ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

lunedì 8 maggio 2017

Acriter et fideliter

                    


GUARDIA SVIZZERA: UNA ROSA PER FRANCESCO, LA SVEGLIA DI GRAF

Sabato 6 maggio è stata rinnovata la tradizione del Giuramento delle nuove guardie svizzere, stavolta in numero di 40. Per l’occasione la presidente della Confederazione Doris Leuthard è stata ricevuta in udienza dal Papa, donandogli una piantina di rose molto particolare. Due discorsi ‘forti’ del colonnello Christoph Graf, comandante della Guardia. La cerimonia in presenza dell’assessore della Segreteria di Stato mons. Paolo Borgia.
Sono i 40 gli alabardieri che hanno prestato giuramento come nuove guardie svizzere nella tradizionale cerimonia del 6 maggio, anniversario della morte di 147 commilitoni caduti in difesa di Clemente VII durante il Sacco di Roma del 1527. E’ un numero rallegrante (anche se il reclutamento permane difficile), sensibilmente superiore non solo a quello del 2016 (23 le nuove guardie) ma anche alle cifre registrate precedentemente (solo nel 2008 si erano raggiunte le 38 unità). Tra i 40, quattro gli svizzero-italiani (tre ticinesi e un grigionese di lingua italiana); hanno giurato in tedesco 23 alabardieri, 13 in francese, nessuno in retoromancio. Da ricordare che le nuove guardie hanno partecipato per la  prima volta a un corso di quattro settimane di istruzione nel centro militare di Isone (canton Ticino – vedi in questo stesso sito, rubrica “Svizzera”, “Guardia svizzera: accordo storico con il Canton Ticino”, 2 ottobre 2016).  
Anche quest’anno il ‘Giuramento’ si è rivelato un momento importante per evidenziare pubblicamente la fedeltà del corpo al Romano Pontefice e per manifestare i vincoli che legano pure oggi la Guardia svizzera alla madrepatria.
In particolare la messa mattutina di sabato 6 maggio in San Pietro, presieduta stavolta dal cardinale Gerhard Ludwig Műller, si è confermata come la celebrazione liturgica più ‘svizzera’ esistente al mondo: è una messa ricca di spessore emotivo in cui si alternano le tre lingue ufficiali della Confederazione (tedesco, francese, italiano), più il latino, con il retoromancio (lingua semi-ufficiale) in una delle strofe dell’inno nazionale. Il gruppo musicale obvaldese  Jodlerklub Flűeli-Ranft ha da parte sua cantato sia in latino che in dialetto svizzero-tedesco, eseguendo brani della Bruder Klaus Jodlermesse, una messa con armonie jodel in onore di san Nicolao della Flűe - patrono della Svizzera e della Guardia svizzera - di cui si festeggia quest’anno il seicentesimo della nascita.
Come accade senza interruzione dal 2000 (allora toccò al bernese protestante Adolf Ogi), anche quest’anno è venuto a Roma l’odierno presidente della Confederazione: l’argoviese cattolica Doris Leuthard, che è stata ricevuta in udienza da papa Francesco dopo la messa in San Pietro (da lei definita in conferenza-stampa una celebrazione “tipicamente svizzera, molto speciale per l’atmosfera, per la musica, anche per il latino che sentivo quando ero bambina, un po’ fuori dal protocollo vaticano”).
Riproduciamo a seguire alcuni passi da diversi momenti del ‘Giuramento’, che quest’anno è stato onorata dalla presenza dei rappresentanti del semi-cantone di Obvaldo, patria di San Nicolao della Flűe (1417-87). Cinquantenne, Nicolao – in preda a una profonda crisi interiore - decise di vivere il resto della sua vita ritirandosi in preghiera nell’eremo del Ranft, acquisendo grande fama di mistico e facendo tra l’altro da paciere nelle beghe confederate.

IL COMANDANTE CHRISTOPH GRAF (1): NON SI PARLA VOLENTIERI DELLA VITA NON NATA E DELL’EUTANASIA. DOV’E’ LA VOCE DI NOI CRISTIANI? 
Venerdì 5 maggio (ore 17.30, Piazza dei Protomartiri Romani, Deposizione della corona in onore dei caduti del 6 maggio 1527 e conferimento delle onorificenze): 
(dopo aver ricordato il massacro delle guardie svizzere durante il Sacco di Roma): Ancora oggi la morte è un tema molto attuale. Ogni giorno i media ci parlano di incidenti stradali, crimini violenti, terrorismo e guerre. Purtroppo l’uomo inizia ad ascoltare solo quando l’evento è straordinario per livello di crudeltà e brutalità o quando lo tocca da vicino. La guerra civile in Siria ha risvegliato di nuovo l’interesse del pubblico solo dopo il bombardamento con il gas tossico. Ma sapevate che, dal suo inizio nel 2011, questa guerra ha già fatto circa 470mila vittime? (…) Nel Corno d’Africa, nello Yemen e in Nigeria circa venti milioni di persone vivono sotto la minaccia di morire per fame a causa di una grave siccità. (…) E’ un tema di scarso interesse per la maggior parte dei media, perché chi guarda volentieri sui giornali o in televisione adulti e bambini morenti, ridotti pelle e ossa? (…) Il Mediterraneo è diventato una tomba comune. Da anni si discute, ma finora non è stata trovata una soluzione soddisfacente. Purtroppo nel frattempo oltre 10mila profughi hanno trovato la morte.
. E che cosa dire della vita non nata o dell’eutanasia? Sono due temi dei quali non si parla volentieri. L’aborto è diventato un fatto normale nella società attuale e purtroppo viene accettato in silenzio dalla maggior parte delle persone, anche da noi cristiani. L’aiuto attivo alla morte è ancora in una fase iniziale, ma temo il peggio. Che cosa accadrà in futuro, quando lo Stato economicamente non riuscirà più ad occuparsi delle persone anziane, dei malati incurabili o degli invalidi? Non esiste forse il pericolo che le persone che per lo Stato costituiscono solo un costo possano essere costrette all’eutanasia? (…) Dov’è la voce di noi cristiani?

IL CARDINALE MUELLER: LA CHIESA E’ DIVINA E NEL CONTEMPO UMANA, CON TUTTI I LIMITI PROPRI DELL’UOMO 
Sabato 6 maggio (ore 7.30, Basilica di San Pietro, santa Messa, omelia trilingue del prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede): 
(riferito al Vangelo di Giovanni 6, 60-69): Che Gesù sia realmente presente nella santa Eucaristia, è qualcosa di inaudito. E a quei tempi, così come oggi, c’erano e ci sono persone che facevano e fanno fatica a credere questo. L’uomo non può comprendere questa verità eterna fino in fondo. Si deve aprire per essa e accettarla con la fede. Deve capire che non è vero solo ciò che si può provare secondo leggi puramente matematiche. Deve accettare che c’è anche il soprannaturale e che Dio può fare ciò che l’uomo non può.
. Sì, care guardie, la Chiesa che servite è qualcosa di divino. E’ Gesù che chiama gli apostoli. E’ Gesù che istituisce i sacramenti. La Chiesa è nel contempo divina e umana. Una realtà complessa, come dice il Concilio Vaticano II. Porta dentro di sé dei peccatori, persone con dei limiti.
. Convinto che è davvero la volontà di Dio, san Nicolao della Flűe lascia la famiglia per cominciare una vita da eremita. Non sapeva dove il Signore lo avrebbe portato. Si è incamminato. E il Signore gli ha mostrato come andare avanti. Anche quando doveva consigliare chi glielo domandava, guardava le situazioni con gli occhi di Dio e in una luce soprannaturale, consapevole che il Signore nella sua onnipotenza può cambiare le situazioni.
. San Nicolao della Flűe soffriva anche a causa di una situazione difficile della Chiesa. Ma riusciva a capire la differenza tra la sposa immacolata che è la Chiesa, l’aspetto divino, e il suo modo di apparire.
. Care guardie, pensate all’esempio che san Nicolao della Flűe ha dato. (…) E non abbiate paura della situazione del mondo o di quanto ci possa portare il futuro. Andate avanti con coraggio, servendo il Santo Padre, il vicario di Cristo sulla terra, con gioia ed entusiasmo.

LA ROSA DONATA DA DORIS LEUTHARD A PAPA FRANCESCO 
Sabato 6 maggio (ore 10.00, Palazzo apostolico, Sala della Biblioteca. Udienza del Papa alla presidente elvetica Doris Leuthard): 
. Nel piccolo e tradizionale ‘corteo’ con il prefetto arcivescovo Georg Gaenswein e i cerimonieri che accompagnano gli ospiti, sfila anche la mamma di Doris Leuthard. Qualche passo prima della soglia della Biblioteca papa Francesco accoglie la presidente, che lo saluta in italiano: “Molto piacere di fare la Sua conoscenza”. Il colloquio, sempre in italiano, dura 27 minuti. Poi c’è lo scambio dei doni. Doris Leuthard presenta al Papa un “libro nuovo” su san Nicolao della Flűe, un piccolo cero bianco sempre per il Santo, un vaso medio con una piantina che dall’etichetta gialla si palesa come una rosa “Doris Leuthard” con tanto di marchio. Dice la presidente: “ Ho imparato, prima i vescovi hanno regalato una rosa alle donne. Generalmente si regalano le rose alle donne. Questa volta come donna Le regalo io una rosa”. Il Papa sorride compiaciuto, apprezza visibilmente. (La rosa si chiama proprio “Doris Leuthard”, è stata creata nel 2007 da un giardiniere argoviese di nome Huber, è di colore rosa chiaro, ha un profumo molto intenso, può raggiungere 140 cm di altezza, ha vinto diversi premi internazionali, è la ‘rosa dell’anno’ in Svizzera. Doris Leuthard ci ha detto che ce l’ha anche nel suo giardino, ed è “forte e flessibile”). Continua lo scambio dei doni: il Papa offre alla presidente un medaglione con san Martino di Tours che taglia il mantello per il povero e “tre scritti”: “sulla famiglia” (Amoris laetitia), “sulla gioia del Vangelo” (Evangelii gaudium), “sulla custodia del creato” (Laudato si’). Seguono i saluti alla delegazione: particolarmente caloroso il saluto alla mamma della Leuthard (una “benedizione speciale” conclusa con un’amichevole pacca sulla spalla). Uscendo dalla Biblioteca, la presidente ricorda ancora a Francesco la rosa, che è particolare perché ha – dice in tedesco – “wenig Dorn”, insomma di spine ne ha poche. Un augurio simpatico.

PAPA FRANCESCO: OGGI SIETE CHIAMATI A SERVIRE LA POTENZA DELLA FEDE 
Sabato 6 maggio (Ore 11.15, sala Clementina del Palazzo apostolico, udienza alla Guardia Svizzera Pontificia): 
Come ogni anno voi fate memoria del doloroso, e al tempo stesso famoso, “sacco di Roma”, nel quale le Guardie svizzere si distinsero in una coraggiosa e indomita di9fesa del Papa, fino al sacrificio della vita. Oggi non siete chiamati a questa eroica offerta della vita fisica, ma ad un altro sacrificio non meno arduo: a servire cioè la potenza della fede. Essa è una valida barriera per resistere alle varie forze e potenze di questa terra e soprattutto a colui che è “il principe di questo mondo”, il “padre della menzogna”, che “va in giro come un leone cercando chi divorare” secondo le parole dell’Apostolo Pietro. 
La vostra presenza nella Chiesa, il vostro importante servizio in Vaticano sono un’occasione per crescere come coraggiosi ‘soldati di Cristo’. I pellegrini e i turisti che hanno la possibilità di incontrarvi rimangono edificati scoprendo in voi, insieme con le caratteristiche compostezza, precisione e serietà professionale, anche generosa testimonianza cristiana e santità di vita. Sia questa la vostra prima preoccupazione. 
Approfitto di questa occasione per rinnovare all’intero Corpo della Guardia Svizzera la mia riconoscenza per la diligenza e la sollecitudine con cui svolge la propria preziosa attività al servizio del Papa e dello Stato della Città del Vaticano.

DORIS LEUTHARD: LA GUARDIA SVIZZERA E’ UN ONORE PER LA CONFEDERAZIONE 
Sabato 6 maggio (ore 11.15, Hotel Colombus, conferenza-stampa di Doris Leuthard, presidente della Confederazione): 
. La presidente della Confederazione sintetizza i contenuti dell’udienza con papa Francesco, dopo aver rilevato che “da cattolica mi ha fatto grande piacere incontrarlo, anche perché lo apprezzo molto”: il Papa ha accennato al recente viaggio in Egitto, alla crisi siriana e al problema dei migranti. Si è interessato per la formazione e l’integrazione dei giovani stranieri in Svizzera. E’ sembrato molto aperto e ben informato sulla situazione nella Confederazione. E’ stato invitato in Svizzera anche per i 600 anni della nascita di San Nicolao della Flűe. Ma in Svizzera c’è anche Ginevra, che è sede Onu e dell’Organizzazione mondiale del lavoro.
. Nel colloquio successivo con mons. Paul Richard Gallagher, segretario per i rapporti con gli Stati, si sono toccati, oltre al tema delle migrazioni e della situazione siriana, anche quelli del cambiamento climatico, dell’acqua, dei cristiani perseguitati, della situazione nei Balcani e in genere in Europa, dopo il voto inglese sulla Brexit.
. Il Papa è molto contento della Guardia svizzera. La Guardia è un grande onore per la Svizzera.
Il 6 maggio 2010, anche allora come Presidente della Confederazione, Doris Leuthard aveva incontrato papa Benedetto XVI (25 minuti): in tale occasione tra i temi affrontati erano emersi la questione della costruzione in Svizzera di nuovi minareti (bocciata con chiarezza dal popolo nel novembre 2009) e la questione della pedofilia nella Chiesa..

IL COMANDANTE CHRISTOPH GRAF (2): SVEGLIATEVI, CARI CRISTIANI! IL MONDO ATTUALE HA DI NUOVO BISOGNO DI ESEMPI, SPECIALMENTE NELLA NOSTRA EUROPA 
Sabato 6 maggio (ore 17.00, cortile di San Damaso, Giuramento): 
(erano presenti, tra gli altri, Doris Leuthard – presidente della Confederazione -  Ivo Bischofberger – presidente del Consiglio degli Stati/senato svizzero – mons. Charles Morerod – presidente della conferenza episcopale svizzera, mons. Felix Gműr – vescovo di Basilea, Pascal Couchepin – già presidente della Confederazione svizzera, l’ambasciatore di Svizzera presso la Santa Sede Pierre-Yves Fux e l’ambasciatore di Svizzera presso il Quirinale Giancarlo Kessler, il governo del semicantone di Obvaldo, il colonnello divisionario Jean-Paul Theler. Da parte vaticana l’assessore della Segreteria di Stato mons. Paolo Borgia, il prefetto della Casa Pontificia mons. Georg Gaenswein, alcuni cardinali e vescovi). 
. (il colonnello Graf , nel suo discorso trilingue, dopo aver ringraziato tra gli altri i genitori delle nuove guardie e aver evidenziato l’importanza di una gestione umana delle persone, ha detto in francese): Seguiamo anche l’esempio dei tre santi patroni della Guardia: san Martino di Tours, san Sebastiano e il santo fratello Klaus. Ognuno di loro ha vissuto una vocazione propria. San Martino è famoso per il suo atto di misericordia e di amore del prossimo. San Sebastiano si è distinto per il suo coraggio e la sua fedeltà alla Chiesa cattolica. E il patrono del nostro Paese, fratello Klaus, ha seguito umilmente la chiamata di Dio e per quasi vent’anni ha vissuto solo dell’Eucaristia. Sapevate che tutti e tre erano soldati?
. (in francese) Anche nel mondo attuale esistono ancora molte persone esemplari (…) Penso ai molti cristiani nel Vicino Oriente e in Africa, uccisi crudelmente a motivo della loro fede. Penso alle persone che, nelle zone di guerra, si adoperano volontariamente a favore della popolazione civile provata dalla sofferenza. Penso anche ai figli che accolgono in casa i loro anziani genitori e non li mettono, a causa di un modo di pensare egoistico, in qualche istituto. Non smetto mai di essere impressionato dai genitori che si prendono cura con grande naturalezza dei propri figli disabili, che sono presenti per loro giorno e notte e danno loro il proprio amore di genitori.
. (in italiano) Attualmente l’Europa sta vivendo una crisi profonda. Molte persone non riescono più a identificarsi con le idee dei politici. Un’economia ferma da anni, la disoccupazione, una povertà diffusa, un flusso incessante di profughi, il terrorismo e la crescente islamofobia fanno sì che si stiano diffondendo un certo senso di impotenza e di disorientamento. Ho la sensazione che gli europei non abbiano prospettive per il futuro. L’Europa potrà sopravvivere solo se si tornerà a promuovere la cellula più piccola della società, cioè la famiglia.
. (in italiano) Una causa di questa crisi non va forse ricercata anche nella crescente scomparsa della fede, nella crescente mancanza di Dio? Non è che per caso Dio venga volutamente spinto ai margini da determinati ambienti? Svegliatevi, cari cristiani! Il mondo attuale ha di nuovo bisogno di esempi, specialmente nella nostra Europa.

IL CAPPELLANO DON THOMAS WIDMER: NON DIMENTICATE MAI CHE DIO E’ FEDELE 
Sabato 6 maggio (ore 17.20, cortile di San Damaso, Giuramento): 
. (prima del giuramento, il cappellano della Guardia don Thomas Widmer, ha rivolto – nelle quattro lingue nazionali - alcune parole alle nuove guardie):
. (in italiano) Care guardie, vi ricordate che, se voi giurate di servire fedelmente, uno è il modello di questa fedeltà: Dio stesso. Pensate alla fedeltà di Dio verso di voi, quando vi mettete la cintura della vostra uniforme, poiché il profeta Isaia ricorda che la cintura, che porta il Messia promesso attorno al suo corpo, è la fedeltà.
. (in tedesco) E questa fedeltà che scaturisce dall’amore ci conduce a compiere bene le cose concrete, più piccole e ordinarie. (…) Lo scrittore russo Fëdor Dostoevskij diceva: “Essere eroe per un minuto, per un’ora è più facile che sopportare in silenzioso eroismo la quotidianità”. Sì, mediante la nostra costante fedeltà nella quotidianità e nel nostro servizio possiamo dunque essere eroi non solo per un minuto, ma supereroi, perché portiamo in silenzioso eroismo il peso di ogni giorno.
. (in retoromancio) La virtù della fedeltà fa parte di una guardia. Il motto della Guardia svizzera dice: acriter et fideliter, coraggiosi e fedeli. Dio è il modello ed esempio di ogni fedeltà. Lui è sempre fedele, persino nei momenti in cui noi siamo infedeli. Nell’Apocalisse di san Giovanni all’angelo della Chiesa di Smirne è rivolta la sfida: “Sii fedele fino alla morte e ti darò la corona della vita”. Chiediamo a Dio questa fedeltà con le parole di Sant’Agostino: “Fammi essere fedele in tutto, a te (Gesù) e a me, a Dio e agli uomini, oggi e sempre e fino all’eternità. Amen”.
GUARDIA SVIZZERA: UNA ROSA PER FRANCESCO, LA SVEGLIA DI GRAF – di GIUSEPPE RUSCONI – www.rossoporpora.org – 8 maggio 2017