ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

lunedì 12 giugno 2017

Un anonimo libriccino francese

IL DEMONIO CAUSA E PRINCIPIO DELLE MALATTIE -1-

Iniziamo oggi la pubblicazione di un anonimo libricino francese [però cattolico con tanto di nihil obstat ed “imprimatur] del secolo XIX che ai nostri tempi SEMBREREBBE affatto fuori luogo, e questo soprattutto agli apostati modernisti, sia del “novus ordo”, che dei falsi ipocriti tradizionalisti sede- e cerebro-vacantisti o cerebro-privazionisti vari, oltre che ai soliti tromboni [senza offesa per tromboni, flicorni, o basso-tuba!] atei, pagani, e “diversamente” massonizzati. Ma poiché noi ci rivolgiamo esclusivamente ai Cattolici “veri” [quelli di Papa Gregorio] ancora superstiti nonostante tutto e nonostante tutti gli sforzi dei “nemici di tutti gli uomini e di Dio”, lo proponiamo ai nostri sparuti lettori, avendolo suddiviso, per una più comoda lettura, in tre capitoletti. Buona e fruttuosa lettura!
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IL DEMONIO, CAUSA E PRINCIPIO DELLE MALATTIE.MEZZI PER GUARIRLE.
[DI UN PRETE DEL CLERO DI PARIGI]
SECONDA EDIZIONE Rivista, corretta ed ampliata.
PARIGI
LOUIS CARRÉ, LIBRAIRE-ÉDITEUR,
 RUE DE SÈVRES, 15 – 189O [imprim.]
-I-
PREFAZIONE
Un buon prete mosso a compassione verso i malati, e desiderando alleviarne le sofferenze e guarirli, ha scritto questo libricino pieno di erudizione e completamente nuovo. La fede deborda da ciascuna delle sue pagine: è fede sincera e capace di portare consolazione e speranza nel cuore di tutti coloro che soffrono. Le preghiere aggiunte alla fine di questo libro, sono semplici ed ingenue nella loro forma e nelle parole che le compongono, dando un profumo medioevale, di questo tempo in cui la fede in Dio era viva, ardente, scuotente, riscaldante i cuori, e donava alla vita dell’uomo questa grandezza, questa purezza virile e religiosa dei primi secoli. Queste pagine possono essere lette con frutto dai preti, così come dai fedeli. Noi crediamo che nel loro laconismo, esse richiudano degli insegnamenti molto seri. Ecco perché le pubblichiamo. Ricordando ciò che facevano gli uomini di fede in altra epoca, l’autore ha voluto incoraggiare i Cristiani dei giorni nostri ad imitarli, eccitandoli a pregare Dio ed a mettere la loro fiducia in Lui, quando sono provati dalla malattia. È in questo l’unico suo desiderio. Nell’indirizzare questo piccolo libro ai veri credenti, l’autore ha la convinzione di aver fatto una buona azione.
CAPITOLO I°
L’INFLUENZA DIABOLICA SUI CORPI, CAUSA MOLTO FREQUENTE DELLE NOSTRE MALATTIE.
Dalla culla del Cristianesimo, la Chiesa ispirata dallo Spirito Santo, ha sempre insegnato che il demonio era ed è il nemico dell’uomo, principalmente del cristiano, e che cercava di nuocergli in ogni modo; che egli era inoltre l’autore del male morale e spesso, pure, del male fisico. Il male morale è il peccato, che fa così gran danno nelle anime. Il male fisico è la malattia del corpo, e tutti i flagelli che sono scatenati sulla terra dall’azione e dalla malizia degli angeli cattivi. – Il demonio è dappertutto: tutte le creature sono l’oggetto del suo odio. L’Apostolo san Pietro ce lo rappresenta come un leone ruggente, che gira intorno a noi cercando le brecce della nostra anima, alfine di sorprenderci e nuocerci, sia nella nostra persona, sia nei nostri beni; egli vuole divorarci, “circuit quærens quem devoret” [I Piet. V, 8], è il nostro avversario, egli dice, “adversarius”, cioè il nemico ed il perturbatore. Egli si trova nell’aria; San Paolo ce lo dice molto positivamente nella sua epistola agli Efesini, cap. V, 12, quando ci dichiara che noi dobbiamo combattere contro le malizie spirituali “spiritualia nequitiæ”, sparse nell’aria; invisibili, di conseguenza, come ci insegna il simbolo della Fede Cattolica, quando ci dice che Dio ha creato gli esseri visibili ed invisibili, “visibilium et invisibilium, perché, come insegna pure la scienza moderna, che ci sono nell’aria, ed in tutta la natura fisica, degli esseri animati che noi non vediamo anche con l’aiuto di un microscopio, e che si vengono chiamati con nomi diversi: microbi, bacilli, virus, batteri od altro, e che provocano delle malattie epidemiche e contagiose che affliggono l’umanità; così ugualmente nel mondo soprannaturale esistono degli esseri incorporei, puri spiriti, buoni e cattivi, che si attaccano a noi per farci del bene, o per farci del male. – Come conseguenza di questo insegnamento, S. Giovanni Crisostomo ci dichiara che Nostro Signore Gesù-Cristo è stato sospeso alla croce, affinché purificasse la natura dell’aria: “ut aeris naturam purgaret”, cioè al fine di distruggere queste tenebrose potenze di cui parla l’Apostolo. Penetrato da questa medesima credenza, il Papa Pio IX, di gloriosa e santa memoria, diceva nella domenica di Passione, il 3 aprile 1870, benedicendo gli Agnus-Dei: “Io li benedico affinché essi abbiano la virtù di “scacciare i demoni, perché essi non sono tutti nell’inferno; ce ne sono molti in “questo momento sulla terra e non dei meno malvagi e dei meno terribili” (Rosier de Marie). – Ed il Papa Leone XIII, suo degno successore, giunge a prescrivere a tutti i Sacerdoti Cattolici, di dire al termine della santa Messa una preghiera per difenderci contro la malizia e i tranelli del demonio e degli altri spiriti cattivi che si diffondono in tutto il mondo per la perdita delle anime … “satanam aliosque spiritus malignos, qui ad perditionem animarum pervagantur in mundo …” – Questa credenza nel demonio e nella sua perniciosa influenza, è dunque nuovamente affermata da questi due grandi ed illustri Sovrani Pontefici. Il demonio è nell’aria, nell’acqua, in seno alla terra, e nel fuoco. Un gran numero di filosofi dei primi secoli insegnavano che « esseri incorporei » si trovano in questi quattro elementi. I nostri missionari trovano questa stessa credenza nei selvaggi delle quattro parti del mondo. Ed i Padri della Chiesa confermano tutti unanimemente questo insegnamento. Il grave Tertulliano, tra gli altri, ci dice che, in generale, le acque devono essere sospette, perché gli spiriti immondi vi risiedono, principalmente, egli dice, nelle fontane nascoste, nei laghi e ruscelli sotterranei. È la il soggiorno di questi spiriti di perdizione. Ecco perché la Chiesa esorcizza la acque di cui si serve nelle sue cerimonie. Benché queste parole appaiano strane, esse devono tuttavia ispirarci il più grande rispetto perché sono riportate pure dall’immortale Vescovo di Meaux [Bossuet], nel suo sermone sui demoni (I di quaresima). Noi leggiamo nell’Apocalisse che c’è l’Angelo delle acque e del fuoco, che facevano dire ad Origene che gli Angeli presiedono alla terra, all’acqua, al fuoco. E Sant’Agostino aggiunge che, in questo mondo, ad ogni cosa e ad ogni elemento è preposta una virtù angelica. In effetti, la Santa Chiesadepositaria infallibile della verità, ci insegna formalmente che il demonio si trova nell’acqua, poiché nelle magnifiche preghiere liturgiche che essa recita per benedirla, sia nella veglia di Pasqua che di Pentecoste, o meglio ancora la Domenica mattina con l’aspersione che precede la Messa parrocchiale, Essa scongiura e forza il demonio, con preghiere e segni di croce multipli, ad uscire dall’acqua che sta per santificare per l’uso proprio e dei fedeli. Il Sabato-Santo soprattutto Essa si esprime così: « Comandate o Signore che ogni spirito impuro si ritiri da qui; ed eliminate da questo elemento tutta la malizia e gli artifici del demonio; ché alcuna potenza nemica possa mischiarsi a quest’acqua, né girare intorno ad essa e scivolarvi in segreto per infettarla e corromperla. » la Chiesa insegna ancora che, sovente, gli animali che servono all’uso dell’uomo e che vivono nelle stalle, nelle scuderie, nelle pastorizie, gabbie e pollai, sono malati per azione del demonio, e la prova ne è nelle preghiere che Essa recita per guarirli; Essa chiede a Dio che « la potenza di satana si allontani da essi “recedat ab eis omnis potestas diabolica”. » Lo stesso è per i beni della terra: la Chiesa ha delle suppliche indirizzate al cielo, affinché sia purgata e preservata dagli insetti che divorano le semenze, le radici, i frutti ed i raccolti che speriamo da esse. Sarebbe dunque illogico credere che, se il demonio fa nascere delle malattie nel seno della terra, o nei corpi di esseri privi di ragione, non possa farne nascere nel corpo dell’uomo, e soprattutto in quello dei Cristiani, che costituiscono l’oggetto particolare del suo odio. Non abbiamo noi forse come esempio il sant’uomo Giobbe, questo re di dolore sì crudelmente afflitto dal demonio, nei suoi affetti, nei suoi beni e nel suo corpo? E noi pertanto dobbiamo credere che da questa epoca in poi satana si ne stia tranquillo, e cessi di affliggere l’umanità intera? Stolti, ma niente affatto! E la prova ne è ciò che leggiamo nella vita dei Santi di tutti i secoli che essi guarivano i malati, e tutti coloro che erano tormentati dal demonio: « lnfirmi et a dæmonibus vexati sanarentur. » Dunque il demonio in tutti i tempi ha sempre tormentato il corpo dell’uomo, del quale si serve «come di un giocattolo turbandone i sensi », secondo l’espressione di Sant’Agostino nel suo libro della “Città di Dio” (Cap. 22). Noi lo ripeteremo ancora più avanti. La sua attività diabolica è sì grande che si manifesta ogni giorno in una molteplicità di flagelli e calamità, sia pubbliche che private e personali, che noi solitamente attribuiamo al caso o ad una cattiva fortuna; ma che in realtà, non provengono che dalla malizia dello spirito malvagio, di cui il padre Ravignan diceva: « il suo capolavoro è quello di essersi fatto negare nell’epoca nostra. » E non poteva dire nulla di più vero: “satana, ecco il nemico!” È denunciato a tutti i cristiani; perché negare la sua esistenza, non lo distrugge, anzi! – Abbiamo talvolta riflettuto su questa misteriosa parola che Nostro Signore Gesù-Cristo diceva a San Pietro: « satana mi ha chiesto di vagliarvi come si vaglia il grano » (S. Luc. XXII, 31). Il demonio è qui che domanda e supplica Dio di lasciarlo agire contro gli uomini, e di vagliare le anime ed i corpi mediante le pene, le malattie e le angosce della vita!!! C’è qualcosa che fa paura, soprattutto quando Dio lo permette. Sembra di ascoltare Nostro Signore dire ad un’anima: “Io voglio provarti e riempire i tuoi giorni di amarezza, voglio associarti ai dolori della mia Passione e della mia Croce, e staccarti dalle cose di quaggiù affinché tu faccia penitenza. È per questo che ho permesso a satana, come un tempo per Giobbe, di tenersi al tuo fianco “Diabolus stet à dextris ejus” (Ps. CVIII), per compiere la missione che gli ho affidato. Ma sii paziente, sottomesso e rassegnato, ed Io « ti ricompenserò. » – Ma dicevamo bene sopra che per l’uso che si fa del libero arbitrio, l’uomo più spesso, si dispone a ricevere delle influenze di virtù dagli angeli o di vizi e malattie dal demonio, secondo che la sua vita sarà cristiana o empia; e noi affermiamo che un gran numero di malattie sono il frutto di queste influenze che l’uomo si attira dall’inferno a causa delle sue passioni sregolate, e l’abbandono dei suoi doveri cristiani. Infatti i santi Libri ce lo dicono con queste parole: « Dio invia sui peccatori la sua collera, la sua indignazione e delle amare tribolazioni per mezzo delle influenze dei cattivi angeli “Misit in eos iram indignationis suæ: indignatiónem, et iram, et tribulatiónem: immissiónes per ángelos malos.” (Ps. LXXVII, v. 49.). ecco perché, nelle antiche preghiere del Battesimo, il Prete diceva al demonio: “esci da questo spirito, da questo cuore, da quest’anima, da questa testa, da questi capelli, da questi polmoni, da queste membra; esci, fuggi, scivola via come l’acqua”, tanto è vero che il demonio può attaccare e rendere malate tutte le parti e tutti gli organi del corpo umano. Lo spirito che influenza la carne è lo spirito di malattia che esiste come lo spirito d’orgoglio, lo spirito di menzogna, lo spirito di odio, e lo spirito di discordia che semina la divisione nelle famiglie e sconvolge le esistenze; lo spirito di avarizia e di cupidigia, lo spirito di maldicenza e di calunnia, lo spirito che altera le facoltà mentali. E così per le altre passioni. – Si usano ancora ogni giorno, nel linguaggio familiare, queste parole così profondamente cristiane, e che ricordano l’antica fede dei nostri padri: «Che una persona è animata da un cattivo spirito », per significare gli istinti cattivi, le inclinazioni sregolate e perverse che lo animano e che i demoni gli ispirano. I demoni dunque fanno il male al corpo ed all’anima, facendo germogliare le malattie nell’uno, e le peggiori passioni nell’altra. Non preghiamo nostro Signore nelle litanie che Gli sono consacrate, di liberarci dalle insidie del demonio e dello spirito contrario alla santa ed angelica purezza? Ed il santo Vangelo non ci parla anche dello spirito impuro che si era impossessato di un uomo e che, scacciato da Gesù-Cristo, va a cercare altri sette spiriti più malvagi di lui per rientrarvi? (S. Luca c. II, 23). Pertanto dunque si potrà mai avere una fede sincera nella divinità di Gesù-Cristo, senza credere nel contempo al demonio? Se satana non è che un mito, cioè un essere immaginario, Nostro Signore lo avrebbe cacciato dal corpo dei malati? Non sarebbe dunque Egli allora che un allucinato, per non dire peggio? La recita dei Santi Vangeli non sarebbe dunque che una favola? E tuttavia noi leggiamo in San Matteo, cap. VIII, v. 29, ed in San Marco cap. I v. 24, che gli stessi demoni si rivolgono a Gesù-Cristo dicendoGli: « noi sappiamo chi Tu sei: Tu sei il Santo di Dio “Sanctus Dei” », ed ancora : « Tu sei il Figlio di Dio, “Filius Dei”. Perché vieni per torturarci e perderci, “torquere nos?” » Gli Evangelisti che ci ricordano queste parole, possono ingannarsi ed ingannarci? Evidentemente no! E allora, il demonio esiste! È “de fide” che sotto mille forme, in mille maniere, egli cerca di nuocerci, di esercitare la sua azione malefica sull’uomo, e si è eretici se ci si rifiuta di credere questa verità. Fare il male, questa è la sua unica occupazione: nelle anime, quando vi entra, genera il peccato; nei corpi è spesso la causa e la permanenza delle nostre malattie, così come si esprime a questo riguardo, con molti altri, il celebre Dom Guéranger stesso nel suo libro sulla medaglia di San Benedetto. – mons, De Segur insegna la stessa dottrina, nelle sue “Istruzioni familiari sulla religione”. – Prima di essi, il grande Bossuet, dicendoci che l’esistenza del demonio è attestata dal consenso unanime di tutti i popoli, aggiunge, « in questi spiriti incorporei, tutto è attivo, tutto vi è nervoso; e se Dio non trattenesse il loro furore, essi agiterebbero il mondo intero con grande facilità. » Questa credenza nelle influenze diaboliche è dunque tanto antica quanto il mondo. I Giudei attribuivano loro tutte le malattie (Vita di G. C. del dott. Sepp.) – Lutero, questo grande eresiarca del XVI secolo, parla nei suoi scritti, delle difficoltà che aveva con satana che – egli diceva – « veniva a spegnere le sue candele » quando lavorava; o ancora, “veniva a svegliarlo per discutere con lui sul soggetto della Messa”… egli confessa così che trae la sua dottrina da satana. – Se ai giorni nostri questa credenza è alterata, negata da un sì gran numero di Cristiani, accusata anche di superstizione, non ne cercheremo forse la causa nella negligenza che si pone nell’istruirsi alle verità di Religione? E poi si combatte questa credenza perché si riduce l’effetto che potrebbe produrre su una società scettica e beffarda come la nostra, la riapparizione di una potenza dimenticata o fuori moda, e che si vuole rinviare all’antica credulità dei nostri padri. È dunque a giusta ragione che il Dizionario delle scienze mediche ci dice (articolo: uomo): « Occorre ben confessarlo, la dottrina degli “angeli e demoni” è troppo rifiutata ai nostri giorni. » che confessione! – In effetti, se esiste un ricordo dei demoni, non è manifestato il più spesso che da parole oltraggiose rimaste nel linguaggio popolare, e pronunciate in un momento di vivacità e di cattivo umore: “vattene al diavolo”… “che il diavolo ti porti” … “è il diavolo che ci mette la coda” … “egli ha il diavolo in corpo” … ed altre amenità del genere. Si noti in un gran numero di diocesi, che i rituali riediti, rivisti, corretti, dopo l’epoca della restaurazione, non fanno quasi menzione a preghiere o benedizioni impiegate contro il demonio in altra epoca. Ma quelle che non hanno subito correzioni riportano preghiere contro gli spiriti. Un antichissimo rituale di Parigi, tra gli altri, ne riporta contro gli spiriti battenti, chiamati anche “spiriti martelli” ; « spiritus percutientes, spiritus maliens, » e si può leggere nella vita del curato d’Ars, il racconto dei rumori infernali che i demoni venivano a produrre nella sua casa. Tutti gli abitanti del villaggio possono attestarlo, poiché tutti hanno ascoltato gli “spiriti battenti”. Del resto non è raro apprendere, ai nostri giorni, che questi stessi spiriti battenti manifestano la loro presenza in abitazioni particolari. Le prove più autentiche sovrabbondano su questo soggetto. In altre diocesi, gli antichi rituali hanno preghiere contro i temporali, le tempeste, le nubi cariche di grandine. Si scongiura in queste preghiere, lo spirito dell’uragano e della tormenta «spiritus procellarum», e si prega per allontanarlo e paralizzarne gli effetti sempre disastrosi. – Nella preghiera della sera, noi supplichiamo il Signore di visitare la nostra dimora alfine di allontanare le insidie del demonio. Noi Gli domandiamo di conservarci in pace. Ciò che vuol dire: che il demonio essendo dappertutto, ed in particolare in certe case, in certe famiglie, ove apporta turbe, la disunione ed il malore, noi preghiamo Dio di liberarcene. Si dirà forse che queste pie credenze non siano altro che superstizioni; ma se la fede fosse più viva e più chiara, si crederebbe all’incessante attività ed alla potenza del demonio, combattendolo con la preghiera, il digiuno, la penitenza, come facevano i nostri padri, che ne erano ben lungi. Ai giorni nostri, se non se ne nega interamente la sua esistenza, si ride delle sue manovre e delle trappole con le quali semina i nostri passi; egli ci trova quindi disarmati. Noi siamo allora come in una città senza difesa ed aperta agli attacchi del nemico. È per questa ragione che ci ossessiona e ci divora così facilmente. – Sant’Agostino, questa grande autorità della Chiesa, ci parla nel suo trattato “de Divinitate” lib. 3 cap. 11, della potenza degli angeli cattivi, della scienza meravigliosa che essi possiedono e che non hanno perso nella loro caduta, essi « abusano – ci dice il gran Dottore – della nostra carne, ingannando i nostri sensi, turbando i nostri pensieri, oltraggiando i nostri corpi, “mischiandosi al nostro sangue, generando malattie ». Non si potrebbe parlare più chiaramente. Vi fu un’epoca in cui i medici più celebri credevano all’intervento ed all’azione del demonio in tante malattie. Noi potremmo citare a questo proposito l’opinione di un gran numero di essi. Uno tra essi, Thomas Willis, medico inglese, sapiente di primo ordine del XVII secolo, ed i cui scritti di materia medica saranno sempre apprezzati, dice: che ci sono molte malattie guaribili solo con le preghiere, « perché il demonio può, entro certi limiti, introdurre dei veleni sottili nell’organismo e produrvi delle lesioni molto gravi. » Molto prima di lui Ippocrate, il padre della Medicina, aveva insegnato che bisognava distinguere due grandi categorie di malattie: le malattie tutte “naturali”, e quelle che avevano un carattere esclusivamente “divino”. L’importanza di queste parole, la confessione e l’insegnamento che esse racchiudono, si impongono all’attenzione del lettore. Non si può dunque mettere in dubbio l’azione dello spirito cattivo sul corpo degli uomini, più che della sua anima; e la scienza medica, sempre troppo materialista, ammette che vi sia qualcosa di inesplicabile oltre a quello che essa sa, di ciò che insegna, di ciò che pratica. Se essa è così inefficace in un sì gran numero di casi, è perché essa non vede molto spesso che una causa naturale che provoca la malattia, e considera il corpo dell’uomo malato come una materia disorganizzata che occorre restaurare con rimedi materiali, mentre che la fede vede sovente l’azione del demonio, cioè una causa soprannaturale diabolica. Non bisogna stupirsene, poiché la santa Scrittura, i Padri della Chiesa, e tutti gli Scrittori ecclesiastici sono unanimi nel dirci che i demoni, prima della venuta di Gesù-Cristo, erano i maestri del mondo, e che tutti i mali erano opera loro, perché il loro impero si estendeva a tutta la terra. Pure il Re-Propfeta lo annunciava, dicendo che tutti gli dei del paganesimo erano demoni (Ps. XCV). Molto spesso ancora ai giorni nostri gli Annali della propagazione della fede o quelli della Santa-Infanzia, ci parlano dell’azione del demonio sulle persone e sulle cose, in quelle regioni dove non essendo Gesù-Cristo ancora conosciuto, lo spirito delle tenebre si fa adorare al suo posto. I missionari, uomini istruiti, seri e prudenti, raccontano dei fatti sorprendenti, al di sopra dell’ordine naturale e che mostrano, fino all’estrema evidenza, l’intervento del demonio. Noi leggiamo negli Annali dell’Arciconfraternita di N.-D. delle Vittorie del mese di febbraio 1888, il fatto seguente, raccontato dall’alto del pulpito dal padre Buotelant, missionario al Maduré [parte sud-est dell’India –ndt.-]. « Da oltre sei mesi, una giovane donna apprese da un mago del paese a mettersi in comunicazione con il demonio. Ella vedeva perfettamente ciò che succedeva a grande distanza e, quando veniva commesso un furto, ella indicava il luogo dove si trovavano gli oggetti rubati, e non si sbagliava mai. A forza di mettersi in contatto con il demonio, divenne una posseduta; e questa possessione si manifestava con segni esteriori dei quali erano testimoni novemila persone, i Padri, io stesso. Questa donna non aveva mai imparato a leggere, e si metteva a parlare diverse lingue. Ma a lato di questi aspetti trionfali, subiva numerose umiliazioni; talvolta era obbligata a restare in silenzio per cinque o sei giorni, veniva gettata a terra, riceveva affronti dei quali conservava il segno; o si ascoltavano dei rumori senza che si vedesse nessuno. Cosa sorprendente: questa donna faceva cuocere il suo riso in un vaso; esso era perfettamente bianco, puro. Anche quando ne faceva cuocere per il marito esso era perfettamente bianco e puro. Ma ecco che nel suo piatto, o piuttosto nella foglia di palma ove si serviva, numerosi vermi rapidamente vi brulicavano intorno; se suo marito cambiava piatto con lei per affetto, i vermi andavano verso di lei. « Stanca di essere preda di satana ella si rivolse ad un Catechista Cattolico che, dandole uno Scapolare ed un Rosario, le consigliò di recitare tutti i giorni questa preghiera: “io rinuncio a satana per legarmi a Gesù-Cristo”. Venne poi istruita nella Dottrina Cattolica ed un mese dopo riceveva il Battesimo. Tutti gli astanti notarono che al momento in cui iniziava la cerimonia, la sua figura era contratta ed una schiuma bianca le usciva dalla bocca, ma quando le cerimonie terminarono, la sua figura si illuminò, divenne radiosa; ella ringraziava Dio e la sua Santa Madre dicendo: “Grazie, Madre mia, Voi mi avete liberato. Io vi consacro il resto della mia vita”. satana era vinto. – Monsignor Pineau, vicario Apostolico del Tong-King meridionale, scrive anche negli Annali della Propaganda della fede nel mese di agosto del 1889, che un miserabile pagano aveva fatto massacrare, bruciare, annegare mille e cento neofiti durante la persecuzione del 1885, egli si dichiarava nemico della Francia e del nome Cristiano. Egli aveva trovato il mezzo di avvelenare la sorgente che alimentava un avamposto di soldati francesi e ben quattro ne morirono. L’ora del castigo arrivò. Cadde malato ed il demonio gli fece vedere che lo considerava come appartenergli. Per un mese fece un baccano infernale attorno alla sua casa; una grandinata di pietre e zolle di terra cadeva quasi in continuazione sia sul tetto che negli appartamenti. Questo mostro morì tra orribili sofferenze. Tutti gli abitanti erano terrificati e molti tra essi si convertirono. Sottolineiamo che questi fatti, come tanti altri che potremmo citare, sono riportati da questi eroici missionari che non si ingannano. Ma tutte queste divinità infernali devono sparire davanti a Nostro Signore Gesù-Cristo. Il Profeta Habacuc (Cap. III) aveva annunciato che il regno di satana avrebbe avuto fine, perché era atteso il Messia promesso ed atteso che lo avrebbe atterrato e fatto fuggire davanti ai suoi passi: « Egredietur Diabolus ante pedes ejus », egli dice: è questa una prova che il demonio regnava su tutta la terra prima di Gesù-Cristo. Ecco perché Nostro Signore stesso chiama satana “il principe di questo mondo”, « Princeps hujus mundi » (S. Luc. XI, 21). E sul suo esempio San Paolo lo nomina “il dio di questo secolo” – «Deus hujus sæculi» (Ef. VI, 13). E con San Paolo, san Giovanni ci dice che “il mondo intero è sotto l’impero di satana” « Mundus totus in maligno positus est. » [Efes. V, 19]. Egli è il “forte armato”, « Fortis armatus» (San Luca, XI- 21). E queste sono parole di una gravità eccezionale, poiché sono uscite dalle labbra di Gesù-Cristo stesso e da quelle dei suoi Apostoli ispirati. E con tutte queste sante e divine autorità, il grave Tertulliano ci dichiara che satana e le sue bande sono “i magistrati del mondo” « Dæmones sunt magistratus sæculi » (de IdoL, n° 18, page 106). Io non voglio tuttavia dire che satana si trova nello spirito e nel cuore di tutti i magistrati. Noi ne abbiamo prova contraria tutti i giorni. Ecco dunque il regno di satana ben affermato. In effetti è lui che ispira tutte le infamie dei governi atei, scismatici, eretici, persecutori della vera Religione. È lui che ispira questa pretesa giustizia degli uomini che lascia tanto a desiderare, è ancora lui che ispira questa letteratura malsana, nemica di ogni credenza, di ogni morale, di ogni pudore. In verità, si è portati a chiedersi se è Dio che regni quaggiù nelle società, nelle famiglie, come nello spirito e nel cuore di ogni persona. Quanti regni Cattolici vi sono nel mondo? Non formano l’eresia, lo scisma, il maomettanesimo, il buddismo, il feticismo la maggioranza delle religioni? Abbiamo pertanto questa convinzione che il regno di satana sia passato, malgrado la lentezza con la quale procede l’opera di Gesù-Cristo, e malgrado ancora la persecuzione che dura ancora dopo 1900 anni – Questa è una delle numerose prove della divinità della Religione Cattolica. Tutte le altre religioni sono opera di satana: ecco perché esse si stagliano al sole, onorate, rispettate, sostenute e sovvenzionate. Ma esse cadranno nella rete che San Pietro ha gettato sul mondo per avvolgerlo e convertirlo. Gesù-Cristo ha vinto il mondo! E la sua Chiesa, sostenuta ed assistita da Lui, persegue satana dappertutto, fin nei suoi estremi nascondigli, alfine di imbrigliare e paralizzare i suoi sforzi. Sia che si impadronisca degli uomini e delle cose; che vizi l’aria per desolare la terra con la peste o altre malattie contagiose; che avveleni le acque affinché trasportino nei loro percorsi dei germi morbiferi; sia che attacchi le radici delle vigne o quelle di altre piante con insetti che la scienza umana non sa e non può distruggere; sia che faccia altre devastazioni, la Chiesa è là, armata con la sue preghiere e soprattutto con il Santo Sacrificio della Messa; e se si fa appello alla sua potenza essa abbatte questo nemico infernale e lo mette in fuga col solo nome di Gesù-Cristo. – Pochi sanno che la Phyllossera, questo insetto che divora le nostre vigne, non è un castigo nuovo – perché è un castigo – ma che è chiaramente indicato nella Bibbia (Deuteronomio, cap. XXVI, v. 39). Dio vi fa dire al popolo di Israele, così spesso prevaricatore: « voi pianterete una vigna, la lavorerete; ma non berrete del vino non ne raccoglierete perché essa sarà divorata dai vermi ». Quali sono questi vermi? È da credersi che sia la Phyllossera. Dei veri fedeli si chiedono perché i preti non percorrono le vigne per benedirle e scacciarne la phyllossera o altre malattie, con le potenti ed efficaci preghiere della Chiesa. È da credersi che i nostri vignaioli ne troverebbero beneficio. Ne abbiamo una prova recente (1886) nel pellegrinaggio che hanno fatto a Nostra Signora di Lourdes cinquecento vignaioli di M… (Aveyron). Le loro vigne erano distrutte dalla phyllossera. Essi avevano impiegato senza successo tutti i mezzi indicati dalla scienza. Essi allora hanno pregato Dio ed invocato la Santissima Vergine, e questo insetto distruttore è sparito istantaneamente. Essi sono venuti a Lourdes per ringraziare di un sì grande beneficio. Perché non si segue questo santo esempio?
CAPITOLO II
GUARIGIONE DELLE MALATTIE CON LA PREGHIERA — NECESSITA’ DELLA FEDE. 
Essendo dunque ammessa la credenza del demonio e della sua perniciosa influenza, chi dunque caccerà questi cattivi spiriti dai corpi che egli tormenta? Chi gli dirà, come altre volte Gesù-Cristo: « Vade retro satana! » “via satana, fuggi via da qui”. Tutti i Cristiani sanno che con la potenza di un segno di croce fatto su di sé, con una preghiera, anche mentale, indirizzata a Dio in un momento di tentazione e di debolezza, il nemico della salvezza viene messo in fuga. Il male morale non esiste dunque se non quando si trascura la preghiera ed il compimento dei propri doveri religiosi. Se dunque il ricorso a Dio distrugge e scaccia il male dall’anima sempre causato dal demonio, perché non potrebbe essere lo stesso per il male fisico che pure produce satana? Perché non potrebbe essere scacciato dal corpo dell’uomo, dai corpi degli animali, espulso dalle case, come da ogni altra cosa, con il Nome santo di Gesù, con il segno della Croce, l’acqua benedetta, la preghiera e l’imposizione delle mani? – Il Salvatore Gesù, dopo la sua ascensione, ha lasciato agli uomini questo potere? Sì, senza alcun dubbio. In primo luogo il santi Evangelisti ce lo dicono nella maniera più certa. Poi la pratica costante di tutti gli uomini di fede, preti, religiosi e semplici fedeli lo prova sovrabbondantemente. Noi leggiamo in San Matteo (Cap. X, v. 1 e segg.), che Gesù-Cristo avendo convocato i suoi dodici discepoli, diede loro il potere di scacciare gli spiriti immondi e di guarire ogni sorta di malattie e di infermità. Guarite i malati , « resuscitate i morti, sanate i lebbrosi, cacciate i demoni ». [v. 8]. Ecco il potere che Nostro Signore dà ai suoi discepoli ed ai loro successori. Cioè ai Vescovi e Preti, poiché dichiara che li assisterà fino alla consumazione dei secoli. Perché dunque i Vescovi ed i Preti non esercitano questo potere? E non solo Nostro Signore ha dato questo potere ai Vescovi ed ai Preti, ma lo da pure ai semplici fedeli che credono in Lui. San Marco ce lo dice e ce lo afferma al capitoli XVI, v. 18. Egli riporta le parole dello stesso Gesù, « chiunque crede in me e sarà battezzato, costui scaccerà i demoni, e guarirà i malati imponendo loro le mani. » Il divino Maestro dice una parola ancora più stupefacente; e affinché sia creduto afferma solennemente, in riprese diverse, che ciò che dice è vero. AscoltiamoLo: « In verità, in verità vi dico, colui che crede in me, costui farà le opere che Io faccio e ne farà di più grandi, “Majora” (S. Giov., XIV-22). » ora, cosa faceva Egli? Cacciava i demoni dal corpo dei malati ed i malati erano guariti. Nostro Signore non può parlare più chiaramente. Dunque ogni cristiano, chiunque esso sia, animato da grande fede, può scacciare il demonio e guarire le malattie. Citiamo solo una pagina, tra le altre, del Vangelo secondo Marco, cap. IX, v. 22: « Un giorno, un padre di famiglia molto afflitto venne a trovare Nostro Signore Gesù-Cristo, per confidargli la sua pena e la sua angoscia. Suo figlio era posseduto da un demonio che lo gettava a terra, facendolo bavare e digrignare i denti. In più esso lo faceva cadere sia nell’acqua che nel fuoco e lo irrigidiva procurandogli i più crudeli tormenti rendendolo insensibile. E questo buon padre, nel suo dolore, dice a Gesù: “Signore, se Voi volete, Voi potete guarire mio figlio; abbiate pietà di noi e soccorreteci”. Gesù gli risponde: “Se voi credete in me, questo si farà”, perché « tutto è possibile a colui che crede ». Ed il povero padre subito gridò, con le lacrime agli occhi: “io credo, Signore, ma aumentate ancora la mia fede”. E subito, il buon Gesù minaccia lo spirito immondo e gli dice : “spirito sordo e muto esci dal corpo di questo fanciullo e non entrarci più; Io te lo comando”. Il demonio ne esce subito gettando alte grida, e agitando il fanciullo con tanta violenza che cadde a terra come morto. Ma Gesù, presolo per mano lo aiutò a rialzarsi e lo consegnò ai suoi genitori. Notate, una volta per tutte, che Nostro Signore, pone cura nel chiedere se si ha fede in Lui, prima di accordare quel che Gli si domanda. “Creditis quia hoc possum facere vobis?” Credete che Io possa fare ciò che mi chiedete? (Matth. IX, 18). Andate, diceva ai malati che Egli guariva, che vi sia fatto secondo la vostra fede: « secundum fidem vestram fiat vobis » (S. Math., IX-29). È per questo che il Nazareno, dove era passato per la maggior parte della sua vita terrena, non poté fare alcun miracolo, se non guarire un piccolo numero di malati imponendo loro le mani, perché non si credeva nella sua divinità né nella sua potenza (Marco VI, 6). Si sarebbe portati a credere che l’incredulità gli legasse le mani privandolo del potere di fare miracoli ed operare prodigi. In effetti, Dio non fa nulla per la salvezza degli uomini senza la loro cooperazione. La potenza della fede in Nostro Signore Gesù-Cristo risplende in ogni pagina del Vangelo e si può dire che il successo delle preghiere che noi Gli indirizziamo, dipenda dal grado di fiducia che abbiamo in Lui. San Marco ce lo dice con queste parole sì piene di incoraggiamento (XI, 22): « Abbiate fede in Dio; Io ve lo dico, in verità, tutto quello che chiedete nella preghiera, credetelo che lo otterrete. Non esitate nel vostro cuore, e vi sarà accordato ciò che domandate. » San Matteo ci insegna la stessa cosa, dicendo che. « se avete fede nulla vi sarà impossibile … Nihil impossibile erit nobis » (17-19). » E per farci comprendere la sua potenza e le opere meravigliose che possiamo compiere con essa, Nostro Signore impiega la similitudine di una montagna che può essere sollevata dalla base e gettata in mare. Non moltiplichiamo più queste citazioni. Tutte le pagine del Vangelo e gli insegnamenti degli Apostoli offrono delle istruzioni simili. È sufficiente dunque essere un vero Cristiano e non cancellare, né esitare nella fede per operare tutte le sue meraviglie. Credere!!! Con questa parola si fanno prodigi qualunque sia lo stato di abiezione nel quale si è agli occhi degli uomini. Da qui deriva un assioma sì profondamente cristiano: “non c’è che la fede che salvi!” M. Dupont, morto a Tours, in odore di santità il 18 marzo 1876, e conosciuto dal mondo intero per la sua devozione al Volto Santo di Nostro Signore, non voleva che pregando, per ottenere anche un miracolo, si esprimesse un dubbio, una diffidenza, un timore qualsiasi. Se la grazia richiesta non era ottenuta, egli la attribuiva sempre all’imperfezione della fede. E Mosè non fu escluso dalla terra santa perché aveva avuto un sentimento di diffidenza nella potenza di Dio, battendo la roccia due volte, invece di una parola che egli le doveva dire? Gli Apostoli, che i giudei consideravano come il rifiuto del mondo, secondo l’espressione di San Paolo, provavano e giustificavano la loro missione tutta divina operando delle cose straordinarie, e che sovvertivano tutte le leggi della natura, al punto che l’ombra di San Pietro, passando per le strade, guariva i malati che avevano fede in lui (Act. V, 15; II-43). – Questo stesso potere, noi lo diciamo ancora, è stato dato da Gesù-Cristo a chiunque creda in Lui, senza distinzione di persona né posizione sociale, senza restrizione di tempo né di luogo; sia alle persone del mondo che ai Preti. Le sue promesse sono formali, e non si può avere alcun dubbio a questo riguardo. Tuttavia non si può affermare che le guarigioni saranno istantanee come quelle che faceva Nostro Signore stesso o i suoi Apostoli; né come quelle che hanno luogo a Nostra Signore delle Vittorie, a Lourdes, a la Salette o in altri Santuari celebri e venerati. La, la Santa Vergine è invocata contro la potenza del demonio. I fedeli lanciano questo grido di allarme: « Tu nos ab hoste protège, », O Maria, proteggeteci dal male che ci fa satana. Ma se queste guarigioni entrano nei disegni della misericordia divina, esse avranno luogo in un breve spazio di tempo, e tanto più breve quanto più saranno unite a Dio da una fede viva, una pietà sincera, una vita pura ed esente da gravi colpe. Il Santo curato di Ars ce lo da ad intendere quando afferma che quando si è servitore di Dio, Dio obbedisce al suo servitore. ServiamoLo fedelmente, e la nostra azione sul suo cuore sarà potente, e potente anche sullo spirito di malattia. Non bisognerà scoraggiarci né perdere fiducia, se Dio mette la nostra fede alla prova, differendo, per qualche tempo, nell’accordarci ciò che Gli domandiamo. Ci sono degli spiriti che non si cacciano se non con la preghiera e col digiuno (S. Marc. IX- 28). Preghiamo dunque e digiuniamo, se questo ci è possibile, e noi saremo esauditi. Per millecinquecento anni tutti gli uomini di fede, Preti e laici, hanno fatto ciò che il Signore ha raccomandato di fare, e i malati si sono trovati bene … “et bene habebunt”. – imitiamoli dunque, e lo spirito maligno non ci toccherà. « Malignus non tangit eum » (Ep. San. Giov., V-19).

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