenze nascoste?
E perché Papa Francesco ha proposto il riavvicinamento della Chiesa cattolica e della chiesa Luterana?

Nei dodici saggi contenuti in questo volume - basati su lezioni tenute nel 2016 al Simposio Estivo del Roman Forum, sul Lago di Garda, Italia - gli autori valutano l’impatto delle nuove dottrine teologiche e filosofiche di Lutero, sulla fede, la teoria politica, il diritto, l’etica, l’economia e la scienza. Nonché il ruolo che esse hanno svolto nella devastazione della Cristianità e nella creazione al suo posto della cultura laica contemporanea dell’Occidente.
Pur riconoscendo che la Riforma non è stata “l’unica causa dei problemi sociali della modernità”, ma piuttosto “una delle principali di un insieme di cause”, gli autori presentano molto chiaramente che non c’è “nulla di Lutero e della sua ribellione protestante che noi si debba festeggiare.”

Con saggi di John Rao, Chris Ferrara, Brian McCall e gli altri otto, Luther and His Progenycostituisce un significativo contributo per la comprensione della piena portata  della rivolta protestante.





L'AUTORE


John C. Rao ha ottenuto il dottorato in Storia Moderna Europea all’Università di Oxford nel 1977. Ha lavorato nel 1978-1979 come Direttore Orientale all’Istituto di Studi Intercollegiali di Bryn Mawr, in Pennsylvania, USA; attualmente è Professore Associato di Storia Europea dell’Università St. John a New York, dove insegna dal 1979.
Il dottor Rao è anche direttore del Roman Forum, un’organizzazione culturale cattolica fondata dal compianto professor Dietrich von Hildebrand nel 1968. Scrive per numerose riviste francesi, tedesche, spagnole e italiane.
Tra i suoli lavori più importanti, segnaliamo Americanism and the Collapse of the Church in the United States [L’Americanismo e il collasso della Chiesa negli Stati Uniti] (Roman Forum Press, 1995), Black Legends and the Light of the World [Leggenda nera e luce del mondo] (Remnant Press, 2012), e Removing the Blindfold [Rimuovere la benda dagli occhi] (The Angelus Press, 2014), una discussione di cattolici che riscoprono il proprio patrimonio nell’era rivoluzionaria post-francese. 

http://www.unavox.it/Segnalazioni_Rete/Rao_Lutero.html

2 commenti:

  1. Il Cinghialone un' "anima religiosa"?
    Ma ci facciano il piacere! (il Carnevale è finito da un pezzo...)

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  2. Quando le forze dell'ordine arrivano a scoprire qualche covo dei padrini di mafia, IMMANCABILMENTE devono enumerare fra i numerosi reperti anche bibbie con tanto di glosse a margine, 'pizzini' con pensieri ispirati, rosari, immagini e quadri religiosi, e statue, statuine e e statuette di tutti i santi protettori


    'Anime religiose' anche i mammasantissima (con magari - niente niente - due-trecento omicidi sul groppone)??

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