ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

giovedì 4 gennaio 2018

La pace “agli uomini di buona volontà”?

Vladimir Putin: "Se guardi intorno a ciò che dice (il Papa), è chiaro che non è un uomo di Dio. Almeno non il Dio cristiano, non il Dio della Bibbia. "

http://alfredodecclesia.blogspot.de/2018/01/vladimir-putin-se-guardi-intorno-cio.html
Anno 2018: pace e bene!
Ma il mondo è cambiato: ergo… guerra e male!… Bergoglio dixit



Ogni anno, ormai da decenni, il primo giorno dell’anno nuovo è occasione per invocare formalmente la pace nel mondo… il che, a prima vista, è cosa ben fatta.
Ma ogni anno, dalla sede in cui vengono confezionati i messaggi per la pace nel mondo, e cioè il Vaticano, arrivano le stesse superficialità, le stesse banalità, le stesse parole d’ordine che muovono migliaia di uomini a manifestare per la pace, mentre amici e parenti sono intenti a portare la guerra nel mondo… in nome della pace!

Schizofrenia pura? Peggio: perdita dell’intelletto!

Con l’arrivo di Bergoglio in Vaticano, alle motivazioni precedenti se n’è aggiunta una nuova: “pace ai migranti”, cioè a coloro che da casa loro vengono a casa nostra convinti che ne abbiano il diritto e che noi si abbia il dovere di lasciarli fare!
Mah!

Quest’anno 2018, Jorge Mario Bergoglio ha aperto il suo “messaggio per la cinquantunesima giornata mondiale per la pace” con la consueta battuta strumentale: “La pace, che gli angeli annunciano ai pastori nella notte di Natale


E no! Caro Bergoglio, gli Angeli non annunciano la pace ai pastori, ma cantano una verità soprannaturale rivolgendosi agli uomini sulla terra, i quali hanno bisogno di ricordare che c’è una sola pace possibile nel mondo: la pace che il Figlio di Dio fattosi Uomo ha apportato agli “uomini di buona volontà”.

Da dopo il Vaticano II, seguendo la moda novatrice dello stravolgimento del testo sacro, questi “uomini di buona volontà” sono diventati gli “uomini che Dio ama”.
Versione aggiornata sulla base di una palese imbecillità, poiché parlare di “uomini che Dio ama”, significa parlare correlativamente di “uomini che Dio non ama“. Ma la perdita del ben dell’intelletto è tale che i novatori vaticanosecondisti non si accorgono neanche che nel tentativo di far passare un messaggio miseramente sentimentale, diffondono un messaggio blasfemo.
Una tragedia! Una tragedia che dura da decenni!

Il testo del passo di San Luca (2, 10-14) in cui si racconta del Natale, recita così:

Et dixit illis angelus: Nolite timere; ecce enim evangelizo vobis gaudium magnum, quod erit omni populo: quia natus est vobis hodie Salvator, qui est Christus Dominus in civitate David. Et hoc vobis signum: invenietis infantem pannis involutum, et positum in praesepio. Et subito facta est cum angelo moltitudo militiae celesti laudantium Deum, et dicentium: Gloria in altissimis Deo, et in terra pax ho minibus bonae voluntatis.

L’angelo disse loro: Non temete, ecco vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi vi è nato nella città di Davide il Salvatore, che è il Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, e adagiato in una mangiatoia. E subito apparve con l’angelo la moltitudine delle milizie celesti che lodavano Dio e dicevano: Gloria a Dio nel più alto dei cieli 
e pace in terra agli uomini di buona volontà.

Questo passo è quello che si legge da duemila anni a Natale, e per duemila anni è stato inteso secondo il significato palese e nient’affatto misterioso: la nascita di Gesù è apportatrice di pace agli “uomini di buona volontà. Il che, non solo è semplicissimo da capire, ma è intrinsecamente logico e irreversibile o non mutabile: Cristo porta in terra la pace, non a tutti, ma solo agli uomini di “buona volontà”, cioè agli uomini la cui volontà è ben diretta, è buona, è corretta, è conforme alla volontà di Dio; agli uomini che pensano, che sentono e che vivono in conformità con la volontà di Dio.
Sarebbe veramente assurdo che Dio offrisse la Sua pace agli uomini di “cattiva volontà”, e cioè agli uomini che non guardano a Dio, ma agli altri uomini e a se stessi, come se Dio non esistesse… come se non esistesse quello stesso Dio che a parole si dice di voler adorare: il Bambino Gesù.

Quindi, non v’è dubbio che il canto degli Angeli è chiaramente e correttamente specificato: essi cantano le lodi di Dio e invitano gli uomini a fare altrettanto.

Ma torniamo a Bergoglio:
«Pace a tutte le persone e a tutte le nazioni della terra! La pace, che gli angeli annunciano ai pastori nella notte di Natale è un’aspirazione profonda di tutte le persone e di tutti i popoli, soprattutto di quanti più duramente ne patiscono la mancanza. »

No! Caro Bergoglio, quella pace non è un’aspirazione “profonda” di tutti, è l’invito a sottomettersi alla volontà di Dio, e questo, caro Bergoglio, lei non lo dice, perché non è questo che vuole insegnare; lei, come tutti i papi moderni, vuole insegnare che i doni di Dio sono più indiscriminati che gratuiti. Il che è falso! Perché i doni di Dio sono gratuiti per coloro che li cercano e li agognano, ma vengono concessi al prezzo della sottomissione a Dio, vengono concessi al prezzo del riconoscimento della Verità e dell’adeguarsi ad essa. 
Come col Natale, quando l’invito degli Angeli è rivolto innanzi tutto a riconoscere l’Incarnazione del Figlio di Dio, riconoscimento che è presupposto indispensabile per poter godere del dono della pace.
Pace in terra agli uomini di buona volontà”.

«Con spirito di misericordia, abbracciamo tutti coloro che fuggono dalla guerra e dalla fame o che sono costretti a lasciare le loro terre a causa di discriminazioni, persecuzioni, povertà e degrado ambientale.»… dice Bergoglio…

Ora, a parte i luoghi comuni, peraltro tutti da dimostrare… ma fuggire dal “degrado ambientale” è proprio una battuta di cattivo gusto.
In realtà qui si parla semplicemente dei cosiddetti “migranti” e cioè di quella  gente che si sposta dalla propria casa per andare a casa degli altri. E il semplice fatto di essere dei migranti non qualifica gli stessi come destinatari della pace di Dio. Se costoro migrassero, come i pastori di Betlemme, per andare a riconoscere l’Incarnazione del Figlio di Dio, allora sì che potrebbero aspettarsi la pace annunciata dagli Angeli, ma lo stesso Bergoglio afferma che
«le persone migrano anche per altre ragioni, prima fra tutte il desiderio di una vita migliore, unito molte volte alla ricerca di lasciarsi alle spalle la “disperazione” di un futuro impossibile da costruire

Quindi, migrano per ragioni meramente umane, mosse solo dalla voglia di “vivere meglio”, cosa che, non solo non basta per meritare la pace di Dio, ma non basta neanche per meritare la pace del mondo.
Che significa infatti che migrano per “il desiderio di una vita migliore”?
Cos’è questa vita migliore?
Riflettiamo con calma.
Milioni di persone lasciano la loro terra, i loro simili, perfino i loro parenti e i loro amici, per venire a stabilirsi, o a tentare di farlo, a casa nostra, in questo Occidente che aspira solo al benessere e al godimento terreno, magari con un lauto stipendio, una bella casa con la televisione e una rete di cinema e di sale da ballo, intervallati da gite fuori porta e da ferie al mare o in montagna per praticare i nuovi divertimenti marini o montani.
Possono costoro che lasciano perfino i loro costumi ancestrali e i loro ricordi atavici, per venire ad acquisire il nulla multicolore dell’Occidente moderno che vive a prescindere da Dio, possono costoro meritare la pace di Dio?

Chiunque abbia un minimo di buon senso si rende conto che tale migrazione non porta con sé alcun titolo di merito agli occhi di Dio. E per quanto riguarda gli uomini, porta solo scompiglio nelle terre in cui arriva, se non altro perché costringe a fare spazio in posti che già di spazio ne hanno poco. Senza contare che l’arrivo di gente intenzionata solo a condurre una vita migliore, comporta il moltiplicarsi degli oneri per le popolazioni in cui intendono inserirsi, oneri che aggravano la già precaria condizione in cui vivono tanti di esse. Problemi su problemi.

Cos’ha a che vedere tutto questo con la pace “agli uomini di buona volontà”?
Semmai ha a che vedere con una sorta di sorda guerra, a incominciare dalla guerra per lo spazio vitale, che molti residenti delle nazioni invase dai migranti vivono come un’ingiusta prevaricazione. Sì, una sorta di guerra, perché la prevaricazione porta alla guerra.

Ma ciò nonostante, con un palese disprezzo per il buon diritto di ognuno di sentirsi padrone a casa sua, ecco che Bergoglio se ne viene fuori con la solita battuta da quattro soldi:
«In molti Paesi di destinazione si è largamente diffusa una retorica che enfatizza i rischi per la sicurezza nazionale o l’onere dell’accoglienza dei nuovi arrivati, disprezzando così la dignità umana che si deve riconoscere a tutti, in quanto figli e figlie di Dio

E no! Caro Bergoglio, qui se c’è una dignità disprezzata è quella delle popolazioni che vedono arrivare a frotte gente estranea pronta a mangiare il loro pane, a invadere le loro strade, a occupare le loro case, a confondere i loro usi e i loro costumi, senza parlare del serpeggiare di religioni ostili alla loro. E questa, caro Bergoglio, è guerra!

«Quanti fomentano la paura nei confronti dei migranti, magari a fini politici, anziché costruire la pace, seminano violenza, discriminazione razziale e xenofobia, che sono fonte di grande preoccupazione per tutti coloro che hanno a cuore la tutela di ogni essere umano

E no! Caro Bergoglio, nessuno fomenta paura o altro, nessuno semina violenza, il fatto è che ormai siete in tanti, in troppi, a non avere a cuore la tutela degli esseri umani che vivono a casa loro, in quella stessa casa da generazioni, con sacrifici di generazioni su generazioni… nessuno di voi ricorda più che l’amore per il prossimo è l’amore per la propria famiglia, per i propri parenti, per i propri amici, per i propri conoscenti; e non certo l’amore per chiunque arrivi non invitato… per questi può esserci solo il senso dell’ospitalità, e l’ospite è colui che arriva, viene rifocillato, lavato e vestito e poi va via ringraziando. I migranti che lei esalta invece, caro Bergoglio, sono quelli che entrano in casa di chi li ospita e non se ne vogliono andare più, sono quelli che un solo titolo li può opportunamente qualificare: invasori. E gli invasori portano la guerra!E a proposito di discriminazione razziale e di xenofobia, caro Bergoglio, si rende minimamente conto che ci troviamo al cospetto di razzisti e xenofobi che arrivano a casa nostra con la pretesa che noi dovremmo solo accoglierli e provvedere alla soddisfazione di ogni loro esigenza? Se ne rende conto? Ne ha mai sentito parlare?
E questo può provocare solo guerra!

E ancor di più fomentano la guerra, caro Bergoglio, quelli che come lei si permettono di dire:
«Tutti gli elementi di cui dispone la comunità internazionale indicano che le migrazioni globali continueranno a segnare il nostro futuro. Alcuni le considerano una minaccia. Io, invece, vi invito a guardarle con uno sguardo carico di fiducia, come opportunità per costruire un futuro di pace

Un futuro di pace? Ma allora, caro Bergoglio, lei lo fa apposta, lei provoca… e da tre ore che diciamo che tutto questo porta alla guerra… e lei parla di “futuro di pace”… ma allora lei bara, caro Bergoglio. Un futuro di pace può esserci solo a condizione che tutti, residenti e migranti adorino il vero Dio e conducano una vita informata dalla Sua volontà. Ma lei questo non lo dice, perché non è questo che vuole insegnare, non è la verità che vuole insegnare, ma le menzogne che corrono nel mondo e che servono a distruggere ogni identità, ogni valore, ogni dignità, in nome di un mondo senza Dio in cui tutti devono essere schiavi del benessere materiale il cui orchestratore è il demonio.
Ma, caro Bergoglio questa è guerra!

E a questo punto ci viene il sospetto che Lei sia anche in mala fede.
Che significa infatti:
«tutti facciamo parte di una sola famiglia, migranti e popolazioni locali che li accolgono, e tutti hanno lo stesso diritto ad usufruire dei beni della terra, … Queste parole ci ripropongono l’immagine della nuova Gerusalemme. Il libro del profeta Isaia (cap. 60) e poi quello dell’Apocalisse (cap. 21) la descrivono come una città con le porte sempre aperte, per lasciare entrare genti di ogni nazione, che la ammirano e la colmano di ricchezze. La pace è il sovrano che la guida e la giustizia il principio che governa la convivenza al suo interno

E no! Caro Bergoglio, è ora di smetterla di raccontare frottole cercando di spacciarle per parole della Bibbia. Non ne possiamo più di inganni e di blasfemie!

Ecco cosa dice Isaia: 

Alzati, rivestiti di luce, perché viene la tua luce,
 la gloria del Signore brilla sopra di te.
 Poiché, ecco, le tenebre ricoprono la terra, 
nebbia fitta avvolge le nazioni;
 ma su di te risplende il Signore,
 la sua gloria appare su di te.


E cioè che solo dove regna la volontà di Dio ci sarà luce, tutt’intorno è solo tenebra.

Alza gli occhi intorno e guarda:
 tutti costoro si sono radunati, vengono a te.
 I tuoi figli vengono da lontano,
 le tue figlie sono portate in braccio. … tutti verranno da Saba, portando oro e incenso 
e proclamando le glorie del Signore.

E cioè che tutti vengono in nome di Dio per servire Dio.

Sono navi che si radunano per me,
 le navi di Tarsis in prima fila,
 per portare i tuoi figli da lontano,
 con argento e oro, 
per il nome del Signore tuo Dio,
 per il Santo di Israele che ti onora.
 Stranieri ricostruiranno le tue mura,
 i loro re saranno al tuo servizio.

E cioè che da ogni parte vengono per adorare il Signore e per porsi al suo servizio.

Le tue porte saranno sempre aperte,
 non si chiuderanno né di giorno né di notte,
 per lasciar introdurre da te le ricchezze dei popoli 
e i loro re che faranno da guida. Perché il popolo e il regno
 che non vorranno servirti periranno
 e le nazioni saranno tutte sterminate.


E cioè che solo nel nome del Signore può esserci armonia, che le porte sono aperte solo per coloro che vogliono servire il Signore, mentre chi non si sottomette alla Sua volontà verrà sterminato.

Saprai che io sono il Signore tuo salvatore 
e tuo redentore, io il Forte di Giacobbe.
 Farò venire oro anziché bronzo,
 farò venire argento anziché ferro,
 bronzo anziché legno,
 ferro anziché pietre. Costituirò tuo sovrano la pace,
 tuo governatore la giustizia.

Cioè che solo il Signore dev’essere servito e adorato, ed allora ci sarà pace e giustizia.

Capito, Bergoglio? Non le chiacchiere e le bugie che propala lei.

E San Giovanni dice:

E Colui che sedeva sul trono disse: Io sono l'Alfa e l'Omega, 
il Principio e la Fine.
 A colui che ha sete darò gratuitamente 
acqua della fonte della vita.
 Chi sarà vittorioso erediterà questi beni; 
io sarò il suo Dio ed egli sarà mio figlio.

E cioè che Dio premia i Suoi fedeli e fa Suoi figli quelli che Lo riconoscono loro Dio.

Le nazioni cammineranno alla sua luce 
e i re della terra a lei porteranno la loro magnificenza.
 Le sue porte non si chiuderanno mai durante il giorno,
 poiché non vi sarà più notte.
 E porteranno a lei la gloria e l’onore delle nazioni.
 Non entrerà in essa nulla d'impuro,
 né chi commette abominio o falsità,
 ma solo quelli che sono scritti
 nel libro della vita dell’Agnello.

E cioè che tutti quelli che vengono, vengono a portare e non a prendere, vengono per lodare e per servire il Signore, e non tutti sono i benvenuti, ma solo coloro che si sono dedicati al Signore e che il Signore riconosce come i Suoi.

Capito, Bergoglio? Con che faccia cerca di cambiare le carte in tavola, pensa forse che siamo tutti scemi?

E a questo punto c’è solo da dire che lei, Bergoglio, non è degno della minima fiducia, è un ingannatore, ed è inutile che ammucchia le sue panzane nei suoi discorsi e nei suoi scritti, di cui ormai non se ne può più.

Piuttosto, si vada a rileggere i versetti da 10 a 15 del capitolo 22 dell’Apocalisse, e pensi anche solo per un momento che “forse” li si parla anche di lei e di quelli come lei… chissà… potrebbe farle bene riflettere e battersi il petto.

Il perverso continui pure a essere perverso, l’impuro continui ad essere impuro e il giusto continui a praticare la giustizia e il santo si santifichi ancora.Ecco, io verrò presto e porterò con me il mio salario, per rendere a ciascuno secondo le sue opere. Io sono l’Alfa e l'Omega, il Primo e l’Ultimo, il principio e la fine. Beati coloro che lavano le loro vesti: avranno parte all’albero della vita e potranno entrare per le porte nella città. Fuori i cani, i fattucchieri, gli immorali, gli omicidi, gli idolàtri e chiunque ama e pratica la menzogna!


di Giovanni Servodio

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