ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

sabato 12 agosto 2017

« Dal Cielo! E perché sei venuta sin qui? »

Nostra Signora di Fatima e la Russia
[Attualità di Fatima, Città della Pieve – 1953, impr. ]
Il nostro mondo si è così abituato a giudicare gli eventi temporali in termini di altri eventi, che sta perdendo di vista un altro e più grande sistema di giudizio, cioè l’Eterno, che irrompe nella storia per annullare i valori meschini e triviali dello spazio e del tempo. Poiché da coloro che vivono in un universo bidimensionale, costituito soltanto dalla destra e dalla sinistra, non si può pretendere che conoscano queste manifestazioni celesti, sarà bene ricordare che le due più importanti si verificarono quando il mondo ne aveva più bisogno e quando ne era meno consapevole. Una di queste rivelazioni ebbe luogo nell’anno in cui nacquero le idee che crearono il nostro mondo decristianizzato, l’altra ebbe luogo nell’anno in cui tali idee furono tradotte in pratica. Se c’è un anno cui possiamo fare risalire la nascita del mondo moderno — e dicendo « mondo moderno » intendiamo contrapporlo al mondo cristiano — dovrebbe essere all’incirca l’anno 1858. Proprio in quell’anno John Stuart Mill scrisse l’Essay on Liberty ( « Saggio sulla Libertà » ) in cui la libertà veniva identificata nella licenza e nell’assenza di responsabilità sociale; in quello stesso anno Darwin aveva terminato la sua Origin of the Species ( « Origine della Specie» ) con la quale distoglieva l’uomo dalla visione del fine eterno e lo induceva a guardare indietro, al passato animale. Nell’anno 1858 Karl Marx, fondatore del comunismo, scrisse l’introduzione alla Critica dell’Economia Politica, nella quale glorificava l’economia come base della vita e della cultura. Da questi uomini sono venute le idee che hanno dominato il mondo per quasi un secolo — ossia, che l’uomo ha origine non già divina, bensì animale; che la sua libertà è licenza ed evasione dall’autorità e dalla legge; che, svuotato dello spirito, l’uomo è una parte integrale della materia del cosmo e perciò non ha bisogno della religione. – In quello stesso 1858, anno indubbiamente importante, l’11 febbraio, ai piedi dei Pirenei in Francia, nel piccolo villaggio di Lourdes, la Vergine Benedetta cominciò la prima di 18 apparizioni a una contadinella la cui famiglia si chiamava Soubirous. Costei è ora conosciuta come Santa Bernadette. Quattro anni dopo che la Chiesa aveva definito la dottrina dell’Immacolata Concezione, il cielo si aprì e la Signora, così bella, disse Bernadette, che certamente non poteva essere di questa terra, parlò a Bernadette in questi termini: « Io sono l’Immacolata Concezione ». Nello stesso momento in cui il mondo negava il peccato originale e, senza saperlo, diceva che ogni creatura era concepita immacolatamente, la Nostra Madre Benedetta affermava che tale prerogativa era unicamente Sua : « Io sono l’Immacolata Concezione». Ella non disse: « Io sono stata concepita immacolatamente ». C’era come un’identificazione analoga tra Lei e l’Immacolata Concezione che Dio aveva fatta sul Monte Sinai quando aveva detto: « Io sono Colui che è » . Come l’esistere è proprio di Dio, così l’Immacolata Concezione è propria della Vergine Benedetta. Se solo e unicamente Lei fu concepita immacolatamente, ne segue che chiunque altro è nato in stato di peccato originale; se non c’è peccato originale, allora tutti sono stati concepiti immacolatamente. L’attribuire alla Vergine l’unicità del privilegio contraddiceva a tutte le idee che il mondo decristianizzato cominciava allora a generare. A coloro che credono che l’uomo appartenga esclusivamente alla terra, il cielo oppone che la Madre invita gli uomini a recarsi in pellegrinaggio al suo santuario in testimonianza dello spirito; per rispondere a coloro che riducono l’uomo ad animale, e l’animale a natura, la Bella Signora esorta gli uomini ad elevarsi al di sopra dell’animale alla loro suprema vocazione nel Suo Figlio Divino; a coloro che degenerano la libertà in licenza, l’Eterno riafferma che solo la Divina Verità può donarci la gloriosa libertà dei figli di Dio; quelli che dicono che la religione è l’oppio del popolo, Ella desta dell’oppio della menzogna alla realtà della gloriosa possibilità dell’uomo di diventare un erede del cielo.
COINCIDENZA DI EVENTI
Ma il mondo non ascoltò il richiamo celeste ai valori dello spirito. Le idee pagane del 1858, che l’uomo è un animale, che la libertà è isolamento dalla legge, che la religione è antiumana, varcarono ben presto l a copertina di un libro e le quattro mura di un’aula scolastica per concretarsi infine nella violenza della Prima Guerra Mondiale 1914-1918. Questa guerra fu l’attuazione delle false idee del 1858. Il mondo laico diventò carne da cannone. A considerare un solo anno di quella Guerra Mondiale, l’anno 1917 appare come il più significativo per gli eventi che si verificarono in tre parti del mondo. Il 13 maggio di quell’anno Benedetto XV impose le mani su Monsignor Pacelli, facendone un successore degli Apostoli. Mentre le campane di Roma suonavano l’Angelus di mezzogiorno, la Chiesa riceveva un nuovo vescovo che un giorno, per i remoti disegni della provvidenza, sarebbe asceso al trono di Pietro e avrebbe governato la Chiesa Universale come nostro Santo Padre, col nome di Pio XII. In Russia il 13 maggio 1917, Maria Alexandrowna stava insegnando catechismo in una delle chiese di Mosca. Sui banchi della chiesa stavano davanti a lei 200 fanciulli. Improvvisamente si udì un terribile rumore in direzione della porta principale: entrarono alcuni uomini a cavallo, caricarono fino in fondo alla navata della grande chiesa, rovesciarono la balaustrata della Comunione, distrussero l’altare, ritornarono quindi indietro distruggendo le statue e infine caricarono i fanciulli uccidendone alcuni. Maria Alexandrowna si precipitò urlando fuori dalla chiesa. Fu quella la prima di quelle violenze sporadiche che presagivano l’imminente rivoluzione comunista. Maria Alexandrowna corse da un rivoluzionario che doveva poi diventare famoso, e quando gli gridò: « E’ avvenuta una cosa terribile! Stavo insegnando il catechismo in chiesa quando sono entrati alcuni uomini a cavallo, hanno distrutto la chiesa, hanno travolto i ragazzi e ne hanno ucciso alcuni ». Lenin, il rivoluzionario, rispose : « Lo so li ho mandati io » . – In Portogallo, il 13 maggio 1917, tre fanciulli della Parrocchia di Fatima, Giacinta. Francesco e Lucia erano intenti a sorvegliare il gregge quando la campana della chiesa parrocchiale suonò l’Angelus. I tre pastorelli s’inginocchiarono e, com’era loro costume quotidiano, recitarono insieme il rosario. Quando ebbero terminato, decisero di costruire una « casetta » dove rifugiarsi nei giorni di tempesta. Ma i piccoli architetti furono improvvisamente interrotti da un lampo accecante e guardarono ansiosamente il cielo. – Nessuna nuvola velava la radiosità del sole di mezzogiorno. Impauriti, i fanciulli cominciarono a correre quando, proprio due passi innanzi, in mezzo al fogliame di un alce verdissimo, videro una « bella signora » più splendente del sole. Con un gesto di gentilezza materna la signora disse: « Non abbiate paura, non vi farò del male ». La signora era bellissima: dimostrava dai 15 ai 18 anni di età. La sua veste, bianca come la neve e trattenuta al collo da un cordone d’oro scendeva giù fino ai piedi che erano appena visibili, sfiorando i rami dell’albero. Un velo bianco ricamato d’orò le copriva la testa e le spalle, e ricadeva anche esso fino ai piedi come un manto. Le sue mani erano unite all’altezza del petto in atteggiamento di preghiera; un rosario di lucide perle con una croce d’argento le pendeva dalla mano destra. Il suo volto d’incomparabile bellezza scintillava in un alone brillante come il sole, ma appariva come velato da uno sguardo di leggera tristezza. Lucia fu la prima a parlare: « Donde vieni ? ». – « Vengo dal Cielo », rispose la signora. « Dal Cielo! E perché sei venuta sin qui? » domandò Lucia. – « Son venuta a chiedervi di trovarvi qui il tredicesimo giorno di ogni mese a quest’ora per sei mesi di seguito. Nel mese di ottobre vi dirò chi sono e che cosa voglio ». In quello stesso momento, mentre nell’estremità orientale dell’Europa l’Anticristo si scatenava contro l’idea stessa di Dio e contro la società in uno dei più terribili spargimenti di sangue della storia, nell’estremità occidentale dell’Europa appariva radioso quel grande ed eterno nemico del serpente infernale.
IL SEGRETO DI FATIMA E LA RUSSIA
Delle sei apparizioni della Madre Benedetta a quei fanciulli, la più importante fu l’apparizione del 13 luglio 1917. Bisogna ricordare che quello che era il terzo anno della prima guerra mondiale, a proposito de’la quale Ella disse: « Questa guerra sta per finire. Se la gente farà quello che io ho detto, molte anime si salveranno e troveranno pace ». « Ma » aggiunse, « se l a gente non cessa di offendere Dio, non passerà molto tempo, e precisamente durante il prossimo Pontificato, che un’altra e più terribile guerra avrà inizio » . Infatti fu durante il Pontificato di Pio XI che cominciò la terribile guerra spagnola, preludio alla Seconda Guerra Mondiale. Durante quel periodo i Rossi, nel loro odio per la religione, massacrarono 13 prelati, 14.000 preti e religiosi, e distrussero 22.000 tra chiese e cappelle. La Madre Benedetta diede poi un segno indicatore dell’inizio effettivo della seconda guerra mondiale. « Quando vedrete una notte illuminata da una luce ignota, saprete che quello è il segno che Dio vi dà per avvertirvi che è vicino il castigo del mondo per le sue tante trasgressioni, mediante la guerra, la carestia e la persecuzione della Chiesa e del Santo Padre » . Più tardi, a Lucia venne domandato quando era realmente apparso il segno, ed ella rispose che era stato quella straordinarissima aurora boreale che aveva illuminato una gran parte dell’Europa nella notte sul 26 gennaio 1938. Parlando della guerra a venire, Lucia disse: «Sarà orribile, orribile » . Tutti i castighi di Dio sono condizionali e possono essère evitati con la penitenza. La Madre Benedetta, va rilevato, aveva detto che la seconda guerra mondiale poteva essere evitata, poiché aveva aggiunto : « Per evitarla, chiederò la Consacrazione del mondo al mio Cuore Immacolato, e la Comunione in riparazione il primo sabato di ogni mese. Se le mie richieste saranno esaudite, la Russia si convertirà: ci sarà la pace. Altrimenti la Russia spargerà il terrore in tutto il mondo causando guerre e persecuzioni contro la Chiesa. I buoni soffriranno il martirio, e il Santo Padre avrà molto da soffrire. Molte nazioni saranno distrutte » . Il Vescovo di Fatima non ha creduto opportuno informarci di una parte di quel messaggio. Che conteneva quella parte del messaggio, non lo sappiamo. Evidentemente non doveva contenere buone notizie, e sembra pure che si riferisse ai nostri tempi. In ogni modo, ci è stata detta la conclusione del messaggio, piena di speranza e di letizia: « Ma alla fine il mio Cuore Immacolato trionferà. Il Santo Padre consacrerà la Russia al Cuore Immacolato, e la Russia sarà convertita e una nuova èra di pace sarà concessa al mondo ». La rivelazione finale ebbe luogo il 13 ottobre, giorno i n cui la Madre Benedetta promise di operare un miracolo in modo che tutti i presenti potessero credere nelle Sue apparizioni. La sera del 12 ottobre tutte le strade di Fatima erano ingombre di veicoli e pellegrini che si recavano al luogo dell’apparizione. Testimone fu una folla di 60.000 persone le quali erano convenute a mezzogiorno del 13 e di cui molte erano miscredenti e irridevano alla religione.
LA DONNA VESTITA DI SOLE E L’ORA DELLE TENEBRE
Qui non ci curiamo di provare l’autenticità dei fenomeni di Fatima, poiché coloro che credono nel regno dello Spirito e nella Madre di Dio sono disposti ad accettarli, e coloro che respingono lo Spirito non li accetteranno mai, a nessuna condizione. Quale significato dobbiamo dare all’apparente caduta del sole attestata dal popolo che si trovava a Fatima in quel giorni di ottobre del 1917? Non abbiamo alcun modo di conoscenza diretta, ma poiché il suo effetto generale fu così sconcertante, possiamo argomentare. Quel fenomeno poteva costituire il presagio del giorno in cui gli uomini avrebbero sottratto al sole una parte dell’energia atomica e l’avrebbero usata non per illuminare il mondo, ma come una bomba da lanciare dal cielo sulle popolazioni inermi. In passato, quando 1a carestia guastava la terra, quando la guerra devastava l’eredità accumulata nel corso dei secoli, quando gli uomini si sbranavano tra loro e grandi campi di concentramento simili a Moloch inghiottivano milioni di esseri, gli uomini potevano pur sempre rivolgere al cielo il loro sguardo di speranza. Se questa terra era crudele, almeno il cielo sarebbe stato benigno. Questo l’apparizione presagiva che adesso per un certi tempo persino il cielo si sarebbe rivolto contro l’uomo e che i suoi fuochi si sarebbero scatenati sugli inermi figli di Dio. Se sia stato o non un preavviso della bomba atomica, non sappiamo: una cosa è certa, e cioè che non era la fine della speranza, poiché i n mezzo a tutte le nuvole c’è pur sempre nei cieli la visione della Signora, come la Luna sotto i Piedi, una corona de stelle intorno alla Testa, ed il Sole sopra. Il Cielo non è contro di noi e non ci distruggerà finché Ella regnerà Signora dei Cieli. – Potrebbe essere tuttavia interessante domandarsi perché Dio Onnipotente nei Suoi provvidenziali rapporti con l’Universo abbia ritenuti opportuno di darci in quel giorno una rivelazione della Sua Madre Benedetta allo scopo di riportarci alla preghiera e alla penitenza. Una ragione che si presenta subito alla mente è questa: poiché il mondo ha perduto Cristo, può darsi che lo riconquisti per mezzo di Maria. Quando, a 12 anni, Nostro Signore Benedetto si perdette, fu la Madre Benedetta a rirovarLo. Ora che Egli è stato nuovamente perduto, può darsi che per mezzo di Maria il mondo riconquisti Cristo suo Salvatore. Un’altra ragione è che la Divina Provvidenza ha affidato a una donna il potere di domare il male. In quell’abominevole giorno in cui il male s’introdusse nel mondo, Dio parlò al serpente nel Giardino dell’Eden e gli disse: « I o metterò inimicizia tra te e la donna, tra il tuo seme e il suo seme: questo ti schiaccerà la testa e tu gli ferirai il tallone » (Gen. III, 15). In altre parole, il male avrà una progenie ed un seme. Anche la bontà avrà una progenie ed un seme. Sarà mediante il potere della donna che il male verrà schiacciato. Noi viviamo adesso in un’ora di male, perché, sebbene la bontà abbia il suo giorno, il male ha la sua ora. Ciò disse chiaramente Nostro Signore Benedetto la notte che Giuda penetrò nell’Orto di Getsemani: « Ma questa è l’ora vostra, e la podestà delle tenebre » (Luca XXII, 53). Tutto ciò che il male può fare in quell’ora è di spengere le luci del mondo; ma può farlo. Se allora noi viviamo in un’ora di male, come possiamo debellare lo spirito di Satana se non con il potere di quella Donna alla quale Dio Onnipotente ha dato il mandato di schiacciare la testa del serpente? Non si ode più la menzogna secondo la quale la Chiesa Cattolica adorerebbe Maria o La porrebbe sullo stesso piano di Dio, o Maria prenderebbe il posto di Dio. Gli uomini stanno invece cominciando a riconoscere la verità della tradizione cristiana, ossia che, come per colpa di Eva il peccato s’introdusse nel mondo, così per opera di una nuova Eva, Maria, la Redenzione dal peccato penetrerà nel mondo. Il Vescovo metodista G. Bromley Oxnam, nel suo Behold thy Mother (« Guarda la Madre Tua »), commentario delle parole di Nostro Signore a Giovanni che stava ai piedi della Croce, scrive: «Lo scopo morale è scritto nella natura delle cose? L’universo fu concepito per i pazzi? Aspettano la condanna i dittatori che si pavoneggiano sul palcoscenico per una breve ora, rifiutandosi di ripetere le rime del Dramma Eterno, negligendo le istruzioni del Divino Direttore? Ci sarà un sipario finale, e udranno essi : « Tu hai pesato nelle bilance ed hai trovato mancanze? ». In una parola, c’è qualcosa in ciò che Gesù volle rivelare, questo qualcosa che è rivelato nella vita di una vera madre? E’ questo qualcosa che abbiamo definito la realizzazione dell’essere nel dono assoluto di sé per gli altri, è questo qualcosa la legge che deve governare?… L a pace attende una revisione fondamentale dei concetti contemporanei di sovranità? Il diritto di proprietà è da connettersi con l’uso che il proprietario fa della proprietà? Ecco dei problemi che rendono perplessi, ma che dobbiamo affrontare se vogliamo avere la pace permanente e che d’altra parte non possiamo affrontare se non nel giusto spirito. « E stava là con Lui ai piedi della Croce la Madre Sua… » . L’uomo necessita di una nuova impresa unificatrice, tanto grande da unire tutti gli uomini. La classe sociale, la razza e la nazione sono concetti troppo piccoli. Questa impresa va ricercata nella dottrina cristiana della solidarietà della famiglia umana, nell’ideale di fratellanza? E qual è lo spirito, onde è maggiormente permeata? « E stava là con Lui ai piedi della Croce la Madre Sua… » . Lo spirito che Ella ha rivelato nel servire il Figlio Suo non era altro che lo spirito che Egli capì che bisognava rivelare se Egli voleva essere il Salvatore universale. Ed Ella andò con Lui. Portò un cuore infranto al Calvario, ma in quel cuore infranto rive1a ciò che Egli aveva rivelato nel Suo corpo infranto, ossia lo spirito che deve pur sempre governare il genere umano. Occorre un grande atto di fede per credere, come si è creduto da tanto tempo, che Gesù Cristo diventerà il Sovrano dei re della terra. Prima che Egli regni, gli uomini devono mirare lo spirito incarnato in Lui, ampiamente rivelato nei cuori delle madri di ogni dove. E’ lo spirito che deve governare il genere umano. Quando gli uomini lo sapranno e lo metteranno in pratica, quando intenderanno il vero significato di una madre che sta ai piedi di una croce, allora Egli diventerà il Sovrano dei re della terra. L’essere si realizza nel dono assoluto di sé agli altri, e tutti gli uomini diventano liberi nello spirito e nel1a pratica di questa legge. « E stava là con Lui ai piedi della Croce I Madre Sua » .
LA PREMESSA DELLA PACE INDICATA DA FATIMA
L a rivelazione di Fatima ci fa ricordare che viviamo in un universo morale, che il male ci distrugge, che il bene ci conserva; che i mali principali del mondo non stanno nella politica, nell’economia, ma nei nostri cuori e nelle nostre anime, e che la rigenerazione spirituale è la sola condizione per il miglioramento sociale. La Russia Sovietica non è il solo pericolo per il mondo occidentale; il pericolo è piuttosto la de spiritualizzazione del mondo occidentale cui la Russia ha dato forma e sostanza sociale. La seconda guerra mondiale è avvenuta perché, secondo quanto aveva detto Nostra Signora di Fatima, non c’era emendamento nei cuori e nelle anime degli uomini. Il pericolo di una terza guerra mondiale sta precisamente in questo, e non propriamente nell’Internazionale Comunista. Il mondo occidentale è scandalizzato del sistema sovietico, ma soprattutto perché vede che il proprio ateismo individuale è socializzato e attuato su una scala quasi cosmica. Il grande problema da affrontare non è né l’individualismo né il collettivismo, perché né questo né quello sono di primaria importanza; non è, sul piano economico, tra la libera iniziativa e il socialismo, perché nessuno di questi due sistemi è della massima importanza; la lotta ha invece per oggetto l’anima umana. Questo è un altro modo per dire che la crisi investe la libertà nel senso spirituale della parola. La guerra non acquisterà l’atmosfera del mondo, ma risulterà solo nell’atomizzazione dell’uomo, una realtà di cui la bomba atomica non è che un simbolo. Visto che il male non è interamente esterno, una guerra non potrà eliminarlo. Qualsiasi guerra mondiale non è che la oggettivazione del male che sta nelle singole vite degli uomini. Una guerra macrocosmica è il riflesso della guerra microcosmica che si combatte entro i cuori degli individui. E siccome il Cristiano lo sa meglio di chiunque altro, sua al massimo grado è la responsabilità dell’attuale situazione mondiale. Il mondo è quel che è perché ognuno di noi è quel che è. Il compito proprio del Cristiano è di discernere nelle due guerre mondiali avvenute nello spazio di 21 anni il giudizio di Dio sul nostro modo di vivere. Finché il Cristiano riterrà di non poter prendere che due direzioni, « Destra » o « Sinistra », non solo non porterà alcun contributo al mondo, ma renderà il mondo ancora peggiore, in quanto non intenderà che oltre al piano orizzontale della vita c’è anche quello vertica1e che porta a Dio e dove si trovano le due direzioni più importanti: quella « verso l’interno » e quella « verso l’alto » . Non trovando capri espiatori, siano essi i partiti politici o il comunismo, potremo sfuggire alla responsabilità di portare, come Cristo nell’Orto di Getsemani, il fardello della colpa del mondo. La rivelazione di Fatima ammonì i Cristiani che il cosiddetto problema della Russia è il problema dei Cristiani: che mediante la preghiera, la penitenza e la riparazione, e non mediante la guerra, l’abuso e la aggressione, la Russia potrà riunirsi alla società del’e nazioni amanti della libertà. – Non c’è « cortina di ferro » per questa visione del mondo, perché le preghiere non passano attraverso una cortina di ferro ma al di sopra di essa, come le particelle radioattive lasciate libere nell’atmosfera vengono trasportate su monti e continenti. La conversione della Russia è l a condizione essenziale per la pace del mondo, ma la conversione della Russia è condizionata dalla nostra stessa riconversione. Può darsi benissimo che proprio l’odio che la Russia mostra oggi verso il Cristianesimo provi che essa vi è più vicina che non l’uomo « spregiudicato » del mondo occidentale il quale non dice mai le sue preghiere. La Russia deve pensare a Cristo per poterLo odiare, ma l’uomo indifferente non vi pensa affatto.
OTTIMISMO CRISTIANO DI FRONTE AL PERICOLO RUSSO
Gli atteggiamenti che possiamo assumere verso la vita e la storia non sono che tre: 1°) L’ottimismo fatuo, che crede che la vita si muova necessariamente verso una meta prospera, grazie all’educazione, alla scienza e alle leggi dell’evoluzione.
2°) Il pessimismo del totalitarismo, che crede che la natura umana sia intrisecamente bacata e che occorra il potere dittatoriale dello Stato per controllare gli impulsi anarchici degli individui, i quali non sono degni di fiducia. In questo schema di cose la libertà deve essere tolta ai singoli e immessa ne1la collettività. Anche questa visione della vita si è dimostrata insoddisfacente in quanto ripone l a speranza in un futuro remoto senza pertanto garantire che possa mai realizzarsi.
3°) Il Cristianesimo, che giunge all’ottimismo attraverso il pessimismo; a una resurrezione attraverso una passione e a una corona di gloria attraverso una corona di spine; alla gloria della Domenica di Pasqua attraverso l’ignominia del Venerdì Santo. Il Cristianesimo, proclama che il seme caduto sulla terra, se non muore, rimane infecondo; se invece muore, germoglierà in una nuova vita. Questo ottimismo del Cristianesimo si verifica non già mediante un potere proveniente da noi stessi o dalla natura, bensì mediante e attraverso il potere di Dio; non attraverso l’addomesticamento di impulsi erranti da parte di uno Stato, né mediante lo spargimento del sangue altrui, bensì mediante la legge di sacrificio in cui si rivela l’amore. – A coloro che sono momentaneamente scoraggiati per la persecuzione di cui è oggetto la Chiesa, bisogna ricordare che la Chiesa è meno una cosa continua che una vita che muore e risorge. Il Signore Risorto disse alla Maddalena: « Non mi toccare » (Giov. XX, 17). « Non mi tenere entro il sepolcro, né pensare che Io debba sempre essere come ero prima della mia Resurrezione ». La Maddalena aveva dimenticato che ora Egli era nel giardino e non nel sepolcro, che Egli era una Sorgente vivente di Vita e non un corpo morto da essere ricoperto d’unguenti. Anche noi siamo pronti a credere che la Chiesa debba essere sempre la stessa in ogni età, dimenticando che il Suo Dio è Uno che sapeva come uscire dal sepolcro. Un’accusa che è stata spesso rivolta alla Chiesa è che essa non si adegua al mondo moderno. Il che è assolutamente vero. L a Chiesa non si è mai adeguata ai tempi in cui è esistita, poiché se si fosse adeguata ai tempi sarebbe perita con essi e non sarebbe sopravissuta. Nella Chiesa c’è qualche cosa che è sempre la stessa, e tuttavia qualche cosa che è molto diversa. – Quello che è lo stesso è che « Gesù Cristo è lo stesso di ieri, di oggi e di sempre ». Quello che è diverso è il fatto che la Chiesa riesce sempre a convertire ogni nuova èra, non come una vecchia religione, ma come una nuova religione. Gli alberi che germogliano in primavera sono gli stessi alberi che l’anno prima affondavano saldamente nel suolo, e c’è in loro qualcosa di nuovo, in quantoché se non fossero morti non potrebbero rivivere. La Chiesa non è una sopravvissuta. E’ più volte ritornata in questo mondo occidentale cosi rapidamente mutevole, allo scopo di riconvertire il mondo. Di volta in volta la vecchia pietra veniva scartata dai muratori, ma entro un secolo è stata ripresa dal mucchio dei detriti ed è diventata la pietra angolare del tempio della pace. Qui sta la grande differenza tra la Chiesa e le civiltà laiche: la Chiesa ha il potere di rinnovarsi, le civiltà no. Le civiltà si esauriscono e periscono, ma senza mai rinnovarsi. Quando una civiltà come Babilonia, Sparta e Atene adempie alla sua missione e si esaurisce, scompare per sempre dalla faccia della terra. Non si sa di alcuna civiltà che sia perita e sia risorta. La Chiesa è diversa: ha il potere di sorgere dal sepolcro, di essere apparentemente sconfitta da un’epoca, e di riuscire poi improvvisamente vittoriosa, « poiché le porte dell’Inferno non prevarranno su di essa ». – La Chiesa è stata spesso « uccisa », una volta dall’eresia di Ario, un’altra volta dall’eresia degli Albigesi, poi da Voltaire, indi da Darwin, e ora dalle tre forme di totalitarismo, rossa, bruna e nera, ma per una ragione o per l’altra, mentre ogni epoca successiva suonava la campana per annunciarne la condanna, era la Chiesa che finiva per sotterrare l’epoca. In questo momento specifico c’è di quelli che pensano che perché viviamo in giorni di persecuzione e perché in Europa la Chiesa è scesa un’altra volta nelle catacombe, essi debbano versare pie e reverenti lacrime sul suo sepolcro, e non capiscono che se volessero attraversare le loro lacrime, come avvenne alla Maddalena, vedrebbero il Figlio di Dio camminare ancora una volta vittorioso sulle colline del mattino. Si è creduto che dopo 1900 anni di esperienza il mondo rinunciasse a portare unguenti per la sepoltura della Chiesa. Si è supposto che la Chiesa fosse stata uccisa durante le prime dieci persecuzioni; si è supposto che fosse avvizzita sotto la luce dell’età della ragione; si è supposto che fosse stata ingoiata dalla terra nell’età della rivoluzione; si è supposto che fosse stata superata dal progresso della scienza e dell’evoluzione; e ora si suppone che sia stata sepolta nei giorni delle rivoluzioni antireligiose dei nostri tempi. Ma la realtà è che la Chiesa viene sepolta proprio nelle viscere della terra, là dove si scavano le catacombe e donde un giorno essa riemergerà per riconquistare la terra. Se in questo momento noi scendiamo nelle catacombe, è solo perché Cristo scese nel sepolcro. Il mondo ha un bell’aspettarsi di vedervelo giacere per sempre nella tomba, come ha un bell’aspettarsi l’assideramento di una stella, poiché « il cielo e la terra passeranno, ma la Mia Parola non passerà ». – All’inizio di questo secolo Francis Thompson rappresentò l’imminente persecuzione della Chiesa come Lilium Regis, e ne cantò quindi la vittoria finale:
“O Giglio del Re! bassa giace la tua ala d’argento.
E lunga è stata l’ora della tua detronizzazione;
E il tuo profumo di Paradiso sparge nel vento notturno i suoi sospiri,
Né alcuno carpirà i segreti del suo significato.
O Giglio del Re! Io penso ad una cosa grave.
O pazienza, dolentissima tra le figlie!
Attenta, l’ora è vicina del tremor della terra,
E rossa sarà la rottura delle acque.
Mantieniti forte sopra il tuo stelo, quando la tempesta parlerà con te,
Sotto la tenda delle misericordie del Re;
Ed il giusto saprà che vicina è la tua ora.
Vicina la tua ora possente nell’alba.
Quando le nazioni giaceranno nel sangue, e i loro re saranno una razza decaduta,
Guarda su, o dolentissima tra le figlie!
Alza la testa e ascolta quali suoni stanno nelle tenebre,
Che i Suoi piedi stanno arrivando a te sulle acque!
O Giglio del Re! Io non ti vedrò cantare,
Io non vedrò l’ora della tua incoronazione!
Ma il mio Canto vedrà, e si sveglierà come un fiore smosso dai venti dell’alba,
e aspirerà con gioia i profumi del suo significato.
O Giglio del Re, ricorda allora la cosa.
Che questa bocca morta cantò; e le tue figlie,
Mentre danzano innanzi al Suo cammino, cantano là nel Giorno
Ciò che io cantai quando la Notte copriva le acque”
[The Poema of Francis Thompson – London, Oxford University Press, 1937,
p. 122.].  –
La catastrofe è la condizione della grandezza. La Chiesa è come un agnello tosato ad ogni primavera, ma che seguita a vivere. La speciale stagione in cui viviamo sarà allora il tempo per la tosatura dell’agnello di Cristo, quando forse persino i pastori non avranno che bastoni di ferro. Sta alla Chiesa utilizzare la sconfitta. – Toynbee ci dice che ci sono state tre filosofie circa il rapporto tra Cristianesimo e civiltà. – La prima è che il Cristianesimo è nemico della civiltà. Questo punto di vista fu sviluppato nei giorni dell’Impero Romano da Marco Aurelio, poi da Giuliano l’Apostata, nel secolo scorso da Gibbon e poi da Marx e dai suoi seguaci. – Il secondo punto di vista è quello del liberalismo storico, che ritiene il Cristianesimo la maniglia della civiltà, una specie di ponte di transizione sulla lacuna che passa tra una civiltà e un’altra. La religione ha la capacità utile e subordinata di portare alla luce una nuova civiltà laica dopo la morte di quella precedente. La Chiesa è, perciò, una specie di costruzione morale, un’ambulanza, un’introduzione a un ordine nuovo, una levatrice per una civiltà più progressiva. – Il terzo punto di vista, quello giusto, è che le civiltà prosperano e decadono per facilitare lo sviluppo del regno di Dio in questo mondo. E’ il crollo delle civiltà laiche che costituisce l’introduzione a qualcosa di più alto. Quanto aveva affermato Eschilo, ossia che il sapore viene attraverso la sofferenza, fu riaffermato a Emmaus in questi termini: che la gloria viene attraverso le tribolazioni e la catastrofe. Può darsi che, come disse Toynbee, « tutte le sofferenze delle civiltà sono le stazioni della Croce lungo la strada della Crocifissione e che la religione è un carro. Sembra che le ruote sulle quali ascende al cielo siano le cadute periodiche delle civiltà terrene » (Arnold Toynbee, Burg Memorial Lectur, p. 22). Le civiltà sono cicliche, sono ricorrenti. Passano attraverso i medesimi fenomeni della nascita e della morte e non ritornano mai in vita. La  religione, invece, è un continuo movimento lineare verso l’alto, ascendente a nuove altezze dopo il decadere di ogni singola civiltà. Come la civiltà cristiana nacque dalla decadenza del mondo greco-romano, così un nuovo ordine cristiano sorgerà dalla decadenza del liberalismo storico e del comunismo. Ciò cui stiamo assistendo attualmente non è il declino della Chiesa, sebbene la morte di una civiltà che è stata egocentrica e che ha tentato di far trionfare l’egoismo e di bilanciare le forze opposte mediante la tolleranza intesa come indifferenza per il vero, o ricorrendo a organizzazioni esteriori per compensare la perdita della vitalità e della virtù personali. Da questa tirannia in cui gli uomini marciano in processione pensando di essere originali, e dalla morte di cui soffre la Chiesa, sorgerà una rinascita di fede per cui una nuova generazione apprenderà che l a Chiesa non è al mondo per migliorare la natura umana, ma per redimerla: non per migliorare gli uomini, ma per salvarli. Ciò cui noi attualmente assistiamo è quindi l a morte di una era di civiltà, ma non la morte di Colui che è il Signore dell’Universo. – Ogni civiltà che muore perseguita, e nel mezzo di tale persecuzione il Cristo ci dice ciò che disse ai discepoli di Emmaus: « Non deve il Figlio dell’Uomo soffrire per poter entrare nella Sua Gloria? ». E’ proprio nel colmo di un apparente indebolimento che Dio si rivela nel modo più chiaro. Allorché più disperata è la condizione del mondo, un nuovo fattore irrompe dall’esterno e muta completamente la situazione. Quando il caos e la paura e la potenza delle tenebre sembrano invincibili, lo scopo di Dio avanza poiché Egli fa la Sua apparizione in quei momenti della storia in cui le cose sono quanto mai oscure. Come ci fu un’invasione divina a Betlemme, così ora c’è un’invasione divina dopo il Calvario. Come nell’antichità gli Ebrei furono salvati dalla schiavitù per volere del Signore che sparti per essi le acque del mar Rosso e dalle stesse acque fece inghiottire i loro inseguitori, così anche ora, quando gli uomini si accalcano nella paura, il potere di Dio si manifesta. Il regno di Dio non si sviluppa fuori della storia, ma si manifesta attraverso la storia. La resurrezione fu la scoperta del significato della storia, poiché se la Crocifissione fosse stata la fine, il potere che si nascondeva dietro Nostro Signore non sarebbe stato commesso a difendere l’innocenza. – Oggi, al colmo della nostra paura, oggi che per difenderci dal nemico abbiamo barricato ogni porta, Cristo appare in mezzo a noi e ci ricorda di stare in pace. Ciò che di peggio può succedere alla Chiesa è di essere tollerata. In quanto oggi vive nella paura e viene perseguitata, la Chiesa si trova in una condizione psicologica quanto mai favorevole per conservare la sua vera natura. Se Cristo fosse stato un successo terreno, allora sarebbe potuto essere imitato soltanto nelle cose di questa terra. Se Egli fosse stato un fallimento e non fosse mai risorto, allora saremmo vendicativi, e noi che siamo i Suoi seguaci odieremmo gli Ebrei, i Romani e i Greci. Se Egli avesse scritto un libro, noi saremmo tutti professori, ma se Egli venne in questo mondo per portarci alla vittoria attraverso la sconfitta, allora chi sarà mai senza speranza? Quantunque noi di questa generazione abbiamo visto due guerre mondiali in 21 anni, quantunque la prima guerra sia stata combattuta per assicurare al mondo una democrazia senza Dio, e la seconda per realizzare un imperialismo senza Dio, e la minaccia della terza sia che la democrazia senza Dio possa lottare con l’imperialismo senza Dio, noi dobbiamo ancora credere, sebbene le porte siano chiuse alla Divinità e i brividi della paura ci percorrano, nella possibilità di un’altra Invasione Divina di quel potere extrastorico in quest’ora buia. Noi che abbiamo fede nella gloria e nella certezza della Sua resurrezione, sappiamo che abbiamo già vinto, solo la notizia non è ancora trapelata!
AMERICA E RUSSIA NELLA LUCE DI MARIA
Gli Americani in quanto tali non possono dimenticare la relazione tra l’America e la Donna alla quale Dio diede il potere di schiacciare la testa del serpente. Il Concilio di Baltimora dell’8 dicembre 1846 consacrò gli Stati Uniti all’Immacolata Concezione della Nostra Madre Benedetta. Solo dopo 8 anni la Chiesa definiva il dogma dell’Immacolata Concezione. L’8 dicembre 1941,festa dell’Immacolata Concezione, gli Stati Uniti dichiararono guerra al Giappone. Il 13 maggio 1945, Giorno della Madre, quando tutta la Chiesa celebrò il Giorno Sodalizio di Nostra Signora, il Governo degli Stati Uniti proclamò un Risorgimento Nazionale per il Giorno della Vittoria in Europa. Il 15 agosto 1945, Festa dell’Assunzione della nostra Madre Benedetta, gli Stati Uniti conseguirono la vittoria nella guerra contro il Giappone. Il 19 agosto 1945 fu dal Governo degli Stati Uniti dichiarato Giorno ufficiale della Vittoria sul Giappone e si diede il caso che fosse l’anniversario di una della apparizioni di Nostra Signora di Fatima. Il 1° settembre 1945, primo sabato del mese che Nostra Signora di Fatima volle fosse a Lei consacrato, il generale Mac Arthur accettò la resa del Giappone a bordo della Missouri. L’8 settembre 1945, Natalità di Nostra Signora, la prima bandiera americana sventolò a Tokio, e mentre veniva spiegata al vento il generale Mac Arthur disse : « Fatela sventolare in tutta la sua gloria come un simbolo di vittoria per la giustizia ». – Sotto l’ispirazione e suggerimenti della Signora di Fatima, possa un giorno l’America vedere la grande solidarietà spirituale che esiste tra il 97 per cento del popolo russo che non fa parte del partito comunista, e l’idealismo, l’amore di pace, la generosità e l’amicizia del popolo americano. Sopra la tomba di Dostojevskij, Pushkin pronunciò un elogio che esprimeva l’alto destino del popolo russo : « Il nostro destino è un’universalità conquistata non dalla spada, ma dalla forza di fratellanza e dal nostro desiderio di vedere la restaurazione della concordia tra gli uomini » – Questo è stato sempre l’ideale dell’America. Ora che una minoranza vuole guastare le pacifiche ablazioni tra il popolo russo e il popolo americano, non solo l’America, ma la coscienza dell’occidente deve addossarsi il dolce fardello di restaurare le relazioni tra l’America e Dio, tra 1’America e la Madre di Cristo « sul cui corpo, come su una torre di avorio, Egli si arrampicò per baciare sulle labbra di lei una mistica rosa ».
Tu sei più tenera con i nostri sogni, Madre Nostra,
Del savio che c i tesse i sogni per ombra.
Dio è più buono con gli dèi che Lo derisero
Che non gli uomini con gli dèi che hanno creato…
Cos’è la casa del cuore prosciolto,
E dov’è il nido della libertà,
E dove dal mondo il mondo si rifugerà.
E l’uomo sarà padrone, se non con Te?
L a saggezza è assisa sul suo trono di tuono.
Lo Specchio della Giustizia acceca il giorno —
Dove sono le torri che non son quelle della Città,
E i trofei e le fanfare, dove sono?
Là dove oltre il labirinto del mondo che si gira
Le vie remote che volgono alla strada del Re.
[G. K . Chesterton, Queen or Seven Sicords – London: Sheed and Ward, 1926), p. 23.]
Mons. Fulton J. Sheen. Vescovo ausiliare di New York.
Mons. Fulton [quando era ancora cattolico] con S. S. Pio XII
http://www.exsurgatdeus.org/2017/08/12/nostra-signora-di-fatima-e-la-russia/

CARDINALE BURKE: Osservando Fatima, dobbiamo ricordare come il suo segreto, è destinato principalmente ad affrontare l’apostasia diffusa nella Chiesa. Il trionfo del Cuore Immacolato di Maria è, innanzitutto e principalmente, il trionfo della Fede.


Il Messaggio di Fatima: Pace per il mondo» – Raymond Leo card. Burke.

 Avevo letto su LifeSiteNews alcuni brani e relativi commenti  su un recente intervento del Card. Burke negli Stati Uniti in occasione di una delle frequenti tappe della sua infaticabile pastorale itinerante. Mi ero ripromessa di chiedergli il testo integrale; ma non ne ho avuto bisogno perché un lettore ha provvidenzialmente segnalato il testo presente in rete [qui] e l’ho subito tradotto. Perdonerete se c’è qualche imprecisione ma caparbiamente l’ho tradotto io perché il nostro traduttore al momento è piuttosto impegnato.
Discorso molto prudente senza una parola di troppo. Ma quel che c’è da dire le dice tutto con chiarezza e semplicità inequivocabili.

Oltre allo stile misurato e sereno al quale siamo abituati, ho notato che il nostro Cardinale fa largo uso del richiamo a testi nel loro originale latino che è solito inserire sempre nelle note con tutti i riferimenti. Mi ha molto toccato riconoscere, in particolare, le due preghiere che sono solita dire alla fine del Santo Rosario: Sub tumm praesidium… e l’Ave Maris Stella (di quest’ultima ho inserito il testo integrale con la traduzione), senza dimenticare la Preghiera a San Michele Arcangelo. Le trovate nelle note. Fatene tesoro. Soprattutto i più giovani, per far proprie custodire e trasmettere queste ricchezze spirituali che rischiano di esser dimenticate. (M.G.)

32° ‘Church Teaches Forum’
«Il Messaggio di Fatima: Pace per il mondo»
Galt House, Louisville, Kentucky 22 luglio 2017
Sviluppare vite di pace secondo il Cuore di Maria
Recentemente ho partecipato a una conferenza di tre giorni sulla Sacra Liturgia [qui – qui] in cui erano presenti anche molti giovani sacerdoti. Ci sono state diverse occasioni per rivedere insieme il loro ministero sacerdotale. Secondo la mia esperienza nella maggior parte dei luoghi che ho visitato, i sacerdoti hanno espresso una grande preoccupazione per la situazione in cui versano il mondo e la Chiesa. È una situazione che può essere descritta semplicemente come confusione, divisione e errore.
Verso la fine della conferenza, un giovane pastore mi ha avvicinato e mi ha chiesto: “Cardinale, pensa che siamo nei tempi finali?” L’espressione del suo viso manifestava la sincerità della sua domanda e la profonda preoccupazione che lo spingeva. Non ho esitato e ho risposto: “Può darsi”.
Viviamo nei momenti più turbolenti del mondo e anche della Chiesa. La secolarizzazione ha devastato la cultura di molte nazioni, specialmente in Occidente, alienando la cultura dalla sua unica vera fonte in Dio e nel Suo progetto per noi e per il nostro mondo. Ed ecco l’attacco giornaliero e diffuso contro la vita umana innocente e indifesa con la conseguente violenza senza precedenti nella vita familiare e nella società in generale. Ed ecco l’ ideologia del genere sempre più virulenta, che propaga una totale confusione sulla nostra identità maschile e femminile, e porta alla profonda infelicità e persino alla diffusa autodistruzione nella società. Ed ecco anche il diniego della libertà religiosa che tenta di ostacolare, se non scongiurare completamente, qualsiasi discorso pubblico su Dio e il nostro indispensabile rapporto con Lui. Con la negazione della libertà religiosa accade che le persone timorate di Dio sono forzate ad agire contro la loro retta coscienza, cioè contro la legge di Dio scritta nel cuore dell’uomo. In paesi che si presumono liberi, il governo impone alla prassi sociale l’aborto, la sterilizzazione, la contraccezione, l’eutanasia e la mancanza di rispetto per la sessualità umana, fino al  punto da indottrinare i bambini piccoli con l’iniqua “teoria del gender“.
Allo stesso tempo, il materialismo ateo e il relativismo conducono alla  ricerca senza scrupoli di salute, piacere e potere, mentre le norme di legge, dettate dalla giustizia, sono calpestate. In una condizione culturale così pervasivamente disordinata, emerge il legittimo timore di una conflittualità globale che può significare solo distruzione e morte per molti. Chiaramente, la situazione attuale del mondo non può continuare senza portare al totale annientamento. Il mondo ha più che mai bisogno di insegnamento e guida solidi che Nostro Signore, nel suo incommensurabile e incessante amore per l’uomo, desidera dare al mondo attraverso la Sua Chiesa e specialmente attraverso i suoi pastori: il Romano Pontefice, i Vescovi in ​​comunione con la Sede Di Pietro e i loro principali collaboratori, i sacerdoti. Ma, in modo diabolico, la confusione e l’errore che ha portato la cultura umana verso morte e distruzione sono entrati anche nella Chiesa, così che essa si avvicina alla cultura senza mostrar di conoscere la propria identità e missione, senza mostrare la chiarezza e il coraggio di annunciare il Vangelo della Vita e dell’Amore Divino alla cultura radicalmente secolarizzata. Ad esempio, dopo che il 30 giugno il Parlamento tedesco ha deciso di accettare il cosiddetto “matrimonio omosessuale”, il Presidente della Conferenza Episcopale tedesca ha dichiarato che la decisione non era una preoccupazione importante per la Chiesa che, secondo lui, dovrebbe essere più preoccupata per l’intolleranza verso le persone omosessuali.[1]
Chiaramente, in un simile approccio, non c’è più la giusta e necessaria distinzione tra l’amore che noi come cristiani dobbiamo sempre avere per la persona coinvolta nel peccato e l’odio che dobbiamo sempre avere per gli atti peccaminosi. Papa Benedetto XVI nel suo saluto in occasione della messa funebre del Cardinale Joachim Meisner, Arcivescovo emerito di Colonia, ha fatto riferimento alla situazione generale della Chiesa in rapporto con la cultura. Avendo avuto il privilegio di conoscere il cardinale Meisner e lavorare con lui nella difesa dell’insegnamento della Chiesa sul Santo Matrimonio, la Santa Comunione e la legge morale, so quanto ha sofferto per la crescente confusione in ordine all’insegnamento della Chiesa al suo stesso interno. Chiaramente egli aveva espresso le stesse preoccupazioni a Papa Benedetto XVI, preoccupazioni evidentemente reciproche, e al tempo stesso ha ribadito, come la nostra fede ci insegna a fare, la sua fiducia in Nostro Signore, che ha promesso di rimanere con il Suo corpo mistico “tutti i giorni, fino alla fine del mondo”.[2]
Per quanto riguarda le persistenti preoccupazioni pastorali del cardinale Meisner, Papa Benedetto XVI ha scritto:
Sappiamo che per lui, appassionato curatore di anime, risultava difficile lasciare il suo ufficio e proprio in un momento in cui la Chiesa ha bisogno di pastori che sappiano resistere alla dittatura dello spirito del tempo e vivere e pensare con decisione in conformità con la fede. Ma mi ha commosso ancora di più il fatto che in quest’ultimo periodo della sua vita abbia imparato a prendere le cose più serenamente e che vivesse sempre più nella profonda consapevolezza che il Signore non abbandona mai la sua Chiesa, anche se a volte la barca si è riempita d’acqua fino quasi a capovolgersi.[3]
Recentemente, il 4 marzo scorso, quando ho parlato con il cardinale Meisner di Colonia, egli era sereno, ma, al tempo stesso, ha espresso la sua determinazione a continuare il combattimento per Cristo e per le verità che ci insegna, in una linea ininterrotta, attraverso la Tradizione Apostolica.
La fedeltà del cardinale Meisner al suo ufficio di pastore del gregge, anche dopo la cessazione della carica di Arcivescovo di Colonia, è stata una straordinaria fonte di forza per molti altri pastori della Chiesa che lottano ogni giorno per guidare il gregge alla maniera di Cristo. Chissà perché mai molti pastori tacciono sulla situazione in cui si trova la Chiesa o hanno abbandonato la chiarezza del suo insegnamento per la confusione e l’errore, pensando erroneamente di affrontare in modo più efficace il collasso totale della cultura cristiana.
Il giovane pastore che mi ha posto la domanda sulla natura probabilmente apocalittica della presente temperie della Chiesa e del mondo ha parlato a partire da un’esperienza di sempre maggiori sfide per insegnare con integrità le verità di fede, mentre viene testimoniata una evidente mancanza di chiarezza e coraggio da parte della più alta autorità ecclesiale. Infatti, la cultura totalmente materialistica e relativista, abbracciata e sostenuta fortemente dai mezzi secolari della comunicazione e dalla lobby politica dell’agiatezza secolarizzata, incoraggia la confusione e la divisione nella Chiesa.
Qualche tempo fa, un cardinale a Roma ha commentato quanto sia bene che i media secolari non attacchino più la Chiesa, come avveniva così ferocemente durante il pontificato di papa Benedetto XVI. La mia risposta è stata che l’approvazione dei media secolari è per me, al contrario, segno che la Chiesa sta fallendo nella sua chiara e coraggiosa testimonianza al mondo per la salvezza del mondo. Di pari passo all’interesse dei nemici della Chiesa nel lodare e promuovere la confusione e l’errore all’interno della Chiesa vige anche una lettura politica mondiale del governo della Chiesa. Per gli architetti di una Chiesa secolare e politicizzata, coloro che presentano ciò che la Chiesa ha sempre insegnato e praticato sono ora i nemici del Papa. La dottrina e la disciplina, che insieme al culto sacro, sono i doni fondamentali di Cristo per noi, ora nella Chiesa sono considerate uno strumento di supposti rigidi fondamentalisti che cercano di ostacolare la cura pastorale dei fedeli, come è voluta da papa Francesco.
Siamo testimoni anche della deplorevole situazione dei membri della gerarchia che si accusano l’un l’altro pubblicamente di mondanità, al pari dei politici che si attaccano l’un l’altro per portare avanti la loro agenda politica. A questo proposito, la pienezza del potere (plenitudo potestatis) indispensabile per l’esercizio dell’ufficio del Successore di Pietro è falsamente rappresentata come potere assoluto, tradendo così il Primato del successore Pietro che è il primo tra noi nell’obbedire a Cristo vivente per noi nella Chiesa attraverso la Tradizione Apostolica. Le voci secolari promuovono l’immagine del Papa come riformatore rivoluzionario, cioè come colui che intraprende la riforma della Chiesa rompendo con la tradizione, con la norma della fede (regula fidei) e la corrispondente norma di legge (regula iuris). Ma l’ufficio di Pietro non ha nulla a che fare con la rivoluzione, che è soprattutto un termine politico e mondano. Come ha insegnato il concilio Vaticano II, il successore di Pietro “è la fonte e il fondamento perpetuo e visibile dell’unità dei vescovi e dell’intera società dei fedeli”.[4]
La pienezza del  potere, l’esercizio senza ostacoli dell’ufficio del Romano Pontefice, servono proprio a proteggerlo da quel tipo di pensiero mondano e relativista che porta alla confusione e alla divisione. Inoltre gli permettono di annunciare e difendere la fede nella sua integrità. Nel descrivere ciò che è diventato quello che è conosciuto come “il potere delle chiavi”, il Catechismo della Chiesa Cattolica ci ricorda che esso è fondato sulla confessione da parte di Pietro di Nostro Signore come il Figlio di Dio Incarnato per la nostra eterna salvezza.[5] E dichiara:
Pietro, a causa della fede da lui confessata, resterà la roccia incrollabile della Chiesa. Avrà la missione di custodire la fede nella sua integrità e di confermare i suoi fratelli.[6]
Quindi, è assurdo pensare che Papa Francesco possa insegnare qualcosa che non sia conforme a ciò che i suoi predecessori, ad esempio Papa Benedetto XVI e Papa Giovanni Paolo II, hanno insegnato solennemente. Per quanto riguarda le frequenti affermazioni di Papa Francesco, si è sviluppata una comprensione popolare che ogni affermazione del Santo Padre deve essere accettata come insegnamento o magistero pontificio. Certamente i mass media selezionano e  prendono tra le dichiarazioni di papa Francesco ciò che attesta che la Chiesa cattolica sta attraversando una rivoluzione e sta cambiando radicalmente il suo insegnamento su alcune questioni fondamentali della fede e specialmente della morale. La questione è complicata perché Papa Francesco sceglie regolarmente di parlare in modo colloquiale, sia durante le interviste rese in aereo, sia nei notiziari o nelle dichiarazioni a braccio a vari gruppi. In tal caso, quando si collocano le sue osservazioni nel corretto contesto dell’insegnamento e della prassi della Chiesa, si può essere accusati di parlare contro il Santo Padre.
Ricordo che uno degli eminenti padri della sessione straordinaria del Sinodo dei Vescovi, tenutosi nel mese di ottobre del 2014, mi si è avvicinato durante una pausa per dirmi: “Cosa sta succedendo? Chi di noi sostiene ciò che la Chiesa ha sempre insegnato e praticato è ora chiamato nemico del Papa?”. Con la conseguenza che si è  tentati di rimanere in silenzio o di cercare di spiegare la dottrina con un linguaggio che confonde o addirittura contraddice la dottrina.
Sento il dovere di correggere la comprensione dei fedeli sull’insegnamento della Chiesa e sulle dichiarazioni del Papa col metodo di distinguere, come ha sempre fatto la Chiesa, le parole dell’uomo che è papa dalle parole del papa come vicario di Cristo in terra. Nel Medioevo, la Chiesa ha parlato dei due ‘corpi’ del Papa: il corpo dell’uomo e il corpo del Vicario di Cristo. Infatti, la tradizionale vestizione papale, in particolare la mozzetta rossa con la stola raffigurante gli Apostoli San Pietro e Paolo, rappresenta in modo visibile il vero corpo del Papa quando esalta l’insegnamento della Chiesa.
Negli ultimi tempi la Chiesa non è stata abituata a un romano pontefice che parli  pubblicamente in stile colloquiale. Infatti, c’è sempre stata grande cura, nel far sì che qualsiasi parola del papa destinata alla pubblicazione sia chiaramente in accordo con Il Magistero. Alcuni mesi fa, parlavo con un cardinale che, da giovane prelato, aveva lavorato a stretto contatto con il beato papa Paolo VI, predicatore di talento che spesso parlava senza un testo già preparato. Questi sermoni furono successivamente trascritti per la pubblicazione, ma Paolo VI non avrebbe mai permesso di pubblicare una delle sue prediche senza rivedere accuratamente il testo stampato. Come ha detto al giovane prelato : sono il Vicario di Cristo in terra e ho una responsabilità più grave di assicurarmi che nessuna mia parola possa essere interpretata in modo contrario all’insegnamento della Chiesa. Papa Francesco ha scelto di parlare spesso nel suo primo corpo, quello dell’uomo che è Papa. Infatti, anche nei documenti che in passato hanno rappresentato un insegnamento più solenne, egli afferma chiaramente che non sta offrendo insegnamenti magisteriali ma il suo pensiero. Tuttavia coloro che sono abituati ad un diverso modo di parlare papale vogliono fare di ogni sua affermazione Magistero. Ciò è contrario alla ragione e a ciò che la Chiesa ha sempre creduto. È semplicemente sbagliato e dannoso alla Chiesa ricevere ogni dichiarazione del Santo Padre come espressione dell’insegnamento papale o magistero.
La distinzione tra di due tipi di discorso del Romano Pontefice non è in alcun modo irrispettosa dell’Ufficio Petrino. Tanto meno costituisce inimicizia nei confronti di Papa Francesco. Infatti, al contrario, dimostra il massimo rispetto per l’Ufficio Petrino e per l’ uomo a cui il Nostro Signore lo ha affidato. Senza la distinzione, potremmo facilmente perdere rispetto per il Papato o essere indotti a pensare che, se non siamo d’accordo con le opinioni personali dell’uomo che è romano pontefice, dobbiamo rompere la comunione con la Chiesa. In ogni caso, qualsiasi dichiarazione del Romano Pontefice deve essere compresa nel contesto dell’insegnamento e della pratica costante della Chiesa, affinché la confusione e la divisione dell’insegnamento e della pratica della Chiesa non entrino nel suo corpo a grande danno delle anime e grande danno dell’evangelizzazione del mondo. Richiamo le parole si San Paolo all’inizio della Lettera ai Galati, una comunità dei primi cristiani in cui si era diffusa grave confusione e divisione. Come buon pastore del gregge, San Paolo ha scritto le seguenti parole per affrontare la situazione più preoccupante:
Mi meraviglio che così in fretta da colui che vi ha chiamati con la grazia di Cristo passiate ad un altro vangelo. In realtà, però, non ce n’è un altro; solo che vi sono alcuni che vi turbano e vogliono sovvertire il vangelo di Cristo. Orbene, se anche noi stessi o un angelo dal cielo vi predicasse un vangelo diverso da quello che vi abbiamo predicato, sia anàtema! L’abbiamo già detto e ora lo ripeto: se qualcuno vi predica un vangelo diverso da quello che avete ricevuto, sia anàtema! Infatti, è forse il favore degli uomini che intendo guadagnarmi, o non piuttosto quello di Dio? Oppure cerco di piacere agli uomini? Se ancora io piacessi agli uomini, non sarei più servitore di Cristo![7]
Pur mantenendo saldamente la fede cattolica per quanto riguarda l’Ufficio Petrino, non possiamo cadere in un’idolatria del papato che renda ogni parola pronunciata dal Papa come dottrina, anche se viene interpretata in modo contrario alla stessa parola di Cristo, ad esempio, per quanto riguarda l’indissolubilità del matrimonio.[8] Piuttosto, con il Successore di Pietro, dobbiamo cercare di comprendere sempre e più pienamente la parola di Cristo, per vivere in modo sempre più  perfetto.
Sorprendentemente, alcuni mesi fa, il Superiore Generale dei Gesuiti ha suggerito che non possiamo sapere cosa Cristo ha detto veramente su qualsiasi materia, dato che non abbiamo registrazioni a nastro dei suoi discorsi. A parte l’assurdità della sua affermazione, dà l’impressione che non esista più un insegnamento e una pratica costante della fede, come giunti a noi, in una linea ininterrotta, dal tempo di Cristo e degli Apostoli.
Anche in questo caso, non si tratta di un legittimo cosiddetto “pluralismo” nella Chiesa, che è una legittima differenza di opinione teologica. I fedeli non sono liberi di seguire le opinioni teologiche che contraddicono la dottrina contenuta nelle Sacre Scritture e nella Sacra Tradizione e confermata dal Magistero ordinario, anche se tali opinioni trovano ampia udienza nella Chiesa e non vengono corrette dai suoi pastori come sono invece obbligati a fare.
MADONNA FATIMA 2Il trionfo del Cuore Immacolato di Maria è, innanzitutto e principalmente, il trionfo della Fede che ci insegna qual è il giusto rapporto con Dio e con gli altri. Certamente, Cristo Buon Pastore, chiede a coloro che sono ordinati di agire in Sua persona nei confronti di tutto il gregge cercando la pecora perduta.[9] Ma quando il buon pastore trova la pecora smarrita, non la lascia nella sua condizione di sperduta, ma la porta sulle sue spalle per ricondurla nel gregge. Il vero pastore del gregge, conformato a Cristo Buon Pastore, si sforza di crescere sempre più fedelmente nella identità sacerdotale; è un buon padre che cerca coloro che sono disorientati o il figlio o la figlia perduti, per portarli in salvo nel gregge, a Cristo che solo ci salva dal nostro peccato. Riferendosi alla gioia del pastore che ha portato a casa la pecorella smarrita, il nostro Signore conclude la Parabola della pecora perduta con le parole:
E quando l’ha trovata, la mette sulle sue spalle con gioia. E tornando a casa, chiama i suoi amici e vicini, dicendo loro, “Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora che era perduta”. Così  vi dico che ci sarà gioia più gioia in cielo per un peccatore che si pente, che oltre novantanove giusti che non hanno bisogno di pentimento.[10]
Quale poi deve essere la nostra risposta ai tempi estremamente difficili in cui viviamo, tempi che realisticamente sembrano apocalittici? Deve essere la risposta della fede, della fede nel Nostro Signore Gesù Cristo che è vivo per noi nella Chiesa e Che non non ci fa mai mancare insegnamento, santificazione e guida nella Chiesa, quando egli ha promesso di rimanere sempre con noi fino al Suo ritorno sull’ultimo giorno per inaugurare “nuovi Cieli e una nuova terra”[11] per accogliere i fedeli alla festa di nozze dell’Agnello.[12]
Conosciamo quanto ci insegna Cristo nella Chiesa. È contenuto nel Catechismo della Chiesa Cattolica, che è l’insegnamento ufficiale della Chiesa. Il suo insegnamento non cambia. In mezzo alla confusione e alla divisione attuale, dobbiamo studiare più attentamente gli insegnamenti della fede contenuti nel Catechismo della Chiesa Cattolica e essere disposti a difendere quegli insegnamenti contro ogni falsità che possa erodere la fede e quindi l’unità della Chiesa. Allo stesso tempo, pur nella nostra angoscia per le molte manifestazioni inquietanti della confusione, della divisione e dell’errore nella Chiesa, non dobbiamo non riconoscere anche i molti segni edificanti della fedeltà a Cristo in essa. Penso a tante buone case cattoliche in cui la conoscenza, l’amore e il servizio di Cristo sono il centro della vita. Penso ai molti fedeli buoni e costanti, a sacerdoti e vescovi che vivono la fede e la testimoniano col loro quotidiano vivere. Nei momenti difficili che stiamo attraversando è importante che i cattolici buoni e fedeli si riuniscano per approfondire la loro fede e incoraggiarsi a vicenda. Permettetemi di osservare che questo Forum rende un servizio molto importante per tutti noi nella Chiesa, specialmente in questo momento di crisi.
Per rimanere completamente uniti a Cristo, per essere un cuore solo con il Sacro Cuore di Gesù, dobbiamo andare alla Beata Vergine Maria, Madre di Cristo e Madre della Chiesa, per imitare l’unità del suo Cuore Immacolato con il glorioso  cuore trafitto di Gesù e per chiedere la sua materna intercessione. Le ultime parole della Vergine Madre del Redentore registrate nei Vangeli sono quelle che ha rivolto agli addetti alla Festa di Nozze a Cana, ricorsi a lei angustiati per la mancanza di vino per gli ospiti dei novelli sposi. Ha risposto a loro e alla loro situazione di grande disagio portandoli al suo Figlio Divino, anch’egli ospite alla festa di nozze, e istruendoli: “Fate quello che vi dirà”.[13]
Queste semplici parole esprimono il mistero della Divina Maternità attraverso la quale la Vergine Maria è divenuta Madre di Dio, portando Dio, il Figlio Incarnato, nel mondo. Per lo stesso mistero, Ella continua ad essere il canale di tutte le grazie che incommensurabilmente e incessantemente sgorgano dal glorioso cuore trafitto del suo Figlio Divino nei cuori dei suoi fedeli fratelli e sorelle nel pellegrinaggio terreno verso la loro permanente dimora con Lui nel Cielo. Esattamente come ha fatto per gli addetti al vino delle nozze. di Cana, la nostra Madre benedetta, ci avvicinerà sempre più a Cristo che solo ci porta la pace in mezzo alle nostre prove.
Invocando l’intercessione della Beata Vergine Maria, dobbiamo anche invocare frequentemente durante il giorno l’intercessione di San Michele Arcangelo. Non c’è dubbio che la Chiesa si trovi a vivere un momento particolarmente feroce di battaglia contro le forze del male, contro Satana e le sue coorti. C’è un coinvolgimento decisamente diabolico nella confusione, divisione e errore sempre diffusi all’interno della Chiesa. Come San Paolo ci ha ricordato nella Lettera agli Efesini, “La nostra battaglia infatti non è contro creature fatte di sangue e di carne, ma contro i Principati e le Potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebra, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti”. [14]  San Michele Arcangelo è il nostro difensore nella battaglia, è la nostra “difesa dalle malvagità e insidie del diavolo” che non dorme mentre “vaga per il mondo alla ricerca della rovina delle anime”.[15]
La nostra Madre benedetta ci rende consapevoli della nostra comunione con tutti i santi e, in modo particolare, con san Giuseppe, il suo casto sposo e padre adottivo del suo divin Figlio. San Giuseppe è il patrono della Chiesa universale. Dobbiamo pregare ogni giorno per la pace della Chiesa, per la sua protezione contro ogni forma di confusione e divisione che sono sempre opera di Satana. Non senza ragione, uno dei titoli di San Giuseppe è “Terrore dei demoni”. Come buon padre, intercederà per la Chiesa, il Corpo Mistico di Cristo. La nostra Madre ci conduce anche a chiedere l’intercessione di San Pietro per il suo successore, Papa Francesco, perché sappia risolvere al meglio la grave situazione del mondo e della Chiesa, insegnando fedelmente la parola di Cristo e indirizzandolo al comportamento amorevole e fermo di un vero padre spirituale per la situazione del mondo d’oggi. Dobbiamo anche invocare l’intercessione dei grandi santi papi che, con santità eroica, hanno guidato la Chiesa nei momenti difficili. Penso a Papa San Leone il Grande, Papa San Gregorio il Grande, Papa San Gregorio VII, Papa San Pio V, Papa San Pio X e Papa Giovanni Paolo II. In modo particolare, dobbiamo pregare per i cardinali, che sono i principali consiglieri del romano Pontefice, che diano autentica assistenza al Santo Padre nell’esercizio del suo ufficio come “fonte e fondamento perenne visibile dell’unità dei vescovi e dell’intera società dei fedeli”.[16]
In questi tempi il servizio dei cardinali richiede loro una particolare chiarezza e coraggio, e la volontà di accettare qualunque sofferenza necessaria per essere fedeli a Cristo e alla sua Chiesa “fino all’effusione del loro sangue” (“Usque ad effusionem sanguinis“).
Avvicinandoci alla Madre di Dio che ci conduce in modo incessante al suo Divin Figlio, dobbiamo rimanere sereni  in ragione della nostra fede in Cristo che non permetterà alle “porte dell’inferno” di prevalere contro la sua Chiesa.[17]
Serenità non significa ignorare o negare la gravità della situazione in cui si trovano il mondo e la Chiesa. Significa piuttosto che siamo pienamente consapevoli della gravità della situazione, mentre allo stesso tempo presentiamo tutte le esigenze del mondo e della Chiesa a Cristo nostro Salvatore per intercessione della Beata Vergine Maria, San Michele Arcangelo, San Giuseppe, e tutta la comunione dei santi. Serenità significa che non cediamo ad una disperazione mondana che si esprime in modi aggressivi e ingiuriosi. La nostra fiducia è in Cristo. Sì, dobbiamo fare tutto quanto è in nostro potere per difendere la nostra fede cattolica in qualsiasi circostanza in cui è sotto attacco, ma sappiamo che la vittoria appartiene in definitiva e unicamente a Cristo. Così, quando noi abbiamo fatto tutto quello che possiamo, restiamo in pace, anche se riconosciamo che rimaniamo “servi inutili”.[18]
In nessun nostro pensiero o azione può esserci posto per lo scisma; il che sarebbe sempre e ovunque sbagliato. Dovremmo essere pronti ad accettare qualunque sofferenza possa venire per amore di Cristo e del Suo corpo mistico, la nostra santa Madre Chiesa. Come san Atanasio e gli altri grandi santi che hanno difeso la fede nei momenti di severa prova nella Chiesa, dobbiamo essere pronti ad accettare il ridicolo, i malintesi, la persecuzione, l’esilio e anche la morte, per rimanere con Cristo nella Chiesa sotto la Protezione materna della Beata Vergine Maria. Preghiamo che alla fine del nostro pellegrinaggio terreno possiamo dire con san Paolo:
Ho combattuto la buona battaglia, ho portato a termine la mia corsa, ho mantenuto la fede. Ora mi resta solo la corona di giustizia che il Signore, giusto giudice, mi consegnerà in quel giorno; e non solo a me, ma anche a tutti coloro che attendono con amore la sua manifestazione.[19]
Lo scisma è il frutto di un modo mondano di pensare, pensare che la Chiesa sia nelle nostre mani, anziché nelle mani di Cristo. La Chiesa nel nostro tempo ha grande bisogno della purificazione da ogni tipo di pensiero mondano. Piuttosto, con San Paolo che ha sofferto così tanto per la predicazione della fede a tutte le nazioni, dovremmo rallegrarci di completare nei nostri corpi le sofferenze di Cristo per la Sua Sposa, la Chiesa.[20]
Data la particolare natura delle prove della Chiesa nel nostro tempo, dobbiamo salvaguardare in particolare la nostra fede nell’ufficio petrino e il nostro amore per il successore di San Pietro, papa Francesco. Nostro Signore ha costituito la sua Chiesa sul fondamento fermo di Pietro e dei suoi successori. Il ministero di Pietro è essenziale per la vita della Chiesa. Rinnoviamo quotidianamente la nostra fede nella Chiesa e nell’ufficio del Romano Pontefice divinamente costituito e preghiamo con fervore per il Romano Pontefice che possa servire Cristo in tutta obbedienza e generosità.
Per concludere, nella mia risposta al giovane prete che ha espresso la preoccupazione che possiamo trovarci a vivere negli ultimi tempi, dopo aver detto che potrebbe essere così, ho proseguito dicendo che non dobbiamo preoccuparci se questi tempi siano apocalittici o no, ma rimanere fedeli, generosi e coraggiosi nel servire Cristo nel Suo corpo mistico, la Chiesa. Perché sappiamo che il capitolo finale della storia di questi tempi è già scritto. È la storia della vittoria di Cristo sul peccato e sul suo frutto più mortale, la morte eterna. Ѐ nostro compito scrivere, con Cristo, i capitoli che sopravvengono con la nostra fedeltà, coraggio e generosità come suoi veri collaboratori, veri soldati di Cristo. Bisogna rimanere buoni e fedeli servitori che attendono di aprire la porta del Maestro alla sua venuta.[21]
È mia speranza che queste riflessioni siano utili per vivere la vostra fede cattolica il più pienamente e perfettamente possibile in questi tempi travagliati. Spero, in modo particolare, che vi aiuteranno a vivere la vita della pace secondo il Cuore Immacolato di Maria, dal quale il Figlio di Dio ha preso un cuore umano, al fine di acquistare la pace per i nostri cuori per sempre. Facciamo nostro il più antico inno esistente dedicato alla Vergine Madre di Dio, trovato su un papiro egizio del III Secolo:
Sotto il tuo patrocinio ci rifugiamo, santa Madre di Dio. Non disprezzare le suppliche nelle nostre necessità, ma liberaci sempre da tutti i pericoli, O Vergine gloriosa e benedetta.[22]
Allo stesso modo, preghiamo nelle parole dell’antico inno dei Vespri per le feste della Beata Vergine Maria, Ave Maris Stella:
Mostrati come madre; che il Verbo divino, nato per noi, che ha scelto di essere tuo, accolga le nostre preghiere attraverso la tua intercessione.[23]
Non dubitiamo mai che la Beata Vergine Maria, Madre di Dio e Madre della Grazia Divina, ci condurrà al suo Divin Figlio, affinché i nostri cuori, una cosa sola con il suo Cuore Immacolato, possano sempre riposare nel Suo Cuore, unica fonte della nostra salvezza.
Amiamo e serviamo Cristo nella nostra vita quotidiana
Grazie per la vostra cortese attenzione. Pregate per me. Dio benedica voi le vostre case le vostre fatiche.
Raymond Leo Card. Burke
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1.  Cf. http://www.catholicculture.org/news/headlines/index.cfrm?storyid=32128 .
“Intervista: il cardinale Marx, il sig . Eie für alle,” Augsburger Allgemeine, il 14 luglio 2017.
2.  Mt 28, 20.
3. “Wir wissen, dass es um, dem leidenschaftlichen Hirten und Seelsorge R, schwerfiel, sein Amt zu lassen und die gerade in einer Zeit, in der Kirche besonders dringend überzeugender Hirten bedarf, die derDiktatur des Zeitgeistes widerstehen e ganz entschieden aus dem Glauben leben und denken. Aber umCosì mehr hat es miCh  bewegt, dasser in dieser Letzten Periode Seines Lebens loszulassen Cappello gelernt Und immer Mehr aus der tiefen Gewissheit lebte, dass der Herr sein Kirche nicht verlässt, auch wenn Manchmal Das Boot schon zum veloce Kentern angefültt ist “. Newsdesk@erzbistum-koeln.de .  Traduzione inglese dell’autore.
4.  Lumen Gentium, N. 22.
5.  Cf. Mt 16, 13-20.
6. Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 552.
7.  Gal 1, 6-10.
8.  Cf. Mt 19, 9.
9.  Cf. Lc 15, 1-7.
10.  Lc 15, 7.
11.  2 Pt 3, 13.
12.  Rev 19, 9.
13.  Gv 2, 5.
14. Ef 6, 12.
15. Preghiera a San Michele Arcangelo. (Sancte Michaël Archangele, defende nos in proelio; contra nequitiam et insidias diaboli esto praesidium. Imperet illi Deus, supplices deprecamur: tuque, Princeps militiae caelestis, Satanam aliosque spiritus malignos, qui ad perditionem animarum pervagantur in mundo, divina virtute in infernum detrude. Amen.) (San Michele Arcangelo, difendici nella lotta; sii nostro aiuto contro la cattiveria e le insidie del demonio. Che Dio eserciti il suo dominio su di lui, supplichevoli ti preghiamo: tu, che sei il Principe della milizia celeste, con la forza divina rinchiudi nell’inferno Satana e gli altri spiriti maligni che girano il mondo per portare le anime alla dannazione. Amen.)
16. Lumen Gentium, N. 22.
17.  Mt 16,18.
18.  Lc 17, 10.
19.  2 Tim 4, 7-8.
20. Cf. Col 1, 24-29.
21. Cf. Lc 12,35-38.
22 “Sub tuum praesidium confugimus, sancta Dei Genetrix; nostras deprecationes ne despicias in necessitatibus nostris, sed periculis cunctis libera nos sempre, Virgo gloriosa et benedicta”. Enchiridion Indulgentiarum. Normae et concessiones, Ed. 4ª (Città del Vaticano: Libreria Editrice Vaticana, 1999), p. 65, n. 17. [EnchInd]. Traduzione inglese: Manuale di Indulgenze. norme e concessioni, Tradotto in inglese dalla quarta edizione (1999) (Washington, DC: Conferenza degli Stati Uniti dei Vescovi Cattolici, 2006), p. 62, n. 17.[EnchIndEng].
23. “Monstra te esse matrem, sumat per te preces qui pro nobis natus tulit esse tuus” The Raccolta or A Manual of Indulgences. Prayers and Devotions Enriched with Indulgences, tr. Joseph P. Christopher, Charles E. Spence and John F. Rowan (New York: Benziger Brothers, Inc., 1957), pp. 222-223, no. 321.
[Traduzione a cura Chiesa e post-concilio]
* * *
 Testo integrale dell’Ave Maris Stella
Ave maris stella,
Dei Mater alma
Atque semper virgo
Felix caeli porta
Sumens illud ave
Gabrielis ore
Funda nos in pace
Mutans Evae nomen
Solve vincla reis
Profer lumen caecis
Mala nostra pelle
Bona cuncta posce
Monstra te esse matrem
Sumat per te preces
Qui pro nobis natus
Tulit esse tuus
Virgo singularis
Inter omnes mitis
Nos culpis solutos
Mites fac et castos
Vitam praesta puram
Iter para tutum
Ut videntes Jesum
Semper collaetemur
Deo Patri sit gloria
Christo summo decus
et Spiritui sancto
Tribus honor unus. Amen.
Ave, stella del mare
Eccelsa madre di Dio
E sempre Vergine,
Felice porta del cielo
Accogliendo quell'”Ave”
dalla bocca di Gabriele,
rendici saldi nella pace,
mutando il nome di Eva.
Sciogli i vincoli per i rei,
dà luce ai ciechi,
allontana i nostri mali,
ottienici ogni bene.
Mostrati come Madre,
da te accolga la nostra preghiera,
Colui che, nato per noi,
scelse di esser tuo Figlio.
Vergine unica,
tra tutti i miti,
sciolti dalle nostre colpe,
rendici puri e casti.
Donaci una vita pura
rendi sicuro il cammino,
così che vediamo il tuo Figlio,
pieni di gioia nel cielo.
Sia lode a Dio Padre,
gloria somma a Cristo,
e allo Spirito Santo
unico onore alla Santa Trinità. Amen.