ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

sabato 1 aprile 2017

“ La comunione ecclesiale…”

Il “caso Don Minutella”. Signor Vescovo, se ha parlato male, ci mostri dov’è il male, altrimenti perché cacciarlo?

Don Alessandro Maria Minutella omelia 31 Marzo 2017

«Se ho parlato male, dimostrami dov’è il male; ma se ho parlato bene, perché mi percuoti?» (Gv.18,19-23)

Allora il sommo sacerdote interrogò Gesù riguardo ai suoi discepoli e alla sua dottrina. Gesù gli rispose: «Io ho parlato al mondo apertamente; ho sempre insegnato nella sinagoga e nel tempio, dove tutti i Giudei si riuniscono, e non ho mai detto nulla di nascosto. Perché interroghi me? Interroga quelli che hanno udito ciò che ho detto loro; ecco, essi sanno che cosa ho detto». Aveva appena detto questo, che una delle guardie presenti diede uno schiaffo a Gesù, dicendo: «Così rispondi al sommo sacerdote?». Gli rispose Gesù: «Se ho parlato male, dimostrami dov’è il male; ma se ho parlato bene, perché mi percuoti?» (Gv.18,19-23)
Don Alessandro Maria Minutella è innanzi tutto un Sacerdote, l’Alter Christus e come tale deve essere valutato il caso che andiamo ad approfondire. Così come anche il suo Vescovo che lo ha sospeso dal servizio parrocchiale è un Alter Christus, tuttavia non tutti e due possono avere ragione dei fatti, ed uno dei due è incorso nell’errore.


Il fatto del Vangelo sopra riportato, ben si addice e ben si associa al caso di Don Minutella perché, ci viene da pensare, come mai nessun fedele laico, coinvolto nelle catechesi di Don Minutella, sia stato chiamato dal Vescovo per capire la situazione, e neppure il Sacerdote in questione è stato mai chiamato, convocato per esprimere ragioni alle accuse (quali?) rivoltegli. Il suo vescovo non ha mai accolto i fedeli di questi Parrocchia, non li ha mai ascoltati, interpellati, non è andato neppure a fare le Cresime… però parla di “fedeli scandalizzati” dalle prediche di Don Minutella, e chi sarebbero mai questi fedeli scandalizzati? Non si dice.

Che cosa è accaduto? Questo Sacerdote ha sempre predicato, catechizzato in ampi spazi, dalla sua parrocchia ed anche fuori, senza alcun problema, ma soltanto da un paio di anni ha deciso di non tacere più sulla grande confusione dottrinale, etica e morale che regna nella Chiesa e, soprattutto, ha deciso di rendere chiarezza sulla vera sintesi dottrinale del Concilio Vaticano II cercando di smascherare e denunciare quello “spirito” del concilio che ha perverso le intenzioni dei Padri, modificandone alla fine i contenuti. Don Minutella può tranquillamente dire: «Io ho parlato al mondo apertamente; ho sempre insegnato …. dove tutti… si riuniscono, e non ho mai detto nulla di nascosto. Perché interroghi me? Interroga quelli che hanno udito ciò che ho detto loro; ecco, essi sanno che cosa ho detto».

Il punto è che il suo Vescovo non ha mai interrogato né il Sacerdote e neppure coloro che lo hanno udito predicare… ed è davvero singolare (forse diabolico?) che il Vescovo di Palermo, Lorefice, che si è affrettato a mettere il silenziatore a Don Minutella con una accusa davvero assurda che andremo ora a vedere, nulla ha fatto contro Don Cosimo Scordato, della medesima diocesi, il quale aveva di recente e beatamente invitato una coppia omosessuale di donne all’altare, con tanto di vanto gaio e di bestemmia, oltre alla blasfemia.

Allora vediamo il Comunicato ufficiale pubblicato da Don Minutella dalla pagina di FB Radio Domina Nostra del 30 marzo 2017:

Comunicato di don Minutella.

Il vescovo di Palermo mi ha consegnato un Decreto dove mi ingiunge di lasciare la Parrocchia entro 15 giorni. E di non parlare più da nessuna parte. Di prendermi un tempo di riposo.

La colpa è che sono contro la comunione ecclesiale.

Domani alle 17.30 comunicherò in Parrocchia la decisione del mio vescovo e le conseguenze.

Avanti con Maria. Vorrei che sentiste la pace e la gioia che ho nel cuore. Dio ama chi si espone per amore della Santa verità cattolica…

***

“La colpa è che sono contro la comunione ecclesiale…”

Chi ha avuto modo di seguire le catechesi di Don Minutella, specialmente quelle sul Concilio, si trovano su youtube Radio Domina, non può che rimanere allibito davanti ad una motivazione così perversa dal momento che, proprio la chiarezza sulla comprensione dell’applicazione del Concilio, ci giochiamo la vera comunione ecclesiale. E questo a dirlo fu niente meno che Benedetto XVI con il suo discorso sulla “ermeneutica della continuità”, quando denunciava contemporaneamente quel falso “spirito del concilio” adoperato dai progressisti e modernisti i quali, giunti oggi ai massimi vertici del governo della Chiesa, non stanno facendo altro che protestantizzare la Chiesa.

Ah! Ecco: LA FALSA CHIESA… è questo termine che il Vescovo Lorefice, probabilmente, non digerisce. Certo, noi qui lo supponiamo perché non c’è altro comunicato, ma lo capirebbe fin anche un bambino. Ma sapete quale è l’aspetto più ironico (per non dire laconico), buffonesco, paradossale della vicenda? E’ che il Vescovo Lorefice sanziona un Sacerdote con l’accusa di rompere con la comunione ecclesiale, e sempre lo stesso sacerdote viene accusato dagli oltranzisti tradizionalisti di essere un “difensore del concilio” e niente meno che difensore del magistero di Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI. Qui ci starebbe bene un applauso o le risate registrate durante gli show comici alla Mr. Bean.

Eppure è così! E’ accaduto questo. Sta accadendo che un Sacerdote che difende il Concilio, il magistero di ben due Pontificati recenti, viene sanzionato con l’accusa di dividere la comunione ecclesiale, mentre un sacerdote che invita sull’altare lesbiche e ne canta i salmi gay, viene lasciato dove sta, senza alcuna correzione. Forse possiamo discutere quanto i toni di Don Minutella siano stati appropriati o meno, ma questo è un fattore soggettivo che si poteva risolvere chiamando il Sacerdote in privato, parlandone insieme con lui per scegliere, magari insieme, una strategia comune di predicazione, a questo servono i Vescovi!

Invece no! Mons. Lorefice ha agito abusando del suo potere poiché le Norme Canoniche prevedono che l’intervento di un Vescovo deve fondarsi su problemi legati all’adesione della Fede, della Dottrina e della MORALE, fattori oggettivi che danno al Vescovo il suo legittimo potere, esercizio ad intervenire per difendere il gregge dai lupi! La domanda dunque è lecita: sanzionando Don Minutella, da quale lupo vuole proteggere il gregge, mons. Lorefice, mentre lascia libero di profanazione Don Cosimo Scordato, vero lupo in mezzo al gregge?

San Giovanni Paolo II nel 2004 beatificò Suor Caterina Emmerik la quale descrive minuziosamente nelle sue Visioni l’aberrazione di una “FALSA CHIESA” e la presenza di pochissimi sacerdoti, ne conta un centinaio in tutta Italia, che sarebbero rimasti fedeli alla Liturgia, alla Dottrina, al Cristo, alla Chiesa “vera” (così la chiama la Emmerik). Già nel 2010 l’arcivescovo di Trieste mons. Crepaldi denunciava la presenza di “un magistero PARALLELO non cattolico” che si stava imponendo alla pastorale della Chiesa, ma non fu il solo, lo stesso Benedetto XVI lo denunciava, parlando di “paseudopastorali” (che detto da un Pontefice è gravissimo) al Discorso alla Sacra Rota: “Occorre rifuggire da richiami pseudopastorali che situano le questioni su un piano meramente orizzontale, in cui ciò che conta è soddisfare le richieste soggettive…” (29.1.2010)

E’ davvero curioso, paradossale, questo fatto! Mons. Lorefice sanziona e punisce Don Minutella perché fedele al Concilio – quello vero – e al magistero ecclesiale, denuncia la presenza di una falsa chiesa che sta agendo, imponendo l’eresia e l’apostasia (denuncia per altro fatta da ben tre Papi: Paolo VI, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI), mentre lascia libero nella propria eresia un ‘altro sacerdote sopra citato, e qui troviamo Giovanni Paolo II che beatifica una Suora che denunciava già nel 1820 che la Chiesa vera sarebbe stata “soffocata, coperta” dalla “FALSA CHIESA”.

Non viene il sospetto che forse Don Minutella, magari ammettendo anche i toni eccessivi – ma non lo crediamo: o le cose si dicono o non si dicono (cfr. Mt 5,21-37) – stia dicendo qualcosa di oggettivamente e drammaticamente vero e reale? A quale Chiesa appartiene mons. Lorefice che non punisce un sacerdote che fa propaganda omosessualista dall’altare? Non vi basta? Stiamo esagerando noi? Portate le prove, argomentate con oggettività!

Padre Scordato, sopra riportato, ha raccontato la sua vicenda così: «Qualche giorno fa sono venute da me per chiedermi di benedire gli anelli. La Chiesa non ammette questo sacramento per le coppie omosessuali ma le ho invitate comunque a venire a Messa per presentarle alla Comunità, perché la Chiesa deve accogliere tutti. Il mio auspicio è che un giorno la Chiesa accetti di benedire anche queste relazioni omosessuali. Le cose si cambiano poco a poco, un passo per volta».

Che dire? Beh, è chiaro piuttosto che questo padre Cosimo sarà anche docente della Facoltà di Teologia di Palermo, ma fa una bella confusione fra benedire le persone e benedire due anelli, che sono due cose diverse. Ma è davvero emblematico che mons. Lorefice toglie la Parrocchia a un Don Minutella che insegna il vero Concilio Vaticano II, e tace completamente su quest’altro sacerdote consapevolmente REO DELLA LEGGE DI DIO e che pretende di modificare la dottrina di Cristo sul Matrimonio.

Come è nostro dovere, non vogliamo trarre mai delle conclusioni per lasciare ognuno di voi libero di ragionare e di riflettere. Solo vi chiediamo onestà intellettuale e dottrinale. Ricordiamo che Don Minutella ha espressamente chiesto di NON dare origine ad alcun gruppetto “MINUTELLIANO”, perché, giustamente, lui non è a capo di nessuna chiesa particolare, non esistono i “minutelliani”, egli è Prete, Presbitero, della Santa Chiesa Cattolica, Apostolica, Romana e obbediente al Pontefice. Ma non obbedienza ad uno solo, un solo Papa, ma AL PAPATO, al Successore di Pietro, e questo aspetto è fondamentale per evitare di essere responsabili di uno scisma che di fatto già è presente nella Chiesa, ma che ognuno di noi deve ben guardarsi di non esserne l’artefice. Vi chiediamo valutazioni oggettive e non sentimentali o soggettive.

ATTENZIONE: segnaliamo che mentre ci si sta organizzando per l’incontro del 22 aprile a Verona, con Don Minutella per un incontro DI PREGHIERA, a Roma, il 22 aprile Il Timone e la Nuova Bussola Quotidiana, con un comunicato ufficiale di Riccardo Cascioli, ci sarà un Convegno internazionale per fare chiarezza sulla questione dei Dubia sollevati dall’Amoris Laetitia, l’ennesima coincidenza? Sono scismatici anche loro? e’ evidente che, in questa chiesa di oggi, qualcosa proprio non va!

AVANTI CON MARIA! è il motto di Don Minutella che facciamo anche nostro, sollevando al cielo Corone del Rosario recitato ogni giorno per supplicare da Maria la conversione del Clero, dei Vescovi, della Santa Chiesa in balia di questa “pseudopastorale” non cattolica, per chiedere a Maria il perdono e la vera Pace, per affidare a Maria il perdono che dobbiamo elargire ai nostri nemici!

Qui a seguire il video dell’Omelia di Don Minutella che spiega la sua situazione e cosa è accaduto. Ave Maria.

SANTA MESSA PRESIEDUTA DA DON MINUTELLA

50:23
L'ULTIMA SANTA MESSA PRESIEDUTA DA DON MINUTELLA nella sua Parrocchia (prima di prendersi una vacanza ordinata dal suo Vescovo) Ecco il suo Vescovo:

Allusione a don Minutella...di padre Scozzaro.

Abbiamo visto ieri i video di don Minutella, valutato da destra e ora leggiamo questa omelia visto da... sinistra.
È questione di... par condicio. Penso che sia bene ascoltare tutti.
Se ne sentiranno e leggeranno delle belle.
Ma poi si dovrà scegliere, stando con gli occhi e le orecchie dello spirito aperte...

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro
Per rispondere a questa domanda: “Sei forse anche tu della Galilea? Studia, e vedrai che dalla Galilea non sorge Profeta!”, siamo chiamati a studiare le Scritture, per non lasciarci abbindolare da cattolici saputelli e presuntuosi che agiscono come i capi dei sacerdoti del Tempo e i farisei.
La manipolazione delle Scritture era il loro passatempo, con svelta premura modificano, correggono, introducono leggi e riti, illusoriamente ricevuti da Dio, ma era solo la loro mente disturbata ad inventare nuove teorie che poi imponevano al popolo.
Questo può avvenire anche a quanti difendono la Chiesa ma in modo avventato, e dopo avere perduto la guida della propria volontà, si lascia guidare da un desiderio irrefrenabile di diventare un martire vivente, perseguitato dalla gerarchia.
“Mai un uomo ha parlato così!”. Questo dicevano di Gesù, Egli sapeva bene utilizzare le parole e svelare le trame di scribi e farisei solo quando era opportuno. Non restava tutti giorni ad accusarli per poi ricevere ritorsioni, altri complotti e subdole reazioni per ucciderlo.
La Santa Chiesa và difesa sempre insegnando la sana dottrina, non rimanendo ad accusare gravemente le persone con l’obiettivo di suscitare la loro replica e farsi riconoscere da tanti come un perseguitato, un martire vivente, un uomo coraggioso.
Perché Padre Pio non disse mai pubblicamente accuse contro i Prelati che già allora appartenevano alla massoneria? Ne parlava in privato con i più fidati e li formava per poi andare in giro a fare apostolato.
Non è gridando contro gli eretici che si compie la Volontà di Dio, è importante diffondere il Vangelo storico, far conoscere Gesù e la Madonna. Questo deve essere il vero e grande impegno dei Sacerdoti ancorati alla sana dottrina, non devono condannare ripetutamente le persone ma le eresie che insegnano, presentando la Verità del Catechismo della Chiesa Cattolica.
Se poi uno cerca ostinatamente una notorietà nazionale e anche internazione, come è stato detto durante un’omelia, se lancia accuse gravissime per suscitare provvedimenti che i responsabili ritengono necessari, allora c’è qualcosa che non và.
Non è coraggio, non è un grande interesse per salvare le anime, non c’è il rispetto dell’autorità ed è gravissimo.
Lo Spirito Santo agisce donando molta pace interiore, e la persona deve trasmetterla ai credenti, ma se la persona trasmette guerra e fuoco contro la gerarchia, e si crea un gruppo di sostegno per diventare più agguerrito, sbagliando sia il momento che il metodo, in questo modo procura un danno incalcolabile a tutti quelli che seguono con vera fortezza la sana dottrina della Chiesa.
Quando Papa Giovanni Paolo II era parroco in Polonia e il comunismo (oltre ai milioni di morti che causò ovunque) perseguitava la Chiesa tanto che non era permesso celebrare né esporre simboli sacri, lui come parroco era molto prudente e non gridava contro il regime, non era il momento, e incontrava molti cattolici in segreto sia per celebrare che per spiegare il Catechismo.
Chi invece cerca intenzionalmente il martirio della persecuzione e vuole farsi indicare come il primo sacerdote perseguitato da questa Chiesa, commette errori e qualcuno potrebbe parlare di disturbi di personalità, intesa come un agire istrionico solo per attirare attenzione verso la sua persona.
Il disturbo istrionico di personalità è un disturbo di personalità caratterizzato sostanzialmente da un'intensa emotività, esternata con modalità teatrali, e da costanti tentativi di ottenere attenzione dagli altri mediante comportamenti sostanzialmente seduttivi.
La persona istrionica cerca in tutti i modi di attirare l’attenzione e desidera che gli altri ne parlino, bene o male ma ne devono parlare.
Non aggiungo oggi altro, voglio indicarvi che non và difesa la Chiesa lanciando accuse gravi contro la gerarchia, noi dobbiamo preoccuparci di conoscere il Vangelo storico e diventare autentici cattolici, in questo modo siamo in grado di discernere il bene dal male, e possiamo agire sempre con prudenza senza cercare inutili ritorsioni.
Verrà tempo in cui si parlerò pubblicamente sia della nostra sana dottrina sia delle eresie che circoleranno nel mondo, invece adesso è il tempo di pregare e di formarci con il santo desiderio di diventare apostoli credibili, senza agitazione, senza sembrare aggressivi e esaltati.
I veri apostoli portano la pace e se devono indicare quelle eresie pericolose, lo fanno con piena padronanza della volontà, senza condannare nessuno. Non sono le gravi parole a rendere più forte il Vangelo, questo è già potente di suo perché contiene l’infinita Parola di Dio.
Il disturbo istrionico di personalità porta la tendenza alla somatizzazione e la continua ricerca di novità. Cerca ad ogni costo elogi e onori.
Moltissime accuse scribi e farisei rivolgono a Gesù, gli impediscono di muoversi e di parlare apertamente, allora Lui invece di cercare lo scontro frontale quando non è necessario, viaggia di notte, evita spesso di suscitare l’ira dei suoi nemici, non li attacca di continuo per non anticipare la sua morte, e così mostra una prudenza e un coraggio straordinari.
Da imitare per chi vuole seguire correttamente, nella Verità, il Signore Gesù.
Gesù accusa scribi e farisei dinanzi alle loro invidie e alle accuse disoneste. Gesù non suscita la reazione dei nemici per averne gloria.

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 Giosuè1 minuto fa
Lasciamo perciò che Padre Scorzaro permetta che la nostra amata Chiesa che ci rappresenta permetta ai mussulmani di presenziare ai riti con la Trinità presente? Che entrino nella nostra Chiesa i Protestanti con i loro riti blasfemi e noi cattolici veri entriamo nelle catacombe delle nostre case? Probabilmente sarà questo il destino prossimo. Ma Gesù nel Vangelo non dice non richiamare mai i Pastori, dice che se uno sbaglia vai da lui e in privato mostragli la tua riprovazione. Se poi non ti … [Espandi]

 Atanasio de Trento3 ore fa
Proverbi 17:15
Assolvere il reo e condannare il giusto
sono due cose in abominio al Signore.

 Atanasio de Trento5 ore fa
eretici utilizzato una falsa pietà selettiva per i "sacerdoti" pedofili Mauro Inzoli (che restituire le loro posizioni), ma perseguitano i frati dell'Immacolata e mostrano la loro empietà contro i sacerdoti fedeli, Bergoglio ei suoi complici come lupi spietati che distruggono le anime dei fedeli a Dio, perseguita la Chiesa fedele, come ha fatto anche in Argentina.

 Atanasio de Trento5 ore fa
Bergoglio punisce i sacerdoti fedeli alla dottrina cattolica e premia i sodomiti, i pedofili, gli eretici e gli apostati.
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 alda luisa corsini5 ore fa
... e certo, anche psicologi...

No don Minutella? No 8 per mille!

Antonio Righi31 marzo 2017
Corrado Lorefice è da poco tempo il nuovo arcivescovo di Palermo, dell’era Francesco-Galantino.
Al suo insediamento ha fatto discutere e sorridere il suo riferimeno alla Costituzione italiana come sua stella polare. Il suo nome è di quelli che dovrebbero contrassegnare la “nuova chiesa” della misericordia:
forse per questo ha deciso di dare un ultimatum ad un sacerdote cattolico della sua diocesi, don Minutella, reo di recitare il rosario, non gironzolare per la chiesa in bicicletta e predicare la dottrina di sempre. 15 giorni di tempo per lasciare la parrocchia!
Con don Minutella pugno duro, durissimo, dunque!
E va bene così, ormai è del tutto chiaro che il problema sono quelli che continuano a credere nella dottrina di sempre.
Non si capisce però perchè i laici cattolici che vogliono rimanere fedeli, debbano continuare a finanziare una Conferenza episcopale che non sa dire nulla per la difesa della vita e della famiglia, e colpisce prontamente e duramente i pastori fedeli (don Minutella, purtroppo, è l’ultimo di una lunga serie).
Monsignor Vincenzo Paglia tifa per i radicali e fa un buco di 25 milioni di euro, appianati per metà dalla Cei!
Promosso alla testa della Pontificia Academia della vita da Bergoglio!
Ma l’8 per mille, la Cei, da me non lo prenderà più.
Monsignor Domenico Mogavero, vescovo di Mazara del Vallo, viene indagato per truffa dopo essere già stato indagato nel 2015 per appropriazione indebita, ovvero per aver utilizzato impropriamente i fondi dell’8 per mille e aver creato un buco di bilancio, in Curia, da 6 milioni di euro. Contro di lui nessun provvedimento e nessun richiamo. Neppure dopo le sue prese di posizione a favore del ddl Cirinnà, per le unioni civili.
Va bene, ma non voglio contribuire con l’8 per mille ad appianare i buchi di un pastore eretico e disonesto.
Non apprezzo una chiesa che condanna i sacerdoti fedeli, copre i vescovi infedeli nella dottrina e nella gestione dei soldi.
Come posso dirlo?
Negando anche quest’anno, per la seconda volta in vita mia, l’8 per mille alla Cei.