ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

domenica 30 aprile 2017

Perché allora "due pesi e due misure"?


"I sogni son desideri". Francia. L'Alto Clero vuole far votare Macron.Il basso Clero resiste alle tentazioni mondane e si organizza per la signora Le Pen

Dopo la grande, inattesa batosta delle elezioni presidenziali USA, le élites "illuminate" (laici e/o chierici) del democratico ed avanzato occidente europeo desiderano e confidano nei “risultati elettorali di celluloide” anche se questo loro sogno, si scontra con la dura realtà soprattutto degli operai e degli agricoltori in netta crisi economica.
I "
risultati elettorali di celluloide" possono realizzarsi attraverso un costante rimbecillimento delle menti e quando "l'effimero viene scambiato per realtà".

Perdendo l'occasione di stare dignitosamente zittise trompent de cible avec une régularité d’horloge depuis 30 ans i burocrati della Conferenza Episcopale Francese CEF sono scesi in campo, come dei burattini telecomandati, per cercare di influenzare il voto dei cattolici nel secondo turno delle elezioni presidenziali francesi.   
I Vescovi-burocrati-globalizzati- invece che proteggere i loro figli d'adozione in difficoltà, fra i quali gli agricoltori e gli operai provati dalla crisi economica, sostengono il candidato di celluloide icona del progressismo illuminato Emmanuel Macron "ultra-libéral oligarchique, mondialiste, transhumaniste, technocratique, anti-famille, européiste, euthanasique, abortif et eugéniste".
Un gruppo di chierici si è coraggiosamente ribellato a questa imposizione dittatoriale del "
pensiero unico" incredibilmente adottato dai Vescovi della CEF che masochisticamente dimostrano di credere solo alla dottrina mondana di celluloide  « le rejet de l’étranger, le refus de l’accueil de l’autre, une conception et une vision de la société renfermées sur la peur, posent problème ».
Comunque vada a finire in Francia la Gerarchia Cattolica è sempre più scollata dalle realtà del basso clero e del popolo dei fedeli.
Una "
Chiesa in uscita" nel vero senso della parola!
Miserere nostri Domine!
Stando costamente dalla parte dei poveri preti e dei poveri religiosi con una nostra fallace traduzione ( di cui ci scusiamo) postiamo il comunicato della Comunità Antiochia "
de clercs pour un choix politique"
Buona lettura e buona riflessione!
AC

Collectif Antioche
Prêtres et évêques ils voteront Marine Le Pen


Non va affatto bene! 
Il giorno dopo i risultati del primo turno delle elezioni presidenziali francesi la Conferenza Episcopale ha pubblicato una dichiarazione che ha disorientato numerosi laici e sacerdoti che non l’hanno condivisa in nessun modo.

Per questo diversi ecclesiastici hanno deciso di pubblicare le 
proprie notizie sotto il nome collettivo di “Antiochia”.

La comunità Antiochia riunisce sacerdoti e religiosi di tutte le età, rurali e urbani, appartenenti ai diversi livelli della gerarchia, che hanno voluto prendere le distanze dalle isteriche posizioni della CEF in campo elettorale. 

Purtroppo diversi settori della Conferenza Episcopale di Francia (CEF),  pur con la premessa che non lo avrebbero fatto, non  hanno resistito dalla tentazione di dare istruzioni di voto ai cattolici francesi.

E' un dato di fatto  che la Conferenza Episcopale Francese ha apertamente attaccato e criticato solo un partito politico e solamente un singolo candidato.

Nel 2015 il portavoce della Conferenza del Vescovi francesi aveva dichiarato: "la posizione della Chiesa in Francia nel confronti del Front national non è cambiata." Secondo lui difatti, "il rifiuto degli stranieri, il rifiuto di accettazione dell'altro, il concetto e la visione della società incentrata sulla paura, sono un problema" e conseguentemente una "serie di questioni sviluppato dal Front national non sono conformi alla visione che il Vangelo che siamo chiamati a difendere. "

La dichiarazione fatta alla sera dei risultati del 1° turno delle presidenziali è tuttavia motivo di riflessione.

Non discutiamo sulla possibilità che la Gerarchia desidera  fornire ai cattolici le “indicazioni di voto”   ma sorge spontanea la considerazione di attenersi esclusivamente al tema del 2 ° turno delle elezioni presidenziali  2017.

Il signor  Emmanuel Macron ha un programma compatibile con la Dottrina Cattolica? 
Egli è infatti ultraliberale, oligarchico, globalista, transumanista, tecnocratico, anti-famiglia, pro EU ( poteri vari che affliggono l'organizzazione comunitaria europea N.d.R.) , pro eutanasia, pro aborto e pro eugenetica!

Per questo possiamo evincere che i punti programmatici del candidato Macron non sono affatto in linea con il Vangelo o con alcuno dei principi cosiddetti “non negoziabili” della Chiesa, soprattutto se ci riconosce nell’insegnamento dell’Enciclica Laudato si' di Papa Francesco.

Ci piace sottolineare che in analoghe circostanze in passato è stato offerto ai cattolici il metodo onesto (e soprattutto coraggioso) : cercare cioè un aspetto positivo in ogni programma elettorale francese.

E 'stato così possibile elencare , con distante equità, i punti positivi e negativi di entrambi i candidati restituendo cioè alla coscienza di ogni cattolico "adulto" la capacità di operare coscienziosamente la sua scelta con piena responsabilità, senza essere trattato come un bambino incapace. 

Il discorso invece della Conferenza Episcopale Francese offuscato da animosità tendenziosa, ha dimostrato moralismo, ricatti e peccati di omissione.

Perché allora "due pesi e due misure"?

Si deve quindi constatare che le parole del CEF mancano di sano realismo e dimostrano di avere un orologio indietro di 30 anni ..
I Vescovi non sono quindi più in grado di mobilitare né di intimidire chiunque e, ben che meno, noi.

Nelle dichiarazioni di voto pro Macron i Vescovi, ma non tutti, hanno dimostrato di non guardare la TV da molto tempo…

Noi eravamo presenti alle manifestazioni “Manif pour Tous” e alla “Marche pour la Vie” ma loro erano assenti.
La situazione sta peggiorando ogni giorno.
Noi condividiamo la sofferenza di un popolo che si sente abbandonato.
Il vostro gergo e il vostro parlare non ha riscontro della comunità dei fedeli.

Pertanto, nessuna "chiamata" a votare o a "canonizzare" alcuna persona o alcun programma. 
Senza dare lezioni di morale a chiunque, senza giocare sulla paura. 
Perfettamente consci del bene comune e del "male minore",  tranquillamente dichiariamo che fra due settimane voteremo per la signora Le Pen .

Collectif Antioche de clercs pour un choix politique

Fonte: infocatho.fr 


Immagine 2  : L'arte della marionetta, Giornata mondiale della marionetta. Unima Italia  QUI


Il video di Jean-Marie Le Pen e la deriva LGBT+ del “Front National”


                     (di Rodolfo de Mattei su Osservatoriogender.it)  A dieci giorni dal decisivo ballottaggio presidenziale, Macron-Le Pen, lo storico fondatore del Front National, Jean-Marie Le Pen, si trova sotto attacco della stampa francese e internazionale per avere espresso alcune (ragionevolissime) considerazioni riguardo l’insolito omaggio nazionale tributato a Xavier Jugelé, l’agente di polizia ucciso la settimana scorsa da un terrorista islamico sugli Champs Elysées, celebrato più in quanto membro della comunità LGBT che per la sua appartenenza al corpo di polizia.

OMAGGIO AL MILITANTE LGBT PIU’ CHE AL POLIZIOTTO

Attraverso un video pubblicato sul suo blog, il padre di Marine Le Pen si è infatti detto “sorpreso per la dimensione” della cerimonia di commemorazione solenne svolta alla Prefettura di polizia, sottolineando come “più che al poliziotto” si sia reso omaggio “all’omosessuale” e che la partecipazione del suo compagno e il lungo discorso da lui pronunciato, abbiano “istituzionalizzato in qualche modo le nozze omosessuali”.
Secondo Jean-Marie Le Pen, Xavier Jugelé, “merita certamente la stima e l’attaccamento dei nostri compatrioti come membro delle forze dell’ordine incaricate di proteggerci“, ma la cerimonia in suo onore, questo il senso delle sue parole, è stata abilmente strumentalizzata ai fini ideologici della causa LGBT+.

GUARDA QUI IL VIDEO


Le Pen padre ha quindi ammesso di essere rimasto “un po’ scioccato“, dal lungo e inopportuno discorso pronunciato dal compagno dell’agente ucciso:
“Penso che questa particolarità familiare debba essere tenuta fuori da questo tipo di cerimonia, che così ne guadagnerebbe in discrezione”.

LE REAZIONI

Il video, come detto, ha suscitato diverse “indignate” reazioni tra le quali spicca quella della stessa figlia del fondatore del Front NationalMarine che non ha perso occasione per confermare la nuova linea gay-friendly del partito e prendere le distanze dalle dichiarazioni paterne, lasciandosi andare ad un pragmatico commento politically correct:
Ho trovato la cerimonia molto dignitosa e sono stata molto toccata dal discorso del compagno. Sono sempre al fianco dei poliziotti
Ancora più duro è stato il nuovo presidente ad interim del Front National, Steeve Briois, che ha parlato di “provocazione inaccettabile” di Jean-Marie, il quale “esiste solo grazie alla pubblicità dei media“.
Una reazione veemente e scomposta quella di Briois, colpito evidentemente nel vivo dalle dichiarazioni del patriarca del FN. La sua omosessualità è stata infatti svelata alcuni anni fa da un giovanissimo blogger, Octave Nitkowski, in un libro pubblicato nel 2013 dal titolo, “Le Front national des villes et le Front national des champs” in cui l’autore ha raccontato come la presenza di diversi omosessuali, tra cui Steeve Briois, nel cerchio magico di Marine Le Pen, avesse deluso e stravolto le sue aspettative nei confronti del partito.

DIVERGENZE TRA PADRE E FIGLIA

Non è un mistero che la divergenza di vedute tra padre e figlia sulla questione omosessuale sia uno dei fattori alla base della progressiva rottura tra Jean-Marie e Marine Le Pen.
Il primo non ha mai esitato a manifestare le sue posizioni nei confronti dell’ideologia gay, chiaramente espresse nel 1984, quando definì l’omosessualità “un’anomalia biologica e sociale“; la seconda, al contrario, da quando ha assunto la guida del partito, con l’obiettivo di allargare la sua base elettorale, ha regolarmente manifestato segnali d’ouverture nei confronti delle istanze LGBT+  fino ad arrivare a circondarsi di esponenti dichiaratamente gay.

2011: CAMBIO DI ROTTA

Ottenute le redini di comando del partito nel 2011, Marine ha dunque invertito la rotta, fino a quel momento percorsa dal FN in tema dell’omosessualità, ponendo al primo posto la questione dell’identità nazionale, così come da lei stessa sottolineato in un discorso tenuto il 1 maggio 2011 all’indomani della sua elezione alla presidenza del Front National:
Sia che siamo maschi o femmine, eterosessuali o omosessuali, cristiani, ebreo, musulmani o non credenti, siam prima Francesi!“.
Il totale sdoganamento del Front Nationl nei confronti dell’omosessualità si è poi ufficialmente concretizzato con l’ingresso e l’ascesa alle più alte cariche del partito di esponenti dichiaratamente gay come il vice-presidente  e braccio destro di Marine, Florian Philippot, il già citato sindaco di Hénin-Beaumont, Steeve Briois, fino all’adesione per le presidenziali del 2012 al Rassemblement bleu marine di Sébastien Chenu, fondatore dell’associazione politica di centro-destra LGBT+GayLib, affiliata all’Union pour un mouvement populaire (UMP), che così commentava il suo cambio di casacca politica:
“Ho scelto Marine Le Pen per la coerenza delle sue posizioni sull’Europa e sulle questioni di società. Ero in totale disaccordo con l’Ump su due questioni: sull’Europa, perché l’Ump ha accettato la sottomissione totale ai tecnocrati di Bruxelles, e sulla sua posizione costernante in merito al matrimonio omosessuale. L’Ump è divenuto un Tea Party alla francese, un partito conservatore”.

Marion Marechal LE PEN

Al vasto movimento francese della Manif pour tous, nato in contrapposizione alle nozze gay promosse da Madame Taubira, confuso e smarrito di fronte a tali inaccettabili derive omosessualiste del Front National, non resta a questo punto che sperare nell’ascesa politica di Marion Marechal Le Pen, cattolica e convinta sostenitrice della famiglia naturale, più volte in prima fila alle manifestazioni della Manif, che sul tema dell’omosessualità è fedele alla linea intransigente del nonno Jean-Marie. (di Rodolfo de Mattei su Osservatoriogender.it
https://www.corrispondenzaromana.it/notizie-dalla-rete/il-video-di-jean-marie-le-pen-e-la-deriva-lgbt-del-front-national/

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