ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

lunedì 19 giugno 2017

Questi «cattivi maestri» e «falsi profeti»

Chiesa cattolica e chiesa conciliare


Se voi non leggete sarete prima o poi dei traditori, perché non avrete compreso la radice del male”.
Queste le parole di don Paul Aulagnier citate da Mons.Lefevbre in una delle sue conferenze.
Il saggio e accorato ammonimento di approfondire la propria religione e la sua storia, di porsi domande, di indagare, di non dare nulla per scontato, è rimasto completamento inascoltato dalla maggior parte dei fedeli che, caduti preda di un clero corrotto, non solo si son visti depredati da ciò che è la cosa più importante della vita - la fede in Gesù Cristo (“Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo; chi invece non crederà sarà condannato” - Mc 16, 16) -, ma, non avendo compreso la radice del male, si sono fatti essi stessi propagatori dell'eresia più perniciosa che è il modernismo, somma di tutte le eresie (così definita nella Lettera Enciclica Pascendi dominici gregis di Papa San Pio X).
Così questi sciagurati nemmeno comprendono che la loro vita è tutto fuorché cattolica perché è stato completamente anestetizzato l'aspetto spirituale dell'esistenza soppiantato da un sentimentalismo che trova compimento nell'esaltazione della propria soggettività. Tutto ciò che è oggettivo non viene nemmeno più capito o recepito o, nel caso inverso, perfino rigettato. Conta solo la propria soggettività, come nella società pagana e pervertita di oggi dove, se mai si fosse in presenza di una certa religiosità, questa deve essere vissuta individualmente e privatamente, senza presa sulla vita pubblica (di fatto contraddicendo il dovere cattolico di restaurare ogni cosa in Cristo - Ef 1,3-23).

Questo atteggiamento, questo modo di pensare, si è radicato profondamente nella maggior parte dei fedeli che si dicono cattolici, che frequentano le parrocchie, divenute per la maggior parte non più dimora di autentici sacerdoti, ma occupate da lupi travestiti da agnelli. Infatti, il responsabile di questa devastazione interiore è senza dubbio il clero corrotto, quella impressionante schiera di sacerdoti traditori della Verità che appartengono alla cosiddetta chiesa conciliare, nata dal Concilio Vaticano II dove, per ammissione dello stesso papa Paolo VI che di quel concilio è stato protagonista (sovvertendo la S.Messa con il Novus Ordo), è entrato il fumo di satana. I disastri di quel concilio e soprattutto i tradimenti sempre più evidenti del clero corrotto sono stati coraggiosamente denunciati da Mons. Antonio Livi, in un suo sorprendente intervento sulle colonne de lanuovabq.it (sorprendente, perché è davvero raro trovare oggigiorno un sacerdote che compia con estrema chiarezza la perfetta radiografia della chiesa conciliare). Ne riporto alcuni passi: 
“... ormai la dottrina della fede viene negata o rinnegata da (quasi) tutte le istanze che nella Chiesa dovrebbero averla a cuore: anzitutto i vescovi, con a capo il Papa, poi i teologi e le istituzioni teologiche di livello accademico, e infine gli strumenti della comunicazione sociale... 
… potenti sono i mezzi di cui dispongono i cosiddetti «operatori della pastorale» oggi impegnati in una dissennata campagna di demolizione dell’identità religiosa del cattolicesimo. L’obiettivo prioritario di questa campagna mediatica mondiale è l’abolizione del dogma, ossia della «regula fidei», che serve a fornire a ogni fedele il chiaro criterio di discernimento per sapere qual è la fede della Chiesa, che cosa ognuno deve credere e a chi deve dare ascolto.

Questi «cattivi maestri» e «falsi profeti», come inutilmente li ho chiamati (non certo per insultarli ma solo per mettere in guardia i fedeli) hanno in odio la dottrina cattolica... 
… la campagna di demolizione della fede non ha bisogno di ragionamenti logici, si accontenta, come ogni campagna pubblicitaria, di slogan che suscitano nelle masse una qualche emozione e spesso, purtroppo, anche un certo consenso alla “linea”. E questa linea – sentimentale nelle argomentazioni ma estremamente lucida nel perseguire lo scopo finale – si ritrova tale e quale nei discorsi di tutti i testimonial della campagna contro la dottrina, i quali parlano a volte con un linguaggio semplicistico e apparentemente ingenuo (Arturo Sosa, Enzo Bianchi e altri), altre volte con un linguaggio più colto (Gianfranco Ravasi, Walter Kasper, Andrea Grillo, Bruno Forte e altri) oppure con un linguaggio decisamente specialistico e sofisticato (Karl Rahner e Hans Küng, con la pletora di discepoli e divulgatori del loro pensiero).

Poco importano comunque le differenze di forma, perché nella sostanza si tratta sempre di discorsi che non sono funzionali alla prassi dei buoni pastori (che sono sempre in missione «de propaganda fide») bensì alla prassi dei poteri politico-ecclesiastici (che hanno interesse alla diffusione dell’eresia), dai quali i falsi profeti e cattivi maestri ricevono non censure o richiami ma protezione, coperture e addirittura “scatti di carriera”. Il caso di padre Sosa [capo dei Gesuiti e autore di scandalosi enunciati, ndr] è emblematico. I cattolici ingenui si domandano: ma perché il Papa, che ben lo conosceva, lo ha voluto a capo dell’ordine dei gesuiti? E perché, dopo tante esternazioni dal contenuto ereticale non lo ha pubblicamente ripreso?

A questa domanda dei cattolici ingenui rispondo (pregando Iddio che mi capiscano bene): papa Bergoglio non censura padre Sosa perché costui dice esplicitamente quello che lui stesso dice implicitamente, e che comunque fa pensare che sia il suo pensiero (il ricorso che Sosa fa alla metafora della “pietra” è chiaramente mutuato dai documenti magisteriali di papa Francesco). Lo stesso è successo con il cardinale Kasper, che il Papa elogia pubblicamente come grande e pio teologo, incurante del fatto che nei suoi libri ci sia più di un’eresia (sulla divinità di Cristo, sull’Eucaristia, sulla nozione stessa di fede cristiana). 
...eresia modernista. Si tratta dell’eresia che rende gli uomini di Chiesa (religiosi, teologi e vescovi) del tutto indifferenti al dogma, o anche insofferenti nei suoi confronti. Per questo diceva san Pio X che il modernismo è il «coacervo di tutte le eresie», perché tolto di mezzo il dogma, ogni opinione è ugualmente possibile, purché ottenga il consenso di chi ne vede l’utilità pratica. Il fatto è che già da un secolo la Compagnia di Gesù alleva al proprio interno e promuove anche alle massime cariche ecclesiastiche uomini di Chiesa che demoliscono sistematicamente la fede della Chiesa. Ha cominciato il francese Pierre Teilhard de Chardin, che negli anni Cinquanta del Novecento proponeva un «meta-cristianesimo» incentrato sulla nozione di Cristo come “Punto Omega” dell’evoluzione cosmica. Poi è venuto il tedesco Karl Rahner, ispiratore e maestro di tutti i teologi di orientamento modernistico, cui giova molto la sua visione trascendentalistica (ossia, soggettivistica) della coscienza morale e quindi della fede, visione che porta direttamente alla teoria dei «cristiani anonimi». 
Le parole di Mons.Livi sono di una chiarezza persino imbarazzante se si pensa a quei pastori ritenuti buoni sacerdoti che evidenziano alcuni scandali prodotti dalla chiesa conciliare sempre più manifesti, ma si fermano poi a metà strada del loro percorso critico, fatalmente rendendo vano quanto fin lì compiuto: o si arriva infatti fino in fondo alle questioni o rimane tutto inutile, il “vorrei ma non posso” è un evidente segnale di codardia che non si addice ai veri sacerdoti di Cristo.
Qual è piuttosto la radice del problema? È evidente che tutto deriva da un concilio che ha aperto la porta ad un incredibile ribaltamento e sabotamento della Verità.
E che dire poi di quelli che si auspicano di celebrare S.Messe nelle quali ritorni a regnare il silenzio devoto, nelle quali si riceva la S.Comunione con ritrovata riverenza (direttamente in bocca e in ginocchio, stiamo ricevendo Dio!), nelle quali si ritorni all'utilizzo della lingua universale della chiesa che è il latino... dimenticandosi che tutto questo c'è già: è la S.Messa come è sempre stata celebrata, la S.Messa di sempre, sabotata proprio dal Concilio Vaticano II.
Basta ridarle vero diritto di cittadinanza e riconsegnare alla S.Messa tridentina il ruolo che le spetta: è quella la vera Messa, il vero cuore della cristianità, la Messa dispensatrice di Grazie. Non ve ne è un'altra. Eppure quei pastori che si reputano cattolici non hanno il coraggio di terminare le loro argomentazioni sui mali della chiesa attuale ma si ostinano a indicare la cattiva interpretazione del Concilio Vaticano II quale causa di tutti gli scandali imperanti. Ciò significa continuare a tradire la Verità: inutile tanti giri di parole. La loro denuncia ambigua non serve a nulla, ma proprio a nulla. Così pure inutili (per non dire ridicoli) sono tutti coloro, intellettuali o meno, che continuano da una parte a criticare aspramente le nefandezze delle autorità vaticane conciliari e allo stesso tempo si fanno difensori di un Concilio i cui frutti (marci) sono evidentissimi.
Senza l'ammissione che il modernismo non è una peste sorta tutt'a un tratto nella chiesa bergogliana ma è stato un lungo processo pianificato e avviato ufficialmente nel 1962, ossia dal Vaticano II, ogni sforzo per ritornare all'autentico insegnamento di Cristo risulterà vano. Senza il ritorno alla Tradizione e al Magistero perenne della Chiesa non si potrà mai invertire la rotta verso la perdizione.
Si continuerà a prolungare l'agonia, a vivere sempre più lontani da Nostro Signore, guardando al mondo invece che al Cielo, dilapidando un'intera vita nel non senso e nei vizi, perché il peccato imposto a stile di vita come sta accadendo in questi tempi (e ciò è subdolamente promosso anche dalla chiesa conciliare!), è la prova che viviamo sotto il segno della Bestia, non certo sotto la Croce di Cristo.
Oggi si inneggia al laicismo, si parla di laicità dello stato: sono emerite sciocchezze, costanti offese a Dio... difatti vediamo bene dove porta tutto ciò: a leggi persino contro natura (vedasi le perversità del gender o la legalizzazione dell'omosessualità che è peccato che grida vendetta al cospetto di Dio come insegna la vera Dottrina).
Occorre essere chiari: la Chiesa di Cristo è ostaggio della chiesa conciliare sicché vi è una Chiesa e un'antichiesa. Vi è la Chiesa cattolica e la chiesa conciliare, la Chiesa di Cristo e quella dell'antiCristo. Sebbene sembri quasi surreale, alla fine la sintesi di tutto si riduce a questo drammatico scontro.
Se intendiamo essere cattolici, rimaniamo fedeli a Gesù Cristo e ricordiamoci le parole di Nostro Signore: “Beati voi, quando vi insulteranno e vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è il vostro premio nei cieli” (Mt 5, 11)

Padre Elia Schafer