ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

domenica 14 maggio 2017

La tempistica

12 maggio 2017 Lutero a Fatima





Se sembra impossibile dal punto di vista fisico, non lo è dal punto di vista ideale, perché ciò che conta è lo spirito che anima il pellegrino che si reca a rendere omaggio alla Madonna, nei luoghi in cui cento anni fa Ella apparve ai pastorelli per avvisare il mondo intero che senza penitenza e preghiera sul mondo sarebbe piombato inesorabile il castigo di Dio.

E lo spirito che anima il pellegrino Bergoglio che si reca a Fatima per il centenario sembra essere proprio lo spirito di Lutero.

Il 12 maggio 2017, nella cappellina delle apparizioni, Bergoglio ha rivolto un saluto ai pellegrini presenti, ripetendo un concetto non nuovo per lui, ma nuovo per la Chiesa cattolica e basilare per il protestantesimo.

«Grande ingiustizia si commette contro Dio e la sua grazia, quando si afferma in primo luogo che i peccati sono puniti dal suo giudizio, senza anteporre – come manifesta il Vangelo - che sono perdonati dalla sua misericordia! Dobbiamo anteporre la misericordia al giudizio e, comunque, il giudizio di Dio sarà sempre fatto alla luce della sua misericordia. Ovviamente la misericordia di Dio non nega la giustizia, perché Gesù ha preso su di Sé le conseguenze del nostro peccato insieme al dovuto castigo. Egli non negò il peccato, ma ha pagato per noi sulla Croce. E così, nella fede che ci unisce alla Croce di Cristo, siamo liberi dai nostri peccati.»

Siamo a Fatima, dove la Santissima Vergine Maria avvisò il mondo tramite i pastorelli: «La Madonna non può più trattenere il braccio del suo amato Figliuolo sul mondo. Bisogna far penitenza. Se non si emendano verrà il castigo.» E quando Lucia chiese alla Madonna se Amelia sarebbe andata anche lei in Paradiso, la Madonna rispose: «Resterà in purgatorio fino alla fine del mondo» (1).

C’è una bella differenza tra la verità presentata dalla Santissima Vergine e le fantasie eretiche ed umaniste di Bergoglio.
Ma c’è corrispondenza tra i convincimenti che Bergoglio esterna a Fatima, come in altre occasioni, e uno dei testi basilari del protestantesimo: la Confessione di Augusta, del 1530, dove all’articolo 4 si legge:
«Gli uomini non possono essere giustificati davanti a Dio per le proprie forse, meriti o opere, ma sono giustificati gratuitamente dalla fede a causa di Cristo, quando credono che sono ricevuti nella grazia e che i loro peccati sono rimessi a causa di Cristo che, con la Sua morte ha soddisfatto per i nostri peccati. Dio imputa questa fede come giustizia davanti a Lui».

Le parole di Bergoglio sembrano ricalcare pari pari la dottrina della giustificazione per la sola fede, professata dagli eretici luterani.

Ci sono voluti cinquecento anni, ma alla fine Lutero, dopo aver fatto il suo ingresso trionfale in Vaticano lo scorso 13 ottobre 2016, eccolo giungere a Fatima insieme a Bergoglio. E quello che colpisce è la tempistica: l’anno scorso ricorreva il 99° anniversario del miracolo del sole, oggi ricorre il 100° anniversario della prima apparizione della Santissima Vergine.
E’ come se Bergoglio lo facesse apposta, come se volesse contrastare il messaggio salvifico della Madonna.
E se tutto questo non accade per volontà cosciente, allora è ancora peggio perché significa che Bergoglio è strumento incosciente nelle mani del demonio.

NOTA

1 - Antonio A. Borelli Machado, Le apparizioni e il messaggio di Fatima secondo i manoscritti di suor Lucia,  traduzione italiana pubblicata da Alleanza Cattolica nel 1977:
http://alleanzacattolica.org/fatima-le-apparizioni-e-il-messaggio-di-fatima-secondo-
i-manoscritti-di-suor-lucia-2/


di
 Belvecchio 

http://www.unavox.it/ArtDiversi/DIV1987_Belvecchio_Lutero_a_Fatima.html


Ha distrutto anche Fatima ed il messaggio della Madonna


(nella foto: Bergoglio in piedi davanti al SS. Sacramento – come al solito – con l’inginocchiatoio lasciato inutilizzato)

Benedetto XVI, nel pellegrinaggio a Fatima del 13 maggio 2010, auspicò di vedere nel centenario delle apparizioni (il 2017), il trionfo del Cuore Immacolato di Maria profetizzato dal Messaggio della Madonna.

Ma il 12 maggio del 2017 papa Bergoglio ha sostanzialmente liquidato Fatima e il Messaggio della Madre di Dio.

Oggi nell’omelia, grazie al Cielo, ha letto una normale paginetta celebrativa, preparata dai teologi della Santa Sede per la canonizzazione dei pastorelli, e c’è perfino un (fugace) accenno all’inferno (la strategia bergogliana è sempre questa).

Ma ieri, quando ha pronunciato il suo vero discorso bergogliano, è successo qualcosa di clamoroso. È venuto a Fatima esattamente per pronunciare queste parole che sono in contrapposizione a tutte quelle pronunciate, in quel santuario, dagli altri papi che sono andati lì come pellegrini.

CONTO APERTO

Che Bergoglio avesse un conto aperto con Fatima si poteva immaginare anche perché durante le polemiche dei Sinodi (per la comunione ai divorziati risposati) furono spesso citate alcune importanti parole di suor Lucia che facevano capire quanto fossero sbagliate le “modernizzazioni” teorizzate da Kasper e imposte da Bergoglio.

Era stato il cardinale Carlo Caffarra – che si batteva in difesa della fede cattolica e poi è stato uno dei protagonisti dei Dubia – a riferire che, quando ebbe da Giovanni Paolo II l’incarico di fondare il Pontificio Istituto per Studi su Matrimonio e Famiglia, scrisse a suor Lucia per chiederle preghiere.
E – a sorpresa – la veggente gli rispose con una lunga lettera in cui – riferiva il cardinale – affermava che “lo scontro finale tra il Signore e il regno di Satana sarà sulla famiglia e sul matrimonio. Non abbia paura, aggiungeva, perché chiunque lavora per la santità del matrimonio e della famiglia sarà sempre combattuto e avversato in tutti modi, perché questo è il punto decisivo. E poi concludeva: ma la Madonna gli ha già schiacciato la testa”.

Più in generale si poteva immaginare che le apparizioni di Fatima non fossero amate da Bergoglio: c’è la visione dell’Inferno, l’invito alla conversione e alla penitenza e c’è la profezia sull’avvento del comunismo ateo che con i suoi crimini, specie le persecuzioni contro i cristiani, ha insanguinato tutto il Novecento (e non solo).
Tutti temi detestati da Bergoglio.

Ma non si poteva immaginare che Bergoglio avesse deciso questo viaggio addirittura per demolire le apparizioni e il Messaggio della Madonna.
Una spettacolo mai visto.

DEMOLIZIONE
È il discorso alla veglia di venerdì sera (la benedizione delle candele) quello decisivo.
Non solo non ha mai menzionato né l’inferno, né il comunismo ateo, ma ha contestato esplicitamente le parole della Madonna e la sua profezia, fino a ridicolizzare il Messaggio riferito da suor Lucia.
Infatti il contenuto centrale dell’apparizione di Fatima è stata la visione dell’orrore dell’inferno, mostrato ai pastorelli.

Sodomiti all'Inferno di Andrè Goncalves Cappella di Nossa Senhora da Conceição, della chiesa gesuita di Horta (Portogallo)

Per questo La Madonna è apparsa: ha espresso il suo accorato dolore perché tantissime anime si perdono, sprofondano laggiù; ha messo in guardia dall’avvento del comunismo ateo (che infatti pochi mesi dopo prese il potere in Russia), ha chiesto conversione e penitenza per scongiurare la perdizione eterna e le catastrofi che la scelta del male attira sull’umanità e sul mondo.
Ebbene, Bergoglio è andato a Fatima a ribaltare tutto.
Ha sostenuto che si commette una “grande ingiustizia contro Dio e la sua grazia, quando si afferma in primo luogo che i peccati sono puniti dal suo giudizio” perché bisogna “anteporre che sono perdonati dalla sua misericordia”. Ripete: “dobbiamo anteporre la misericordia al giudizio”.
Con chi ce l’ha? È evidente che il bersaglio è il Messaggio di Fatima, riferito da suor Lucia. Ma la veggente ha semplicemente riportato la parole della Vergine.
Quindi i casi sono tre: o Dio – a parere di Bergoglio – non è abbastanza misericordioso e sbaglia a condannare tante anime al supplizio eterno; o Bergoglio non crede alle apparizioni (e quindi se la sta prendendo con suor Lucia) oppure sta accusando direttamente la Madonna di aver commesso una “grande ingiustizia contro Dio”.

CI CREDE?


Che Bergoglio non creda veramente alle apparizioni e ai miracoli per la verità è più di un sospetto, perché lui stesso lo ha detto nel libro intervista “Il cielo e la terra” dove dichiara:
“Provo un’immediata diffidenza davanti ai casi di guarigione, persino quando si tratta di rivelazioni o visioni; sono tutte cose che mi mettono sulla difensiva. Dio non è una specie di Correo Andreani (un corriere, ndr) che manda messaggi in continuazione”.
In pratica Bergoglio ci dice che crede in un Dio, ma non è il Dio dei cattolici. Del resto lo ha detto apertamente nell’intervista a Scalfari: “io credo in Dio. Non in un Dio cattolico, non esiste un Dio cattolico”.
Anche i musulmani o anche i massoni – per dire – possono sottoscrivere una simile dichiarazione. Ma non i cattolici.
Il problema è questo: un uomo che – come papa della Chiesa Cattolica – pretende di portare la Chiesa fuori dal cattolicesimo. Per questo ieri a Fatima Bergoglio di fatto ha ridicolizzato la paura dell’Inferno e l’ammonimento materno della Madonna sulla perdizione eterna.

LA MADRE DI DIO

Quindi Bergoglio ha direttamente preso di mira la devozione popolare alla Madonna, ironizzando perché se ne sarebbe fatto “una ‘Santina’ alla quale si ricorre per ricevere dei favori a basso costo”.
Qui tracima il suo disprezzo per la pietà cristiana del popolo cattolico e di nuovo viene presa di mira suor Lucia, che sostanzialmente ci avrebbe trasmesso una caricatura della Madonna: “una Maria abbozzata da sensibilità soggettive che La vedono tener fermo il braccio giustiziere di Dio pronto a punire”.
Questa è un’esplicita e clamorosa contestazione del Messaggio di Fatima e pure della Salette (la Chiesa però ha riconosciuto entrambe le apparizioni…).

TIMOR DI DIO

Come ho detto l’ammonimento della Madonna al rischio di perdizione eterna viene così ribaltato da Bergoglio: “dobbiamo anteporre la misericordia al giudizio”.
È la sua solita e “soggettiva” idea secondo la quale saremmo già tutti salvati e quindi non c’è bisogno di conversione (tanto meno di penitenza). Bergoglio – qui sulla linea di Lutero – ci dice che Gesù “ha pagato per noi sulla Croce. E così, nella fede che ci unisce alla Croce di Cristo, siamo liberi dai nostri peccati”.
Ecco perché non c’è traccia dell’inferno nel discorso di venerdì di Bergoglio.
Per tutti questi motivi Bergoglio conclude invitando a liberarsi dal “timor di Dio” che la Madonna ci ha insegnato: “mettiamo da parte ogni forma di paura e timore, perché non si addice a chi è amato”.
In effetti in Bergoglio non c’è traccia di timor di Dio.
Nei suoi in terventi di questi mesi spazza via il Dio annunciato dalla Chiesa (“non esiste un Dio cattolico”), ridicolizza la Trinità (“anche dentro la Santissima Trinità stanno tutti litigando a porte chiuse, mentre fuori l’immagine è di unità”), dileggia il Figlio di Dio (“Gesù fa un po’ lo scemo”) e addirittura arriva a bestemmiarlo sostenendo che sulla croce Gesù “si è fatto diavolo”.
Ora demolisce pure il Messaggio di Fatima e l’immagine della Madonna della devozione cattolica.
A questo punto ci si chiede: quale altra demolizione deve fare per far aprire gli occhi agli entusiasti papolatri?

POST SCRIPTUM


Papa Bergoglio venerdì sera si è presentato davanti all’immagine della Madonna attribuendo a se stesso l’espressione “vescovo vestito di bianco”.
Ha voluto citare così testualmente uno dei personaggi contenuti nella visione del Terzo segreto di Fatima.
È sorprendente e forse qualcuno dell’entourage avrebbe dovuto sconsigliarglielo, perché nella riflessione sul Terzo segreto, in questi anni, si è compreso che quella figura della visione è quantomeno ambigua e inquietante.
Ed è assai diversa dall’altra figura, il vecchio “Santo Padre, mezzo tremulo, con passo vacillante, afflitto di dolore e di pena” che sale la montagna.
Anzi, è abbastanza plausibile pensare che proprio l’enigma di quell’inquietante personaggio – il “vescovo vestito di bianco” – la Madonna abbia spiegato in quella parte del Terzo segreto che non è stata pubblicata e che dovrebbe riferirsi all’apostasia della Chiesa e ai gravissimi problemi ai vertici.
È vero che suor Lucia scrive di quel “vescovo vestito di bianco” che “abbiamo avuto il presentimento che fosse il Santo Padre”, ma tutta questa formulazione è molto strana.
Nel libro “Il quarto segreto di Fatima” che ho pubblicato nel 2006 – quindi molto prima degli eventi di oggi – facevo queste domande e queste ipotesi:
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“Perché – ci si è chiesto – qui la veggente ricorre a una complicata perifrasi (un Vescovo vestito di bianco) quando, poche righe dopo, nomina espressamente e direttamente il Papa chiamandolo “il Santo Padre”? La formula “Vescovo vestito di Bianco” che “abbiamo avuto il presentimento fosse il Santo Padre”, in questa parte del Segreto, è solo un modo un po’ involuto per designare il Papa o potrebbe riferirsi a qualcuno che indosserà l’abito pontificio, ma senza essere il Papa o senza esserlo legittimamente? In effetti può non essere casuale una tale espressione perché è di per sé inspiegabile, complicata e illogica: sarebbe stato sensato casomai dire “un uomo vestito di bianco”, perché è questo che i bambini vedevano. Ma come può Lucia aver visto “un vescovo vestito di bianco”? Nessuno ha scritto in faccia che è un vescovo, l’essere vescovo non è un aspetto visibile come l’essere biondi o bruni. L’uso della parola “vescovo”, ma “vestito di bianco”, fa pensare che possa trattarsi veramente di un papa illegittimo, di un antipapa, di un usurpatore. Suor Lucia afferma di aver scritto il Segreto con la diretta assistenza della Vergine, ‘parola per parola’, quindi l’uso di quella formula è stato direttamente ispirato dall’alto. Cosa significherebbe una cosa simile? Il ‘Vescovo vestito di Bianco’ è una persona diversa da colui che – chiamato precisamente ‘il Santo Padre’ – poco dopo attraversa la città in rovina…?”
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Per tutte queste ragioni – che probabilmente papa Bergoglio non conosce – sono rimasto un po’ sconcertato dalla scelta ufficiale di definirsi “vescovo vestito di bianco” (io gli avrei consigliato di non usarla).
C’è davvero da rivolgere un’ardente preghiera alla Madonna di Fatima perché protegga la Chiesa, sostenga Benedetto XVI e illumini papa Bergoglio. La mia piccola, personale preghiera per papa Bergoglio non cessa mai.
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Antonio Socci

i neocon pianificano un attacco nucleare preventivo contro la Russia

«Non c'è alcun dubbio che i neocon siano sufficientemente malvagi da lanciare un attacco nucleare preventivo contro la Russia»
Un attacco a sorpresa. Nucleare. Chiaro?

Noialtri europei, massonicamente lacché degli americani (e ospitanti le infrastrutture americane che serviranno a colpire la Russia), potremo perciò assaggiare la rappresaglia russa e cinese (i cui governi non sono certo famosi per esser facili da intimidire, e inoltre hanno una coscienza morale che a Washington manca completamente).
«Cinquant'anni fa le strade di Leningrado mi hanno insegnato una cosa: se è inevitabile un combattimento, allora devi colpire per primo»


Promemoria ecclesiale: oggi Bergoglio ne ha imbroccata una giusta canonizzando i pastorelli di Fatima, ma ormai il centenario delle apparizioni è passato e della consacrazione della Russia ancora non c'è traccia (il che con ogni probabilità riguarda il "cattivo concilio" e la "cattiva messa" denunciati nel "quarto" segreto di Fatima).
Secondo fonti vaticane citate da padre Paul Leonard Kramer (fb), che non crede che Bergoglio sia cattolico e tanto meno Papa, nella visita del tardo 2013 in Vaticano Putin avrebbe chiesto a Bergoglio la consacrazione della Russia, sentendosi rispondere che non era argomento di discussione (a dispetto dell'atto di affidamento del 13 ottobre 2013), e sentendo addirittura il cardinal Ravasi dire: «distruggeremo Fatima». Un caso che meriterebbe di essere approfondito.

13 ottobre 2013, piazza san Pietro: striscioni dei fedeli chiedono (inascoltati) la consacrazione della Russia: