ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

giovedì 18 maggio 2017

Alcune certezze terrificanti


L’immenso viaggio e il miliardo di euro da dare


DI MIGUEL MARTINEZ
kelebeklerblog.com
Come sapete, di Repubblica parlo spesso, volentieri e male.
Ma questa volta c’è un articolo straordinario su una delle questioni fondamentali dei nostri tempi: le centinaia e centinaia di migliaia di giovani maschi africani che rischiano la vita, e spessissimo la perdono, per arrivare in Europa.
Quando un giornalista d’Occidente cerca di raccontare storie d’altri, sappiamo che di mezzo c’è una marea di storie, un’infinità di mondi orali che esulano da ogni comprensione dell’idiota medio iperletteralizzato delle parti nostre, con  i suoi Principi, le sue Certezze e tutto il resto.
Però qualcosa, in mezzo alle storie, passa:

Seny e Demba spiegano però qualcosa di decisivo per capire la disperazione che sale dall’Africa: “Quando un anno fa abbiamo deciso di partire abbiamo mobilitato le famiglie, abbiamo chiesto soldi, abbiamo venduto animali, abbiamo dato una speranza ai nostri cari, abbiamo detto loro che avremmo mandato indietro soldi dall’Europa. Ecco, adesso tornare indietro è ammettere il fallimento, è confessare che i soldi richiesti sono stati perduti. Bruciati! Noi non si sa come siamo riusciti a fuggire dopo quello che abbiamo visto. Tanti non ci provano neppure, perché morire in Libia o in mare è meno grave di tornare indietro. Morire in Libia per tanti è meglio che rivedere una famiglia che non ti perdonerà di avere fallito”.
Da questo articolo, ricaviamo alcune certezze terrificanti, comunque la mettiamo.
La prima è questa.
Nel nostro quartiere, ogni negozio o bar si trova davanti un ragazzo nero, maschio, tutto intabarrato per resistere al freddo europeo, con un cappellino in mano, che chiede soldi con una vocina tenue, e con straordinaria gentilezza.
Ognuno di loro ha alle spalle una storia da eroe, se ce l’ha fatta ad arrivare fin qui: verrebbe voglia di sentire da ognuno di loro l’orrore che lo ha segnato, abbracciarlo, essergli vicino, ammirarlo pensando alla coccolata feccia nostrana.
Non per farne una questione di superiorità razziale, ma nella mia vita, quasi tutti i neri che ho conosciuto erano gente straordinaria. Sarà un caso, poi ho scritto quasi per metterci anche dei neri che si comportavano da italiani qualunque.
Però rimane il fatto di fondo: tutti quelli che mi hanno dato addosso, erano sempre affetti da melaninodeficienza.
La seconda è che se l’intero continente africano non è ancora arrivato qui, è perché il filtro di assassini, sfruttatori, criminali tra il Niger e Lampedusa è talmente mostruoso, che ferma ancora la maggior parte (niente di strano, studiatevi la storia del Limes romano).
Se non ci fosse un filtro di questa mostruosa entità, tutta l’Africa diventerebbe come i paesini dell’Aspromonte, i meravigliosi ruderi vuoti su cui fischia il vento.
La terza considerazione è che l’abbandono dell’Aspromonte, del Molise (che nel 1860 era più popolato di oggi), di tutti gli infiniti luoghi del Sud, e la creazione dei mostri urbani dove si può arrivare soltanto in macchina, ecco, è stata la stessa cosa. Oggi non si arriva da Agnone, si arriva da Dakar.
Eppure la gente che è arrivata da Agnone, è stata il male che ci sta portando all’annientamento possibile del pianeta, se vogliamo dare retta ai climatologi…
ma almeno la fuga da Agnone è avvenuta in tempi in cui le nostre mostruose città erano tronfie di ottimismo, sovraccariche di godimenti futuristicoprogressiste, socialiste, fasciste, liberiste,  keynesiane poco importa.
Invece un intero continente ci si sta buttando addosso, come falene attorno a un fuoco fatuo, esattamente mentre il fuoco fatuo dell’Occidente inizia a mostrare tutta la sua criminale vanità.
Esco dal negozio, e mi trovo davanti il ragazzo nero, che poi somiglia tanto ai ragazzi neri che poi sono diventati babbi – magari con mamme italiane – che fanno parte come tutti della nostra comunità, che sono noi come lo siamo noi stessi. Però sono quattro, cinque, dieci, i neri nostri, ci puoi parlare con ciascuno e condividere con ciascuno.
Mica son mica un miliardo.
Guardo il ragazzo nero, incappucciato, con il cappellino, che un pezzo di plastica non si nega a nessuno.
Sto sicuramente meglio di lui.
E allo stesso  tempo, mi rendo conto che dargli un euro, che gli potrei dare benissimo (e penso a centinaia e migliaia di euro che ho dato a zingari che erano messi come loro, e di cui non mi pento)… mi rendo conto che di fronte all’infinita distesa della miseria africana, non serve a nulla.
Se dovessi spartire i pochi euro che ho con un continente intero
Ma perché, se io non riesco a dare un miliardo di euro all’Africa, non posso dare un euro a lui, che mi trovo davanti? Ma anche se dessi un miliardo di euro, sarebbero un euro a testa, manco da comprarsi un panino per oggi…
E qui nasce il quarto punto, che è difficile davvero da comunicare ai nostri tempi.
Che l’Occidente (scusate la parola cretina) non è superiore a nessuno. Ha soltanto distrutto il pianeta intero, magari tra qualche decennio sterminerà ogni essere vivente tra cui gli esseri umani…
ma l’Occidente non è superiore proprio a nessuno, nemmeno ai tagliatori di testa della Papua Niugini.
E chi ha mai chiesto ai tagliatori di teste del Papua Niugini di farsi carico del mondo?
 Miguel Martinez
Fonte: http://kelebeklerblog.com
Link: http://kelebeklerblog.com/2017/05/17/limmenso-viaggio-e-il-miliardo-di-euro-da-dare/
17.05.2017

Schiavitù 2017


DI PETER KOENIG
thesaker.is
Quando nel XVIII e XIX secolo gli schiavi africani non si “comportavano bene”, venivano picchiati con ferocia, qualche volta a morte, in modo che fossero di monito agli altri. Erano privati del cibo per le loro famiglie. Le donne venivano violentate. Erano venduti a padroni bianchi ancora più severi. Le loro vite valevano quanto il valore del lavoro che potevano rendere. Erano trattati come oggetti, senza calore umano.
Oggi siamo tutti diventati schiavi: schiavi del potere di finanzieri mafiosi senza scrupoli; schiavi della propaganda bugiarda dell’occidente, delle lobbies e delle loro giganti e omni-dominanti corporazioni, dell’industria della guerra, perché noi crediamo con gioia a ciò che ci hanno detto a proposito del terrorismo sempre crescente, che deve essere combattuto con guerre eterne; siamo schiavi dell’industria petrolifera che distrugge l’ambiente, delle case farmaceutiche, dell’agroindustria stile Monsanto, del consumismo senza senso e soprattutto, sommando tutto questo, dell’avidità: l’avidità senza fine che guida la crescita senza fine, che promuove la competizione senza fine, fomentando le avversità e distruggendo la solidarietà, al posto della cooperazione amichevole per una armonica coabitazione umana.
Come persone che vivono nei paesi occidentali, noi siamo schiavizzati da un fascismo neoliberale che divora tutto, da una economia predatoria. Le bugie della propaganda ufficiale hanno nutrito le nostre menti e non l’abbiamo neanche notato. Siamo schiavizzati dai cosiddetti “leader”, fatti eleggere da maestri dell’inganno oscuri e stranieri, cioè dalla sempre più forte, ufficiale e controllata macchina da propaganda, le “sei corporazioni” dell’informazione, ebreo-anglosassoni, che controllano tutto, e di cui noi crediamo qualsiasi bugia vomitino, perché è più rassicurante credere ad una bugia piuttosto che affrontare la verità, cioè la schiavitù auto-imposta.
Questo è quanto lontani siamo andati. Perché noi siamo chiaramente in un percorso quasi irreversibile verso il basso, scivolando e correndo verso la stessa nostra rovina, nell’oscurità: l’oscurità del caos e delle guerre sanguinose, le guerre senza fine contro un terrorismo auto-creato; le guerre che fanno andare a gonfie vele la nostra economia occidentale e mantengono salde le poltrone dei nostri politici. Guerre che uccidono e massacrano milioni e milioni di persone, ma in terre molto “lontane”. Ci dicono che ci proteggono: la nostra polizia e l’esercito veglia su di noi. I nuovi dei: denaro ed esercito.
Per evitare che questo terribile caos senza fine si verifichi nelle nostre sfere occidentali, una volta “orgogliosamente” chiamate Europa o Stati Uniti d’America, Canada, Australia, Giappone, o qualsivoglia altro paese abbia assunto la macchina del massacro occidentale, noi chiediamo protezione alla polizia e alle forze armate, gli diamo il potere di renderci ulteriormente schiavi dello Stato Profondo, di quelle forze sioniste, quelle degli “illuminati”, forze massoniche e sataniche che comandano astutamente il commercio mondiale di schiavitù chiamato “Il Mercato”, il mercato che si impossessa di tutto. Noi adoriamo Il Mercato. Vogliamo essere integrati in esso. Il Mercato ci permette di vivere, lottare, mangiare e sognare sempre di più. Nutre la nostra avidità come se non ci fosse una fine. Una schiavitù al Nirvana o all’Isola che non c’è.
Anche se “orgoglio” non è mai stato un termine appropriato per integrare le nostre anime e le nostre menti, come poteri occidentali abbiamo per secoli schiavizzato, violentato, sfruttato e massacrato i popoli indigeni, quelli che per millenni e storia dell’umanità sono sopravvissuti e ci hanno trasmesso i geni, da una civiltà sanguinaria all’altra, sempre nella speranza che la nuova potesse vedere la luce.
Possiamo solo sperare che prevalga la pazienza di questi popoli nativi, sopravvissuti e nostri salvatori, e che prima di sparire nell’oscurità e nel vuoto di un buco nero creato dall’uomo, noi ci sveglieremo, apriremo gli occhi e cercheremo la luce: diventeremo finalmente umani, aggettivo che abbiamo applicato in maniera fraudolenta a noi stessi, cioè la civiltà occidentale.
Attenzione: chiunque contraddica questa verità e il corso degli eventi, è marchiato come teorico della cospirazione, diffamato e deriso, stigmatizzato. Dobbiamo de-riconvertire, abbandonare i nostri consolidati parametri occidentali perché sono fatti per renderci schiavi, in modo tale che una sempre più ridotta élite satanica – una classe che produce e manovra personaggi come Clinton, Trump, Obama, Bush, Blair, Merkel, Abe, Hollande e probabilmente fra poco Macron, e molti altri dello stesso tipo – possa continuare la sua festa.
Noi siamo chiamati a votare per queste persone miserabili chiamate politici, molti dei quali senza cervello, che sono stati pre-selezionati dai Padroni che controllano il mondo; siamo convinti che stiamo realmente scegliendo le persone che rappresentano la nostra società, difendono i nostri bisogni e difendono libertà, giustizia e uguaglianza. Ogni quattro o cinque anni cadiamo negli stessi rituali e siamo convinti che le cose cambieranno. Non scaviamo mai in profondità per trovare le ragioni per cui tutti rimangono uguali a se stessi, anzi peggiorano, malgrado la nostra infelicità e malgrado i nostri voti “democratici”. Siamo ciechi. La schiavitù rende ciechi. Ci sentiamo più tranquilli come schiavi ciechi che come essere umani vedenti. Quindi, continuiamo a farci ingannare dalle illusioni.
Le nostre vite sono grigiastre come un cielo annebbiato, senza sole. Il sole e la sua meravigliosa e incantevole brillantezza è stata estirpata dalle nostre menti ridotte in schiavitù. Stiamo vivendo in una oppressiva e depressiva civiltà occidentale, che noi ancora chiamiamo “democrazia”, perché le nostre menti contorte e manipolate – che amano la tranquillità – non vogliono ammettere che sono state costrette in schiavitù. Quella democrazia è stata un sogno irrealizzabile per alcuni filosofi greci di 2.500 anni fa. Nulla di più. Abbiamo rubato il termine alla storia come pretesto per dichiarare guerra, violentare, sfruttare e per schiavizzare.
La schiavitù 2017 – e probabilmente di molti altri anni che verranno se non ci svegliamo presto – è diventata globale, molto globale: è il paradigma della globalizzazione. Siamo stati inquadrati in caselle senza colore. La cultura viene massacrata, il linguaggio è sintetizzato in slogan anglo-sassoni, noi tutti dobbiamo pensare secondo cliché riconosciuti globalmente. Cliché ripetuti e perpetuati fino alla nausea da Hollywood, il famigerato mass media; dal sistema educativo occidentale, dalle scuole primarie fino all’università, che stanno indottrinando i nostri figli con dogmi neoliberali che li mantengono in schiavitù.
Il pensiero indipendente è diventato un crimine, perché impedisce il superamento della schiavitù. L’educazione è progettata per uccidere il pensiero individuale e l’ampia estensione della creatività, perché è pericolosa per coloro che ci schiavizzano e ci controllano. L’educazione della “neolingua” ci deve far pensare ciò che il sistema vuole che noi pensiamo. Questo è ciò che è diventata l’educazione occidentale negli ultimi 50 anni, cioè una farsa per tenerci come idioti non pensanti.
Gli idioti sono facili da schiavizzare, sfruttare e mandare in guerra, per rubare risorse straniere e soddisfare l’avidità di pochi. Noi amiamo essere carne da cannone, perché ci hanno detto – schiavizzati – di credere che i buoni patrioti amano morire per il proprio paese. Noi siamo ciechi ed evitiamo di vedere che stiamo morendo combattendo per soddisfare l’avidità di potere e denaro dei leader fantocci, il cui potere non è null’altro che quello concesso dai Padroni che controllano il mondo e che tirano i fili delle loro marionette.
Svegliatevi dal 2017 di schiavitù! Rendete il 2017 l’ultimo anno di schiavitù!
Articolo di Peter Koenig pubblicato da The Saker il 3 maggio 2017.
Traduzione in Italiano a cura di Elvia Politi per SakerItalia.it
Fonte: http://sakeritalia.it
Link: http://sakeritalia.it/attualita/schiavitu-2017/

2 commenti:

  1. Ho letto quello che scrive tale Miguel Martinez e sinceramente non mi trovo d'accordo con il suo modo di vedere la vita. Né mi sento minimamente responsabile per le condizioni in cui versa il continente africano. Rinuncio consapevolmente a dare l'euro a chi non dimostra di essere venuto qui da noi per lavorare e questo lo dico consapevolmente perché quando riprendo i vari negretti incappucciati fuori dai supermercati dicendogli di andare a lavorare mi sento rispondere con arroganza di trovarglielo io il lavoro. Poverini, secondo loro dovrei andare a trovare il lavoro per loro anziché darmi da fare per trovarlo per me. No, non mi sento responsabile di questo mondo alla deriva in cui il buon senso latita sempre più. Quanto al panino ed alla fame del negretto che sbarca qui nel nostro paese, sicuramente non gli verrà negato. Caro martinez, aggiungo, accendi il cervello. Saluti Mick

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    1. Concordo sulla storia dell' euro.
      Mi sembrava comunque importante l'accento da lui dato sulla "persona" che si ha davanti, che spesso viene trascurato o ideologizzato (e che é anche fonte di ricatto sentimentale..) e sulla cosiddetta superiorità dell' Occidente. Qui mi pare carente però il giudizio su "questo occidente" (su cui si adagia supinamente "questa Chiesa") non ricordando i veri valori della Civiltà Cristiana , accomunandoli ad esso.

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