ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

venerdì 28 aprile 2017

Novus dis-ordo

Dal (dis)Ordine di Malta al caos: il Gran Maestro alla porta si presenta per votare il successore
Domani a Roma il Consiglio di Stato tra i Cavalieri di Malta, incaricato di procedere all’elezione del nuovo Gran Maestro. Ci sarà anche chi non era gradito, l’ex Gran Maestro Fra Matthew Festing a cui era stato chiesto dalla Santa Sede di stare alla larga dal voto. E' solo l’ultimo capitolo della controversia in un susseguirsi movimentato e confuso di colpi di scena e cacciate clamorose. Ma sullo sfondo c'è la guerra per il futuro dell'Ordine e il suo "assoggettamento" politico a Roma.
Domani a Roma è convocato il Consiglio Compìto di Stato tra i Cavalieri Professi, incaricato di procedere all’elezione del nuovo Gran Maestro dell'Ordine di Malta. Molto probabilmente però ci sarà anche chi non era gradito, cioè l’ex Gran Maestro Fra Matthew Festing a cui era stato chiesto dalla Santa Sede di stare alla larga da Roma. «Ho letto la richiesta con grande tristezza e sorpresa», ha dichiarato Festing. «Non riesco a capire cosa ho fatto di grave».  

LE DIMISSIONI DI FESTING
Questo è solo l’ultimo capitolo della controversia nata in seno all’Ordine dopo la defenestrazione del Gran Cancelliere Albrecht Freiherr von Boeselager da parte dell’ex Gran Maestro Fra Matthew Festing lo scorso dicembre. In un susseguirsi movimentato e confuso di fatti e contro fatti, la defenestrazione di Boeselager era stata seguita dalla nomina di una commissione da parte del Vaticano con l’obiettivo di vederci chiaro, quindi il 24 gennaio Festing aveva rassegnato le sue dimissioni da Gran Maestro direttamente davanti al Papa. In quella occasione avrebbe anche messo nero su bianco che il cardinale Patrono dell’Ordine, Raymond Burke, aveva effettivamente “suggerito” di defenestrare Boeselager. Cosa che Burke ha sempre smentito. Da quel momento il governo supremo dell’ordine è passato in qualità di luogotenente interinale, al Gran Commendatore Fra' Ludwig Hoffmann von Rumerstein.
LA NOMINA DI BECCIU E LA VICENDA DEI 30 MILIONI DI FRANCHI
Dal 4 febbraio il Papa ha anche indicato monsignor Angelo Becciu, numero due della Segreteria di Stato, quale suo «esclusivo portavoce» all’interno dell’ordine, relegando di fatto il cardinale Burke a una irrilevanza sostanziale. Risulta che più volte il cardinale Burke abbia chiesto di incontrare il Papa senza mai ricevere alcuna risposta. In tutta la vicenda si era poi inserita la storia poco chiara della donazione all’Ordine di 30 milioni di franchi svizzeri da parte del trust CPVG di Ginevra, registrato in Nuova Zelanda e depositario della somma. Denari di cui l’ex Gran Maestro sarebbe stato tenuto inizialmente all’oscuro, ma che in seguito, dopo una indagine interna, aveva deciso di sporgere denuncia da parte dell’Ordine alla magistratura di Ginevra per la fiduciaria del trust CPVG, sospettata di appropriazione indebita, con il conseguente blocco giudiziario della somma. Le successive dimissioni di Festing e il reinserimento di Boeselager hanno portato al ritiro della denuncia, la firma dell’accordo, e l'incasso della prima tranche di 3 milioni dal trust ginevrino da parte dell’Ordine. Secondo diverse fonti Boeselager e alcuni membri della commissione nominata dal Vaticano, sarebbero in qualche modo legati a questa donazione, ma non vi sono conferme precise in merito.
FESTING INVITATO A NON VENIRE A ROMA
In vista dell’elezione di domani era stato monsignor Angelo Becciu ad inviare la missiva a Festing proibendogli di essere a Roma per partecipare all’elezione del nuovo Gran Maestro. «In vista del Consiglio Compìto di Stato che si terrà il 29 aprile», ha scritto Becciu a Festing, «molti hanno espresso il loro desiderio che Lei non venga a Roma e non partecipi alle sessioni di voto. La Sua presenza riaprirebbe delle ferite, solo di recente rimarginate, e impedirebbe che l'evento abbia luogo in un'atmosfera di pace e di riguadagnata armonia». Al fine di garantire questa “armonia”, di fatto ulteriormente minata proprio dall'inusuale interdetto comminato all’ex Gran Maestro, alle ore 19 di mercoledì 26 aprile è stato organizzato un altro incontro “riservato” a Casa Santa Marta, incontro in cui il Papa ha accolto alcuni membri dell’Ordine, tra cui lo stesso Boeselager, Fra' Ludwig Hoffmann von Rumerstein, luogotenente ad interim, e Dominique de La Rochefoucauld-Montbel, Grande Ospedaliere dell'Ordine. La riunione, che doveva restare “riservata”, è stata confermata ieri dalla Sala Stampa vaticana.
FESTING E' A ROMA
Ma Festing è a Roma, e sembra intenzionato a partecipare alle operazioni di elezione del nuovo Gran Maestro, anche perché l'Ordine di Malta pur avendo una sua natura religiosa, gode di prerogative giuridiche paragonabili a quelle di uno stato sovrano. E fra i membri dell'Ordine è diffusa la convinzione che la Santa Sede si stia muovendo in modo troppo spregiudicato nei confronti dell'autonomia propria dei Cavalieri. Comunque l’obiettivo del nuovo governo dell’Ordine sarebbe quello di non arrivare all’elezione di un nuovo Gran Maestro per confermare l’attuale luogotenente ad interim, l’ottantenne Ludwig Hoffmann von Rumerstein. La carica di questo luogotenente dovrebbe essere a tempo, durante il quale, presumibilmente un anno, si vorrebbe provvedere alla revisione della Carta e degli statuti dell’Ordine.
LA BATTAGLIA PER LAICIZZARE L'ORDINE
Qui entra in gioco la battaglia interna all’Ordine tra il partito tedesco e la parte anglofona, i primi che vorrebbero “rinnovare” diminuendo il peso della componente religiosa, a favore di una maggior laicizzazione. Oggi per poter accedere alla carica di Gran Maestro occorre essere membri professi, quindi con i tre voti di povertà, castità e obbedienza, e ciò limita la rosa degli eleggibili a 55 membri su 13 mila. Inoltre il Gran Maestro deve avere sangue nobile riducendo ulteriormente i candidabili a 12. Insomma, per i membri non professi, come ad esempio Boeselager, non c’è alcuna possibilità di accedere alla massima carica e quindi al controllo dell’Ordine. La riforma degli statuti, richiesta dal Papa, dovrebbe proprio ovviare a queste situazioni.