ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

giovedì 15 febbraio 2018

Sacrilegi..involontari?


COMUNIONE IN MANO. UN ESPERIMENTO DOCUMENTA LA POSSIBILITÀ DI INFINITI SACRILEGI QUOTIDIANI E INVOLONTARI. PER CHI CREDE ALLA TRANSUSTANZIAZIONE.

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, vorrei tornare sul tema della comunione in bocca o in mano con un interessante articolo che ho trovato su Infovaticana, e che propone in maniera molto forte il problema di un involontario sacrilegio. Tutto questo, ovviamente, ha un senso se si pensa che l’ostia divenga realmente corpo di Cristo nella consacrazione; e se lasciamo a discussioni alambiccate e bizantine le tesi fumose di alcuni rozzi e verbosi professorini, influenzati da convinzioni luterane.
Come sappiamo negli ultimi cinquanta anni si è generalizzata la pratica di ricevere la comunione nella mano, per poi consumarla individualmente. In piedi, generalmente; tanto che di recente c’è chi ha lanciato una petizione affinché si torni a usare gli inginocchiatoi per la distribuzione dell’eucarestia.

Infovaticana ci informa che un seminarista statunitense ha voluto fare un esperimento per verificare se nella pratica della comunione in mano può essere mostrato il dovuto rispetto a quello che è il corpo di Gesù. (Come abbiamo detto sopra: sempre che ci si creda…).
Il seminarista ha utilizzato per il suo esperimento un’ostia non consacrata e un guanto nero, che permetterà di vedere con sufficiente chiarezza i risultati dell’esperimento. Come prima cosa si dimostra che sul guanto non ci sono resti di nessun genere. 

Subito dopo si colloca l’ostia sul guanto, nello stesso modo in cui un fedele la prende dalle mani del sacerdote e la colloca sul palmo della sua mano.

Infine lo sperimentatore prende e ingoia l’ostia: e allora si possono vedere con chiarezza le particelle di ostia che sono rimaste sul guanto.

Ci ricordiamo che l’ostia usata dal seminarista è in realtà solo pane. Ma se si fosse trattato di un’ostia consacrata, data a un fedele durante la messa, inevitabilmente quelle minuscole briciole di ostia consacrata sarebbero cadute a terra. Il che costituirebbe una forma di sacrilegio verso la presenza reale di Cristo nell’eucarestia.
Ricordiamo qui che cosa afferma l’Istruzione “Redemptionis sacramentum”.
Al punto 92 si legge: “Benché ogni fedele abbia sempre il diritto di ricevere, a sua scelta, la santa Comunione in bocca, se un comunicando, nelle regioni in cui la Conferenza dei Vescovi, con la conferma da parte della Sede Apostolica, lo abbia permesso, vuole ricevere il Sacramento sulla mano, gli sia distribuita la sacra ostia. Si badi, tuttavia, con particolare attenzione che il comunicando assuma subito l’ostia davanti al ministro, di modo che nessuno si allontani portando in mano le specie eucaristiche. Se c’è pericolo di profanazione, non sia distribuita la santa Comunione sulla mano dei fedeli.
Al punto 93 si legge: “È necessario che si mantenga l’uso del piattino per la Comunione dei fedeli, per evitare che la sacra ostia o qualche suo frammento cada”.
Un bel problema, no? Ma, come dicevamo, sempre e solo per chi ci crede che sia il corpo di Cristo….

MARCO TOSATTI
http://www.marcotosatti.com/2018/02/15/comunione-in-mano-un-esperimento-documenta-la-possibilita-di-infiniti-sacrilegi-quotidiani-e-involontari-per-chi-crede-alla-transustanziazione/