ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

martedì 30 maggio 2017

In alto i calici

Macron frigna per i gay ceceni ma sa che a Parigi c’è un evento con aree vietate ai bianchi? Forse no


In alto i calici, abbiamo superato quota 60mila! Con i quasi 10mila arrivi negli ultimi quattro giorni, il conto degli sbarchi nel 2017 ha infatti superato questo mitico livello, il 48% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, quando erano stati 40mila. Lo indicano i dati del Viminale, quindi il massimo dell’ufficialità. E da dove arrivano questi migranti che scappano da guerre e carestie? I nigeriani sono in testa tra le nazionalità delle persone sbarcate (8.120), seguiti da bengalesi (7.567) e guineani (6.144): non fate ironia del cazzo, sicuramente i quei Paesi sibilano i missili e detonano le bombe, siete voi razzisti a non accorgervene. I minori non accompagnati, inoltre, sono 6.242 ma non sono ancora stati conteggiati i numerosi arrivati degli ultimi giorni: per loro, status assicurato per legge. Tra le regioni, la Lombardia è sempre in testa per la quota di migranti ospitati (il 14% del totale), seguita da Campania e Lazio (9%). Insomma, cronaca ininterrotta di un’invasione.

Certificata anche dalla presidente croata, Kolinda Grabar-Kitarovic, intervistata dal portale slovacco “Teraz”. Ecco le sue parole: “Non possiamo fermare la migrazione. È sempre esistita ma ora ha assunto dimensioni enormi… Stando alle ricerche, in Europa nei prossimi anni potrebbero arrivare fino a 200 milioni di rifugiati. Non abbiamo modo di accoglierli tutti”. Ma ecco che da Zagabria arriva un qualcosa di pù. La presidente della Croazia ha infatti spiegato che il suo Paese è interessato alla rapida istituzione dei controlli sui confini meridionali dell’Unione Europea: “La soluzione ottimale sarebbe l’adesione della Croazia allo spazio Schengen, come dichiarato dal presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, nel corso della sua recente visita a Zagabria”. Quindi, in perfetta linea programmatica con la difesa di frontiere e confini sancita dal G7 di Taormina, scopriamo che il presidente dell’Europarlamento ha consigliato alla Croazia di aderire al Trattato di Schengen per poter, anch’essa piazzare ferrei controlli ai confini e innalzare quei muri che l’UE, a prole, dice di voler combattere e abbattere. Meraviglioso, rompono i coglioni con l’accoglienza h24 e poi si attaccano ai mezzucci ipocriti.

Ricorderete, poi, come la scorsa settimana sottolineassi come fossero cadute nel dimenticatoio due storie su cui i media avevano ricamato molto: la caccia a Igor il russo e quella al killer delle tre rom arse vive a Centocelle nel rogo doloso del camper in cui vivevano. Ebbene, se nel primo caso immagino che il buon Igor sia già felice nei Balcani a ridere di noi, nel secondo c’è stata una svolta: ci sono infatti due indagati per l’attentato incendiario del 10 maggio scorso e si tratterebbe di di due uomini, anche loro di origine rom, iscritti nel registro degli indagati con l’accusa di omicidio plurimo, tentato omicidio e porto di oggetti incendiari. La pista seguita da inquirenti e investigatori è quella di una vendetta legata a un traffico d’oro. Insomma, roba tra clan nomadi. Com’è che, data in fretta e furia la notizia, nessuna trasmissione di approfondimento, nessun talk-show lacrimevole, ha voluto approfondire l’accaduto, magari con una bella inchiesta sulla violenza nel mondo dei rom?

Perché nessuna intervista al mediatore culturale dei miei coglioni di turno, perché nessuna feroce denuncia di una cultura della vendetta che arriva a bruciare vive, scientemente, delle bambine innocenti? Perché nessun reportage sul traffico d’oro e di rame su cui prosperano i clan nomadi? Boh, chissà perché. In compenso, quasi tutti i tg hanno evitato di dire una cosa, relativa alla svolta delle indagini: i due sono indagati a piedi libero, perché irreperibili! In parole povere, l’omertà e la solidarietà criminale dei clan ha permesso ai killer di espatriare o comunque andarsene lontano da Roma. Quindi, impuniti. Facciamo un’inchiesta sulla scandalosa regola del silenzio e della correità che regola la vita in alcuni campi rom? No, va beh, la smetto di rompere i coglioni. Occorre avere rispetto per il dolore e lo scorno professionale di chi già pregustava l’arresto di un naziskin o di un militante di CasaPound. Vi sono vicino sciacalli, con tutto il cuore.
E a proposito di mass media e deontologia in cerca d’autore, avete notato come è stata coperta e interpretata la vista ufficiale di Vladimr Putin a Parigi, ospite nella reggia di Versailles di Emmanuel Macron? Praticamente, il neo-eletto presidente avrebbe rivoltato il presidente russo come un pedalino, incalzandolo su temi come i diritti civili, le ingerenze nella campagna elettorale francese e la guerra in Siria, mostrando finalmente la faccia di un’Europa risoluta che sa mostrare i muscoli a Mosca. Ora, io capisco che la disperazione porti ad attaccarsi visceralmente al liberal o al massone di turno ma occorrerebbe un minimo di prospettiva.
Primo, perché se si imputa a Putin di utilizzare il machismo intimidatorio come arma diplomatica principale, sottolineare e applaudire il supposto medesimo atteggiamento da parte di Macron, spinge immediatamente la disputa nel campo dell’irrisolto freudiano. Secondo, perché la cosa seria e grave di quanto accaduto a Versailles è questa: “Qualsiasi utilizzo di armi chimiche in Siria sarà oggetto di rappresaglia e risposta immediata da parte dei francesi”. Al netto del terrore che immagino abbia attanagliato Putin di fronte alla prospettiva di dover affrontare l’ispettore Clouseau, queste parole sono più di un monito, sono l’annuncio di una false flag in arrivo. Anche perché, questa foto


ci mostra alcuni delle migliaia di volantini lanciati ieri da velivoli della coalizione a guida USA nelle zone controllate dall’esercito siriano, vicino al valico di frontiera con l’Iraq di Al Tanf. “Ogni movimento o progresso verso Al Tanf sarà considerato un atto ostile, dunque proteggeremo le nostre forze”, recita il documento, il quale intima alle truppe siriane di ritirarsi a 55 km dal confine e non proseguire oltre. E se quell’ordine venisse magicamente disatteso nei prossimi giorni, magari con un attacco che contempli l’uso di armi chimiche in possesso dei “ribelli moderati” che l’aviazione USA sta proteggendo? Poi, come anticipato, Emmanuel Macron ha riferito di aver anche messo l’accento “sul rispetto di tutte le minoranze, in particolare la comunità LGBT in Cecenia e le ONG in Russia”. Il presidente francese ha dichiarato che “Putin ha promesso la verità sulle attività delle autorità locali in Cecenia e si è convenuto su una verifica regolare comune”. Immagino lo spirito con cui Putin avrà acconsentito alla richiesta: quello di un padre esasperato dalla richiesta petulante del figlio, proprio nel bel mezzo della finale di Champions. E, soprattutto, immagino con quale volontà e speditezza farà seguire i fatti alle parole. Ma la questione gay era centrale, visto che in contemporanea con la visita di Putin a Versailles, a Parigi è accaduto questo:

alcuni attivisti di Amnesty International hanno inscenato una protesta-appello per i diritti dei gay in Cecenia, baciandosi. “Stop all’omofobia in Cecenia”, recitava lo striscione che hanno srotolato sulla spianata del Trocadero, davanti alla vista simbolo della Torre Eiffel. Chissà perché certe pagliacciate non vengono mai fatte quando a Parigi arrivano i dignitari sauditi o del Golfo con il portafoglio pieno per investire? In quei Paesi i gay stanno meglio che in Cecenia? O, forse, il fatto che siano proprietari del Paris Saint Germain li rende meno omofobi e persecutori? Va beh, trattasi di ONG, inutile dilungarsi.
Sarebbe invece interessante sapere se il presidente Macron, così risoluto sulla questione dei diritti umani e delle persecuzioni in Russia, sia al corrente di questo:

si tratta di un festival che si terrà in un centro culturale parigino dal 28 al 30 luglio prossimi, il Nyansapo Festival e, alla sua prima edizione, si presenta come “evento che ha le sue radici nell’attivismo nero-femminista su scala europea”. E fin qui, nulla di scandaloso. C’è però un problemino. Stando a quanto riportato dall’Associated France Press, questo festival ha un’organizzazione interna un po’ particolare, vagamente in in linea con la Georgia o il Mississippi del Ku Klux Klan o il Sudafrica di Botha. Lo spazio che ospiterà il festival sarà diviso in tre aree: un “non mixed area” destinata solo a donne di colore, un’altra “non mixed area” per persone di colore, a prescindere dal sesso e una terza area “open to all” dove, bontà degli organizzatori, potranno entrare anche i bianchi, ormai minoranza in Francia. A loro rischio e pericolo, mi permetto di aggiungere. E il razzismo alla rovescia insito nell’iniziativa è confermato dalla paraculaggine utilizzata dai promoter dell’evento, visto che nella versione inglese del loro sito non utilizzano la dizione “non mixed” ma “reserved”. Un po’ come un tavolo al ristorante.

Di più, a testimoniare la serietà del fatto ci ha pensato la reazione della ultra-progressista sindaco di Parigi, Anne Hidalgo, la quale dopo aver parlato di “vivido esempio di razzismo al contrario”, si è schierata a favore della cancellazione dell’evento: “Sto chiedendo il bando per questo festival e, come sindaco, mi riservo il diritto di perseguire gli organizzatori per discriminazione”. E non è stata la sola. SOS Racism ha descritto l’operazione come “un errore, addirittura un abominio, perché si basa sulla separazione etica, mentre l’anti-razzismo è un movimento che vuole andare oltre le razze”, mentre la LICRA (Lega contro il razzismo e l’antisemitismo) ha dichiarato che “Rosa Parks si ribalterebbe nella tomba”, riferendosi all’icona americana della lotta per i diritti civili.
E come hanno reagito gli organizzatori? Hanno capito di aver pestato una merda e hanno fatto marcia indietro? Nemmeno per sogno, hanno utilizzato alla perfezione le armi che egualitarismo buonista e politicamente corretto hanno offerto loro per perseguire finalità separatiste su base razziale: hanno scaricato la colpa sulle fake news e sull’estrema destra. Ecco il succo del comunicato emesso dal centro culturale La Generale, che ospiterà l’evento segregazionista e dagli organizzatori, il collettivo Mwasi: “Siamo stati obiettivo di una campagna di disinformazione e di fake news organizzate dall’estrema destra più sporca. Siamo rattristati nel vedere alcune associazioni antirazziste lasciarsi manipolare in questo modo”.

Ma, venendo alle strette, le tre aree differenti e chiuse su base razziale, ci sono oppure no? Certo che ci sono ma non avendo argomenti per scagionarsi dall’accusa di essere, loro sì, dei razzisti, ecco che scatta l’impulso pavloviano da SkyTg24: sono tutte fake news messe in giro dei razzisti. Che la Francia, anche quella più ideologica e liberal, stia aprendo gli occhi su cosa stia diventando il Paese? Ne dubito. La reazione della sinistra, in tutte le sue componenti, va più letta in ottica del voto per le legislative dell’11 giugno, visto che a denunciare per primo la cosa è stato Wallerand de Saint-Just, responsabile per l’area parigina del Front National, il quale ha chiesto alla Hidalgo di spiegare come la città “abbia potuto accettare un evento che promuove un concetto platealmente razzista e anti-repubblicano”. Il Front National che attacca il razzismo? E’ troppo, stavolta occorre reagire, anche di malavoglia.
Anche perché non solo Anne Hidalgo è la stessa che la scorsa estate, mentre “La giungla” di Calais esplodeva, autorizzava l’apertura di nuovi centri di accoglienza e apriva i parchi del centro cittadino ai clandestini ma anche quella che non ha proferito verbo, sempre lo scorso anno, quando nella città di Reims si tenne il primo “campo estivo di decolonizzazione”, descritto dagli organizzatori come “un seminario di addestramento sull’antirazzismo, riservato unicamente alle vittime del razzismo istituzionale o alle minoranze radicalizzate”. Esclusi, ovviamente, i bianchi. Morale della favola? Il prefetto, Michel Delpuech, ha confermato che “la polizia assicurerà il più rigoroso rispetto delle leggi, dei valori e dei principi repubblicani”, mentre Anna Hidalgo ha dichiarato nella tarda serata di lunedì a Bloomberg di aver avuto “una ferma discussione con gli organizzatori che ha portato a un chiarimento soddisfacente: le parti del festival che si terrà nella sala saranno aperte a tutti, mentre i workshops “non mixed” si svolgeranno in separata e privata sede”.

Evviva, problema risolto? Col cazzo, perché ecco la risposta del collettivo nero-femminista Mwasi alle parole della Hidalgo: “Il programma del festival non è cambiato di un millimetro”. Attendiamo con ansia che Emmanuel Macron – dopo aver chiesto al Consiglio di sicurezza, riunito in sessione d’urgenza, il dispiegamento dei caschi blu dell’ONU attorno ai gay-club di Grozny – dica qualcosa al riguardo. Basta anche un comunicato dell’ufficio stampa della Banca Rothschild, non c’è problema. Nel frattempo, benvenuti in Francia, provincia dell’Africa. Oltretutto, segregazionista nera. Chi è causa del suo mal, pianga se stesso. O cambi nazione.
Di Mauro Bottarelli , il 64 Comment
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A Lepanto le cose non stavano diversamente. Un appello alla preghiera del Rosario contro l'approvazione dello jus soli

Una serie di interventi normativi, che si aggiungono alla legislazione divorzista e abortista degli anni Settanta, sta completando l'opera di dissoluzione della società italiana e del suo radicamento nella Fede cattolica. Non ultimo il tentativo di introduzione, seppur in una forma attenuata, dello "jus soli" che trasformerebbe quasi automaticamente le seconde e terze generazioni di immigrati in partito maggioritario, senza alcun discernimento di appartenenza e culto praticato (discernimento che sarebbe imperiosamente escluso in base al principio costituzionale di eguaglianza). Sono dunque in questo momento del tutto attuali e interessanti le riflessioni di Maria Guarini (che riproduciamo qui di seguito; vedi inoltre qui), anche perché sottolineano opportunamente che la salvezza e il destino del nostro popolo si gioco ben oltre i confini del perimetro costituzionale. Vigiliae Alexandrinae aderisce volentieri all'invito a ricorrere al Rosario affinché una rovinosa iniziativa possa fallire. Nella sostanza a Lepanto e a Vienna le cose non stavano poi diversamente.


Ricevo da un lettore il testo che segue, che sottoscrivo e condivido con voi integrandolo con le mie considerazioni. Umanamente siamo impotenti, se non attraverso il nostro impegno civile che ha i suoi limiti, anche se gutta incidit lapidem... Come cittadini non faremo mancare le nostre 'gocce'; come credenti abbiamo l'arma potente del Santo Rosario (1), che vi invito a recitare - da oggi, fino al 15 giugno, data in cui il ddl sullo ius soli dovrebbe essere discusso in Senato - uniti nell'intenzione di un aiuto speciale per questa ennesima minaccia alla nostra Patria così vilipesa.
"Se a giugno al Senato passa lo uus soli, possiamo chiudere baracca e burattini. Possiamo dire addio all'Italia. Tra dieci anni saremo come Francia e Inghilterra, cioè perdute per sempre. Avremo le seconde generazioni radicalizzate a farci la festa. Una futura maggioranza Renzi-Berlusconi o anche grillina non tornerebbe più indietro a ridiscutere questa legge. Sarebbe davvero il punto di non ritorno e la vittoria schiacciante e definitiva dell'immigrazionismo di massa. Ѐ l'ultimo boccone avvelenato del PD, dopo divorzio breve e simil-matrimonio sodomitico, anche se non gli è riuscita la zampata sull'adozione gay, ma sarà per il loro prossimo giro. Il PD ha fatto il suo dovere. Ѐ il Partito radicale di massa nato sulle ceneri del PCI e pronosticato genialmente da Augusto Del Noce sin dagli anni Settanta. Voleva distruggere la famiglia e sostituire il popolo e ci è quasi riuscito. Io mi segnerò a uno a uno i nomi di chi voterà in Senato a favore dello ius soli. A loro il mio infinito disprezzo"

Sul tema, riporto di seguito, estrapolando e integrando quanto già detto in altre occasioni :
O patria mia, vedo le mura e gli archi
E le colonne e i simulacri e l'erme
Torri degli avi nostri,
Ma la gloria non vedo,
Non vedo il lauro e il ferro ond'eran carchi
I nostri padri antichi. Or fatta inerme,
Nuda la fronte e nudo il petto mostri.
(G. Leopardi, All'Italia - L'intero testo qui,
da rispolverare per noi o da scoprire per i più giovani)


“Giuridicamente parlando, la cittadinanza italiana è fondata sullo ius sanguinis: si è cittadini italiani se si è nati in Italia da cittadini italiani”. Lo ius soli, la “soluzione opposta”, prevede che “si diventa cittadini del Paese nel quale si entra e ci si insedia”.
Lo ius soli in Italia trova applicazione solo in circostanze eccezionali. Il ddl, che dovrebbe essere discusso dal senato il 15 giugno prossimo, mira a introdurre uno “ius soli soft”, che consentirebbe ai minori stranieri nati in Italia o residenti da anni nel Paese di ottenere la cittadinanza italiana, solo rispettando alcune condizioni come la frequenza scolastica o la residenza nel Paese da più anni da parte di uno dei genitori. Realisticamente ciò significa sottovalutare, o addirittura ignorare irresponsabilmente, la cosiddetta sfida delle seconde generazioni, che in tutta Europa risultano le più permeabili al temuto radicalismo islamico e fabbricare italiani che tali non sono ma servono come bacino elettorale per i soliti noti che permettono la nostra sostituzione etnica e il meticciato. Avete sentito molte voci levarsi su questo?
C'è chi ricorda sofisticamente che si tratta di una soluzione adottata storicamente “dai Paesi sotto-popolati”, che “adottano lo ius soli perché hanno bisogno di popolazione”. Premesso che noi non siamo sotto-popolati ma affetti da deficit di natalità cui, oltre alle contingenze socio-economiche, non è estraneo l'aborto senza freni né morali né giuridici, citiamo Sartori che, nel replicare all'ex ministro Kyenge, afferma con una certa onestà intellettuale che:
La “distinzione in questione è logica e storicamente giustificata [nei casi di effettiva sotto-popolazione]”, “lo ius soli è un errore gravissimo. Sarebbe un disastro in un paese con altissima disoccupazione. Aumenterebbe le file dei lavoratori sottopagati e la delinquenza per le strade. Io non sono mai stato di destra ma non sto con una sinistra che pensa a quote riservate agli immigrati nella società. Siamo alla demenza. La gente ormai ha paura ad uscire la sera e si vuole favorire la negritudine come in Francia. Ma noi possiamo farne a meno”. “Tutti meticci? Mai: “integrare non è lo stesso che assimilare, e l'integrazione in questione è soltanto etico-politica”. Per esempio, “per i musulmani tutto è deciso dal volere di Allah, dal volere di Dio. Qui il potere discende soltanto dall’alto. Per le nostre democrazie, invece, il potere deriva dalla volontà popolare, e quindi nasce dal basso, deve essere legittimato dal demos”.
Ma non bastano queste motivazioni, pur valide : la questione, oltre ad avere un aspetto pratico socio-politico, ha anche una valenza più ampia e più alta : lo ius sanguinis riguarda non solo il senso di appartenenza, ma anche una identità strutturata su valori e risorse culturali e spirituali sedimentate e fruttificate nei secoli. L'italianità non può e non deve essere scissa dalla civiltà euro-occidentale cristiana e greco-romana, recuperandone i valori autentici oggi offuscati. Non ci sono solo le vestigia, che rendono unico il nostro Paese come scrigno di bellezze sia naturali che scaturite dal genio dei suoi avi, l'italianità è viva nella nostra anima e nella nostra storia e non morirà con noi.
Ci troviamo ad andare contro corrente in un Euro-atlantismo dal quale sembra arduo se non impossibile districarsi, ma non per questo dobbiamo arrenderci e smettere di dare il nostro contributo, per quanto irrisorio possa essere...

Maria Guarini

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1. In prossime occasioni, e per altre intenzioni che non mancheranno, sarebbe bello oltre che efficace poter recitare il Santo Rosario coralmente in diretta streaming in un'ora prefissata. Per questo invito a contattarmi su romaperenne@gmail.com chi di voi voglia e possa darmi un supporto per organizzarci al riguardo dal punto di vista tecnico per rendere in futuro iniziative come questa fruibili in tempo reale attraverso il blog. Oppure mi dia le coordinate necessarie per attivarle attraverso un'altra piattaforma.
http://vigiliaealexandrinae.blogspot.it/2017/05/a-lepanto-le-cose-non-stavano.html

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