ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

venerdì 30 giugno 2017

Inginocchiati davanti al padrone di questo mondo

GRYGIEL: ABBIAMO PASTORI CHE TACCIONO LA VERITÀ PER PAURA DEL PADRONE DI QUESTO MONDO

Grygiel: abbiamo pastori che tacciono la verità per paura del padrone di questo mondo

«[...] La situazione diventa pericolosa quando questo o quell'altro pastore, oppure arcipastore, cominciano a parlare della Parola di Dio come se esercitassero un potere su di Essa. Inginocchiati davanti al padrone di questo mondo, mettono disordine negli uomini. Subordinano la loro vita con Dio al proprio discernimento, come e fino a che punto li obblighi il Decalogo inciso dal dito di Dio nei loro cuori per la difesa dell'amore affidato al loro lavoro, come debbano comprendere la propria esperienza del bene e del male soprattutto alla luce dei loro condizionamenti storici.

Sostengono l'etica della situazione, che loro impongono alla gente, con le emozioni e con la compassione tollerante per motivi pastorali. Passano sotto silenzio “il dono di Dio” (Gv 4,10) che è la verità. Hanno paura di parlarne, poiché hanno paura che il padrone di questo mondo possa accusarli di violenza. Il loro linguaggio ambiguo e la loro non chiara praxis pastorale mi fanno pensare agli “utili idioti” (espressione di Lenin) che, pur non essendo comunisti, per colpa di una perfida stupidità facevano tutto perché il comunismo dominasse il mondo.
L'ambiguità del loro pensare e del loro fare indebolisce l'affidamento degli uomini a Cristo e, di conseguenza, l'affidamento alla verità della loro personale identità che si rivela nell'amore che Dio dà come nome a ogni persona nell'atto di crearla nella Sua Parola. In questo modo essi distruggono la cultura delle persone, poiché essa nasce proprio in questo amore ed è in esso che questa cultura apre l'uomo e le sue parole all'Amore di Dio.
Coloro che deformano l'amore che avviene nello spazio della differenza sessuale (Dio crea l'uomo uomo e donna), deformano l'amore che avviene nello spazio della differenza ontologica. Essi aprono una strada diretta all'ateismo, rompendo l'unità della giustizia e dell'amore, costituita sulla verità. Perciò l'amore degenera nella tolleranza che offende la persona, e la giustizia degenera nella più grande ingiustizia che nel nome dell' uguaglianza cancella le differenze tra le persone e in conseguenza deforma l'amo re che le persone si devono l'una all'altra [...]». 

2 commenti:

  1. JUNE 30, 2017
    Tridentine Rite Mass in Rome is a sacrilege : needs to be challenged canonically
    https://gloria.tv/article/1V1tXzqiZ1AoBevaC3q81yvU4

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  2. Pur avendo qualche difficoltà colla lingua dell'impero, mi pare che far passare il conciliabolo modernista per perfettamente cattolico sia un esercizio inutile ed assurdo. Citare Ad gentes 7 senza spiegare che cosa significa il termine "Chiesa" alla luce di tutti gli altri documenti del conciliabolo è estremamente scorretto: senza entrare nel particolare, per cui occorrerebbe tempo e spazio, prima ci si spieghi chiaramente che significa per i "nuovi teologi" quel "la Chiesa di Cristo subsistit in Ecclesia Catholica" di Lumen Gentium possibilmente senza arrampicarsi sugli specchi; poi, in base a quel concetto di Chiesa si potrà spiegare Ad gentes 7. E' evidente che, se il concetto di Chiesa di LG non è quello cattolico tradizionale, tutti gli esiti in tutti gli altri documenti saranno non cattolici. Deve sempre esser chiaro che Lumen Gentium è una "costituzione dogmatica" mentre Ad gentes è un semplice decreto sull'attività missionaria conciliabolare: il che significa che i modernisti devono interpretare Ad Gentes alla luce di Lumen gentium E NON IL CONTRARIO!
    I modernisti sono professionisti in questo genere di inversioni, mimetizzazioni e trucchi vari: ad esempio, premesso il loro concetto eretico di "fede" sentimentalista (cfr. Pascendi), ogni conseguenza che contiene quel concetto errato sarà fatalmente errata, anche se ha una ingannevole forma esteriore similtradizionale. Comunque sarebbe più corretto che in un blog italiano si parlasse italiano (ammesso che il termine "italiano" abbia ormai un qualche significato residuo).

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