ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

martedì 30 maggio 2017

Orbi, Botti & Friends,

La processione del 3 giugno. Martellate amiche da TotusTuus 


Risposta all’articolo “Una processione controproducente”, di David Botti, pubblicato su TotusTuus – http://www.totustuus.it/modules.php?name=News&file=article&sid=5273
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Gentile Sig. David Botti,
sono uno degli aderenti al Comitato Beata Giovanna Scopelli, uno di quei “ragazzini” irrequieti che scorrazzano per le catacombe di Reggio Emilia dilettandosi con l’anacronistico magistero di Pio XII e le celebrazioni in extravetus ordo. Questo a grandi linee, e in sunto, è il ritratto che esce da un suo articolo comparso su TotusTuus volto a screditare e ridicolizzare il nostro Comitato e la processione prevista per sabato prossimo.

Tra tutti gli epiteti insultanti la devo però ringraziare di quel “ragazzino” che mi giunge con favore, avendo il sottoscritto oramai triplicato l’età in cui solitamente ci si ritiene tali. E’ probabile comunque che alla processione di riparazione saranno presenti molti giovani, e questo, anziché motivo di scherno, sarà un elemento di gran buon auspicio per il futuro. Se con gli “anziani” siamo arrivati al punto che il giornale diocesano accetta tranquillamente come legittima la manifestazione del Gay Pride, non resta che sperare nei giovani.

Secondo lei

La logica del gruppetto reggiano è lo zelo amaro, esasperato a tal punto da condurre alla totale inattività.

Fosse anche che il “gruppetto” si dedicasse solamente alla preghiera catacombale, sarebbe tutt’altro che totale inattività. Anzi, probabilmente farebbe l’unica cosa che ormai ci può salvare.

Glielo dice uno che è stato ai Family Day, alle Marce per la Vita, nelle Sentinelle in Piedi, in quelle Sedute e tutto il resto. Lo rifarei domani, ma a cosa è servito? Praticamente nulla; hanno visto che ci siamo, che quando va bene siamo circa un milione, e poi facendo spallucce hanno detto: “chissenefrega”. Quella che lei chiama totale inattività ha portato proprio qua nella città del tricolore, per circa un mese, l’epicentro mediatico di quello che è il vero scontro di civiltà interno all’occidente; anzi, lo scontro tra la civiltà con radici cristiane e l’inciviltà delle antiutopie laiciste.

Per costoro, come per i progressisti, la Quas primas riguarda una festa liturgica. Insomma, a parte l’imitatio cleri, questi non fanno NULLA.

Da dove deriverà tanto astio? Equipararci ai progressisti nell’interpretazione delle encicliche poi è qualcosa di enormemente ilare.

Ribadisco: fortuna che qua non si fa nulla, addirittura un NULLA maiuscolo. Evidentemente per lei una processione con preghiera di riparazione pubblica per le vie della città è un grande NULLA. Forse è meglio così, pensi cosa potrebbe accadere se ci decidessimo a fare qualcosa. Anzi, QUALCOSA.

Proseguendo siamo accusati di essere dei “pro-family improvvisati”, e di non essere credibili perché nei nostri siti si parla poco di famiglia, mentre si disquisisce troppo di Messali antichi e moderni. Ora, non è dato di sapere a quali siti esattamente faccia riferimento, ma la informo che se ha la pazienza di farsi una ricerca su Riscossa Cristiana ad esempio, troverà centinaia, o forse migliaia di articoli a difesa di vita e famiglia. Su Radio Spada idem; gli amici radiospadisti, tra l’altro, l’anno scorso hanno organizzato una bellissima conferenza dal titolo “Famiglia e Vita, lo scontro finale”, con due relatori di rara efficacia. Se si riferisce ad altri, vi sono dei siti che si occupano principalmente di liturgia, di crisi ecclesiale, di Vaticano secondo, non può pretendere che tutti parlino esclusivamente di famiglia. Per quanto sia uno degli aspetti chiave e uno degli argomenti che più ci toccano, sarà consentito dibattere anche di altro?

Una cosa che facciamo però c’è secondo lei: attaccare pubblicamente il Romano Pontefice. E via con citazioni dei Codici di diritto Canonico di San Pio X e di San Giovanni Paolo II che condannerebbero la nostra condotta.

Ma noi non abbiamo mai “eccitato i sudditi alla disobbedienza nei loro confronti”, come recita il Codex Iuris Canonici del 1983. Casomai sono certi pastori che eccitano i fedeli alla disobbedienza verso gli insegnamenti magisteriali della Chiesa di Cristo. Per costoro cosa prevede il Codice?

Insomma, secondo lei i promotori del Comitato BGS agirebbero mossi da un unico scopo: “ottenere visibilità”. Me se due righe prima si era appena lamentato che non si conoscono né nomi né cognomi degli organizzatori?

Due cose sono certe: ottenere visibilità per una causa giusta non costituisce certo peccato. Tutt’altro. Secondariamente occorre dire che gli organizzatori non sono mossi da nessuna smania di personalismo, visto che se avessero voluto avrebbero ottenuto notorietà, interviste e foto a non finire su web e sulla stampa, non solo locale.

Sono poi preventivamente bollati come ingenui tutti quelli che andranno alla processione. E anche chi vi aderisce da esterno, a partire da Mons. Livi. Ora, non ho motivi di dubitare che il Sig. David Botti sia la persona più scaltra, vissuta, smaliziata e scafata di questo povero paese, ma attribuire patente di ingenutià ad Antonio Livi mi pare sia sconfinare oltremodo nel ridicolo.

Se Mons. Livi è ingenuo, ci iscriviamo tutti senza esitazioni alla categoria dei sempliciotti, magari insieme al Card. Burke e a Mons. Schneider, che come saprà, ci hanno gratificati della loro benedizione.

Poi c’è anche questa cosa della purezza che va un po’ di traverso a Botti. I vecchi ragazzini prenderebbero le distanze da chi non è puro… mah. Guardi che se vuole partecipare anche lei alla processione la prendiamo volentieri ugualmente, visto che qua purtroppo non c’è nessuno che si possa definire “puro”, cioè senza peccato.

Siate puri come colombe e astuti come serpenti.

Voglio che voi siate saggi per fare il bene e siate puri per evitare il male.

Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.

La ricerca della purezza nell’insegnamento, della chiarezza nella dottrina, non aiuta forse a mantenersi puri di cuore? E stia tranquillo che quando c’è da “sporcarsi le mani”, ognuno, secondo la propria sensibilità, se le sporca. Personalmente andrei in piazza con chiunque se fosse per una giusta causa, messo alle strette forse persino con Cielle.

Se vogliamo possiamo parlare anche di “martellate sui m….i”, non c’è problema. Il Botti del resto se ne assesta una clamorosa citando contro il Comitato il discorso Ci riesce di Pio XII, che invito tutti ad andare a riprendere.

Leggendo questo bellissimo e attualissimo scritto non si capisce veramente in cosa consista l’imbarazzo che dovrebbe creare nei “sedicenti antichi” emiliani, visto che si parla di sovranità degli stati, di diritto naturale applicato alle relazioni internazionali, di leggi che sono nulle se vanno contro la vera fede, e via dicendo, tanto da dichiarare quanto segue:

[…] nessuna autorità umana, nessuno Stato, nessuna Comunità di Stati, qualunque sia il loro carattere religioso, possono dare un mandato positivo o una positiva autorizzazione d’insegnare o di fare ciò che sarebbe contrario alla verità religiosa o al bene morale. Un mandato o una autorizzazione di questo genere non avrebbero forza obbligatoria e resterebbero inefficaci. Nessuna autorità potrebbe darli, perché è contro natura di obbligare lo spirito e la volontà dell’uomo all’errore ed al male o a considerare l’uno e l’altro come, indifferenti.

Se non è abbastanza chiaro, cosa che dubito, liberamente traduco e attualizzo per Botti & Friends:

Nessuno Stato può autorizzare un Gay pride, visto che è palesemente contrario alla verità religiosa e al bene morale.

La norma è questa, caro Botti; inizia a sentire un certo dolore basso inguinale? Suvvia, sopporti ancora un po’ che non abbiamo finito.

Ovviamente c’è da vedere l’applicazione concreta dei principi:

Primo: ciò che non risponde alla verità e alla norma morale, non ha oggettivamente alcun diritto né all’esistenza, né alla propaganda, né all’azione. Secondo: il non impedirlo per mezzo di leggi statali e di disposizioni coercitive può nondimeno essere giustificato nell’interesse di un bene superiore e più vasto.

E poi la sua preferita:

E’ proprio di un legislatore sapiente permettere trasgressioni più piccole, per evitarne di più grandi.

Abbiamo visto che il male, l’errore, la falsità non hanno diritti. Il non impedire un male può essere giustificato, cioè tollerato, nell’interesse di un bene superiore più vasto. Per il Botti un Gay pride (con tutto ciò che comporta) rappresenta un male tollerabile per un bene più vasto? Un Gay pride è una “piccola trasgressione” che può essere permessa? Piacerebbe poterlo chiedere a Pio XII. Quale bene può essere più vasto di quello che si ricava dall’impedire (da parte delle autorità) e dal denunciare (da parte della Chiesa) la malvagità di un siffatto abominio?

Facciamo pur finta che sia tollerabile per questioni di ordine pubblico; mi chiedo: quando fra qualche anno si esibiranno nel man/boy love pride li tollereremo ugualmente? E il polyamory pride? E il man/beast pride? Certo, a quel punto saremo caduti ad un livello così basso di apatia da non poter più reagire a nessuno stimolo.

Ma facciamo finta ugualmente: li tolleriamo. Possiamo almeno pregare per la loro conversione e per riparare l’offesa a Dio? Rappresenta questo un sopruso così terribile da essere intollerabile, mentre la loro esibizione lo è? O più verosimilmente si disturbano i tatticismi di certi movimenti pro-family?

Ho trovato! Forse il passaggio che dovrebbe mettere in difficoltà i terribili pargoli del latinorum è questo:

Per ciò che riguarda il campo, religioso e morale, egli [lo statista cattolico] domanderà anche il giudizio della Chiesa. Da parte della quale in tali questioni decisive, che toccano la vita internazionale, è competente in ultima istanza soltanto Colui a cui Cristo ha affidato la guida di tutta la Chiesa, il Romano Pontefice.

Probabilmente è qua che casca l’asino. Guardi che la tradizione non ha nulla contro il Romano Pontefice, almeno finché non è quest’ultimo che contraddice il magistero consolidato di sempre e i duecentosessantacinque papi precedenti su questioni già definite in modo infallibile. Capirà anche il Botti che qualche problema in tal caso può sorgere, e non lo risolveremo di certo in questa sede, accontentandoci di ammettere la dolorosità della questione e di riportare quanto segue:

Com’è lecito resistere al Pontefice che aggredisce il corpo, così pure è lecito resistere a quello che aggredisce le anime o perturba l’ordine civile, o, soprattutto, a quello che tenta di distruggere la Chiesa. Dico che è lecito resistergli non facendo quello che ordina ed impedendo la esecuzione della sua volontà: non è però lecito giudicarlo, punirlo e deporlo, poiché questi atti sono propri di un superiore.

Chi l’ha dichiarato? Nessun eversivo, un santo: Roberto Bellarmino. Anche San Tommaso e Sant’Agostino sostenevano a grandi linee la stessa cosa. Saranno stati ingenui anche loro?

Ce ne fossero.
Riprendiamo lo splendido Ci riesce:

Il mandato impostole [alla Chiesa] dal suo divino Fondatore le rende impossibile di seguire la norma del “lasciar correre, lasciar fare”. Essa ha l’ufficio d’insegnare e di educare con tutta l’inflessibilità del vero e del buono e con questo, obbligo assoluto deve stare e operare tra uomini e comunità che pensano in modi completamente diversi.

Che dolore ragazzi, a quest’ora Botti deve essere ancora piegato in due col martello che giace in disparte.

Proprio domenica, su Riscossa Cristiana, veniva riproposto un altro discorso di Pio XII in cui si poteva leggere:

E la Chiesa, che cosa essa domanda? Cattolici, veri cattolici, ben temprati e forti.
[…] Il tempo presente esige cattolici senza paura, per i quali sia cosa del tutto naturale il confessar apertamente la loro fede, con le parole e con gli atti, ogniqualvolta la legge di Dio e il sentimento dell’onore cristiano lo domandino. Veri uomini, uomini integri, fermi ed intrepidi! Quelli i quali non sono tali che a metà, il mondo stesso oggi li scarta, li respinge e li calpesta.


E se questo tipo di cattolici erano necessari nel 1945, figuriamoci oggi. Grazie dell’incoraggiamento, Venerabile Padre.

Un amichevole saluto a David Botti.
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Marco Manfredini

– di Marco Manfredini


Redazione30/5/2017

4 commenti:

  1. Sarebbe meglio ripassare il concetto di "trasbordo ideologico inavvertito": «dinamica progressiva, che sposta sempre più avanti il traguardo del dialogo, definendo sistematicamente ogni mediazione raggiunta come “promettente” ma “insufficiente”. In questo modo, il dialogante estremista spinge il moderato a concessioni sempre maggiori, accompagnandolo verso un inavvertito trasbordo ideologico che lo porterà ad abbandonare le posizioni tradizionali per assumere quelle rivoluzionarie. Il dialogo, infatti, è la strategia utilizzata per «creare una verità fittizia che giustifichi un accordo sociale … capace di assicurare certi risultati pratici ... Insomma, si mira a realizzare non più l’unità nella verità, ma al contrario la verità nell’unità: diventa vero ciò che mette d’accordo tutti – o almeno la maggioranza, o almeno i più influenti – mediante un compromesso che realizzi una “nuova sintesi condivisa”».

    Utile anche ricordare che, secondo logica e vocabolario, chi non è puro&duro è fatalmente impuro&molliccio, per quanto con maggiore o minore intensità.

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  2. I duri e puri prediligono il beau geste, la trasvolata su Vienna , la provocazione futurista. Dei temi in gioco non gli importa granchè. Il vero obiettivo è il conservatorismo cattolico , specie quello che riesce ad abbozzare un minimo di reazione contro il partito radicale di massa. La Marcia per la Vita fa schifo , "non serve a nulla" e infatti negli anni hanno provato ad affossarla con le solite motivazioni. Poi visto che comunque un po' di gente ci va , allora ci vanno anche loro , ma per farsi firmare l'attestatino da quella chiesa conciliare che tanto disprezzano.

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  3. Sfortunatamente c'è chi il "trasbordo ideologico inavvertito" non arriva a comprenderlo. O non vuole comprenderlo, chissà.

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  4. Mi sfugge poi in che modo possa essere attinente il riferimento al sig. Rapagnetta D'Annunzio, che peraltro era moralmente assai molliccio e pare anche massone. Un bell'esempio di personaggio privo di veri e solidi princìpi cattolici, cioè impuro&molliccio, appunto.

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