ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

martedì 10 ottobre 2017

Per tutti noi e per le nostre famiglie

Mi piace quando taci, perché sei come assente

Diceva un vecchio motto - tratto da non so dove - “mi piace quando taci, perché sei come assente”. E’ un po’ severo, ma esprime bene il modo di operare dei totalitarismi e delle élite, tra le quali merita un posto di onore Santa Madre Chiesa. Sempre meno santa e madre, ma comunque Chiesa.

L’esempio ultimo e più imbarazzante è quello del silenzio polacco registrato nelle ultime ore. Per silenzio polacco intendiamo il nulla di notizie che Avvenire, Osservatore e compagnia sedicente “cattolica”ha dedicato alla mobilitazione di un milione di polacchi intenti a recitare il rosario a difesa dell’identità culturale e religiosa della nazione.


Loro, i polacchi, che sanno bene cosa capita quando l’ideologia prevarica la fede, e che hanno già dato il loro contributo di sangue sotto un po’ tutti i totalitarismi del secolo scorso, non ci hanno pensato due volte a scendere in piazza, anzi a disporsi lungo i confini, per erigere un muro di preghiere alto fino al cielo.

Ops, errata corrige: non un muro, ma un ponte lungo fino al cielo. In realtà non cambia di molto, o forse sì? Si può supporre che i profeti della misericordia non accetteranno la revisione e per questo terranno nell’oblio l’immenso evento.

Beati voi, fratelli polacchi! Quando inizierà il tempo dell’ira sarete ben protetti, al contrario di noantri.

Del resto, perché stupirsi? La Cattolica - dovremmo forse dire la “Multinazionale” dato che alcuni popoli non sono più di suo interesse - agisce così da tempo. Pensate a quanto continua a capitare con l’uso dei riti: la Missa antica silenziata e nascosta, in primis al clero e ai seminaristi, affinché né si conosca né tanto meno si celebri e dunque possibilmente si estingua.
Come concludere? Direi con le parole di Gesù, in attesa che censurino pure quelle: “se hanno trattato così il legno verde…”

di Satiricus
http://www.campariedemaistre.com/2017/10/mi-piace-quando-taci-perche-sei-come.html


CHIUSURA CENTENARIO APPARIZIONI DI FATIMA:

13 OTTOBRE 1917/2017


recita del santo Rosario tutti insieme,
in qualunque parte d’Italia ci troviamo:
da soli o in piccoli gruppi, in chiesa, nei campi o altrove:

venerdì 13 ottobre 2017
alle ore 17,30
da offrire alla Madonna perché
presenti queste nostre suppliche a suo Figlio Gesù
e le trasformi in grazie e benedizioni
per tutti noi italiani e per le nostre famiglie
così esposte a tutti i pericoli dell’anima e del corpo. 



PREGHIERA PER L’ITALIA A SAN GIUSEPPE

Glorioso San Giuseppe,
sposo della Vergine Maria, Madre di Gesù
tu che sei Patrono della Chiesa universale,
ascolta le suppliche che ti rivolgiamo
in quest’ora di confusione e di decadimento:
proteggi l’Italia e tutte le nostre famiglie. 
Quell’Italia scelta con predilezione da Cristo
per collocarvi la Sede del Suo Vicario, il Papa,
quell’Italia disseminata dei Santuari
della Vergine Maria, e forgiata dai Santi.

Ottienici, con la tua potente intercessione,
unita a quella della tua Santissima Sposa,
uomini nuovi,

che abbiano il coraggio di abrogare
le inique leggi contro Dio e contro l’uomo.
Fa’ che la nostra Patria possa continuare ad essere
centro vivo di civiltà cristiana,
faro di luce in tutto il mondo,
terra di Santi per la gloria di Dio
e per la salvezza di tutti gli uomini.

Gesù, Giuseppe e Maria, benedite, proteggete e salvate l’Italia,
Così sia

http://www.unavox.it/Eventi/Eventi_2017/1710_Rosario_centenario_Fatima.html
OFF TOPIC SU FATIMA E IL 13 OTTOBRE.
Si è già parlato dell’iniziativa dell’AIASM (Associazione Italiana Accompagnatori Santuari Mariani) per venerdì 13 ottobre, giorno in cui si ricordano i cento anni dall’ultima apparizione della Madonna a Fatima.
Qui pubblichiamo il volantino di un’altra iniziativa:

ANTIDOTO POLACCO

Il muro di preghiera richiama il mondo e l'Italia così

Se avevano ragione a credere che solo la preghiera di un popolo lo può salvare, più di ogni strategia umana, di ogni apertura dimentica delle proprie identità, più di ogni facile irenismo che cancella le differenze, prima o poi lo vedremo. Perché se la preghiera, per chi come loro crede davvero nelle parole di Gesù, è il più grande atto di realismo e di azione efficace e concreta, presto o tardi, non si potranno non notarne gli effetti. Infatti, dice Gesù nel Vangelo: “Ebbene, io vi dico: chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto. Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pesce, gli darà una serpe al posto del pesce? O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione? Se voi dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro del cielo darà lo Spirito Santo a quelli che glielo chiedono!”. Figurasi se a chiederglielo è una nazione intera che ha conservato la fede.
Erano infatti un milione e passa i vescovi, sacerdoti, religiosi e i fedeli laici polacchi, che sabato 7 ottobre, in occasione della festa della vittoria di Lepanto e del centenario delle apparizioni della Madonna a Fatima, si sono disposti sui confini del loro Paese pregando per la pace e per la difesa delle radici cristiane dell'Europa, scongiurando la minaccia terroristica e l’islamizzazione. Dopo aver partecipato alla Celebrazione Eucaristica e all'adorazione del Santissimo Sacramento nelle oltre 320 chiese (di 22 diocesi) disposte sul confine, alle ore 14:00 sacerdoti e fedeli si sono riversati negli aeroporti, nelle stazioni ferroviarie, sulle montagne, nei boschi, nelle città, sulle rive del mare, nei porti e addirittura sulle navi (in tutto circa 4 mila siti) pregando tutti i misteri del Rosario e coprendo tutti i 3.511 chilometri di confine che separa la Polonia dalla Germania, l’Ucraina, la Bielorussia, la Lituania, la Repubblica Ceca, la Slovacchia e il Mar Baltico.
Pawel Rytel Andrianik, portavoce della Conferenza episcopale polacca, ha dichiarato che si tratta del secondo evento di preghiera più grande d’Europa dopo la Giornata mondiale della gioventù del 2016. E’ così che è stato innalzato un vero e proprio muro di difesa come quello che per mezzo della Madonna fu costruito dalle schiere celesti causando la miracolosa vittoria dei cristiani contro gli invasori islamici a Lepanto che, in netta minoranza, tramite il Rosario avevano chiesto la Sua intercessione. Come a ricordare che quando ogni speranza umana è finita, resta un’arma che i figli delle tenebre (i quali hanno bisogno di numerosi adepti, di forze umane e di bombe e fucili per prevalere) non hanno, la preghiera a Dio Onnipotente. 
Non solo la Conferenza episcopale intera ha appoggiato l’evento, ideato dall’associazione Solo Dio Basta certa delle parole della Madonna sulla preghiera e sul fatto che “il Rosario è l’arma più potente contro il male”, ma anche la politica si è schierata con il primo ministro, Beata Szydlo, che ha supportato l’evento anche twittando l’immagine di un rosario con un crocifisso. Al Rosario, poi, hanno partecipato anche altri politici, atleti e personaggi dello spettacolo e della cultura. All’Independent Catholic News (Icn), che ha intervistato alcune persone presenti, è stato detto che “abbiamo pregato per la riconciliazione, la salute e le buone relazioni delle famiglie e per la pace nel cuore umano della Polonia e del mondo”, perché “il cambiamento avviene attraverso il Rosario”. 
Molti avevano attaccato gli organizzatori per aver fatto riferimento alla minaccia dell’ateismo e dell’islamismo, nonostante ciò durante la Messa trasmessa da Radio Marial’arcivescovo di cracovia, Marek Jedraszewski, ha chiarito lo scopo della supplica affinché “l’Europa rimanga Europa…preghiamo per le altre nazioni europee e per il mondo, affinché si capisca che abbiamo bisogno di ritornare alle radici cristiane della cultura europea se vogliamo che l’Europa rimanga Europa”. Un fedele in preghiera nella città di Gdansk, Krzysztof Januszewski, ha invece risposto alla Associated Press che “in passato eravamo depredati dai sultani, dai turchi e da persone di altre religioni... Oggi l’islam ci sta invadendo e temiamo ancora. Temiamo gli attentati terroristici e le persone che abbandonano la fede”. 
L’imponenza della risposta dei fedeli all’evento, sostenuto e sponsorizzato anche dai vescovi, ha colpito tutto il mondo costringendo anche le grandi testate a parlarle, che pur avevano cercato di non dandogli troppo risalto. Così, in vista del centenario della fine delle apparizioni della Madonna a Fatima, il 13 ottobre 2017, l’Associazione Italiana Accompagnatori Santuari Mariani (Aiasm) ha lanciato un’iniziativa simile (a cui stanno già aderendo in molti) per continuare la supplica in comunione con i fratelli polacchi. Si chiede che venerdì prossimo su tutto il territorio italiano ogni persona che voglia aderire digiuni a pane e acqua per tutto il giorno e alle 17.30 preghi il Rosario o in gruppo o nella propria parrocchia con previa confessione sacramentale (come in Polonia si chiede lo stato di grazia).

“Ma perché - scrive Aiasm - proprio la preghiera e il digiuno?”. Anche qui, si legge in riferimento ad un Messaggio della Vergine a Medjugorje, che “la Madonna ci insegna che il Rosario è la più potente arma contro il male e con il digiuno si possono fermare anche le guerre e gli eventi naturali”. 

Benedetta Frigerio


'San Michele l'Angelo dell'Apocalisse', successo del colossal “epico” contro il male. Parla Lorenzo Cioce



Lorenzo Cioce è un poeta. Non solo. Lorenzo Cioce è uno scrittore. Non solo. Lorenzo Cioce è un curatore. Ha messo in scena e lavorato a "Lo sguardo oltre il fango" con Simone Martino e ora al libretto dell'Opera Musicale "San Michele l'Angelo dell'Apocalisse", che ha esordito a Roma in anteprima mondiale il 29 settembre nella Basilica di Maria Sopra Minerva con grande successo. IntelligoNews lo ha contattato, per farsi raccontare l'ispirazione di un giovane talento e come il tema della spiritualità non sia affatto stato ucciso dal progresso.

San Michele Arcangelo dell'Apocalisse è pensato da un giovane artista, lei. Come nasce questa scrittura teatrale, da quale ispirazione?

'San Michele l'Angelo dell'Apocalisse', successo del colossal “epico” contro il male. Parla Lorenzo Cioce
"Nasce dall'ispirazione del maestro Simone Martino che si trovava presso la Basilica San Giovanni in Laterano di Roma con i ragazzi dell’associazione volontari “Progetto Insieme”, dove ci siamo conosciuti. Trovandosi davanti un dipinto di San Michele Arcangelo il maestro ha ammesso di non conoscere la sua figura. Così ha deciso di informarsi e da lì è nata l'idea del musical, un colossal “epico”. Poi l’idea è stata portata avanti: è stata proposta prima a me, poi ci siamo fatti aiutare da padre Gaetano Saracino per la dimensione spirituale e dopo pochi mesi è arrivato il produttore Aristotele Aebli che si è entusiasmato e con coraggio e cuore ha portato avanti il progetto scritto per la maggior parte presso il santuario di Monte Sant’Angelo, che è patrimonio Unesco ed è riconosciuto come uno dei santuari più belli del mondo".

Quando avete e quanto è difficile per un gruppo di giovani arrivare a mostrare le proprie opere? Perché il lavoro è sempre frutto di una squadra vero?

'San Michele l'Angelo dell'Apocalisse', successo del colossal “epico” contro il male. Parla Lorenzo Cioce
"Questo è un gruppo variegato, non ci sono solo giovani nonostante la media di età non sia molto elevata. Più che il debutto, è complicato trovare le risorse per i musical in questo Paese. Ci sono pochissime sovvenzioni statali ed è difficile entrare nei grandi teatri di circuito perché spesso ripropongono vecchi stereotipi soprattutto di stampo anglosassone. Diciamo che la cosa più complicata è proporre inediti. La fortuna però è stata quella di aver conosciuto il produttore e soprattutto quella di aver convinto il Pontificio Consiglio della Cultura presieduto dal cardinal Ravasi che questa fosse un’opera curata e di grande qualità, sia a livello musicale sia a livello di scrittura. Dall'altra non può non essere un lavoro di squadra il teatro, ci si si confronta, discute, ricombina le carte, non ci può essere una formula vincente. E la fiducia è stata fondamentale per il debutto del 29 settembre del 2017 presso la Basilica di Maria Sopra Minerva dove c’erano più di mille persone e c’è stato un grande entusiasmo dall’inizio alla fine. Forse perché in Italia non si era mai vista una cosa del genere o forse perché non è proponibile nel nostro Paese che un luogo di interesse culturale venga vivacizzato da un’opera inedita... fatto sta che stavolta non è stato il solito concerto classico. Il successo della scelta è stato poi  dimostrato dai turisti che ci chiedevano continuamente di pagare il biglietto e ci chiedevano informazioni. Questo potrebbe essere uno spunto per le istituzioni per far sì che sempre più spettacoli facciano vivere i monumenti, come viene fatto all’estero".

Cosa si aspetta di trasmettere? Con quale emozione vuole che esca chi vede l'opera? C'è solo o c'è anche un messaggio spirituale?

"Il messaggio che vogliamo dare è sicuramente quello di pace e speranza, ma non nel senso banale, ma in modo forte perché il male esisterà sempre e Michele dovrà sempre levare la spada finché ci sarà vita. Quello che ha fatto Andrea Palotto, il regista, è stato umanizzare la lotta perché Lucifero è ognuno di noi quando si decide di chiudersi in se stessi senza appoggiarci all’altro, quando c'è rabbia, invidia, corruzione, omertà. Sono aspetti che fanno parte della realtà di tutti i giorni soprattutto nel nostro Paese. San Michele vuole lanciare questo messaggio di lotta contro il male che non nasce soltanto ribellandosi, ma dal desiderio di esprimersi anche creativamente con l’arte soprattutto con la propria felicità. E’ un messaggio umano. Dalle recensioni e da quello che è scaturito dalla pagina Facebook dello spettacolo “San Michele l’angelo dell’Apocalisse” possiamo dire che c’è grande entusiasmo e c’è bisogno di un linguaggio musicale come quello che ha proposto Simone Martino". 

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