ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

domenica 21 maggio 2017

Vorremmo che accadesse qualche cosa di simile

Consacrazione della Russia al Cuore Immacolato di Maria
Eseguita dai quattro vescovi della “Resistenza” cattolica
a Vienna, Virginia, USA,il giorno dopo la Consacrazione Episcopale di Mons. Gerardo Zendejas

12 maggio 2017
vigilia del centenario della prima apparizione della Santissima Vergine Maria a Fatima





Mons. Thomas Aquinas, O.S.B. - Mons. Richard Williamson
Mons. Gerardo Zendejas - Mons. Jean-Michel Faure



Santissima Madre di Dio, Cuore Immacolato di Maria, Sede della Misericordia, Sede della Bontà, Sede del Perdono, porta sicura per la quale le anime entrano nel Cielo, vedete in ginocchio davanti a voi quattro figli dell’Arcivescovo Lefebvre, quattro vescovi che si sforzano di fare quello che possono per aiutarvi ad ottenere dal Papa e dai vescovi del vostro Divino Figlio una vera Chiesa per la Consacrazione della Russia al vostro Cuore Doloroso e Immacolato, che è il solo che possa ottenere la pace per l’umanità, ora all’ombra di una spaventosa terza Guerra Mondiale.


A Fatima, in Portogallo, cento anni fa, avete avvisato l’umanità della seconda Guerra Mondiale e della fame e delle persecuzioni che sarebbe sopraggiunte se gli uomini non avessero smesso di offendere Dio. Per evitare questi disastri, avete promesso di tornare a chiedere la Consacrazione della Russia al vostro Cuore Immacolato, e la Comunione di Riparazione dei Primi Sabati. Se le vostre richieste fossero state soddisfatte, la Russia si sarebbe convertita e ci sarebbe stata la pace. Se no, i disastri sarebbero avvenuti e la Russia avrebbe diffuso i suoi errori in tutto il mondo. Dodici anni dopo siete tornata come avevate promesso e avete fatto la duplice richiesta.

Tuttavia, fidando nei mezzi umani per risolvere i gravi problemi della Chiesa, gli ecclesiastici  cattolici non hanno fatto immediatamente quello che avevate chiesto. Due anni dopo, il vostro Divino Figlio ha avvertito l’umanità tramite Suor Lucia di Fatima che, poiché i Suoi ministri avevano tardato ad adempiere al Suo comando, avrebbero sofferto gravi conseguenze: la Russia avrebbe diffuso i suoi errori in tutto il mondo, causando guerre e persecuzioni per la Chiesa, e il Papa avrebbe sofferto notevolmente. Il Papa, tuttavia, preferiva i suoi mezzi umani per affrontare la Russia.

Nel 1936 Nostro Signore ha spiegato a Suor Lucia che la conversione della Russia dipendeva dalla sua Consacrazione al vostro Cuore Immacolato, perché Egli voleva che tutta la Chiesa riconoscesse che quella conversione era un trionfo del vostro Cuore, così che la devozione al vostro Cuore fosse praticata accanto alla devozione al Suo Sacro Cuore.

Gli ecclesiastici hanno esitato ancora, così che nel 1939 scoppiò la terribile seconda Guerra Mondiale e il comunismo estese il suo potere in tutto il mondo. Subito dopo la guerra le vostre statue pellegrine di Fatima hanno avuto un grande successo, ma gli ecclesiastici continuarono a non fare esattamente come avevate chiesto, e così nel 1957 Suor Lucia, prima che venisse messa a tacere da questi stessi ecclesiastici, fece sapere della vostra tristezza per il fatto che né le persone buone né le cattive avessero prestato attenzione al messaggio di Fatima. Lei disse che le persone buone non gli avevano dato importanza, mentre le cattive non vi avevano niente a che fare. Eppure, voi ci avete avvisati ancora una volta che una pena terribile era imminente.

Solo tre anni dopo, quella punizione cominciò con il rifiuto degli ecclesiastici di rendere pubblica la terza parte del vostro segreto messaggio di Fatima, che voi avevate chiesto che fosse reso noto al più tardi nel 1960. Con una menzogna quasi imperdonabile costoro fingevano che voi non lo aveste detto, che  avrebbero potuto pubblicarlo dal 1960 in poi, e questo loro sforzo per soffocare il vostro messaggio di Fatima è continuato da allora, culminando nel 2000. Ma voi non avete abbandonato i vostri tentativi per salvarci, mentre gli ecclesiastici venivano puniti ancora più severamente con la cecità che li ha sopraffatti nel Concilio Vaticano II. E’ molto probabile che nella terza parte del segreto voi aveste avvisato esattamente sugli errori che hanno prevalso in quel Concilio. E ora tutta la Chiesa è nelle tenebre e il mondo è sull’orlo della terza e più terribile Guerra Mondiale.

Cuore Immacolato di Maria, Santissima Madre di Dio, noi ci appelliamo a voi nella nostra sofferenza. Aiuto dei cristiani, Rifugio dei peccatori, Consolatrice degli afflitti, noi fidiamo in voi. Regina del santissimo Rosario, Madre della Chiesa, noi imploriamo il vostro amorevolissimo, materno e immacolato Cuore di avere pietà di noi poveri peccatori, vostri figli; ascoltate ed esaudite la nostra supplica. Vi preghiamo di ottenere dal vostro Divino Figlio le grazie necessarie perché il Santo Padre e i Vescovi adempiano senza ulteriore ritardo al tanto ritardato comando del Cielo, consacrando con i vescovi del mondo intero, la Santa Russia al vostro Cuore Immacolato, come è stato chiesto e nel modo in cui è stato chiesto da voi, per conto della Santissima Trinità, molto tempo fa, e a cui ancora non si è adempiuto.

Cuore Immacolato di Maria, voi sapete quante sofferenze umane sarebbero state evitate negli ultimi 90 anni se solo uno dei Papi in questo periodo avesse ascoltato la vostra richiesta per la Consacrazione della Russia. Madre di Dio, solo voi e il vostro Divino Figlio sapete quale spaventoso castigo pende sulle teste dell’umanità se i Papi, per qualunque inadeguata ragione umana, rifiutassero ancora la vostra richiesta. Se dipendesse da loro, sarebbero ancora capaci di prevaricare, anche voi cento anni fa ci avete detto quanto questo li avrebbe fatti soffrire. Madre di Dio, il vostro Divino Figlio non può rifiutarvi nulla di quanto Gli chiedete. Egli desidera che la Consacrazione dipenda da voi, perché desidera che il vostro Cuore Immacolato venga onorato come fonte del trionfo della Consacrazione. Santa Madre di Dio, molto umilmente in ginocchio vi preghiamo di ottenere quelle grazie che il Papa ha bisogno per compiere la Consacrazione.

Nel frattempo, davanti a voi oggi, noi raccomandiamo, fidiamo e facciamo quanto è in nostro potere, per consacrare la Russia al vostro Cuore Immacolato, non perché possiamo minimamente prendere il posto del Papa e dei vescovi di tutto il mondo, ma perché vogliamo onorare le vostre richieste per quanto ci è possibile. Se solo la Santa Russia diventasse di nuovo cattolica, la Chiesa Orientale potrebbe risuscitare la Chiesa Occidentale, attualmente devastata dal materialismo e dall’ateismo. Madre di Dio, raccomandiamo anche noi stessi alla vostra protezione e alla vostra potente intercessione presso Nostro Signore Gesù Cristo, che è il Signore dei Signori e il Re dei Re, ma che è contemporaneamente un Figlio che ama infinitamente Sua Madre, e farà tutto quello che Lei Gli chiederà. Madre Amata e Benedetta, non abbiamo un’ombra di dubbio che alla fine il vostro Cuore Immacolato trionferà.


FATIMA UNA STORIA NELLA STORIA 3 PUNTATA



44:11
Il 10 dicembre 1925 la Santa Vergine era di nuovo apparsa a suor Lucia nella sua cella, nel convento delle Suore di Santa Dorotea a Pontevedra in Spagna. Aveva accanto a sè il Bambino Gesù su una nuvola luminosa e teneva nelle mani un cuore circondato da spine. Il Bambino Gesù si rivolse così alla religiosa: «Abbi compassione del Cuore della tua santissima Madre, che è coperto di spine, che gli uomini ingrati in ogni momento vi configgono, senza che ci sia nessuno che faccia un atto di riparazione per toglierle».

La Santa Vergine aggiunse: «Guarda figlia mia, il mio Cuore circondato di spine, che gli uomini ingrati in ogni momento mi configgono con bestemmie ed ingratitudini. Almeno tu vedi di consolarmi, e dì che tutti coloro che per cinque mesi, il primo sabato, si confesseranno, ricevendo la santa Comunione, reciteranno un rosario e mi faranno compagnia per 15 minuti, meditando i quindici misteri del Rosario con l’intenzione di alleviare la mia pena, Io prometto di assisterli nell’ora della morte con tutte le grazie necessarie per la salvezza di queste anime».
Il 15 febbraio 1926 il Bambino Gesù, apparve di nuovo a suor Lucia a Pontevedra, insistendo con lei per la divulgazione della devozione al Cuore Immacolato della Santa Madre e dei cinque primi sabati dedicati a lei. Queste manifestazioni completano le apparizioni di Fatima e sono definite come “Ciclo Cordimariano”, avendo appunto come oggetto la devozione al Cuore Immacolato di Maria.

www.santiebeati.it/dettaglio/92727


La devozione mariana nel Magistero del Venerabile Papa Pio XII

RADIOMESSAGGIO DI SUA SANTITÀ PIO PP. XII
ALL’AZIONE CATTOLICA ITALIANA Martedì, 8 dicembre 1953

Quando, lasciate in disparte le turbe, Gesù raccoglieva a Sè gli Apostoli e i discepoli, parlava ad essi non in parabole (Matth. 13), ma con aperta chiarezza, e il tono della sua voce doveva essere particolarmente accorato e affettuoso.

Vorremmo che accadesse qualche cosa di simile, diletti figli e figlie dell’Azione Cattolica Italiana, oggi che il progresso della tecnica moderna vi congiunge in qualche modo più intimamente con Noi, permettendoCi di parlare cuore a cuore con ciascuno di voi: sacerdoti assistenti, uomini, donne, giovani, fucini, laureati, maestri.

Oggi siete tutti insieme, benchè non appaia nella sua magnificenza il quadro delle vostre memorabili adunanze, nè si odano risonare in questo momento le grida festose di sterminate schiere acclamanti. Oggi nessun frastuono, nessun clamore. Ma siete tutti riuniti, e a tutti possiamo parlare; e mentre gli occhi materiali rimangono come socchiusi, si presenta davanti al Nostro spirito uno spettacolo stupendo: innumerevoli anime sparse in tutta Italia e ora concentrate intorno al Padre Comune per ascoltare la Sua parola e ricevere la Sua Benedizione.

Noi vi immaginiamo adunati nelle chiese, grandi chiese di città, e piccole, ma linde cappelle di paesetti quasi sperduti nelle montagne; altrove nelle sale parrocchiali, oppure nella modesta casa del vostro buon parroco; e forse è là in ascolto — vi pensiamo con tristezza e insieme con particolarissimo affetto — una piccola nidiata di soci accanto al loro padre e pastore in lagrime, perchè la furia del demonio ha diretto sulla parrocchia tutti i suoi colpi, riuscendo a portarvi spiritualmente la desolazione e la morte, e a lasciarvi, praticamente, il deserto.

Ecco, diletti figli e figlie ; Noi entriamo — come fa la Nostra voce — nelle vostre case, per metterCi accanto a voi: babbi e mamme, cari vecchietti silenziosi, giovani pieni di vigore, e giovinette con la primavera sul volto. Con particolare tenerezza Ci avviciniamo ai cari e forse irrequieti fanciulli, cui — al termine di questo messaggio — vorremmo esprimere un Nostro particolare desiderio.

Trovandovi tutti uniti, Ci sorge spontanea nella mente l’immagine di una grande famiglia, cui la varietà dei suoi membri non toglie il profumo dell’amore, che genera la concordia e conserva la pace. E in questa famiglia oggi è gran festa; festa per tutti, perchè tutti si accostano all’altare e ripetono l’offerta di sè stessi a Dio, giurando nuovamente fedeltà assoluta alla Chiesa. Festa, in particolar modo, per i carissimi giovani, ai quali va, com’è giusto, il Nostro paterno compiacimento e un Nostro affettuosissimo augurio. Essi commemorano oggi 1’85’ anniversario della loro fondazione, perchè nel lontano 1868, in una notte di preghiera nella chiesa di Santa Rosa a Viterbo, spuntò dal cuore di Mario Fani il primo fra i rami, che oggi potrebbe meglio chiamarsi la prima radice del robusto tronco dell’Azione Cattolica unitaria, istituita nel 1922 e munita della regolazione presente con lo Statuto del 1946.

Bramiamo d’intrattenerCi familiarmente con voi, come un padre fa coi propri figli, partecipando alle loro gioie, confidando ad essi le sue ansie, esprimendo loro i suoi desideri. E poichè oggi è anche la festa della Madre comune al compiersi di cento anni da quando il Nostro glorioso Predecessore Pio IX, con la forza del suo magistero infallibile, incastonò un’altra gemma nella corona di Lei, proclamandola Immacolata, avremo dinanzi agli occhi l’immagine della Vergine santissima, mentre parleremo a voi e vi inviteremo a guardarla per rimanerne incantati, per imitarla e per sentirvi da Lei sostenuti e protetti. Ci farà da guida la sacra liturgia (Off. in Assumptione B. M. V. passim), che non si stanca di chiamarla : pulchra ut luna, bella come la luna: electa ut sol, fulgida come il sole; terribile come un esercito schierato, terribilis ut castrorum acies ordinata.

1° – Anzitutto, diletti figli e figlie, guardate Maria, « bella come la luna, pulchra ut luna ». È un Modo questo per esprimere la eccelsa bellezza di Lei. Come deve essere bella la Vergine! Quante volte siamo stati colpiti dalla bellezza di un volto angelico, dall’incanto di un sorriso di bambino, dal fascino di uno sguardo puro! E certamente nel volto della propria Madre Iddio ha raccolto tutti gli splendori della sua arte divina. Lo sguardo di Maria! il sorriso di Maria! la dolcezza di Maria! la maestà di Maria, Regina del cielo e della terra! Come splende la luna nel cielo oscuro, così la bellezza di Maria si distingue da tutte le bellezze, che paiono ombre accanto a Lei. Maria è la più bella di tutte le creature. Voi sapete, diletti figli e figlie, quanto facilmente una bellezza umana, che è come l’ombra d’un fiore, rapisce ed esalta un cuore gentile: che cosa dunque esso non farebbe dinanzi alla bellezza di Maria, se potesse contemplarla svelata, faccia a faccia, Così l’Alighieri vide nel Paradiso (cant. 31, v. 130-135), in mezzo a « più di mille Angeli festanti », « ridere una bellezza, che letizia – era negli occhi a tutti gli altri santi »: Maria!

Intanto su quel volto non si rivela soltanto la bellezza naturale. Nell’anima di Lei Iddio ha riversato la pienezza delle sue ricchezze con un miracolo della sua onnipotenza, e allora Egli ha fatto passare nello sguardo di Maria qualche cosa della sua dignità sovrumana e divina. Un raggio della bellezza di Dio splende negli occhi della sua Madre. Non pensate voi che il volto di Gesù, quel volto che gli angeli adorano, dovesse riprodurre in qualche modo i lineamenti del volto di Maria? Così il volto di ogni figlio rispecchia gli occhi della madre. Pulchra luna. Felice chi potesse vederti, Madre del Signore, chi potesse bearsi dinanzi a te; potessimo, o Maria, rimanere con te, nella tua casa, per servirti sempre!

2° – Ma la Chiesa non paragona Maria soltanto alla luna; servendosi ancora della Sacra Scrittura (Cant. 6, 10), passa ad un’immagine più forte ed esclama: Tu sei, o Maria, « electa ut sol », eletta come il sole.

La luce del sole ha una differenza grande da quella della luna : è luce che scalda e che vivifica. Splende la luna sui grandi ghiacciai del polo, ma il ghiaccio rimane compatto e infecondo, così come rimangono le tenebre e perdura il gelo nelle notti lunari dell’inverno. La luce della luna non porta il calore, non porta la vita. Fonte di luce, di calore e di vita è il sole. Ora Maria, che ha la bellezza della luna, splende anche come un sole e irraggia un calore vivificante. Parlando di Lei, parlando a Lei, non dimentichiamo che è vera Madre nostra. perché attraverso di Lei abbiamo ricevuto la vita divina. Ella ci ha dato Gesù e con Gesù la sorgente stessa della grazia. Maria è mediatrice e distributrice di grazie.

Electa ut sol. Sotto la luce e il calore del sole fioriscono sulla terra e danno frutto le piante; sotto l’influsso dell’aiuto di questo sole che è Maria fruttificano i buoni pensieri nelle anime. Forse, già in questo momento voi siete ripieni dell’incanto che promana dalla Vergine Immacolata, Madre della divina grazia, Mediatrice di grazie, perchè Regina del mondo. Oh! potessimo avere la voce di S. Bernardo, che non si stancava di lodare, di cantare, di ammirare, di esultare dinanzi al trono della Vergine! Oh! potessimo avere la lingua degli angeli per poter dire la bellezza, la grandezza della loro Regina!

Riandate, diletti figli e figlie, la storia della vostra vita: non vedete un tessuto di grazie di Dio? Voi potete pensare allora: in quelle grazie è entrata Maria. I fiori sono spuntati, i frutti sono maturati nella mia vita, grazie al calore di questa Donna eletta come il sole.

Avete voi pregato questa mattina? La grazia che vi ha invitato a un atto di così squisita pietà è stata forse una grazia speciale di Maria, è venuta attraverso Maria.

State ora ascoltando questo Nostro Messaggio di onore alla Vergine: qualche parola di esso vi penetra forse più profondamente nel cuore, destando sentimenti buoni e aneliti di fervore? È una grazia che giunge alle vostre anime attraverso la intercessione di Maria, con la luce di quel sole del cielo che è Maria.

Sperate voi un giorno di giungere in Paradiso mediante la grazia della perseveranza fino all’ultimo istante della vita? Avete fiducia di morire in grazia di Dio? Anche questa grazia verrà a voi devoti di Maria attraverso un sorriso di Lei, con un raggio di quel sole.

3° – Ma un’altra immagine prende la Chiesa dalla S. Scrittura e l’applica alla Vergine. Maria è bella in sè stessa come la luna, è fulgida intorno a sè come il sole; ma contro il « nemico » è forte, è terribile, come un’esercito schierato in battaglia. « Acies ordinata ».

In questo giorno di gioia e di esultanza, Dio sa come vorremmo poter dimenticare l’asprezza dei tempi che attraversiamo! ” Ma i pericoli, che gravano sul genere umano, sono tali che Noi non dobbiamo cessare mai — si può dire — di gettare il nostro grido di risveglio. Vi è il « nemico », che preme alle porte della Chiesa, che minaccia le anime. Ed ecco un altro aspetto — presentissimo — di Maria: la sua forza nel combattimento.

Già, dopo il misero caso di Adamo, il primo annunzio su Maria, secondo la interpretazione di non pochi Santi Padri e Dottori, ci parla di inimicizie fra Lei e il serpente nemico di Dio e dell’uomo. Come è per Lei essenziale di esser fedele a Dio, così di esser vincitrice del demonio. Senza nessuna macchia Maria ha calpestato la testa del serpente tentatore e corruttore. Quando si avvicina Maria, il demonio fugge; così come scompaiono le tenebre, quando spunta il sole. Dove è Maria, non è Satana; dove è il sole, non è il potere delle tenebre.

Diletti figli e figlie dell’Azione Cattolica Italiana! Oh se questi tre fulgori di Maria diventassero vostre luci! Se le tre immagini della S. Scrittura si applicassero, in realtà, a ciascuno di voi e a tutta l’Associazione!

Vorremmo anzitutto che voi, come figli e figlie di Maria, cercaste di riprodurre nell’anima vostra la sua bellezza sovrumana. Abbiate dunque, a immagine di Lei, l’unione perfetta con Gesù. Sia Gesù in voi, siate voi in Lui, fino alla fusione della vostra vita con la vita di Lui. Siano nella vostra mente gli splendori della fede e, come Lei, vedete, giudicate, ragionate secondo Dio. Il vostro cuore, quando è possibile, aspiri all’integrità del cuore di Lei, che nulla ha diviso con altri ed ha conservato per Iddio tutto il suo calore, i suoi palpiti, la sua vita. Con le visuali dello spirito, con gli ardori del cuore, coltivate la dedizione assoluta a Dio. Figli e figlie di Maria, portate nei lineamenti dell’anima vostra le sembianze della Madre del cielo. Fate passare attraverso un mondo avvolto nelle tenebre e coperto di fango fasci di luce e il profumo di una purezza incontaminata.

In secondo luogo vorremmo che foste come il sole, il quale riscalda e vivifica. Il calore del vostro amore riscaldi le persone e le cose che vi circondano. Fate distinguere in ogni luogo la vostra presenza col fervore della vostra carità. Il demonio ha invaso la terra con l’odio : fate rivivere, prepotente, l’amore. Tanti sono ancora cattivi, perchè non sono stati finora abbastanza amati. Vivificate tutto quanto cadrà sotto l’influsso dei vostri raggi. Siate, cioè, come Maria e con Maria, strumenti di vita nelle anime, che oggi muoiono di freddo e di fame, ma potrebbero tornare alla casa del Padre, se fossero mosse dalle vostre parole, trascinate dal vostro esempio.

Finalmente applicate anche a voi la terza immagine di Maria : siate forti contro il « nemico ». Qui non si tratta più soltanto del vantaggio spirituale di ciascuno di voi, ma della vostra collaborazione per il bene delle anime. Tutta l’Azione Cattolica, che nei singoli membri deve essere bella come la luna e vivificante come il sole, sappia essere, di fronte al « nemico », forte come un esercito schierato in battaglia. Ed ecco che la nostra familiare riunione prende quasi l’aspetto di una « chiamata a rapporto » del principale fra i reparti laici del grande esercito cattolico d’Italia.

Nella Nostra recente Enciclica « Fulgens corona » abbiamo ancora una volta denunciato l’attuarsi di un piano spaventoso per « svellere radicalmente dagli animi la fede di Cristo », per l’invasione del mondo da parte del nemico degli uomini e di Dio. E sono uomini — miseri uomini — coloro che servono da strumenti per quest’opera distruggitrice. Vi è in atto una lotta che ingrandisce quasi ogni giorno di proporzione e di violenza, ed è quindi necessario che tutti i cristiani, ma specialmente tutti i militanti cattolici, « stiano in piedi e combattano sino alla morte, se è necessario, per la Chiesa madre loro, con le armi che sono consentite » (cfr. S. Bern. Ep. 221, n. 3 – Migne PL, V. 182, col. 387). Non si tratta qui evidentemente di scontro fra i popoli con distruzione di case e strage di uomini. Noi abbiamo più e più volte esecrato la guerra, e siccome riappaiono qua e là tristi segni di pericolo per la pace, torniamo a scongiurare Iddio, affinchè impedisca, con la Sua onnipotenza, che nuovi lutti e nuove lacrime vengano provocati sulla terra dall’incoscienza e dalla malvagità di alcuni. Noi parliamo invece della lotta che il male, nelle sue mille forme, combatte contro il bene; lotta dell’odio contro l’amore, del malcostume contro la purezza, dell’egoismo contro la giustizia sociale, della violenza contro il pacifico vivere, della tirannia contro la libertà.

Di questa lotta è già assicurato l’esito finale, essendone garante l’infallibile parola di Dio. Verrà il giorno del trionfo del bene sul male, perchè verrà il dì, in cui — lo diciamo con immensa tristezza — andranno « maledetti al fuoco eterno » (Matth. 25, 41) quanti hanno voluto fare a meno di Dio e sono rimasti sino alla fine ostinati nella impenitenza. Ma vi sono battaglie, il cui esito non è certo, perchè è affidato anche alla buona volontà degli uomini. In alcuni settori il « nemico » ha prevalso: occorre riconquistare il terreno perduto — cioè le anime traviate — perchè Gesù regni nuovamente nei cuori e nel mondo.

Diletti figli e figlie! Noi vi chiamiamo nuovamente a raccolta, certi che tutti — senza evasione di sorta — risponderete alla Nostra voce. Sotto lo sguardo di Maria, Regina delle Vittorie, disponetevi a vivere, per così dire, in un clima di generale mobilitazione, pronti a qualsiasi sacrificio, presti a qualunque eroismo.

Noi abbiamo invitato i fedeli di tutto il mondo ad approfittare dell’Anno mariano, che oggi comincia, per promuovere manifestazioni di omaggio a Maria nei suoi santuari. Ma quel che preme specialmente, è che si compia uno sforzo comune per avviare l’Italia verso una rinascita religiosa integrale. Perchè ciò avvenga, dovrà essere naturalmente preparato un piano razionale che vi impegni tutti in modo organico, e voi provvederete a muovervi secondo una esatta e ben studiata strategia, schierandovi ordinatamente e fissando bene gli scopi da conseguire. È necessario, per questo, rafforzare la vostra unione interna, accentuando sempre più il carattere unitario della vostra organizzazione, e poi accogliendo tutti fraternamente, come compagni d’arme, a combattere fianco a fianco la stessa battaglia. L’esercito cattolico è composto anche di altre forze che sarebbe insano ignorare o contrariare. Vi è posto per tutti, e di tutti vi è bisogno in questo immenso fronte da coprire per respingere gli assalti del « nemico ».

Ricordate però tutti che non vi è ordinato schieramento se, nel rispetto della varietà e delle capacità, non viene assicurata l’unità del comando; per questo vivamente esortiamo voi e tutte le forze cattoliche a farvi guidare nel lavoro apostolico da chi lo Spirito Santo ha posto a reggere la Chiesa di Dio.

Nello scegliere gli « obiettivi » va inoltre osservato l’ordine dei valori : dovete quindi preferire lo spirituale al materiale, il definitivo al provvisorio, l’universale al particolare, ciò che urge a quel che può essere rimandato ad altro tempo.

Quanto alla tattica da seguire, ricordate che l’accostamento individuale è quello che dà migliori risultati. Mediante la « Base Missionaria » l’Azione Cattolica ha già iniziato un lavoro unitario, col quale esce dalle sue sedi per andare a portare la verità ai lontani. Ma questo metodo produrrà buoni effetti, soltanto se tutta l’Azione Cattolica cercherà di attuarlo e se opererà in collaborazione con altre forze cattoliche. Ciò raccomandammo lo scorso anno agli Uomini di Azione Cattolica; oggi lo diciamo specialmente a voi, carissimi Giovani, che foste i primi a nascere e siete ancora così pieni di vigore e di freschezza. Siate, oggi e sempre, le avanguardie ardimentose di questo pacifico esercito, in spirito di perfetta unione con tutti e di completa dedizione ai Pastori che guidano la Chiesa.

Ed ecco l’ultima Nostra parola, che vogliamo rivolgere ai fanciulli e alle fanciulle in ascolto, per esprimere loro un Nostro desiderio. Ricordate quanto vi amava Gesù e con quanta tenerezza vi accoglieva? Parlando alle turbe, Egli vi proponeva come modelli per entrare nel regno dei cieli. Anche il Papa vi ama, come vi amava Gesù. Voi siete i prediletti del Papa, come eravate la pupilla degli occhi di Gesù.

Ebbene, cari fanciulli, il Papa ha bisogno del vostro aiuto. Il Papa ha tante ansie, tanti timori per le sorti di questo mondo minacciato di rovina. Volete voi aiutare il Papa? Volete aiutare la Chiesa a salvare il mondo, a salvare l’umanità in pericolo? Allora alzate al cielo i vostri occhi limpidi e puri; giungete le vostre piccole mani e offrite a Gesù la vostra innocenza. Dite a Gesù che salvi la Chiesa, che salvi le anime. Siate con la vostra preghiera, coi vostri piccoli sacrifici, gli angeli protettori di tutta l’Azione Cattolica, che ripone in voi tutte le sue speranze.

Ecco : Noi ci inginocchiamo e recitiamo con voi una preghiera. Unitevi a Noi per fare dolce violenza alla Madre vostra celeste.

O Vergine bella come la luna, delizia del cielo, nel cui volto guardano i beati e si specchiano gli angeli, fa che noi tuoi figliuoli ti assomigliamo e che le nostre anime ricevano un raggio della tua bellezza, che non tramonta con gli anni, ma rifulge nella eternità.

O Maria, sole del cielo, risveglia la vita dovunque è la morte e rischiara gli spiriti dove sono le tenebre. Rispecchiandoti nel volto dei tuoi figli, concedi a noi un riflesso del tuo lume e del tuo fervore.

O Maria, forte come un esercito, dona alle nostre schiere la vittoria. Siamo tanto deboli, e il nostro nemico infierisce con tanta superbia. Ma con la tua bandiera ci sentiamo sicuri di vincerlo; egli conosce il vigore del tuo piede, egli teme la maestà del tuo sguardo. Salvaci, o Maria, bella come la luna, eletta come il sole, forte come un esercito schierato, sorretto non dall’odio, ma dalla fiamma dell’amore. Così sia.


Dagli scritti di Mons. MarceI Lefebvre Il Sacerdozio cattolico


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Il sacerdote è per il sacrificio Non si può definire il sacerdote senza il sacrificio né il sacrificio senza il sacerdote. Essi sono legati essenzialmente. Il sacerdote è fatto per il sacrificio e non può esserci sacrificio senza sacerdote. Occorre quindi riflettere su cos’è il sacrificio per sapere esattamente cos’è il sacerdote. Il sacrificio è un qualcosa di misterioso, profondo, divino. È un tesoro sul quale potete meditare per tutta la vostra vita sacerdotale, senza che sia esaurito al momento della vostra morte. Solo nell’al di là capiremo bene cosa sia questo sacrificio di Nostro Signore che rinnoviamo tutti giorni sull’altare. Già nel Vecchio Testamento, il Sommo Sacerdote entrava ogni anno nel Santo dei santi e, come dice san Paolo (Eb 9, 7-11), non entrava senza il sangue delle vittime. Questa è un’immagine di ciò che sarebbe stato in futuro il sacrificio di Nostro Signore. Neanche Lui, il Santo per eccellenza, sarebbe entrato nel tabernacolo che non era opera dell’uomo senza il suo Sangue prezioso. Ed è quello che fa il sacerdote oggi, riproduce il sacrificio di Nostro Signore facendo discendere sull’altare il suo Sangue, il Sangue dell’Espiazione, della Riparazione e della Redenzione. Quanto è più grande, quanto più efficace, quanto più sublime, quanto più divino è il sacrificio che i sacerdoti offrono oggi di quello che un tempo offriva il Sommo Sacerdote una volta l’anno, quando penetrava nel Santo dei santi! Il sacerdozio di Cristo La definizione forse più bella, più completa del sacerdozio di Cristo si trova nell’epistola di san Paolo agli Ebrei. 
Tutta la prima parte di essa è destinata a farci conoscere cosa sia il sacrificio di Nostro Signore. È davvero meravigliosa. San Paolo è stato certamente ispirato quando scriveva queste pagine. Egli mostra innanzitutto che Gesù è superiore agli angeli (Eb 1, 4-14 e 2). Poi spiega che Gesù è superiore a Mosé, il maggiore dei profeti (Eb 3). Mentre Mosé balbettava il Nome di Dio, Gesù è la Parola sostanziale, il Verbo eterno, disceso fino a noi per salvarci. I segreti dei cuori sono messi a nudo ai suoi occhi. Ben superiore quindi a quel che poteva essere Mosé. In terzo luogo, Gesù è incomparabilmente superiore ai Sommi Sacerdoti dell’antica Legge. Il sacerdozio di Cristo è in effetti il più perfetto che si possa concepire. Triplice Unione del sacerdote Donde gli viene queste perfezione? Lo vediamo facilmente considerando la triplice unione del sacerdote con Dio, con la vittima che offre e con il popolo per il quale la offre. Più il sacerdote è unito a Dio e più il suo sacrificio è perfetto; più è unito alla vittima e più ugualmente il suo sacrificio è perfetto. Infine, più è unito al popolo con il quale lo offre e più il suo sacrificio è perfetto. Quindi, più il sacerdote sarà unito a Dio, più il sacerdozio sarà perfetto, poiché il sacerdote deve supplire con la sua santità all’imperfezione dell’adorazione, della riconoscenza, dell’espiazione e della supplica del popolo, come spiega san Tommaso. Più la vittima sarà pura, preziosa ed interamente consumata in onore di Dio, più il sacrificio sarà perfetto. L’olocausto era il più perfetto dei sacrifici dell’antica Legge perché tutta la vittima era consumata in onore di Dio, per significare che l’uomo deve offrirsi a lui interamente. Più il sacerdote e la vittima saranno uniti, più il sacrificio sarà perfetto, poiché l’oblazione e l’immolazione esteriori della vittima non sono che il segno dell’oblazione e dell’immolazione interiori del cuore del sacerdote che compie in tal modo l’atto più grande della virtù di religione. Infine, più il sacerdote ed il popolo saranno uniti, più il sacerdozio sarà perfetto, poiché il sacerdote deve riunire tutte le adorazioni, rendimenti di grazie, preghiere, riparazioni dei fedeli in un’unica elevazione a Dio. È sufficiente applicare questi princìpi al sacerdozio di Nostro Signore per concludere immediatamente che è il maggiore di tutti quelli che si possano concepire. Infatti, Gesù Cristo sacerdote non è soltanto puro da ogni colpa originale e personale, da ogni imperfezione, ma è la Santità stessa. Non è possibile immaginare un sacerdote più unito a Dio. È egli stesso Dio grazie alla sua unione ipostatica. Di conseguenza, grazie alla sua unione con Dio, non può che essere il sacerdote più perfetto. Non può esistere un’unione più perfetta tra Nostro Signore, sacerdote, e la sua vittima. La vittima è Egli stesso (Eb 5, 2) e non si può immaginare una vittima più perfetta di Nostro Signore. Anche qui, Egli è la perfezione assoluta, che supera tutto quanto si possa immaginare. L’unione tra il sacerdote e la vittima non può essere più intima, il legame del sacrificio esteriore e di quello interiore non può essere più stretto, poiché è il sacerdote stesso ad essere vittima, non solo nel suo corpo, ma nel suo cuore e nella sua anima. Il suo dolore più intenso è generato dalla sua carità alla vista del male immenso che ha la missione di cancellare. Questa unione tra il sacerdote e la vittima si è manifestata sempre di più nell’ultima Cena, al Calvario e dopo la Resurrezione. L’eucaristia, nel Cenacolo, è l’inizio della Passione; ne è anche la conseguenza. Quindi, il sacerdote e la vittima non possono essere uniti più perfettamente che in Nostro Signore immolato per noi. Infine, neppure l’unione tra il sacerdote ed il popolo fedele può essere maggiore che in Nostro Signore, perché egli è il capo del corpo mistico. Non può esistere un unione più grande che quella che vi è tra le membra ed il capo del corpo mistico perché noi siamo uniti a lui, nel corpo mistico, tramite la partecipazione alla sua grazia. È quindi Gesù, in qualche modo esteso al corpo mistico, che offre il sacrificio . Il nostro sacerdozio San Paolo e quindi lo Spirito di Dio, che gli ha dettato queste parole, afferma: «Il sacerdote, che è scelto tra gli uomini, è costituito sacerdote per gli uomini» (Eb 5, 1). Facciamo attenzione a questa prima affermazione, che potrebbe forse giustificare il nuovo orientamento che si vuole dare al sacerdote oggi: un uomo costituito solo per gli uomini. Ma che dice dopo san Paolo? Precisa: «per gli uomini, per ciò che riguarda il culto di Dio» (Eb 5, 1). È costituito per gli uomini, senza dubbio, ma nelle cose che sono di Dio, per condurli a Dio. È questa la finalità del sacerdozio(9). San Paolo prosegue: «Affinché offra doni e compia il santo sacrificio per la Redenzione dei peccati» (Eb 5, 1). Ed aggiunge anche: «Poiché è egli stesso soggetto a debolezza, deve compatire ed essere indulgente con coloro che sono nell’errore e nell’ignoranza» (Eb 5, 2). Lì si trova tutto il segreto del sacramento della penitenza. Il sacerdote è quindi costituito per offrire il santo sacrificio e diffondere le grazie del sacrificio, in modo particolare tramite il sacramento della penitenza, per chinarsi su coloro che sono nell’errore e nell’ignoranza. Dato che egli stesso è peccatore, deve offrire il santo sacrificio per i suoi propri peccati e non solo per i peccati del popolo di Dio. Vedete che in poche righe, san Paolo ha riassunto ciò che costituisce l’essenza stessa del sacerdote. Allora, è importante che tutti coloro che sono chiamati a salire all’altare per ricevere un’ordinazione che li prepara ad offrire questi sacri misteri di Nostro Signore Gesù Cristo meditino queste parole di san Paolo. Devono sapere che anche loro sono deboli, e tuttavia Dio li ha scelti. È ancora san Paolo a dirlo: «Nessuno si attribuisce da se stesso questo onore; ma vi si è chiamati come Aronne» (Eb 5,4), come i leviti, per offrire il vero sacrificio di Nostro Signore Gesù Cristo. Quale mistero! Dio che vuole scegliere degli esseri umani per santificare gli uomini, per consacrarli alla continuazione della sua opera di Redenzione affidando loro il suo proprio sacrificio! È questo un grande mistero d’amore, di carità verso di noi e tutti quelli che attraverso il sacerdozio, nel corso dei secoli, riceveranno grazie di santificazione.
fonte La  Tradizione cattolica