ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

mercoledì 10 maggio 2017

Senza por tempo in mezzo..

DUE NOTIZIE DA LEGGERE INSIEME. SU DROGHE E MIGRANTI.


Una: “Genova.- La  polizia di dogana sequestra 37 milioni di pastiglie di  droga, destinata all’ISIS in Libia”.
Seconda: “La Fondazione Soros promuove la legalizzazione delle droghe in tutto il mondo,  dice il capo dell’agenzia russa antidroga  FSKN” .
 Viktor Ivanov   ha parlato al canale tv  Russia 24  della recente ripresa delle iniziative per la legalizzazione delle droghe “leggere” e “ricreative”  nell’intero mondo occidentale.
Forse ci si sarà accorti come, all’unisono molte voci si siano levate in Italia, tutte  all’improvviso. “Roberto Saviano: è ora di legalizzare la cannabis”.  “Raffaele Cantone: Spinello legale, sottrae mercato alla criminalità”. Cantone è il presidente dell’Autorità Anticorruzione, ente palesemente inutile (vista la corruzione dilagante) ma ascoltatissimo  quando parla di  marijuana. E’ ora, è ora! E’ “l’urgenza estiva della Sinistra”, ironizza il Giornale: lo spinello va legalizzato.  “Il  25 luglio approda in Aula a Montecitorio la proposta di legge”. Così,  senza por tempo in mezzo.

Come a segnale convenuto, tutti insieme, in coro e  pronti ad approvare.
Ovviamente  il propositante  è Della Vedova  –  instancabili  i radicali,   non hanno ancora finito con la legalizzazione dell’eutanasia che già cominciano questa bella battaglia civile –   ma si sa già che  la proposta avrà i voti del M5S  –  che vota sempre, immancabilmente  col PD, come un blocco unico  per ogni  ulteriore degrado  dell’umanità  –   e non c’è bisogno di dirlo SEL e Sciolta Civica.
Ecco perché   Ivanov, il capo dell’antidroga in Russia, ha dovuto spiegare che la Soros Foundation ha sponsorizzato “diversi rapporti, fra cui quello della London School of Economics”. Difficile dire quale, sono decenni che la London School of Economics (dove ha insegnato anche Prodi)  dimostra in rapporti che “la guerra alla droga”  con metodi di polizia è un fallimento, e meglio è legalizzarla. Penso Ivanov si riferisca a questo lavoro “scientifico” del 2014.

Esattamente come dicono i radicali, no al proibizionismo,  non a qualunque “intervento dello Stato”  – lasciamo fare al mercato. Il mercato libero è la risposta a qualunque problema. La mano invisibile cura tutti i mali.   Parte della polizia obietta: “Se si legalizza, i consumi aumenteranno…ed è una cosa negativa anche per l’educazione dei ragazzi. Non bisogna promuovere stili di vita decadenti». Il dottor Giampaolo Serpelloni, direttore del  Dipartimento   nazionale antidroga, spiega   che la droga “danneggia la  corteccia prefrontale destra – spiega Serpelloni – ovvero l’area legata al giudizio, quella che regola i comportamenti volontari. Questa è l’ultima zona del cervello a maturare”.  Ma che se  ne fanno del cervello, i giovani. In Italia è sempre servito poco, adesso poi l’essenziale  legalizzare la canapa. Lo chiede Saviano. Lo chiede Soros che è amico del premier Gentiloni.
Ivanov  ha spiegato che i referendum sulla legalizzazione nei vari stati Usa   sono stati tenuti in lingua spagnola, forse perché l’intero piano era inizialmente concepito per l’America Latina. Una volta avviata in Usa, l’idea di  legalizzare la marijuana è stata diffusa nel centro e sud America  da ONG con sede in Usa, come la Soros Foundation e la  MacArthur Foundation  – entrambe dichiarate “non gradite” in Russia, per le loro attività sovversive.
Della Vedova invece   prevede «una bellissima battaglia parlamentare» e auspica che l’Italia segni «un primato: essere il primo grande parlamento tra le liberaldemocrazie che vota sulla legalizzazione della cannabis».   Finalmente all’avanguardia nel Progresso.
Il presidente Putin   – continua Ivanov –   ha escluso la possibilità di legalizzare le droghe leggere,  argomentando che il loro consumo spesso apre   alle droghe pesanti, “che causano dipendenza e rovinano vite”.
In Italia invece, già sei milioni di drogati abituali (4,5 di canapa, 1,1 di cocaina) versano ai trafficanti 23 miliardi l’anno – la droga è una della voci  più pesanti  delle nostre importazioni – e qui nessun  presidente si preoccupa che rovinino vite. Questo è un paese libero e illuminista, dove ciascuno è affidato alla sua personale forza di carattere e maturità. Un paese dove un decimo della popolazione  dilapida 23 miliardi per drogarsi,  e le “dipendenze” sono  vizio sociale inverosimilmente diffuso,  dove i vecchietti si fanno depredare dalle sloth machines  perché non sanno smettere, è un paese fatto di amebe caratteriali, di immaturi  incapaci di resistere a qualunque dipendenza,   di dire no a qualunque vizio, senza rispetto di  sè.
E’ una popolazione  che andrebbe rieducata, perché si consegna in mano a qualunque rete criminale.  Ma che dico?  Mi dissocio dalle mie opinioni.
Veniamo piuttosto alla prima notizia. La Finanza e gli addetti doganali hanno sequestrato nel porto di Genova tre container con 37 milioni di pasticche di tramadol, un  oppiaceo sintetico (in Italia venduto su  ricetta medica come potente antidolorifico). Non è  chiaro se il carico comprendesse anche il captagon,  la super-anfetamina di cui vengono imbottiti i guerriglieri dell’ISIS per aumentarne la resistenza  e la ferocia negli scontri, o sia un’invenzione mediatica per  drammatizzare i titoli: “Sequestrati 37 milioni di pastiglie di droga del combattente”, eccetera.
La gigantesca partita di tramadol  è originata in India (dove evidentemente è stata sintetizzata); da lì trasportata a Sri Lanka, dove  è stata “mascherata” in confezioni di shampoo e pezze di stoffa sintetica;  mandata a Genova; e da lì, secondo i documenti di carico, i tre container dovevano raggiungere la destinazione finale, la Libia.  Secondo gli inquirenti,   la droga sarebbe spacciata dall’ISI per autofinanziarsi (al dettaglio,   le pastiglie renderebbero 70 milioni di euro)  nelle zone che esso controlla: Tobruk e Mossul.    Il fatto che la merce abbia fatto uno scalo a Genova fa sospettare che in Italia ci siano personaggi interessati a  questo traffico.
I russi sottolineano il fatto che (come ha rivelato l’agenzia di analisi marittime Winward)  nei soli mesi di gennaio e febbraio,  2850  navi da carico,  dopo essere entrate nel Mediterraneo, si sono oscurate, ossia si hanno spento i trasponder che  segnalano la loro posizione ai satelliti;  40 di queste navi hanno addirittura raggiunto l’Inghilterra ed erano salpate dalla Libia, dove (chissà per quali circostanze)  si è insediato l’ISIS; altri 20 erano passati per le acque siriane e libanesi; tutte 60 avevano spento il  localizzatore per almeno un tratto della loro  rotta.
Quelle che lo fanno, si ritiene che debbano caricare o far giungere a destinazione armamenti, stupefacenti o carne umana,  o “risorse” da “accogliere”. Dopo    che il  famoso video di Luca Donadel ha rivelato anche ad alcuni politici e giornali che il  fenomeno dell’immigrazione di massa non è poi tanto spontaneo, ma è pianficato ed assistito con grandi costi – e  le navi di salvataggio delle ONG andavano fin sotto costa libica a “salvare” i profughi, anche alcune di queste navi  si “spengono”. E’ difficile, nel Mediterraneo, distinguere i delinquenti dai soccorritori, la Soros Foundation dai mercanti di carne umana, di droga o di armi.

Al  qual  proposito, è istruttivo   vedere che Bufale.net, il sito preferito dalla Boldrini,  è stato  immediatamente incaricato di vedere se  il video di Donadel poteva essere liquidato come una “fake news”  allarmista, da punire. Non c’è riuscito, ed  ecco  cosa scrive: “Il video, sia pur corretto, meriterebbe maggiore approfondimento su alcuni punti. Riteniamo anche noi infatti che le distorsioni sul soccorso agli immigrati facciano male a tutti. Fanno male ai profughi stessi, vittime due volte, fanno male a chi si occupa seriamente di assistenza, che si vede associato a chi invece ne fa scandalo e mercimonio. Bisogna parlarne, e bene ha fatto il Donadel a parlarneMa ci sono cose che nessuno dovrebbe fare da solo”.  Già.  Donadel, se voleva diffondere il suo video, doveva chiedere prima a Bufale.net. O alla Boldrini. O a Soros Foundation, che è lì per aiutare.
Di questi tempi è  difficile distinguere navi criminali dalle navi delle ONG. E ancor più difficile distinguere siti di “debunker” smascheratori di bufale, dalla psico-polizia  del Sistema. Come ha deciso Repubblica, il 2017 “Sarà l’anno dei 200 mila sbarchi”. Il 38,5 per cento in più del 2016. Non ci si può fare nulla, è un fenomeno spontaneo. Umanitario.
Magari, uno statista avrebbe invece raggiunto  da tempo la conclusione che: 1) il fenomeno non è  spontaneo; 2) che è una tattica di guerra, della guerra detta “ibrida”, propria del nostro tempo, combattuta   da stati non con i loro eserciti, ma con terroristi che sono anche criminali comuni, spacciatori di droga confusi con agenzie “umanitarie”  che spengono i  trasponder,  con destabilizzazioni che formano ondate di profughi che è facile dirigere contro  questo o quel paese, agenzie non governative pagate dal Dipartimento di Stato per sovvertire  – tutto descritto nel saggio di Kelly Greenhill “Armi di Migrazione di Massa – Deportazione, coercizione e politica estera”.
3) che dunque agli atti di guerra si risponde con atti di guerra.   Ma chi volete che giunga a questa conclusione, in Italia?
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Denuncia del Presidente Regione Veneto Zaia: 1 Milione di africani in arrivo sono una follia


Migranti prelevati dai barconi

‘Ora dopo ora le cronache confermano che l’immigrazione e’ diventata un vero e proprio allarme sociale: altre migliaia di arrivi, ancora morti innocenti, impegni disattesi, come gli accordi Italia-Libia e quello di liberare l’indecente hub di Conetta in Veneto. Cifre che testimoniano di un quadro fuori controllo: 200 mila arrivi previsti nel solo 2017.

Con questo ritmo in cinque anni saranno arrivati un milione di immigrati e l’intero sistema sociale italiano sara’ al collasso. Il tutto sterilizzando per ora l’ oscura vicenda di certe Ong, che di sicuro non aiutano a controllare i flussi”. Cosi’ il Presidente del Veneto, Luca Zaia, commenta i nuovi sbarchi di immigrati.
”A Conetta, da tempo vero scandalo nazionale – aggiunge – l’impegno solenne a chiudere, preso varie settimane fa, e’ rimasto lettera morta. Oggi riceviamo la notizia che sono in vista altri arrivi e le mille presenze della vergogna continuano a essere tali.
Il tutto mentre contiamo gia’ ben oltre 30 mila arrivi nel solo Veneto. A questo punto non ci si permetta di dire che i veneti sono razzisti; 517 mila immigrati regolari qui da noi sono stati gia’ integrati perfettamente, secondo i migliori criteri della vera accoglienza, ma qui siamo di fronte a un fenomeno di tutt’altra tipologia, nel quale otto richiedenti asilo su dieci non hanno le caratteristiche per ottenere lo status: non sono profughi, sono immigrati clandestini. Non si va da nessuna parte fino a che la Libia e gli altri Paesi nordafricani non accetteranno o verranno loro imposti centri di accoglienza e riconoscimento sui loro territori, per respingere i non aventi diritto”. Fonte: Il Nord
Possiamo dare atto al Presidente della Regione Veneto di aver compreso la gravità del problema cui ci troviamo di fronte, una emergenza epocale che viene astutamente sminuita e negata dagli esponenti politici della sinistra mondialista, gli stessi che lavorano per il grande piano di sostituzione che produrrà quella destabilizzazione sociale e sostituzione di parte della popolazione che è l’obiettivo delle centrali di potere sovranazionale. Questi politici perseguono i loro interessi, prevedono di attribuire la cittadinanza a tutti i nuovi arrivati mediante lo “Jus Soli” e contano di avere una nuova massa clientelare per il  consenso ai loro partiti (il PD prima di tutti).
Da molto tempo scriviamo e denunciamo in proposito che l’immigrazione di masssa costituisce l’arma letale del mondialismo.
Possiamo ancora una volta ribadire quello che abbiamo già scritto, ovvero che l’ondata migratoria che si sta abbattendo sulle coste italiane è diventata ormai una emergenza epocale, che non ha più nulla a che fare con un fattore “umanitario” o una necessità di carattere economico.
Ci troviamo di fronte ad un fenomeno che ha tutte le caratteristiche di una invasione pianificata del territorio italiano favorita da oscuri (ma non tanto ) interessi che conducono a delle precise centrali di potere sovranazionali.
Questa migrazione di massa incontrollata si deve intendere come una emergenza nazionale che, per dimensioni e complessità, fa impallidire qualsiasi precedente moto migratorio avvenuto nella Storia e qualsiasi evento catastrofico registratosi negli ultimi 50 anni.
Il flusso di migranti economici e non, provenienti da Africa ed Asia e diretto verso il nostro paese, costituisce un fenomeno che, sia per dimensioni – con milioni di individui pronti a spostarsi dall’Africa e dall’Asia in direzione dell’Europa – sia per complessità – politica, economica e, non ultima, culturale – trova del tutto impreparate ed inadeguate le autorità politiche nazionali che dovrebbero fronteggiare questa emergenza. Al contrario si riscontrano molte complicità nella incentivazione del fenomeno migratorio, sia al livello politico ed imprenditoriale, sia nella dimensione criminale da parte di organizzazioni a carattere mafioso.
Le cause
Se si analizzano le cause del tsunami migratorio non si può non partire dalla destabilizzazione e dal caos delle guerre prodotte dagli interventi militari degli USA e dei loro alleati a partire dall’Iraq, a seguire con la Libia, senza trascurare le intromissioni manu militari nei paesi dell’Africa come la Somalia ed il Sudan, a seguire con la Siria e con l’Afghanistan. La stessa Africa sub sahariana risente delle tante operazioni che hanno determinato conflitti e sfruttamento neocoloniale delle risorse, provocati dalle grandi potenze (USA, Gran Bretagna e Francia) che hanno determinato un impoverimento delle popolazioni, uno sfruttamento del territorio ed un peggioramento della situazione economica ed alimentare di una buona parte delle popolazioni.
Considerando anche il forte tasso di crescita demografica era naturale aspettarsi una forma di fuga di massa di popolazioni verso la “terra promessa” in cerca di un migliore futuro. Una fuga che poi viene agevolata ed incentivata dalla propaganda di ONG europee ed anglossassoni che inviano loro incaricati a prospettare la possibilità di una migrazione verso l’Europa, con forme di cofinanziamento tra le stesse ONG, le mafie locali, le organizzazioni libiche, tunisine o turche che speculano sul fenomeno della tratta di esseri umani, quelli che si avviano ad essere i “nuovi schiavi” della globalizzazione.
Le complicità
L’attività di queste ONG, che operano per favorire le migrazioni dall’Africa e dall’Asia, è stata ampiamente documentata da apposite indagini di cui si sono incaricati i servizi di intelligence dell’ Austria e della Serbia. La stessa Frontex ha denunciato l’attività sospetta delle navi affittate dalle ONG per prelevare dalla costa libica i migranti in accordo con le organizzazioni degli scafisti, tanto da indurre anche la Procura di Catania ad aprire una indagine per favoreggiamento della migrazione clandestina. Guarda caso il procuratore di CAtania è stato ogetto di attacci da tutto il fronte politico della sinistra mondialista per negare l’evidenza di quello che sta accadendo.
Vedi: Migranti, procuratore Catania: “Con Ong indagini sui trafficanti più difficili
In realtà si sapeva da tempo che dietro queste ONG si nasconde la mano di George Soros, il multimiliardario di origine ungherese.
Già nell’anno scorso, da parte del Frontex si sono approntati due dossier, uno confidenziale e l’altro pubblico, in cui si afferma che ai migranti sarebbero state ”date chiare indicazioni prima della partenza sulla rotta da seguire per raggiungere le barche delle organizzazioni non governative”.
Addirittura ci sarebbe stato un caso accertato in cui ”le reti criminali hanno adoperato direttamente mezzi navali delle organizzazioni di volontariato per trasportare immigrati”.
Frontex, continua il rapporto, rilevando che quanti sono tratti in salvo dalle autorità mentre già si trovano sulle navi delle Ong ”non sono disposti a collaborare con gli incaricati dei primi colloqui” se non addirittura ”gia’ avvertiti del fatto che non devono cooperare con le autorita’ italiane o europee”.
Da questo si evince quindi che l’immigrazione non è quel fenomeno “spontaneo” che, in Italia, ambienti interessati vorrebbero far credere ma si inizia a comprendere come ci siano precisi segnali di grandi organizzazioni che sospingono l’ondata migratoria verso le coste italiane.
D’altra parte, se qualcuno aveva ancora dei dubbi, vi erano state le dichiarazioni di George Soros in occasione del summit dell’ONU sulle migrazioni, una ammissione del proprio ruolo da parte del grande “sobillatore”, il finanziere ultra miliardario e speculatore , il quale, dopo aver riconosciuto di essere partecipe e sponsor dell’ondata di sollecitanti asilo che sono entrati in Europa nell’ultimo anno e mezzo, aveva voluto presentarsi nelle vesti del “grande benefattore” ed aveva assicurato che attualmente il suo obiettivo è quello di “creare imprese e prodotti” per migliorare le condizioni di vita dei migranti e rifugiati. Vedi: Soros: sveglia Europa, 6 impegni per accogliere un milione di profughi.
I migranti che arrivano in Libia, prelevati sotto costa grazie all’aiuto delle ONG ,sono sottoposti forme di vero e proprio schiavismo che sono state peraltro documentate e filmate. Questo avviene nello stesso paese che una volta godeva delle migliori condizioni (economiche e di sistema sociale) di tutta l’Africa, dove l’intervento militare della NATO, prospettato nel 2011 (non dimentichiamolo) da una propaganda mediatica che insisteva sulla necessità di “salvare la popolazione” dal “tiranno” Gheddafi, hanno determianto l’effetto della guerra tra bande, dell’insorgere del terrorismo islamista, del caos generale e dello schiavismo a cui sono sottoposti i migranti che arrivano dall’Africa sub sahariana. Vedi: Libia, la tratta degli schiavi.
La destabilizzazione del sistema sociale esistente in Italia ed in altri paesi europei è l’obiettivo previsto dalle centrali di potere che utilizzano le migrazioni come arma geopolitica.
Occorre considerare che la politica di migrazione di massa verso l’Europa presenta due principali utilità per l’oligarchia economica mondialista: 1) come elemento di trasformazione etnica degli Stati (nel lungo termine) ; 2) come mano d’opera di riserva che sia utile per le multinazionali quale strumento di riduzione dei salari ed incremento dei profitti a medio e lungo termine .
Bisogna comprendere che la principale finalità di lungo termine delle centrali mondialiste è quella di sostituire le identità nazionali e distruggere la cultura originaria che si oppone al mercato globale e che rivendica l’autonomia delle comunità locali, sostituirla con una massa indifferenziata di varie etnie e culture che risulti più facimente omologabile al sistema e che non abbia i mezzi culturali per opporsi alla catechizzazione del nuovo ordine. Per questo fine è utile combattere (o infiltrare) tutte le istituzioni tradizionali e decostruire persino la cultura e la coscienza storica dei popoli.
L’Italia è inevitabilmente in prima linea sul fronte del Mediterraneo, ed è il paese più esposto all’arrivo di questo tsumani di ondata migratoria dalla Libia e dal Nord Africa e paga il prezzo di una classe politica accondiscendente e inadeguata che pensa di trarre profitto e di compiacere le grandi Organizzazioni Internazionali che sospingono il fenomeno.
L’immigrazione di massa non è quindi un fenomeno spontaneo ma piuttosto un fenomeno provocato e come tale costituisce una delle armi più formidabili di cui dispongono le oligarchie “mondialiste” (coloro che operano per l’affermazione di un nuovo ordine mondiale) per imporre l’annientamento delle identità delle Nazioni. Un possente strumento geopolitico a disposizione delle centrali di potere.
Le centrali sovranazionali, che pilotano il fenomeno delle migrazioni di massa, costituiscono una delle branchie di quel mostro che si chiama grande finanza sovranazionale e che dispone di questo e di altri strumenti possenti per imporre un processo di trasformazione delle Nazioni destinato a realizzare in prospettiva il “nuovo ordine mondiale” (NWO), sil upremo obiettivo agognato dalle “elites” finanziarie mondiali.
Si prospetta quindi quella che sarò la battaglia decisiva delle Nazioni europee per la loro sopravvivenza in questo secolo: difendere e preservare la propria identità nazionale, culturale ed etnica o lasciarsi sommergere nel cosmopolitismo e lasciar imporre lo schema della società multiculturale, globalizzata ed uniformata al mercato unico, con i suoi effetti sicuri di decadenza economica, culturale e di perdita di sovranità ed autonomia nazionale a favore di istituzioni dominate dalla finanza, obiettivo questo conclamato delle forze mondialiste e delle centrali di potere finanziarie e sovranazionali.
Luciano Lago
http://www.controinformazione.info/denuncia-del-presidente-regione-veneto-zaia-1-milione-di-africani-in-arrivo-sono-una-follia/

L’acqua, l’immigrazione e una favola africana


di Léon Bertoletti
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«L’immigrazione è come acqua che scorre dal rubinetto: non bisogna solo asciugarla, ma chiudere il rubinetto». La dichiarazione non appartiene a un noto sovversivo sovranista, populista e razzista, ma a un eminentissimo cardinale di Santa Romana Chiesa: il ghanese Peter Kodwo Appiah Turkson. Mi è tornata alla mente in queste ore, in questi giorni di “sbarchi” e di sopraffini vaneggiamenti sulle società aperte, l’annullamento delle frontiere, il globalismo globalizzato, il mondialismo mondializzatore, propiziati da un Inno alla Gioia e da una Marsigliese, acclamati da alieni alienati dalla realtà terrena e marinara, da predicatori di Europa e di civiltà europea che contemporaneamente ne favoriscono (con maggiore o minore consapevolezza) il declino, la scomparsa, l’estinzione, il suicidio.
Mi è tornata alla mente insieme con un favola che ho letto tempo fa, tra una scorribanda letteraria e l’altra, nel libro “African Folktales” di Paul Radin. Anche qui niente di pericolosamente allarmante o di lontanamente apparentabile ai cosiddetti destrorsi. Il volume è infatti soltanto una raccolta di 81 miti e fiabe africane prelevate dalla tradizione orale delle molte culture che popolano il Sud del Sahara. L’editore è insospettabile di collusioni conservatrici (la Princeton University Press) e l’autore, un polacco figlio di un rabbino nato nel 1883 e morto a New York nel 1959, ancora meno. Basti pensare che negli anni Quaranta del secolo scorso fu “attenzionato” dall’FBI che lo sospettava di comunismo. Visse quasi un lustro a Lugano, tra l’altro, dove lavorò per la Fondazione Bollingen.
Questa favola africana, intitolata dal redattore “Perché il sole e la luna vivono in cielo” merita dunque di essere letta. Perché anticipa una sorte, un destino, una fine, una fuga, una relegazione, un esilio lontano (poco importa che sia celeste). Se non capite chi rappresentano il sole e la luna, oltre il livello della lettura superficiale, meglio (o peggio) per voi. A chi scrive hanno fatto pensare anche all’Europa. Del resto la sua bandiera non propone forse un cerchio di stelle? Pure quelle stanno relegate lassù e non sempre brillano. Dunque:
«Molti anni fa il sole e l’acqua erano grandi amici, e tutt’e due vivevano insieme sulla terra. Il sole andava a trovare l’acqua molto spesso, ma l’acqua non gli ricambiava mai la visita. Alla fine il sole domandò all’acqua come mai non andava mai a trovarlo a casa sua. L’acqua rispose che la casa del sole non era abbastanza grande, e se lei ci andava con i suoi familiari, avrebbe cacciato fuori il sole. Poi l’acqua disse: “Se vuoi che venga a trovarti, devi costruirti una fattoria molto grande: ma bada che deve essere un posto immenso, perché la mia famiglia è molto numerosa e occupa un sacco di spazio”. Il sole promise di costruirsi una fattoria molto grande e subito dopo tornò a casa dalla moglie, la luna, che lo accolse con un grande sorriso quando lui aprì la porta. Il sole disse alla luna ciò che aveva promesso all’acqua, e il giorno dopo cominciò a costruirsi una fattoria immensa nella quale ospitare la sua amica. Quando essa fu pronta, chiese all’acqua di venire a fargli visita il giorno dopo. Quando l’acqua arrivò, chiamo fuori il sole e gli domandò se poteva entrare senza pericolo, e il sole rispose: “Sì, entra pure, amica mia”. Allora l’acqua cominciò ad affluire, accompagnata dai pesci e da tutti gli animali acquatici. Poco dopo l’acqua arrivava al ginocchio, e allora domandò al sole se poteva ancora entrare senza pericolo, e daccapo il sole disse: “Sì”. Così l’acqua seguitò a riversarsi dentro. Quando l’acqua era a livello della testa di un uomo, l’acqua disse al sole: “Vuoi che la mia gente continui ad entrare?”. Il sole e la luna risposero “sì” tutt’e due, perché non sapevano che altro fare, così l’acqua seguitò ad affluire, finché il sole e la luna dovettero accovacciarsi in cima al tetto. Daccapo l’acqua si rivolse al sole, ma siccome ricevette la stessa risposta, e la sua gente seguitava a riversarsi dentro, l’acqua in breve sommerse il tetto, e il sole e la luna furono costretti a salire in cielo, dove da allora sono rimasti».
Ecco, cari lettori: buon giorno, buona notte e buona fortuna.