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martedì 6 giugno 2017

La sua corte dei miracoli?


Papa Bergoglio: «Vade retro adulatori: gli ipocriti sono come il diavolo, killer che ingannano la comunità»


CITTA' DEL VATICANO Li teme, li sfugge, li sferza. Incensatori di professione, adulatori incalliti, ruffiani impenitenti.  Papa Bergoglio mostra con evidenza la sua allergia personale a tutti coloro che distribuiscono lodi sperticate per fare incetta di benefici, attenzioni, favori. Un po’ di tempo fa, traducendo un modo di dire argentino, Francesco aveva esordito il discorso con un altolà.

«A me non piaccono i lecca-calze». Il concetto era risultato chiaro. Stamattina è tornato sull’argomento alzando un po’ il tiro sull’orizzonte. «L’ipocrita è come il diavolo: un uccisore che inganna la comunità». Insomma, una specie di killer dai guanti di velluto. Nell’omelia a Santa Marta ha ripercorso alcuni  passaggi evangelici che, teoricamente, imporrebbero ai cristiani di essere sempre lineari con gesti, comportamenti e parole. Per farla breve: coerenti. Gesù insegna, infatti, che il linguaggio dei cristiani deve essere veritiero.

«Un cristiano non può essere ipocrita. Ipocriti lo sono i dottori della legge», ha spiegato aggiungendo che questi «parlano, giudicano», ma pensano un’altra cosa. Questa è l’ipocrisia, ha dunque denunciato rammentando «che il linguaggio dell’ipocrisia è il linguaggio dell’inganno, è lo stesso linguaggio del serpente a Eva, è lo stesso». Si comincia con l’adulazione per poi distruggere le persone, ha continuato Francesco, confessando che questo cattivo modo di fare «strappa la personalità e l’anima di una persona. Uccide le comunità. Quando ci sono ipocriti in una comunità c’è un pericolo grande lì, c’è un pericolo molto brutto».

 di Franca Giansoldati
Martedì 6 Giugno 2017 -